Ecovillaggio Solare, un posto diverso dove vivere.

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Commenti

Ottimo Jacopo!

Proprio il post che aspettavo! Pensa che stanotte ho fatto uno strano sogno premonitore: mi arrivava un tuo videomessaggio nel telefonino... mi parlavi di una cosa che dovevamo organizzare assolutamente!Ma era criptato, distorto e continuavo a vederlo e rivederlo ma non capivo cosa dovessimo fare... eccolo spiegato finalmente con questo post!

Faccio sintesi e pulizia tra tutto il materiale di ricerca raccolto per formare un Ecovillaggio e comincio a postare argomenti così che la discussione si alimenti e s'incomincino ad affrontare e risolvere futuri possibili impicci!

Il potere salvifico di Alcatraz non può essere "solo" un Fantastico posto dove trascorrere un'illuminante vacanza. Ho ben chiaro che saranno due realtà distinte, ma sicuramente si scambieranno energia e costruiremo un altro capolavoro quale è la Libera Università di Alcatraz!

Grande Jacopo!

Hai tutta la nostra Stima ed il nostro Affetto!

I Vaniglia

P.S. Mi faccio delle risate ad immaginarti col plastico dell'Ecovillaggio in braccio ad andare a discutere del progetto con quelli della banca etica, viva i Pazzi, Visionari, Rivoluzionari, Sognatori che non mollano mai perché è troppo bello Vivere!

Io voglio esserci, appena letto l'articolo mi si è illuminato il cuore. Questo è quello che vorrei per la vita mia e di chi mi sta vicino. E' da tempo che sto cercando di capire in che direzione puntare per sentirmi meno prigioniera della vita così poco umana che faccio ora. Ho poca esperienza ma un oceano di voglia di fare!!!

Io ci sono!! 

L'ecovillaggio è un'idea più strepitosa!!

Grazie anche solo per averla pensata.

Chiara

 

Vedo con piacere i primi interventi delle persone interessate a questo progetto.

Ho partecipato alle discussioni e ai dibattiti che avevano lo scopo di chiarirci le idee sulle varie tipologie di ecovillaggi possibili;  ora l'idea si fa più concreta, si passa alla seconda fase esiste una bozza di progetto con serie possibilità concrete di realizzazione.

Si dovrebbe quindi, come auspica Jacopo, sviluppare un ulteriore dibattito che consenta di agevolare l'iter del progetto.

Concordo con Jacopo che i tempi di realizzazione dipenderanno molto anche dalle adesioni, dalle discussioni e commenti che si potranno sviluppare in futuro.

Anch'io come il "vulcanico" Arcano (  le sue" eruzioni" sono  creative, spettacolari e sempre originali) ho raccolto molto materiale, riguardante le diverse tipologie edilizie, e sulle varie modalità di gestione e di cooperazione, materiale ricavato dalle realtà esistenti attualmente sul nostro territorio.

Sarà per me interessantissimo confrontarmi e dibattere con  Arcano , e con  chiunque altro si proponga.

Esistono in Italia  ecovillaggi con strutture abitative e modalità di gestione a volte simili fra loro, a volte però anche molto diversificate, con risultati sul piano pratico più o meno funzionali.

La riuscita di un ecovillaggio dipende molto da queste scelte che a mio parere devono essere vagliate con cura e opportunamente elaborate tramite un dibattito che dovrebbe essere il più possibile chiaro e aperto.

E per aperto intendo dove ognuno dovrebbe avere, oltre  alla capacità di mettere  a disposizione le sue proposte e le conoscenze in materia, anche la capacità di mettersi in discussione, di ascoltare con  la massima attenzione le proposte di tutti, pronto a modificare la propria idea quando ne ravvisi tale necessità.

Se riusciremmo a tenere il dibattito su queste frequenze, ritengo che saremo veramente efficaci e proficui.

Costruire un ecovillaggio,sulle modalità di questa prima bozza proposta è veramente un'avventura affascinante come dice Jacopo, dobbiamo essere consapevoli però che sarà anche un'avventura seria perchè credo che almeno molti di noi investiranno i propri risparmi di una vita, oltre alla vita stessa.

Se riusciremmo a dialogare, a dibattere, avendo sempre nel cuore questa consapevolezza e la giusta apertura verso l'altro, potremo veramente  realizzare qualcosa di veramente buono, e far vedere che una società diversa è possibile!!

Da quando frequento questo blog ho avuto modo di conoscere persone veramente straordinarie, trovo che il popolo di Alcatraz sia una magnifica, meravigliosa  "armata Brancaleon" .

Ma proprio grazie a questa caratteristica capace di imprese epiche!!!

Forza gente, facciamoglielo vedere all'arroganza imperante che crede di averci in pugno, che cosa siamo capaci di fare!

 

Grazie per questo progetto, insieme si possono fare cose davvero incredibili superando dubbi, difficoltà, pigrizia e scetticismo... ci piacerebbe vivere in un clima alternativo ma costruttivo e solare. E cosa c'è di meglio che costruire un villaggio?
Tutto ciò consuona molto con un nostro sogno, ci piacerebbe saperne di più!  A presto...

:) Viviana & Leonardo
Wellness Angel Coach
www.autodifesalimentare.it/blog

Caro Jacopo,

Mi sono appassionato all' ecovillaggio fin dal primo articolo uscito in proposito. Vorrei ringraziare preventivamente tutti quelli che in qualche modo partecipano e parteciperanno a questo progetto strepitoso che per me rappresenta perfettamente l' idea di sogno che diventa realtà. Sogno perchè riassume tutte le aspirazioni di vita che una persona come me (specialmente da quando sono padre) può immaginare, e reltà perchè è qualcosa di concreto, tangibile e condivisibile. Abitare in un posto magnifico, nel verde, collaborando il più possibile con i vicini, vivendo con il minor impatto ambientale possibile puà sembrare addirittura troppo!!! E invece no! E' tutto vero.

Io do la mia totale disponibilità in merito e vorrei cominciare alimentando il dibattito con una domanda che spero possa essere d' aiuto a chi ha esigenze simili alle mie...giusto per iniziare.

Allora la questione riguarda lo spazio:

Leggo che i moduli abitativi sono di 50 mq calpestabili e mi chiedo se per una famiglia di 4 persone come la mia ( I bambini hanno 4 anni ed 1 anno) non siano pochi, specialmente per quando Maya e Milo cresceranno. Sono previsti moduli piu grandi? magari 60 mq.

Grazie per il momento e a presto.

 

Stupendo, entusiasmante, emozionante, come tutto ció che fate, ma soprattutto concreto!

Quel che piú incoraggia del vostro lavoro é la vostra capacitá di portare a termine ció ceh sognate prima e progettate poi.

Ricollegandomi al gioco dei regali, vi offro uno spettacolo di circo contemporaneo per l'inaugurazione dell'ecovillaggio.

Si chiama "Qui comincia la storia".

È la storia di un un uomo e una ragazza che durante la 2a guerra mondiale recuperano libri, per salvare pagine di cultura alla distruzione della guerra. Confidando che dopo l'ariditá lasciata dal massacro, la cosa piú importante sará avere semi da spargere per far rifiorire la terra.

Se vi interessa non esitate a farmi sapere e se no, fatemi sapere comunque quando inaugurerete questo angolo di paradiso.

[email protected]

Buona giornata,

Francesca

Salute cari amici,

 quella di formare il gruppo di persone che costituisse il nucleo fondatore dell'ecovillaggio è stata l'esperienza più intensa, affascinante e coinvolgente che io e la mia giovane famigliola abbiamo vissuto lo scorso anno. Per un anno, abbiamo parlato e studiato come va il mondo, dove vanno le nostre vite, a cosa servono realmente i nostri lavori, cosa desideriamo per il nostro futuro, e quale  futuro lasciare ai figli. Siamo andati in giro per vedere ruderi e poderi, si è creato un piccolo movimento, è stata coinvolta un po' di gente curiosa e ci siamo incontrati tutti insieme per confrontarci stando insieme un paio di giorni e proprio in quei due giorni è finito tutto, è finita male. Nel senso che alla fine non abbiamo quagliato e ci siamo sciolti. Siamo rimasti in buoni rapporti e spero che i miei amici partecipino a questo dibattito per arricchirlo!

Ciò che sento con premura di comunicarvi è il perché sia fallito il nostro progetto, così che da tale sconfitta si possa trarre la giusta lezione per avviare col piede giusto il sogno che sta diventando realtà!

Vi invito quindi a leggere la mia missiva di addio al progetto che non poteva funzionare, così che in parte mi presenti anche e ci si incominci a conoscere!

Buona lettura, spero sia abbastanza breve:

Esseri primordiali,
 son sempre con un piede qui nella società evoluta e consumista ed uno in quella alternativa a forma di natura, chissà se mi passerà mai l’angoscia e riuscirò a fare il grande salto, a trovare il mio posto, proprio quello che sento mio, che non so se è a star tranquillo di là o combattere giornalmente di qua, perché di qua faccio una fatica a starci nonostante sia così confortevole. Per ora nonostante le mille cose che faccio e che ho da fare il mio posto proprio mio riesco a sentirlo solo tra le braccia dei miei compagni di viaggio Nicoletta, Jacopo e la pancia di Nik che ha dentro la nostra sorellina, nella nostra casetta fatta da noi a nostra misura, nei nostri sogni, nelle nostre idee, negli abbozzi di libri che scriviamo, e non è appartenenza ma Amore. Chissà se avrò mai il coraggio di saltare… i soldi, parte sostanziosa e sostanziale  della spinta, di certo ancora non ce li ho, ma i soldi, visti i tempi che corrono, stanno perdendo valore. Non solo perché stiamo scoprendo che sia vero che non ne hanno di valore ma perché comincia forte a circolare il desiderio di vivere meglio, non solo in noi “alternativi” ma in tanta gente. I soldi sono parte del sistema complesso che organizza le nostre vite, sistema vizioso e viziato, sistema che le nostre vite possono scombinare se si mette in moto la socialità, lo scambio e il dono; sistema che sta crollando insieme alle estrazioni del petrolio, ma di questo ne parliamo poi, perché non sostenibile così com’è. Io nel panico generale che c’è nel mondo, ci aspettano gravi crisi e crolli, sono positivo penso possa essere l’inizio vero del percorso che porta a toglierci dai comuni sogni sbagliati imposti dalla società di ambizione e ricatto che tiene schiavo il mondo e ci fa produrre e correre bendati lontano da noi stessi verso il baratro. Ma la società siamo noi, è quel qualcosa che costruiamo insieme coi nostri lavori e col nostro impegno, ma cosa stiamo costruendo se non c’è più spazio per vivere? Cosa stiamo costruendo se ci ammazziamo per un pacco di biscotti? Cosa stiamo costruendo se la ricompensa delle nostre fatiche è vedere quattro pirla su un’isola a litigare e fare la fame? Scusate, volevo parlare di tutt’altro e invece son cascato nel discorso denaro, no, a me non mi assilla, ma in bene o in male si riesce a far qualcosa e a cambiare le cose se non si ha dipendenza dai soldi e purtroppo nell’organizzazione sociale vigente non abbiamo garantito niente se non trovare il modo per guadagnarli e sopravvivere, o se ci impegniamo tanto, o rubiamo, diventare ricchi e pensare di godere, non conosco persone più tristi dei ricchi e ne conosco personalmente. Sono persino costretti a comprare l’amicizia e l’amore.
Vado finalmente dove volevo andare, sono passati tre mesi dal nostro incontro, qualcuno di voi non era, ma avrà sentito che è da tre mesi che non stiamo più parlandoci, nonostante con qualcuno si stesse costruendo qualcosa, forse non un Ecovillaggio solo amicizia, pisciaci sopra coi tempi che corrono… L’incontro è servito! Abbiamo capito che siamo diversi e cerchiamo cose diverse. Abbiamo capito che l’alimentazione, il “divieto” di mangiare carne e formaggio fa saltare le più buone intenzioni di costruire qualcosa in comune. Io ho poi capito che ho bisogno di stare in mezzo a cose belle, allegre, divertenti, colorate, ho capito che devo sentirmi dentro la gioia di costruire cose belle e non sentirmi inadatto per questo pianeta perché non mi bastano aria e soia per sopravvivere in armonia col cosmo e tutte le stelle lucenti. Ho capito che con buona pace di Francesca pubblicherò nel mio blog la bozza “accordi di base” perché a molte persone manca l’input per scegliere una strada alternativa, e manca l’esempio di qualcuno che l’abbia pensato e fatto… A molte persone questo cesso di realtà (cittadina, produttiva, frenetica, urbana), sembra l’unica possibile. Ho capito che scrivere e fare l’attore di teatro è faticoso, bello, appagante è una ricerca, del miglioramento e della “perfezione” non è solo egocentrismo, ma forse non è proprio quel che cerco, forse sì, forse no, forse l’unico posto possibile è la campagna, boh. Ho capito che non tutte le cose slegate dal bosco e dalla natura sono fughe, perché l’arte è una ricerca, non una fuga. Ho capito che va bene parlare e ragionare ma ad un certo punto ci si deve buttare. Ho capito che devo stare con persone che stimo e mi stimino, che rispetto e mi rispettino, ho capito che non è sopportabile sentirsi indegni e fuori luogo. È una lezione per me che voglio comunicare e a volte sono arrogante con i “normali”. Ho capito che avevo bisogno di riparlarvi anche se forse non si capisce tanto dove voglia andare a parare… Da nessuna parte specificamente se non nel realizzare che è un peccato non riuscire a fare delle grandi cose insieme solo per dei principi, più o meno etici, più o meno condivisibili.
 
Forse ho sbagliato qualcosa, forse no, non ce la faccio a rileggere, mi aspetta il bagno bollente che non è sostenibile ma cazzo se è piacevole!!
Buona fortuna a tutti!

Andrea aka Arcano Pennazzi
Blog:
http://arcanopennazzi.wordpress.com/
Video: http://www.youtube.com/ArcanoPennazzi
Mail: [email protected]
Skype: arcanopennazzi4

L'idea di un Ecovillaggio non è di certo nuova in questo blog, ma riesce ad infiammare sempre con la stessa intensità!
io voglio esserci, desidererei servire il progetto a 360 gradi.
Ah, Jacopo, una volta tanto ti correggo io, si scrive domotica e non demotica.

LiveInSunLove

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Ancora un'idea strepitosa, questa volta ci voglio essere. Non ho esperienza, ma sicuramente euforia per un progetto che forse aspettavo da tempo.

Paolo T.B.

 

Gente alimentiamo il discorso,

 vivere insieme nell'Ecovillaggio sarà un po' come sposarci, senza schiacciarci i piedi, starci sulle balle e farci i dispetti, dovremo sovvertire tutte le storture e le dinamiche di cattivo vicinato che si creano normalmente nei condomini. Quindi trovo necessario lavorare su degli accordi di base. E' proprio così che si fonda un Ecovillaggio! Forse il nostro sarà più un villaggio ecologico... ma le dinamiche sono sempre quelle.

Girandovi quanto segue non intendo né propinarvi tanto meno  propugnarvi nulla di definitivo, categorigo e perentorio. Si tratta di una bozza, grazie mille a Francesca A.! (redattrice di tale bozza), che ha come motivo l'essere presa come spunto e se ci piace ad esempio! Buona lettura e buoni commenti!

 

Bozza accordi di base

                                                                                          

 

1.1            La visione

 

Si vuole creare un luogo di relazione  e comunità di famiglie, in un contesto di vita in campagna, dove sperimentare una condivisione di spazi e tempi, dove il lavoro non sia finalizzato solo al reddito economico, ma soddisfi anche l’autoproduzione di beni e la realizzazione delle aspettative dei singoli e del gruppo.

 

L’idea è quella di creare un modello di socialità che superi la famiglia mononucleo di oggi, chiusa nel proprio loculo abitativo, sempre più sola nella gestione delle problematiche quotidiane, perennemente sotto pressione per la precarietà del lavoro, per la perdita del potere di acquisto dello stipendio e per la spirale del debito verso le banche, contratto con l’acquisto della casa o della macchina; una famiglia costretta a delegare ad altri (Stato, sempre più assente, o badanti private) la cura dei figli piccoli e degli anziani, perché il lavoro, gli impegni, le energie non consentono a loro di farlo direttamente. Si pensa ad una piccola comunità (parola che deriva dal latino cum munere, che significa “donare l’un l’altro”) dove al denaro (anagrammando la parola) si contrappone il donare, basata sullo scambio, la reciprocità e la fiducia, rispettosa del bisogno di intimità dei singoli nuclei famigliari e aperta verso graduali condivisioni di spazi, momenti, stili di vita e mezzi di sostentamento.

 

1.2            I valori condivisi

 

I valori di base del progetto, trasversali ad ogni attività svolta, si possono riassumere in tre grandi concetti:

 

A)     La socialità

 

Per socialità si intende: volontà di stare insieme e di condividere, di donare e scambiare, di prendere decisioni comuni secondo il metodo del consenso e della comunicazione ecologica, voglia di confrontarsi per gestire i conflitti, mutuo sostegno con i figli, curare le relazioni con parenti, amici e ospiti con passione a disponibilità, vivere spazi comuni, mangiare insieme, fare “rete” con altre realtà e con il contesto sociale esterno,  consapevolezza della “valenza politica” di quello che si è e che si fa,  crescere e approfondire insieme il sapere, le curiosità, lo spirito critico e la spiritualità.

 

B)     La sobrietà

 

Per sobrietà si intende: cercare il soddisfacimento dei bisogni essenziali senza vivere il consumo e l’acquisto di merci e servizi come gli unici  mezzi di realizzazione personale, vivere del necessario e non di bisogni indotti,  godere della semplicità, evitare gli sprechi, riutilizzare e riciclare oggetti, sperimentare l’autosufficienza alimentare ed energetica, recuperare più tempo per sé e gli altri, vivere il lavoro non come elemento totalizzante, ma come parte della propria vita per la realizzazione del sé, aver cura delle proprie e altrui cose, dedicarsi con passione al piccolo ed ai particolari, coltivare spazi oltre a quelli dei “doveri” per esprimere se stessi.

 

 

   C)  Il selvaggio

 

Per selvaggio si intende: vivere in un luogo a forte valenza naturale, interagire con l’ambiente selvatico, sentire l’energia che la natura offre e viverla come elemento essenziale per la propria vita, sentirsi parte di essa, mangiare ciò che si coltiva o raccoglie con le proprie mani, vivere l’agricoltura come fonte di nutrimento con rispetto per la Terra, godere dello scandire delle stagioni, rispettarne i tempi.

 

Elenco degli accordi di base:

 

Comunicazione e metodo decisionale

 

1)     Usare  il metodo del consenso nel prendere le decisioni, salvo quelle di amministrazione quotidiana per le quali si deciderà anche non consensualmente. Darsi quindi il tempo di decidere, dedicando ad argomenti controversi anche 2 o 3 incontri a distanza di tempo. Tutti i membri hanno il potere di bloccare una decisione, ma solo se questa costituirà un pericolo o una violazione del progetto.

2)     Nelle relazioni e nella risoluzione dei conflitti si avrà come obiettivo, di arrivare ad utilizzare  il più possibile gli strumenti della comunicazione ecologica e non violenta, al fine di relazionarsi nel miglior modo possibile  così da non creare sentimenti di sconforto ed emarginazione.

3)     Si cercherà di lavorare sul gruppo per approfondire relazioni e dinamiche, anche con l’aiuto di facilitatori o consulenti esterni.

 

Lavoro e proprietà

 

4)     Nel nostro progetto sono previsti lavoratori interni ed esterni. Entrambi hanno pari dignità. La scelta di lavorare dentro o fuori sarà presa consensualmente in base alle attitudini e desideri dei lavoratori e alle esigenze di sussistenza dell’ecovillaggio. Sarà gradita la presenza di volontari (wwoofers)

5)     Il lavoro interno verrà gestito in maniera collettiva, favorendo l’interscambiabilità dei ruoli. Esisteranno comunque dei responsabili per i diversi ambiti, ma senza creare comparti stagni tra le varie attività. La suddivisione in responsabili avverrà secondo le proprie attitudini e desideri.

6)     L’abitazione privata è proprietà di ciascuna famiglia. Le modalità di una eventuale vendita o cessione a terzi (es. affitto) vanno decise consensualmente con gli altri membri del gruppo, al fine di tutelare il progetto (accordarsi sull’acquirente tutelando sia chi se ne va, sia chi resta).

7)     Gli spazi comuni, le terre, i mezzi agricoli di lavoro e gli animali domestici  sono proprietà della struttura giuridica che gestirà l’azienda agricola.

8)     Il gruppo cercherà di favorire e tutelare il progetto anche in caso di conflitti e tensioni tra i singoli. Sarà salvaguardato comunque il diritto di poter uscire dal progetto e anche dalla proprietà comune mantenendo solo l’abitazione privata. In tal caso si dovrà prevedere la possibilità di recuperare le quote sociali messe nella struttura giuridica.

9)     Alcune spese sono gestibili per cassa comune: da decidere quali (punto ancora da definire) La figura guiridica che gestirà le attività economiche del progetto si farà carico anche di gran parte delle spese (utenze, cibo, detersivi, automezzi, assicurazioni, manutenzioni, mutui, ecc.) delle famiglie coinvolte. I proventi del lavoro interno all’azienda (per attività di tipo agricolo e agrituristico) andranno prima di tutto a coprire tali spese mentre quello che avanza verrà in parte distribuito come retribuzioni personali e in parte reinvestito.Tale retribuzione dovrà servire a coprire le spese personali extra (es. viaggi, spese mediche, ecc.) Le persone che vivono sul posto, ma lavorano esternamente, dovranno versare una quota (da quantificare) quale contributo alle voci di bilancio per le quali anch’esse usufruiranno.

                  Sarà decisione dei soci determinare la quota di denaro delle retribuzioni che verrà     utilizzata dai lavoratori interni per le spese personali e la quota di denaro che i lavoratori esterni lasceranno in cooperativa.

 

Bambini, parenti e spazi comuni

 

10)La gestione di tutti i bimbi dell’ecovillaggio, durante i momenti lavorativi, è un compito prezioso che verrà fatto a turno da ogni membro . (Anche per chi lavora fuori in relazione a disponibilità e tempo). Educare i figli è un lavoro. Verranno organizzati momenti per approfondire le metodologie educative e la decisione di “regole base” per la gestione dei bimbi nei momenti comuni. L’educazione  dei figli negli spazi e momenti privati sarà prerogativa dei genitori, tuttavia si cercherà un confronto continuo sui diversi stili educativi.

11)La gestione e le pulizie degli spazi comuni della casa (sala pranzo, cucina comune bagni, eventuali altri spazi)  e la preparazione della mensa comune è un lavoro. Come tutti i lavori viene meglio se fatto con amore e dedizione. Anche quest’aspetto sarà diviso a turni tra i vari membri.

12)Accordarsi consensualmente per il soggiorno prolungato (oltre i 10 giorni) di parenti ed amici. Questo per gestire meglio gli spazi disponibili, e per accordarsi sul ruolo di queste nuove persone che potranno contribuire in lavoro per l’azienda o in denaro per coprire le spese della permanenza.

13)Per soggiorni definitivi di amici e parenti è necessario un confronto approfondito nel gruppo e una decisione col metodo del consenso. Le persone che verranno accolte nelle strutture del gruppo dovranno comunque firmare una versione ridotta degli accordi di base. Questo per salvaguardare l’equilibrio del sistema e tutelare il progetto.

14)E’ possibile che nell’ecovillaggio vivano persone legate ai membri del gruppo da vincoli affettivi o di parentela, ma non condividono l’aspetto comunitario o lavorativo della vita insieme. E’ possibile per queste persone vivere presso la struttura, firmando una versione ridotta degli accordi di base, che prevederà indicazioni sulla convivenza e sui ruoli dei partecipanti.

15)Presso l’ecovillaggio si organizzeranno momenti ludici e ricreativi a scadenza fissa (compleanni bimbi, feste, gioco, pratiche sportive e artistiche…) Si cercherà di favorire i momenti di socialità collettiva cercando di prendersi dei giorni liberi per stare insieme.

16)Si cercherà di ottimizzare i trasporti privati utilizzando mezzi in condivisione e possibilmente alimentati con combustibili a minor impatto sull’ambiente.

 

Alimentazione, acquisti e mensa

 

17)La mensa comune andrà gestita cercando di tener conto il più possibile delle esigenze nutrizionali di tutti i membri del gruppo, privilegiando comunque un’alimentazione prevalentemente vegetariana. Gli acquisti esterni di cibo saranno collettivi e serviranno per l’attività agrituristica, per la mensa comune e per le esigenze delle singole famiglie, le quali prenderanno dalla dispensa comune solo il necessario ad uso immediato per le proprie esigenze, evitando inutili accumuli in casa. Nella cucina comune si eviteranno pentole in teflon e alluminio, privilegiando nella cottura terracotta, rame, pietra, vetro e acciaio, mentre per la conservazione vetro, ceramica e plastica. Si cercherà inoltre di reperire il cibo non autoprodotto da produttori locali e favorire alcuni prodotti del commercio equo solidale (caffè, thè, cacao, cous cous, quinoa). I beni alimentari consumati in azienda andranno comunque il più possibile autoprodotti, ricercando un coinvolgimento di tutti secondo le capacità, gli interessi e le disponibilità di tempo.

18)Altri beni materiali (es. giocattoli, vestiti, arredi, detergenti, ecc.) potranno anch’essi esserre autoprodotti secondo le capacità e la disponibilità di tempo dei membri dell’ecovillaggio. Compatibilmente con le disponibilità economiche ed i gusti dei singoli ci si orienterà inoltre verso il riutilizzo ed il riciclo, l’uso di detersivi e prodotti ecologici e/o equo solidali.

 

Animali domestici

 

19)Per quanto riguarda gli animali domestici (cani , gatti, ecc.), i loro padroni sono i principali responsabili del loro benessere (spazi, cure mediche, ecc.) e  dei rapporti col resto dell’ecovillaggio. Potranno entrare negli spazi comuni solo se non arrecheranno danni alla struttura e alle persone presenti ( abitanti ed eventuali ospiti) e se educati alla convivenza pacifica e tranquilla. L’eventuale sporco arrecato verrà repentinamente pulito dai proprietari. I proprietari decideranno se, di notte, tenerli nelle loro dimore individuali o allestire in azienda uno spazio specifico per tenerli. I proprietari si faranno carico anche delle pulizie in luoghi esterni ed interni che gli animali frequentano. Le spese mediche degli animali domestici sono a carico dei proprietari.

 

Energia, acqua

 

20)L’energia verrà il più possibile autoprodotta e si farà comunque uso di fonti rinrnovabili locali (solare, fotovoltaico, biomasse, eolico, ecc).

21)Per la ristrutturazione si utilizzeranno le tecniche della bioedilizia.

22)L’acqua è un bene prezioso da tutelare: si studieranno metodi per utilizzare al massimo l’acqua piovana o di sorgente. Per usi non potabili si privilegerà l’uso di acqua derivata da fonti quali pozzi cisterne o laghetti. Per l’irrigazione si adotteranno metodi di risparmio idrico e di riciclo dell’acqua di scarico. Si limiterà il più possibile l’uso  di acqua in bottiglia.

 

Agricoltura

 

23) La gestione del fondo agricolo seguirà il metodo biologico o biodinamico e l’approccio progettuale della permacoltura. Si cercherà di impostare l’azienda per produzioni vegetali diversificate sia erbacee che arboree. L’allevamento animale sarà minimo (galline, qualche capra o pecora) solo ad uso interno.

     L’utilizzo dei macchinari sarà il minimo indispensabile, privilegiando il    lavoro manuale. Alcuni lavori agricoli saranno collettivi: trapianti e semine, diserbi, grosse raccolte ( patate, cipolle, uva, frutta). Si cercherà in primo luogo di soddisfare i bisogni alimentari dei residenti e secondariamente di mettere a coltura terreni per la vendita dei prodotti, la quale dovrà essere svolta direttamente in azienda o in mercatini locali. Le colture dovranno rispecchiare la vocazionalità del luogo.Le scelte di piante e razze animali verranno fatte cercando di preservare la biodiversità agricola e selvatica e i prodotti autoctoni del territorio.

 

Il luogo ideale

 

Per realizzare il progetto s’intende cercare un luogo, podere agricolo o piccolo borgo rurale abbandonato, in zona collinare, ad un’altitudine tra i 300 e 700 metri di altezza, non troppo lontano  da un centro abitato che offra servizi sociali e culturali adeguati. Il posto dovrà inoltre essere preferibilmente vicino o all’interno di un’area protetta o comunque offrire interessanti spunti naturalistici, paesaggistici e storico-archeologici. La dimensione dovrà essere tale da poter disporre di circa 700-800 metri quadri di superficie utilizzabile tra abitazione per le famiglie, agriturismo e ricoveri agricoli, e di almeno 12-15 ettari di terreno in parte coltivabile e in parte a bosco. Fondamentale sarà inoltre la presenza di acqua sottoforma di pozzo o sorgente.

 

La struttura sociale, la proprietà e l’investimento

 

Si cercherà un posto che permetta di realizzare una struttura sociale che abbia sia elementi comunitari che privati per gli individui e le famiglie, in modo che sia contemporaneamente garantita la socialità e l’intimità.

Ogni famiglia avrà il suo appartamento di proprietà, mentre il resto dei fabbricati (camere agriturismo, cucina grande  e sala da pranzo comune, biblioteca e altri spazi giorno, ricoveri attrezzi, ecc.) e i terreni agricoli saranno di proprietà della figura giuridica (cooperativa, società, associazione) che si andrà a costituire per la proprietà comune e per la gestione delle attività economiche. Anche gli strumenti di lavoro (mezzi agricoli, furgoni, arredi per la trasformazione dei prodotti, ecc.) saranno di proprietà comune.

L’acquisto del podere o del borgo e dei terreni annessi, nonché la ristrutturazione degli edifici, verrà fatta sia con capitali propri dei partecipanti al progetto sia richiedendo prestiti (es. parenti) o finanziamenti a istituti di credito. In quest’ultimo caso si terrà conto dell’eticità della banca o istituto erogante il prestito.

(sarebbe opportuno valutare forme di prestito il cui tasso di interesse non sia dettato dalle BCE, che in questo momento è in fase di crescita graduale rendendone meno favorevole l’accesso).

ILLUSIONI.
SONO MOLTO CONTENTO per le reazioni a questa proposta. Sicuramente sono il segno di un grande interesse e della concreta possibilità di realizzare questo progetto.
E ringrazio tutte le persone che hanno voluto regalarci un contributo progettuale entrando nel merito dei problemi, in particolare Arcano che ha realizzato una vera e propria analisi sulle relazioni interpersonali.
Trovo però essenziale smorzare alcune idee che mi sembrano illusioni.
La sensazione che mi viene leggendo alcuni contributi (come quello di Arcano) è che ci sia un'aspetativa troppo spostata in senso comunitario.
Ovviamente mi sembrano tutte idee bellissime. Discuto la fattibilità.
L'esercizio che mi impegna da anni è quello gravoso di scorgere nel sogno la parte realizzabile subito e dividerla da quella che ha bisogno di tempi più lunghi.
Io credo che possiamo darci obiettivi minimi realizzabili.
E credo che scrivere troppe norme, fissare troppi impegni sia un errore.
Credo che si debba creare una situazione che apra alle possibilità, che sia strutturalmente rivolta verso la cooperazione, senza renderla obbligatoria.
Quindi non fisserei la necessità di assemblee, spese collettive, gestione collettiva di bambini o altri servizi.
Andrò oltre: credo che il meccanismo assembleare sia intimamente perverso perchè porta all'emergere di pessimi impulsi verso il liderismo, la scontro di potere, la zizzania e la scissione.
Da 30 anni vivo a Alcatraz e ho sperimentato con grande piacere la spontaneità dello stabilirsi di nuovi codici.
Le persone tendono naturalmente verso la collaborazione. Regolamentare è per me un errore.
Quello che vedo funziona è il continuo lavorio delle relazioni a due.
Il gruppo è l'insieme di queste relazioni tra due individui alla volta.
E' un percorso eccellente per prendere qualunque tipo di decisione.
A Alcatraz esiste un gruppo di una quindicina di persone che lavorano assieme, portano a scuola i figli, comprano la legna, lanciano progetti, organizzano feste eccetera senza bisogno di creare spazi e tempi vincolati per la discussione e senza bisogno di fissare turni, regole o obblighi.
Ugualmente non credo si possa progettare di fare la spesa assieme a priori.
Quando le persone inizieranno a vivere in un posto dove per lavare i panni hai una lavanderia collettiva e se devi organizzare la festa di compleanno di tuo figlio c'è una sala a disposizioni di tutti, dovrebbe venire spontaneo organizzare l'acquisto collettivo di pasta.
Così come potrebbe venir voglia di creare un mercato interno di scambio: biscotti contro salsa di pomodoro.
Ma regolamentare questo è un casino pazzesco ed è noioso in modo infernale. Noi ad esempio continuiamo a scambiare beni al nostro interno senza tenere nessuna contabilità. Semplicemente chi non risponde alla generosità con la generosità è tagliato fuori.
Anche qui tutto avviene da sé attraverso il meccanismo delle relazioni a due.
Insomma non vorrei che chi sceglie di comprare una casa all'interno dell'ecovillaggio si debba poi sentire obbligato a una serie di scelte.
Facendo così oltretutto rischiamo di radunare una banda di noiosissimi burocrati della convivenza. O di illusi che pretendono di decidere di creare una società comunista subito, senza fare i conti con i limiti ei problemi di ognuno. Si fa presto a cadere nella comune religiosa ideologica. Una cosa terribile che provoca solo rancori e dolori.
L'ECOVILLAGGIO NON E' UNA COMUNE O UNA COMUNITà.
E' un VILLAGGIO.
Con le sue forme necessarie di democrazia decisionale.
Ma una volta deciso che ci sono una lista di lavori da fare, salvo casi eccezionali, quei lavori si fanno tutti gli anni senza bisogno di nessuna assemblea.
Da questo punto di vista strettamente decisionale io poi non deciderei che ci sono tot ore di lavoro, ad esempio per la manutenzione, e che ognuno è tenuto a contribuire con tot di ore del suo lavoro.
Questo è un sistema che crea obblighi, discussioni sulla qualità del lavoro svolto per la collettività eccetera. NO BUONO!
Io agirei esattamente al contrario: ci sono dei lavori da fare, si decide di farli, si cercano dei preventivi. Poi se qualcuno all'interno dell'ecovillaggio vuole farli lui se ne assume la responsabilità come se fosse una ditta esterna. Questa modalità semplifica enormemente i problemi.
E chi si occupa di chiedere i preventivi e sovraintendere i lavori per conto dell'ecovillaggio? Una sorta di amministratore di condominio, pagato come un amministratore di condominio, che può essere anche un elemento esterno all'ecovillaggio.
Io credo che il meccanismo di monetizzare i lavori da fare sia un modo per togliere problemi, discussioni, polemiche.
Se il lavoro dell'amministratore dell'ecovillaggio non va bene, si cambia amministratore.
E' semplice proprio perchè è un lavoro pagato a ore.
Se invece l'amministratore di condominio è un lavoro volontario, chi lavora si sente che gli altri devono essere grati. E gli altri sono in difficoltà perchè non si può chiedere troppo a chi lavora su base volontaria non retribuita.
Diventa un verminaio. Una fabbrica di recriminazioni e rancori. E si perdono ore in chiacchiere inutili.
Nella vita il tempo è la cosa più preziosa!!!
Attenzione, poi all'interno dei membri dell'ecovillaggio i soldi possono non essere euro ma assegni della banca del tempo interna. Ma ci deve essere un chiaro corrispettivo tra lavoro e retribuzione.
Credo che più si semplifica il funzionamento di una collettività più le cose funzionano.
Le regole devono essere poche e veramente essenziali: non puoi svegliarmi la notte con la musica a tutto volume o perchè ti tira di suonare i bonghi su un albero, non puoi buttare l'immondizia sui prati e non puoi scassarmi i santissimi in qualche altro modo.
Le regole servono per i divieti essenziali.
E devono essere pochissime se vogliamo siano condivise e rispettate.
Poi ci sono gli auspici, il sogno. Che va coltivato con la pratica, non con le assemblee.
Insomma sono dell'idea di mirare basso, cercare di realizzare in modo solido obiettivi realmente raggiungibili.
Oggi non esiste un posto dove un centinaio di persone possano vivere in modo ecologico, in mezzo ala natura, condividendo alcune strutture essenziali di servizio e di autoproduzione energetica, invece di possederle in modo individuale.
Non esiste un condominio che invece di richiedere spese costanti per il suo mantenimento e per i costi energetici produca, se ben amministrato, ricchezza.
Non esiste un posto concepito anche architettonicamente, per facilitare la collaborazione e il contatto umano.
Inoltre vogliamo che tutto questo abbia un prezzo ragionevole e condizioni di acquisto e possibilità di collaborazione al progetto, che facilitino chi ha meno denaro.
Fermiamoci qui. Che già è un obiettivo gigantesco.
Ovviamente anche questo discorso è un auspicio non una regola. Una volta che gli abitanti dell'ecovillaggio ne avranno preso possesso potranno decidere qualsiasi cosa. Se tutti impazziscono e decidono di rendere obbligatorio l'uso della gonna per maschi e femmine e l'obbligo di vestirsi solo di verde pisello e di verde pistacchio sarà una loro decisione. Ma dovrà essere unanime. Perchè chi compra non sottoscriverà nessun obbligo a sottostare a nessuna regola stabilita dalla maggioranza.
A meno che non siano regole essenziali. Ma quelle non stanno nell'atto di acquisto, stanno nelle leggi dello stato.
Lo schiamazzo notturno è un reato. Non ho bisogno di scriverlo nel mio regolamento interno. Lo scriverò comunque perchè può essere tecnicamente utile ribadire alcune regole essenziali nel regolamento condominiale. Ma non si tratta di regole particolari ma di regole naturali. Ribadire l'ovvio, non regolamentare le scelte esistenziali. Sono due cose molto diverse.

D'accordo con Jacopo!

In un mio precedente commento:

http://www.jacopofo.com/ecovillaggio-solare-ambiente#comment-10590

descrivevo come la forsennata ricerca della "sostenibilità" porti a non vivere, a meno che non si sia fatto un percorso interiore che ci abbia portato ad essere irraggiati di propia luce almeno quanto il Dalai Lama e Gandhi.

Detta piatta piatta, questo è il mio pensiero: una casa e un lavoro devo avercelo per campare con figli e compagna cui voglio bene e desidero viverci assieme in armonia, divertimento e felicità. Una casa poco poco ci vogliono 200.000€ per comprarla qui in città, devo accendere un mutuo, e per campare devo fare un lavoro che non mi piace troppo, perché reputo insostenibile da tutti i punti di vista, sia per me che per l'ambiente. Inoltre vivere in città mi limita e non mi va molto a genio. Con gli stessi soldi: 200.000€, forse meno se si cerca bene, compro la nostra fetta di Ecovillaggio, investo sul nostro lavoro, perché faremo attività di ospitalità e corsi (sarà possibile farlo?), ottengo la terra che mi farà ridimensionare la spesa al market, prendo per mano la serenità e la felicità di fare quello che voglio, divento Super man in carne ed ossa o il Messia, entrambi mi sono molto simpatici! Gli stessi soldi per compiere strade opposte, una fatta di individualità e spreco, l’altra fatta di condivisione e verità. La prima dovrà continuamente farmi guadagnare e lavorare per mantenere quel poco che ho. La seconda mi porterà a dividere e razionalizzare (NON RAZIONARE!) macchina, lavatrice, fornelli, corrente, utensili vari… tutte cose che migliorano la vita, ma cose per cui la vita non è degna d’esser sprecata come si fa in città. Si possono condividere per sprecare di meno e per aver meno bisogno di soldi per comprarle, per avere meno ma di più e meglio, per essere il tempo che occorre per vivere.

Un aspetto centrale della vita, che purtroppo pochi riescono ad apprezzare e a provare, perdendosi a mio avviso una grossa fetta dell’esperienza di vivere è quello del viaggio. Al centro del concetto Ecovillaggio è prevista anche questa esperienza fondamentale: il viaggio. Non la vacanza sulla neve a Natale, o il mese al mare in Agosto. Ma il viaggio vero e proprio, l’esperienza, la scoperta, il tempo per stare e conoscere, imparare e vivere. È nel mio intento e spero anche nel vostro, l’idea di creare una rete tra gli Ecovillaggi sparsi nel mondo che portino avanti la pratica di scambio culturale e ospitalità.

Il petrolio sta finendo la nostra scelta, l’Ecovillaggio appunto, è in anticipo di 50 anni o forse in ritardo di 150, dipende dai punti di vista… Stiamo mettendo le basi per un mondo possibile, saremo un esempio, la possibilità di vivere in armonia senza bisogno di guerra per approvvigionarsi cibo, risorse ed energia. Speriamo che la nostra esperienza venga presa ad esempio, quindi non saremo un nucleo chiuso e a parte, saremo semplicemente quello che è auspicabile tutti siano, un piccolo nucleo umano possibile!

Ciao Jacopo,

che ne dite di creare un link nella home page che resti sempre in primo piano e che rimandi a questa pagina? Qualcosa di simile all' area scambio regali ma senza software, giusto per promuovere il progetto in modo da consentire a chi entra nel blog per la prima volta di sapere che "c' è un ecovillaggio in corso".

Sono d'accordo con Nicola!

Anche io sul mio blog ho fatto ai tempi una sezione dedicata all'Ecovillaggio.

Appena trovo due minuti l'aggiorno linkando a questa pagina!

Ah, il mio blog è questo:

http://www.arcanopennazzi.net/

Lo faremo appena possibile lincando a questa pagina
grazie

 

Ad Alcatraz, dal 17 al 19 aprile 2009.

http://www.alcatraz.it / Loc. S. Cristina 06020 Gubbio (PG) / Tel 075 9229938 - 39 - 14 / E-mail: [email protected]

 

 

E la Multipla a metano, in possibile futura condivisione, già scorreggia per l'emozione!

Mi piace tantissimo l’interesse e l’entusiasmo della gente per il progetto ecovillaggio, e apprezzo  l’intento costruttivo  con cui sono stati sviluppati dibattiti  ed   interventi. In particolare desidero evidenziare la capacità d’ascolto, la schiettezza, la chiarezza e l’apertura verso gli altri.
Per esempio è stato interessante il dibattito fra  Jacopo e Arcano, non tanto per i contenuti, peraltro interessantissimi, ma quanto per il rispetto reciproco che c’è stato fra i due pur di fronte a proposte diverse.  C’è stato ascolto reciproco, vivo interesse, riflessione e con naturalezza e semplicità sono stati trovati dei punti e valori comuni.
Coltivare con costanza questa propensione al confronto e all’incontro autentico con l’altro è una cosa fondamentale. Senza di questo non si va da nessuna parte, tutto è destinato prima o poi a fallire. Ne sono assolutamente convinto.
Mi auguro che ognuno di noi possa portare nel proprio cuore sempre viva e presente in ogni suo agire questa convinzione.
Personalmente condivido e sottoscrivo il secondo intervento di Jacopo che mette la necessaria chiarezza fra Ecovillaggio-comunità e Ecovillaggio-villaggio.
Sono in particolare accordo  sul fatto di mettere poche regole per i divieti essenziali e di lasciar sviluppare delle sinergie di vita fra gli abitanti in modo naturale. Penso che la stragrande maggioranza della gente interessata a questa esperienza  abbia già maturato per contro proprio  l’esigenza di sperimentare la ricerca della collaborazione,della fratellanza, della solidarietà  e quant’altro di attinente  si voglia aggiungere.
Altrimenti non farebbero certamente questa scelta.
Ma queste cose non devono mai essere imposte, devono essere moti spontanei, percorsi liberamente cercati.
Sarà il modo di vivere nel villaggio che espellerà automaticamente la persona non interessata a quello specifico modo di vivere, come nell’esempio a cui si riferisce Jacopo  dove” semplicemente chi non risponde alla generosità con la generosità è tagliato fuori”.
Se si sarà capaci di creare un modo di vita che spontaneamente in modo naturale, riesca ad allontanare le persone non in sintonia con gli ideali del progetto, senza bisogno dell’intervento umano, tranne in rari casi, a mio parere avremmo già fatto una grande cosa.
Fatta questa necessaria premessa , ora faccio emergere “il professionista che è in me” (anche perché il troppo filosofare mi fa sclerare)  e passo alle proposte tecnico-pratiche partendo dai dati di basi acquisiti nella proposta di bozza iniziale dalla quale risulta evidente un ottimo lavoro di preparazione che si basa su proposte concrete e soprattutto realizzabili.
Punto 1 – La presenza costante dell’acqua: Da quanto ho capito l’esistenza di un ruscello a valle e il progetto di recupero delle acque  meteoriche garantiscono  la presenza di acqua nel villaggio. La domanda che mi pongo è se quest’acqua è sempre a disposizione tutto l’anno in modo adeguato al fabbisogno, o ci sono periodi di possibile carenza, magari di siccità? In questo caso sono previsti invasi o laghetti artificiali di raccolta? Domando queste cose perché come Arcano trovo fondamentale la presenza autoctona ed autonoma dell’acqua. Dipendere da fonti esterne per l’acqua anche secondo me  non è cosa buona.
Punto 2 – Pianificazione urbana delle aree esterne: Ingrandendo il disegno prospettico proposto, si scoprono cose molto interessanti (invito chi non si fosse eventualmente accorto di questa opportunità, di farlo). Prende evidenza l’interessante diversità estetica fra i vari blocchi abitativi, si nota una ricerca di armonia nei percorsi,  nelle stradine, negli spazi comuni, sempre diversi fra loro. Non vedo evidenziati, o forse mi sfuggono, le piazze o i luoghi di incontro all’aperto, che immagino siano comunque previsti. A tale riguardo la mia proposta è di prevedere , se ritenuti possibili due luoghi o piazzette: “Il luogo del fuoco” dove poter consentire alla popolazione di sedersi in cerchio intorno al fuoco; “il luogo dell’acqua” dove tramite una fonte opportunamente progettata (ad esempio usando le sculture Flowform ) si potesse godere della vista dell’acqua e dei suoni della stessa. Avremmo così l’opportunità di godere e contemplare i quattro elementi: acqua, fuoco, terra, aria. Terra ed aria ovviamente li avremmo comunque naturalmente, in ogni momento.
Punto 3 – Strutture edilizie organiche: Noto con grande piacere, sempre ingrandendo l’immagine disponibile, che sono previsti oltre ai moduli abitativi diversificati, costruzioni con particolari ed insolite forme architettoniche, costruzioni che presumo ad uso collettivo. L’impressione è che siano forme legate all’architettura organica. Trovo questa idea comunque stupenda. Dovremmo prefiggerci di riuscire a creare un’atmosfera armoniosa e piena d’amore non solo all’interno delle abitazioni, ma anche e soprattutto all’esterno di queste. Il visitatore e gli abitanti stessi dovrebbero percepire un’autentica atmosfera di accoglienza. Qualcosa che sia in qualche modo “archetipo” degli abitanti, che li rappresenti. Importantissimi saranno a mio parere i colori che verranno impiegati. Dal disegno noto un gran buon gusto; c’è anche la mano di Eleonora? Lo spero ardentemente, a mio parere usa il colore in modo sublime.
Punto 4 – I moduli abitativi polifunzionali: Per questa proposta mi associo alla richiesta di Nicola che aveva per titolo “Finalmente!!!” del 02-02.2009 . Sono stati previsti  moduli abitativi da 50 mq calpestabili, per capirci al netto dei muri. Esiste la possibilità di comprare più di un modulo, per esempio acquistando due moduli si potrebbe usufruire di 100 mq complessivi. Proporrei di allargare tale proposta per consentire anche una metratura mediana fra le due. Suggerisco questa soluzione: usufruendo di tre moduli abbinati (150 mq.)  si possono ottenere due abitazioni da 75mq calpestabili cadauna ( o di 65 mq una e 85 mq l’altra).  Queste a mio parere potrebbero  essere le misure più richieste,  perché  50 mq consentono la realizzazione di un buon mini appartamento (una sola camera); 100mq consentono la realizzazione di un grande appartamento (con tre comode camere, doppi servizi ecc.) adatto per famiglie grandi o per chi ha buona disponibilità economica; i 75 mq consentirebbero la realizzazione di appartamenti da due camere che mediamente sono i più richiesti anche per il prezzo più contenuto. Con questo sistema si potrebbero accontentare tutte le esigenze o quasi.
Punto 5 – La collocazione dei parcheggi:  Su questo argomento poiché nel disegno  non si vede la collocazione delle aree da destinare a parcheggio. Sarebbe interessante saperne di più.   Per la sistemazione delle auto degli abitanti e dei visitatori sono stati previste apposite aree? All’ interno o all’esterno del villaggio? Posti coperti o scoperti?
Per ora mi fermo qui, in attesa di una risposta di Jacopo  alle domande proposte e di un parere  anche dei lettori se lo riterranno opportuno.
In seguito, in attesa dell’incontro dal 17 al 19 aprile 2009 , (non vedo l’ora di conoscerci),  sarà interessante sviluppare insieme  nuove proposte e i consigli che giungeranno e che gradualmente emergeranno.
Spero di essere riuscito a farvi pervenire il mio entusiasmo, e che questo sia contagioso.
 Un grande abbraccio a tutti .                                               Idio
 



Evviva!!! Era da tempo che sognavo un ecovillaggio e ancora non mi sembra vero che si stia discutendo della sua realizzazione....grande Jacopo, e grazie!!!

Ho mille idee e milioni di domande che mi frullano in testa: vediamo se riesco a fare ordine e a dare il mio contributo alla discussione in corso.

1) regole di convivenza

Condivido in pieno quello che dicono Jacopo e Idio. Sono convinto che per convivere in pace ed armonia non siano necessarie regole, dovrebbe bastare un minimo di intelligenza e di rispetto verso il prossimo. Naturalmente tutti gli abitanti del villaggio si impegneranno a vivere seguendo alcuni princìpi base condivisi da tutti, ma questo è scontato. Inoltre anch'io dico NO al potere della maggioranza: nessuno potrà mai obbligarmi ad andare in giro vestito di verde pisello (non per altro, ma il verde proprio non mi dona...)!

2) lavori collettivi

Gli unici lavori collettivi obbligatori (cioè che devono svolgere tutti-senza retribuzione) dovrebbero essere quelli che richiedono molta manodopera per pochi giorni: semine, raccolti, manutenzioni straordinarie e cose del genere. Saranno occasioni stupende di incontro e sarà una gran festa trovarsi tutti insieme per andare a raccogliere le olive, le patate o quello che volete..

Per tutti gli altri lavori (manutenzione, gestione delle aree e servizi comuni) si dovranno assumere delle persone (preferibilmente abitanti del villaggio, ma anche in questo caso senza regole rigide) che verranno regolarmente pagate (in euro o in qualunque altra moneta che ci verrà in mente). Questo evita moltissimi problemi e ringrazio Jacopo per aver fatto chiarezza in proposito. E' chiaro che in linea di principio si cercherà di favorire il lavoro interno e la circolazione di valute alternative, ma dev'essere altrettanto chiaro che ciascuno è libero di scegliersi il lavoro che più gli piace .

3. lavoro e questioni economiche

Impossibile non condividere il ragionamento che fa Arcano: piuttosto che spendere 200000 e comprare un appartamento in città, ne spendo 160000 e mi compro una fettina di paradiso. Inoltre riduco moltissimo le spese, non pago nessuna bolletta, autoproduco il cibo che mi serve, etc etc

D'altra parte è ovvio che chi ha un mutuo da pagare ha bisogno di lavorare e ricevere uno stipendio in euro. Ed è altrettanto ovvio che chi vive al villaggio cercherà di trovare un impiego all'interno...sarebbe veramente assurdo vivere lì e poi dover andare ogni giorno a lavorare a Perugia o chissà dove, no?

In altre parole l'insieme delle attività del villaggio dovrebbe essere in grado di permettere alla maggior parte degli abitanti di lavorare all'interno e di guadagnare quel poco che basta per pagarsi la rata del mutuo. La cosa è sostenibile dal punto di vista economico-finanziario? Su quali entrate potrà contare l'ecovillaggio e a quante persone potrà dare lavoro (ovviamente sto parlando di lavoratori part-time...)? Attività di agriturismo, corsi, artigianato, vendita della produzione agricola in surplus....ho difficoltà a farmi un'idea delle cifre in gioco, voi geniacci di Alcatraz, dall'alto della vostra esperienza, che mi dite?

Non fraintendetemi, non voglio far diventare questo villaggio un'impresa votata al dio denaro e al guadagno fine a se stesso, sto solo cercando di capire quante persone potrebbero vivere e lavorare all'interno del villaggio in modo da potersi pagare la rata del mutuo. Credo che sia una questione di importanza vitale.

4. collocazione dei parcheggi

Riprendendendo il discorso iniziato da Idio, io sarei dell'idea di evitare il più possibile il transito di veicoli all'interno della proprietà del villaggio. Tutte le attività che comportano un traffico di veicoli da e per il mondo esterno dovranno essere localizzate con molta cura per minimizzare il disturbo agli abitanti. L'ideale sarebbe avere un parcheggio situato appena dentro i confini della proprietà e una qualche forma di collegamento (silenzioso e non inquinante) parcheggio-villaggio. Poi si potrebbe avere un parcheggio vicino al villaggio, riservato agli abitanti. Naturalmente dovrà anche esserci la possibilità di arrivare sotto casa con la macchina, se non altro per fare trasloco..

5. uffici comuni ?

Ci saranno probabilmente persone che sceglieranno di lavorare per il mondo esterno senza muoversi dal villaggio: che ne dite di costruire un edificio con un po' di piccoli uffici e alcuni servizi comuni condivisi (stampanti, server, ecc)? Gli uffici sono di proprietà del villaggio e chi li usa (abitanti del villaggio o esterni) paga un affitto. Così le persone eviteranno di dover allestire un ufficio in casa, ottimizziamo spazi e consumi e aumentiamo le occasioni di incontro (e di confronto).

Queste sono le mie opinioni: in attesa di incontrarci il 17-19 Aprile spero che il dibattito prosegua ...mi sembra molto costruttivo e utile!

Yoyo

ancora non riesco a credere che sia partito questo progetto. C’è l’attenzione e il fermento tipici degli eventi di successo.
Sono anch’io del parere che abbiamo già le tecnologie che ci permettono di transitare verso un modello molto più sostenibile. Lo standard della Passivhaus è già reale, anche se nel nostro paese siamo in ritardo. Ma non solo, è importante tentare, quanto più è possibile, di riavvicinarsi alla sovranità alimentare che possedevano i nostri nonni, l’homegrowing ci permetterebbe di avere a disposizione finalmente il cibo salubre e di alto valore nutrizionale. Tuttavia, sappiamo benissimo che è un ardua impresa quella di raggiungere l’autosufficienza alimentare totale. Ma nella fase di transizione ci vedo benissimo un bel gruppo d’acquisto per qualsiasi prodotto alimentare. Lavorando in un azienda biologica-biodinamica, potrei curare fin da subito questo aspetto. Insomma, realizzare il realizzabile significa porre le fondamenta per un lifestyle 2.0.
Di nuovo tornerà la necessità in futuro di nuove tecnologie per risolvere problemi e eventi futuri, ma non è questo il giorno. Oggi al contrario, abbiamo la straordinaria opportunità di mettere insieme il meglio dalle tradizioni e dalle innovazioni. Se siamo noi a discutere di transizione e non altri, ci sarà pur una leva che ci spinge verso tali aspirazioni. Secondo me, noi che viviamo in quest’epoca di recessione economica e decadentismo culturale, intesi come modelli predominanti, abbiamo il compito, ma anche il piacere, di creare i presupposti per un nuovo rinascimento. La comunità originaria dell’uomo non è la famiglia, ma la tribù. Tuttavia, la nostra forma mentis si porta dietro i retaggi inconsci del modello egocentrico, anche se aspiriamo ad un modello comunitario solidale, non siamo ancora pronti. Le comunità e ecovillaggi che hanno tentato di rieducare i membri verso tale modello hanno miseramente fallito. Attraverso l’imposizione e l’autorità non può esserci nessuna transizione. Sono gli usi e le consuetudini che manifestano le intenzioni autentiche di una comunità, così come avviene in un stato. Le leggi non scritte sono paradossalmente “l’autorità”, semplicemente perché le rispettano tutti.
Vi stimo tantissimo.

Ciao a tutti,

mi fa molto piacere costatare che non solo il dibattito c' è ed è concreto fin da subito, ma che si sia già arrivati a focalizzare due questioni che penso siano indispensabili per la riuscita del progetto.

Vorrei spezzare subito almeno due o tre lance in favore della visione di Jacopo sull' orientamento del villaggio (per capirsi: la riduzione delle norme allo stretto indispensabile e la risposta ai problemi sul campo, mano a mano che questi si presentano) . Questo tipo di mentalità è l' unica visione realmente vincente, In tutti i settori. Anche perchè se veramente ci interessa l' essere di esempio per coloro che ancora non si sono avvicinato a principi ambientali e sociali dobbiamo capire che ognuno di noi ha limiti,  paure e ambizioni che non sempre pur condividendo un progetto si accordano con le nostre ( e per fortuna! Questo è il sale della vita e dello scambio!). La riuscita di un lavoro collettivo è inversamente proporzionale alla quantità e specificità di norme introdotte e direttamente proporzionale alla versatilità, alla capacità di relazionarsi e di utilizzare quello straordinario mezzo politico che è il compromesso.

Detto questo, qual' è dunque il primo lavoro che ci troviamo di fronte a questo punto del progetto ?

Su cosa ci dobbiamo misurare per insufflare l' alito divino a questo essere meraviglioso ma ancor privo di vita che scalpita nei nostri cuori chiedendo a gran voce di uscire?

Semplice: Individuare quali sono le condicio sine qua non perchè gli interessati siano messi in condizione di poter aderire e accordarci intanto su queste affrontando poi per gradi di importanza quello che incontriamo nel percorso.

Voglio dire che i parcheggi, l' irrigazione del terreno, gli ospiti sono tutte questioni di cui ci troveremo a trattare prima o poi ma che penso sia meglio affrontare strada facendo. Per il momento ognuno dovrebbe cercare di capire quli sono le condizioni che gli permetterebbero di aderire realmente al villaggio. Per quanto mi riguarda i temi principali sono solo due: LA metratura dei moduli e il lavoro salariato.

A) La metratura dei moduli.

Come avevo già accennato nel mio scritto precedente un nodo importante è la dimensione degli alloggi. La questione è stata già ribadita da Idio ma vorrei riproporla all' attenzione di tutti perchè credo sia di interesse non solo per me. Considerando che chi sceglie di investire in una casa e soprattutto in una casa che preveda la condivisione anche di uno stile di vita, nella maggiorparte dei casi lo fa perchè o ha famiglia oppure non la esclude completamente dalla sua vita, credo che 50 metri rischino di risultare riduttivi. Noi siamo in 4 ed i figli sono piccoli ma quando cresceranno? Oppure chi ha un figlio  soltanto non si sentirebbe escluso dalla posssibilità di averne degli altri? Ora, vero è che ragionando così si può andare avanti all' infinito: "Echi ne ha 4? e chi ne ha 5?"  Però a parte che in questi casi ho letto della possibilità di comprare ed accorpare più moduli, e comunque quello che mi interessa per tornare alle questioni  essenziali sono le esigenze della media delle persone interessate, per questo chiedo in proposito anche il vostro parere.Facendo una media delle persone che investono in una casa in cui passare il resto della vita dunque penso si scoprirebbe che lo facciano pensando ad una famiglia, e credo che la maggiorparte delle persone che compiono questo passo si orientino su metrature superiori ai 50 mq, che rimane più nell' area delle coppie o delle neo-famiglie. Anch' io sono convinto che condividendo parte delle aree (lavanderie, sale giochi etc..) si riducano le esigenze di spazio personale ma considerando razionalmente le necessità pur minime mi pare che la dimensione ideale si aggiri sui 60-65mq, tanto per includere una camera per i figli (1, 2, o 3 che siano) che sia in grado di accoglierli nel loro percorso di formazione. Potrebbero essere metà alloggi da 50 mq assemblabili per singoli, coppie o per chi ha intensione di acquistare un unico elemento da 100 mq e metà da 60-65 per famiglie.

B) Il lavoro salariato.

L' argomento è stato già messo in evidenza al terzo punto dello scritto di  Yoyo. Questo è probabilmente l' aspetto determinante del progetto e in tutta franchezza il più impegnativo per chi collabora allo sviluppo iniziale. Quello cioè che dovrebbe canalizzare la mole maggiore di energie per la progettazione e le proposte a monte. Infatti se si escludono coloro che hanno la fortuna di avere a disposizione il capitale necessario ad aquistare una casa e che quindi godendo di tutti i benefici del risparmio energetico e delll' autoproduzione potrebbero tralasciare l' importanza del salario o comunque porlo in secondo piano, per gli altri (ad esmpio per me) ci sarebbe il problema di come riuscire a pagare le rate del mutuo. E' qui che si determina per gli aderenti la possibilità di far parte del villaggio o meno.

Le possibilità da me individuate sono 3 e sono:

1) Riuscire a lavorare a distanza (mi è capitato per esempio occupandomi anche di grafica e animazioni di consegnare direttamente i lavori online ma per me sono impieghi temporanei in più).

2) Lavorare nelle vicinanze.

3)Trovare un modo come già proposto da Yoyo di far fruttare il lavoro interno.

Attualmente non vedo alternative e mi sembra un' aspetto da porre subito all' attenzione in modo da suggerire delle soluzioni accettabili.

* Per poter ottenere liquidità il lavoro interno deve necessariamente trovare uno sbocco eseriore, non credo che la banca pur etica che sia accetterebbe pagamenti in natura.

Personalmente mi piacerebbe riuscire a vincolare il meno possibile le persone al villaggio. Non che questo mi crei in qualche modo problemi (anzi!) ma mi piace pensare che chi decide di partecipare a questa straordinaria impresa lo faccia senza sentirsi escluso dal mondo. Per esempio chi acquista un immobile in genere valuta anche la possibilità di rivenderlo e questo valore (cosa che a me non interessa affatto ma ripeto non tutti siamo uguali) va di pari passo con gli impegni che la casa comporta. Mi piace pensare l' ecovillaggio proprio come un villaggio a tutti gli effetti, magico ma pur sempre un villaggio, unico nel suo genere ma aperto il più possibile all' esterno. Che faccia crescere i figli in maniera sana e dignitosa ma che non li isoli troppo dalla realtà circostante.

Questi sono i miei dubbi più consistenti, sia chiaro non sono certo le uniche cose importanti, sono quelle che sono venute in mente a me.

Chiunque abbia altri suggerimenti è invitato a partecipare e ad arricchire il piatto delle proposte, sto solo cercando di indirizzare il dibattitio iniziale sulle questioni vitali per passare a quelle particolari in seguito. Mettiamo in condizione chi vuole aderire (noi compresi) di farlo concretamente e  poi decidiamo se irrigare i pomodori automaticamente o a mano.

Con questo vi saluto augurandoci di continuare così, questa è un impresa di cui andare fieri, su cui io sono disposto a mettere tutto perchè quando si tratta di lavorare per qualcosa che migliora le condizioni di vita si sta lavorando nel senso nobile e umano del termine, il resto è produttività perversa.

Grazie dell' attenzione e avanti così!!!

sono felice di aver trovato qualcun altro che si preoccupa di come farà a pagare il mutuo!!

Credo che il lavoro a distanza sarà una gran risorsa, soprattutto per i primi tempi. Io sono ingegnere e lo faccio da anni, ma non tutti i lavori lo permettono..

Solo una parola sulla metratura degli alloggi: anche secondo me 50 mq sono un po' pochini, comunque credo che si possano trovare molte soluzioni. Per esempio si potrebbero mettere insieme tre moduli per due famiglie, così ottieni due appartamenti da 75 mq; oppure ti metti d'accordo con una persona che vive sola e che si accontenta di 35 mq e tu ne tieni 65. Bisognerà vedere come gestire le quote comuni..

Inoltre spero che in un futuro lontano sarà possibile fare lavori di ampliamento del villaggio, con nuove costruzioni...o no?

Una buona domenica a tutti.

Yoyo

è che dovrà essere la somma dei nostri egovillaggi mentali!!
io nel mio egovillaggio ci vedo benissimo.
- Pozzi e recupero acqua piovana ci servirebbero per il biodinamico in primis.
- Orto e serra per metodo biologico-biodinamico-macrobiotico, Aiuole in agricoltura sinergica e permacoltura, con recupero del patrimonio dei semi autoctoni del territorio in questione.
-Biopiscina per la coltivazione di alghe.
- Biblioteca. Portiamo tutti i nostri libri! Non sarebbe fantastico?
- Tendone da circo per le attività artistiche più svariate. Yoga Demenziale, Ginnastica Artistica, Juggling, Tai Chi, Ballo, Arti Marziali......
- Half Pipe In paglia e bamboo. Bel mezzo per rifocillarsi di adrenalina. E' sicuro (con le protezioni), è low cost, è semplice da realizzare.

Questo e molto altro io ci metterei nel mio egovillaggio, se qualcosa di questo interessa a qualcuno, possiamo cominciare a lavorarci sopra.
Se poi interessano a tutti , beh allora ne sarei strafelice!

invece è un gioco. Da Wikypedia:
L'half-pipe (espressione di lingua inglese che significa letteralmente "mezzo tubo") è una rampa a sezione semicircolare o paraboidale, sulla quale si scende (usualmente con skateboard o con snowboard o, nel caso dei parchi divertimento acquatici, con gommoni) in moto armonico (smorzato dall'attrito) fino a perdere quota. In effetti lo smorzamento dovuto all'attrito non è rilevante in quanto l'atleta può recuperare l'energia dissipata dall'attrito spingendosi (in gergo pumpare) come se simulasse il gesto che si compie in altalena per prendere velocità.
Il pro-skater Steve Caballero detiene attualmente il record di tempo passato su un half-pipe, il suo primato supera un'ora consecutiva.
Per estensione, s'intende con half pipe anche una disciplina olimpionica di snowboard in cui i concorrenti, percorrendo il canale ("mezzo tubo") realizzato nella neve, eseguono salti e rotazioni e acrobazie le quali vengono valutate e punteggiate da una giuria.

Prendo spunto dall'interessante iniziativa di Nicola che condivido, sulla necessità di stabilire dei punti fondamentali, delle priorità, per proporre alcune considerazioni a riguardo. 

 Innanzi tutto,vedo con piacere che si va formando un ottimo gruppo di dibattito e preparazione all'incontro dal 17 al 19 aprile che con coscienza e molto buon senso va affinando  le metodologie di lavoro  sia sul piano delle proposte concrete  sia sull'arte dell'incontro.

Ci stiamo muovendo con coscienza e attenzione. Noto in tutti una grande propensione all'ascolto  autentico  e attento del parere degli altri con rispetto delle opinioni.

Sono favorevolmente sorpreso dalla qualità degli interventi, secondo me in prospettiva abbiamo grandi possibilità; personalmente non avevo mai incontrato assieme così tante persone con motivazioni ed ideali così profondi.

C'è consapevolezza che le proposte devono partire da presupposti di concretezza e reale fattibilità,e che su queste vada costruito un percorso con gradualità, cercado continuamente le giuste correzioni in itinere consapevoli anche della inevitabile inesperieza per un percorso per quasi tutti inedito.

Posso sbagliare, ma percepisco persone veramente sincere, motivate, che cercano  realmente  di incontrarsi.

Questa propongo debba essere la nostra prima priorità: avere  cura di coltivare in ogni momento questa propensione  all'arte dell'incontro, e di  tenerla sempre viva in ogni nostro agire.

Ho usato volutamente il termine "propensione" perchè penso che a nessuno debba essere richiesto il completo adempimento ad un ideale, ma unicamente lo forzo verso tale ideale.

Ciò che importa è la volontà, l'intenzione di avviarsi su questa strada .

Per me questa  dovrebbe essere la nostra prima priorità, perchè  nel proseguio dei nostri dibattiti,  sarà molto probabile l'insorgere di contrasti d'opinione importanti, o di conflitti,  (non saranno sempre rose e  fiori ), In questo caso noi dobbiamo prevedere il modo con cui cercare il superamento di questi ostacoli.

Sono convinto che solo se sapremmo radicare nel nostro cuore questa propensione all'incontro, saremo in grado di superare qualsiasi difficoltà.

Mi auguro che questa proposta possa essere accolta. Mi rendo conto di averla  esposta anche  in altri interventi,  spero nella vostra comprensione per quella che potrebbe apparire come un' insistenza, una pressione; non vuole assolutamente esserlo.

E' solamente una cosa a cui credo con tutte le mie forze, che dovrebbe essere per me pietra di fondazione di ogni iniziativa.

Riguardo poi alle altre priorità , personalmente concordo con quelle proposte da Nicola , alle quali aggiungerei  anche la richiesta di chiarimenti sulla presenza costante dell'acqua.

Rimango comunque aperto  ad altre proposte, perchè ritengo che stabilire delle priorità non sia una cosa ovvia, ognuno di noi potrebbe avere priorità diverse per ovvie esigenze personali.

Per questo richiedo uno sforzo per venirci incontro per trovare dei punti comuni prioritari su cui procedere, eviteremmo il pericolo di essere dispersivi.

Vi abbraccio tutti, bella gente.                                         Idio

 

 

Caro idio, grazie per l'entusiasmo. Per quanto riguarda l'acqua abbiamo previsto un invaso che raccolga l'acqua piovana e un sistema di potabilizzazione successiva con sabbia e carbone.

No l'HalfPipe non è una droga ne tanto meno una mezza pippa!
Però l'adrenalina che provoca è stupefacente. Lo skate è il "vecolo" più difficile, meglio prima i roller, poi la bici... Inoltre con la consapevolezza della muscolatura irrazionale diventa tutto più semplice.

Salve a tutti,
sono molto interessato al fantastico progetto presentato da Jacopo & CO., ci voleva proprio una bella ventata di aria fresca per spazzar via le nubi di oscuri presagi...
 
Come molti infatti, anche io ho forti mal di pancia a forza di mandar giù rospi di ogni tipo, non se ne può più!
 
Tra le notizie di crisi, la mancanza di valori, le frodi alimentari, i raggiri, le truffe, monnezza e quant'altro... mi chiedo, non trovando risposta, MA DOVE CAVOLO STIAMO ANDANDO? (Forse a sbattere, dico io!)
 
Avendo messo al mondo ben due figli (un atto eroico, di questi tempi...), sento l'esigenza, se non la necessità impellente, di darmi da fare per proteggerli, sostenerli e garantirgli un futuro migliore (o almeno solo un futuro!)
 
Un ecovillaggio andrebbe bene? Perbacco! Cosa chiedere di meglio?
 
Ma ho da fare un unica richiesta... datemi subito qualcosa da fare! Non mi piace stare alla finestra a guardare... voglio stare in campo a calciare la palla (e perché no, a fare goal!)
 
Fra di voi c'è qualcuno che abita a Roma? Si... perché allora non ci vediamo? Magari ci organizziamo pure per andare insieme all'appuntamento di aprile? Vi và? Per chi volesse può contattarmi da questa pagina: contatta Ideandro
 
Ciao e a presto.
 
www.buonaidea.it - Le idee... una risorsa comune!

Ho cercato di rispondere alle domande fin qui poste aggiungendo un pezzo di aggiornamento in fondo all'articolo.
Ciao

Prossimi venturi vicini di casa,

mi scappa di farvi un regalo:

"Una nuova classe di Supereroi è stata forgiata ed è ha cominciato l’assalto alle forze del Male. Si muove nell’ombra, senza troppi schiamazzi. Si infiltra in ogni ambito del quotidiano, li riconosci solo se osservi bene i loro piedi che poggiano con fiducia per terra. Li scovi semplicemente osservando il loro sguardo bonario e fermo. Ti capiterà di avvicinarli quando vedrai visi pronti a sorridere ma non te ne avvedrai perché troppo preso dalle tue cose e loro saranno già passati a dispensare coraggio e serenità a un altro bipede. Le loro parole antiche e i loro concetti nuovi scalzi di conformismo saranno il massimo indizio che te li farà fiutare.

Mangiano normale, senza additivi e pesticidi, per la moda si dice biologico, ma in realtà è normale. Continuate qui http://www.arcanopennazzi.net/2007/11/30/supereroi-guarda-dietro-langolo/ se l'omaggio è gradito!"

Torno a bomba sull'argomento Ecovillaggio tra un minuto nel prossimo post!

Non distraetevi volevo solo ringraziarvi ed incoraggiarvi!

La Gioia, la Voglia, la Poesia ed il Sorriso sono i fari della nostra impresa comune!

Salute!

Andrea aka Arcano Pennazzi

Fonte: L’espresso anno 2002
Amount spent annually ($ billions)
Amount needed per year ($ billions)

105 alcool
5 sradicazione fame nel mondo

400 droghe
6 educazione per tutti

780 armi e armamenti
9 acqua potabile per tutti

1000 marketing
12 cibo per tutti e bisogni di base

1500 speculazione
40 sradicazione povertà

Lo 0.4% delle spese annue messe in moto dall’economia capitalista ogni anno risolverebbe i problemi di fame e povertà in tutto il mondo.
Ma non lo fa, la fame e la povertà sono scelte ampiamente ponderate da questo sistema di sviluppo economico.
Facciamo tutti il lavoro sbagliato!
I nostri lavori inquinano, ci impoveriscono spirito, anima e corpo, sono strettamente necessari per sopravvivere ed arrivare a fine mese perché nessun governo ha mai avuto come scopo creare un sistema sociale vivibile, a misura d’uomo, e non di fatturato aziendale. Non si è mai lavorato per costruire un sistema sociale a forma di cerchio, si sono sempre e solo costruite piramidi per detenere il potere e creare schiavi, poi cittadini, quindi elettori. La molla, l'energia, il cambiamento sta nel risveglio del singolo! Ognuno di noi ha una valenza fondamentale, una grande responsabilità ed una potenza devastante! Non ce ne rendiamo conto, non riconosciamo il nostro valore e le nostre potenzialità di spinta e collaborazione alla causa comune perché siamo divisi in categorie di lavoro, sindacati e ceti sociali.
La storia è arrivata al giro di boa, l'umanità ha finalmente capacità e conoscenza per cambiare le regole del gioco, perché sono solo quelle ad essere sbagliate! Sono ad appannaggio di quattro stronzi e tutti noi dietro a sgomitare in questa corsa ad ostacoli per stare un po' più davanti.
E’ necessario e urgente passare dal PIL al BIL (Benessere Interno Lordo), dall’economia dei capitali all’economia del dono. Smetterla di impegnare sudore, fatica e rischi in cambio di carta (soldi) che con l’attuale sistema bancario vengono garantiti da altra carta senza valore che impone a qualche d’un altro affamato di dover impegnare a sua volta: sudore, fatica e rischi, in cambio di carta. Ma se quella carta cominciamo a scambiarcela direttamente senza che per ogni scambio venga creato un debito? Cosa succederebbe? Perché il sistema sta in piedi sui debiti, sulle nostre vite investite a tappar debiti. Smetterla di produrre merci inutili per gonfiare i fatturati delle aziende ma creare e scambiarci beni e servizi sociali utili! Dobbiamo cominciare ad uscire per strada e conoscerci, collaborare! Finirla di stare rintanati in casa a creare due a due surrogati di mondo viziati da quel che solitudine, pubblicità e tristezza ci inducono a bramare.

Io voglio solo Vivere, spero anche Voi…
Sembra che ce la stiamo facendo!
Viva la crisi che porta al Cambiamento!
Viva la crisi che porta al Miglioramento!
Viva la crisi che porta alla Condivisione!
Viva la crisi che realizza la Decrescita Felice e non la depressione e l'impoverimento, perché solo le masse tumorali crescono all'infinito, fino a indurre la morte.

C'è tutto un mondo nuovo e più bello da costruire, con nuove cose da fare, lavori da inventare, senza che ognuno si perda nel suo, basta sognarlo!
Destra e sinistra stanno tirando le cuoia, spazio agli Uomini! E il Sogno si realizza se siamo in tanti a crederci!

Andrea aka Arcano Pennazzi

chiedo scusa per il sasso lanciato e non approfondito nel precedente post, "povertà e fame..." ma la pausa pranzo è finita e il lavoro incombe...

Proseguo in serata!

A.

Già alla prima pubblicazione della notizia abbiamo reagito con entusiasmo, speriamo di esserci anche al momento decisivo!
Mi piace la discussione nata intorno all'idea.
Dal tenore mi sorge un dubbio: forse noi siamo troppo vecchi?
Ho esperienza di ghetti, non voglio rinchiudermici per scelta, quindi mi permetto di fare presente una lapalissiana:
la giovinezza é solo una condizione transitoria ed irreversibile. La sua caratteristica é quella di ritenersi eterna, ma noi che abbiamo l'età per essere nonni senza sentirci tali, siamo lo specchio del vostro futuro!
Quindi, nell'architettura progettuale, tenetelo presente, per favore.
Nessun trattamento di favore per i vecchi, ma anche per loro la possibilità di fruire di tutte le potenzialità del progetto senza doversi sentire andicappati o estranei.
Già da ragazzo mi ripromettevo di cercare di abitare in Umbria e forse con l'età della pensione potremo, vorremmo, permetterci di saltare su questa che mi sembra un'occasione favolosa. Sperando di non essere la sola famiglia di nonni in un villaggio di entusiasti trentenni, rinnovo il sostegno della nostra famiglia e l'interesse ad un futuro (prossimo?) trasloco.
ciao
m.m.m.

Caro Goldfinger, é vero che presumibilmente buona parte dei futuri abitanti dell'ecovillaggio potrebbe essere relativamente giovane, ma  credo proprio che non  mancheranno le persone più vecchie.

Io per esempio fra un paio di mesi compio 55 anni , ma al di là di questo, penso che bisogni tener conto che le persone più vecchie  teoricamente potrebbero disporre  più facilmente del denaro occorrente per l'acquisto rispetto ai giovani, per cui sarà tutto da vedere.

Comprendo comunque  i tuoi dubbi, e sono d'accordo affinchè il  progetto sia studiato e concepito in modo tale da consentire  alle persone di tutte le età e condizioni fisiche di poterne usufruire. Anche perchè i giovani  non rimarranno ovviamente tali per sempre per cui......

Immagino ,pertanto, che questo sia stato previsto, anche perchè al di là dell'interesse personale ritengo importantissima in un villaggio  per gli equilibri interni, anche la presenza di persone più avanti con gli anni.

Spero che Jacopo leggendo questo,  possa fornirci  il suo punto di vista in merito, ed eventuali informazioni aggiuntive.

 Comunque in ogni caso, se ci saranno tanti giovani, ci saranno  presumibilmente tanti bambini, (perchè gli "alcatraziani" su queste cose si impegnano.......), serviranno conseguentemente ....... anche dei nonni !!!

E poi  ci vorrà pure qualcuno che tenga un attimo  a freno l'ardore dello spirito giovanile di questa magnifica armata Brancaleon che si va formando, altrimenti questi travolgono tutto, e chi li ferma più!!!

 A parte gli scherzi  sarà a mio parere fondamentale sia l'apporto delle persone più esperte, che quello dei giovani per uno scambio  simbiotico di reciproco  aiuto.

 Personalmente  non riesco a figurarmi un ecovillaggio di soli giovani, nè di soli vecchi.

 Comunque, percepisco il tuo fremere, caro Golfinger, e siccome ti conosco un pò dai tuoi interventi, e vedo che sei una bella persona interessante,  non sarà che magari alla fine saranno i giovani a dover frenare noi " vecchietti" ?

Il mio entusiasmo per questa avventura lo avrai presumo percepito nei miei diversi interventi sul tema , spero di avertene un trasmesso pò, qualora tu ne avessi bisogno.

La vita ci offre questo carro per salirci sopra, non credo ce ne saranno molti altri,  io ci provo, mi auguro anche in vostra compagnia (vedo che parli di famiglia) affinchè possiate realizzare il vostro  sogno!!

Spero di poter  conoscere te e la tua famiglia, all'incontro di aprile.

Vi abbraccio                                               Idio

 

 

Da quando ho saputo di questo progetto mi sento come quei personaggi nei film che si trovano accerchiati e quasi sconfitti dal nemico quando... TA! TA! "Arrivano i nostri!". Voi sareste i miei nostri... oops, vabbè avete capito!

Ci penso continuamente, e più ci penso più la cosa mi fa gola... ma allo stesso tempo, più mi concentro e cerco di vederne i dettagli e più mi accorgo che la sfida è irta di ostacoli, per esempio:

1) Come troviamo i soldi per campà? Siamo in due, io ho il lavoro fisso, la mia dolce metà è freelance. Io sono "bravo" con il computer, lei con le notizie. Potrei cambiar lavoro e occuparmi di quello che mi piace davvero ma, chi avrebbe il coraggio di licenziarsi oggi come oggi?  Con due figli da sfamare poi! Chi mi aiuta a risolvere l'arcano? Arcano?

2) Ci sono scuole nelle vicinanze? Spero di si, altrimenti, dove li metto i miei due bimbi? Sul comodino non ci stanno, si muovono in continuazione e mi svegliano sempre!

3) Ci sono ospedali nelle vicinanze? No sapete, spesso e volentieri, specialmente nei giorni di festa, quando i pediatri stanno a casa a bighellonare, ai miei pargoletti piace fare una bella passeggiata al pronto soccorso! Li possino!

4) Ci sono banche nelle vicinanze? In verità non le amo molto, ma dormire con i soldi sotto al materasso non è molto sicuro e poi sai che mal di schiena?

5) C'è Internet? Ormai ne sono dipendente, non potrei farne a meno... è uno strumento davvero utile che se usato con intelligenza, può davvero rivoluzionare la vita delle persone.

6) Fa molto freddo di inverno e/o molto caldo d'estate? Non è una domanda da poco visto che il clima ultimamente è alquanto ubriaco... e poi devo sempre considerare le cose con l'occhio rivolto ai piccoletti!

Per ora è tutto... per ora. Continuo a spremere le meningia, e se rimango vivo, posterò altri dubbi amletici... Nel frattempo che qualcuno risponda! Jacopooooo!

N.B. un consiglio nato da una necessità che forse è condivisa: perchè non creiamo una sorta di mailing-list su questo argomento? Purtroppo postare i commenti su questo sito non mi fa sentire "libero" di esprimermi come vorrei, se invece i messaggi fossero letti solo dalle persone che vi partecipano mi sentirei più a mio agio!

www.buonaidea.it - Le idee... una risorsa comune!

Ciao Ideandro,

Mentre tornavo a casa avevo in mente già di scrivere due righe sul blog a riguardo dell' ecovillaggio. Leggiendo il tuo post però mi è sembrato utile prima darti una risposta.

Cerco di trattare rapidamente i punti che hai elencato per poi passare a quello di cui avrei parlato io.

Salto momentaneamente il primo argomento poichè come già scritto in precedenza si tratta secondo me della questione centrale su cui incanalare molti i messaggi in modo da avere più pareri possibili a riguardo, ma ne parlerò meglio nel mio messagio personale. Passo dunque in fila i punti dal 2 al 6 dal mio punto di vista.

Dal punto 2) al punto 4) Io sono stato ad Alcatraz per il corso sul fotovoltaico del 9-11 Gennaio e ti posso assicurare che dipende da cosa intendi per vicinanze. Conosco molte persone che abitano e hanno cresciuto figli in posti molto, molto più lontani e isolati, ANZI! Direi che a mio gusto la zona rappresenta proprio il compromesso ideale tra riservatezza e vicinanza con centri abitati. Inserisco il link ( copia e incolla l' url perchè non me lo da in automatico) di google map che calcola 13 minuti da alcatraz a Casa del diavolo ( strada nel verde, NO SEMAFORI, NO CODE!!!).

http://maps.google.it/maps?
daddr=Vocabolo+S.Cristina,+06024+Gubbio+(PG)+(Cacao-Libera+Universita%27+Di+Alcatraz)&geocode=
CS6CKDIUQ6_eFeDKkwIdsGi-ACE0lV-9c0Hpiw&dirflg=&saddr=casa+del+diavolo&f=
d&dq=s.+cristina+loc:+Gubbio+PG&sll=43.297821,12.526042
&sspn=0.138386,0.113765&cid=43240160,12478640,100816
61206199768372&ie=UTF8&ll=43.213559,12.470169&sp
n=0.088576,0.154495&z=13

Punto 5) Non ci metto la mano sul fuoco ma io l' ho dato per scontato. Vuoi che Jacopo e tutti noi lavoriamo ad un villaggio che si è sviluppato e trae la sua forza dalla rete, punta di diamante delle tecnologie degne di questo nome (fotovoltaici, recupero acqua, coibentazione etc...) e non lo dota di connessione internet? Sinceramente a che servirebbe? Non che non si possa vivere senza ma specialmente in un posto come il villaggio sarebbe essenziale, è uno degli aspetti che determina il futuro e gli sviluppi sociali del millennio e ce ne priviamo? Internet è l' anima di alcatraz, ne regge i contatti, i contributi, i progetti...e a noi nulla? Jacopo conferma o smentisci per favore.

Punto 6) Per il punto 6 ti rispondo da babbo (come diciamo in toscana) di due piccoletti (come dici tu), anch' io mi sono accorto che anche se inconsciamente ormai vedo e valuto tutto in funzione della mia famiglia. Io mi trovo in una zona favolosa, Massa Carrara, la valle ai piedi delle imponenti Alpi apuane a ridosso del mare. Climaticamente e paesaggisticamente un paradiso, pinete mare e monti, campagna...arrivano turisti da tutta italia e questa è una delle cose che più mi mancherebbe...guardare il mare da una vetta di quasi 2000 metri, immersa in vegetazioni autoctone...i profumi...però quando torno a casa mi ritrovo di fronte al porto, con camion 24 su 24 che sbuffano in un verso e nell' altro, senza ne giardino ne terrazza, solo e dico solo cemento. A me preoccupa più questo per i bimbi, gli sbalzi climatici sono sempre esistiti basta un poco di accortezza. Il traffico, lo smog, l' inquinamento acustico, questo no!

Infine per la mailing list io non sento questa necessità, anzi mi fa piacere che tutto ciò che scriviamo e valutiamo possa essere letto anche da chi si è appena affacciato all' argomento, che possa contribuire senza impegnarsi troppo, se però ti sembra opportuno non so... sentiamo gli altri.

Grazie del tuo prezioso contributo e spero di risentirti presto.

 

 

 

 

 

Scusate ho dovuto spezzare l'indirizzo inserendo degli a capo perchè sennò spaginava il blog. Per andare alla pagina bisogna ricomporre l'indirizzo senza spaziature.
Jacopo

Grazie Nicola per le tue risposte... mi hai chiarito alcuni aspetti che ritengo fondamentali!

Comunque riflettendoci bene, quello di cui abbiamo bisogno adesso, nella fase creativa del progetto è un sistema che ci consenta di organizzare tutte le informazioni che stiamo creando. Ne converrete con me che è alquanto scomodo fare su e giù per il blog per andare a cercare le cose scritte in precedenza da tizio e caio. Lo è pure per poter inserire documenti, foto, file, ecc. tutto ciò che potrebbe essere utile per integrare i nostri discorsi.

Quello che sto cercando di dire è che esistono applicativi on-line (e non solo) nati proprio allo scopo di organizzare gruppi di persone (Google Groups?), e che sarebbero tremendamente utili al nostro scopo!

Che ne pensate?

Quello che mi rammarica è che nel corso della mia vita, ogni volta che ho partecipato ad un gruppo, ho visto che il grosso della difficoltà era proprio l'aspetto organizzativo. Il fatto è che molto spesso in queste realtà vi partecipano persone sensibili, sognatori, inclini a seguire il proprio istinto più che il razziocinio... e in questo non c'è nulla di male, per carità! ANZI!

Però non basta volerle le cose, è necessario agire per ottenerle, anzi non basta lo stesso, è necessario agire con metodo! Il successo sta proprio nel modo in cui agisco... viene da se che si può anche decidere di andare avanti così alla come viene, e forse, con un po di fortuna, l'obiettivo si raggiunge lo stesso, MA QUANTO TEMPO CI VUOLE?

Un conto è se mi devo organizzare che ne so, per fare la spesa? Un conto è se mi devo organizzare per CAMBIARE LA MIA VITA!

Abbiamo in mano strumenti eccezionali, mi sembra un peccato non utilizzarli. Sono stati creati proprio per mettere in relazione le persone con un attenzione particolare alla facilità d'uso...

A voi la parola... sono tuttorecchia!

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Ciao Ideandro,

sono assolutamente d' accordo con te per quanto riguarda l' applicativo. Oltre ad essere scomodo scorrere su e giù, consente anche poca interattività. L' ideale sarebbe un software in grado di dividere gli argomenti per categoria, magari a sua volta divisi in dubbi-proposte-soluzioni, un area relativa alle news, qualcosa che consentisse di inserire immagini, mappe, schizzi se ce ne fosse bisogno. Dici bene, questo dovrebbe somigliare più ad una sorta di work in progress.

Io non conosco programmi del genere ma se dici di averne visto qualcuno coraggio... diamogli un' occhiata!

Bene Nicola (e gli altri?), per cominciare ho trovato questo:

Collaborazione Online: Nuovi Software E Servizi

Comunque anche Google e Yahoo hanno i loro applicativi di collaborazione.

www.buonaidea.it - Le idee... una risorsa comune!

Ho provato diversi applicativi online e alla fine mi sono fatto l'idea che il più semplice e pratico in assoluto è Google Gruppi, quindi ho creato il seguente gruppo:

http://groups.google.com/group/ecovillaggio-in-umbria?hl=it

Per poter accedere è necessario creare un account di Google, che fra l'altro permette di adoperare numerose altre applicazioni come Gmail per la posta e Blocco Note per gli appunti (e molto altro).

Ho realizzato questo gruppo con la speranza di semplificarci la vita... se però trovate difficoltà nell'utilizzarlo non esitate a farmelo sapere, cercherò di spiegarne il funzionamento.

Per cominciare a destra trovate il menu di navigazione: 

  • HOME PAGE: Da qui vedete una panoramica di tutte le informazioni presenti nel gruppo
  • DISCUSSIONI: Qui ci sono le discussioni aperte a cui si può partecipare semplicemente cliccando su "Rispondi". Da utilizzare per richiedere, criticare, aggiungere, consigliare le informazioni.
  • PAGINE: Ci sono le informazioni ESSENZIALI. Ho pensato che, almeno all'inizio, per evitare confusione, sarebbe stato meglio impedirne le modifiche. Quindi queste pagine sono BLOCCATE! E' comunque possibile richiederne aggiornamenti, modifiche, aggiunte attraverso la sezione DISCUSSIONI.
  • FILE: Qui si possono INSERIRE file utili
  • MEMBRI: Qui la cosa si fa osè! Scherzo! Ci trovate l'elenco dei partecipanti a cui è possibile inviare messaggi.

Per ora è tutto... diamoci sotto!

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Sono d'accordo in tutto con te Ideandro e con Nicola sulla necessità di organizarci in modo da facilitare la ricerca dei vari argomenti, ed avere facilmente  un costante aggiornamento dell'evolversi della situazione . Purtroppo sono un ignorante informatico, per cui non vi posso aiutare.

Speriamo che qualcuno si possa concretamente alleare a questa vostra ottima iniziativa.

Ci stiamo muovendo molto bene,con intelligenza e molto buon senso.

Avanti così, ragazzi !                                               Idio

Caro Ideandro
l'ospedale, un cinema, un teatro e alcune scuole superiori si trovano a Umbertide, meno di trenta km, senza un solo semaforo, Ospedale regionale a Perugia 45 km circa (l'ospedale, Perugia è più vicina), quasi tutta super strada a 4 corsie. A Perugia si trovano anche tutte le scuole superiori e molte facoltà universitarie oltre a notevoli biblioteche.
Scuole elementari e medie, banca, supermarket, farmacia, veterinario, consorzio agrario, distributore, edicola, tabaccheria, parrucchiere, ristoranti, pizzerie, tennis, campo di calcio, palazzetto sportivo locale, casa del popolo, entro una quindicina di chilometri.
Ci sono 26 linee telefoniche ad alta velocità.
Per i soldi ho scritto un lungo post quì sopra.
Il clima è tipo Bologna, ma raramente c'è nebbia, la nebbia sta più bassa e tu vedi un mare di nuvole come nelle stampe giapponesi.

Ho voglia di trasferirmi con la mia famiglia in un luogo come questo a contatto con la natura... ma poi inevitabilmente ripongo il pensiero nel solito angolino della mia mente, in attesa di...., un giorno chissà...

Sinceramente un po mi aveva turbato un esperienza in un agriturismo dove abbiamo vissuto 3 giorni, ed in particolare 3 notti, in un casolare, da soli, molto distante da ogni altra casa; l'idea di non avere NESSUNO nei paraggi proprio non mi piaque e credo non mi piacerebbe. Ma continuare a vivere immersi nel cemento e nel traffico idem non mi sfagiola più... Allora ecco una soluzione cosi potrebbe andare ! Altrochè se potrebbe!

Non mi è ben chiaro se le case sono già tutte prenotate; e, nel caso contrario, se esiste già una lista di attesa, e  se c'è ancora posto ad Alcatraz per il 17/19 aprile, quando, se non ho capito male, si parlerà del progetto.

Insomma mi piacerebbe saperne di più...

Jacopo famm' sapè   Grazie 10000

 

Ciao a tutti,

innanzitutto ci tengo a sottolineare che stiamo andando alla grande. Quando ho letto del via libera al progetto mi sono emozionato ma subito ho immaginato che la cosa almeno all' inizio sarebbe partita a rilento, che ci avremmo messo un po' ad ingranare la via giusta per affrontare le questioni primarie,a  far poggiare a terra un lavoro così maestoso e invece ecco che mi stupisco della forza della rete ancora una volta. Forse non dovrei, forse a quest' ora dovrei aver capito che l' unione fa la forza e infatti è così...l' ho capito, ma avere sotto gli occhi questo manifestazione di potenza propulsiva è impressionante.

Ho appena terminato di rispondere a Ideandro, un' altro intervento intelligente che ci permette di chiarire ciò che interessa a tutti leggendo e rispondendo.

Quello che mi appare evidente da questi ultimi giorni è che come previsto c' è una questione che interessa un po' tutti e che per questo credo meriti forse uno spazio aperto alle proposte.

Intanto devo dire che nel mio caso i punti focali erano due e che grazie alle risposte tempestive di jacopo si sono ridotti a mezzo scarso. La questione della metratura alloggi (cosa non da poco per me) è completamente risolta. L' altra come pagare il mutuo è stata posta in rilievo come punto...e questo è quello che mi interessava, non certo risolverlo qui e ora.

Non ho compreso bene però le parole di Jacopo quando scrive:

"MA E' IMPORTANTE DIRE CHE L'ECOVILLAGGIO PUò RISOLVERE IL PROBLEMA DELL'ABITAZIONE. PUO' OFFRIRE ANCHE LA POSSIBILITà DI LAVORO, MA NON E' LO SCOPO. PUO' DIVENTARE UN EFFETTO COLLATERALE SE (SE) UNA PERSONA E' CAPACE DI SVILUPPARE LE OPPORTUNITA'".

Sono duro lo so!!! però provo a rispondere per come l' ho intesa io. Se ho capito male scusate...se potete chiaritemi il tutto.

Io il  lavoro ce l' ho, e pure la casa (in affitto). Quello che mi spinge in questa direzione (ecovillaggio) è per così dire il mio difetto di fabbrica che mi aliena non poco da questa società. Per me lavorare significa impiegare energie individuali e collettive al fine di migliorare la qualità della vita. Il resto è truffa diciamocelo...più o meno grave ma pur sempre truffa, quantomeno inganno. Fabbricare industrialmente programmi di intrattenimento come il grande fratello, le mine anti-uomo, i chewingum fluorescenti e frizzanti alla fragola che sa di menta sciroppata al mirtillo zebrato, non servono che a ingrassare i grassoni senza scrupolo. Certo si trovano soluzioni al problema anche qui da me. Ho frequentato il corso sul fotovoltaico a questo scopo e mi sto muovendo in questa direzione. Però l' ecovillaggio presenta l' opportunità di avvalersi di un abitazione-nucleo sociale e potenzialmente lavorativo come ho sempre prospettato per me e per i miei figli, e, cosa non meno importante: genera un precedente per tutti. Se faccio questa scelta non è per cercare diciamo di salvarmi, resta il fatto che per compiere questo passo l' aspetto lavorativo è intrinsecamente connesso.

E' vero che forse per mantenere (come già avevo precisato) il villaggio il più "indipendente" possibile la soluzione migliore forse sarebbe una soluzione individuale. Lavorare nelle vicinanze oppure il lavoro a distanza. Però io dico che l' argomento va trattato seriamente e a fondo perchè è quello che consente a credo la maggioranza degli aderenti di partecipare o meno, non vedo alternative, per me per esempio è imprescindibile.

Comunque Jacopo se ho inteso male correggimi e perdonami.

La mia idea è : Il lavoro nelle vicinanze o a distanza non ha bisogno di essere considerato ulteriormente...o si trova oppure no! per tutto il resto...idee, spunti iniziative, invito tutti a partecipare alle proposte, non costa niente e potrebbe essere interessante. Si potrebbe addirittura aprire un area di discussione specifica...però non vorrei esagerare...forse bastano già questo spazio e l' incontro ad Alcatraz...ditemi voi.

Lasciando perdere questo aspetto, mi piacerebbe parlare di un' altra questione se a qualcuno interessa. Una considerazione che mi pare serpeggi tra gli scritti e che a me sta molto a cuore è quella dell' isolamento. Non tanto in senso geografico quanto in senso sociale. Mi ha sempre affascinato moltissimo il parallelo esistente nelle lingue anglosassoni tra way come modello ( in senso di stile di vita, scelte, percorsi appunto) e (way) la strada vera e propria.

Credo che sia fondatissimo. La strada è proprio la rappresentazione macrocosmica delle connessioni del pensiero, e forse per essere più precisi del preconcetto.Consiglio vivamente a riguardo il libro "lo zen e l' arte della manutenzione della motocicletta" di Robert M. Pirsig.

 

Il libro (cercando di tagliare corto) fa da subito notare come le strade principali, quelle che servono essenzialmente ad arrivare da A a B, siano anche le più brutte, perchè prive della caratteristica espressiva paesaggistica. Non serve a molto guardarsi attorno in autostrada (tranne per i fanatici della meraviglia come me che quindi rischiano pure di schiantare !!!), l' importante è arrivare.

Le vie secondarie e dimenticate invece sono interessanti...da qui poi il viaggio ed il seguito del romanzo. L' ho presa alla larga lo so ma con questo dove voglio andare a parare? Sapete quali sono le prime cose che determinano la rinascita di una civiltà?...sono sempre quelle...le strade...e in internet i link...insomma se non vi è strada...se non vi è accesso, se non vi è connessione si è tagliati fuori dai percorsi possibili. E questo in termini comunicativi equivale a isolarsi.

Niente di negativo intendiamoci, io non credo più al bene o al male in senso assoluto. Ci sono le scelte e le conseguenze, ma cazzo le scelte fanno la differenza!!!.

Mi stavo allora chiedendo: Al villaggio si arriverebbe direttamente dalla strada? Come? Si passerebbe prima da Alcatraz? C' è la possibilità che un giorno qualcuno...per sbaglio... ci chieda timidamente indicazioni? "Mi scusi buon uomo dove mi trovo?" e noi "ma come...lei è appena arrivato all' ecovilaggio di S. Chiara, il posto più pazzo, geniale, interessante che ci sia! venga si accomodi...prenda una tazza di te!", oppure somiglierebbe più ad un circuito interno di una proprietà privata?

Credete sia importante l' argomento?

Vi aspetto...Grazie mille a tutti!!!

Caro Nicola, innanzi tutto abbiamo già il traliccio Telecom installato con un ripetitore che supporta 26 linee telefoniche ad alta velocità, ma la piattaforma è ampliabile.
Per quanto riguarda il discorso del lavoro volevo sottolineare un discorso importante. Mi spiego.
L'ecovillaggio dal mio punto di vista nasce come progetto di costruzione di un posto. La mia responsabilità finisce con la consegna delle case a chi le vorrà. Poi ovviamente spero che le persone che sceglieranno di viverci siano capaci di grandi imprese collettive. Ma sarebbe truffaldino spacciare l'acquisto di una casa ecologica per la soluzione di tutti i problemi, lavoro compreso. E' una questione di chiarezza e io credo al potere della chiarezza. Io dico: facciamo un ecovillaggio. Io mi offro come garante dell'operazione, risolvo una serie di questioni strutturali: trovare la banca che finanzi l'operazione, trovare la ditta, trovare i progettisti, controllare i preventivi, e condurre in porto una progettazione condivisa di modo che l'ecovillaggio non sia frutto solo della mia fantasia malata ma vi sia un processo che riduca al minimo la possibilità di errori (ma di certo ne faremo ugualmente). Dire: "Io mi occupo di tutto questo" è già un azzardo spaventoso. Non posso dire: "E oltre ad avere una super eco casa in un posto favoloso con 2000 metri quadrati di verde e strutture collettive comprese nel prezzo avrete anche un fantastico lavoro creativo pagato profumatamente all'interno del meraviglioso team di lavoro degli abitanti dell'ecovillaggio". Sarebbe una presa per il culo. Non dipende da me. Dipende dalle capacità dei singoli di lavorare e di collaborare. Costruire un ecovilaggio ha una difficoltà di livello 10, mettere insieme a lavorare anche solo 20 persone ha una difficoltà 10 mila!
Quindi spero succeda, ma non posso scriverlo nel mio programma. Non è compito mio. E' una questione che riguarda la vita delle persone che verranno lì.
In questo progetto, voglio ben chiarirlo, io faccio il palazzinaro, magari onesto. Non sono un guru, non ti prometto niente, solo l'impegno a trovare una ditta che per un prezzo onesto costruisce un tetto senza buchi.
Uso parole spaventose come PALAZZINARO, perchè sono disposto alla brutalità pur di farmi capire.
La cosa che mi spaventa di più in questo progetto è la possibilità di essere frainteso e di provocare false aspettative. Credo che sia essenziale chiarire subito chi fa cosa.
E fino a quando lo fa. Il mio compito è iniziato 17 anni fa quando ho cominciato a presentare progetti e domande e finisce quando si consegnano le chiavi di casa.
E non ho nessuna intenzione di dannarmi l'anima se poi tutti quelli che hanno comprato diventano scintoisti masochisti o decidono di non rivolgersi più la parola perchè si odiano. Non ho i superpoteri. Non posso determinare la vita degli altri e trovo che sia oltretutto noiosissimo provarci.
Posso contribuire a costruire qualche cosa che sia ben fatto, funzioni bene e contenga la possibilità maggiore possibile di opportunità. L'esistenza dell'ecovillaggio amplia le possibilità. Come possedere ilcomputer amplia le possibilità di comunicazione. se poi uno usa il computer solo per guardare le donne nude non puoi pigliartela con la Apple.
Ovviamente nella fase di progettazione accoglieremo tutti i suggerimenti che possano incentivare solidarietà, collaborazione, comunicazione, condivisione. Ma si tratta di progettare il livello architettonico, strutturale. Parliamo di hardware. Invece altri, che già si vedono ad abitare l'ecovillaggio già desiderano parlare di come vivere lì e organizzarsi, ma questo è il software. Non so se l'analogia col computer spiega meglio quel che intendo.
Trovo comunque necessario separare i due livelli.
E mi va benissimo che un gruppo di persone che intende vivere nell'ecovillaggio decida fin d'ora di discutere come fare. Come organizzarsi. E ne parleremo durante i seminari informativi. Ed è buono che si discuta in questo spazio o si crei una altro ambito di discussione con una struttura tecnica più efficiente. Seguirò con grande interesse e trepidazione questo dibattito ma voglio chiarire che non è il mio ambito. Bisogna separare la magistratura dal potere politico sennò scatta il conflitto di interessi.
Sono stato sufficientemente puntiglioso nel chiarire?
Lo spero perchè i grandi problemi nascono se non si chiariscono delle questioni microscopiche.
un abbraccio.

Credo che questo tua posizione sia fondamentale soprattutto per la libertà e la leggerezza tua e di chi partecipa:

nessuno è vincolato a nulla se non alla casa che acquista ( o vende nel tuo caso)...il resto deve venire da sè, grazie alle condizioni ottimali. E' quello che speravo.

E' proprio vero: è sempre meglio chiedere prima che pentirsi poi.

Le mie richieste infatti erano rivolte a chi come me è interessato ma si preoccupa di come fare a partecipare.

Non ho mai minimamente pensato che fosse compito tuo risolvere la questione.

Proverò a fare un paragone che sia calzante quanto il parallelo hardware software.

Durante i corsi di Alcatraz spesso si cercano persone che condividano il taxi per arrivare dalla stazione,  tu ti limiti a dire che esiste questa possibilità ma sono gli interessati che si contattano e si accordano sull' ora il posto e il come. Questo non ha nulla a che fare con il corso anche se per molte persone è importante per poter partecipare alleggerendo le spese.

Nel caso dell' ecovillaggio l' incidenza del lavoro sulla partecipazione al progetto è molto più alta rispetto a quella del trasporto per il corso, e organizzare o trattare un argomento del genere è cosa assai più complessa... io mi rivolgevo e mi rivolgo a chi vorrebbe aderire ma ha le mie stesse necessità,  per generare un nucleo lavorativo-propositivo che potrebbe favorire le partecipazioni.

Anche solo parlarne è già importante. Può servire ad essere crudi che è sempre meglio delle false illusioni. Es: ti piace l' idea dell' ecovillaggio? saresti disposto a partecipare? hai pensato all' aspetto economico o ti interessa soltanto divagare su quello che ti piacerebbe fare ma non farai mai perchè al di fuori della tua portata?  Altrimenti si rischia di avere molte persone che mettono carne al fuoco ma rimangono sul vago per poi arrivare a concludere: " ah già, la casa va anche pagato cazzo!".

Credo che anche per chi svolge la funzione complessa di coordinare costruttori, banche e tecnici sia importante sapere che chi ha risposto positivamente non si è limitato ad approvare l' idea ma sta cercando di condividere e concretizzare la possibilità di realizzarla. Sono numeri più affidabili su cui contare!

Riassumendo mi sembra importantissimo "dividere le cariche", è fondamentale!

Jacopo si preoccupa di promuover la possibilità di comprare casa in un posto meraviglioso che comprende terreno e tecnologie all' avanguardia rispetto al risparmio energetico e alla sostenibilità del tutto, STOP,  chi è interessato se vuole cerca di collettivizzare fin da subito dubbi, perplessità, proposte, idee in un gruppo che però sia indipendente dal blog. Qualcuno potrebbe disporre di liquidità sufficiente all' acquisto e non passare neppure dal gruppo!

E' sufficiente un link da questa pagina che sia ben evidenziato.

Va da sè poi che le due cose si sostengano l' un l' altra: più è chiara la posizione del gruppo e più le persone si sentono di aderire serenamente al progetto, si conoscono, si fidano e aumentano le probabilità di acquisto; più Jacopo sostiene e risponde alle richieste del gruppo e più è facile che le posizioni siano chiare.

Dato che la mia richiesta di adesione al google-gruppo  http://groups.google.com/group/ecovillaggio-in-umbria?hl=it  non è stata ancora vagliata avanzo qualche proposta alla cieca...se avete già provveduto ignoratele.

1) Che sia possibile visualizzare da qualche parte il numero degli interessati al progetto (nulla di definitivo solo per avere un idea della domanda).

2) Che vi sia uno spazio aperto per chi fosse interessato a condividere l' argomento mutuo.

3) Area domande, di qualsiasi tipo e natura a cui poter rispondere direttamente ( quando siamo certi della risposta )  o chiedendo a Jacopo in caso di dubbio.

4) Spazio questioni aperte. Esempio : Parcheggi. E se ne discute. Accesso all' ecovillaggio. E se ne discute...etc etc...

5) La possibilità di caricare tutto il materiale possibile: foto della zona, disegno di Jacopo, mappe di google di S. Cristina, proposte tecniche etc...

6) NEWS. tutto le novità che Jacopo comunica. Burocratiche, pratiche, finanziarie o quant' altro.

Invito quindi a valutare la possibiità di ripulire un po' questo spazio dagli argomenti che hanno una collocazione precisa nel gruppo, quelli che risulterebbero pesanti e fuorvianti a chi si è appena avvicinato all' idea dando spazio alla promozione del villaggio vero e proprio. Che ne dite?

Infine chiudo con una considerazione sulle regole interne che mi accompagna da qualche giorno:

I miei nonni e bisnonni erano tutti contadini e cavatori. La realtà agricola ha dominato le loro vite e quelle dei miei genitori fino agli anni 70 circa e quando vado a trovarli è ancora li, coi suoi profumi, le sue gerarchie non scritte. In 40 anni di raccolte mio nonno non ha mai fatto una vendemmia da solo e ogni volta che passo a trovarlo mi porta nel campo e mi mostra il seminato. Quando siamo li e contempliamo i germogli, i solchi...il silenzio è sistematicamente interrotto da qualche " Oh Umbè!" lanciato dal vicino di turno, qualcuno arriva...osserva, impara e consiglia. E' sempre, SEMPRE così! quante volte tra cugini ci abbiamo riso sopra: "ecco qualcuno che viene a dottoreggiare". Ci sono leggi che non sono scritte ma sono vincoli insormontabili, si reggono sulla fiducia, il rispetto e la necessità; la vita agricola conduce spontaneamente alla collettivizzazione e a questo tipo di convivenza, lo stato ricorre ad una burocrazia sempre più paralizzante mano a mano che perde la sua autorevolezza.

Quindi se si tratta di contratti, acquisti o questioni legali la parola non vale nulla, si deve scrivere tutto e di più. Ma quando si scende nella dimensione mistica di un orto fortunatamente una stretta di mano vale ancora un contratto.

Un abbraccio a tutti!

 

 

Caro Jacopo, ti chiedi se sei stato puntiglioso nel chiarire. Lo sei stato sicuramente, però quello che volevo farti notare è che lo sei stato, a mio parere, per uno degli aspetti della questione, anche se importantissimo e forse primario.

  Per le richieste a riguardo che sono emerse, esistono altri aspetti importanti dove ritengo siano necessari ulteriori tuoi chiarimenti, che ti andrò a proporre.

Premetto che in questo caso esaminerò la questione dal punto di vista tecnico, come progettista edile, cercando di dare il mio apporto di esperienza; dovrò usare in qualche caso termini tecnici, cercherò di farlo in modo il più possibile comprensibile e semplificato.

Per questo è necessario un breve excursus per spiegare a grandi linee, tralasciando i particolari, come nasce un progetto ed il  suo iter.

Sono consapevole che forse,  per alcuni, certe  considerazioni potranno apparire ovvie e scontate.

 Lo scopo di arrivare alla situazione attuale, con le idee chiare.

Accade, come nel nostro caso, che il proprietario di un terreno presenti  al Comune una richiesta per rendere edificabile un terreno di proprietà.

Se tale richiesta viene approvata, viene concessa l’edificabilità richiesta alle condizioni previste dal Piano regolatore Edilizio che regolamentano i criteri per tale edificabilità. A seconda dei casi possono  venire concesse diverse tipologie edilizie, con diverse destinazioni d’uso.

Possono essere previste costruzioni ad uso esclusivamente abitativo, commerciale, artigianale, rurale, ognuna con i propri  indici di edificabilità, quindi con possibilità di usufruire di  cubature diversificate e regolamentate.

Ottenuta l’edificabilità, il proprietario può decidere fra varie soluzioni. Può optare di edificare solo la parte abitativa o di procedere a stralci, può decidere ad esempio di sfruttare tutta la cubatura ad uso abitativo e qualora fossero previste,  solo parti delle cubature a disposizione per  locali ad uso artigianale, o commerciale, e cosi  di seguito. In pratica può avere a disposizione e decidere su diverse opportunità.

E  qui è il nocciolo della questione, in queste varie opzioni di cui il proprietario può disporre.

In genere, come nel nostro caso, un proprietario avveduto, valuta e cerca di prevedere quali possono essere le esigenze dei possibili acquirenti e su queste appronta una prima bozza che va a modificare, a limare sentiti i suggerimenti  di tali acquirenti in base alle necessità che emergono.

Se poi su questo progetto investe anche i suoi ideali, la sua etica, come stai tentando di fare tu, l’attenzione verso le necessità dei possibili acquirenti al fine di ottenere il risultato sperato, diventa particolare.

E fino a qui credo che ci siamo, spero di essere stato chiaro.

Ciò in cui sono parzialmente d’accordo è su quando tu fai l’esempio e affermi  che quando si parla di progettare il livello architettonico, strutturale, parliamo di hardware. Quando invece si parla di come vivere, come organizzarsi nel villaggio, si tratta del software. E trovi necessario comunque separare i due livelli.

Su questo punto, premesso che tu puoi fare come meglio credi, sono parzialmente d’accordo, e ti spiego del perché parzialmente.

Da un certo punto di vista capisco il senso profondo di quello che intendi dire con la necessità di separare le due cose, da un’ altro punto di vista, prettamente tecnico, a mio parere  tale separazione non è  del tutto possibile perchè nasce una contraddizione con il fatto che dici che ovviamente nella fase di progettazione verranno accolti tutti i suggerimenti  che possono incentivare, solidarietà, comunicazione, condivisione.  

 Poiché il lavoro è uno strumento che potenzialmente può incentivare tali valori,( va detto che può però anche disincentivarli),  dal momento però che  dal dibattito è emersa fra le priorità, la valutazione anche  delle possibilità lavorative all’interno del villaggio, e poiché nella bozza del progetto si prevedono fabbricati ad uso collettivo che si presume di includere nel prezzo, di cui uno sicuramente proposto ad uso uffici converrai con me che si tratta di un’offerta di possibilità lavorativa all’interno del villaggio.

E poichè esiste tale possibilità, spero sarai d’accordo con me che possa crearsi nell’utenza un’aspettativa a riguardo che a questo punto deve necessariamente essere chiarita in tutti gli aspetti poiché nascono spontanee  alcune domande a cui è necessario dare una risposta, ripeto dal momento che un’offerta lavorativa viene proposta:

 1- La cubatura disponibile ad uso commerciale (uffici) è stata utilizzata tutta o vi sono cubature ancora disponibili ? E se vi sono intendi metterle a disposizione per il villaggio in futuro?

2-E’ prevista l’edificazione di fabbricati ad uso artigianale, o rurale nel progetto attuale, oppure sono previste dal piano   regolatore aree che in futuro potrebbero essere acquistate o collettivamente o singolarmente per tali usi ?

3-Esiste altra possibilità edificatoria ad uso abitativo oltre a questa prevista?

4- Vengono utilizzate tutte le superfici di terreno previste nel piano regolatore, per giardini , orti, culture intensive,  piazze, strade, o ne rimangono altre a disposizione per eventuali acquisti collettivi o di singoli?

Dall'esito di queste risposte e dalle effettive possibilità che si apriranno  si potranno successivamente valutare ulteriori eventuali possibilità lavorative ed  i particolari che possano eventualmente consentire la loro effettiva realizzazione.Si saprà che si potrà contare su queste e stop.Il resto dipenderà dalla creatività di ognuno di noi e dalle possibilità offerte dal territorio.Punto.

 Spero di non aver dimenticato altre domande a riguardo di questo specifico aspetto. A mio parere la risposta a queste domande aggiunta la tuo importantissimo chiarimento, consentirebbe di porre fine a tante aspettative e di mettere la necessaria  totale chiarezza  sulle effettive possibilità lavorative all’interno del villaggio.

Va chiarito che ciò non implicherebbe comunque un tuo coinvolgimento sulla gestione, di queste potenziali risorse, dipenderà comunque come prevedi tu, eventualmente dalla disponibilità dei singoli  a collaborare e lavorare.

Tu dovresti solamente chiarire, decidere, qualora ce ne fossero, se e quali eventuali potenziali risorse esistono o no, se sei disposto e puoi  a metterle a disposizione, e sottolineo a disposizione del villaggio.

Ripeto, tu ne sei il proprietario (presumo, o il gestore) per cui puoi liberamente decidere fra  le diverse opzioni e quali suggerimenti accogliere.

E questa è una cosa importantissima, chi ha intenzione di acquistare deve come dici tu essere posto nelle condizioni migliori per decidere.

 Poiché vedo che l’aspettativa lavorativa condiziona molto la possibilità di acquisto, certe cose è bene saperle subito, altrimenti si corre il pericolo di avere all’inizio un grande numero di adesioni, e poi magari un forfait improvviso quando si vengono a conoscere certe condizioni, e questo può creare grandi problemi.

Spero comprenderai il fine  della mia franchezza, e  di poter in qualche modo esserti stato di aiuto per poter arrivare tutti il più possibile preparati all’incontro di aprile e per permettere ai relatori e ai presentatori del progetto di farsi  a loro volta un’ opinione chiara su quali sono le reali aspettative dei possibili acquirenti, e di presentare conseguentemente una proposta di progetto chiara e sopratutto effettivamente realizzabile, per un villaggio che possa essere il più possibile archetipo dei suoi abitanti.

Un grande abbraccio                    Idio

 

Caro Idio
grazie per la puntualità e chiarezza delle tue domande.
Cerco di fare un quadro complessivo della situazione.
Abbiamo approvati sul piano regolatore 5000 metri cubi più altri 1300 mq circa di esistente (ruderi o scheletro di casa)+ sono da calcolare serre solari, spazi tecnici eccetera.
Non ci sono spazi per uffici previsti come cubatura supplementare. Non ci sono indicazioni nel piano regolatore su orti o simili.
Abbiamo un certo volume da adibire a spazi comuni. Sull'uso da fare di questo spazio potremo discutere nell'incontro a Alcatraz. Ovviamente su queste questioni il parere di chi dovrà abitarci è essenziale. Si può decidere di fare uno spazio per le feste più grande o uno per gli uffici più grande, oppure uno spazio dove di giorno si lavora e poi con mobili a scomparsa, sparisce tutto e diventa una sala per ballare. Le scelte sono diverse e dal punto di vista mio quel che preferiscono coloro che abiteranno l'ecovillaggio va bene. E' solo una questione di costi.
Per quanto riguarda i laboratori artigianali o commerciali non sono previste dal piano regolatore attività economiche oltre l'agricoltura e il turismo. Comunque c'è la possibilità di comprare terreni nelle vicinanze e di ottenere l'autorizzazione alla costruzione di capannoni agricoli e simili.
Nelle vicinanze ma fuori dalla visuale dell'ecovillaggio in quanto esso guarda verso una valle che è interamente di Alcatraz e per il resto è bosco vincolato. Si vedono solo in lontananza terreni di altri proprietari.
Ovviamente se si dovesse decidere di costruire un capannone vicino all'ecovillaggio anche questo dovrebbe essere progettualmente condiviso...
Tra i miei impegni c'è quello di non costruire e permettere che si costruisca qualche cosa negli immediati dintorni. Rischio comunque minimo in quanto quasi tutta l'area è vincolata come bosco (protetta dall'UE come Sito di Interesse Comunitario) o come area preboscata o come rimboschimento. L'indice di edificabilità è zero. Volendo decidere di costruire un capannone i punti sono pochissimi e le cubature possibili minime e bisognerebbe realizzare una struttura invisibile, il che si può fare. (la parola capannone ricorda qualche cosa di orrendo. Si potrebbe chiamarla costruzione agricola non abitativa). In ogni caso parliamo di qualche cosa di piccole dimensioni.

Per quanto riguarda l'autocostruzione.
Sto trattando con un'entità che dovrebbe gestire tutta l'operazione e che ci darebbe grosse garanzie sul piano etico e professionale.
Sono persone interessate a nuovi criteri costruttivi sia dal punto di vista tecnico che gestionale.
E sono disposti a offrirci una contabilità trasparente di tutto il processo.
Sarebbe secondo me molto risolutiva questa soluzione perchè ci libererebbe da una serie di problemi non piccoli.
Il problema dell'autocostruzione è più che altro professionale. Alcune strutture come le case di paglia si possono in effetti costruire con una squadra non professionale ma lo stesso non vale per altre parti essenziali del progetto e per le case con 2 piani (piano terreno e primo piano) che richiedono strutture più complesse. Quindi la questione dell'autocostruzione si potrà porre per una parte del progetto. E comunque è una bella gatta da pelare perchè bisogna trovare un modo per valutare il valore del lavoro. Se io conteggio il mio lavoro come quello del mio vicino di casa che fa il muratore da 3 generazioni è un problema, perchè alla fine le case sballano i costi. Altro discorso se io dico: la casa la compro grezza e me la finisco da solo. Se il pavimento è dritto o storto sono cavoli miei. Ma una serie di cose, tipo i muri esterni, devono avere caratteristiche standard, perchè non si può rischiare che uno ti fa una cosa orrenda di alluminio anodizzato con intarsi di cacca fritta vicina a casa tua.
Comunque è importantissimo notare che al contrario di quel che viene da pensare la casa in sé non rappresenta la maggior parte dei costi.
Oggi si può costruire una casa super ecologica al di sotto dei 1000 euro a mq. Il prezzo che abbiamo calcolato supera invece i 3000 euro a mq.
Le voci più corpose oltre alla casa che compri sono:
Costo terreno.
Costo iter burocratico per le autorizzazioni fin qui ottenute (tanto per rendere l'idea sono 17 anni che paghiamo tecnici e carte bollate).
Costo della progettazione e tasse di costruzione.
Costo infrastrutture (teleriscaldamento, strade, sistema idrico, potabilizzatore, sistemazione esterni, sistema fitodepurazione fogne)
Costo spazi collettivi.
Poi è ovvio che possiamo trovare varie soluzioni. Ma molte le possiamo trovare semplicemente sperando nella voglia di collaborazione. Ad esempio dipingere i muri non è difficile. allora se dieci famiglie prendono la casa non dipinta possono poi incaricare un acquirente di dipingerla. Ma questo discorso è più semplice farlo per contrattazione diretta che centralmente. Perchè se avviene centralmente entrano in gioco i costi per i controlli e le verifiche e alla fine mi costa di più fare una cosa in autocostruzione che se chiamo una ditta unica che fa tutto. Perchè lì gestisco un solo rapporto e non ho discussioni.
Spero di aver fatto capire il problema. L'autocostruzione è molto bella ma molto difficile da applicare. Sopratutto un'impresa non è lo strumento adatto. L'autocostruzione va bene se c'è una cooperativa che l'autogestisce. Se devo pagare un manager per gestire le discussioni di un gruppo di autocostruzione mi saltano i costi. Allora una soluzione potrebbe essere di costruire una cooperativa tra chi si vuole autocostruire la casa... Così i problemi vengono autogestiti dai costruttori-compratori e l'impresa che gestisce l'insieme del progetto è fuori...
Non so... E' un'idea che butto lì... Bisogna poi vedere se questo gruppo con cui sto trattando accetta un'ipotesi del genere.... Ma a naso mi sembra più digeribile...
Spero di essermi spiegato....
Sopratutto mi piacerebbe essere riuscito a spiegare il mio punto di vista.
Sono anni che lavoro a questa idea e ho incontrato muri dopo muri. Ho dovuto adattare il progetto, spostarlo, rispostarlo, ripensarlo tutto, ripartire da zero... Io voglio riuscire ad andare in porto e allora valuto le possibilità teoriche e cerco di metterle daccordo con quelle pratiche.
C'è il meglio possibile e c'è il possibile ora, qui...
E vorrei porre anche una altro problema a proposito di autocostruzione.
Quest'estate sicuramente non avremo ancora iniziato i lavori.
C'è un rudere da tirare su, una serie di lavori preaparatori quantomeno, c'è una valle, c'è una casa a 400 metri dall'ecovilaggio di 300 mq, arredata con cucine, frigoriferi e tutto. C'è spazio per tende e roulottes...
Sarebbe un esperimento interessante tirare fuori un ecovillaggio di tende per agosto... Probabilmente si riuscirebbe a produrre in termini di soldi di più che a fare i muratori... Stiamo parlando di un culo pazzesco... Ma sono cose che la maggioranza di noi è più brava a fare che a tirar su muri dritti...
E a settembre ci sono centinaia di quintali di erbe officinali e frutti maturi....
Quel che voglio buttar lì è che ci sono vari modi di autofinanziarsi la costruzione di una casa e autocostruirla.
E sarebbe anche un bel banco di prova per capire se dall'ecovillaggio potrebbero uscire veramente dei soldi e come potrebbe essere il lavoro...
Certo è un bel rischio... Potrebbe finire a rissa prima di iniziare...
Insomma un gran casino nella mia testa.
spero di avervelo comunicato.

Caro Jacopo, grazie per la  chiarezza e per la diponibilità a rispondere a tutte le domande rivolte rivolte da me e dal "gruppo  ecovillaggio" del quale faccio parte e di cui Nicola si è fatto portavoce.

Mi fa molto piacere condividere con te, la fondamentale importanza della chiarezza al fine di consentire la realizzazione concreta del progetto ecovillaggio.

 L'esperienza mi insegna che con questo sistema si evita il pericolo dei  cosidetti "fuochi di paglia" dove per capirci all'inizio la gente  "si infiamma"  immediatamente ( a chi non piace l'idea di vivere in un ecovillaggio?) e magari aderisce in massa,  e poi altrettanto velocemente " si spegne" e letteralmente  si dilegua messa di fronte alle problematiche sull'effettiva fattibilità .

Con questa sistema, forse ci metteremo un pò più di tempo, ma solamente per raccogliere le adesioni, ma questo alla lunga sarà un vantaggio,  perchè a mio parere queste andranno a consolidarsi coscientemente e gradatamente  mano a mano che il progetto procede.

La cosa importantissima sarà che potremmo contare su adesioni elaborate, coscienti, con reali possibilità di concretizzazione. 

Con l'occasione ti fornisco informazioni del "gruppo ecovillaggio" . E un gruppo di lavoro variopinto ed interessantissimo quello   che si sta formando e  sta crescendo bene. Stiamo  lavorando cercando costantemente il giusto equilibrio simbiotico fra di noi  e ovviamente con te ed il tuo sito dedicato al tema.

Disponiamo già di un ottimo materiale di idee e proposte su cui lavorare a cui vanno ad aggiungersi  i tuoi ulteriori chiarimenti mano a mano che ci giungono e quelli della gente che interviene.

Ci stiamo organizzando, e siamo già a un buon punto, per individuare i temi prioritari, per sviscerali gradatamente, cercando di affrontarli uno alla volta con attenzione e consentire alle persone interessate di poter dibattere in modo particolareggiato su temi di specifico interesse.

Scopo è,  oltre a quello di consentire agli interessati di avere un posto dove poter dibattere in modo efficace  su temi  specifici, anche quello di sostenere, di alleggerire, di suddividere il lavoro in un rapporto di aiuto reciproco,per evitare intasamenti di idee, proposte, e soprattutto di essere dispersivi.

Ci prefiggiamo di elaborare le tematiche, approfondirle,individuare eventuali problematiche, richiedere i necessari chiarimenti, con lo scopo di arrivare a  proporre soluzioni  o nuove idee.

Con questo metodo sono già state individuate le soluzioni per diversi problemi,( ad esempio la metratura degli appartamenti)  oppure sono stati ottenuti idonei ed esaurienti  chiarimenti  su specifici temi (ad esempio  sulla disponibilità di acqua, sulle linee internet ecc.).

Se ci diamo una mano in una costante simbiosi di aiuto reciproco , ognuno secondo le proprie capacità,  con unità di intenti,e con grande rispetto fra noi, sono certo che supereremo ogni difficoltà.

Un abbraccio a tutti .