donald trump

Vorrei essere Donald Trump

Vorrei essere Donald Trump

Siete entusiasti?
Lo so che vi alzate la mattina urlando di gioia: “Grazie a Dio, c’è Donald Trump!”.

Va beh… Alcuni hanno paura, perché si mormora che Trump si masturbi sulla valigetta blindata col pulsante rosso della guerra nucleare… Lo so che fa piangere vedere come tratta Melania, lo so che è un evasore fiscale neofascista, razzista, xenofobo al comando del più grande esercito della storia… Ma bisogna saper vedere il bicchiere mezzo pieno! Suvvia!
Cazzo ragazzi, se siete di sinistra come minimo dovete avere un orgasmo al giorno! Ma li avete visti i manifestanti anti-Trump? Avete visto le ragazze in corteo?

Adesso non venitemi a dire che le ragazze in corteo non c’entra se sono più o meno belle… Che palle, qui col politically correct non si può dire niente… Mi spiego: le ragazze belle nei cortei sono un essenziale marcatore dello stato di salute del movimento. Più il Movimento è all’attacco, più belle ragazze in corteo.

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Donald Trump, aiuto! E’ panico generalizzato?

Donald Trump

Inizia una nuova epoca. La paura serpeggia. Un esagitato sessomaniaco alla Casa Bianca. Terrorismo, migrazioni di massa, povertà in aumento, corruzione. E la Raggi che entra con una mazza da baseball nella cristalleria dei nostri sogni.

È uno di quei momenti dei quali faresti volentieri a meno. Ci eravamo abituati a pensare al futuro come un difficile cammino verso il meglio. Vi ricordate l’emozione quando Obama divenne presidente? Era il grande, epocale cambiamento dei parametri di pensiero. E adesso guardate chi c’è nello Studio Ovale.

Mi ricordo nel ’77, discutendo con mio padre e due amici della mia età. Eravamo sconfortati, era ormai chiaro che non mancavano pochi mesi e neanche pochi anni al crollo dell’Impero del Male e all’avvento del Mondo Nuovo. Mio padre tirò fuori una pagina di Bertold Brecht…

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Trump, a farlo vincere sono state le promesse orali di Madonna?

Trump, a farlo vincere sono state le promesse orali di Madonna?

Luigi Zingales, sul NYT, ha consigliato alla sinistra Usa di non fare come l’opposizione italiana a Berlusconi.
Ha scritto che attaccare Trump soprattutto sul piano della sua vita privata non serve. Anzi lo rafforza. Bisogna contestare i suoi programmi e proporre alternative.
Ha ragione: Berlusconi come Trump hanno tratto grande vantaggio dall’essere stati demonizzati sul piano personale. I progressisti sono ammalati di moralismo, credono che gli elettori si rifiuteranno di votare un candidato IMPRESENTABILE. La storia ha dimostrato che, al contrario, più ci si scaglia contro un leader sul piano personale, più diventa un personaggio… E la gente adora i personaggi. E li vota. È una sindrome televisiva.

Per capire la vittoria di Trump bisogna andare a misurare lo spazio che ha avuto su internet e i media: uno spazio enorme, molto più vasto di quello della Clinton.

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La mossa “Tromp”

Parliamo di scacchi e si tratta della "Trompowsky", una particolare mossa di apertura che viene abbreviata in Tromp, che in America si pronuncia come Trump. Si è vista dopo dieci anni ai mondiali di scacchi di New York nella partita tra il norvegese Carlsen e il russo Karjakin.
Pare sia una mossa particolarmente aggressiva.
(Fonte: Repubblica)

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