integrazione

Rifugiati offrono corsi di inglese gratuiti agli italiani

Succede a Cosenza, dove i migranti richiedenti asilo ospiti nella struttura d'accoglienza di Montalto Uffugo, gestita dall'associazione "Promidea”, hanno deciso di organizzare un corso di inglese gratuito per la popolazione italiana sopra i 18 anni. Autonomamente, hanno individuato il manuale che useranno per tenere il corso. E pensano già, per il futuro, a delle lezioni di lingua araba.
(Fonte: Huffingtonpost.it)

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Sono musulmano, ti fidi ad abbracciarmi?

Baktash Noori, detto Bako è un giovane youtuber inglese e abita a Manchester. E’ musulmano e nel fine settimana successivo agli attacchi si è posizionato nel centro della città, con le braccia aperte, bendato e con un cartello “Sono musulmano, io mi fido di te, tu ti fidi abbastanza da darmi un abbraccio?”
E si sono fidati in molti.
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Auguri, donne!

Abbiamo scoperto una pagina bellissima su Facebook, si chiama “Le fotografie che hanno fatto la storia” e nella giornata della donna ve ne proponiamo una che racchiude in sé più di un significato.
Si tratta della foto di Ruby Bridges ed è stata scattata il suo primo giorno di scuola. E’ il 1960 a New Orleans e Ruby viene scortata dalla polizia perché sta andando a frequentare una scuola che fino ad allora ha accolto solo bimbi bianchi.
Non è stato facile, le difficoltà e l’odio razziale hanno creato molti problemi alla famiglia di Ruby ma con il suo fiorellino in testa lei sembra molto determinata.

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Le mani che parlano a Treviso

Si chiama così Talking hands, il progetto che si sta attuando a Treviso negli spazi del Centro Sociale Django. 15 richiedenti asilo lavorano in un laboratorio dove vengono realizzate case giochi per bambini. La prima collezione si chiama Rifùgiati e sono coloratissime casette, dei rifugi per i giochi dei bambini. Racconta Fabrizio Urettini, organizzatore del progetto: “Usiamo materiali di riciclo che vengono valorizzati grazie a texture caratteristiche dei paesi d’origine di chi lavora nel laboratorio: sono loro stessi a immaginarle e realizzarle. Le hanno reinterpretate in chiave contemporanea dando vita così a delle micro architetture domestiche, delle tane che esprimono il naturale bisogno dei piccoli di crearsi un rifugio”.
(Fonte: Vita.it)

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