stampanti 3d

Una mano con la stampa in 3d!

Una mano con la stampa in 3d!

Hayley Fraser di Inverness in Scozia è la prima bambina ad avere una mano nuova, stampata in 3D direttamente in casa, grazie al papà David e alla mamma Zania che hanno avuto l’idea, l’hanno disegnata e costruita con sole 50 sterline.
Per farlo si sono rivolti a E-nable, un network di volontari americani, specializzati nella progettazioni e nella costruzione di arti sintetici.
(Segnalata da Clara Ceci - Fonte: caffeinamagazine.it)

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Un'auto elettrica stampata in 3D

Un'auto elettrica stampata in 3D

Qualche mese fa Local Motors, azienda di Phoenix, aveva lanciato un concorso per progettare un'auto interamente stampabile in tridimensionale. Ora è stato decretato il vincitore ed è un italiano, Michele Anoè, designer 49enne, di Mestre, che riceverà un premio di 5.000 dollari. La “Strati”, così si chiama l'auto, ha un design sportivo e un tetto che si ripiega a fisarmonica. È un unico blocco 3D da stampare in ABS attorno a un telaio in alluminio e a inserti di fibra di carbonio sulla parte anteriore e posteriore. Verrà presentata all'International Manufacturing Technology Show 2014 di Chicago, in programma dall’8 al 13 settembre. VIDEO

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Le penne 3D

Le penne 3D

Funzionano come le stampanti 3D ma tutta la tecnologia è racchiusa in una normale penna stilo. Due i modelli in fase di sviluppo (e ricerca di finanziamenti): la prima è la penna 3Doodler inventata dalla WobbleWorks LLC. Funziona sciogliendo della plastica colorata che fuoriesce da un ugello e permette di “disegnare” oggetti nell'aria.
La campagna su Kickstarter doveva raccogliere 30.000 dollari per avviarne la produzione. Sono arrivati a 2.344.134 dollari.
Il secondo modello disponibile, molto più compatto, su chiama invece Lix 3D Pen. Si alimenta via USB ed è lunga 16,3 centimetri per 1,4 centimetri di larghezza.
E' in vendita sul sito a 139,95 dollari (poco più di 100 euro). Il costo della 3Doodler è invece di soli 99 dollari, circa 72 euro.
VIDEO 1 - VIDEO 2

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La prima casa stampata in 3D

la prima casa stampada in 3D

Affacciata sull’acqua, a pochi minuti a piedi dalla stazione centrale di Amsterdam, tra un palazzo di vetro e un piccolo parco, sta nascendo la prima casa stampata in 3D al mondo.
Il progetto è dello studio di architettura olandese, DUS, che ha progettato una struttura con 13 stanze che verranno costruite pezzo dopo pezzo grazie a una enorme stampante 3D assemblata direttamente nel cantiere. Cantiere che sarà liberamente visitabile dal pubblico. L'apparecchio è in grado di stampare oggetti della grandezza massima di 2 metri per 3,5 di altezza.
“Abbiamo calcolato che tra mano d’opera e materiali spenderemo circa un terzo in meno. Inoltre il fatto di poter costruire tutto sul posto significa anche abbattere inquinamento e traffico. Infine, la plastica che utilizziamo è totalmente riciclabile, al 100%” ha spiegato Martina De Wit, una delle fondatrici dello studio. - Il sito internet del progetto - VIDEO

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Corso di progettazione e stampa in 3D in collaborazione con WASProject

Corso di progettazione e stampa in 3D in collaborazione con WASProject

24-27 aprile 2014, Libera Università di Alcatraz

Una prima assoluta per Alcatraz!!! Grazie alla collaborazione con il gruppo emiliano-romagnolo WASProject vedremo non una ma addirittura 3 stampanti 3D in azione e verranno insegnate le basi per progettare e creare oggetti in tre dimensioni.
WASProject è nota per essere una delle prime aziende italiane specializzata nella vendita di stampanti 3d e per avere un gran sogno: stampare case in argilla! E vogliamo parlare di stampare una stufa a pirolisi?
Il gruppo WASProject svolge un fondamentale lavoro di ricerca e sperimentazione dei materiali, lavoro che dimostra le straordinarie potenzialità di questa tecnologia.
Il corso sarà diviso in blocchi teorici ed esercizi pratici, creeremo veri e propri oggetti grazie alle stampanti 3D che avremo a disposizione.
Massimo 25 partecipanti. Ogni iscritto dovrà essere munito di computer portatile cui verranno installati, sotto la guida di WASProject, i software open source necessari alla progettazione. Software che poi rimarranno ai corsisti!

CLICCA PER VEDERE IL PROGRAMMA DEL CORSO

La stampante 3D Invent One

La stampante 3D Invent One

Il prototipo è stato costruito dai fratelli Luca e Federico Faggiotto, amministratori delegati di MakerDreams, che entro fine marzo dovrebbero lanciare la campagna di crowdfunding su Indiegogo per finanziarne la produzione.
La loro stampante Invent One è compatta, elegante, interamente costruita in alluminio e soprattutto in qualche modo ecologica: stampa PLA (acido polilattico), un prodotto riciclabile, biodegradabile e privo di fumi tossici. Area di stampa 28x21x20 cm. Costo: 999 dollari, circa 720 euro, se si pre-acquista tramite il crowdfunding. Su Webnews si può leggere un'intervista a Luca. Qui il sito ufficiale del progetto
(Fonte: Webnews.it, segnalata da Mario T.)

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Una stampante 3D nello spazio

Una stampante 3D nelo spazio

La NASA vuole spedire una stampante 3D a bordo della Stazione spaziale per permettere agli astronauti di costruire direttamente in loco alcuni dei pezzi di ricambio che servono per la manutenzione della ISS. I test della stampante, prodotta da Made in Space e capace di creare oggetti in assenza di gravità, sono iniziati ad agosto e stanno dando ottimi risultati; e sono state superate anche tutte le prove richieste per ottenere la certificazione di volo dall’agenzia governativa statunitense.
Una stampante 3D nelle missioni spaziali ridurrebbe costi ed eviterebbe incidenti come quello dell'Apollo 13 nel 1970.
“Immagina un astronauta che deve fare una riparazione 'di vita o di morte' sulla ISS. Invece di sperare che le parti necessarie e gli utensili siano già sulla stazione, come sarebbe se questi pezzi venissero stampati in 3D quando servono?” ha spiegato Aaron Kemmer, amministratore delegato di Made in Space.
Il prossimo passo è il replicatore di Star Trek!!! - VIDEO
(Fonte: Webnews.it, segnalata da Mario T.)

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Che mi stampo per uscire stasera?

Che mi stampo per uscire stasera?

Dopo i mattoncini Lego, i mobili, le biciclette, gli esoscheletri per i disabili, le case (!) ora si possono stampare in 3D anche i vestiti. Merito del progetto open source “OpenKnit” messo a punto dal designer spagnolo Gerard Rubio, che ha messo a disposizione di tutti, gratuitamente, caratteristiche e specifiche tecniche della stampante. Per costruirla ci vogliono circa 550 euro, mentre il software che serve a disegnare in digitale e in 3D gli abiti è gratuito e si chiama Knitic.
“Vorrei che OpenKnit generasse entusiasmo tra i politici e i pensatori in modo che possano essere create più macchine; in questo modo la community potrebbe fiorire e il progetto potrebbe evolvere collettivamente e organicamente dal momento che ogni nuovo utente diventa uno sviluppatore. Le possibilità di questa tecnologia sono incredibili” ha spiegato Rubio in un'intervista a Ecouterre.com.
Il sito ufficiale del progetto, dove potete trovare tutte le istruzioni, è QUI.
All'indirizzo http://doknityourself.com/ è stato invece creato uno spazio web dove chiunque può condividere le proprie creazioni e le proprie idee. - Qui il sito del software di progettazione - VIDEO
(Fonte: Greenme.it)

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Mobili stampati in 3D? Si può!

Mobili stampati in 3D? Si può!

Lo studio tedesco BigRep, di proprietà degli artisti berlinesi Lukas Oehmigen e Marcel Tasler, ha costruito una stampante 3D, battezzata ONE, in grado di creare veri e propri mobili per l'arredo della casa. Le dimensioni massime di stampa sono 1,15 x 1 x 1,19 metri e possono essere lavorati vari tipi di materiali: dalla plastica a composti di fibre di legno e polimeri, dal nylon al laybrick (una miscela di gesso e polimeri), con una precisione di 100 micron – 0,1mm.
Costo: 39.000 dollari, circa 28mila euro. Si trovano in vendita sul sito http://bigrep.com/1/.
La stampante 3D BigRep One è probabilmente la stampante 3D più grande del mondo ma è anche il primo macchinario di questo tipo non specificatamente indirizzato all'ambito industriale. Potrebbe essere utilizzato per produrre componenti meccanici ma anche tavolini, sedie, mobili vari.
Delle enormi potenzialità di questa nuova tecnologia si è innamorato anche Jacopo: CLICCA QUI
(Fonte: Macitynet.it)

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Te la do’ io l’obsolescenza programmata.

Dopo l’articolo di domenica scorsa sulle stampanti 3D, con le quali ormai è possibile stampare oggetti anche di metallo, già assemblati e perfino una casa, mi sono arrivate varie segnalazioni. C’è veramente di tutto: dal cellulare tipo Lego che te lo assembli su misura, a trattori, ruspe, forni solari, ruspe pazzesche, con progetti open source assemblabili in una settimana tipo meccano, con un risparmio enorme (leggi qui).

Open Source Ecology Trattore autocostruito

Ne stiamo discutendo parecchio con le persone che passano da Alcatraz e continuano a venir fuori nuove avventure, nuove tecnologie fai da te. Ci sono 100 modi di ricavare un bicchiere o una tazza tagliando una bottiglia, ci sono pazzi che si sono autocostruiti le cose più assurde in modo tale che poi non si rompono neanche se gli spari con un fucile a pallettoni. E la novità è che costano molto meno e durano a lungo.
Il capitalismo è ormai assurdo, se le inventano tutte per farti buttare via quel che hai appena comprato, e con il modello nuovo di cellulare il vecchio caricabatteria non va più bene, perché questi lestofanti hanno cambiato la forma dello spinotto di alimentazione. VERGOGNA!
Oggi abbiamo a disposizione una serie enorme di tecnologie che non arrivano sul mercato perché funzionano troppo bene.
Nel 2000 con www.commercioetico.it mettemmo in vendita 10 strepitose lavatrici ad aria compressa che costavano 100mila lire in meno di una lavatrice economica, risparmiavano l’80% di elettricità, il 50% di detersivo e invece di schiaffeggiare i tessuti li accarezzavano. E non erano prodotte da Sussi e Biribissi ma da un colosso mondiale come Daewoo, che non sono scemi da mettere sul mercato una lavatrice che non lava bene. Infatti lavava benissimo! Vendemmo subito 10 lavatrici ad aria compressa e ne ordinammo 20. Ci dissero che non erano più disponibili sul mercato italiano. Perché? Mistero.
La cosa divertente è che costruirle sarebbe semplicissimo. Non c’è cestello rotante, prendi una lavatrice rotta, un compressorino, un bidoncino, qualche bocchettone tipo idromassaggio, qualche tubo, assembli il tutto e hai una lavatrice formidabile a un costo irrisorio. Potrebbe esserci lavoro per centinaia di esodati. Oggi puoi costruire molti macchinari ed elettrodomestici semplicemente assemblando quel che c’è già sul mercato.
E le possibilità a portata di mano sono moltissime.
In Italia esistono alcuni milioni di condizionatori d’aria che servono a dare refrigerio dalla calura estiva e consumano un botto di elettricità. Funzionano grazie a una resistenza che porta un liquido particolare a 70 gradi, il calore genera una reazione chimica che porta il liquido a una bassa temperatura. Non chiedetemi come possa succedere un tale miracolo ma è così. Grossomodo. Quindi tu in luglio, a Cesenatico, consumi energia elettrica per scaldare questo liquido, quando per raggiungere i 70 gradi a mezzogiorno ti basta mettere una pentola fuori dalla finestra. Cosa ci vuole a collegare un pannellino solare termico elementare (deve funzionare solo d’estate) e uno scambiatore di calore a un condizionatore, così che quando c’è il sole abbatti del 90% i consumi?
Fino a poco tempo fa la Kwant di Treviso vendeva una caldaia che scaldava l’acqua con gli ultrasuoni grazie al fenomeno della cavitazione: gli ultrasuoni generano bolle di vuoto che implodono scaldando l’acqua fino a 70 gradi. Ora questa azienda non la trovo più in rete… Forse la loro idea era troppo intelligente… E comunque la loro caldaia era geniale quanto semplice: un pentolone, un amplificatore del suono, un qualche tipo di hi-fi che genera ultrasuoni, una scatola, tubi, una pompa e molto isolamento acustico. Niente camera di combustione ad alta temperatura, niente combustibile, niente canna fumaria. E risparmiavi pure il 15% rispetto a una caldaia a gas.
E che dire dei generatori di gas a pirolisi? Hai presente Ritorno al Futuro 2? L’auto che andava ad avanzi di gamberetti fritti? In realtà era un’auto per nulla avveniristica. Il sistema esisteva già 30 anni fa… In realtà è un’invenzione che ha più di un secolo.
Basta poco per costruirla: un cilindro a chiusura ermetica dove mettere pezzettini di legno, chele di granchio, foglie e qualunque elemento organico secco (molto secco, meno del 10% di umidità), una pompa che aspira l’aria dal cilindro, una resistenza che porta il cilindro a 400 gradi; quando il cilindro arriva a 400 gradi la biomassa secca si scinde in gas combustibile e cenere, applichi un filtro per il gas, una pompa, e ci fai andare l’auto oppure un generatore di corrente. Negli Usa c’è gente che ha modificato un Defender, un mega gippone, e ci ha attraversato l’America, facendo soste nelle friggitorie per prendere un pieno di immondizia fritta.
Basta così o devo continuare?
Il problema è che per realizzare queste tecnologie servono squadroni di persone che capiscano qualche cosa di meccanica e saldature e un po’ di ingegneri… bisogna fare un po’ di prove e poi realizzare progetti pensati per rendere semplice l’assemblaggio.
Ad Alcatraz ci siamo convinti che il futuro va in questa direzione. E per iniziare stiamo programmando una serie di corsi sulla stampa in 3D. A breve comunicheremo le date. Ma vorremmo anche vedere se è possibile concretamente realizzare qualche progetto open source. Cerchiamo meccanici esperti, che vogliano realizzare questi prototipi e poi insegnare ad altri ad assemblarli. Capisci di meccanica tu? Hai spropositata determinazione e capacità di lavorare in gruppo? Vuoi collaborare a creare un collettivo di discussione e lavoro in questo settore via web? Il nostro primo obiettivo è realizzare il progetto e il prototipo di una lavatrice ad aria compressa open source. Ovviamente operai di fabbriche in liquidazione, artigiani professionisti e progettisti della Nasa sono i benvenuti.
Scrivi a elena@alcatraz.it.
E partecipa al primo web incontro via web-tv/chat/Skype, giovedì sera, ore 21,30, collegati su www.alcatraz.it e clicca sul televisorino in alto a destra.