rivoluzione claun

La rivoluzione è iniziata stamattina

Esattamente alle 7,35, mi ha telefonto Stefano Benni e mi ha detto: “Curicicucù”…
…che è la parola d’ordine che abbiamo deciso 40 anni fa al quotidiano “Il Foglio” di Bologna (no di Ferrara) quand’era occupato.
La parola d’ordine che avremmo dovuto usare per far sapere all’altro che le rivoluzione era iniziata senza farsi capire dalle Forze della Reazione. Quando Stefano mi ha detto “Curicicucù” sono schizzato sull’attenti col pugno chiuso alzato. Riflessi genetici. Poi sono andato su FB è ho allertato la Banda. La più grande forza sonora dell’Occidente Cristiano, una roba da paura, ci sono anche gli Akuna Matata di Roma, quelli amici di Vania… Cioè con i tamburi di latta fanno un fracasso che ti abbattono un missile Cruise!
Verso le 8,15 Rosanna di Quarto Oggiaro ha postato notizie fresche su quanto era successo, sotto i commenti a una foto di Che Guevara con la salopette della Bandabardò (introvabile!).
Praticamente la notte prima, al Circolo Arci Bandiera Rossa di Calvairate (che si credeva estinto), si era tenuta un’assemblea alla quale erano intervenuti rappresentanti di un centinaio di associazioni della zona; avevano parlato delle guerre in corso e della necessità di fermarle. Per sempre. E alla fine, sfidando il senso del ridicolo, tutti i presenti avevano giurato che non avrebbero più comprato un prodotto che fosse sprovvisto della foto dell’operaio che l’aveva realizzato mentre sorrideva soddisfatto. Nunzio Restelli del circolo Acli San Giuseppe Operaio aveva chiesto: “Ma ora come ora non c’è in nessun supermarket qualche prodotto del genere… Come si fa se mi si rompe il frullatore?”
Allora Katia Perotti Devani, del circolo Difendiamo il bastardo quadrupede (che pare abbia avuto trascorsi col Restelli) aveva risposto senza esitazione: “Ne fai a meno, se ti si rompe; oppure ne cerchi uno usato che baratti con un po’ del tuo alito che dovrebbe essere ottimo per stecchire le zanzare a distanza!”
Non era scoppiata una rissa fisica solo perché Don Matteo Inzaghi, il prete più grosso della Brianza, si era messo di mezzo con in mano una torcia elettrica appartenuta a Primo Carnera. Un deterrente militare meccanico di impatto spaventevole. Tanto che qualcuno aveva commentato: “Per fortuna che ci sono anche i preti…” Perché diciamolo, anche tra i progresssiti la tonaca nera fa. Retaggi dell’oratorio diffuso.
Aldovrandi Renato, del centro sociale Sub Comandante Marcos, di Bussolengo, aggiunse: “Prendiamo per esempio la storia: solo i popoli che hanno saputo concentrare la loro forza su un obiettivo irrinunciabile hanno cambiato il loro presente. I neri in America, nella città di Montgomery non hanno preso gli autobus per più di un anno, fino a quando non fu tolto il divieto per i neri di sedersi davanti… Quel Luther King l’aveva capito che era necessario tracciare una linea invalicabile: e noi non compreremo più niente che abbia a che fare con gente che ama la guerra!”
La discussione era andata avanti a lungo e Don Matteo era dovuto intervenire un altro paio di volte per evitare che si degenerasse, ad esempio quando un renziano aveva dato della cripto checca a un’esponente del Gruppo Saffico di Cermenate. Un insulto che faceva sangue e sul cui senso molti restarono a lungo meditabondi.
Quindi fu stupefacente arrivare, nonostante tutto, alla fine, alla firma del Comunicato Numero Uno del Comitato dei Consumatori Uniti che Rifiutano Insieme i Prodotti Antietici e Tristi (la cui sigla è CNUCCURIPAT, praticamente impronunciabile).
Nel suddetto comunicato, al quale era seguito un solenne giuramento collettivo, si affermava, tra le altre cose: “Il capitalismo non lo si può colpire al cuore. Il Capitalismo non ha un cuore. Ha solo il portafoglio. Quindi colpiremo il capitalismo del dolore con lo strumento che più teme: lo sciopero degli acquisti. Quando pratichi lo sciopero del lavoro perdi il tuo salario. Quando non compri una merce che non possiede la qualità totale che desideri tu non perdi nulla e infliggi una punizione dolorosa ai malvagi.”
Erano le 2,20 quando Renzo Saudelli, oriundo di Catanzaro, residente a Bollate, postò sul suo blog www.vogliolagiustiziasocialesubitocazzo.org il testo del Comunicato numero 1. Per 179 secondi non successe assolutamente nulla. Poi Fausto Radaelli, di Trapani condivise commentando: “Le operaie indiane che non hanno i soldi per comprare le medicine ai loro bambini sputano nei cellulari la loro disperazione!” E Santa Nataticola di Porto Torres rispose: “Se mi vogliono vedere ancora in un negozio di elettronica devono prima chiedere scusa in ginocchio!”
Poi si scatenò il caos. Non facevi tempo a leggere un messaggio che ne arrivavano altri quattro. Una valanga che diventò un'alluvione, poi uno tzunami.
Poi il Gruppo Capelli d’Argento e Rossi di Forlì, composto in gran parte di pensionate comuniste insonni, decise di darsi da fare. Con la velocità che solo un’ex dattilografa anni ’60 può avere, con l’allenamento che solo 100 maglioni all’uncinetto ti possono immettere nelle dita, iniziarono a tormentare le loro tastiere svolazzando sui blog come meteore danzanti.
8 donne, 80 dita, 5.000 anni di oppressione da riscattare, 18 nipotini per i quali costruire un mondo migliore. Possono essere molto più devastanti dell’artiglieria polacca.

(Continua dal Fatto Quotidiano on Line)

“A tutti i compagni, a tutti gli amici, i fratelli, i parenti, i vicini e i lontani, SOTTOSCRIVETE IL COMUNICATO NUMERO UNO! Mai più comprare sfiga sugli scaffali dei supermercati. Non compriamo niente che non abbia sopra l’etichetta dell’operaio che ride!”
“Minchia!” Esclamò Toledo, da Radio Col Cavolo Che Me Ne Sto Zitto!, emittente web che si definiva renitente alla banalità e riscuoteva un successo inquietante quanto inspiegabile tra Porto Valtravaglia e Luino: “Qui si sta scaldando il web, l’hastag …#fanculoprodottitristi sta al primo posto con 2765 fallower negli ultimi 15 minuti.” Ed erano solo le 4,46 del mattino.
Poi Vanessa, una liceale che aveva rinunciato a preparare l’interrogazione di letteratura perché il telefono le faceva trilli per le notifiche tipo raffica di Kalashnikof, aveva postato il suo videomessaggio ripercorrendo la via tracciata dalla giovane musulmana che aveva scatenato la Primavera Egiziana appellandosi agli uomini d’onore: “Parlo a te che vuoi essere il mio sposo, parlo a te che vuoi crescere i miei figli, parlo a te che vuoi condividere con me la leggerezza del tramonto, come puoi pensare che io creda alla tua determinazione in amore se di fronte alle crudeltà del mondo tu non fai nulla? Io non ti chiedo di morire combattendo, non ti chiedo di metterti in fila insieme a Gandi, di fronte alle saline dell’India e aspettare che i bastoni inglesi ti abbattano, senza reagire; non ti chiedo di bagnare il sale con il tuo sangue. Io ti chiedo un piccolo risolutivo cambiamento privo di pericoli: ti chiedo di non finanziare più con i tuoi soldi il marcio del mondo. Ti chiedo di far sentire a chi offende l’amore, a chi non rispetta la sacralità della terra, che non sei più disposto a spendere i tuoi soldi per comprare i prodotti delle multinazionali del dolore!”.
E quella voce iniziò a rimbalzare da i.p. a i.p. a viaggiare nelle mail, a filtrare attraverso gli rss.
Alle 7,15 Alex Zanotelli twittò: “Finalmente si capisce che voti ogni volta che fai la spesa!” E Gesualdi gli rispose: “Mi sa che oggi è il giorno che un popolo si alza in piedi e comincia a camminare!”
Poi si scatenò il maremoto.
Dalle montagne della Puglia, alle 9,30, comunicarono che l’Ecovillaggio Lu Sun (quello che spostava le montagne, con la pala) aveva fondato una compagnia di telefonia etica che offriva il 15% di sconto sulla bolletta di cellulari e internet, comprando il traffico telefonico in Ungheria. Era da tanto che ci pensavano e avevano deciso che era ora di farlo.
Alle 10,15 il gruppo 3D Arcobaleno, maker incazzati della Garbatella, aveva aperto le prenotazioni per un’auto elettrica autoassemblata con pezzi riciclati. Avevano cominciato pubblicando la foto di loro che ridevano con le chiavi inglesi in mano.
Alle 14,12 c’erano già più di 400 prodotti di piccole cooperative e imprese che avevano sopra la foto di operai sorridenti in vendita sul portale www.operaiocheride.net .  
Alle 18 fonti ben informate quanto anonime, avevano fatto filtrare la notizia che c’era stata un’indubbia flessione degli acquisti a livello nazionale tra il 3 e il 6%. Un dato sensibile che mise in allarme le borse.
Alle 20 quelli della Guida al Consumo Critico fecero sapere che erano bersagliati da telefonate di amministratori delegati che chiedevano come cazzo si potesse avere il marchio dell’Operaio Che Ride. Alle 9,15 del mattino dopo la Guida al Consumo Critico pubblicò i criteri di valutazione di un prodotto, dopo aver registrato il marchio Operaio che Ride.
Poi la gente iniziò a credere che si potesse fare il Gruppo d’Acquisto Globale Ecologico dei Prodotti Etici (GAGEPE).
Le persone iniziarono a credere che può esserci un mondo migliore subito e che abbiamo la forza per farcelo da soli.
Poi le suore di clausura del Santa Cecilia ligure aderirono al Movimento dell’Operaio che Ride. E telefonarono al Papa. E il Papa disse loro: “Si può fare!”
A quel punto si scatenò l’inferno: 50 mila boy scout si misero a presidiare i supermercati piangendo se qualcuno comprava qualche cosa di crudele.
E poi Renzi disse: “Non bevo Coca Cola da anni!”
E poi Nando Citarella iniziò a cantare la canzone:
“Non riesco a dirti che ti amo
dentro al cellulare coreano
la voce esce strana,
senti in sottofondo
i rumori della fine del mondo!”
E la gente la ballava per strada, di fronte agli ipermercati abbandonati.
Venerdì alla 16,30 avevamo vinto. Tutti.

PS
Gli amici citati non sono responsabili del complotto. E non sono responsabili delle mie visioni oniriche.

PPS
Se vuoi saperne di più leggi su quanto stiamo facendo e su come connetterti al movimento dei consumatori e produttori ribelli.


Prigionieri di un modello sbagliato del mondo

Prigionieri di un modello sbagliato del mondo

Il nuovo governo mi lascia perplesso…
Molto perplesso…
Ho la sensazione di essermi perso qualche cosa. Ancora pochi giorni fa si poteva sperare in “qualche cosa di completamente diverso”. Molto diverso.

Ho una sensazione simile a quella che sentii negli anni settanta quando mi resi conto che non ci sarebbe stata nessuna rivoluzione.
Né comunista né hippy.
Un cretino in televisione dice che gli italiani ne hanno le palle piene della contrapposizione tra Berlusconi e gli anti Berlusconi.
Avremo tempo per misurare colpe e responsabilità.
Probabilmente molto tempo, prima di rivedere in Italia la possibilità che l’alternativa al sistema diventi governo del paese.
Probabilmente questo governo riuscirà a fare qualche cosa per allentare la morsa della crisi, sicuramente non sarà un governo capace di costruire pezzi di una società nuova.
Credo che in questi momenti sia necessario rimettere a fuoco l’intera scena che abbiamo di fronte per poter decidere cosa possiamo fare noi progressisti, noi che abbiamo un sogno, noi che desideriamo un mondo giusto, dove la gente possa cercare la propria felicità.
Se guardiamo i fatti nel loro insieme vediamo che alla fin fine la maggioranza degli italiani, in un modo o nell’altro, ha scelto di non affrontare il rischio del cambiamento.
Il centro della questione non sono gli inciuci e le rigidità, è che la maggioranza delle persone ha la testa che funziona in un certo modo.

Nel 1980 scrissi un libro, con un titolo divertente, Come fare il comunismo senza farsi male, nel quale sostenevo idee molto ponderate. Sostenevo che il potere reale, quello economico, era ormai nelle mani del popolo, in quanto i consumatori avrebbero potuto in qualunque momento determinare il fallimento di un’azienda semplicemente non comprandone i prodotti.
E sostenevo che questo potere, unito a quello di votare alle elezioni per candidati muniti di buon senso, rendeva possibile la transizione verso una società amorevole, senza spargimenti di sangue.
Sono passati 33 anni, sono ancora convinto di quel che ho scritto ma devo ammettere che il processo verso una società migliore è stato un po’ lento. E in più, in questo momento, stiamo pure vivendo una fase economicamente disastrosa che ha brutalmente peggiorato la condizione dei lavoratori, azzerando conquiste che erano costate decenni di lotte.
La questione tragica è che, nonostante l’esplosione della cultura e degli strumenti di comunicazione, ancora la maggioranza degli esseri umani è ingabbiata in schemi mentali assurdi.
Schemi mentali presenti in tutti i gruppi politici, così come sono presenti in tutte le categorie sociali. Questo è il vero inciucio, è mentale, l’inciucio politico è solo l’ombra di un inciucio umano, quotidiano.
Lo scoglio che i sinceri progressisti devono superare per far crescere il cambiamento in Italia è proprio il fatto che non sarà mai possibile vincere le elezioni e ottenere un governo dei sogni se non ci sarà un movimento sociale, culturale, artistico ed emotivo, capace di contrastare le incrostazioni di secoli di violenza nella testa delle persone.
Quando alla fine degli anni settanta capii che la rivoluzione era impossibile decisi di occuparmi di mettere insieme quel che di buono aveva prodotto l’irruenza rivoluzionaria.
Avevamo perso lo scontro nelle piazze e nei centri del potere ma avevamo vinto nella cultura. Avevamo parole nuove che avevano significati capaci di aprire la mente delle persone: femminismo, dignità omosessuale, collettività, non violenza, ecosistema, cibo biologico, efficienza energetica, visione unitaria del rapporto tra mente e corpo, parto dolce, educazione non autoritaria, rispetto delle emozioni…
Queste nuove parole portarono migliaia di ricercatori e soprattutto ricercatrici, a rovesciare la scienza, le idee sulla psiche umana e sulla storia.
Si scoprirono le pacifiche società matriarcali, si sconvolsero le idee sulla vita dei popoli primitivi, si buttò all’aria il concetto stesso di malattie psicosomatiche affermando il fatto che corpo e mente sono un tutt’uno. Si scoprirono i neuroni a specchio e la sintonizzazione delle onde cerebrali come basi fisiche del desiderio di empatia e cooperazione. Cambiarono le idee sul piacere sessuale, sui meccanismi percettivi, sulla comunicazione corporea.
Milioni di abitanti di questo pianeta iniziarono a seguire strani corsi durante i quali si insegnavano le cose più disparate. Certo alcune erano veramente assurde e folli, ma fu il più grande movimento di autoformazione della storia umana.

In questi 30 anni queste idee hanno fatto molta strada e hanno cambiato il modo di pensare di milioni di esseri umani.
E anche il loro modo di vivere.
Abbiamo creato luoghi di aggregazione di nuovo tipo, libere università, scuole alternative, microcredito, finanza etica, ecovillaggi, cooperative, gruppi di acquisto, nuovi mestieri, nuove terapie, imprese ecologiche, una quantità incredibile di siti internet, libri, giornali. La rivoluzione del Web ha fatto esplodere la nostra capacità di comunicare, collaborare, lavorare senza metterci al servizio delle multinazionali del dolore.
In mille modi abbiamo sperimentato che è possibile vivere altrimenti, rifiutando la follia del sistema patriarcale basato sulla guerra e sulla cultura del dominio.
Non abbiamo preso il potere ma abbiamo modellato la nostra vita in modi completamente diversi, sperimentando un livello di libertà e di sogno che non era possibile in nessun’altra epoca storica.
E abbiamo anche elaborato una nuova potente teoria del cambiamento sociale basata sulla spinta gentile e sulla strategia dei piccoli passi.
E credo che oggi, per la prima volta, qualche milione di esseri umani abbia raggiunto la consapevolezza del fatto che questa è l’unica via che porta veramente il frutto del cambiamento.

Vorrei dirti che va tutto bene e che il nuovo mondo è imminente.
Ma onestamente credo che stiamo sperimentando la capacità del potere di rigenerarsi e adattarsi, asservendo alle sue logiche anche gli oppositori.
Ma credo anche che il potere non possa ingabbiare chi invece di sperare nelle vittorie elettorali è capace di impegnarsi a costruire pezzi di nuova cultura e di vita rispettosa dell’amore e del diritto al sogno.

Forse dovremo aspettare ancora un po’ per veder sorgere il sol dell’avvenire.
Nel frattempo continueremo a sperimentare che vivere altrimenti, pensare altrimenti, amare altrimenti è meglio.
E se riesci a vivere seguendo le tue inclinazioni vivi molto meglio.
Pensare e agire in modo diverso fa la differenza.
Essere progressisti è preferibile!

Eccoti un piccolo indice delle idee rivoluzionarie che stanno cambiando il mondo.

Il capitalismo è bugiardo!

Lo stupratore è frigido

Gli egoisti muoiono come mosche

10 cose che il capitalismo non ti ha detto

 


È iniziata la Rivoluzione Morbida!!!

La Spinta Gentile, la strategia dei Piccoli Passi, la tattica dell’Azione Debole.
Cambiare il mondo è facile se sai come si fa!

I media vendono a poco prezzo il panico finanziario.
Certo, la situazione è molto critica e genera enormi sofferenze ma non dobbiamo cadere nel pessimismo.
Non dobbiamo perdere di vista il fatto che negli ultimi 5 anni, nonostante la crisi, l’Umanità ha fatto grandi passi in avanti.
La crisi italiana non è la crisi di tutto il mondo. E non è una crisi per mancanza di ricchezza ma una crisi perché si buttano i soldi e le risorse umane dalla finestra… Discorso che ho scritto decine di volte: se mettessimo un freno a corruzione, burocrazia, spreco, evasione fiscale e mafia avremmo un nuovo periodo di crescita. E sono anche convinto che la maggioranza di centrosinistra che uscirà dalle prossime elezioni (se Dio vuole) sarà forte di un’alleanza nei fatti sulle riforme essenziali “del sistema Italia”… Da Monti a Grillo c’è accordo su alcuni punti vitali di cambiamento… Anche il Capitalismo Produttivo ha capito che così non si va più avanti… E ormai molti italiani hanno capito che si tratta di una necessità irrimandabile…
E dobbiamo aver ben chiaro che in Cina, Brasile, Indonesia, India, Russia sono invece in una fase di forte espansione economica…. E anche l’economia Usa è ripartita. E inoltre, la rivoluzione delle ecotecnologie inizia a carburare e darà frutti straordinari già sul breve periodo.
Forse avrete letto che anche la Cina rallenta… Ma le ultime notizie ci parlano di un nuovo aumento del Pil… Ma di questo i giornali hanno parlato meno… Il pessimismo vende…
E pochi media hanno raccontato il fatto che in Brasile, grazie a riforme strutturali e alla creazione di un potente welfare, la fame e la miseria più nera sono state cancellate.
Una rivoluzione colossale che interessa molti altri paesi sudamericani… E poco si racconta delle lotte popolari in Cina che stanno anche lì cambiando la situazione…
Ma meno ancora si dice (praticamente nulla) del fatto che una nuova strategia sociale sta imponendosi in tutto il mondo e sta ottenendo risultati storici.
Inizio qui una serie di articoli per raccontare la Rivoluzione Morbida… Come al solito Cacao vi porta buone notizie dal mondo in anticipo di anni sul resto dei media!

È iniziata la Rivoluzione Morbida!!!

La mente umana come noi la conosciamo è una novità assoluta, non ha più di 20.000 anni… Niente rispetto al resto del nostro corpo… Lo stomaco, i polmoni, il cuore hanno alle spalle un rodaggio di centinaia di milioni di anni, e ancora non funzionano perfettamente. Ad esempio, io a volte non riesco a digerire bene la trippa con le cotiche, la salsiccia, i cavoli e il soffritto di cipolle.

Generalmente negli ultimi millenni il cervello umano è stato usato per separare le  orecchie.
Solo in rari casi serviva per comporre ragionamenti elementari.
Ad esempio, circa 5.000 anni fa l’uomo capì che il modo più semplice per procurarsi il cibo, i vestiti, una casa era quello di trovare qualcuno che possedesse quelle ricchezze e ammazzarlo.
Poi scoprì anche che con la minaccia della violenza si poteva costringere un essere umano a lavorare al tuo posto.
Non era indispensabile ucciderlo, era sufficiente farlo schiavo. E già questo fu un grande progresso.

Per fortuna, ad un certo punto, l’essere umano ha capito di non essere capace di ragionare tanto bene e ha inventato il computer.
Il computer è molto utile soprattutto perché dimostra quotidianamente all’umano che il suo cervello funziona solo a tratti.

All’inizio della rivoluzione informatica le case produttrici di pc realizzarono una grande ricerca dalla quale risultò che il 20% dei computer veniva distrutto dai proprietari imbestialiti perché non potevano credere di essere stati loro stessi a schiacciare il tasto “delete” della tastiera cancellando così mesi di lavoro.
E non credendoci cercavano di costringere con la violenza il computer a risputare fuori quello che avevano appena cancellato.

Ma nonostante questi incidenti di percorso il computer ci ha permesso di migliorare sensibilmente la nostra capacità di mettere in relazione due pensieri.
Il che sta portando una grande, epocale, rivoluzione culturale.

Il fatto di aver migliorato la nostra capacità di concepire ragionamenti complessi ha fatto sì che una parte, per ora minoritaria, dell’umanità abbia compreso che la forza bruta non è sempre il modo migliore di ottenere quel che desideri.

Questa rivoluzione ha portato a elaborare nuovi schemi di comportamento sociale,
è nata così
la Teoria della Spinta Gentile!
Quest’idea sta rivoluzionando il mondo!  
Ed è la più grande notizia degli ultimi 20 anni, anche se i telegiornali non ne hanno parlato.

La teoria della Spinta Gentile si basa sull’idea che nel nostro universo esistano due tipologie di forza: una, è la forza misurabile in chilogrammi: un pugno, una mazzata, un colpo di pistola. Ma esiste un altro modo di applicare la forza: un tenore è capace di far esplodere un bicchiere di cristallo senza toccarlo, solo emettendo un suono che mandi in risonanza il cristallo. Non è questione di potenza del suono, ma di perfetta corrispondenza al suono naturale del bicchiere stesso, quello che produco colpendolo delicatamente con un cucchiaino: se il suono della mia voce corrisponde esattamente alla tonalità emessa dal bicchiere questo va in frantumi.
Il famoso tenore Caruso, stupiva tutti per la potenza della sua voce. Ma anche in questo caso l’emissione vocale non dipendeva dalla potenza con cui egli emetteva il fiato. Caruso dava di questo una dimostrazione stupefacente, mentre emetteva il suo famoso do di petto portava una candela accesa davanti alla bocca e la fiammella non tremava neppure: riusciva a produrre quel suono potentissimo utilizzando solo un filo d’aria.
Da tempo poi gli ingegneri e i generali sanno che se un battaglione passa marciando a tempo, sopra un ponte ad arco in cemento armato, questo si può sbriciolare a causa della vibrazione. È successo una volta, agli inizi del 1900 e da allora si progettano i ponti ad arco non perfettamente regolari per diminuire le probabilità che vadano in risonanza e crollino. E sui manuali militari c’è scritto: non battete il passo sui ponti!

La Spinta Gentile parte dall’idea che per migliorare la vita umana, e raggiungere la pace e la prosperità planetaria, sia essenziale NON utilizzare la forza bruta, visto che in passato tutti i tentativi di farlo hanno avuto effetti disastrosi, dalla Russia alla Cambogia…
La Spinta Gentile utilizza la forza morbida, la vibrazione, la fascinazione, l’emozione, il gioco, la passione.

Nel video qui sotto vedi in modo chiaro qual è il concetto della Spinta Gentile. Per indurre le persone a fare più movimento non cerco di spaventarle con lo spauracchio delle malattie, ma le faccio giocare. Trasformo le scale di cemento della metropolitana nei tasti di un pianoforte che suona veramente. Basta questo per indurre quasi tutti ad abbandonare le scali mobili e a mettersi a fare i pedoni musicisti saltellanti.

Per praticare correttamente la Spinta Gentile bisogna rispettare due regole fondamentali:
La prima è che non devi mai mirare al cuore del problema, cioè, mai affrontare di petto le situazioni, mai porsi obiettivi che sono molto difficili da raggiungere e che richiedono tempi lunghi. Riuscire a raggiungere lo scopo seguendo questa via è troppo difficile e poi ti demotivi e ti deprimi e magari ti arrendi.
È necessario invece darsi obiettivi piccoli, parziali, territoriali, che realisticamente puoi raggiungere in modo molto rapido. Lascia stare il nocciolo del problema, occupati di modificare gli aspetti periferici, apparentemente secondari.
La seconda regola fondamentale è che devi invertire il tuo cannocchiale. Il vero cambiamento deriva da tante piccole modificazioni delle abitudini quotidiane e non dallo stravolgimento del modo di vivere improvviso.
Ad esempio Mockus riesce a ottenere la diminuzione al 50% degli omicidi a Bogotà non aumentando le forze di polizia o inasprendo le leggi ma agendo sul traffico urbano, con centinaia di claun che si mettono agli incroci e piangono se la gente non si ferma con il rosso. Certo, compie anche molte altre iniziative parallele e complementari ma il cuore della sua campagna contro la violenza parte dal coinvolgere i cittadini in un gioco attraverso un’azione semplice, immediata e di grande potenza emotiva.

Nelle prossime puntate vorrei sviluppare questo discorso, proponendo un compendio della rivoluzione della Spinta Gentile in una forma che possa essere poi utilizzata per realizzare un documentario-film divertente.

 

 


La rivoluzione claun inizia ora!

Antanas Mockus Un sindaco fuori del comuneL’unica possibilità è sognare potentemente!
Alzati e IMMAGINA! Tu puoi farlo!

La pubblicità a volte dice cose giuste: IMMAGINA!
I pubblicitari sono animali che sentono l’odore delle emozioni.
Colgono il fremito. E ti gridano dal televisore IMMAGINA! PUOI!
Fottiti dei telefonini ma immagina.

Il silenzio delle grida che escono dall’ultrapiatto al plasma.
Persone che hanno perso il proprio spirito in un cesso e poi hanno tirato l’acqua, vagano ipnotizzate dalla campagna di terrore antiumano scatenata dai notiziari finanziari.
Lo SPREAD è la nuova droga.
Lo spread è la nuova apocalisse.
La crisi provoca la depressione?
La depressione provoca la crisi?
Abbiamo bisogno di una compagnia di buffoni che inizi un’azione di portata epocale: serve una distribuzione di massa di Pillole oniriche contro la depressione!

Tu credi che ci sia speranza?
Tu credi che abbiamo una possibilità?
Possiamo DARE una possibilità alla pace, al gioco, alla gioia?
E la gioia… È il fine o il mezzo?

Se vogliamo il cambiamento possiamo innanzi tutto affermare un diverso senso delle parole, la priorità dei sentimenti, delle relazioni, affermare che l’amore, l’amicizia, la cooperazione sono il nostro programma, il nostro Dio, la nostra ideologia e la nostra passione.

Abbiamo in mano un grande strumento: l’esperienza degli altri.
Uno strumento fenomenale perché mostra nei fatti che esiste un modo diverso di concepire l’azione politica e sociale, non più divisa dalla vita emotiva.
È la storia di Mockus e di come riuscì a ridurre drasticamente il numero di morti ammazzati a Bogotà usando i claun.
Guardati questo video (grazie a Maria de Laurentis che ce l’ha segnalato).
È un video che dovremmo riuscire a far vedere a migliaia di Italiani. Soprattutto oggi. Credo che  potremmo incominciare da qui a smuovere le acque delle paludi interiori nazionali. Disgraziatamente questo documentario è in spagnolo e inglese…
A questo punto servirebbero 4 Eroi Umanisti disposti a formare un collettivo di lavoro, tradurlo e sottotitolarlo. Se c’è qualcuno disposto a questo compito improbo si faccia avanti sulla pagina Facebook dedicata al Partito dei Claun: http://www.facebook.com/PartitoClaun.
Questo sarà il nostro centro organizzativo.
Insorgete!

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