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L'aereo del futuro

Atterrato all'aeroporto di Farnborough, Londra, il Boeing 787 Dreamliner, un nuovo velivolo passeggeri chiamato anche “l'aereo di plastica” per la grande quantita' di fibra di carbonio utilizzata nella fusoliera. Ultraleggero, consuma meno carburante.
E' la prima volta che atterra in Europa, attimi di panico quando e' stato accartocciato uno dei bicchieri usa e getta...
(Fonte: Ansa)
 


365 abiti in 365 giorni spendendo 365 dollari

E' l'avventura in cui si e' lanciata Marisa Lynch, trentenne statunitense, rimasta senza lavoro.
Attraverso il suo blog http://newdressaday.wordpress.com/ racconta come creare un vestito nuovo ogni giorno, riciclando vecchie stoffe, orribili tutoni o vestaglioni,  e spendendo non piu' di un dollaro.
Ha iniziato il 27 novembre 2009 e come lei stessa afferma impazzisce “per il romanticismo di indossare abiti di una volta, di farli rinascere, ridandogli vita”.
(Fonte: Greenme)
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Vivere felici con 12 dollari all'anno

E' quanto hanno speso Anneli Rufus e Kristan Lawson, una coppia di scrittori californiani di Berkeley, per rinnovare il loro guardaroba nel 2009.
Non pensate che si vestano come straccioni, lui indossa spesso una splendida giacca di Versace e lei e' sempre alla moda.
Il loro segreto? La sera vanno sempre a fare una passeggiata durante la quale rovistano nei cassonetti e con un metal detector raccolgono gli spiccioli persi dai passanti.
Il 95% dei loro averi e' stato rimediato con questo sistema o con il baratto. Le tende, i mobili, i tappeti, le stoviglie, perfino la pittura con cui hanno imbiancato le pareti e' di seconda mano. (capita la battuta???)
Dalla loro “avventura” e' nato un blog http://scavenging.wordpress.com/ e un libro
“The Scavengers' Manifesto” (Il manifesto dello spazzino) che insegna come raccattare e riciclare. La prima regola e' “non rubare nulla a nessuno”, la seconda “non mangiare cose andate a male solo per dimostrare di aderire alla causa”.
(Fonte: Corriere.it)
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Internet wi-fi a costi bassi? Si puo'

A Roma, Firenze, Genova e in altre citta' il progetto e' reso possibile grazie a un trucco chiamato “rete arlecchino”.
Invece di investire fondi per creare nuovi punti di accesso, il Comune sfrutta infrastrutture gia' esistenti, come le universita', ma anche bar, ristoranti, circoli sportivi, associazioni, e si occupa inoltre di sbrigare tutta la parte burocratica, risparmiando cosi' sui “costi di installazione”.
Nel Lazio, con soli 350mila euro, sono stati coperti 60 comuni intorno a Roma. A Genova invece il Comune coordina una rete in 16 aree della citta', che diventeranno 48 nel 2010. Costo dell'operazione: 10mila euro!!!

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