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L'arte secondo Dario Fo

L'arte secondo Dario Fo

Carissimi,
continuano le serate di Dario Fo su Rai5 tutti i lunedì, il prossimo 23 marzo la lezione è sul genio di Leonardo e in particolare sull'affresco del Cenacolo.
In occasione della riapertura al pubblico del Cenacolo di Leonardo nel Refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano dopo i lunghi e accurati lavori di restauro, Dario Fo ha tenuto una straordinaria lezione, nel cortile dell'Accademia di Brera, per rendere omaggio al genio di Vinci, e alla sua opera più complessa e misteriosa, dipinta tra il 1495 e il 1498. Ripercorre le tappe salienti della vita di Leonardo,  ne mette in luce la versatilità in ogni campo del sapere, dagli studi di anatomia a quelli di architettura, pittura e scultura, ma anche di strategia e tecnica militare, di idraulica e aeronautica, senza trascurare la profonda umanità e la sensibilità che permea tutta l'opera del grande maestro rinascimentale.
Appassionante, straordinaria la lezione di Dario sullo splendido affresco di Leonardo. Da non perdere!
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Mamma Chimica: allergeni e profumi

Mamma Chimica: allergeni e profumi

Ci sono alcune sostanze consentite nella formulazione dei cosmetici, che possono scatenare reazioni allergiche. La maggior parte sono i componenti del profumo (i così detti allergeni del profumo) ma risultano allergizzanti e sensibilizzanti anche alcuni conservanti o sostanze naturalmente presenti negli estratti vegetali. C'è per esempio il linalolo (contenuto in molti oli essenziali, es. in quello di lavanda), l'eugenolo (nell'olio essenziale di chiodi di garofano), l'alcool benzilico (un buon conservante). 
Non tutti ovviamente hanno lo stesso potere allergizzante.
La lista delle sostanze potenzialmente sensibilizzanti era formata inizialmente da 26 molecole ma nel tempo si è allungata e nella prossima direttiva europea dovrebbero essere di circa 140. 
Infatti, da studi recenti, sembra che le allergie siano dovute all'accumulo nell'organismo di determinate molecole...

 
 

Mamma Chimica: l'omeopatia

L'omeopatia

E' da un po' che volevo scrivere di questo argomento. Spesso mi arrivano messaggi tramite il sito Mammachimica.it per avere qualche delucidazione, info o consiglio e quindi mi sono decisa.
Non sono un medico, quindi non posso e non voglio assolutamente fare lezioni a nessuno su come ci si cura, ci mancherebbe! Lo premetto, a scanso di qualsiasi equivoco. Ma, come chimico, è per me proprio impossibile sostenere l'omeopatia...
 
Spesso l'omeopatia compare tra i rimedi “naturali” di cura, ma non sono assolutamente la stessa cosa. L'utilizzo di erbe o piante per risolvere qualche problema di salute ha una base scientifica e... chimica. Ovvero, se sui bambini spalmo una crema all'arnica in caso di ematomi o gonfiori dovuti ai frequenti traumi di gioco, è perché l'arnica contiene “naturalmente” dei principi attivi, delle molecole chimiche, che sono analgesiche, antiinfiammatorie ecc. e quindi efficaci per questo tipo di incidenti, (oltre al potentissimo rimedio che hanno tutte le mamme è cioè la “coccola” aggiuntiva che deriva mettendo la cremina!). 
Banalmente, se per prevenire raffreddori invernali dei bimbi o sostenerli quando già li hanno, preparo amorevolmente spremute d'arancia, è perché queste contengono la preziosa vitamina C (ovvero l'acido ascorbico, una bellissima molecola) che è un antiossidante naturale e molto importante nella nostra dieta (mia mamma per farmi mangiare frutta e verdura mi terrorizzava con terribili racconti di marinai malati di scorbuto!).
D'altronde, so che per molti è difficile ammetterlo, ma “tutto” è chimica! Cioè tutto può essere “descritto” da una ben precisa formula chimica o miscela di queste. Anche l'acqua, l'aria, gli estratti naturali dei fiori o piante sono molecole chimiche, certamente naturali, cioè non sintetiche (non prodotte in laboratorio), ma sempre molecole sono!
Quindi è “naturale” che un certo decotto, balsamo o tintura madre funzioni per risolvere alcuni problemi di salute, c'è un motivo scientifico, ovvero il principio attivo al loro interno. 
E proprio per questo, bisogna stare attenti anche a ciò che è “tutto naturale”: anche il botulino e la cicuta lo sono, ma sono anche mortali! 

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Pillole di Mamma Chimica

Pillole di Mamma Chimica

Cari amici,
questa settimana torna la nostra amata Mamma Chimica con alcune delle sue pillole.
Buona lettura!

ECOLABEL IN TV!
Non guardo molto la televisione, ma spesso mi è di “aiuto” con i bimbi in momenti critici della giornata ed è quindi sintonizzata soprattutto su Rai Yo Yo... E con mia grande sorpresa e soddisfazione, proprio tra le moltissime pubblicità per bambini (a volte piuttosto discutibili) ho visto la pubblicità dei prodotti Salvambiente Emulsio con marchio Ecolabel! 
Sono delle ricariche concentrate di detersivo pavimenti, sgrassatore e vetri. Non ho ancora provato questi prodotti, non è il mio intento proporli o altro, ci mancherebbe! Anche ai discount si trovano gli Ecolabel. Ma non avevo mai visto la pubblicità del fiorellino europeo prima d'ora! Certamente il marchio Ecolabel è una garanzia e se comincia a comparire sulle reti Rai ritengo sia una buona notizia per l'ambiente e per tutti.

COMPATIBILITA' SOSTANZE E MATERIALI
Vi propongo una lista fatta da Fabrizio Zago ed altri utenti del suo forum. Vengono indicate le sostanze che possono essere usate per le pulizie, senza fare danni, sulle superfici più comuni della casa. Il post è questo (ci sono molte altre info utili).
Ecco la lista (ovviamente sostituire l'aceto con l'acido citrico è sempre la cosa migliore...)

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Mamma Chimica: The Green Way To Life

Torna Mamma ChimicaTorna Mamma Chimica!
In questo Cacao ci parla di una nuova certificazione con un nome molto poetico: The Green Way to Life, il modo verde di vivere, la strada verde per la vita.
Volete conoscere Mamma Chimica? Era con noi a Ecofuturo e l'abbiamo intervistata.  Oppure potete trovarla a Casa Solare dell'Ecovillaggio!
Buona lettura!
 
The Green Way To Life
The Green Way To Life
Presto troveremo in commercio alcuni prodotti con questa nuova certificazione eco-bio-etica europea: The Green Way To Life.
Per ora riguarderà solo i detergenti per la casa e professionali, ma in seguito anche i cosmetici.
Questa nuovissima certificazione deriva da un lavoro di circa tre anni e il suo obiettivo è colmare la dicotomia che c'è nelle maggiori e più importanti certificazioni attualmente esistenti, proprio nel modo di affrontare il problema "ecologia e impatto ambientale". 
Infatti, molte certificazioni si preoccupano soprattutto della provenienza delle materie prime, alcune garantiscono che le sostanze impiegate siano solo di derivazione biologica, ma danno meno peso all'impatto che poi avranno sull'ambiente dopo il loro utilizzo.
Altre certificazioni invece utilizzano anche molecole di sintesi e di derivazione petrolifera però si pongono il problema di tutto ciò che succederà, dal flacone all'ambiente, e hanno stringenti test di efficacia (Es. Ecolabel).
Un' associazione di produttori di detergenti ecosostenibili ha stabilito una serie di CRITERI che tengano conto GLOBALMENTE del prodotto, non solo dell'origine o del destino.
 

 


La chimica per i piccoli

La chimica per i piccoli

Torna Mamma Chimica e io la adoro sempre di più! Buona lettura!

La chimica per i piccoli

Ovviamente non resisto.
E' assolutamente impossibile per me non decantare le meraviglie della chimica anche ai miei figli.
Con linguaggio semplice, certo! Ma cercare di spiegare scientificamente perché avviene una certa cosa è per me irresistibile...
Inoltre tutto è chimica e se non esistesse sparirebbero così tante cose!
Ma nonostante il mio entusiasmo, c'è sempre chi mi “smonta”: a partire da alcuni miei studenti (non tutti eh!), che con molta sincerità mi dicono: “a professorè, se vede proprio che le piace sta materia, ma a noi nun ce frega niente...”.
Allora, mi concentro su Emiliano, 6 anni, tutto contento di vedere “cosa insegna mamma a scuola”.
Ecco alcuni esperimenti semplici semplici, ma di sicuro effetto per i più piccini.
Niente di pericoloso! Sono certa che la maggior parte degli ingredienti li avete già in cucina.
Vi consiglio di effettuare gli esperimenti su di un vassoio, una tovaglia di plastica o un ripiano che possa essere facilmente lavato, dato che cadrà del liquido.

1) IL VULCANO
Prendete una tazzina e metteteci un po' di aceto (un dito circa), poi versateci sopra, tutto insieme, un cucchiaio di bicarbonato di sodio.
Si formerà molta schiuma che farà fuoriuscire il tutto, come se fosse la lava del vulcano. Se aggiungerete all'aceto un po' di colorante alimentare rosso, diventerà ancora più realistico l'esperimento.
Cos'è successo? è avvenuta una reazione chimica!
L'aceto è una sostanza acida, mentre il bicarbonato di sodio è leggermente alcalino. Mischiati insieme reagiscono e formano un gas chiamato anidride carbonica, responsabile della vigorosa effervescenza.

2) LA MONGOLFIERA
Prendete una piccola bottiglietta (es. di succo di frutta) e versateci il solito dito di aceto. Poi mettete un cucchiaio di bicarbonato in un palloncino (magari aiutandovi con un imbuto).
Attaccate il palloncino alla bocca della bottiglietta meglio che potete. Poi, tirandolo su, fate cadere tutto il contenuto all'interno della bottiglia. Il palloncino si gonfierà “magicamente” da solo.
Cos'è successo? Anche in questo caso è avvenuta la reazione chimica tra il bicarbonato e l'aceto, con formazione di anidride carbonica gassosa, che questa volta ha gonfiato il palloncino.

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Pillole di Mamma Chimica

Pillole di Mamma Chimica

Seconda parte (leggi qui la prima) delle pillole brevi di Mamma Chimica. Buona lettura!

Detergente intimo al posto dello shampoo
Può capitare di avere prurito al cuoio capelluto e anche una certa desquamazione della cute dopo essersi lavati i capelli. Oppure notare che si sporcano in breve tempo. Forse la colpa è del detergente che contiene tensioattivi troppo aggressivi, oppure perché lavando troppo spesso i capelli si ottiene l’effetto opposto: sgrassando troppo la cute, questa reagisce producendo più sebo per proteggersi, poverina! Comunque, in tutti questi casi, potreste provare a lavare i capelli con un detergente intimo (con buon INCI ovviamente) e con molta probabilità risolverete il problema. I detergenti intimi infatti, per loro natura, sono formulati per essere molto delicati e questo può aiutare a dare un po’ di sollievo al cuoio capelluto.
Così avrete capelli puliti e cute non stressata!

Oli essenziali
Gli o.e. sono oli profumati derivanti da piante, fiori o frutti. Vengono ottenuti tramite l'estrazione o la distillazione di enormi quantità di pianta (da cui deriva anche il loro prezzo elevato).
Oltre a profumare, hanno molteplici proprietà: antibatteriche, analgesiche, tonificanti, cicatrizzanti, ecc. che dipendono dal principio attivo in essi contenuto. Vengono quindi usati in cosmetica, in aromaterapia e anche per uso interno.
Però, nonostante siano “naturali” non significa che sono “innocui” (anche l'arsenico è naturale!).
Anzi, proprio perché al loro interno ci sono sostanze chimiche molto attive e concentrate, sono potenzialmente tossici, alcuni sono irritanti, altri fototossici.
Quindi vanno usati con molta attenzione e solo nelle dosi consigliate. Non si può “improvvisare” e metterne un numero di gocce “a caso”. Non vanno mai utilizzati puri sulla pelle e alcuni sono assolutamente da evitare in gravidanza e sui bambini (da cui vanno comunque tenuti alla larga perché alcuni o.e. potrebbero essere anche letali se ingeriti).
Se sono puri e non dispersi in una fase alcolica, non si sciolgono in acqua, perché appunto sono oli, ma galleggeranno sulla superficie.
Quindi non ha senso aggiungerli, per es., al detersivo per la lavatrice fai da te e pensare che poi profumerà il bucato. In questo modo sprecheremo l'olio essenziale per due motivi: al primo prelievo di detersivo verseremo tutte le gocce insieme; inoltre queste gocce non si attaccheranno ai tessuti, perché non hanno i fissativi del profumo artificiale come nel detersivo tradizionale!

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Pillole di Mamma Chimica

Pillole di Mamma Chimica

Brevi news, aggiornamenti, consigli e informazioni dalla nostra Mamma Chimica. Buona lettura!

Talco per tenere lontane le formiche, un rimedio semplice e non tossico!
Solitamente non circolano tante formiche in giardino, ma verso fine luglio cominciano ad arrivare in massa, ed eccole numerose dopo il pranzo o la cena sotto il seggiolone di Claudia. Ma non è questo il problema, sono le lunghe scie che a volte si formano vicino all’entrata della cucina che mi preoccupano…di certo con 2 bambini e un gatto non mi metterò mica a spruzzare repellenti strani! Per evitare che entrino e ritrovarmele così in tutta la cucina, cospargo lungo la soglia del semplice talco e vi assicuro che stanno alla larga! Vi confesso che non conosco il motivo della sua efficacia, probabilmente è il profumo che le stende! O forse è anche il fatto che il talco che ho in casa (vecchio di millenni perché lo usava mio papà per riporre canotti e gonfiabili per il mare durante l’inverno) contiene Belzalkonium chloride, un conservante e quindi con proprietà battericide?
Per approfondire c’è un post dedicato sul forum Biodizionario: cosmetici e prodotti biodegradabili.

Aggiornamenti scientifici
Vi segnalo 2 post interessanti sul forum Biodizionario: cosmetici e prodotti biodegradabili.
Il primo, del 10 luglio 2013, è della dottoressa Riccarda Serri (Riky), dermatologa, in cui si parla di conservanti allergenizzanti a seguito di recenti studi effettuati: “The American Academy of Dermatology is alerting its dermatologists to methylisothiasolinone. Alone or in combination with methylcholoroisothiasolinone, the preservative “can be found in some face creams, mascaras, shampoos, body washes and even wet wipes.” Unfortunately, the AAD is “calling it the contact allergen of the year because it’s causing skin rashes at an increasing rate.” Some people who use products containing the substance are ending up with contact dermatitis as a result of an allergic reaction.”. (L'American Academy of Dermatology avverte i suoi dermatologi a proposito del methylisothiasolinone. Da solo o in combinazione con methylcholoroisothiasolinone, il conservante può essere presente in creme per il viso, mascara, shampoo, bagnoschiuma e salvettiene umidificate. Purtroppo l'AAD è da considerarsi un allergene e sta causando eruzione cutanee con un tasso sempre crescente. Alcune persone che utilizzano prodotti contenenti questa sostanza finiscono per aver dermatiti da reazioni allergiche).

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Mamma Chimica: fumo di tabacco e sigarette

Mamma Chimica: fumo di tabacco e sigaretteHo amici che vivono in campagna, mangiano biologico, sono immersi nel verde e nell'aria pulita, e fumano.
Voglio bene a queste persone e vederli fumare è davvero incomprensibile.
In effetti per me è stato facile non iniziare a fumare, perché non sopporto la puzza del fumo delle sigarette. Ma è chiaro che non è l'odore a preoccuparmi, è quello che chimicamente esce fuori dalla sigaretta accesa che non voglio proprio respirare!
Sono almeno 4000 le sostanze chimiche che si producono dalla combustione del tabacco e della carta che lo avvolge. E' un mix complesso di gas e di particelle che vengono poi veicolate dal fumo.
Ci sono gli idrocarburi aromatici come benzene, toluene, benzoantracene, benzopirene, che costituiscono il catrame. Non mancano le nitrosammine, la formaldeide, il cloruro di vinile, l'acido cianidrico, l'ammoniaca, il monossido di carbonio, i metalli pesanti (cromo, piombo, cadmio) e ovviamente la nicotina.
Molte di queste molecole sono noti cancerogeni, altre sono tossiche o irritanti, insomma una bella boccata di roba nociva!

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Mamma chimica: le creme solari

Mamma chimica: le creme solari

La bella stagione si avvicina e non vedo l'ora di passare più tempo all'aperto con i bimbi.
Divertirsi al sole porta innumerevoli benefici, ma per prenderlo con tranquillità bisogna innanzitutto avere buon senso (evitando magari di fare le lucertole nelle ore centrali della giornata) e ovviamente leggere gli ingredienti (l'INCI) dei prodotti solari.
Le creme solari, per essere tali, devono contenere dei filtri solari, ovvero delle sostanze che ci proteggano dai raggi ultravioletti UVA (responsabili dell'invecchiamento prematuro della pelle) e dai raggi UVB (che causano le scottature e gli eritemi). E comunque, nessun prodotto cosmetico è in grado di filtrare la totalità dei raggi ultravioletti.
Il fattore di protezione solare (SPF) scritto in etichetta indica la protezione verso i raggi UVB, ovvero di quante volte posso prolungare il tempo di esposizione al sole prima che subentri l'eritema.
In pratica, se solitamente mi compare la scottatura dopo 5 minuti di esposizione senza crema, con un prodotto SPF 30 potrò stare 5 x 30 = 150 minuti prima di scottarmi.
Però gli SPF sono valori calcolati da prove in laboratorio, per un massimo di 2 ore e con una certa quantità di crema (precisamente 2mg/cm2 ).
La Direttiva Europea del 2006 n.647 indica infatti che “per raggiungere il livello di protezione indicato dal fattore di protezione solare, i prodotti devono essere applicati in quantitativi analoghi a quelli utilizzati in sede di prova, vale a dire 2 mg/cm2, pari a 6 cucchiaini da tè (36 grammi circa) di lozione, per il corpo di un adulto medio”.
E allora dobbiamo considerare che non abbiamo tutti la stessa carnagione, andiamo al mare a orari diversi e molto spesso ce ne spalmiamo molto meno! Quindi non ci si può basare solo su di un calcolo matematico del tempo prima di arrostirsi!

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