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Lampedusa: ma chi se ne frega dei naufraghi?!

Lampedusa: svelato il mistero del rifiuto di dare ai rifugiati tende per ripararsi. Con due articoli ho denunciato il fatto che a Lampedusa, stipati all’inverosimile nel “centro di accoglienza” (accoglienza!) i poveracci che sono sopravvissuti ai naufragi vengano tenuti come bestie. In gran parte dormono all’aperto riparandosi con cartoni, materassi marci e pezzi di plastica. Avevamo offerto un centinaio di tende ma abbiamo scoperto che il comune di Lampedusa ha le tende, e le ha messe a disposizione, ma sono state rifiutate. Anche il Papa ha offerto tende ma anche la sua offerta è stata rifiutata.

Una scelta incivile da parte dei poteri dello Stato che mi appariva un delirio burocratico senza motivo. Una cattiveria stupida. Ora, grazie a una dichiarazione confidenziale, rilasciata da un funzionario che desidera restare anonimo, sono riuscito a scoprire perché lo Stato sceglie di lasciare questi disperati in condizioni bestiali. Si tratta di una questione di ordine pubblico che discende da un ragionamento che ha dell’incredibile: siccome i rifugiati vivono in condizioni orribili si temono reazioni violente, e siccome le tende sono dotate di paletti tubolari di sostegno, si teme che gli extracomunitari organizzino un contingente di falange macedone grazie all’uso dei suddetti paletti come lance.

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Lampedusa, lo Stato dice di no anche a Papa Francesco

Continua il delirio burocratico. Giorni fa raccontavo del tentativo che ho fatto con mio padre di mandare tende a Lampedusa, scoprendo che la legge, non lo consente…
Addirittura il comune di Lampedusa le tende le ha già, ma non le può dare ai naufraghi…

Oggi ritelefono alla segreteria della sindaco Nicolini che mi informa che la situazione è invariata… E mi conferma anche che c’è una legge che obbligherebbe lo Stato a trasferire altrove i naufraghi, entro 96 ore. Ma non lo fanno. Lo Stato italiano non rispetta la sua stessa legge che gli impone di spostare questi esseri umani verso sistemazioni civili ma fa rispettare rigidamente la legge che vieta a “estranei” (il Comune di Lampedusa!!!) di fornire tende a questi disperati.

Ma l’assurdo va ben oltre. Mi informano anche che non hanno accettato neanche l’offerta di Papa Francesco di fornire spazi di proprietà della Chiesa Cattolica, in giro per l’Italia, dove spostare almeno le famiglie con bambini. L’offerta è stata fatta attraverso l’arcivescovo Konrad Krajewski, Elemosiniere del Papa, giunto a Lampedusa subito dopo il disastro per verificare lo stato delle cose e rendersi disponibile per aiuti.

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Ma cosa me ne frega a me se annegano?!?

(Un’altra canzone)

Si va beh, cazzo, non è che mi diverto…
ma cosa ci vuoi fare?
Quelli sono clandestini, non sanno nuotare!
Arabi marocchini, vu cumprà e magrebini,
pensa che alcuni sono addirittura bambini
ma poi quando crescono diventano assassini.

(parlato)
Ma cosa salgono cosa, sopra i barconi?
senza il giubbetto galleggiante…
senza un telefono satellitare…
Lo fanno apposta per farci stare male,
per rovinarci il telegiornale!

(Coro)
Se stavano a casa loro,
non gli succedeva niente!
Il reato di clandestinità
Salverà la nostra civiltà
Da questa gentaglia qua
Che non vuole lavorà

(Solista)
Annegano,
ma cosa ci vuoi fare?
Annegano,
vuoi prosciugare il mare?
Annegano,
mica li puoi salvare…

(Secondo Solista)
Il mare è grande
Non li vedi i barconi
Neanche con i satelliti più buoni.

(Terzo Solista)
Facciamo un bel muro in mezzo al mare
Oppure insegniamo ai negri a nuotare
Però no adesso che ho da fare!

(Secondo Solista, parlato)
No, scusa,
ma io che c’entro
se a casa loro c’è il bombardamento…
e adesso non cominciare
con la storia del colonialismo
che siamo andati ad arraffare
a casa loro a rubare…
e abbiamo distrutto le loro nazioni
per i nostri interessi belli e buoni Io personalmente

(Primo Solista, parlato)
Non c’ho mai avuto a che fare con la Siria.
Non so neanche dov’è la Siria…

(Terzo Solista, parlato)
Io lo so dov’è la Siria.
È un posto che da una parte c’ha tutto il mare.
Ma appena finisce la spiaggia inizia il deserto
Che sostanzialmente è uguale.
C’hanno tante città, tutte bombardate.
E la cosa più terribile è che la tv c’ha un solo canale.
E le donne sono tutte vestite che non gli vedi neanche la faccia.
Fanno dei telefilm che non capisci un cazzo.
Perché col burka sono tutte uguali…
Poi c’hanno i cammelli
Che come animali non sono molto belli.
E quando si incazzano usano la scimitarra
Oppure ti irrorano di gasss.
Insomma un posto di merda.
Dove gli scarafaggi c’hanno il 34 di piede…
Io capisco che se sei nato in un posto così te ne vuoi andare.
Legittimo.
Ma perché devi venire a rompere i coglioni a me?


Lampedusa, Jacopo Fo: "Vince ancora la burocrazia. Ho offerto tende, mi è stato detto di mandare un fax"

Lampedusa è in ginocchio, eppure una cosa sembra essere rimasta in piedi: la burocrazia. Almeno così sembra a leggere le parole di Jacopo Fo riportate questa mattina da Il Fatto Quotidiano. Di fronte alla tragedia - racconta Fo - "ho pensato di fare una cosa piccola: "mandare giù cento tende da campeggio", dopo aver visto le immagini di "disperati che dormono a terra, su cartoni e stracci, i vestiti appesi a una rete e la pioggia che bagna tutto". Eppure, tanto facile non è. Lampedusa la riposta è stata: "No grazie, non possiamo accettare".

"Ho telefonato alla sindaca di Lampedusa - spiega ancora il figlio di Dario Fo - offrendole cento tende, per evitare che le persone dormano all'addiaccio. Ma la risposta è stata: non grazie, non possiamo accettare". Perché? Perché tutto quello che riguarda il centro - si è sentito dire Fo - deve essere gestito dalla prefettura, il Comune non c'entra. Così a Lampedusa la sindaca è costretta a rinunciare alle molte offerte che le stanno arrivando: tende, camper, scarpe cibo.

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Cronache altissime

“Ahhhh!” Urlò il barbuto agitando le braccia.
Sembrava un tricheco ubriaco.
“Che ti piglia?” Chiese la donna con le spalle scoperte e la pelle ambrata.
Seguì una sequela di bestemmie irripetibili.
“Vorrei farti notare che se uno è Dio non dovrebbe bestemmiare… Mi sembra un po’ masochista…”
“Dio?” Disse lui afferrandosi la punta della lunga barba bianca. “Ti sembro io Dio? Eh? Secondo te se io ero Dio facevo un mondo così?!? Ma che schifo! 300 umani stanno annegando in mare, passano 3 pescherecci e nessuno si ferma? Ma se io ero Dio li incenerivo lì seduta stante a quei balordi!”
La donna lo guarda, si gratta elegantemente il naso e poi osserva a bassa voce: “Senti, ma l’Universo l’hai creato tu o no?”
“Ma ancora con questa storia? Ma quando la pianterai? Come te lo devo dire che io non l’ho creato come volevo io. Io ho solo realizzato un progetto. Attenendomi al progetto… Quindi Dio non sono io ma Lei!”
“Senti ma io questa Lei non l’ho mai vista e sono duemila anni che sto qua…”
“Ascoltami Maria, mi mandi in esaurimento. Sta dormendo. Dorme sempre per 1951 anni. E tu sei qui solo da 1950. Vedrai che l’hanno prossimo si sveglia e te la presento.”
“Ed è lei che ti ha detto che non puoi fulminare subito il capitano di un peschereccio che fa il criminale?”
“Sì, e non posso incenerire neanche uno che scrive una legge sull’emigrazione che poi provoca migliaia di morti… E non posso vaporizzare neanche un degenerato che spara a un bambino.”
“E perché?”
“Oh, Dea Santa! Come posso spiegarti se tu ti annoi ogni volta che entro nei dettagli?”
“Vorrei che riuscissi ad arrivare al concetto impiegandoci meno di 5 anni…”
“Mia cara, l’idea della Creazione è stata quella di mettere in moto un meccanismo che in miliardi di anni avrebbe portato, a causa delle sue leggi interne, allo sviluppo della vita, dell’intelligenza umana, della realtà virtuale. L’idea è che la Creazione non sia ancora finita. Per questo esiste la violenza, che verrà estinta dall’evoluzione stessa della Creazione…”
“Va bene ma le regole chi le ha fatte? La Dea?”
“No, le regole preesistono. Sono indispensabili per l’esistenza stessa della divinità. La Dea può progettare un universo solo all’interno di una precisa griglia del possibile. Non è onnipotente. È solo MOLTO potente.”
“Va beh… Ma se ammazzi Hitler che danno fai alle leggi preesistenti?”.
“Interferisci. La presenza attiva di un Dio stravolgerebbe le regole.”
“E allora lasci che l’orrore si compia.”
“No, io canto”.
“Canti?”
“Certo. E la mia musica arriva a molti umani. E quando sentono la mia musica si convincono che quasi niente è impossibile.”
“Anch’io parlo al cuore delle donne… Ma serve?”
“Sì perché facciamo andare più veloce la storia. Così la creazione accelera…”
“Speriamo…” Disse Maria rassettandosi i capelli. “Ma dimmi: quando la Dea si sveglierà le cose andranno meglio? Cosa farà?”
“Si metterà a cantare”.