Greenpeace

La svolta verde

Greenpeace La svolta verdeBersani che annuncia che le energie rinnovabili sono il futuro, Monti che fa marcia indietro sulle trivellazioni petrolifere, l'esenzione Imu per le case che rientrano nella classe energetica A, un nuovo stadio ecologico a Roma al posto dell'Olimpico, gli Stati Uniti che ratificano il Protocollo di Kyoto, la Cina che abbandona le fonti fossili, un nuovo parco eolico off shore a Taranto e Berlusconi che promette solo ville ecologiche se verrà rieletto Presidente del Consiglio.
E' quanto riporta una versione, purtroppo falsa, del quotidiano Metro, distribuita in questi giorni a Roma. Gli autori sono gli attivisti di Greenpeace e l'iniziativa rientra nella campagna Iononvivoto.org che chiede ai politici di prendere impegni seri sulla sostenibilità ambientale e sulle energie rinnovabili.

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Barbie distrugge la foresta indonesiana

Greenpeace Barbie Alberi MattelL'accusa arriva da Greenpeace, secondo cui il packaging delle bambole Barbie è realizzato con carta proveniente dalle foreste pluviali dell'Indonesia. “Incrociando i risultati delle analisi delle fibre con indagini sul campo, mappe e certificati di concessione di aree forestali, si dimostra come Mattel, l'azienda che produce Barbie, e altre multinazionali del giocattolo come Disney, utilizzano packaging prodotto dalla multinazionale App (Asian pulp and paper), già denunciata per aver convertito preziose foreste torbiere in prodotti usa e getta” - si legge nel dossier dell'associazione ambientalista.
Ken, sconvolto, è tornato da sua madre.
(Fonte: Ansa)


Greenpeace fa i nomi

L'Associazione ambientalista ha pubblicato la classifica delle aziende piu' inquinanti del nostro Paese.
Centrale Enel di Brindisi, centrale Edison di Taranto, raffineria di Sarroch in Sardegna e l'ILVA di Taranto sono i quattro impianti industriali piu' inquinanti con un totale di 29,3 milioni di tonnellate di CO2 emesse nel 2009.
I dati dimostrano che c'e' stata una riduzione generale delle emissioni, da 538,6 milioni di tonnellate di anidride carbonica del 2008 a 502 milioni del 2009, ma rispetto al 1990, 516,9 milioni, la riduzione e' solo del 3%, meno della meta' degli obiettivi di Kyoto.
Per vedere la classifica completa clicca qui
(Fonte: Ecquologia.it)


Non mandare a rotoli le foreste

Foresta a rotoli

Greenpeace ha pubblicato una guida per l'acquisto di carta igienica, fazzoletti e rotoloni sostenibili, prodotti cioe' con fibra riciclata o proveniente da foreste certificate FSC, e non sbiancata con composti a base di cloro.
Nella classifica superano l'esame le catene di supermercati Coop, Esselunga e AS, del gruppo Schlecker.
Pessimi voti invece per Tenderly, Tutto, Despar e Sidis.
Per scaricare la guida (c'e' anche in formato tascabile)
Fonte imm


Greenpeace salvaforeste

Dopo l'incursione pacifica di alcuni attivisti di Greenpeace al Salone del Libro di Torino, Feltrinelli ha annunciato che d'ora in poi stampera' i propri libri solo su carta certificata FSC, proveniente da foreste gestite in modo sostenibile e responsabile.
Anche tra gli editori Minimum Fax, Stampa Alternativa e Baldini Castoldi & Dalai qualcosa si muove verso la direzione giusta.
Per vedere la classifica Salvaforeste aggiornata clicca qui
(Fonte: Greenpeace)
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Greenpeace salvaforeste

Presentata al Salone del libro di Torino la nuova classifica “salvaforeste” sulla certificazione della carta utilizzata dagli editori italiani.
Ci sono buone notizie da parte di Bompiani, Fandango, Edizioni Ambiente, e cattive notizie dagli editori piu' grossi, Mondadori, Feltrinelli, RCS Libri.
Ci piacerebbe sapere il nome dell'editore che nel questionario di Greenpeace sull'origine della carta usata per stampare i propri libri ha risposto: “E io che ne posso sapere?”
Qui trovate la classifica completa.
Sempre in tema di alberi e foreste tropicali segnaliamo anche che Nestle' si e' impegnata a identificare ed escludere dalla sua filiera quei fornitori che sono proprietari o gestiscono piantagioni ad alto rischio o legate alla deforestazione.
Merito, ancora una volta, delle campagne di Greenpeace.
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Greenpeace rompe le scatole sul tonno e vince

A tre mesi dal lancio della campagna “Rompiscatole” sulla sostenibilita' ambientale del tonno in scatoletta (http://www.jacopofo.com/classifica-greenpeace-su-tonno-in-scatola), le aziende produttrici cominciano a migliorarsi.
Esselunga avrebbe deciso di non comprare piu' tonno trasbordato in mare, una pratica che favorisce molto spesso attivita' illegali.
Callipo, non utilizzera' piu' del 25% di tonno pescato con sistemi di aggregazione per pesci, che spesso aggregano anche tartarughe, squali, delfini.
Bolton, gruppo Riomare, si e' invece impegnato formalmente a predisporre una politica di sostenibilita' entro la fine dell'anno.
Balza primo in classifica il tonno Asdomar, una delle poche aziende che utilizza tonnetti striati, una specie non in pericolo e pescata con ami e lenze.
(Fonte: Greenpeace.org)
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Rompiscatole (di tonno)

Presentato da Greenpeace il rapporto “Tonno in trappola” sulla responsabilita' ambientale e la trasparenza dei produttori di tonno in scatola.
Analizzati 14 diversi marchi in commercio. Primi posti della classifica per il tonno Coop, Asdomar e Mareblu con votazioni tra il 4,7 e il 4,4 su una scala fino a 10.
Nella parte bassa della classifica, categoria “Non ci siamo!” compaiono: tonno RioMare, tonno Conad, Callipo, Nostromo, tonno Mare Aperto Star e tonno Consorcio.
In generale, segnala Greenpeace, non c'e' una particolare attenzione da parte dei produttori: “La mancanza di una politica scritta per la sostenibilita' della pesca e' quasi totale, cosi' come la scarsa trasparenza nelle etichette”.
Per vedere l'intera classifica http://www.greenpeace.it/tonnointrappola

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