francesco bergoglio

Padre Zanotelli e Jacopo Fo commentano a Radio Colonia l'enciclica di Papa Francesco

Finalmente!
di Cristina Giordano

È la reazione di Alex Zanotelli, padre comboniano, all'enclicica "Laudato si'" pubblicata oggi da papa Francesco su ecologia e società. Stupito e soddisfatto anche l'ambientalista Jacopo Fo.

Papa Francesco

È stata accolta con grande plauso l’enciclica “Laudato sì” di papa Francesco. Mai nessun papa era stato così diretto nell’affrontare il tema della sostenibilità ambientale. Nei 246 paragrafi, divisi in sei capitoli, il papa ricorda la necessità di una conversione ecologica dei cristiani, e l’importanza di un’ecologia “integrale”, che comprenda cioè anche la dimensione umana e sociale del rispetto del pianeta. Commosso, padre Alex Zanotelli, da anni impegnato in campagne ambientaliste, in particolare contro la privatizzazione dell’acqua, commenta ai microfoni di Francesca Montinaro, quanto abbia atteso questo documento. Un documento che apre a una consapevolezza maggiore della Chiesa sull’ecologia, e che – secondo Zanotelli, “incontrerà delle resistenze all’interno della Chiesa stessa, a partire dai vescovi”.
Adesso, conclude il padre comboniano, il papa dovrebbe prendere posizione sugli armamenti perché: “La militarizzazione crescente ha un impatto enorme sull’ambiente”. Soddisfatto anche l’ambientalista Jacopo Fo, che ammette: “Sto diventando giocoforza un fan di questo papa”. Tra i pionieri dell’ecologismo in Italia, Fo rimarca soprattutto il messaggio rivolto alla coscienza civile dei singoli: “Non si può sempre dare la colpa al governo o alla politica” continua l’ideatore dell'ecovillaggio umbro di Alcatraz, “la gente deve prendersi le sue responsabilità”.

Ascolta qui l'audio dell'intervista a Jacopo Fo e Alex Zanotelli


Incredibile: un Papa che crede in Dio!

Papa Francesco BergoglioUn Papa che non vive nelle stanze papali inVaticano.
Un Papa che fa fuori i vertici della finanza grigia vaticana.
Un Papa che va in giro con un’utilitaria e non indossa le scarpette di porpora.
Un papa che invece di trasformare i monasteri inutilizzati in hotel di lusso li offre ai rifugiati.
Un papa che parla di matrimonio per i preti, di donne che devono contare nei vertici della Chiesa…
Ma che succede?
Una rivoluzione.
Ma non si tratta solo di cambiamenti formali.
La recente intervista a Francesco, uscita su Civiltà Cattolica, mostra l’intenzione di rovesciare una forma mentis antica.
Gesù predicava l’amore, la comprensione e il perdono. Francesco vuol rimettere il messaggio di Gesù al centro dell’azione della Chiesa. Ma cos’è? Matto?
Vuole che i cristiani smettano di giudicare e usare la spada per separare i buoni dai cattivi. Il compito dei cristiani è praticare la carità, soccorrere i feriti, aiutare i bisognosi.
E chi ha più bisogno di aiuto sono proprio le persone che la società emargina per i loro “peccati”.
Questa riaffermazione del senso della fede è rafforzata dal fatto che il nuovo Papa per prima cosa parla di sé come di un peccatore, un uomo che ha sbagliato, che si è fatto prendere dall’ebrezza del potere, quando è diventato vescovo. Un’ammissione di colpa vera, non la recitazione della frasetta da catechismo…

E l’operato di questo Bergoglio arriva addirittura a riabilitare Ratzinger, che ci era parso tanto stucchevole quanto tradizionalista, con la sua passione smodata per i cappellini.
Quel che evidentemente è accaduto è che Ratzinger ha lottato nell’ombra contro le distorte consuetudini del potere ecclesiastico e visto che, per motivi che ancora non conosciamo, si è reso conto dell’impossibilità di vincere questa battaglia, ha avuto il coraggio e l’etica necessaria per un gesto estremo: si è dimesso preparando contemporaneamente il terreno per l’elezione di un Teppista di Dio, che pare proprio difficile da fermare.
Questa è una grande lezione sulle vie complesse che il cambiamento segue e di come a volte esso sia invisibile ma non meno potente.
Nessuno, neppure preti come Don Gallo, erano così ottimisti da sperare che i vertici della chiesa cadessero in mano di un pugno di demolitori tanto determinati.
E credo che quest’aria nuova sia diffide da chiudere fuori dalla finestra. Il mondo dei cattolici evidentemente covava l’incendio sotto la cenere e le parole e gli atti di Papa Francesco hanno fatto saltare il tappo.
Per rendersi conto di quel che sta succedendo basta ascoltare Radio Maria che improvvisamente ha abbandonato le prediche “di regime” e ora grida sguaiatamente la necessità di riscoprire il senso della fede come sfida umana e etica per i credenti e dimostra una voglia incommensurabile di parole vere e di rottura degli schemi.

La grande lezione che ci viene oggi dai cristiani è che il cambiamento avanza anche quando non lo si vede.
Le orde comuniste e infedeli sono state superate a sinistra da fraticelli e suore. I boy-scout sono la più potente armata ribelle del momento. Sono più antagonisti loro delle Tute Bianche.
Sono una frustata spirituale per chi si piange addosso e mormora che per l’Italia non ci sono più speranze.
E se è cambiato tutto tra i credenti c’è il rischio che anche nelle nostre fila succeda qualche cosa di completamente diverso. Magari improvvisamente si scopre che Epifani è comunista e si mette addirittura a fare qualche cosa di sinistra.
La rivoluzione è inarrestabile e comunque imprevedibile.
Insorgete.
Cantate le lodi del Signore se volete, ma insorgete!