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Salva banche, ma lo volete dire che la legge non punisce la truffa?

In televisione sento un uomo che grida: “I responsabili di questa truffa delle banche dovranno pagare!” Gli fa eco un politico: “Sì! I colpevoli devono essere condannati!!!”

E chi potrebbe dargli torto?
Solo che né l’opinion maker né il politico dicono la verità: nessuno pagherà per i 3 miliardi della Banca Etruria e per tutti gli altri miliardi rubati da banchieri generosi con i prestiti ai loro amici. Nessuno finirà in galera. Semplicemente perché in Italia non esiste una legge che punisca veramente la truffa!

Quando mi capita di dirlo vedo sempre facce che mi guardano come se fossi impazzito. Perché questa informazione è poco conosciuta. La pena per il reato di truffa semplice è la reclusione da sei mesi ai cinque anni con una multa ridicola da 51 euro a 1.032 euro; ma con qualche attenuante ottenuta con patteggiamenti vari si va al di sotto dei 3 anni di carcere, il che evita al truffatore di finire realmente in prigione. E con qualche cavillo la condanna è al di sotto del minimo richiesto dagli accordi internazionali per ottenere l’estradizione. E il meccanismo per la restituzione dei soldi truffati è talmente farraginoso che puoi riuscire a non andare in galera senza neanche dover restituire i soldi. E questo vale per il reato di truffa e quelli connessi: manipolazione del mercato azionario (insider trading), falso in bilancio e la maggioranza dei reati fiscali. Negli Usa per gli stessi reati si può finire in galera per 8 anni, ma si arriva anche a 20.

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Un'interessante banca senza interessi

A Skovde, in Svezia, da oltre 40 anni e' attiva una banca no-profit che oggi vanta 35mila clienti e un giro d'affari da 100 milioni di euro.
Si chiama Jak Medlemsbank e ha una sua prima peculiarita': dipendenti, amministratori, consiglieri e clienti ne sono anche proprietari grazie al possesso di una e una sola azione a testa.
Inoltre il sistema creditizio si basa su una filosofia tanto semplice quanto particolare: si parte infatti dal presupposto che una persona, in periodi diversi della propria vita, puo' trovarsi a essere sia risparmiatore che bisognoso di prestiti. Se nel tempo si riesce a bilanciare il flusso tra debiti e crediti dei correntisti, si puo' creare un sistema in cui chi oggi deposita i propri risparmi puo' domani ricevere un prestito senza interessi (si paga solo una tassa sul prestito, mediamente del 2,5%).
Ora la Jak Bank sta per arrivare anche in Italia e il progetto verra' presentato alla prossima Fiera “Fa' la cosa Giusta" di Milano (12-14 marzo).
Dell'esperienza svedese ha parlato anche Report nella puntata del 18/05/2008.
Il sito italiano e' http://www.jakbankitalia.it/

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