Storia dei Seminole. Versione completa, cronologia e eventi essenziali

I seminole non si arresero mai!

BOZZA DI LAVORO (Scusate gli errori di scrittura)

Ecco il frutto di mesi di lavoro  di un collettivo web che ha come obiettivo la costruzione di un racconto multimediale. L’11-14 novembre 2010 ci incontreremo a Alcatraz con un gruppo di grandi professionisti per realizzarlo (in diretta web tv su www.alcatraz.it).

La storia censurata
Parte prima
L’arrivo dei bianchi

 
Nel maggio 1513, Juan Ponce de León sbarco' sulla costa occidentale della Florida, probabilmente alla foce del fiume Ca
loosahatchee. Era nel territorio degli Acuera, una tribu' che faceva parte dell’alleanza Timucua.
Juan Ponce de León nel 1513 comanda il primo tentativo di colonizzare la Florida.
Ma i Calusa sapevano gia' quali erano le intenzioni degli spagnoli.
Calata l’ancora delle sue navi Leon tento' di proporre ad alcuni indigeni dei baratti. Dopo 10 giorni arrivo' un uomo calusa che parlava spagnolo e disse che dovevano aspettare il loro capo. Poco dopo 20 canoe da guerra, con paratie di protezione in legno, attaccarono le navi spagnole. Il giorno dopo furono 80 le canoe ad attaccare.
Non ci furono molti caduti ma la reazione degli Acuera indusse de Leon a ritirarsi.
Nel 1517 Francisco Hernández de Córdoba si fermo' sulla costa della Florida di ritorno dalla spedizione che aveva portato alla scoperta dello Yucata'n. Venne subito attaccato dai Calusa e se ne ando'.
Nel 1521 Ponce de León torno' nel sud-ovest della Florida per creare una colonia ma i Calusa attaccarono, lo stesso de Leon fu ucciso e gli europei si ritirarono nuovamente.
Pánfilo de Narváez comanda una spedizione nel 1528 che deve anch’essa ritirarsi.
Nel 1539 Hernando De Soto tenta nuovamente di conquistare la Florida. Sbarca in territorio Acuera, la popolazione fugge nascondendosi nella foresta.
Hernando de Soto occupa il centro urbano piu' grande, la citta' di Anhaica , oggi Tallahassee , e trascorre lì l'inverno del 1539-40- Vi trova cibo sufficiente per sfamare i suoi 600 uomini e 220 cavalli per 5 mesi. Il che mostra che aveva di fronte una societa' florida e ben organizzata. Ed e' giusto una fortuna perche' l’armata di de Soto e' disorganizzata e hanno gia' finito le riserve di cibo e acqua.
De Soto, consolidata la posizione, intima a un capo locale, che lui chiama Acuera, di sottomettersi alla corona di Castiglia, sostenendo di essere lì in pace.

La risposta del capo e' molto dura:
“Attraverso quelli di voi che sono gia' venuti qui ho imparato a conoscere i castigliani. Per me voi siete incursori che vanno da un luogo all’altro e vi guadagnate da vivere rubado, saccheggiando e uccedendo persone innocenti.

Non voglio in nessun modo stringere amicizia o fare pace con voi. Voglio piuttosto una mortale e perpetua inimicizia… Io non ho paura di voi…. E vi prometto di farvi guerra per tutto il tempo che resterete nel nostro territorio. Non vi combatteremo in campo aperto ma ci dedicheremo ad agguati. Ho comandato ai miei capi di portarmi due teste cristiane ogni settimana.”

Poi il capo Acuera deride l’offerta di diventare suddito del re di Spagna: “Io sono il re sulla mia terra… io considero spregevoli coloro che vivono sottoposti ad un altro quando possono vivere da uomini liberi… Io e la mia gente siamo disposti a morire cento volte pur di restare liberi. Questa e' la nostra risposta per il presente e per sempre…
Vi stimo ancor meno perche' siete servi e state lavorando per conquistare regni dei quali potreste godere i frutti.
Visto che in questa impresa soffrite la fame, la fatica, e le difficolta' di altro genere nonche' si rischia la vita, sarebbe per voi piu' onorevole e vantaggioso acquisire le vostre conquiste per voi e la vostra discendenza piuttosto che per qualcun altro…
E visto che sono ben consapevole di quel che venite a fare su questa terra so bene come comportarmi con voi.

 

Quindi andate via il piu' velocemente possibile se non volete morire per mia mano.”

Da notare che quello che per gli spagnoli e' un re Acuera in realta' e' probabilmente solo un Capo di Guerra, un capitano provvisorio nei periodi di emergenza. Infatti il suo discorso sul potere dimostra che e' espressione di una cultura nella quale i guerrieri agiscono per vantaggio individuale e non per fornire ricchezze a un capo cosa che gli risulta incomprensibile. Il che ci mostra ancora una volta che queste popolazioni non avevano una struttura piramidale ma praticavano un certo grado di democrazia nominando alla bisogna capi provvisori (societa' acefale).
Nel testo spagnolo una sua parola viene tradotta dai conquistadores con il termine “vassalli”, ma e' qui probabile che gli spagnoli abbiano “proiettato” la loro struttura sociale su quella indiana. Infatti col termine tradotto “vassalli” il capo Acuera avrebbe potuto riferirsi non al vincolo feudale di servitu' e pagamento di tasse di concessione, ma al rapporto tra un Generale e i suoi colonnelli, capibanda di ogni tribu'; a questi egli chiede appunto di portare due teste di europei ogni settimana. Cosa che peraltro essi realizzano con entusiasmo uccidendo qualunque bianco si avventuri da solo o in piccolo gruppo, fuori dall’accampamento fortificato. A volte i corpi degli uccisi vengono squartati e appesi agli alberi. Altre volte in una settimana vengono uccisi 4 europei al posto di due.

Così gli spagnoli scoprono che lance Acuera, possono passare attraverso due strati di maglia di ferro.

Nella primavera del 1540 de Soto ei suoi uomini lasciarono quei territori ostili e si diressero a nord in quella che oggi e' la Georgia, dove peraltro de Soto non ebbe maggiore fortuna morendo di lì a poco probabilmente per una ferita.
Nel 1549 i domenicani cercano di costruire una missione ma vengono scacciati.
Nel 1566 Pedro Mene'ndez de Avile's, fondatore di S. Agostino, parte con una spedizione di 700 uomini ma le cose si mettono male fin dall’inizio. Una tempesta fa naufragare una nave. Parte degli uomini disertano e Avile's arriva in territorio indiano con 300 uomini. Tenta di penetrare nella nazione Acuera risalendo il fiume ma arrivato al Lake George viene bloccato dalle frecce scagliate dalla riva e da sbarramenti di tronchi.
Entra in contatto con il Calusa e cerca di prenderli con le buone.
Mene'ndez sposa la sorella di un capo Calusa che gli spagnoli chiamano Carlos, questa donna si converte al cristianesimo e prende il nome di battesimo di Doña Antonia.
Quindi Mene'ndez se ne va lasciando una guarnigione di soldati e un gesuita per aprire una missione chiamata San Antón de Carlos, vicino alla capitale Calusa. Ma iniziano azioni ostili da parte dei Calusa, i soldati spagnoli uccidono due capi Calusa (Carlos e il suo successore Felipe) ma alla fine, nel 1569, si ritirano e la missione viene abbandonata.

Per piu' di un secolo dopo l'avventura Avile's, c'e' un solo contatto di poco conto tra spagnoli e Calusa.

In aprile del 1564, la Francia lancia una campagna di conquista della Florida con verie spedizioni, un migliaio tra coloni e soldati. Spedizioni che furono guidate da Jean Ribault e Rene' Goulaine de Laudonnie're, un ugonotto francese. Jean Ribault ci narra del viaggio e realizza una famosa serie di disegni sugli indiani.
Alla foce del Ocklawaha incontrarono parecchi villaggi fortificati con mura di tronchi di palma, abitati da Acuera. Inizialmente accolti gentilmente dai nativi iniziarono poi una serie di ostilita'.
Contemporaneamente c’era pero' anche lo spagnolo Mene'ndez, che stava cercando di conquistare la Florida per conto del Re di Castiglia, forte di 800 tra soldati e coloni.

I Francesi si ritirano dalle terre indiane e in parte si trasferiscono in un loro avamposto nell’area, Fort Caroline. Gli spagnoli lo attaccano dopo una marcia di 40 miglia, mentre imperversa un uragano, e li prendono di sorpresa. Conquistato il forte massacrano 140 prigionieri, risparmiando circa 60 tra donne e bambini.

Dopo pochi giorni un altro contingente francese, guidato da Jean Ribault, viene circondato dagli spagnoli mentre sta sbarcando da una nave. Jean Ribault decide di arrendersi, facendo conto sulla clemenza degli spagnoli, ma sbaglia i suoi conti, e quasi tutti i francesi, che si dichiarano protestanti, vengono uccisi, si risparmiano solo alcuni musicisti e marinai fedele alla chiesa di Roma.
Complessivamente il tentativo di colonizzazione della Florida costa ai francesi 350 morti, compreso Jean Ribault.
Nel 1614, le forze spagnole attaccato la Calusa durante una guerra tra i Calusa e tribu' alleate degli spagnoli.
Nel 1616 gli spagnoli riescono a impiantare alcune missioni in territorio Acuera ma l’esperienza non ha successo anche se resiste fino al ad abbandonare le missioni del tutto da 1675, quando i cattolici decidono di abbandonare il progetto, anche a causa di una serie di epidemie che hanno falcidiato l apopolazione.

Nel 1680 una spedizione spagnola entra in territorio Calusa per liberare alcuni prigionieri ma viene costretta a tornare indietro. Gli spagnoli cercano aiuto dalle tribu' alleate ma queste rifiutato di unirsi a loro per paura di ritorsioni da parte del Calusa.

Nel 1697 i francescani costruiscono una missione in teritorio Calusa, ma dopo pochi mesi rinunciano.
Sono passati 184 anni dal primo tentativo di colonizzazione, il resto del continente americano, e' nelle mani degli europei, ma i territori Calusa ancora resistono.
E continuano a resistere.

Per tutto il 1700 i territori della Florida restano indipendenti anche se la penetrazione europea continua.
Ma non ci sono altri tentativi di colonizzazione diretta.

Nel 1710 Calusa, Apalachees, Timucua vengono attaccati da una prima ondata di indiani creek della tribu' muskogean che si stanziano a nord ovest della florida.

Nel 1713 un gruppo di creek della tribu' mikasuki ripopolano il territorio degli apalachees


Nel 1715 guerra tra indiani yamassee e inglesi (alleati dei creek). Dopo la sconfitta degli yamassee i creek si accoppieranno con le loro donne. Successivamente si fondranno in gran parte nella nazione seminole. Per questo i seminole hanno anche influenze yamassee.


Nel 1750 il primo nucleo di seminole e’ formato dai fuggitivi della guerra yamassee: indiani alachua, oconee e creek. Il loro leader era Ahaya piu’ conosciuto come Cowkeeper che sara’ il primo dei leader seminole.
Nel 1774 molti schiavi neri scappano dalle piantagioni e si insediano in florida. Erano ottimi guerrieri, molto intelligenti ed erano bilingui (inglese, creek. Utilissimo). Gli americani accusano gli indiani di rubargli gli schiavi. I creek senza un consenso dei seminole firmano un trattato dove attestano di restituire gli schiavi, questo inasprisce i rapporti creek-seminole

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Nel 1763 gli inglesi acquistarono la Florida dagli spagnoli che si ritirarorono sulle isole caraibiche portando con loro quasi 300 indiani probabilmente Calusa, di questi 200 morirono di lì a poco forse per denutrizione forse per le malattie. Di questa migrazione forzata restano i bacini per l’allevamento dei pesci che i Calusa costruirono.

1790 William Augustus Bowles of Maryland e’ un attore bianco che riscuote  un certo successo a Philadelphia e New York, un bianco atipico che decide di mettersi a capo degli seminole e dei creek meridionali. Proclama l'indipendenza della Nazione Muskogee che resiste per 3 anni. Poi Bowles viene catturato grazie a un tradimento. Muore nel 1805 in una prigione spagnola.


 
Le Guerre Seminole
 1812 gli inglesi finita la guerra  abbandonano un forte che diventa il quartier generale dei neri in fuga dalla schiavitu' (si chiamava prospect bluff e poi cambia nome in fort black o fort negro) (quale guerra degli inglesi? Credo sia la guerra con gli USA, prima gli inglesi hanno combattuto contro gli spagnoli, poi hanno comprato la Florida dagli spagnoli, contemporaneamente entrambi combattevano contro gli statunitensi… Va fatta una verifica comunque su questo)Gli inglesi in realta' appoggiano i neri ribelli e gli indiani donando loro armi ed equipaggiamento per aiutarli contro gli usa.
1813-14 guerra creek (guerra dei bastoni rossi) Gli americani aiutati dai cerokee e dai creek del sud muovono guerra e massacrano (non senza difficolta') i creek del nord. Questi al termine della guerra vengono scacciati dai loro territori in Alabama e fuggono in florida. Fra questi c’e' anche Osceola (9 anni)
1816 gli americani attaccano fort negro dal mare e lo prendono. (una palla di cannone centra la polveriera del forte e l’esplosione si sente a 160 km di distanza!! Fonte wikipedia)
1816 scoppio prima guerra seminole (i seminole corrono in aiuto dei neri e vogliono contrastare l’egemonia statunitense che sta rubando loro le terre, come era gia' successo in Alabama)
1817- 21 marzo il generale Jackson attacca di Folwton (importante villaggio seminole) muoiono 4 uomini e due donne, i seminole si rifugiano nelle foreste e comincia la strategia della guerriglia.
1818 Jackson compie razzie in tutto il nord della florida attaccando numerosi dei vollaggi seminole piu' grandi.
1818 6 aprile il comandante Jackson entra a S. Marks (posseidimento spagnolo)
1818 fine prima guerra seminole (gli indiani si rifugiano nella boscaglia e nella paludi)
1826-28 (data non precisa) Osceola sposa Che co la (rugiada del mattino).
1832-1833 alcune tribu' seminole accettano il trasferimento in “riserve” (fra Texsas e Kansas) Ci sono dettagli sulviaggio? E’ lo stesso durante il quale muoiono un terzo degliindiani? Nei testi che ho letto c’e' un po’ di confusione.
1834 Osceola sposa la sua seconda moglie
1835 28 dicembre scoppio seconda guerra seminole (alcuni gruppi seminole non accettano la deportazione e riprendono le armi. La causa scatenante e' l’assassinio da parte di Osceola e di un gruppetto di guerrieri del generale Tompson (che era responsabile di aver rapito e venduta come schiava la figlia (ho letto sorella o moglie bisogna trovare una fonte attendibile) di Osceola.
1837 Il generale Jesup prende d’assalto il quartiere generale di Osceola e fa prigionieri 55 uomini fra neri e seminoles ma Osceola si salva.
1837 6 marzo firma trattato che garantisce ai seminole il “possesso” degli schiavi neri
1837 Jesup prende in ostaggio il padre e il fratello di Gatto Selvaggio (capo guerra seminole con Osceola) e fa promettere a Gattoselvaggio di convincere i seminole recarsi a un incontro diplomatico
QUI VERSIONE DIVERSA DEL RUOLO DI WILD CAT
selvatico, nato Coacoochee o Cowacoochee (c. 1810-1857), fu uno dei principali Seminole capo durante le fasi successive della seconda guerra Seminole , nonche' nipote di Micanopy .
Wild Cat e' nato a re Filippo (o Ee-mat-la) in Yulaka , un villaggio lungo il Seminole St. Johns River , nel nord della Florida intorno a 1810. Wild Cat puo' avere avuto una sorella gemella morta alla nascita e, essendo nato un gemello, e' stato considerato dalla tribu' come particolarmente dotati. Mentre le tensioni montate tra Seminoles e coloni locali a seguito dell'acquisto della Florida da parte degli Stati Uniti nel 1821, le tribu' Seminole favorito la fuga degli schiavi nella vicina Georgia in risposta a sconfinare coloni che vi si stabilirono sulle coste della Florida precedentemente occupato da Seminoles.
All'inizio della seconda guerra Seminole , gli anni Wild Cat diciannove assunto un rilievo capo di una banda di Seminole e Seminole Black padre fino a quando la sua cattura e la detenzione a Fort Marion nel 1837. Anche se alcuni dei Seminole Black era fuggito in Florida, per fuggire la schiavitu', la maggior parte dei Black Seminole erano discendenti dei Seminole libero nero che aveva vissuto in Florida per piu' di un secolo.
Nel mese di ottobre 1837, Wild Cat comparso prima che le forze americane in un copricapo cerimoniale pace sostenendo di essere un emissario di Osceola e, dopo trattative con il colonnello Thomas S. Jesup , le autorita' americane hanno deciso di colloqui di pace. Tuttavia, dopo l'arrivo dei Seminole, Jesup ordinato il loro arresto. Durante la prigionia a Fort Marion , il gatto selvatico si sottrarrebbe con diciannove Seminole altri, riferito a digiuno per sei giorni prima che fossero in grado di scivolare attraverso le sbarre della loro cella e cadere nel fossato sul lato esterno della fortezza.
Con l'arresto di Osceola, il gatto selvatico e' emerso come il comandante principale della guerra in lotta con Alligator e Arpeika contro il colonnello Zachary Taylor al inconcludente battaglia del Lago Okeechobee il 25 Dicembre 1837 prima di ritirarsi a Everglades . Nel 1841, solo due anni dopo la morte del padre durante il trasporto al Territorio Indiano, il gatto selvatico ha accettato di incontrare le autorita' americane per i negoziati di pace. Dopo aver negoziato con il tenente William T. Sherman a Indian River posto di Fort Pierce , il gatto selvatico accettato di essere trasportati a Fort Gibson in territorio indiano di Oklahoma con i suoi restanti duecento seguaci. Crescere in depressione la sua resa forzata, si diceva che hanno dichiarato, "Sono stato nella speranza che sarebbe stato ucciso in battaglia, ma un proiettile mi ha mai raggiunto". '
In viaggio verso Washington, DC con Alligator come parte di una delegazione Seminole nel 1843, il gatto selvatico non e' riuscito a ottenere aiuti finanziari per i Seminole come la tribu' subito una serie di alluvioni e incursioni da cale vicine (cattura neri liberi e gli indiani e vendendoli a sud slave titolari). Questo devastato i Seminole nero e indiano. Condizioni continuato a peggiorare fino al 1849 quando Gatto selvatico lasciato la prenotazione con circa un centinaio di seguaci, composto da Seminole Seminole e nero, che comprendeva alcuni ex-schiavi, e fuggì in Texas. Affiancati da circa un migliaio di Kickapoos , Cat's band Wild fine sono stati in grado di stabilire una nuova comunita' in Messico dove il governo aggiudicato la tribu' un appezzamento di terreno in riconoscimento per il loro servizio nei confronti di Apache e Comanche predoni. Guadagnare una commissione del colonnello nell'esercito messicano, il gatto selvatico che vive con i Seminole fino alla sua morte di vaiolo a Alto, in Messico nel 1857. Gli succedette il figlio Gato Chiquito o giovane gatto selvatico.
CITAZIONE: "Parlo per me, perche' io sono libero. Ciascuno di noi parla per se' solo. Siamo un coro di voci che si offusca la vostra bugie". (trad google: "Parlo per me, perche' io sono libero. Ciascuno degli altri anche parlano da soli. Siamo un coro di voci che si offuschi la vostra bugie".)
 
1837 21 ottobre Osceola si reca all’incontro diplomatico e viene fatto prigioniero.
1838 30 gennaio Osceola muore in carcere vicino alle due moglie ai 4 (?) figli, e a un medico europeo. Si fa vestire da capo, con il suo coltello rituale e poi muore rifiutando le cure del medico che vuole operare un salasso (ha la tonsillite).
1839 Billy gambe storte diventa leader capo per diritto di nascita
1842 fine seconda guerra seminole
 
1855-1858 Terza guerra Seminole       
Ma nelle paludi ancora resistono alcune centinaia di irriducibili. Seguono decenni di relativa calma, disseminati di omicidi e piccoli scontri a fuoco. Poi agli inizi del 1900 si arriva a un complesso processo di pace. E alla firma di un trattato di pace che riconosce ai Seminole lo status di nazione che non si e' mai arresa.
Seguono anni di miseria e crisi per i pochi superstiti abbandonai a se' stessi in una condizione di totale emarginazione, senza scuole, senza assistenza medica, senza infrastrutture di nessun tipo.

Poi intorno al 1950 inizia la rinascita guidata da una donna, Mae Tiger, una meticcia con padre bianco. E’ un’adolescente quando un’amichetta nera le mostra un fumetto e lei scopre che e' possibile scrivere i suoni che emette la voce. Affascinata da questa idea vuole andare a scuola, vuole imparare a leggere e scrivere. Convince la madre, una sciamana, che la porta nella scuola per neri. Ma lì non accettano i seminole.
Allora lei lascia la famiglia e va a studiare in un altro stato americano, in una delle poche scuole per indiani. E torna dopo anni infermiera. Lancia una sorta di rivoluzione culturale e economica e diventa Presidente dell’autocostituito governo della Nazione Seminole. 

Il riscatto
Negli anni ’70 un altro meticcio, figlioccio della Tiger, James Billie, torna dal Vietnam dove ha fatto parte delle forze speciali, militando in una compagnia tutta di seminole che combatteva nelle paludi, dietro le linee Viet Cong.
Billie al suo ritorno dalla guerra trova una situazione disastrosa: i trafficanti di droga hanno iniziato a usare le terre seminole come base dei loro commerci: arrivano aerei dal Messico atterrano su piste clandestine, trasbordano la merce su motoscafi e furgoni blindati, le truppe del narcotraffico bivaccano sulle terre sacre degli antenati e vendono droga ai giovani indiani.
Allora Billie riorganizza la compagnia di marines con la quale ha combattuto in Vietnam, arruola qualche cacciatore esperto e una notte attaccano in massa i narcotrafficanti, li cacciano e sequestrano loro armi aerei, motoscafi auto e blindati.
E creano la Polizia Seminole. Lo Stato della Florida non e' d’accordo.
Billie tira fuori il trattato di pace stipulato 70 anni prima dove c’e' scritto che i seminole non sono soggetti alle leggi statali perche' sono una nazione indipendente.
Vincono una causa legale e il giorno dopo hanno l’idea di aprire una serie di sale di Bingo che negli stati dove hanno i loro territori sono vietati. Poi si mettono anche a produrre sigarette. Poi diventano proprietari di un terzo di Las Vegas e della catena degli Hard Roch Caffe'.
Sono 3.000 e sono multo ricchi. E pagano a tutti i bambini gli studi fino all’universita'.
E’ o non e' una storia che va raccontata?

Storie dentro queste storie
Naufragi


Quando nel maggio 1513, Juan Ponce de León sbarco' in Florida incontro', come abbiamo detto, un nativo che parlava spagnolo.
Da chi aveva imparato quella lingua straniera?
Ci sono notizie sporadiche e confuse, semplici accenni, ad alcuni gruppi di spagnoli che si erano dati a incursioni di rapina lungo la costa della Florida. Evidentemente alcuni di questi briganti furono catturai dai nativi. Abbiamo anche notizia di qualche naufragio e sappiamo che alcuni scampati all’affondamento delle loro navi sono sopravvissuti. Alcuni restarono anni a vivere con gli “indiani”.
Dai racconti di alcuni di essi, come Cabeza de Vaca sappiamo che alcune tribu', e tra queste molto probabilmente i Calusa, praticavano l’ospitalita' sessuale. Questo e' un tratto comune di tutte le culture che mantengono tratti matriarcali. Si considerava infatti che lo straniero fosse portatore di seme nuovo, empiricamente si era capito che il meticciato rafforza le differenze genetiche ed e' un fatore positivo: i figli nascono piu' belli e sani. Quindi offrire a uno straniero di far l’amore con tutte le donne in eta' di marito era considerato interesse primario della tribu'. Di questo costume ci racconta Erodoto che lo incontra a Babilonia e ne narrano gli esploratori che visitano gli Inuit dell’estremo nord.
E’ quindi credibile il racconto di Cabeza de Vaca e quello di Hernando de Escalante Fontaneda, che vengono accolti benignamente da tribu' nelle quali le donne hanno un grande peso.
Se a questa grande ospitalita' aggiungiamo che si tratta di popolazioni piuttosto evolute, con conoscienze di astronomia, matematica e medicina e che sono di aspetto estremamente gradevole possiamo ben capire che alcuni dei primi visitatori siano restati ammaliati da questi popoli.
Nello stesso periodo i cattolici avevano imposto in Spagna, Francia e in Italia il divieto di lavarsi piu' di due volte l’anno. Chiaramente le persone puzzavano in modo spaventoso ed erano coperte di pulci, piattole e pidocchi. Inoltre le donne erano per lo piu' segregate in casa a tessere, erano spesso rachitiche, mangiavano poco e male, avevano sovente varie ulcerazioni sulla pelle, denti guasti e altri segni di cattiva salute.
Non potevano reggere il confronto con le donne della Florida, che vivevano all’aria aperta, avevano una dieta ricca, muovevano il corpo, si lavavano e si profumavano.

Fontaneda ci dice che essi sono una “razza di uomini e donne molto alti, graziosi e ben proporzionati”.

Jean Ribault che partecipo' al disastroso tentativo di colonizzazione della Florida da parte francese descrive gli Acuera come "splendidi esemplari fisici" e resta stupito per il modo efficiente con il quale praticano l’agricoltura e organizzano i campi coltivati.

E se si considera che non si trattava per nulla di selvaggi ma di una societa' ordinata e disciplinata, possiamo ben capire che i primi viaggiatori ebbero un certo shok psicologico nel contatto con queste genti che per molti versi erano per cultura, senso della vita e umanita' superiori a quelle europee.

Abbiamo l’esempio di Gonzalo Guerrero, che dopo un naufragio si ritrova in mezzo ai Maya e decide di passare dalla loro parte, diventando consigliere militare. E cerca di permettere loro di resistere agli spagnoli. Gonzalo morira' in battaglia alla testa dei guerrieri Maya ed e' considerato oggi un eroe messicano.
Evidentemente ci furono altri naufraghi o esploratori sconosciuti che ripararono presso i nativi della Florida prima del 1513, e insegnarono lo spagnolo ma non solo. Gli indiani della Florida sono allertati: non si fanno incantare dalle promesse di pace, non credono agli europei, non si spaventano di fronte ai cavalli e agli scoppi dei fucili come accade agli Atzechi o ai Maya e si dimostrano subito in grado di adattare le loro tattiche militari ai nuovi nemici. Questo e' l’elemento piu' interessante.
Ci troviamo di fronte a civilta' basate sulla pesca, che dimostrano un’elasticita' mentale molto piu' grande sia dei cacciatori nomadi delle grandi pianure (Apaches, Sioux…) che dei sudditi dei grandi imperi schiavisti del Centro e del Sud America.
Gli Apaches all’inzio degli scontri con gli europei restano fedeli alle loro onorevoli regole belliche e prima di uccidere un nemico vogliono toccarlo con un bastone. I Maya si schierano in formazione da battaglia, con modalita' poco diverse da un esercito dell’antica grecia. I nativi della Florida se ne fregano di questi formalismi, abbandonano le consuetudini e si chiedono come possono vincere i bianchi. Mirano al risultato, hanno una cultura aperta, non gerarchizzata proprio perche' si tratta di culture acefale, senza un capo.
La loro flessibilita' mentale, tipica di una cultura libertaria, non gerachica, sprovvista di un comando centralizzato e' la chiave della loro incredibile capacita' di resistere.
E non si tratta di un caso isolato, anche in Africa le societa' acefale semi matriarcali sono le uniche che riescono a contrastare militarmente le ondate dei razziatori di schiavi, ottendo spesso vittorie schiaccianti oppure riuscendo a organizzare fughe di massa in territori impenetrabili (vedi Schiave Ribelli di Jacopo Fo e Laura Maluccelli. Edizioni Nuovi Mondi.).
Anche sul piano linguistico sono restate tracce di questa capacita' dei Seminole di praticare alleanze con altre tribu' e gruppi e il meticciato. Oggi in Florida i nativi parlano due idiomi: Hitchiti e Muskogee che nonostante siano lingue dello stesso ceppo sono totalmente differenti l’ua dall’altra.

Alcuni bianchi dispersi
Álvar Núñez Cabeza de Vaca, Andre's Dorantes e Alonso del Castillo Maldonado e lo schiavo di Dorante, Estevan, di origini marocchine, sono gli unici 4 sopravvissuti del naufragio di una delle navi della spedizione del 1527 di Pánfilo de Narváez. Quest'ultimo sara' l'unico che riuscira' ad interagire con le tribu' native facendo da intermediario fra i due mondi.
Alla fine riescono ad escogitare una fuga e partono verso ovest e arrivano in una colonia spagnola dopo 8 anni di perigrinazioni.
Il gruppo attraverso' l’odierna parte sudest dell’Arizona, il Deserto di Sonora e raggiunse la regione di Sinaloa nella Nuova Spagna (l’odierno Messico) nel 1535.
Hernando de Escalante Fontaneda fece naufragio sulla costa orientale della Florida, probabilmente nelle Keys, circa 1550, quando aveva tredici anni.
Fontaneda racconta che presso gli Ais incontra due superstiti del naufragio della Howker Anton Granado e il capitano Juan Cristobal.
Sterminio

Non furono i moschetti europei a sterminare quasi completamente i nativi della Florida ,a le malattie portate dai bianchi e usate a volte come arma datteriologica.
Abbiamo notizie confuse su terribili epidemie di influenza, morbillo e vaiolo che devastarono ampie aree dell’America fin dal 1500.
Ma sappiamo anche che nel 1763 il generale Jeffrey Amherst, comandante in capo delle forze britanniche in Nord America fece, distribuire nei villaggi indiani coperte appartenute a coloni bianchi deceduti a causa del vaiolo. In breve tempo la malattia fece strage tra i Delaware, i Mingo e gli Shawnee, bloccando la ribellione capitanata dal famoso Pontiac.
Nel sud, il vaiolo distrusse, nel 1738, meta' dell’intera nazione Cherokee.

L’ospitalita' come arma da guerra
I Seminole non vengono mai piegati ma non sono guerrieri come gli Apache o i Siux. Sono pacifici pescatori e contadini con una cultura fortemente matriarcale e sono convinti che gli stranieri sono preziosi perche' portano nuove idee e soprattutto figli piu' forti se fanno l’amore con le loro donne. Hanno il culto dell’ospitalita' sessuale, qualche cosa di simile a quel che ci racconta il greco Erodoto, cronista del 400 aC. quando resta sconvolto visitando Babilonia e scoprendo che le donne prima di potersi sposare devono assolutamente far l’amore con uno straniero presso il tempio della Dea Madre anche le regine. Così i Calusa, dai quali i Seminole discendono, accolgono naufraghi, schiavi neri fuggiti, indiani sconfitti e si fanno raccontare tutto.
Quando arriva il primo esercito spagnolo sanno gia' dei fucili e dei cavalli e non si spaventano. E sanno anche che gli spagnoli sono bugiardi e non credono alle loro promesse di pace. E’ la storia che mio padre ha raccontato in “Joan Padan alla descoverta delle Americhe”.
La resistenza di questi indiani della Florida tiene testa a tutte le spedizioni successive, fino a quando il re di Spagna, stanco di perdere navi e soldati in quelle imprese disastrose vieta la colonizzazione della Florida perche' abitata da mostri. E per piu' di 150 anni i bianchi rinunciano a conquistare i territori restati indiani. Un fatto incredibile, unico. Che sarebbe degno di comparire sui libri di storia e che invece e' quasi completamente sconosciuto.

Attori e buffoni, bianchi e neri
I tantativi di togliere a questi nativi i loro territori riprendono con veemenza intorno al 1780. I nord americani schiavisti non sopportano piu' che centinaia di neri possano scappare dalle piantagioni e trovare rifugio presso i seminole, dove costruiscono villaggi di Marrones (schiavi fuggiti). Ordinano quindi che gli schiavi vengano restituiti e i seminole rispondono: “Veniteveli a prendere!”.
I seminole che non sono una vera e propria tribu' ma una fusione tra i gruppi di indiani che resistono in Florida fin dal 1500 e altri che sono giunti lì fuggendo da altri territori invasi dagli europei, non hanno ne' re ne' capi, scelgono democraticamente ogni volta chi li comandera' in guerra. Hanno quindi Capi di Battaglia che discendono da antiche famiglie Calusa o Creek e leader meticci, mulatti, neri e ci sono con loro alcuni bianchi rinnegati.
Tra questi William Augustus Bowles un ex soldato anglo danese che prima diventa attore e poi capo indiano che guida la resistenza contro gli spagnoli. Nel 1790 proclama l’indipendenza della nazione Muskogee nella quale raccoglie decine di tribu' indiane, alcune migliaia di schiavi ribelli, e parecchi europei convertiti. Con un esercito incredibile e 3 navi sbaraglia gli spagnoli e poi dichiara guerra agli Usa e resiste 3 anni prima di venire catturato grazie a un tradimento.
E c’e' la storia di una specie di Arlecchino nero, che nel 1800 diventa famoso perche' con la sua parlantina riesce a truffare i bianchi, vendendo a un generale per 30 volte le stesse 2 tartarughe che poi ogni sera gli rubava. Questo nero, John Horse, e' un pazzo scatenato che organizza comizi-spettacolo clandestini dentro le piantagioni per convincere gli schiavi a ribellarsi, organizza così un battaglione di 300 neri e attacca gli europei, ma siccome i suoi soldati sono terrorizzati si mette a fare il buffone saltanto e ballando e mostrando il deretano ai soldati bianchi che incredibilmente continuano a sparare senza colpirlo. E lui insulta i nemici e insulta i suoi fratelli neri: “Siete dei vigliacchi! Meritate la schiavitu'!” fino a quando questi non escono dai ripari e si buttano nella battaglia vincendola.
Vengono combattute tre Guerre Seminole, piene di massacri, tradimenti, deportazioni di massa. Un Vietnam che dura in vario modo dal 1780 al 1860 quando ancora poche centinaia di indiani e marrones resistono asserragliati nelle immense paludi della Florida. Un’impresa militare che costa agli Stati Uniti piu' di 40 milioni di dollari, una cifra enorme a quei tempi, e migliaia di morti. In assoluto la guerra indiana piu' costosa in termini di denaro e caduti.

Iniziai a occuparmi dei Seminole una decina di anni fa, raccogliendo materiali trovati a fatica. Da otto mesi stiamo conducendo una ricerca storica collettiva sul web su questo popolo straordinario che ha saputo resistere. Inizialmente per scrivere un romanzo a piu' mani. Via via che le informazioni si accumulavano abbiamo scoperto talmente tanti avvenimenti incredibili che abbiamo mandato due ricercatrici, Vania di Febo e Claudia Rordof, in missione in Florida a intervistare storici e esponenti della societa' seminole. E poi abbiamo deciso di proporre ad un gruppo di grandi professionisti della narrazione di unirci e realizzare un’opera multimediale che racconti questi 500 anni di resistenza al colonialismo.
Dall’11 e il 14 novembre ci incontreremo a Alcatraz insieme Dario, Franca, Stefano Benni, Nando Citarella, Toni Esposito, Sergio Laccone, i Modena City Ramblers, i South Sound System, Imad Zebala, con Milo Manara in collegamento dal Brasile.
Tutti insieme per narrare con teatro, musica, e fumetti una storia che alla fine era proprio giusto raccontare, per rendere onore all’indomabilita' di queste genti e anche per trarne una lezione. E lo faremo continuando a coinvolgere, anche in diretta video web chi vorra' partecipare a questo happening.

Se ti interessa saperne di piu':

Storia John Horse e altri link
http://www.jacopofo.com/seminole_racconto_jonh_horse_guera_black_marrones

Se vuoi collaborare a questo collettivo di lavoro scrivi a info@alcatraz.it

 

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