Sembra che i magistrati e i giudici della Cassazione abbiano sempre piu' a che fare con ricorsi su casi di insulti, offese, gestacci.
Quei geni dell'agenzia di stampa Adnkronos hanno stilato una sorta di classifica di quello che attualmente e' lecito o meno pronunciare in Italia.
Il “non rompermi i coglioni” detto tra coetanei o automobilisti e' stato piu' volte assolto in quanto rafforzativo di un pensiero.
Anche il “vaffanculo” non e' reato se viene detto tra pari grado in un acceso contesto.
Molto piu' grave il vecchio “lei non sa chi sono io”, giudicato sconveniente e passibile di un'ammenda.
Ingiuria vera e propria e' invece dare a una donna della “lewinskiana”.
Secondo un sondaggio Demoskopea in televisione viene pronunciata una parolaccia ogni 21 minuti.
Se proprio dovete insultare qualcuno, e in certi casi puo' essere terapeutico, fatelo via mail: questo sistema e' stato giudicato meno invasivo di telefonate e sms.
Fonte imm
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