Vacanze estive alla Libera Università di Alcatraz

La volta che dovemmo costruire 2000 bio-digeritori in un mese.

Italia, 1 ottobre 2009: le avventure del futuro di Toni Barra, investigatore privato per conto del Sindacato Metalmeccanici.

UN GRANDE RITORNO!!!

Investigatore privato un cazzo!
Mi hanno messo alla squadra 22: biodigeritori. E qui non c'e' un cazzo da investigare. Solo turni di lavoro massacranti.
Quando il Capo del Sindacato mi ha fatto chiamare da quelle due presse semoventi di Sacco e Vanzetti, provai a dirglielo che non sono adatto ai lavori manuali.
Ma lui mi aveva risposto con quel tono da insurrezione comunista: "Toni, ci sono momenti che un MILITANTE non deve stare li' a discutere. Siamo circondati, abbiamo i carri in cerchio e gli indiani sono numerosi come le gocce di pioggia. Prendi il tuo fucile e resta al tuo posto fino alla morte. E non rompermi i coglioni."
Suono' il telefono e non riuscii a ribattere che la storia dei carri in cerchio e degli indiani era una stronzata per via che i sindacati operai, tradizionalmente, si identificano con gli Apaches e non con i cow boy orrendi colonialisti.
Ero sicuro che si sarebbe incazzato.
Invece lui rispose al telefono. E comunque dopo pochi secondi era incazzato come un impiegato pubblico scansafatiche che scopre che gli hanno rotto tutte le punte delle matite e che gli tocca ritemperarle.
Urlava: "Ma che mischia dici? Ma ragioni? Ma come facciamo a occuparci adesso della diga sul Brenta? Ma che cazzo c'entra che e' giusto? Ma li leggi i giornali? La Libia e la Russia ci hanno ridotto del 30% le forniture di metano, i figli degli operai avranno freddo! Lo capisci?"
Lo sapevano tutti che il Capo era disposto a uccidere per i figli degli operai. Chi parlava dall'altro capo della linea telefonica dovette capire che non era il caso di insistere...
Il Capo mise giu'. Ma roteava ancora gli occhi. Solo un po' ma era sufficiente a dargli l'aria da pazzo: "Tu non sai a che pressioni sono sottoposto! Tutti vogliono fare tutto contemporaneamente e subito. Nel Movimento Operaio Italiano non si e' ancora fatta strada l'idea che tocca fare una cosa per volta e farla bene. Mi sembra di essere tornato a quando stavamo per chiudere il primo contratto fotovoltaico. I compagni di Bari mi telefonavano tutti i giorni. E noi qui in trincea a sudare... Poi pero' quando abbiamo presentato l'offerta definitiva gli ha fatto piacere che siamo andati con i piedi di piombo e abbiamo portato a casa un accordo a quel livello. Bisogna puntare sull'obiettivo, Toni. Non mi importa se tutti scalpitano. Andiamo dritti sull'obiettivo che e' a portata di mano, vinciamo e poi ci occupiamo dell'obiettivo successivo!"
Mi sembrava mia nonna quando mi spiegava che prima o poi avremmo attaccato il Parlamento alla baionetta e non avremmo fatto prigionieri.
A quel punto non avevo piu' il coraggio di dirgli che a 52 anni non me la sentivo di lavorare di cazzuola a 4 metri d'altezza.
Mi deportarono insieme ad altri 60 impiegati di concetto del Sindacato in un paesino vicino a Pordenone. Dovevamo costruire due silos che le squadre locali avrebbero riempito di immondizia organica, cacca di bue e sfalci. Un sistema di serpentine avrebbe scaldato quella robaccia, miliardi di miliardi di batteri sarebbero nati da qualche grossa merda e si sarebbero mangiati tutta quella brodaglia schifosa con grande sollazzo e per mostrare di aver gradito veramente avrebbero scoreggiato come tromboni preziosissimo gas che sarebbe stato raccolto in cima al silos, depurato e poi compresso dentro graziose autocisterne rosse che lo avrebbero distribuito a prezzi ribassati a migliaia di famiglie dei dintorni.
Il piano era chiaro e strutturalmente semplice. Ma avete mai provato a tirar su un muro con due contabili e una telefonista?
Il primo giorno dopo quattro ore di lavoro, erano sull'orlo dello svenimento con le mani piene di vesciche.
Decisi che si meritavano una sosta. Mi servivano vivi. Distribuii fettine di cipolla cruda da tenere sulle vesciche per farle rimarginare. Cosi' si fa subito il callo. Miracolose. L'avevo imparato quando facevo lo zappatore in un periodo border line della mia vita.
Dopo 10 giorni avevamo costruito il mostro, i miei contabili erano diventati dei Rambo con il ventre tonico e piatto e le ragazze avevano dei pettorali da paura.
Poi il Capo mi mando' a chiamare.
Mentre i soliti Sacco e Vanzetti mi trasportavano su una Skoda blindata che era appartenuta al capo del Sindacato Metalmeccanici della repubblica socialista di Germania, mi venne da fare una battuta: "Ma vi siete accorti che vi chiamate Sacco e Vanzetti come i due che sono stati condannati a morte negli Usa?"
"Certo." Disse Sacco. Vanzetti generalmente fa il muto.
Io sorrisi: "E non lo trovate buffo?"
Sacco si schiari' la voce: "Siamo orgogliosi di portare il cognome di due martiri del progresso."
Decisi di fermarmi prima che estraesse la pistola. Era uno dei pochi al mondo a portarsi in giro una Krakulova 660. Una bestia che e' piu' grossa perfino della Desert Igol israeliana. Praticamente non e' una pistola ma un cannone da passeggio.
Comunque il capo era molto soddisfatto. Eravamo stati i piu' veloci a costruire i silos bio digeritori. Decise quindi di promuovermi: avrei formato 100 capi squadra ogni dieci giorni. Ne voleva 300 entro il 15 novembre.
Fu cosi' che nacque il Centro di Formazione Rivoluzionaria Nuguyen Van Troi. Che per inciso Nuguyen e' l'eroe della mia infanzia. Un vietnamita che cerco' di far saltare in aria Mc Namara e poi fu fucilato. Ma non fece mai i nomi dei suoi compagni. Il che non fu impresa facile.
Occupammo il centro Vacanze Estive Giovani Pionieri, sopra Forli' e li', alimentati da quantita' sterminate di piadine con lo squaquerone (il cibo degli dei socialisti), iniziammo a costruire l'Universita' Ribelle, quella che divento' poi il fulcro operativo della Rivoluzione dei Costruttori di Silos.
Quando dodicimila giovani iniziarono a costruire duecento bio digestori contemporaneamente la Casta dei politici che fino ad allora aveva vessato l'Italia, inizio' a tremare.
Poi decidemmo di fare il gas con la cacca delle fogne di Milano che buttava ancora tutto nel Po.

E' dalla merda che nascono i fiori.

Quella sera tornai a casa dal mio amore. Mi era mancata da morire. Rosa... la donna della mia vita. E la piccola Engels... Il fiore piu' profumato che abbia mai toccato i fili d'erba del pianeta.
Per farla addormentare le raccontai di quando la nonna aveva assaltato una caserma della Gestapo per liberare nonno Enrico. Si addormento' prima che arrivassi al punto in cui la nonna fa saltare con la dinamite il portone d'ingresso  protetta da un orso con il giubbotto antiproiettile.
Mentre dormiva sorrideva.
Un angelo!
Poi andai da Rosa.
Mi misi davanti a lei.
E dissi: "Vorrei trombarti. Vorrei trombarti talmente che domani dovranno rivedere sul vocabolario la definizione del termine FARE SESSO IN MANIERA SELVAGGIA."
Lei mi guardo'. Sorrise e mormoro' sorridendo: "Vieni qui cucciolone!"
Adoro la vita.
Soprattutto quando la rivoluzione vince.

Jacopo Fo

Post Scriptum
Dalle parole ai fatti: Partecipa alla costruzione dell'Universita' Ribelle: http://www.jacopofo.com/alcatrazlab