Buona notizia: il capitalismo e’ finito.

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Quello che sta accadendo nella finanza mondiale e’ stato definito LA FINE DEL CAPITALISMO.
DA UN CERTO PUNTO DI VISTA E’ VERO.
Mi spiego.
Il capitalismo, come ci illustra Marx, e’ il sistema sociale nel quale il potere e’ in mano a chi ha i capitali.
Per quasi due secoli il mondo e’ stato proprieta’ di una casta di ricconi benvestiti che dirigevano le loro immense multinazionali seduti sopra a poltrone rivestite di pelle umana.
Il loro denaro poteva tutto.
Oggi questa classe sociale ha perso gran parte del controllo del mondo.
Il crollo delle borse e’ stato causato da una schiera di manager superpagati che non si possono certo definire capitalisti.  Questi manager hanno visto negli ultimi 5 anni aumentare i loro compensi milionari di 18 volte. Essi hanno ottenuto questo risultato CONTRO  gli interessi dei capitalisti, cioe’ dei grandi investitori.
Non sono certo il primo a sollevare questo problema. Ne parlano da tempo autorevoli giornalisti e studiosi di economia. Si tratta di una contraddizione enorme interna al sistema. Via via che la complessita’ dell’economia mondiale e’ aumentata, anche grazie alla globalizzazione e allo sviluppo di nuove entita’ economiche, il vecchio capitalista ha preferito mettere a capo della sua azienda manager sfornati dalle migliori universita’. Gli specialisti, i consulenti, i tecnici.
C’e’ una battuta che gira da tempo nel mondo dell’impresa: Ci sono tre modi per rovinarsi: le donne sono il modo piu’ piacevole, il gioco e’ il piu’ veloce, i tecnici il piu’ sicuro.
La complessita’ del sistema ha agito anche sul terreno della proprieta’. Nel 1950 la maggioranza delle imprese del mondo erano saldamente nelle mani di grandi famiglie imprenditoriali e finanziarie. Erano roba loro. L’evoluzione del sistema, le quotazioni in borsa, lo svilupparsi della gestione di immensi capitali raccolti tra i risparmiatori da parte di banche, cooperative, fondi di investimento ha fatto si’ che oggi una fetta maggioritaria della proprieta’ delle multinazionali sia in mano a manager che gestiscono enormi fortune per conto di stati o di nebulose di risparmiatori.
I manager controllano le multinazionali che producono e quelle che finanziano.
E cosa fanno i manager? Molti cercano di verticalizzare gli utili nel breve periodo per pretendere altri soldi sulla base dei risultati ottenuti. L’azienda possiede un capannone? Vendiamolo, registriamo un attivo, aumentiamo i dividendi e chiediamo un piccolo aumento per la magnificenza dei risultati ottenuti. Con piccoli artifici e mettendosi d’accordo con altri manager responsabili della certificazione dei bilanci, e’ possibile realizzare questo giochino mille volte e quadruplicare lo stipendio 4 volte all’anno.
La crisi dei mutui e’ stata originata dal fatto che si facevano prestiti con rate che chiaramente chi contraeva il mutuo non poteva pagare. Una valutazione falsa qui, un numerino in piu’ la’… e abbiamo un bel contratto in mano e ci incassiamo un bel premio di produzione. Fra sei mesi quando ci renderemo conto che il cliente non paga ci inventeremo qualche cosa d’altro. Ad esempio utilizzeremo un’assicurazione sui mutui che non vengono pagati… Poi la quotiamo in borsa e chi compra le azioni e’ perduto.
Un altro sistema per far soldi era quello di usare la LEVA FINANZIARIA, serie di astuti bizantinismi finanziari grazie ai quali posso scommettere senza avere i soldi per farlo. Ad esempio posso puntare (scommettere) su un ribasso. Si tratta di una scommessa che se perdo dovro’ pagare nel futuro. Al momento mi basta offrire solide garanzie. E se lo faccio con soldi di altri tanto meglio: se la scommessa va bene guadagno una percentuale, se perdo non ci rimetto niente di mio, e’ il cliente investitore che ci perde. Il problema diventa immenso perche’ le garanzie per le scommesse posso usarle piu’ volte. La LEVA FINANZIARIA mi permette, come dice la parola, di moltiplicare la potenza di acquisto dei soldi che possiedo, cosi’ come una leva mi permette di smuovere una pietra che con le mie sole braccia non potrei spostare di un millimetro. Sembra una cosa assurda per una mente normale ma e’ cosi’. I giornali finanziari ci spiegano che per ogni dollaro che era nelle casse delle aziende fallite erano riusciti a scommetterne 30, in alcuni casi si era arrivati a investire 60 volte i soldi realmente posseduti. Castelli di carte, di garanzie incrociate, circolari, alchemiche. (In Italia siamo arrivati al paradosso di gente che si e’ comprata e venduta la Telecom senza metterci una sola lira di tasca propria.)
E attenzione, con una leva economica a 30 volte se perdi su tutti i fronti puoi perdere 30 dollari per ogni dollaro investito.
Ovviamente per tenere in piedi questo gioco finanziario iperspeculativo ho bisogno che non ci siano controlli sulle leve finanziarie, su come vengono erogati i mutui, sulle garanzie offerte nelle compravendite di azioni, sulla struttura dei patrimoni e dei bilanci e sulle garanzie sulle scommesse sui FUTUR (promesse di acquisti o vendite nel futuro). E proprio questo e’ quello che i manager Usa si sono garantiti con Bush: tolleranza zero contro il terrorismo, controlli zero sulla finanza.
Adesso la situazione inizia a diventare tosta. I giornali, diretti da abili manager, ora si sono improvvisamente accorti che il sistema e’ marcio e non puo’ piu’ funzionare e tutti gridano che servono piu’ controlli. Lo urlavano anche dopo il crollo della Enron, della Parmalat ecc. Ma adesso la questione diventa di vitale importanza. Qualcuno si e’ bevuto duemila miliardi di dollari e qualcun altro e’ leggermente incazzato.
Dopo l’11 settembre 2001 molti in Usa chiesero la fine del segreto bancario e dei paradisi fiscali grazie ai quali Bin Laden aveva potuto incassare miliardi di dollari scommettendo in borsa, prima degli attentati, sul crollo delle compagnie che avevano assicurato le Torri Gemelle e delle compagnie aeree che stavano per essere attaccate.
Lo chiedevano i vertici dell’FBI. Oggi nuovamente si sente dire, anche da insigni repubblicani statunitensi, che senza il segreto bancario e i paradisi fiscali i manager che hanno causato il crollo non avrebbero potuto nascondere i livelli spaventosi di indebitamento.
I paradisi fiscali e il segreto bancario sono oggi il miglior alleato del terrorismo, della criminalita’ e del banditismo finanziario. Si tratta di 3 tra le piu’ gravi malattie del mondo.
Forse qualche cosa deve cambiare?
Potrebbe anche darsi che qualche cosa succeda.
Ad esempio ora Barak Obama ha veramente la possibilita’ di diventare presidente degli Stati Uniti.
Perche’ e’ chiaro anche ai sassi che il disastro e’ figlio della politica di Bush di riduzione dei controlli sulla finanza. Grande colpo di culo per Obama. Se il disastro scoppiava subito dopo le elezioni non era la stessa cosa.
E se Obama vince, qualche cosa per tenere a bada i manager furbastri deve pur inventarselo.
Ma c’e’ un altro aspetto molto interessante in tutta la storia.
Questo meccanismo finanziario basato sulle speculazioni pure non puo’ durare anche perche’ fisiologicamente porta alla distruzione di grandi gruppi finanziari e alla lunga fa saltare tutto il sistema.
Nel gioco delle scommesse finanziarie i guadagni piu’ forti si ottengono infatti se un’azienda crolla. Se vendo azioni che oggi valgono 100 dollari con consegna fra 30 giorni, quando poi devo realmente comprarle sono molto contento se queste azioni da 100 dollari sono precipitate al valore di un dollaro. Ho guadagnato 99 dollari per ogni azione che ho venduto senza possederla!
Questa dinamica finanziaria provoca il fatto che se riesci a far fallire qualcuno e intanto scommetti sulla sua morte diventi ricchissimo. Le aziende non competono piu’ semplicemente: si vogliono uccidere. C’e’ la differenza che passa tra i giochi olimpici e le battaglie tra gladiatori: il sangue.
La stessa logica la vediamo applicata in Iraq, Afghanistan eccetera: si mira a creare caos e guerra civile perche’ in un paese allo sbando posso razziare molto di piu’. Ad esempio comprandomi a poco prezzo, sulla canna dei fucili, il monopolio dell’estrazione del petrolio, come sono riusciti a fare le aziende che collaborano con i ministri del governo Bush (che ne sono amministratori, consulenti ecc.). Oppure posso far fuori la produzione di oppio in Indocina e trasferirla in Afghanistan. Nel 2000 al tempo dei talebani e di Omar il Pazzo, la produzione di eroina dall’oppio afgano era crollata ai minimi termini. Oggi, grazie alla guerra, l’Afghanistan produce piu’ del 90% dell’eroina del mondo!
Il capitalismo e’ andato al potere grazie alla sua incredibile potenza produttiva.
Marx aveva previsto che la sua naturale evoluzione l’avrebbe portato a distruggere le forze produttive.
Ci siamo.
E’ una buona notizia. Secondo Marx proprio l’inizio della distruzione delle forze produttive avrebbe segnato l’esplodere di un rivoluzione economica e produttiva basata su piu’ alti livelli di cooperazione e coscienza tra i lavoratori.
E’ il socialismo baby, una cosa bellissima!

Per approfondire: vedi i video sul crollo della finanza
Le Orde del Caos
Internet salvera’ il mondo
Gnocca cosmica e pessimismo globale.