Mal di testa solidali

Mal di testa solidali
di Gabriella Canova

Quando mi fu diagnosticata un'emicrania con aura avevo circa 33 anni e vivevo a Milano.
Un sabato mattina, mentre ero in ufficio, mi accorsi che il mio campo visivo si era ristretto da un occhio. Non vedevo più la parte destra del mio occhio destro...
Spiacevole... penso a uno sbalzo di pressione, dopo pochi minuti mi accorgo che non riesco più a leggere il giornale, le parole saltano davanti ai miei occhi e durante una telefonata non riesco a dire la parola "tavolo". A questo punto decido di andare a casa ma salendo in macchina sento di non avere più la sensibilità dei polpastrelli delle mani.
Ok, vado in ospedale... vicino al mio ufficio c'è il Fatebenefratelli, posso andarci a piedi... lì mi fanno una pera di Valium e mi dicono che è una crisi d'ansia perché sono obesa (cerco di spiegare che non è che ieri ero 60 chili e stamattina mi sono svegliata a 130... ma non mi danno retta). Poi mi cacciano su una sedia in una saletta e a me viene un mal di testa da incubo. Vado a casa e passo due giorni che non so neanche chi sono... un dolore incredibile.
Dopo vari esami (tac, elettroencefalogramma, doppler e quant'altro) un giovane e gentile medico dell'ospedale neurologico Besta di Milano mi diagnostica una "emicrania con aura".
"Lei è un caso da manuale" dice "praticamente succede che una vena del suo cervello si chiude e prima di arrivare il dolore, che è la vera malattia, lei ha una serie di disturbi neurologici"
"Bene" dico io "la cura?"
"Non c'è" mi risponde serafico il medico "possiamo solo darle dei farmaci che l'aiutino a superare le crisi"
"E la causa delle crisi?"
"Non ne sappiamo niente" dice lui sempre più serafico "speriamo solo di imbroccare il farmaco che le faccia sentire meno dolore. Deve cercare di fare una vita regolare, andare a letto e svegliarsi sempre alla stessa ora, non bere, non fumare, non... questo non la guarirà, perché non si guarisce da questo male ma magari aiuta..."
Fantastico.
Sì, il farmaco l'avevo trovato e lo prendevo ogni volta che sentivo arrivare i disturbi ma mi spaccava lo stomaco e anche se il dolore era lieve mi sentivo come dentro ad un acquario, le percezioni erano fumose e non potevo far niente.
Le crisi arrivavano a intervalli irregolari, impossibile pianificare alcunché.
A 35 anni mi trasferisco in Umbria, la mia vita cambia radicalmente ma l'emicrania non molla, mi accorgo che arriva quando sono molto stanca, e anche, soprattutto, anche quando pare a lei... la bastarda.
Poi un bel giorno conosco la dottoressa Matina Fabrizio, l'assistente del prof. Vezio Ruggeri dell'Università la Sapienza di Roma. All'università Ruggeri e la Fabrizio stanno conducendo uno studio molto interessante sui disturbi dell'alimentazione e riescono a curare con 12 sedute casi di anoressia e bulimia su adolescenti semplicemente attuando modifiche posturali e facendo giochi di visualizzazione: la chiamano "psicofisiologia".
Mi ci butto a pesce (grasso) e durante una di queste sedute parlo con Matina della mia emicrania e lei mi chiede "Che accade durante la crisi, fisicamente?"
"Dicono sia una vena che si stringe" rispondo.
"Bene" ribatte lei "àprila"
Seeee... come se non ci avessi provato, son mica una pivella della new age, penso, ma quando arriva la stronza forse mi agito e la visualizzazione della vena che si apre, non funziona.
"No, no" dice Matina "aprila fisicamente"
"Cioè?"
"Prova a chiudere la mano sinistra a pugno e avvolgi il pungo con la mano destra, stringendola, poi, facendo forza, apri il pugno. Prova un po' di volte, quando senti che arriva la crisi"
Bah... certo che provare non costa niente... mal che vada c'è sempre il pillolone di scorta...
Pochi giorni dopo, sto aiutando al ristorante di Alcatraz e sento che il mio occhio fa lo scemo... bah... provo. In mezzo al ristorante qualche ospite ha visto una cretina che chiudeva una mano a pugno, la copriva con l'altra e poi apriva il pugno, mettendoci forza.
La crisi non arriva. "Mah", penso "sarà stato uno sbalzo di pressione e non l'emicrania".
La volta dopo idem... e quella dopo ancora niente crisi...
Vuoi vedere che...
Dopo un anno ho smesso di andare in giro giorno e notte con le pillole in tasca e ho anche smesso di fare quel gesto, perché secondo me il mio cervello ha recepito il messaggio, non ne ha più bisogno. La venetta ha capito l'antifona e quando sta per stringersi si ricorda di Matina e si riapre subito. Oggi ho 49 anni e da almeno 12 non ho più avuto una crisi.
Non son neanche dimagrita... ma questa è un'altra storia.

Racconto sempre questa storia, appena ne ho l'occasione perché spero serva a qualcuno che ha il mio stesso problema. Finora non ho avuto altri riscontri, e forse questa tecnica è servita a me e magari altri hanno trovato altre soluzioni. Che mi raccontate voi?


Commenti

ho letto con attenzione il commento di Gabriella Canova sulle emicranie. A me hanno dignosticato una cefalea senz'aura. Sono più di 30 anni che ne soffro e i miei cocktail a vole sono micidiali. NOn ho ancora risolto, adesso sto provando con l'omeopatia, ma il numero di crisi è ancora molto alto (circa 15 al mese).
Adesso riesco a capire quali sono le cause (tensione, profumi).
Mi incazzo come una belva quando i mal di testa sono procurati da odori particolari (profumi o puzze). Oggi è uno di questi casi. Come fare quando trascorri almeno 10 minuti con una persona che ha una pelle che emana un odore così acre da bruciare i peli del naso?
Fatto sta che ho un mal di testa e neanche ricorrendo a un medicinale sono riuscita a bloccare la crisi.
che fare? A una docente chiesi con gentilezza se poteva eliminare il bagno nel profumo se sapeva di venire in segreteria, ma una persona che ha la pelle grassa e acida che cosa puoi dire?
La mia grande preoccupazione è che con questa persona avrò fino a maggio un incontro bisettimanale per un corso che svolgeremo insieme. È tragico.
Vi chiedo un suggerimento. Ciao

più vado avanti e più scopro che davvero siamo il frutto di un'infinità di condizionamenti accumulati negli anni. Alcuni sono inevitabili, ce li procura l'infanzia, un momento nel quale non possiamo fare altro che assorbire quello che il mondo adulto insegna e impone. Gli altri ce li costruiamo noi nel tempo, da bravi certosini... E penso quindi che in certi casi basterebbe *decondizionarci* per trovare la via d'uscita a situazioni anche invalidanti, quale può essere un mal di testa indotto da un odore, oppure da una puzza. Perché odori e puzze fastidiosi stanno un po' ovunque, soprattutto in dieci metri quadri di stanzette nelle quali bisogna convivere con varia umanità. Allora mi dico, come può succedere una cosa del genere? Esiste un meccanismo fisico che alla causa *odore* fa corrispondere la conseguenza *dolore*? Fosse così si tratterebbe di un disturbo più diffuso e generalizzato. Invece no. O potrebbe trattarsi di un'intolleranza a un certo profumo, se non fosse che capita con le essenze - gradevoli o sgradevoli - più differenti fra loro. Allora? Dev'esserci un condizionamento, temo. Un rapporto di causa-effetto del tutto personale, per il quale la nostra mente fa seguire a quello stimolo una certa reazione. Come uscirne (in questa come in mille altre situazioni analoghe)? Ho cominciato a elaborare queste considerazioni leggendo un libro di Christian Boiron (sì, sì, quello dell'omeopatia), nel quale l'autore considera che larga parte dei comportamenti umani sono in qualche modo *automatici*, ovvero determinati da quei condizionamenti, dalle abitudini, da rapporti di causa-effetto che il sistema limbico ha classificato come tali e ci ripropone costantemente. Lui definisce il sistema limbico come un enorme database al quale nulla sfugge di quanto viviamo, un enorme archivio sempre pronto alla consultazione automatica di fronte a una qualunque circostanza della vita.

Ci sto riflettendo. Nel frattempo vi riporto un frammento recuperato in Internet (nel mio disordine globale non mi riesce di trovare l'originale cartaceo del volume):

In sintesi, quindi, quando l’intelligenza corticale si trova in disaccordo con un pensiero automatico, e fintanto che questo pensiero permane e non è sostituito da una riflessione intelligente, il cervello rettiliano scatena uno stato di emergenza dell’istinto che provoca ansia, irritabilità o abbattimento.

Il primo passo alla ricerca e alla conquista della felicità è pertanto una vigilanza costante della nostra coscienza che, nel momento in cui si sente turbata da uno stato di emergenza dell’istinto, riconosce il pensiero condizionato tipico del sistema libico (pieno di luoghi comuni, superficiale e semplicistico, “bianco o nero ma senza sfumature”) e restituisce il potere di riflessione e di azione alla corteccia cerebrale dando la priorità al pensiero corticale che è invece elastico, in continua evoluzione, sfumato e complesso…………

io dico che può essere una strada.
Proviamoci.

Molto spesso, non trovando la strada della soluzione, si finisce per complicarsi la vita per niente andando a cercare un capro espiatorio per i propri mali che in realtà è distante anni luce dalla verità.
Quello che conta è il risultato! con i consigli dati, passa il mal di testa? no? probabilmente allora non è quello giusto!
E stato scoperto da qualche anno che il mal di testa come anche l'emicrania, in molti casi si arrendono molto bene a una correzione dell'Atlante, infatti è stato scoperto che la prima vertebra cervicale è spostata in molte persone e causa una compressione di vene, arterie e nervi proprio dove fuoriescono dal cranio!
questo fatto prima non era stato osservato e preso in considerazione.
con il metodo http://www.atlantotec.com/
è possibile risolvere il problema in una sola seduta, senza spaccarsi la testa a cercare soluzioni nel campo dell'intelligenza corticale!

diverse testimonianze a riguardo possono essere trovate in questo forum: http://www.forumsano.it
comprese anche diverse testimonanze video!

di ciccioni solidali?

Va beh, la butto li...e' tanto che non ne parlo.
Un po perche' sono un'altra persona adesso. Un po perche' la gente normale non capirebbe. La gente non capisce. Non ci arriva. QUindi mi nascondo. E spesso le persone con questo problema, si isolano da ogni possibilita' di cambiamento.. QUindi mi nascondo anche da loro.
Faccio finta che non sia mai successo, che sia tutto a posto.

Io sono arrivato a pesare 143 Kg. Adesso ne peso 80 circa.

Vediamo un po.
Per uno normale questo non significa assolutamente niente.
Uno normale non puo' capire della spoliazione della propria sessualita', della gara continua a cercare di convincere gli altri che non si e' delle merde, che non si e' di serie B. o C. o D.

Non so se a voi normali capita. Ma io un giorno ho realizzato che anche io avevo diritto ad esistere. Prima no. Pensavo di non averlo. Pensavo di dovermi gaudagnare ogni sospiro d'aria che stavo assorbendo.

Improvvisamente non mi sono piu' dovuto vergognare di me stesso. Di essere quello che sono. Di avere fame. E di mangiare. Di interessarmi ad una donna.

Esiste il preconcetto che il ciccione e' ciccione perche' mangia tanto. Beh. E' una stronzata. Lo so che sembra una cosa ovvia ma non lo e'. Io sono stato a dieta ferrea per 5 anni. Ma riuscivo a ingrassare lo stesso. No. Non ho bisogno di nessuno che pensi "Ma come fai ad esserne sicuro...non sara' che invece ogni tanto sgarravi...". Chi lo pensasse puo' allegramente andare a farsi inculare.

Non sa il gentiluomo/donna cosa vuol dire essere privati di se stessi. Della propria sessualita'. Quando invece dentro sei un maschio o una femmina , una persona che vorrebbe essere amata, toccata, goduta.
5 anni sono stato a dieta.
Ho anche perso 40 kili in quel modo. Ma non e' bastato.

I normopeso non lo capiscono. Non capiscono come si possa fare ad essere cosi' laidi da diventare ciccioni.

In realta' non siamo noi. E' il nostro corpo che prende il sopravvento. Non so se chiamarla una malattia. Ma qualche cosa ad un certo punto si spezza, un equilibrio si rompe e tu hai un piede nella fossa senza nenche accorgertene. Di sicuro nella fossa della tua esistenza.
Dove il tuo cuore, la tua anima, il tuo sesso, ti chiamano e ti dicono "Vivi!" mentre il tuo corpo ti vuole morto.

5 anni sono stato a dieta.
Ho perso 40 kg.

Poi li ho ripresi con gli interessi.

E stavo morendo. Ero pronto a buttarmi giu' dalla finestra pur di non costringere i miei a quel calvario.

Poi mi sono operato.

Ho fatto un intervento che si chiama Diversione Bilio Pancreatica.

E ora sono vivo. Sono un uomo. E so che in tutti questi dannati anni a ingrassare non ero io. Era il mio corpo. Io ero impotente di fornte alla sua volonta'.

Bene. Questo post rimarra' qui per poco tempo. Poi vorrei tornare nel mio anonimato.

PS: di tutto il mio corpo solo una parte e' rimasta cicciona. Il cuore.

Baci

Questo post richiederebbe una risposta lunga…
L’impressione che ne ho è una gran rabbia, non ancora sedata, una sofferenza che, malgrado l’intervento, non è ancora placata.
E ti capisco, molto bene visto che ho SEMPRE avuto il tuo problema e ce l’ho tuttora ma non è un problema.
Con gli anni ho capito anche che il problema non era mica la ciccia.
Non ho neanche mai pensato che “grasso è bello” e capisco perché gli uomini si innamorano delle “normali” come le chiami tu. Non ho mai portato in giro orgogliosamente il mio corpaccione (e forse quello è stato un errore), ho cercato altro.
Ho cercato di rendere la mia vita piacevole a me. Non essendo mai stata bella in vita mia potevo diventare intelligente, simpatica, avere un sacco di amici e cercare l’amore, quello vero, non un surrogato che mi facesse sentire meno sola, non la soddisfazione di un bisogno.
Ho cercato di rendere bella la mia vita, andando a vivere in un posto che mi piacesse, facendo un lavoro che mi piacesse, frequentando la gente che mi piacesse. La ciccia diventava un problema solo se dovevo andare in aereo o fare molte scale o sedermi in un ristorante con le panche fisse.
Tutto questo mi ha aiutato moltissimo. Quando piagnucolavo che non piacevo a nessuno Jacopo urlava: “Scema! Vai a vedere i siti porno! Ci sono un sacco di uomini che adorano la ciccia! Vai sui viali una sera e vedrai come rimorchi!” Un po’ forte, certo, ma vero, verissimo. E’ che a me quella cosa lì non mi piaceva, volevo l’amore, volevo che Richard Gere mi prendesse in braccio e mi portasse via con lui… anche se gli veniva un’ernia…
E allora il problema non era la ciccia… anche senza mica potevo diventare Sharon Stone, anche se mi sarebbe piaciuto. Il problema era che mi piacevano gli uomini belli che guardavano le altre… volevo l’amore come lo vedevo nei film. E anche qui la ciccia non c’entrava un cazzo.
Ho cominciato a volermi proprio bene, a capire che questa ciccia mi aveva difeso un sacco di volte e che, per me, dimagrire voleva dire rinunciare alla corazza.
Poi è arrivato anche l’amore, quello che non guarda come sei fisicamente, ed è arrivato nel momento stesso in cui mi sentivo bene con me, quando ho capito che non volevo essere una mezza mela che cercava l’altra sua metà, ma volevo essere una mela intera, bella, rossa e gustosa…
Questa storia bella, importante mi ha anche portato molto dolore ed è finita. Ora sto bene, la mia solitudine è bella perché ce l’ho quando voglio, altrimenti ho un sacco di amici con cui stare che c’è solo da scegliere… e mi diverto un sacco con me…, per il sesso… no problem, se lo cerchi lo trovi.
Vedi, Barabba, io non credo che gli altri siano “normali”, io credo che gli altri siano come me, pieni di paure e di sogni, di angosce e di speranze. Quando incontro qualche deficiente che ride della mia ciccia o mi guarda come se fossi un fenomeno da baraccone mi limito a guardarlo fisso e quello abbassa lo sguardo. Oppure non ci bado, molti senz’altro non li vedo o, può darsi, che arrivata ai 50 sia troppo abituata agli sguardi scemi da non farci più caso.
Se uno è così scemo da ridere perché vede una persona grassa certo non si merita nemmeno che me ne accorga… Scusa, ma sono un’inguaribile snob.
Baci e tanti
Gabriella

la mia vita nella ciccia è iniziata dopo la gravidanza,che a causa della gestosi è stata un incubo terminato con un cesareo di quelli fatti come una volta con un bel taglio verticale con conseguente devastazione delle fasce muscolari e creazione di innumerevoli aderenze che con gli anni sono diventate dolorose...ma veniamo al dunque il mio peso dopo non è più sceso, prima ero una donna non certo magra, di corporatura come si dice ROBUSTA.. dopo il grasso ha cominciato ad avvolgermi e per la prima volta mi sono resa conto che le persone mi consideravano colpevole, gli sguardi, i consigli su diete e dietologi la colpevole ero io dovevo assolutamente ritornare come prima..ma io ero come prima solo più rotonda..la cosa + tragica è che anche la mia metà faceva parte del coro e allora ho capito che soprattutto era il suo sguardo che mi feriva il suo evitarmi, evitare i rapporti ...fino a non averne più e convivere come fratello e sorella..convivere soprattutto per motivi economici e per il figlio nato dalla nostra relazione.. ora mi rendo conto che sicuramente il suo non era amore altrimenti avrebbe capito il mio dolore avrebbe cercato di starmi vicino ecco il nostro era un rapporto nato forse in modo superficiale..sono sicura che un amore più maturo avrebbe resistito. Non sono una donna triste ma solo da poco ho riaperto la porta alla vita e ho cominciato proprio scrivendo su questo blog mi dispiace di non aver capito prima che quando si crea una coppia è meglio aspettare prima di creare una vita nuova con una persona che di te vede solo l'involucro e non il contenuto che poi è quello che sopravvive a tutto. GRAZIE per le vostre parole, grazie è la prima volta che ne parlo sinceramente avrei ancora tanto da dire ma non ci riesco..CIAO

Ciao Gabri.

Si rabbia e tanta. Ma non quel tipo di rabbia che si tramuta in rancore. La mia rabbia e' diventata brama di vita. Non voglio vendette, non mi frega niente che qualcuno capisca. Questa rabbia nasce dalla mia comprensione , dal mio cambiamento, che e' andato ben oltre al fisico.

"Non essendo mai stata bella in vita mia potevo diventare intelligente, simpatica, avere un sacco di amici e cercare l’amore, quello vero, non un surrogato che mi facesse sentire meno sola, non la soddisfazione di un bisogno."

Beh sai, anche io mi sono fatto questo discorso un milione di volte.
Poi invece, mi e' capitata una cosa pazzesca dopo l'intervento.

Ti dicevo nel mio post precedente che dopo avevo capito che la colpa non era stata mia. Che tutta la cantilena sciovinista che avevo subito (e inconsciamente autoinflitto perche' per quanta fiducia fossi riuscito a sviluppare in me stesso mica avevo la prova provata di non essere un ciccione del cazzo e basta -scusa la coloritura).

Poi ho avuto la prova. L'evidenza.
Era una malattia.
Che io ero un uomo normale come tutti.

E LI SONO DIVENTATO UN LEONE!!!!! GRRRRRRRRRRRRR!

Se vuoi anche e sopratutto contro il mio superio del cazzo! E ME LO SONO MANGIATO VIVO QUEL BASTARDO (beh magari non tutto ma la parte relativa alla ciccia quella NON C'E' PIU'!)

Come tutti i ciccioni io ho affrontato e superato prove a cui una persona normale non sognerebbe mai di sottoporsi.
Essere derisi quando hai 16 anni?
Non conoscere la gioia delle relazioni con l'altro sesso in quegli anni?
E poi...in qualche maniera...vivere sempre un po a meta', come se mancasse sempre qualcosa.
E pensando che forse quel qualcosa mancava perche' tu non eri abbastanza qualcos'altro che pero' non sai definire...e che nessuno sa definire...

Dio santo che sfinimento!!!!!

Beh...divago.
Ti dicevo ...anche io mi sono fatto quel discorso all'infinito.

Poi ho scoperto qualcosa che per me ha dello straordinario.

Ho scoperto che nella dialettica quotidiana delle relazioni con gli altri (sia quale sia il loro sesso) noi non ci mettiamo solo intelligenza e simpatia (aggiungerei anche professionalita' affidabilita', senso del sacrificio, premura, empatia, disponibilita' verso gli altri...ma perche' no...quando ce vo ce vo, anche agressivita', coraggio nel rifiutare quello che non ci va, quello che va contro la nostra umanita').

Ci mettiamo anche sessualita'.

Anzi.

Il resto e' quasi solo un contorno.
Ora, bada bene. Non sto definendo sessualita' come sesso e carnazza.
Sto definendo sessualita' come il nostro modo specidfico di essere uomini e donne, maschi e femmine. Che si incarna anche nel sesso, per carita'. Ma prima di quello si incarna in cio' che desideriamo, in come vogliamo plasmare il mondo, in come vogliamo relazionarci con gli altri, in che semino vogliamo piantare su questa terra. Nel registro della normale convivenza umana...questa della sessualita' e' come il pentagramma...ma che dico...come la carta da musica stessa su cui andiamo a scrivere tutte le note della nostra melodia di esseri umani!
Poi le note sono quelle che abbiamo detto prima.
Ma senza la carta quelle note...alle volte rischiano di perdere di spessore.

Ok. Non voglio generalizzare. Questo e' quello che ho sentito io, che sento e che vivo tuttora.

Pero'...io sono sempre stato pieno di buone (e di pessime) qualita'. E finche' ero privato della mia sessualita' (e cosi' mi sentivo) mi pareva di non essere preso fino in fondo sul serio. Di essere un po a meta'.

Di non essere in grado di farle valere appieno quelle qualita' (anche se facevo di tutto per esprimerle al massimo).
Alla fine non venivo rispettato, non venivo considerato. E in qualche maniera dentro di me questa cosa la mandavo giu'...come un rospo cattivo. Fra le lacrime. Rassegnato.

Adesso se non mi rispetti...TI MANGIO...e visto che ogni tanto a qualcuna gli vien voglia di godermi...io me la godo e la faccio godere con tutto l'amore e la felicita' che posso in tutti i modi che so (tenerezza, andare in fondo al cuore con le parole, con la poesia, la cucina, le passeggiate, i sogni, IL SESSO!!!!) e inventandomene alla bisogna!!!

Adesso che ti ho detto queste cose, ti faccio una precisazione.

Io sono grato di essere stato un ciccione. E' uno dei regali piu' belli che io abbia mai ricevuto. Perche' adesso io so. Io vedo. E questo vivere mi riempie in un modo che mai ho sperimentato, mai ho ritenuto possibile. E se ce l'ho lo devo proprio al fatto che mentre ero ciccione ho potuto sviluppare (almeno nel mio cuore) delle qualita' che negli altri raramente vedo. Un cuore enorme, per esempio. Enorme e ciccione! Te lo dico anche perche' ho conosciuto altri ciccioni/e con cuori di siffatte e mostruose dimensioni!

L'amore in piu' che un ciccione, una cicciona devono esprimere per farsi amare...non ho parole...rimango incantato. Di tutta la tenerezza, l'abnegazione, la pazienza, la disponibilita' a soffrire per quell'amore. Non vedo eguali al mondo!

Cazzo neanche 10 monaci zen.

Un bacio a Gabri e a Kriss!!!

Sono ultra contenta per te e per la tua VOGLIA DI MANGIARTI LA VITA mangiala a piccoli morsi lentamente non abbuffarti anche se sono sicura che saprai meglio di me che le cose belle vanno assaporate.. come dicevo sono contenta ed un pò ti invidio.. alle volte mi sono scoperta pensare che se domani dovessi sentirmi svincolata da questa corazza di ciccia forse sarei ugualmente insicura anche perchè mi chiederei se la persona che in quel momento mi desidera lo farebbe lo stesso se mi vedesse come sono ora...in questo mondo ora come mai si guarda all'apparenza gli stereotipi maschili e femminili sono troppo lontani dalla realtà stiamo perdendo di vista l'importanza della personalità, dell'unicità, i corpi vengono mercificati esposti in continuazione ed i giovani crescono con il mito della bellezza a tutti i costi e quello che è peggio che magrezza è uguale a bellezza e purtroppo questa magrezza viene inseguita in modo esasperato e suicida...io mi chiedo se tutta questa visione non porti i giovani ad amare più la loro immagine che l'altro..una scoperta bellissima che ho fatto in questo periodo è l'amore incondizionato che sanno dare gli animali il mio cuore è stato scaldato dall'amore di un cagnolino sfortunato che ho adottato già adulto e maltrattato è stata la cosa più bella che potesse succedermi il suo amore l'affetto la sensazione di ascolto che mi dà è veramente unica..non ha importanza per lui se sono vestita alla moda o se sono grassa.. mi viene vicino scodinzola e mi dà tanti bacini..BELLISSIMO il loro cuore è ancora puro..

Cara Kriss ti mando una risposta breve in attesa di avere tempo e ispirazione per una più articolata. Intanto grazie ad A per il fantastico post... fammelo rileggere ancora una volta e poi ne riparliamo.Anch'io Kriss ho un sacco di bestie, i miei sono gatti... ma anche loro, anche se in modo meno esplosivo ti vogliono bene per quello che sei: grassa, magra, bella, brutta, pulita o puzzona. I miei gatti secondo me sono anche contenti della mia ciccia perchè è comoda e calda... butta via...Ogni tanto vado in giro e li lascio in custodia a Pia, magnifica amica, e quando torno il mio gatto nero Filippo mi guarda e sembra che un fumetto sopra la testa dica "Ahhh... è tornata la cicciona morbida che ci dà da mangiare" poi mi fa le fusa e mi si accoccola addosso.La pet-therapy funziona eccome ma ogni tanto parlare con qualche essere umano fa bene... Dai dai che ne parliamo ancora...A presto e buon tuttoGabriella

sono felicissimo di questo post perchè anch'io ne soffro, ma soltanto da un anno. La prima volta è stato a causa di uno sforzo eccessivo, ma dopo la terza volta il mio medico mi ha diagnosticato la cefalea con aura, ho fatto tutti gli esami possibili e senza una cura adeguata, la diagnosi era sempre la stessa, e siccome gli esami sono negativi (per fortuna) la prima diagnosi pare quella giusta. Oltre al dolore (e allo sfasamento visivo iniziale) ho anche fotofobia e nausea, forse la cosa davvero più fastidiosa. Mi arriva all'incirca una volta al mese, ma se sto scrivendo questo commento è per una ragione ben precisa: innanzitutto perché proverò il metodo del pugno e secondo perché le crisi sono più leggere e meno frequenti da quando ho fatto si che la mia vita fosse libera da una persona che mi condizionava troppo, e mi aveva messo un'ansia addosso che non posso raccontarvela, se non dicendo che i miei amici prima mi chiamavano Zen, per quanto ero tranquillo e contento di vivere. Insomma, ancora non sono sicuro che le due cose fossero correlate, ma di certo la tensione nervosa favorisce il dolore che mi prende proprio al centro della fronte, mentre da quando non ho più l'ansia di questa persona che dicevo, il dolore è come spostato, in qualche modo diminuito. Spero di liberarmene presto, perché quando arriva è come andare in vacanza in discoteca, giorni e giorni chiuso in casa al buio! Se posso dare un consiglio per iniziare a combattere questo male devo dire che la respirazione è il punto di partenza ideale. Ho ripreso vecchi esercizi di rilassamento e concentrazione che facevo in alcuni corsi di acting che ho frequentato; in parte funzione, per il resto penso che ognuno debba guardare a se stesso e vedere cosa c'è che non va.
alessio

Fino ad ora per problemi come il mal di testa o l'emicrania, ci si limitava a sopprimere il sintomo senza badare alla causa primaria scatenante, quindi senza riuscire a risolvere il problema.
Oltre alla buona cioccolata e al caffè, dalla Svizzera viene anche un nuovo metodo che permette in un unica seduta non invasiva, di risolvere completamente o ridurre gli attacchi di mal di testa o emicrania.
È stato infatti scoperto che una delle cause del mal di testa può risiedere in un disallineamento dell'Atlante, la prima vertebra cervicale.
È stato sviluppato un metodo innovativo di nome Atlantotec che permette di ovviare al problema.
Info: http://www.atlantotec.com/it