Gioie e dolori da condividere


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Forse ho capito il perchè tante persone non vogliono fare nuove amicizie, legarsi ad altre persone o partecipare al coinvolgimento di un gruppo. E addirittura rifiutano di viversi la coppia!
Era difficile per me comprenderlo, perchè sono cose che io faccio da sempre. Adoro stare con la "gente". E spesso, mi viene anche bene! Certo non con tutti tutti, ma vivaIddio, in modo quasi automatico, (rispetto al mio comportamento solitamente allegro e ridanciano) si crea una selezione di persone a me "congeniali" con le quali amo dire, fare... (e baciare sulla guancia!).
Ma poi tra tanti che conosci c'è sempre qualcuno a cui la vita, magari all'improvviso, non gira in modo "giusto".
Non parlo di quelli che si lamentano perchè il fidanzato preferisce giocare a pallone piuttosto che star con loro, o di quelli che si arrabbiano perchè il vicino gli mette le scarpe sporche di fango sullo zerbino... ma intendo dire: dolori, malattie e shoc vari.
Ed io soffro! Mi carico di dolore, i miei pensieri si ingrigiscono e mi ritrovo a pregare neanche fossi così devota alla Madonna.
In realtà io prego mio padre, perchè almeno lui so che è esistito! Spero mi ascolti. Sono soltanto un pò preoccupata del fatto che lui non mi prenda più sul serio, visto che mi sono permessa, tempo fa, di chiedergli un goal di Del Piero che avrebbe girato la partita a favore nostro. (Per diritto di cronaca in quell'occasione Del Piero ha segnato veramente subito dopo la mia preghiera, per cui cazzo funziona! Non voglio dirvi quanto mi posso essere sentita stupida dopo... ma fa parte di me. Sono io, ancora con le mie passioni coinvolgenti con la mia voglia di semplificare il passaggio tra la vita e la morte, senza paura di essere considerata da altri sciocca o blasfema).
In questi giorni però ancora non ho ricevuto una risposta tangibile per una mia cara Amica che ha sicuramente più bisogno dell'aiuto delle "Entità Magiche" a cui mi rivolgo in preghiera, di quanto io avessi bisogno di quel goal. Allora mi dico il goal è stato un caso, oppure mi è bastato desiderarlo intensamente... sì insomma non può essere che mio padre per il goal si sia mosso e per un fatto ben più grave e desiderabile no!
Comunque, sono sempre lì con il pensiero e continuo a pregare e purtroppo non è l'unica preghiera che mi tocca fare! Ma lo faccio con tutto il cuore, per amore e anche perchè adesso non mi viene di fare altro!
Ed è normale che, più gente conosco e più si alza la possibilità che io riceva brutte notizie. In questo momento poi mi si sono "accavallati" un sacco di dispiaceri. Sono giorni con meno risate, meno fervore, diciamolo non c'ho proprio voglia di fare un cazzo! Sono giù di morale, la situazione è molto seria e neanche io, che di solito, ho una carica vitale da paura, in questo momento ce la faccio a distrarmi più di tanto. Certo non conosco depressione, nè sono una che odierà mai la vita, ma ho un cuore che si appesantisce facilmente davanti a certe cose... e allora...
"Ecco perchè!"
"Anch'io, se amassi meno persone, se avessi meno amici, conoscenti, vivrei a cuor più leggero!".
Adesso non starei qui a provare a spiegarmela tutta sta fatica ad "andare avanti" nonostante tutto. "Ecco perchè, c'è chi sceglie di star solo!" ; "E ci riesce!... E pare ne sia pure contento!".
"E chi c'ha voglia di soffrire anche per gli altri!?!?!?... mi bastano i miei di casini!".
Avverto questa triste verità per la prima volta in vita mia. Mi si apre un mondo. Adesso mi spiego il perchè di tanta indifferenza che trovo in giro, di così poca solidarietà tra le persone, del perchè ci si isola, e del perchè si rifiuta di considerare che esiste la morte.
E che poi quindi, si continua a correre in macchina, a lasciare i figli da soli a sbrigarsela, a pensare che ciò che è successo agli altri non capiterà mai a noi! Anzi! Vaffanculo a chi sta male e aggiunge dolore a questo mondo!
Ma posso dirvi la mia vera verità???
CAZZATE!!!!!!! CAZZATE!!!!!!! CAZZATE!!!!!!!
E ovvio che non è così! Le gioie che si condividono sono sempre moltiplicabili per mille. E più amici si ha più si vive meglio!
Avere tanti amici è gratificante, importante, energizzante e concedetemelo, necessario!
Oggi mi è arrivata una lettera di una ragazza che felicemente è rimasta incinta! E voleva dirmelo perchè sapeva di farmi felice. Ed è proprio così!
Questo mi fa bene e dà anche un senso a tutto il resto che sto vivendo. La vita ha mille facce e nell'arco addirittura di un'unica giornata puoi essere triste e allegra. Musona e sorridente. Sognatrice e concreta. Felice e scontenta. E questo fa di te una persona viva!
Sono proprio gli affetti che ti danno la carica in quei "momenti" brutti lì! E sono proprio gli amici che danno valore alle gioie che ti capitano!
Ho già scritto di quanto sia stato importante per me in occasione della morte tragica di mio padre sentire tutto questo affetto che mi è arrivato da migliaia di persone (e non esagero). Tantissimi hanno portato il mio dolore come fosse loro. Certo di questo ne ho avvertito anche un pò la colpa e me ne dispiace ma è anche vero che con tutte queste persone, in altri momenti, ho sicuramente condiviso gioia, risate, emozioni forti e gran voglia di vivere allegramente e con dolcezza. Ed io è questo che scelgo per me e che continuo a "seminare"!
Per cui si tratta di provare a farsi forza nel buio (quando buio c'è) per riaccendere pian pianino quel piacere che ci vuole insieme, con la stessa voglia di divertirsi ancora... nonostante tutto. E si tratta anche di non sentirsi mai soli, di avere a chi dire, a chi ascoltare, a chi abbracciare a chi amare, a chi invitare a cena.... per stare bene!!!!!!!!!!!
E allora sì: apro il mio cuore, lascio entrare chi vuole e ancora... ancora... sono pronta a condividere, qualunque cosa...nel bene e nel male...finchè divorzio non ci separi!
vi voglio bene Nora

PS.: Le cose tragiche che accadono non hanno un senso "umanamente spiegabile" (o almeno io non glielo voglio dare) ma siccome avvengono lo stesso, proviamo a vivercele facendoci forza della gioia di "essere"!
E poi se c'è chi ha bisogno di noi e del nostro bene non sottraiamoci, anche se si tratta di provare dolore, proprio come quando si tratta invece di provare gioia. E per questo tanto di cappello a chi già lo fa, e addirittura per cause (progetti per il terzo mondo, per gli handicappati, anziani abbandonati, malati cronici...) che sembrano così lontane da noi ma che in realtà non lo sono.

PS.: Cari amici, con questa mia non volevo rattristarvi ma piuttosto trasmettervi il valore dell'amicizia e invitarvi ad allargare il vostro giro di conoscenze, perchè non vi sentiate mai soli e perchè abbiate sempre tante persone con le quali condividere! Se non ci sono riuscita scusatemi! E se potete, scusate anche la mia presunzione nel suggerirvi certe cose! .-)

Lettera inviata alla mailinglist degli amici di Alcatraz da Eleonora


Commenti

leggo le tue parole e capisco che sta accadendo qualcosa di triste,incontrollabile,non so a chi,non so cosa,ma capisco che tu e jacopo state provando un dolore grande!Lo capisco,l'ho provato e non a caso venni a leccarmi le mie ferite lì da voi,chiesi aiuto a tutti i miei amici e a voi amici umbri chiesi di acccogliere le mie risate e le mie lacrime,ma soprattutto di accogliermi e basta!
Chiedere aiuto,condividere un dolore e decisamente più difficile di condividere una gioia,ma se si trova il coraggio,la voglia di essere con gli altri...gli altri ci sono,sempre,anche solo con un sorriso,una carezza,anche solo con la presenza e anche se il dolore non passa forse anche solo guardare uno spiraglio negli occhi dell'altro basta per continuare.
A me aiutò una lezione di Gabriella,un ballo in palestra,un disegno con te,a me auitò venire lì e lasciare il mondo fuori per poi poterci tornare carica e più forte.
Anche io parlo con il mio papà e spesso gli chiedo le cose più stupide,ma sapessi quanto mi fa bene sapere che lui mi ascolta e che spesso sorride per la stronzate che faccio e penso,tanto,per le cose importanti....lui c'è e con lui tutti gli altri!
Ci sono anch'io,lì,vicino a voi!
Piera

e quando il dolore arriva da dentro?
quando nessuno ti spacca la vita
ma riesci a farlo da solo?
quando hai talmente tanta paura
da evitare ogni passo imprevisto?

mi capitava di raccontarla così:

Io non lo so
come si chiama
l'acqua
che mi attraversa
mentre intorno è secca.

Moto riflesso d'anima.

Ma io
quaggiù
ne affogo.

ci ripensavo (sì, c'ho miliardi di pensieri a volte inutili in testa).
Non è che non arrivi da fuori, in realtà.
Arriva da tutto quello che non è come dovrebbe,
come vorresti,
come sarebbe giusto,
e bello,
e solidale.

Si può piangere davanti a un tiggì,
come per l'ennesima serata sprecata senza combattere,
senza fare il buffone, senza amare.

Basterebbe un abbraccio.
No. Tanti abbracci.
Diffusi.

hai detto bene...sono i mille pensieri,quelli si che fanno male,ma quello non è dolore,il dolore viene dal cuore,mentre tutto ciò che produce la nostra mente è sofferenza,ansia,insoddisfazione,rabbia...
Vero,si può piangere anche davanti ad un tg,ma se si ha un dolore proprio,grande e vero...di quello del mondo te ne freghi!
Mi piace dippiù pensare che il mondo non ha bisogno delle mie lacrime e della mia compassione-disperazione.Mi piace pensare che il mondo ha bisogno del mio sorriso,del mio amore verso la vita.
questo è il mio modo di lottare,nel mio piccolo,ciò che fa bene a me...fa bene agli altri.
piera

hai senz'altro ragione, piera.
il mondo ha bisogno di sorrisi e di abbracci, sì. Il mondo ha bisogno che io stia bene, che io sia felice, perché si generi energia capace di rinnovarlo. Sì. Sto percorrendo un cammino non facile, alla ricerca del mio senso più profondo, e di quella solarità che credo di aver soffocato - lentamente, nel tempo - a partire dal giorno in cui i miei sogni di bambina si sono infranti sul primo muro cinico che mi si è parato davanti. Certo, non fosse stato per quel muro, probabilmente oggi sarei ancora l'inconsapevole candycandy che ero. Avrei pianto meno, protestato meno, ma avrei anche capito meno. E perso l'opportunità di scegliere altre strade.
Adesso devo soltanto imparare - di nuovo - ad andarmi a prendere gli abbracci di cui ho bisogno. E di cui ha bisogno il mondo.
Sai che mi si gonfiano gli occhi e mi si ferma il respiro se qualcuno mi abbraccia? L'inutilizzo, si sa, atrofizza l'arto. Metaforicamente - e non solo - questo è successo a me.

Buona giornata, radiosa.

rosa bianca.

... ma so che quello che dici è verissimo.
Le persone si vivono l'un l'altra, nei momenti belli e nei momenti un po' peggio. Si tratta di condividere la vita e riuscire, si spera, a migliorarsela a vicenda.
L'uomo è un animale sociale e per di più di "branco" o comunità... ma da un po' di tempo pare che sia più importante il singolo individuo (lascio Jacopo interrogarsi sui valori che non appartengono all'istintività ex-bonobo)...
... per ora io esprimo solo la mia vicinanza da lontano sperando che riapriate presto, io e Daria avremmo bisogno di staccare un po' e boscheggiare, pittare, ridere e scherzare.

M.

PS Ci siamo trasferiti nella nuova casa in mezzo ai campi. E' bellissima e la mattina guardiamo le lepri e i fagiani giocare fuori dalla finestra. :))

Ma so per certo che i momenti tristi nella mia vita sono sempre stati compensati da momenti di grande gioia, di felicità oserei dire, di grande comunione e condivisione. E allora se mi dicessero che per non sentire il dolore dovrei rinunciare a tutto questo non accetterei mai.
Durante la malattia di mio padre Jacopo mi telefonava quasi tutti i giorni e la telefonata finiva sempre con un sorriso, e addirittura una risata. Anche in quei giorni in cui da ridere c'era proprio niente lui trovava il modo di aiutarmi a trovare il lato rosa delle cose. Anche se sentivo poco gli amici così presa da mamma a casa che delirava e papà in ospedale che se ne andava vi giuro che sapere che c'erano, che mi pensavano, era il conforto maggiore. Sapere che, finito tutto, ci sarebbe stata una casa e loro a cui tornare era quello che mi permetteva di sorridere ogni volta che il mio papà apriva gli occhi.
Oggi sono spaventata da tutte queste brutte notizie, dovevano dirmelo che sarebbe successo che i miei amici avrebbero cominciato ad ammalarsi, avrebbero dovuto dirmi cosa si poteva fare. A cinquant'anni non ho una fede che mi consoli, dei riti a cui aggrapparmi e non so cosa fare per un'amica che sta male.
Faccio parte di una generazione che ha distrutto i miti di Dio, Casa e Famiglia e si ritrova a doversi reinventare tutto, scrivendolo per la prima volta, che si è ripiegata su se stessa facendo un vanto della propria autonomia e negando che l'essere umano è animale da branco.
Cazzate... ha ragione Nora, grandi cazzate
Path Adams, in quell'estate del 99 quando una ragazza ha detto di avere freddo ha suggerito di stringersi uno all'altro, così ci saremmo scaldati... 300 persone tutte vicine e dieci minuti dopo l'emozione di quella settimana insieme scoppiava fragorosamente lasciandoci esterrefatti...
Anche in questi giorni fa un po' freddo... ma troveremo il modo per stringerci ancora e per trovare il lato rosa.

salve a tutti e' la prima volta che scrivo qui da voi e con voi....... e vorrei condividere un pensiero.........
si parla di dolore e del fatto che grazie agli altri lo si possa sostenere meglio.
Sicuramente un lutto o una malattia sono ostici da affrontare difficili da vivere,e' meglio anestetizzarsi che esprimere il dolore che ne consegue. Chi ha la capacita in un dato momento di aiutare stando vicino ad un amico che soffre ha il dovere morale di farlo..........oppure no? forse il percorso di ognuno di noi e' diverso da quello dell'altro..........che poi tanto altro non e'!
quale'e' il confine? fino a che punto ci si puo spingere senza togliere ad un altro il suo processo?
Sono deel'idea che si soffre perche' si vive in un'illusione, si crede nel dolore lo si enfatizza perche cosi ci hanno insegnato,ci hanno illuso e ci illudiamo che si sia eternamente incarnati.............lo crediamo chissa da quante vite........e perdiamo il punto:la vita e' polarita' e il dolore e' un mezzo per crescere,per vedere se stessi senza dimenticare di piangere o urlare ma sentendo che c'e' altro ,che siamo piu dell'idea di stare male di soffrire.
E' difficile per me capire quando invado e quando il mio modo di essere puo' tornare utile.........riconoscermi e' una sfida costante e lasciar andare ,il bello ed il brutto, e' un gioco che mi impegna costantemente.
Sono dell'avviso che spesso si identifichi L'ISOLAMENTO con la SOLITUDINE. questo concetto ( non mio) mi e' tornato utile molte volte nella vita, perche spesso la paura di isolarmi mi ha condotto ad attaccamenti verso amici con il solo scopo di non sentire cio che stavo vivendo.
ihihih sto ridendo perche' forse mi sono allontanato da un'idea lanciata da Nora..........o forse no.
comunque vi ringrazio del tempo e dello spazio che mi concedete,ogni spazio dove ci si puo confrontare e' fondamentale.
grazie

Nora sei meravigliosa!grazie perche' condividete tutto questo con noi...vi voglio bene, a te a jacopo a gabriella e a tutte le persone che ho potuto conoscere grazie a voi e che mi hanno cambiato la vita. ricette e risposte non ne ho, solo vi sono vicina
come dice gabriella, quando fa freddo stringiamoci un po'...
dany

Che bella che sei. Un bacio

Cara eleonora, ma come ti comporti quando gli altri non si pongono con la tua stessa empatia nel rapporto? quando senti che sono così chiusi nella loro corazza che sanno solo parlarti di loro, o osannandosi o disperandosi, e non ascoltano mai oltre la loro voce? non dovrebbe esserci reciprocità nei rapporti umani, a parte situazioni molto gravi in cui può essere giusto dare da una parte sola? Ma anche, non bisogna imparare a chiedere aiuto, a esprimere le proprie difficoltà, quando invece mi sembra che ci sia sempre uno spessissimo muro d'orgoglio che chiude e blocca ogni dialogo?
un saluto caro

(sono Nora)
In realtà io do sempre è comunque tutta la mia disponibilità al dialogo e all'approccio amichevole! Al di là che mi piace ridere in compagnia... sono curiosa di sentire, ascoltare le persone in genere e anche vedere persino alcuni di questi dove vogliono arrivare....
E' comunque il darsi in modo simpatico e cordiale ripaga sempre.
Agli altri credo piaccia la mia voglia di vivere intensamente e con il cuore tutto ciò che mi capita e in più non ho mai avuto problemi a condividere le mie gioie e i miei dolori con nessuno e anche questo piace. Far sentire gli altri "ben accetti" è la prima regola! Se ti piace la gente ti piace così com'è! per cui van bene anche i timidi, i riservati, i misteriosi, i chiacchieroni, quelli che non sanno ascoltare, i presuntuosi, i saccenti... Tanto quante ore al giorno ci devo poi stare assieme? Di amici se ne possono avere tanti e fatti in mille modi diversi, non sono come il marito con cui devi condividere più tempo e spazio.
Comunque resta che non essendo una santa (subito), se non mi va di frequentare, passo volentieri del gran giornate con me stessa (e mi diverto anche così!).
bacioni Nora