Alcatraz: esattamente 30 anni fa me ne partivo da Roma...

Esattamente 30 anni fa me ne partivo da Roma, verso le 3 del pomeriggio, per raggiungere Santa Cristina, piccola frazione tra Gubbio e Perugia.
Ero a bordo di una lambretta 125 rossa che era stata di proprieta' di Vincino e seguivo un Maggiolino Volkswagen di 21 anni che era stato di proprieta' di un monsignore e che avevo comprato per 800 mila lire, subito dopo aver fatto la patente. Avevo dato gli esami perche' per vivere in campagna la macchina era indispensabile.
A bordo del Maggiolino c’era la donna che amavo immensamente, Cristiana Mancinelli, e Stefano Santucci. Sopra il tettuccio del maggiolino c’era il materasso matrimoniale di lana arrotolato.
Quella sera prendemmo possesso della casa che due anni dopo sarebbe diventata la sede centrale della Libera Universita' di Alcatraz.
Solo il 2 maggio, mentre in cucina dormivano una quindicina di amici nei sacchi a pelo, arrivarono i tecnici dell’Enel ad attaccare la luce.
Immaginatevi la loro faccia arrivando in un casolare semidiroccato e trovandoci dentro un’orda di ventenni accampati, con ragazze seminude che uscivano dai sacchi a pelo come dee greche dall’oceano. Mentre il tecnico dell’Enel mi guardava capii cosa si prova a essere considerato un extraterrestre.
E provai anche la sensazione di essere un cretino. Infatti il tecnico disse: “Guardi la luce era gia' attaccata, bastava alzare la levetta del contatore.”
“Ahh!” Dissi io. Che non e' una cosa intelligente da dire. Avevamo passato 6 giorni al buio quando bastava agire correttamente sull’interruttore per avere la luce. Questa che i contatori avevano un interruttore non mi era venuta in mente.
Insomma gli inizi non furono brillanti.

Commenti

Ahahah, grande Jacopo!

 

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