Il taxista è innamorato?

Ci sono sensazioni e emozioni che a volte non vengono percepite. Una sordità percettiva devastante. Un giorno ero in un taxi e mi telefona mia moglie. Dopo aver parlato ci salutiamo e io le dico: “Ti amo”. Spengo il cellulare e il taxista, un uomo sulla sessantina, emette una specie di grugnito. Quando noi maschi siamo da soli senza donne a volte facciamo conversazioni senza parole: solo una serie di grugniti. Quel gorgoglio gutturale del taxista voleva significare: “Che palle le donne devi digli un sacco di sciocchezze per tenerle buone”.

La consuetudine avrebbe voluto che io rispondessi con un grugnito appropriato che significa: “È proprio vero fratello maschio, ce ne tocca di sopportare se vogliamo fare sesso.” Invece decisi di mettermi a discutere. E gli dissi che amo proprio mia moglie. Non sono obbligato a dirle frasi gentili. Lui allora mi ha raccontato che era sposato da 43 anni, certo sua moglie era una bravissima donna, gli aveva cresciuto 3 figli che avevano studiato all’università, e ora gli avevano dato dei nipoti, e lei lo aveva sempre rispettato, e aveva tenuto la casa pulita e cucinava pure bene…Insomma un sacco di apprezzamenti positivi. Però lui sua moglie non l’amava. La stimava. Ma non la amava.

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