Gigi Marzullo mi ha censurato?

Storie di ordinario bavaglio televisivo. Un anno fa andavo a Sottovoce per farmi una domanda e darmi una risposta. Nonostante una certa resistenza di Marzullo riuscii a raccontare quel che volevo, tra l’altro che i miei genitori furono costretti ad abbandonare la Rai a causa delle continue censure. I due pezzi che avevano scatenato le polemiche in modo particolare furono uno sull’esistenza della Mafia in Sicilia e uno sugli incidenti sul lavoro nei cantieri edili. In particolare Malagodi, allora segretario del Partito Liberale intervenne alla commissione di vigilanza sulla rai dicendo che due guitti insultavano l’onore del popolo siciliano sostenendo l’esistenza di un’organizzazione chiamata Mafia. Poi lo fecero senatore a vita. Io invece dovetti andare a scuola scortato dai carabinieri perché qualcuno ci aveva spedito una piccola bara di legno, bianca, con sopra il mio nome e una lettera scritta con il sangue con la descrizione di cosa mi avrebbero fatto prima di uccidermi. E non erano cose carine. A Sottovoce raccontai anche che, direttore Ettore Bernabei, la Rai distrusse tutti i nastri delle trasmissioni di mio padre e mia madre: 6 atti unici, 12 puntate di Chi l’ha visto, 6 puntate di Canzonissima. Si sono salvati solo dei frammenti che erano stati girati in pellicola. Oggi Bernabei è ancora uno che conta, lui e la sua sterminata famiglia. Non so cosa abbia fatto incazzare di più Marzullo (o i suoi superiori) fatto sta che la registrazione della mia puntata non è mai stata pubblicata sul sito web di Sottovoce, raro caso visto che centinaia di puntate sono ordinatamente disponibili per essere guardate. Ho scritto alla redazione, ho telefonato, mi hanno assicurato che l’avrebbero messa subito nell’archivio on-line. Poi hanno smesso di rispondere alle mie sollecitazioni. Quindi, a 10 mesi di distanza posso serenamente sospettare che vi sia una decisione precisa sul destino della puntata che mi vedeva ospite: mi hanno censurato. Giusto per la cronaca non è la prima volta. La trasmissione del mio spettacolo, “Lo zen e l’arte di far l’amore”, saltò all’ultimo istante, fu poi mandata in onda a notte alta (e fece comunque 500 mila spettatori) e furono cancellate le due successive messe in onda. A Ballarò mi fu impedito di parlare delle torture in Afganistan, Tatami censurò un pezzo in cui dicevo che Columbro è ha dei problemi con la sua razionalità. Aveva appena affermato che lui quando esce in auto visualizza di trovare il parcheggio e questa sua visione si realizza automaticamente. A confronto Dio è un decerebrato inconcludente. A radio Rai invece mi tolsero l’audio perché avevo osato dire che a Acerra c’è quasi il doppio della diossina che c’era a Seveso quando questa fu evacuata e la gente sta morendo e non gliene frega niente a nessuno. Piccole censure, che non fanno notizia, ma che sono migliaia contro migliaia di professionisti. Quel che ne viene fuori è una situazione di intimidazione. Se rompi i coglioni non lavori in Rai e non scrivi sui giornali. E infatti sono 17 anni che non trovo spazio in nessun giornale e 10 anni che non lavoro per la Rai. Pazienza. Comunque mi piacerebbe se qualcuno avesse la registrazione della puntata di Sottovoce abbattuta e se potesse inviarmela o pubblicarla direttamente in rete. Ringrazio anticipatamente sentitamente.