In fondo non è poi così grave ammazzare 100 bambini.

La mia angoscia sta salendo di giorno in giorno a causa del massacro di civili in corso nella striscia di Gaza, che si aggiunge ai bambini ammazzati in Iraq e Afghanistan e falciati dalle bombe dei terroristi in Israele e in giro per il mondo.
Il conteggio agghiacciante dei bambini uccisi cresce a velocità spaventosa.

In Palestina si stanno scontrando due popoli molto simili. Entrambi hanno al centro della loro cultura, come del resto i popoli cristiani e scintoisti, l'ideologia patriarcale della faida, della vendetta.

Nonostante 5000 anni di storia abbiano dimostrato che questa ideologia serve solo a creare sempre nuove guerre, si continua apensare che solo la forza militare sia in grado di garantire la sicurezza di un popolo. SONO FORTE PERCHE' I MIEI VICINI HANNO PAURA DI ME PERCHE' SANNO CHE SONO DISPOSTO A UCCIDERE E MORIRE PUR DI VENDICARMI.

L'unica via per combattere il terrorismo è quella di invadere Afghanistan e Iraq e fare un milione di morti tra i civili.

L'unico modo per rispondere all'occupazione israeliana è quella di massacrare i civili israeliani e i bambini israeliani con i razzi e i kamikaze imbottiti di tritolo.

L'unico modo di fermare il terrorismo di Hamas è quello di invadere Gaza.

Quel che sembrano non capire queste menti è che uccidendo un bambino creo 10 nemici disposti a qualunque cosa pur di farmela pagare.
In 5000 anni questa esperienza si è ripetuta infinite volte, con l'unica eccezione di popoli che sono stati completamente sterminati come accadde ai galli Eburoni, cancellati dal mondo dai banditi di Giulio Cesare (creò proprio un'armata di briganti che ottennero il diritto di rubare tutte le proprietà degli Eburoni a patto che li massacrassero. E Cesare si vanta di questo nel De Bello Gallico).
Credo che anche il più scemo dei generali del Pentagono, di Hamas e di Israele sappia che non riusciranno a sterminare iracheni, israeliani e palestinesi fino all'ultimo.
Gli Eburoni erano alcune decine di migliaia. Quando quelli da sterminare sono milioni finisce sempre che ne scappa qualcuno... E se la lega al dito.

Prima dell'inizio dell'invasione di Afghanistan e Iraq, i guerrafondai ci dicevano che era l'unico modo di liberare quei popoli. Noi dicevamo che invece sarebbe stato meglio aiutare lo sviluppo economico di quella gente e cercavamo di spiegare che era cretino illudersi che la tattica dell'invasione militare avrebbe funzionato.
Sostenere veramente lo sviluppo economico e culturale di un popolo costa infinitamente meno che sparargli.
Un milione di morti dopo Iraq e Afghanistan sono un inferno, le condizioni di vita di quei popoli sono peggiorate in modo enorme e gli Usa da soli hanno già speso 2 mila miliardi di dollari in queste due invasioni. Cioè sono stati spesi più di 100 mila dollari per ogni afgano e iracheno. Immaginate quanto amore avrebbero generato gli Usa se gli avessero regalato questi soldi invece di bombardarli con proiettili all'uranio impoverito.
Se non si fidavano a darglieli direttamente in mano avrebbero potuto investirli in sviluppo, microcredito, scuole.
Sarebbe bastato un quarto di quel che hanno speso in bombe per trasformare quelle terre in succursali del paradiso.

NON SANNO QUESTI CERVELLONI, CHE IL TERRORISMO E L'ESTREMISMO RELIGIOSO SONO FIGLI DELLA POVERTA'?

Certo che lo sanno. E in realtà ammazzano per altri interessi: i soldi, il petrolio, l'oppio eccetera. Non vogliono lo svilupo di quei popoli, il caos rende di più e permette di rubare il petrolio.
Ma chi li sostiene, il cittadino Usa, l'israeliano, il palestinese, sono veramente convinti che ammazzare i nemici sia l'unica soluzione. E se ci va di mezzo un bambino (o centomila bambini) si tratta di effetti collaterali, deprecabili, ma cosa ci vuoi fare, nessuno è perfetto...

L'idea che si possa trovare un'altra via non è conosciuta.

E attenzione è un discorso che vale anche per la maggioranza dei palestinesi arroccati sulla loro ideologia patriarcale e su consuetudini che soffocano la loro società rendendola miserabile oltre misura. Se invece di investire in razzi e bombe, i militanti palestinesi avessero investito in cooperazione, istruzione e sviluppo, oggi si troverebbero ad essere capaci di competere economicamente con Israele, avrebbero raccolto un diverso sostegno internazionale alla loro causa e potrebbero usare il potere del denaro per ottenere il rispetto dei loro diritti. Invece oggi sono poveri e arretrati quasi come 40 anni fa e hanno ottenuto ben poco sul piano politico.

E la maggioranza di loro non sa neanche chi era Gandhi e come hanno fatto gli indiani a ottenere l'indipendenza e la sovranità.
Un disastro per loro e un disastro per gli israeliani. 2 popoli che vivono veramente male.

Superare questa logica sembra impossibile. La FAIDA è una religione.

Questa ideologia domina oggi il mondo e ci tiene nella merda. Ma alcuni popoli, che possiedono una cultura superiore alla nostra e più diffuse tradizioni matriarcali la pensano diversamente e risolvono i conflitti in modo più intelligente. Ad esempio ciò è avvenuto in Sud Africa.
Molti sanno che Mandela ha preso il premio Nobel. Ma i media occidentali non hanno spiegato perché. Raccontare i fatti avrebbe messo in discussione l'ideologia della faida. Sono cose che non si fanno.
Così non si parla quasi mai dei Tribunali del Perdono.
Cosa sono? Sono la dimostrazione che esiste un'alternativa alla faida.

Sud Africa: i tribunali del perdono.
Quando il regime razzista cadde Nelson Mandela capi' che doveva porre ai suoi connazionali una grande e difficile domanda. Una domanda impossibile da porre a un popolo occidentale. Incomprensibile addirittura per i nostri schemi mentali. Egli chiese: cosa dobbiamo fare a chi ci ha torturato, ucciso, tenuto in catene, umiliato? Cosa facciamo a chi ha ucciso i nostri padri, violentato le nostri madri, le nostre mogli, le nostre figlie? Cosa facciamo a quei cani che ci hanno azzannato per tutta la vita? Siamo proprio sicuri che valga la pena di ucciderli, tenerli in prigione, punirli? Fu cosi' che inizio' una grande discussione. Nessuno metteva in dubbio che un ladro o un assassino dovessero essere messi in prigione per impedir loro di compiere un altro reato e perche' venissero sottoposti a un percorso di rieducazione. Ma nel caso dei carnefici e dei loro mandanti che avevano torturato il popolo per decenni sembro' che non si potesse usare la stessa logica punitiva. Il crimine era troppo immenso perche' potesse essere punito. Quindi dopo moltissime discussioni si decise di non punire i colpevoli delle piu' tremende e barbariche violenze compiute in Sudafrica. Non sono impazzito. E' cosi' che e' andata. E hanno fatto bene. Questi neri hanno ancora una forte componente dell'antica cultura matriarcale che riconosce al suo centro, come fulcro, l'idea del valore spirituale dell'esperienza e l'interconnessione stretta tra tutti i fenomeni. E questa cultura porta piu' facilmente a identificarsi nelle vittime per comprendere quale e' la loro esigenza piu' forte e profonda. Se hai subito l'abominio, una semplice vendetta non e' soddisfacente. Non cambia l'orrore che hai vissuto, le stigmate dell'umiliazione il tormento dei ricordi e dei rimpianti. Anche se ammazzi il tuo torturatore e lo fai morire in modo lento e doloroso, la tua percezione dell'orrore vissuto non cambia. Nella cultura bantu' esiste un concetto che ha un valore maggiore della vendetta: la consolazione della vittima. Cosi' essi si chiesero che cosa potesse veramente modificare lo stato mentale delle vittime. Riscattare almeno in parte l'ingiustizia subita. E dissero: rinunciamo alla vendetta perche' l'unico medicamento che da' sollievo al dolore delle vittime e' la comprensione. Il dolore viene arginato solo dalla sua condivisione collettiva. Quando il torturato torna nel villaggio e racconta di aver subito 100 frustate anche i suoi amici si chiedono se, magari, non stia esagerando un po'. Non mettono in dubbio che sia stato frustato ma si chiedono se le frustate siano state proprio 100 oppure "solo" 70... Il torturato invece desidera innanzitutto di essere creduto totalmente, che la misura del suo dolore sia riconosciuta. Questa e' l'unica possibile, piccola consolazione. E allora il governo dei neri inventa un istituto legale incredibile: i Tribunali del Perdono. Per anni sono andati avanti a tenere udienze in questi tribunali speciali. Le vittime si presentano e raccontano tutto quello che hanno patito e fanno i nomi dei loro carnefici. I quali sono obbligati a presentarsi e a confessare raccontando per filo e per segno quali crimini hanno commesso e come. Se ammettono le colpe non vengono puniti in nessun modo. Cosi' si ottiene che nessuno possa negare la verita' di quei fatti. Non esistera' mai nessuno in Sudafrica che potra' mettere in dubbio la misura dei crimini commessi perche' vittime e carnefici hanno testimoniato, le loro dichiarazioni sono state filmate e trasmesse in televisione. Ci sono voluti anni per elencare, descrivere e comprovare l'enorme mole dei crimini commessi. Oggi c'e' chi nega i crimini nazisti, stalinisti, di Pinochet, dei colonnelli greci o argentini. Questa situazione e' legata proprio al tentativo di punire in modo vendicativo i colpevoli. Un procedimento che genera automaticamente una difesa che cerca di negare le colpe. E questa negazione degli orrori del passato, restando piu' o meno latente, semina odi e rancori inestinguibili. Ma attenzione, non si tratta di rinunciare all'azione ma di sostituire l'azione della vendetta con quella della presa di coscienza degli orrori. Di fronte agli orrori non si puo' non reagire. In Jugoslavia, durante la seconda guerra mondiale il regime filonazista croato realizzo' lo sterminio di piu' di un milione di serbi. Questo crimine fu censurato da Tito in nome della riconciliazione nazionale. Non affrontare il bagaglio di dolore di un simile genocidio ha avuto effetti piu' devastanti dell'affrontarlo con lo spirito di vendetta. Dopo qualche decennio il bubbone e' scoppiato. I giornalisti che intervistavano i combattenti serbi della guerra etnica si stupivano di sentir sommare i morti delle persecuzioni degli anni '40 insieme a quelli degli anni '90. Per molti serbi la guerra non era mai finita, era restata solamente congelata per 50 anni.

Un altro esempio africano di cultura diversa lo troviamo per quanto riguarda la cura dei malati. Un esempio che rivela una logica rovesciata sulla vita. Una logica che distrugge i presupposti della FAIDA.
Quanto saresti disposto a pagare per il lusso di poter lavare il sedere a un moribondo?
Leggendo un racconto su Nigrizia, il giornale missionario dei frati Comboniani, ho trovato la storia di una rete di assistenza sanitaria autogestita dai contadini piu' poveri del mondo. Una rete di solidarieta' di villaggio: questi contadini si occupano di lavare e nutrire i malati alleviando le loro sofferenze perlopiu' con qualche erba selvatica, vista la quasi totale mancanza di medicine. La rivista pubblicava la lettera di una ragazza che scriveva al comitato del villaggio. Pressappoco diceva: voi mi conoscete, mi avete accolta insieme ai miei genitori malati e quando loro sono morti vi siete occupati di me e ora io vivo ricambiando la vostra ospitalita' con i miei turni di lavoro nell'orto del villaggio. Ora io vi ringrazio per tutto quello che avete fatto per me ma vorrei chiedervi un grande favore. Il mio sogno piu' grande e' poter curare i malati anch'io. Ma, voi lo sapete, il mio lavoro dell'orto non mi permette di guadagnare denaro e quindi non ho modo di pagare per poter curare i malati. Quindi vi chiedo se fosse possibile fare un'eccezione per me alla regola e permettermi di pagare il diritto a curare i malati facendo un turno supplementare di lavoro nell'orto della comunita'. Signore Iddio! Quando ho letto questo ho fatto un balzo e ho dovuto tornare indietro a leggere. Esiste un posto del mondo dove una ragazza implora di poter pagare con una forma di baratto il diritto a curare un malato perche' non possiede denaro contante? Ma che gente e' questa? I contadini piu' poveri del mondo pagano col denaro il lusso di curare i malati? Ma perche'? Semplicemente perche', grazie agli elementi di cultura matriarcale sopravvissuti nella loro societa', credono sia veramente essenziale occuparsi della paura della morte invece di censurarla. Sono convinti che sia necessario fare qualche cosa per lenire questa paura della fine. E sanno un'altra cosa che io ho scoperto, ahime', molto tardi nella mia vita. Ho sempre cercato di sfuggire i morti e le persone che stavano morendo. Ero terrorizzato dalle emozioni che questi incontri avrebbero potuto scatenare nella mia mente. Poi il destino ha voluto che mi trovassi in una situazione nella quale fuggire sarebbe stato piu' doloroso che affrontare il mio terrore. Ed ho avuto la fortuna di trovarmi vicino a persone di valore che stavano morendo. Le persone di valore non muoiono come le persone che non valgono un cazzo. Se ti e' capitato di parlare con una persona di valore che sta morendo e ne e' conscia lo sai. E' un'esperienza pazzesca. Mi ricordo quando mori' Matilde, una bisnonna stupenda. Io abbracciavo il suo corpo ormai quasi inesistente e piangevo, non riuscendo a controllare in nessuna maniera il dolore. E lei mi accarezzava la testa e mi consolava. Mi diceva: ma dai, non e' cosi' grave, ho vissuto tanto, mi sono divertita tanto, ho amato tanto le mie figlie, le mie nipoti, le mie dolcissime bis nipoti. Ora muoio ma non e' importante. Anzi e' meglio cosi'. Sono un po' stanca. E sono stato vicino anche a un'altra donna meravigliosa che sapeva di avere davanti pochi giorni di vita, lasciava due figlie piccole che la adoravano e piu' di tutto la straziava la privazione che la sua morte avrebbe lasciato dentro di loro. Eppure, pur con quella spada nel cuore, Marina riusci' a mostrarmi la capacita' di continuare a essere presente alla sua vita, contenta di esistere con intatto tutto lo stupore per la vita e persino per l'incomprensibilita' della morte. Devo moltissimo a queste due persone che hanno condiviso con me la sensazione che la vita stia per finire. Mi hanno insegnato che la vita e' tanto dolce e potente che di fronte alla morte scopri di sapere come affrontarla anche se non hai temuto nulla piu' della fine della tua esistenza. Non posso non ringraziare coloro che mi hanno insegnato questo coraggio. Mi danno la forza di sperare che anche io saro' pervaso dal Grande Spirito Coraggioso quando dovro' compiere l'ultimo passo come entita' energetica coerente, unilocata e pensante. L'ho visto fare. So che si puo' fare. Cerchero' di farlo anch'io. E ringrazio per lo stesso motivo tutte le persone che mi hanno permesso di cercare di alleviare il loro dolore. E se tu hai capito questo valore, se tu hai capito che l'essere umano ha bisogno come il pane di entrare in contatto con i malati e i moribondi alla ricerca dei maestri piu' importanti della vita, allora, hai capito anche che devi essere disposto a pagare una tassa salata per godere di questo privilegio. Chi sta morendo ha bisogno di denaro per far fronte a qualche bisogno. Tu sei ben contento di darglielo perche' quel che ricevi in cambio non ha prezzo. In occidente fuggiamo i moribondi e poi sediamo la nostra angoscia di morte guardando in tv migliaia di morti veri o falsi, stupri, botte, rapimenti...

Per approfondire sulla storia delle culture Africani semi matriarcali
vedi QUI


Commenti

ciao jacopo, ti seguo e apprezzo il tono con cui esponi in genere i fatti ma questa volta non sono d'accordo. la teoria della faida non mi convince. ricapitoliamo. israele ha restituito la striscia di gaza ai palestinesi con strutture e infrastrutture economiche che sono state subito distrutte. dalla striscia di gaza sono incominciati a piovere razzi dal giorno stesso della restituzione. tutti i giorni. gaza doveva essere un esperimento di autonomia palestinese. a gaza i palestinesi sono ostaggio di hamas che promette loro di distruggere israele e ogni ebreo in circolazione. israele e' uno stato e hamas e' un movimento religioso fondamentalista che pratica il terrorismo. hamas spara intenzionalmente sui civili, israele colpisce basi militari e postazioni missilistiche nascoste nelle strutture civili.

intendiamoci: e' mostruoso che degli innocenti - uomini donne e bambini - muoiano cosi' ma israele deve difendersi in qualche modo e prima di farlo invia addirittura degli sms agli abitanti di gaza per invitarli ad allontanarsi.

secondo me bisogna condannare con forza il fondamentalismo di hamas che si fa scudo di civili e bambini, che disprezza la vita, che - by the way - discrimina le donne e gli omosessuali.

io penso che israele sbagli con la sua politica degli insediamenti ma e' anche vero che hamas non obietta su questo, non denuncia gli insediamenti: hamas vuole distruggere israele e - pur volendo entrare in questa tragica follia - non gli posso perdonare il fatto di illudere i palestinesi che questo sia possibile.

 

Ma non mi sembra che i militaristi israeliani siano da meno.
Se proprio dobbiamo rifare una cronistoria dobbiamo poi partire dal peccato originale di Israele: aver messo in minoranza i pacifisti che cercavano altre vie per costruire il nuovo stato e espropriato e cacciato la maggioranza dei palestinesi, riducendoli in miseria a vivere nei campi profughi per 50 anni.

Non capisco poi proprio come tu possa giudicare l'uccisione di migliaia di innocenti un fatto secondario.
Non capisco questa morale. Qualunque siano le mie ragioni io preferisco morire che uccidere un bambino. Non esiste la possibilità di concepire una situazione nella quale l'uccisione di un bambino possa diventar legittima o anche solo accettabile. Non esiste un territorio in cui la morale può andare al cesso perchè ci sono cose più importanti.
Proprio non ti capisco e mi fa paura che ci siano persone che scrivono in un bell'italiano e pensano che se c'è un buon motivo va bene far saltare in aria un bel bambino.
Ma come fai a non sentire l'orrore delle tue parole?

Ma per amor di discussione possiamo anche essere un po' puntigliosi. Ci sono pagine della storia di Israele dove si è andati anche al di là del "semplice effetto collaterale".
Vogliamo parlare delle stragi di Sabra e Shatila?

Ma anche se tu non avessi alcun senso morale potresti capire che uccidere i bambini non è mai un buon affare. Se mi ammazzi mio figlio io molto probabilmente diventerò un terrorista.
Il problema di Israele è che è nato dominato da una casta di fondamentalisti religiosi, che leggono sulla Bibbia che Dio disse a Mosè di sterminare i palestinesi (i cananei, gli evei e i gesubei) e prendere le loro terre. E negli anni '50 erano convinti che l'ordine fosse ancora valido.
E sono andati a scontrarsi contro un altro fondamentalismo religioso che ordina a certi Musulmani di scatenare una guerra santa ogni volta che hanno mal di pancia.
Israele ha fomentato il terrorismo con scelte militariste agghiaccianti e ha tradito l'idea iniziale di alcuni sionisti di costruire uno stato pacificamente.
Lo ha fatto per difendere il diritto di uno stato Israeliano. Ma questa non può essere una scusa.
Israele sarebbe potuta nascere anche seguendo una strategia gandiana.
Certo sarebbe stato molto più difficile e costoso continuare come si era fatto all'inizio, a costruire uno stato comprando le terre, invece di espropriarle. Sarebbe stato difficilissimo superare le resistenze dei signori della guerra palestinesi che si opposero alla nascita di un nuovo stato. E sarebbe stato difficile coinvolgere gli abitanti della palestina nella nascita del nuovo stato, dando anche a loro vantaggi invece di trattarli da stranieri nella loro patria. E forse Israele sarebbe oggi più piccola.. Ma sarebbe un posto molto più felice. A conti fatti Israele avrebbe risparmiato migliaia di morti.
E oggi la situazione sarebbe ben diversa.

e così io sarei lo spietato indifferente alla morte dei bambini (d'altronde il papa ti ha sempre detto che noi con il sangue dei bambini ci facciamo le azzime...) mentre hamas che di quei bambini si fa scudo sono dei combattenti... vabbeh. e da dove desumi che per me la morte di innocenti costituisce un fatto secondario? e che ne pensi di queste morti esibite a scopi propagandistici? perché non spendi nemmeno una parola per segnalare che israele rispetta i morti e non li esibisce davanti a fotografi e telecamere? che, a israele, mancano morti dilaniati dalle bombe da mostrare?

campi profughi da 50 anni? ancora? non sai che dal 1948 al 1967 gli arabi, che hanno sempre usato strumentalmente - dopo averla inventata - la causa palestinese, hanno tenuto i palestinesi in quelle condizioni che adesso tu, per sovrammercato, attribuisci tout court a israele ammesso e non concesso dovresti scontare 19 anni a quest'ultima...

perché non fai un po' d'informazione su come i bambini (ancora una volta vittime) palestinesi vengono educati all'odio, mascherati da kamikaze nelle recite scolastiche?

e poi continui ad attribuire tutte le responsabilità a israele senza dire che da sempre è l'altra parte che rifiuta la pace e il compromesso. sai a chi veramente non interessa niente dei bambini che muoiono? ad assad in siria e ad ahmadinejad in iran. sono loro che dicedono e non i palestinesi. assad pensa al golan che deve essergli restituito e quindi ben vengano i morti palestinesi e i rifiuti alle proposte di tregua egiziane, quell'altro dichiara ogni giorno che israele deve essere distrutta.

dov'eri tu - e le anime belle migliori di me - quando piovevano razzi su israele? perché non ti sei indignato? perché hamas ha continuato e continua a provocare israele pur sapendo quant è potente militarmente?

perché non la facciamo finita con la retorica e l'ipocrisia che mette la coscienza a posto?

insomma anche tu sei caduto nella trappola dello scontro fra fondamentalismi religiosi. nel 1948 non esisteva un popolo palestinese (l'80% dei giordani sono palestinesi e quella è la loro patria e ne sono stati massacrati alcune decine di migliaia dai re giordani nel tristemente famoso "settembre nero" che poi  diventato un gruppo terroristico contro israele sic...) e non c'era allora  e non c'è adesso un conflitto religioso, è un conflitto politico. non ci sono caste di religiosi che dettano l'agenda del governo israeliano, questo succedeva forse duemila anni fa.

riguardo alla cacciata anche qua siamo di fronte al mito. sicuramente una parte di quella popolazione che nel 48 era lì è stata cacciata a forza come accade in tutte le guerre, una gran parte è andata via sollecitata dai capi arabi che li rassicurava che sarebbero tornati, avrebbero cacciato gli ebrei in mare. un'altra grande parte (oggi sono 1 milione e mezzo di arabi sraeliani gli stessi che oggi protestano - e possono farlo in israele - contro l'offensiva israeliana a gaza) ha preferito vivere insieme ai malvagi ebrei. a che mi dici degli 800mila ebrei cacciati contestualmente nel '48 dai paesi arabi dove vivevano da millenni?

caro jacopo, se vogliamo dire che israele sbaglia facciamolo pure senza demonizzare nessuno. israele deve restituire la cisgiordania, siamo d'accordo, ma se cominciano a sparare razzi anche da lì? a chi può restituire quei territori? chi è in grado di dare le garanzie sufficienti?

sabra e chatila - apro e chiudo parentesi - brutto episodio che disonora israele, è bene ricordare che non è stato compiuto dagli israeliani ma dai miliziani cristiani libanesi.

Ho letto dei pareri un po contrastanti tra i commenti fatti a questo articolo, pertanto ci terrei a replicare con una lettera di cui non sono l'autore, ma che mi trova d'accordo in tutte le sue parti; ho deciso di utilizzare questa lettera perche' mi trovo attualmente nei Territori Occupati della Palestina, dunque ho avuto l'opportunita' di conoscere in prima persona la realta' dei fatti e i pensieri delle persone palestinesi ed israeliane. Non vuole essere retorica, ma semplicemente invitare a riflettere un po' di piu' chi, come io stesso in passato, un'idea del conflitto c'e' l'ha per mezzo dei media italiani o internazionali troppo spesso condizionati e "disinformativi".

Non una parola, non un pensiero, non un segno di dolore per le centinaia di persone uccise, donne, bambini, anziani e militanti di Hamas, anche loro persone. Case sventrate, palazzi interi, ministeri, scuole, farmacie, posti di polizia. Ma dove è finita la nostra umanità. Dove sono i Veltroni, con i loro “I care”, come si può tacere o difendere la politica di aggressione israeliana.

  

La popolazione di Gaza e della Cisgiordania, i palestinesi tutti,  pagano il prezzo dell’incapacità della Comunità Internazionale di far rispettare ad Israele la legalità internazionale e di cessare la sua politica coloniale.

Certo Hamas con il lancio dei razzi impaurisce ed è una  minaccia contro la popolazione civile israeliana, azioni illegali e criminali, da condannare. Bisogna fermarli.

Ma  basta con l’impunità  di Israele e dei ricatti dei loro gruppi dirigenti.

 

Dal 1967 Israele occupa militarmente i territori palestinesi, una occupazione brutale e coloniale.  Furto di  terra, demolizione di case, check point dove i palestinesi vengono trattati con disprezzo, picchiati, umiliati,  colonie che  crescono a dismisura portando via terra, acqua, distruggendo coltivazioni. Migliaia di prigionieri politici, ai quali sono impedite anche le visite dei familiari.

  

Ma voi dirigenti politici, avete mai visto la disperazione di un contadino palestinese che si abbraccia al suo albero di olivo mentre un bulldozer glielo porta via e dei soldati che  lo pestano con il fucile per farglielo lasciare, o una donna che partorisce dietro un masso e il marito taglia il cordone ombelicale con un sasso perché soldati israeliani al check point non gli permettono di passare per andare all’ ospedale, o Um Kamel, cacciata dalla sua casa, acquistata con  sacrifici perché fanatici ebrei non sopravissuti all’olocausto ma arrivati da Brooklin, pensando che quella terra e quindi quella casa sia  loro per diritto divino, sono entrati di forza e l’hanno occupata perché vogliono costruire in quel quartiere arabo di Gerusalemme un'altra colonia ebraica. Avete mai visto i bambini dei villaggi circostanti Tuwani a sud di Hebron che per andare a scuola devono camminare più di un ora e mezza perché nella strada diretta dal loro villaggio alla scuola si trova un insediamento e i coloni picchiano ed aggrediscono i bambini, oppure i pastori di Tuwani che trovano le loro tanche d’acqua o le loro pecore avvelenate da fanatici coloni, o la città di Hebron ridotta a fantasma perché nel centro storico difesi da più di mille soldati 400 coloni hanno cacciato migliaia di palestinesi, costringendo a chiudere più di 870 negozi.

Avete visto il muro che taglia strade e quartieri che toglie terre ai villaggi che divide palestinesi da

Palestinesi, che annette territorio fertile e acqua ad Israele, un muro considerato illegale dalla Corte Internazionale di giustizia. Avete visto al valico di Eretz i malati di cancro rimandati indietro per questioni di sicurezza, negli ultimi 19 mesi sono 283 le persone morte per mancanze di cure, avrebbero dovuto essere ricoverate negli ospedali all’estero, ma non sono stati fatti passare malgrado medici israeliani del gruppo Physician for Human Rights garantissero per loro. Avete sentito il freddo che penetra nelle ossa nelle notte gelide di Gaza perché non c’è riscaldamento, non c’è luce, o i bambini nati prematuri nell’ospedale di Shifa con i loro corpicini che vogliono vivere e bastano trenta minuti  senza elettricità perché muoiano.

Avete visto la paura e il terrore negli occhi dei bambini, i loro corpi spezzati. Certo anche quelli dei bambini di Sderot, la loro paura non è diversa, e anche i razzi uccidono ma almeno loro hanno dei rifugi dove andare e per fortuna non hanno mai visto palazzi sventrati o decine di cadaveri intorno a loro o aerei che li bombardano a tappeto. Basta un morto per dire no, ma anche le proporzioni contano: dal 2002 ad oggi per lanci di razzi di estremisti palestinesi sono state uccise 20 persone. Troppe, ma a Gaza nello stesso tempo sono stati distrutte migliaia e migliaia di case ed uccise più di tre mila persone tra  loro centinaia di bambini che non tiravano razzi.

 Dopo le manifestazioni di Milano dove sono state bruciate bandiere israeliane, voi dirigenti politici avete  tutti manifestato indignazione, avete urlato la vostra condanna. Ne avete tutto il diritto. Io non brucio bandiere né israeliane né di altri paesi e penso che Israele abbia il diritto di esistere come uno Stato normale, uno stato per i suoi cittadini, con le frontiere del 1967, molto più ampie di quelle della partizione della Palestina decisa dalla Nazioni Unite del 1947.

Avrei però voluto sentire la vostra indignazione e la vostra umanità e sentirvi urlare il  dolore per tante morti e tanta distruzione, per tanta arroganza, per tanta disumanità, per tanta violazione del diritto internazionale e umanitario.  Avrei voluto sentirvi dire ai governanti israeliani: cessate il fuoco, cessate l’assedio a Gaza, fermate la costruzione delle colonie in Cisgiordania, finitela con l’ occupazione militare, rispettate e applicate le risoluzioni delle Nazioni Unite, questo è il modo per togliere ogni spazio ai fondamentalismi e alle minacce contro Israele.

Lo hanno detto migliaia di israeliani alla manifestazione Tel Aviv: ci rifiutiamo di essere nemici, basta con l’occupazione, fermate il massacro.

Dio mio in che mondo terribile viviamo!

 

 

scusa ma questo intervento pieno di tante cose vere e di tante bugie come lo devo considerare? che cos'è, una risposta al mio ultimo intervento data per interposta persona e messa in malafede in cima ai commenti invece che in coda come gli altri? uno che legge l'articolo che idea vuoi che si faccia?

che c'è, siamo a corto di argomenti e torniamo a far leva sui sentimenti invece che sulla ragione?

intanto, come conclude l'articolo, gli israeliani e gli arabi israeliani possono manifestare contro il governo, cosa impossibile in tutti gli altri paesi dell'area. date un'occhiata pure a come hamas tratta i dissidenti, quelli che la pensano in modo diverso, ai loro fratelli (?) di al fatah...

intanto come si fa a tollerare ancora e soprattutto in questo caso la definizione "politica di aggressione israeliana"? dopo anni di missili su israele da parte di hamas? non lo senti il fragore della retorica? come fai a pubblicare una cosa del genere senza un tuo commento, una tua precisazione, una tua risposta?

intanto sarebbe opportuno ricordare che attraverso i valichi, sulle ambulanze, hanno tentato e a volte sono riusciti a passare terroristi che andavano a farsi esplodere nelle pizzerie. ha senso lamentarsi poi del rigore con cui si controllano le persone ai valichi?

intanto il muro ha interrotto la dolorosa serie di attacchi siucidi. la corte israeliana di giustizia ha imposto di modificare il tracciato nei tratti in cui era oggettivamente illegale.

abbiamo già detto che l'occupazione non e' giusta e che gli insediamenti sono illegali, ma non mi sembra che hamas faccia proposte di trattativa per tornare ai confini del '67, dice piuttosto dice che vuole distruggere israele e sterminare tutti gli ebrei. leggetevi lo statuto di hamas,

“Il Movimento di Resistenza Islamico crede che la terra di Palestina sia un sacro deposito (waqf), terra islamica affidata alle generazioni dell’islam fino al giorno della resurrezione. Non è accettabile rinunciare ad alcuna parte di essa. Nessuno Stato arabo, né tutti gli Stati arabi nel loro insieme, nessun re o presidente, né tutti i re e presidenti messi insieme, nessuna organizzazione, né tutte le organizzazioni palestinesi o arabe unite hanno il diritto di disporre o di cedere anche un singolo pezzo di essa, perché la Palestina è terra islamica affidata alle generazioni dell’islam sino al giorno del giudizio. Questa è la regola nella legge islamica (shari’a), e la stessa regola si applica a ogni terra che i musulmani abbiano conquistato con la forza, perché al tempo della conquista i musulmani la hanno consacrata per tutte le generazioni dell’islam fino al giorno del giudizio."

poi è israele che rivendica il territorio su basi religiose...

Strano poi che per affermare un principio spirituale come quello della sacralità della terra, si usi un termine, Palestina, di natura europea e cristiana, inventato recentemente, che non appartiene alla cultura mediorientale e si riferisce ad una entità che giuridicamente non è mai esistita. Perché hamas non utilizza un termine arabo rintracciabile nei testi costitutivi dell’Islam? E perché non si indicano chiaramente i confini della Palestina che, nella espressione inglese, comprende anche l’attuale Giordania ?

Le linee del 67 sono linee d’armistizio, deposizione momentanea delle armi, ma non sono confini negoziati e riconosciuti. Quei confini, peraltro, non riguardano i palestinesi ma Israele e la Giordania.

perché non si sostiene abu mazen invece di incoraggiare quei delinquenti hamas?