Lettera a chi sta proprio malissimo (come me)

Care amiche, cari amici,
vorrei dedicare questo post a tutti quelli che stano nella merda come me.
E non posso neanche spiegare cosa mi è successo. Per tutta una serie di questioni che neanche queste posso spiegare.
Insomma una questione molto delicata.
Non si tratta di un danno primario. Non sto morendo o cose simili. Niente morti, niente feriti gravi.
Ma sono nella merda lo stesso. Certamente c’è molta gente che è più nella merda di me.
Nella merda per danni primari.
Ma quando stai male è difficile prendere le misure e fare confronti.
Quindi mi permetto di parlare a tutti quelli che stano male. Non per dare consigli, non ne ho.
Solo per scambiare quattro chiacchiere che magari fa bene.
Quattro chiacchiere per condividere. Perché scrivere mi fa stare meglio. Rallenta quel martello pneumatico che ho nella testa e che non dà tregua.
Perché è lì il problema: quel cazzo di sistema nella testa che continua a ricreare quel pensiero. Fisso.
Spero che anche tu che stai nella merda, più o meno come me, abbia una forma d’arte da coltivare, una forma di comunicazione con la quale irretire i pensieri.
E ringrazio Dio o chi per lui perché ho vicino persone che mi amano, a partire da Eleonora.
Sapere che puoi rompere i coglioni a qualcuno all’una di notte, e che sta ad ascoltarti e ti vuole bene anche se è notte alta è una cosa grande. Perché quando il cervello martella a certi livelli di violenza hai proprio paura che se non parli con qualcuno scolli completamente e ti metti a dare le testate contro il muro o qualunque altra cosa pur di interrompere quella macina rovente che ti gira dentro.
Merda.
E poi ti si attaccano al dolore tutti i dolori passati, fai dei bei pacchetti di commiserazione e ti dici: cazzo è sicuro che morirò per questo male che sento dentro, mi ammalerò di una cazzo di malattia stronza.
Vaffanculo vaffanculo vaffanculo.
E mi fermo qui perché se apro l’armadio della commiserazione faccio uscire tante tonnellate di merda da spalmare un oceano di medie dimensioni.
E penso invece a chi sta peggio di me. A chi è colpito dai famosi, terribili danni primari.
Mi sono chiesto molte volte, perché sono masochista, la faccia che farei, come mi sentirei, se mi dicessero che la mia vita sta per finire, o che devono privarmi di pezzi del mio corpo per tenermi in vita. E non puoi non chiederti perché cazzo la vita è così sbagliata.
E ci puoi mettere tutto l’amore per i tramonti o per i seni delle donne, puoi metterci tutto il sole d’estate e le battaglie a muso duro. Ma fai difficile a pareggiare il conto.
Poi mi ricordo di Angese, quando stava morendo tra le mie braccia, e il computer dell’ospedale dove finivano tuti i sensori che aveva addosso, diceva con la voce sintetica: “Emergenza! Il paziente è sprovvisto di battito cardiaco. Agire con urgenza.” E io l’ho guardato e gli ho chiesto: “Sergio, sei ancora vivo?” E lui mi ha detto: “Certo che sono vivo.” E ci veniva, nonostante tutto, da ridere.
Quella sera Sergio, approfittando di un colpo di fortuna elettronico, mi ha dimostrato che si riesce a affrontare perfino la morte.
A Alcatraz a volte vengono persone che hanno bisogno di vedere gente allegra per tirar su i pezzi.
A volte arrivano persone che hanno subito dolori atroci, come la perdita di un figlio.
La cosa strana è che vedi queste persone e non lo diresti mai che hanno sofferto così tanto.
La vita, nonostante tutto non smette mai di essere miracolosa. Quantomeno perché quando sei lì davanti al disastro muti e diventi improvvisamente l’essere umano capace di affrontare quel disastro.
E’ una magra consolazione.
Ma è questo che ci necessita, come minimo.
Il fatto di stare qui a scrivere del dolore non mi toglie il dolore.
Ma riesco ad ammansirlo.
Mi sono messo a disegnare moltissimo, come non mi accadeva da tempo.
E non sulla tavoletta grafica col computer, carta vera, matita e pennelli.
Disegno strane scene che non possono accadere su questo pianeta.
Disegno sogni.
Fa sempre male, ma riesco a spostarmi.
L’altra cosa che faccio è attaccarmi ai video games.
Potete dire tutto quello che volete contro i video games ma dal mio punto di vista sono un grande antidolorifico.
Intontiscono, rimbecilliscono? Chissenefrega.
Lo so che è pure politicamente scorretto…
Perdonatemi.
Ma io proprio riesco a malapena a respirare figurarsi il politicamente scorretto.
Se sei un maschietto con sindromi paranoidi violente ti consiglio Unrial Turnement.
80 posti pazzeschi dove massacrare fottutissimi invasori extragalattici, veramente cattivi in modo esagerato. Fantastico: scenari impossibili, blindati con cannoni laser veramente tosti.
E se ti incazzi puoi sempre usare il REDENTORE.
Un lanciarazzi portatile in grado di radere al suolo un’intera brigata nemica.
E intendiamoci: la guerra contro le locuste extragalattiche è una necessità epocale.
Sono convinto che quando avrò finito di ammazzarli tutti cadrà il governo Berlusconi. C’è un nesso alchemico.

Grazie per aver ascoltato questo sfogo.

E apro quindi: Il Muro Del Pianto.
Uno spazio libero dove frignare in modo scomposto per l’ingiustizia del mondo.
Il luogo delle lamentazioni.
Una grande spalla virtuale sulla quale affliggersi senza remore.
Ridere è il nostro obiettivo. Ma se proprio c’è da piangere ci concederemo anche questo.


Commenti

Consiglio vivamente questo film: "Little Miss Sunshine". Fidatevi è davvero qualcosa di meraviglioso.

Baci.

 

 

 

 

 

 

Baci Patch

Premetto che mi tolgono il sorriso solo le cose veramente gravi. Danni primari, per intenderci, dolori intensi come la perdita delle persone care.

Ma quando sono un po' giù penso o rivedo Priscilla, la regina del deserto. Non so perchè ma mi fa star bene. Credo sia per la capacità di relativizzare...

In passato funzionavano bene alcuni passi di "se questo è un uomo"... in confronto tutto risultava una passeggiata...

 

Tieni duro Jacopo. A Napoli si dice "Ha da' passà a nuttata"

un abbraccio

eli

Ciao Jacopo,

quello che scrivi mi risuona molto.... come te, sono bellamente e tanfosamente immersa nella merda. Non riesco a piangere, il dolore che provo, non essendo causato da lutti, malattie, amori finiti, insomma, da eventi "codificati" e riconoscibili, non viene accettato. Spesso nemmeno da me. Ho scoperchiato il vaso delle mie paure, inzeppate per così tanti anni che quasi non le riconosco più. Questo comporta solo che quando me le trovo davanti, ne ho ancora più paura, mi fanno ancora più male.

Cosa c'è di buono in tutto questo?

1) ho scoperto di non essere una Ercolina, ossia una sorta di supereroina, sempre pronta, sempre capace a far tutto

2) ho scoperto che i tratti del mio viso si sono addolciti

3) ho scoperto che posso piangere (quando ci riesco) anche se sono ore che non bevo

4) ho scoperto che quando leggo cose come quella che hai scritto tu, mi risuonano dentro con calore, mi fanno sentire, nonostante tutto, meno sola.

5) ho scoperto che se si piange non da soli, ci si guadagnano: abbracci, baci, magari qualche lacrima, tanto calore e pure un po' di risate. Ci si avvicina. Ci si stropiccia.

Abbiamo cenato insieme, un po' di anni fa, in occasione di una serata tutta a base di cacao (sante donne di Alcatraz che cucinano superbamente..). Ero alla tua sinistra, mi sono goduta la tua compagnia e anche qualche bicchiere di vino che mi hai versato. Ad un certo punto hai detto: "Mi sa che stasera è meglio che non guidi io per tornare a casa... non sono ubriaco, però non sono sicuro di beccare tutte le curve..." Ed hai sorriso. Ed anche io ho sorriso, insieme alle altre persone che ti hanno ascoltato.

 Cosa c'entra con il tuo sfogo? Forse nulla. O forse a sottolineare che ti voglio bene.

 

Nue

 

PS: invidio la tua conoscenza di videogiochi, io sono rimasta drammaticamente a space invaders.... se proprio ho bisogno di sciacquarmi il cervello, intavolo partite interminabili di Spider. Barando, ovviamente. :-)

Ti consiglio Lara Croft, è più da ragazze, scenari stupendi e su You Tube trovi il video con tutte le doluzioni, così con impazzisci. Lo fai passo passo seguendo il video dove ti blocchi.

Guarda, è normale quello che ti capita, capita a tutti noi ex-comunisti ora ecologisti sempre incazzati.

Quando mi capita uno stato maniaco-depressivo io faccio così:

1) Per qualche giorno non leggo il blog di Beppe Grillo, qualche notizia negativa in meno e sto subito meglio;

2) Affitto un SUV, ma uno di quelli bastardi, almeno 3000 cc di cilindrata, 3 Km al litro. Con quello mi reco fino ad un outlet e mi metto in coda sgasando;

3) Cerco i profili dei miei ex compagni di scuola su Facebook, dalle foto vedo che sono messi peggio di me e questo aumenta l'autostima;

4) Cerco il numero di telefono di una mia ex, chiamo e dico solo "SEI UNA STRONZA" e riaggancio subito;

5) Ascolto Radio Padania e capisco che Hitler al confronto non era per nulla razzista

6) Mi guardo tre ore del Grande Fratello su Canile 5 (sì, come il posto dove stanno i cani) e così capisco che la mia vita domestica è tutta rose e fiori.

 

Se tutto ciò non basta, ci vuole la terapia d'urto, mi riguardo il filmato in Dolby Surround di quando Berlusconi è sceso in campo negli anni '90, da quel momento comincio ad avere visioni mistiche e mi ricollego col Tutto.

 

Vabbè, adesso vado, altrimenti finisce il gasolio nel SUV e non dovrei aver da spingere 2 tonnellate di auto...

:-)

Veramente grazie

Il buio, i giorni neri, passeranno. Quando sei nel buio non si vedono uscite, bisogna aspettare e da qualche parte ricomparirà la luce.
Questo è quello che mi sono memorizzato nel bios, appunto per i momenti neri, in cui non si vede nulla.
Talvolta il pensiero fisso è più la risoluzione del problema che il problema stesso, non sapendo se un azione puo migliorare o peggiorare la situazione, ma stare fermi o agire può essere assimilato al caso, nessuno ha la soluzione giusta a portata di mano e uno sbaglio in situazioni difficili è pienamente giustificabile. Non sto dando suggerimenti, era solo una riflessione, per avvalorare l'ipotesi che "la nottata passerà".
Comunque l'idea dell'ecologista che affitta il SUV  e sgasa fuori l'outlet mi piace molto. (Però piu quando  hai una depressione che non sai da dove viene che quando hai una cavolo di preoccupazione che ti distoglie da ogni attività ludica) Allora è meglio non pensarci troppo e decidere cosa fare o non fare nei momenti piu calmi possibili. 

Diego - Fonte Live

Mi allenerò con la fine del tunnel

Ciao Jacopo, quando ho realizzato per bene in quanta cacca stiamo m'è venuto un mancamento...

Ora sto reagendo. Come un pazzo sto cercando di combattere questa "crisi" per riuscire ad addolcire lo scenario. E' faticoso, ma non penso a tutti di dati che ho in testa e penso che le premesse possono portare anche a risultati imprevisti in un sistema complesso.

L'uomo è un animale molto adattabile e come dici tu "diventi improvvisamente l’essere umano capace di affrontare quel disastro".

M.

Vai a vedere che la gente di sinistra sta soffrendo?

Questa risposta non ti aiuterebbe.

;-)

Un abbraccio forte

M.

Crisi... nei momenti in cui è vera, sincera, irrefrenabile io penso sempre un cosa: La parola crisi, in cinese, si scrive utilizzando 2 ideogrammi che sono "pericolo" e "opportunità"...

Questo fa stare meglio?

Assolutamente no, però in qualche modo mi convinco che, se i cinesi avevano un po' di ragione forse la cosa può migliorare se sposto il mio punto di vista...

Poi leggo sempre "cervelli verdi fritti" (non so se a te fa lo stesso effetto, sono parole tue, ma a me chiarisce sempre qualcosa; l'avrò letto 100 volte..ora mi si staccano le pagine centrali...dovrò ricomprarlo! :D)

Condivido in pieno i videogiochi... Se non l'hai fatto, pigliati una wii (ti permette di picchiare i cattivoni muovendoti come se lo facessi dal vero... sfoga il doppio rispetto i videogames normali)

Ma la cosa che mi fa davvero sghignare dalle risate è prendere le massime dei grandi della storia che dovrebbero in qualche modo tirarmi su e ribaltarle...l'ultima ceazione è stata: "Ciò che un bruco sull'asfalto chiama fine del mondo, per il resto del mondo è una ciabatta" Mistica!

Forza Jacopo!

Se il tuo cervello ti ha permesso di scrivere che gli elefanti non fanno la cacca,ma che la loro è una frana anale (rido ancora adesso dopo anni che l'ho letta) allora non c'è nulla che la tua mente non possa superare... è solo una questione ti tempo!

 

Grazie Nuzzino, un abbraccio...

e non vuoi che ti diano soluzioni ma che dicano con te: è ingiusto, questo mondo è ingiusto. Come dice Pennac: se Dio esiste, ci deve delle spiegazioni.
E ogni tanto questa ingiustizia fa proprio male, tocca nell'intimo e ti pare, semplicemente che questa volta non ce la farai, ti sembra veramente troppo.
Un mesetto fa ho pensato la stessa cosa... poi due bicchieri di rum, un sonno agitato, la condivisione con un paio di amici, un paio di discussioni con altri due e... si va avanti, a piccoli passi, sapendo che la strada è erta e piena di spine ma che finchè siamo vivi non ci avranno.
Ma lo sappiamo sempre che ne usciremo, perchè, Jacopo, noi siamo brave persone, non ci sono santi, solo che a volte non vuoi sentirti dare le soluzioni, vuoi solo una spalla dove piangere e una coccola.
Senza dare la colpa a nessun altro se non all'ingiustizia di questo mondo e alla paura che ci perseguita. E noi siamo pure fortunati che gli amici con cui condividere li abbiamo e se li abbiamo ce li saremo pure meritati eh?
Fa male, a volte, fa malissimo e ci sembra che la tristezza ci farà ammalare, ma è solo che è buio. E alllora ben vengano tutti i "ciucci" e le cose che ci permettano, almeno per un po', di non pensarci, di distrarre la mente da pensieri che si aggrovigliano: videogames, pittura, e lo sfogo della scrittura. Ma anche dare pugni a un sacco, andare nel bosco e urlare al mondo che lo odi e, anche, un bel SUV inquinante :))
Domani uno spiraglio di sole, Jacopo, vedrai che primavera torna, mi ha telefonato e mi ha assicurato che sì, torna. Vuoi non credere alla tua strega preferita?
Ti voglio bene
Gabriella

 

 

 

Ciao Jacopo ci sono anche io con te , e condivido il fatto dei videogames ,li trovo più rilassanti e più utili di una bevuta o altro, poi penso che sia soggettivo però anche io quando sto parecchio incazzato o giù mi dò da matti al videoludico ,grazie comunque sempre e come sai anche io sto passandon un momento di forte delusione ma sono con te

Caro Jacopo,

mi dispiace moltissimo di sapere che stai male, perché non solo ho per te una grandissima stima, ma altrettanto affetto per quello che sei e per quello che fai. Il cacao che mi arriva tutte le sere è per me sempre un momento piacevole e spero che con lo scambio di battute paradossale che adesso ti mando, tu possa ribaltare per un attimo il tuo stato d'animo. L'ho letto non so più dove ma è così significativo che mi pare insuperabile: "un nazista, incontrando un ebreo gli dice "carogna" e quello, sorridendo gli risponde "piacere, Levi".

Ti abbraccio

Anna

stai nel regno del mortifero?

l'ho riconosciuta tra le righe la tendenza "mortifera".
La tendenza mortifera è bastarda. S'insinua. Ti frega.

Ma la Vita "appesta".
Soprattutto quelli che cercano uno spazio libero dove frignare in modo scomposto per l'ingiustizia del mondo.

Appesta.
E quando quella "peste" ce l'hai dentro, sono cazzi per il mortifero.
Me lo ricordi ogni volta che ti leggo.
Anche quando apri il luogo delle lamentazioni.

 Ho appena finito di leggere il tuo post.
La mia mente è invasa dai pensieri, il cuore è in subbuglio,  ho mille cose da dire, ma non so da dove iniziare. Ho fretta di parlare, e non va bene.
Recita un detto musulmano. “ la fretta è del diavolo, la calma è di Dio”.
Devo ritrovare la calma.
Ricorro ad un mantra  che mi aiuta in queste situazioni:
“Per quanto grande sia la furia della tempesta, il mare nella  sua profondità mantiene la sua calma”   
Lo lascio semplicemente risuonare ……………… respiro ……………. silenzio  ……………..
 La calma è tornata, ora posso propormi.
Non amo gli interventi lunghi , ma questo necessariamente dovrà esserlo. Spero nella tua comprensione e in quella dei lettori.
Prima di tutto una premessa: richiedo per le riflessioni che andrò a proporre, soprattutto nella parte finale,  un atteggiamento possibilista.
Non pretendo assolutamente una qualsiasi forma di condivisione, perché  sono perfettamente cosciente che ciò che  dirò andrà controcorrente, un atteggiamento possibilista però lo ritengo indispensabile.
Attualmente non sto malissimo, ma non molto tempo fa lo sono stato, sono stati lunghi anni in cui credo di aver attraversato gli abissi della sofferenza, ne sono uscito da poco,   per cui comprendo benissimo cosa significhi tale sofferenza.
E’ stato un periodo di sofferenza indicibile, del quale do solo una breve descrizione per rendere l’idea.
Non vorrei parlare di me ma ritengo necessario farlo per comprendere il senso del mio intervento.
Conducevo una vita discretamente serena con moglie, due figlie,la seconda adottata di origine indiana, casa di proprietà con  adiacenti i genitori e la famiglia del fratello,  lavoro statale metà giornata, alternavo al pomeriggio la  collaborazione con uno studio di progettazione edile, al volontariato presso una comunità per il recupero dei tossicodipendenti, e all’impegno politico nella realtà locale. Per farla breve la classica famigliola tipo mulino bianco o giù di lì.
Eravamo una famiglia accogliente, dove c’era dialogo, apertura verso il prossimo, accoglienza. Per fare un esempio a casa nostra venivano le coppie di amici per discutere con noi dei loro problemi quando erano in crisi. Eravamo considerati una famiglia da imitare.
Poi improvvisamente le prime crepe in un crescendo di accadimenti che mi lascia letteralmente interdetto. Li  descrivo in modo sintetico, in rapida successione, anche se ogni avvenimento richiederebbe una spiegazione. Ma non mi pare questo né il luogo né il momento, e sarebbero fuorvianti allo scopo che mi sono prefisso.
Inizio col subire il primo tradimento da un caro amico in politica; ferito e deluso lascio tale impegno.
 Il socio dello studio anch’egli un amico, col quale collaboro viene implicato in falsificazioni di documenti, scoperto si indebita e paga tali debiti usando la quota che spetta a me. Ulteriormente ferito lascio lo studio.
 Il responsabile della comunità dove opero da tanti anni per screzi sulla coerenza agli ideali che ci eravamo preposti, mi costringe ad allontanarmi dalla comunità. La botta questa volta è estremamente dolorosa, avevo conseguito un diploma universitario specifico  nel settore con molti sacrifici.

 Nel frattempo i miei genitori anziani si ammalano, in modo grave, mio padre muore, mia madre gradatamente rimane inferma, fratello e cognata si defilano, rimaniamo completamente soli ad assistere mia madre per diversi anni, perché non vogliamo metterla in casa di ricovero.

Passiamo anni da incubo di vera e propria disperazione, con i figli da crescere, i soldi che non bastano mai. Ero arrivato ad avere pensieri che adesso trovo terrificanti: speravo al mattino di trovare mia madre morta! Credo che questo dica tutto sul punto in cui eravamo arrivati.

Poi improvvisamente il colpo più tremendo: mia moglie non ce la fa più, cede, e dopo un’enorme sofferenza mi lascia. E’ come se mi fosse scoppiata una bomba atomica addosso, ne esco annichilito,credo di aver toccato soglie di sofferenza indicibili.
 Vorrei scappare da questa orribile devastante realtà, ma non posso farlo ci sono due figlie da crescere che stanno a loro volta soffrendo in modo indicibile per questa separazione.
 Viviamo anni da separati in casa. Mi pare di impazzire, ma non so come trovo la forza per andare avanti. Passano anni dolorosissimi, nei quali non possiamo esternare il nostro dolore davanti alle figlie, Piangiamo di nascosto, ognuno per conto suo.
E’ tutto pazzesco, mi sembra di vivere in un incubo senza fine. Non so come ma riusciamo a crescere le figlie in un clima abbastanza tranquillo per quello che è possibile.
 In questo periodo mia madre muore. E tremendo dirlo ma vivo la cosa come una liberazione.
 Le figlie, finiti gli studi trovano lavoro, ora possiamo finalmente divorziare in modo dignitoso, la convivenza obbligata ha stemperato i rancori.
Il bombardamento è finito, inizia la tregua. Posso riprendere in mano la mia vita e fare un resoconto dei danni.  Di tutto quello che avevo mi sono rimaste due meravigliose figlie gli amici veri,  e  una piccola mansarda dove attualmente vivo. Il resto è andato perduto. Il mulino bianco non c’è più. Sparito.
Ma nonostante tutto questo come hai ben detto tu posso ora a distanza di tempo affermare che la vita non smette mai di essere miracolosa.
Da questa tremenda esperienza ho avuto insegnamenti straordinari, questa esperienza mi ha consentito di cambiare letteralmente modo di pensare . Ho imparato a non giudicare i fatti che mi sono accaduti secondi gli schemi classici del pensare corrente ma di osservarli dal punto di vista evolutivo.
Secondo gli schemi classici del pensare  alla resa dei conti, io sono più o meno un fallito, e non trovo una spiegazione logica al significato di ciò che appare come male.
Ma se osservo il tutto dal punto di vista evolutivo, tutto cambia.
Nella logica umana esiste il bene e il male, nella logica dell’universo non esiste il bene e il male, esiste opportunità evolutiva. Nell’universo vi è una profonda saggezza che quando interviene fa ciò che è bene per consentire la nostra evoluzione.
Nella nostra logica amare significa fare il bene, nella logica dell’universo amare significa fare ciò che è necessario per consentirci di diventare uomini liberi. E a volte per fare ciò che è necessario si deve fare ciò che viene considerato nel pensare comune come male.  
Ora affermerò una frase che probabilmente ti farà sobbalzare sulla sedia :Per la mia evoluzione e per quella delle persone coinvolte è stata una vita perfetta!!
 Come uomo posso dirti tranquillamente che avrei voluto essere stato lontano mille miglia da quanto mi è accaduto, ma osservando questi fatti con lealtà interiore  dal punto di vista evolutivo devo ammettere che quanto mi è accaduto è stato perfetto.
Quando vivevo nella realtà del mulino bianco, avevo raggiunto un certo grado di evoluzione come persona,avevo imparato certamente tante belle cose, amavo ed ero ricambiato, certo era dura con i ragazzi tossicodipendenti, ma in fondo ricevevo delle gratificazioni da loro quando qualcuno di loro usciva dal problema, aiutavo ed ero gratificato.
Oggettivamente rimanendo in questa situazione non vedo quali altri progressi evolutivi di crescita interiore avrei potuto avere.
Ma se osservo con la massima equanimità i fatti che mi  sono piombati addosso successivamente, mi tocca ammettere che sono stati perfetti e che mi hanno consentito di crescere ulteriormente. Sono stati impulsi di straordinaria efficacia lo devo ammettere anche se nella  nostra logica essi  appaiono come male.
Onestamente:  se la vita non mi avesse messo di fronte al tradimento delle persone più care, di fronte al dover accompagnare al morire, e cercare il senso di questo morire, dove non puoi bleffare o consolarti  perché non vi era nessuna  gratificazione in queste prove della vita, come avrei potuto progredire ulteriormente?
Per elaborare la morte, devi avere l’opportunità di accompagnare qualcuno in questo passaggio, tu lo sai meglio di me, lo hai sperimentato con Angese che ti ha regalato la meravigliosa esperienza che hai descritto.
Per progredire nell’amore ed imparare ad amare in modo incondizionato,  può essere necessario  superare il tradimento, misurarti con la tua solitudine,  puoi dover imparare a fare ciò che è necessario.
Sono cose che si devono conquistare, con sforzo  esclusivamente personale.
Quando l’universo ci emana veniamo dal TUTTO , per diventare liberi dobbiamo conquistarci un IO.
Ma come posso diventare IO se non prendo coscienza di me stesso. Trovo che in questo privarsi di parti di sé stesso per consentirci di diventare liberi ed autonomi sia  un atto d’amore da parte di questa “saggezza cosmica”  che trascende oltre la nostra mente.
Certo a volte quando mi rivolgo a questa forma “di saggezza cosmica” da uomo debole quale sono capita che mi lamento un po’, ma poi debbo riconoscere che  al posto suo  non avrei saputo far di meglio.
Molte altre cose vorrei dovrei aggiungere, mi rendo conto di non poter essere stato esaustivo, sono tematiche queste che richiederebbero   molto tempo per essere sviscerate, sono processi di crescita che richiedono elaborazione graduale. Per il momento mi fermo qui.
Vorrei chiudere con un mantra sull’argomento, ma mi rendo conto di aver messo tanta carne sul fuoco. In seguito se vi farà piacere ve lo proporrò.
 Ora devo fare conto con le mie forze, scrivere di queste cose  mi costa uno sforzo tremendo, è per me estremamente difficile spiegare questi concetti a parole.
Ma ci provo perché ti voglio e vi voglio un gran bene.                     Idio

 

Caro Jacopo, il tuo è un momento di crisi da superlavoro.
Spesso mi sono chiesto se avevi addosso una pila atomica ! Il tuo corpo ti sta mandando un messaggio in cui ti dice "Stop Riposo". Ascoltati e la mente falla riposare dai mille perchè. I videogiochi vanno benissimo come qualsiasi cosa che non sia un "devo" ma un "voglio". Ho la stessa tua età e a volte passano anche a me certi momenti e sempre dopo che mi vado a torturare con i mille perchè sui massimi sistemi esistenziali.Ripenso poi che troppa analisi porta alla paralisi , cambio atteggiamento e tutto passa e torno come prima. Questi momenti per fortuna durano poco e se ne vanno abbastanza in fretta anche grazie alle coccole delle persone care che vivono con me.Tu da questo punto di vista non hai problemi perchè tutti noi, tuoi grandi ammiratori ti vogliamo un mondo di bene e ti coccoliamo in un grande abbraccio!!!!!!!!!!

Garrone e famiglia
 

 

 

Cioè, questa cosa di cui non puoi parlare, che non è relativa ad un danno primario,

è reale? 

l'accenno al maschietto con sindrome paranoide violenta mi dà da pensare, così come tutta la tua lettera, però prima di lanciarmi in un racconto del mio vissuto o nell'elargizione di una serie di consigli (non so scherzare, devo ancora imparare) ho bisogno di definire questo particolare.

mi ha molto colpito questa lettera, sembra la descrizione dei miei ultimi tre anni di vita, forse quattro,

e mi farebbe piacere poterti aiutare in qualche modo, considerando l'aiuto che ho ricevuto da te in questi anni leggendo le tue cose, ed il fatto che ti ritengo una persona onesta, capace di esporsi.     

  fammi sapere

  nel frattempo, grazie e baci.

 

scusami ma non posso rispondere.
un abbraccio
auguri.

E grazie a tutti quanti mi stanno scrivendo in questo spazio. Mi è veramente di enorme aiuto.
E spero lo sia anche per quanti altri si trovano a vedere il Nero.
UN bacio. Cento baci.
Internet è veramente uno strumento straordinario che sta cambiando le nostre vite e creando opportunità stupefacenti.

Sai Jacopo, io non credo che ti verrà una malattia stronza, perchè hai la fortuna di poterlo ammettere (con te stesso e con il resto del mondo) che stai male. E, credimi, non è scontato che sia così per tutti.
Sei circondato da persone che ti amano e con le quali non è necessario o doveroso fingersi un supereroe. Puoi viverti il tuo dolore, sezionarlo, parlarne... sempre con la certezza di sapere che ti amiamo tutti e, con te, aspettiamo la primavera a Santa Cristina.
Lo so, il dolore resta e, ora, il carico maggiore lo porti tu. Ma i dolori, le delusioni, i fallimenti, le paure, lo sappiamo, vanno e vengono per tutti noi.
Come le cose belle. Per fortuna.

Marianna

 

Caro Jacopo, mi dispiace molto leggere le tue parole. Non so bene quello che stai attraversando ma posso dirti che sei un persona importante per me. Non ci siamo mai conosciuti, ma in un momento di grande difficoltà, vagabondando per internet, ho incontrato il tuo lavoro. A piccoli passi e piccoli esperimenti, la mia vita è cambiata! Grazie. Io ho solo una vita a disposizione e se posso passarmela meglio è anche grazie al tuo aiuto, mettila come vuoi, ma sei un eroe. E sono sicuro che non sono l'unico che a giovato della tua esistenza.
Non so se tutto questo possa aiutarti ma grazie di cuore, non ci sono parole.
In bocca al lupo e conta pure su tutte le persone che ti stimano e ti amano.
Marco

Leggendo tutti questi commenti mi sono un pò ripresa...So di per certo che nn sono la sola ke ha questi momenti di merda...La cosa brutta di tutto ciò è che non capisco se c'è immotivatezza o semplicemente la non volontà di risolvere i problemi... Che scelgo forse la via + semplice..SO che le cose vanno affrontate..ma se c provo, di nuovo tutti i pensieri in testa.. che davvero poi non ragiono... Per questo studio e non capisco quello che studio..E per questo rinuncio..Non si può studiare se non sei concentrato...E io odio questo stato che ho...Ho sfoghi come la salsa o il nuoto..però i pensieri si ripresentano...Vorrei non dare peso a tante cose ke so ke nn sono fondamentali...E il ftt che mio padre ha un tumore dovrebbe distogliermi da ste cose che penso..invece no...Divento persino egoista... però senza agire..col timore di diventare sempre + inetta, senza gioia..io che sono sempre allegra e spensierata... Mi vergogno di dire queste cose..sono proprio un'idiota lo so...Scusate per il linguaggio, ma credo che questa pagina sia fatta proprio per liberarsi...E' vero la scrittura è importante, ma come ho letto mentre preparavo una tesina, le parole scrite, ma ancora di + quelle dette a voce, difficilmente possono tradurre ciò che si ha in testa...questa massa confusa di cose...come una rete che si ramifica sempre di +...Non voglio entrare in nessun circolo vizioso..per fortuna non mi drogo o cose del genere e questo è già un bene perkè vuol dire ke riconosco un mio disagio...Ma metterlo in evidenza senza fare qualcosa mi rende ancora + arrabbiata....porca troia..ke palle...Forse questo tipo di sofferenze sono + difficili da curare di quelle fisiche..la mente è lo strumento + potente che abbiamo...e se c'è qkosa k nn và lì ne risente tutto...mi capitò d avere la febbre altissima ma la vicinanza sia fisica ke psicologica del mio ormai ex ragazzo giuro ke m fece guarire..le risate, il suo calore...insomma...questo.. SIcuramente la salute mentale nn può curare cose molto grandi..però io ci spero sempre...stare tranquilli è importantissimo....e so anche ke non sempre si può stare bene...ho kapito ke nn posso sempre essere la prima..essere capace ne fare qualcosa anche se continuo a sognare, a fare progetti...Con la speranza di avverare i miei sogni...ma se continuo a piangermi addosso dove mi avvio??....eccellente...
Non ho mai provato invidia, ma potrei farlo con chi riesce ad affrontare meglio d me questi momenti, avendo determinazione e voglia di andare avanti....Voglio abbattere questo maledetto stallo!

 

Bravo Jacopo.. Sei una persona molto umana...se ne vedono poche... e w il web....ciao...

Ciao Vale87 i momenti di cui parli tu sono molto comuni ,spesso però  è la paura di sbagliare o di perdere che ti porta allo stallo ,bisogna vincere la paura e per farlo ci sono tanti modi come il gettarsi proprio nel lavoro o nello studio di cui si ha tanto timore ,anche se magari non riesci a concentrarti e ci metti due mesi a fare un esame che importa?L importante è comunque aver fatto un passo in più nella direzione che vuoi e poi ricordati di AMARE SEMPRE E COMUNQUE TUO PADRE ,io non potrei per esempio vivere senza la mia famiglia o senza i miei compagni GRANDI compagni che sono i miei amici, ABBRACCIA I TUOI SOGNI e mi raccomando non mangiate carne che vi fa male allego un file

Statisticamente, la popolazione dell'isola di Okinawa è la più longeva del mondo. Alcuni medici ritengono che sia dovuto all'interazione di una dieta sana e limitata (ciotola di riso, pesce crudo, vegetali, frutta e tofu), allo stile di vita e a un basso livello di inquinamento, oltre alle favorevoli caratteristiche genetiche degli abitanti [1], [2], [3]. L'introduzione di una dieta di tipo americano, grazie ai molti fast-food e ristoranti di carni nei pressi delle basi americane (ricca di carni rosse, grassi sature e fritture), sta riducendo le durata e la qualità della vita dei giapponesi che vi si adeguano [4]

Dieta Okinawa [modifica]

In tutto il mondo, e anche in Italia, libri, allenatori e "guru" propongono dieta e stile di vita simili a quelli tradizionali dell'isola di Okinawa ,(wikipedia)

Questo lo dico da karateka e cazzo ha ragione Kiyoshi Arakaki quando dice di visualizzare il proprio KI abbracciando per davvero un albero e non solo facendo finta penaci Jacopo quando hai tempo.  Non mangiate carne davvero è un consiglio da amico però se lo fate dovete integrarE Tre volte a settimana cereali integrali come FARRO, ORZO, MAIS, SOIA E CUS CUS .                                                                                                                                                                                      

Ciao Idio lo hai già sottolineato ma è tremendo vedere come una liberazione la morte della propria madre io preferirei la morte più atroce per me ma non quella di una persona che amo, non riuscirei a sopportarlo ,i miei amici e la mia famiglia mi hanno dato tanto e continuano a farlo ho un dovere nei loro confronti ,immagino il dolore che hai provato in quel momento ma è difficile pensare di avere certi pensieri comunque veramente buona fortuna per l ecovillaggio.Ciao

Ciao Jacopo ti voglio dire di non abbatterti ,si lo so quando si parla tutto è facile però io sono con te e con le persone come te , ora però io mi allontano dal web perché mi devo impegnare molto sarò comunque presente ma un pò meno di adesso ,ricorda che però ci sono ed in ogni momento hai la mia mail demasi_davide@libero.it ,questa mail te la dò nel caso in cui tu voglia organizzare un mega torneo di videogiochi ,anche a casa mia non ci sono problemi,a  presto Jacopo un abbraccio.

 

Grazie per la tua comprensione , per la delicatezza nell'esporla , e la sensibilità di aver saputo comprendere il punto di maggior dolore.

Seguo sempre con attenzione e curiosità i tuoi interventi e ogni volta ho conferma delle tue qualità morali.

Sono onorato  di essere tuo amico.

Ti abbraccio.                                                   Idio

 

 

Forza Jacopo!!

Di solito quando becco qualcuno in questo stato gli consiglio di leggersi "Diventare Dio in Dieci Mosse", non so se lo conosci... ;)

Però di fatto dai, siamo nella terza dimensione per sperimentare, no? E allora vediamola come esperienza, rara, però di fatto esperienza!!

 

Tanto dai, alla fine arriva sempre il momento in cui vediamo il fattaccio da una prospettiva calma e serena, e lo onoriamo e ringraziamo... Quindi stringi i denti, la vita è alternanza! Pensa al giorno e la notte, alla precessione degli equinozi, alla pizza quattro stagioni...  Tutto scorre!

 

Siamo tutti con te Jacopo, dai che ce la fai!

 

Non posso rispondere a Jacopo perchè non ho molti suggerimenti da dare, purtroppo, se non associarmi cum-passione al suo star male.

Voglio però approfittare anch'io per sfogarmi un pò sul muro del pianto. Anch'io ho il martello pneumatico in testa e, da qualche mesetto ormai, mi sveglia la notte il suo baccano, quando ho dormito solo 3 o 4 ore e non mi lascia riaddormentare!

Perchè? In fondo i miei lutti familiari ormai sono passati da oltre una anno (genitori, suocera,) il lavoro che avevo perso fortunatamente l'ho ritorvato, ho una famiglia eccezionale, figli adorabili, moglie che se non ci fosse dovremmo farla!  

E allora perchè? Cosa dovrei fare se fossi davvero in mezzo ai guai adesso?

E di cosa ho paura poi?  Di star male, di soffrire come ho visto soffrire, di morire in modo indegno!

Lo so così mi ammalerò davvero, vivrò male anche quel poco che avrei potuto vivere bene, morirò di sicuro (tutti moriremo di sicuro). E allora? Il razionale dice questo, anche lo psichiatra dice questo, ma il mio io no.

Sarà vero Jacopo quello che tu hai capito assistendo Sergio, che nel momento del bisogno, quando ti ci trovi, si cambia e trovi il coraggio per affrontare tutto? D'altronde a noi atei che non abbiamo ahimè l'aiuto della fede tocca fare tutto da soli...!!

E quindi vado avanti, sperando che il mondo sia buono con me, in un equilibrio per la verità abbastanza precario, senza per ora trovare risposte esaustive per uscire dal vortice, unica nota positiva è che provo ad aprirmi, ma nosnostante i tanti che si prodigano a darmi consigli, so che il problema nasce da me e la soluzione la devo trovare in me.

Ma ce l'ha qualcun altro queste paranoie? Si guarisce in qualche modo?

Scusate lo sfogo, e grazie Jacopo per questa ennesima opportunità di contatto umano che ci dai (uno spazio per piangersi addosso).

Un abbraccio a tutti,

 

 

 

 

Marco_61

Pietro 55

Leggo solo adesso del tuo malessere. E' un pò che non ci sentiamo e vediamo ma, al di là della frequentazione rada, l'impronta di Alcatraz e di chi la anima non sbiadisce mai dentro di me. Ti ringrazierò per sempre di aver creato il luogo dove ho potuto incrociare la strada di una grande donna, Arianna, con cui condivido il mio nuovo percorso di vita. E per quel briciolo di conoscenza, pur se intensa, che abbiamo maturato ritengo che ci accomuni il fatto di vivere con una persona rara a fianco. La mia merda (altro elemento in comune) è stata per un bel pò di tempo il mio elemento naturale: ci stavo dentro come se fosse cioccolata, arrivando a nutrirmene, senza più accorgermi del colore, della consistenza e della puzza che emanava. Alcune volte sono riuscito a ripulirmi ma, dopo un pò, mi ci sono ritrovato immerso. Quando, finalmente, ho deciso di provare a uscirne, per sostenere il mio ego, attribuivo buona parte delle responsabilità di quella storia merdosa alla persona con cui avevo condiviso la mia vita, convincendomi che con questa certezza mi stessi ripulendo per benino. In realtà, l'origine di quella produzione di escrementi è molto più antica e radicata e non ha responsabili coscienti. La possibilità che oggi mi si offre attraverso le luci che si accendono ogni volta che parlo con Arianna e con le persone con cui ho scelto di aprire il mio "cassone" è una grande occasione per guardare alla vita da un'altra prospettiva. Una prospettiva che mi ha permesso di accomunare la gioia di accompagnare lo spirito di una grande e giovane persona nella conclusione del suo viaggio, con il dolore di non poter più toccare il suo corpo o ascoltare la sua voce (terza comunanza).

Solo poco tempo fa non avrei mai scritto di me in questi termini e, forse, non avrei nemmeno condiviso il mio malessere con il tuo. Non so se questo raccontarmi può essere d'aiuto a qualcuno ma sicuramente a me ha fatto bene.

Nel riconoscere un grande coraggio nel tuo grido, ti abbraccio e ti ringrazio.

Caro jacopo, spero che tu ne sia uscito - almeno un po' - ormai siamo a luglio... :-)

Io invece ci sono in pieno... e non avendo nessuno (purtroppo) con cui parlarne mi sono messo alla disperata ricerca su Internet di qualcuno con cui condividere il dolore in cui mi ritrovo da più di 3 mesi...

E' necessario che anche io racconti qualcosa di me, lo faccio soprattutto per alleggerire il peso che porto.

Come Idio (mi è piaciuto tanto il suo post "Pensieri a cuore aperto" di cui condivido molte cose) anche io mi ritrovo con un pugno di mosche nelle mani... il rapporto con mia moglie va proprio male. E' una storia vecchia, ma devo ammettere che è soprattutto colpa mia... dopo anni di matrimonio mi sono reso conto di avere fatto una scelta sbagliata, lei non era quella che credevo, stili di vita diversi, mancanza di condivisione di hobby e passioni, rapporti sociali zero. A questo aggiungo il suo carattere diffcile, permaloso e la comunicazione che è diventata sempre più ardua, non ci capiamo più, è come se parlassimo lingue diverse.
E dire che quando ci siamo sposati avevo rinunciato a tutto per lei, mi sono trasferito nel suo paese perché la amavo, ma poi mi sono ritrovato con niente tra le mani. Dopo tanti anni mi sono reso conto che non la amo più. Abbiamo due figli, ma la vita matrimoniale mi ha deluso profondamente, per questo ad un certo punto ho deciso di recuperare le mie vecchie amicizie nel paese di origine, cercando di ritrovare un po' di me stesso, e quindi spesso mi assento da casa.
A questo si è aggiunto una relazione con una persona - purtroppo anche lei sposata e con figli - che mi ha fatto letteralmente toccare il cielo con le mani. Era la persona che avevo sempre sognato, comprensiva, dolce, ci capivamo solo con gli sguardi, abbiamo condiviso segretamente le stesse cose, le stesse passioni... lo stesso stile di vita... ma purtroppo anche questa storia è finita. Lei, pur continuando ad amarmi, si è vista "costretta" a chiudere la nostra relazioen per salvare i suoi figli da una separazione minacciata dal marito.
In tutto questo chi sta rischiando più di tutti sono io. Ho due figli e non vorrei far loro del male. Vado avanti per loro e mi sto impegnando per salvare il salvabile, anche se poi non so qual è la soluzione migliore perché, come dice Idio, "a volte per fare ciò che è necessario si deve fare ciò che viene considerato nel pensare comune come male".
Da quando la mia storia segreta è finita non trovo pace, non riesco ad essere sereno e questo, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non ha fatto altro che inasprire i rapporti con mia moglie, che ha deciso di non volermi più al suo fianco.
Da 3 mesi la mia vita è un inferno. Per quanto mi sforzi non riesco a pensare ad altro, Cerco di distrarmi anche io, ma niente, nella mente rimbomba la voce del cuore, dalla mattina che apro gli occhi a quando riesco a chiuderli la sera per addormentarmi.
Tante volte ho desiderato di morire e tutt'ora lo desidero.... Sto andando avanti per inerzia, aspettando non so cosa.. forse solo che il tempo passi.. si dice che il tempo è un galantumo, e quindi spero di trovarmi fuori, in un modo o nell'altro, da questa storia.
Ma per il momento non trovo una via di uscita . E' uno stallo e non so quando e come riuscirò a venirne fuori.

Caro Ciccio, sono Idio, intervengo per due motivi: il primo per esprimerti la mia vicinanza alla prova a cui ti sta sottoponendo la vita, il secondo perché non pensavo proprio che qualcuno leggesse ancora il mio intervento che risale ormai a qualche mese fa (mi pare se non ricordo male risalga a gennaio-febbraio scorso). Mi gratifica molto il fatto che possa esserti stato in qualche modo di aiuto.

Vorrei aggiungere anche qualche altra riflessione su quanto scrivi.

Dici che la tua relazione purtroppo è finita, ed aggiungi che Lei pur continuando ad amarti, si è vista “costretta” a chiudere la vostra relazione per salvare i suoi figli da una separazione minacciata.

Su questo punto mi pare di cogliere il cuore del problema, anche perchè  aggiungi che non riesci a pensare ad altro durante tutto l’arco della giornata.

Quella che appare come una storia chiusa, chiusa lo è solo nel suo aspetto “esteriore”, “interiormente” mi sembra che la storia non sia affatto chiusa.

Ti vedo soffrire, oltre che per i figli e la situazione in sé, soprattutto per “l’ingiustizia” della “costrizione”, dell’ obbligo da parte di Lei di dover chiudere la relazione.

Forse inconsciamente speri ancora che Lei possa trovare la forza di separarsi …, forse è quel non sai cosa che aspetti … forse ….

Razionalmente, immagino che ti rendi conto che probabilmente esistono poche reali e concrete possibilità che ciò possa avvenire !!

Certo, tutto può succedere ……. Ma oggettivamente, fino a quanto puoi resistere in questa specie di limbo?

Soprattutto in considerazione di questo tuo desiderio di morire che dici di avere tuttora e che parla di come, vivi malissimo in questo limbo ….!!!

Non ho consigli da darti in questa situazione perché non ho gli strumenti di conoscenza minima per poterti proporre una via d’uscita.

Solo tu, che vivi la situazione sulla tua pelle, puoi trovare dentro di te le risorse per uscire da questa impasse.

Quello che posso proporti sono solo “impulsi”, considerazioni,  con la speranza che possano aiutarti a trovare una via.

Posso dirti cosa ho fatto io, quando ho attraversato una situazione simile.

Ho adottato il sistema di farmi spettatore di me stesso, osservandomi come se mi vedessi dal di fuori e assistessi alla proiezione del mio film.

L’ho fatto cercando di essere critico, oserei dire spietato osservatore di me stesso, il più possibile “distaccato” ed oggettivo, ma anche con un atteggiamento di indulgenza di fondo.

Ti assicuro che guardandosi da “fuori” si scoprono cose che veramente stupiscono !!!

Osservandomi da questa insolita prospettiva, in questa situazione di stallo, di immobilismo, mi sono detto:

- Ma cosa stai facendo? –

Mi sono trovato sinceramente un po’ patetico e  a volte anche un po’ ridicolo….

Contemporaneamente ho pensato alle mie figlie e a quanto ero “lontano” da loro e a quanto avessero ancora bisogno di un padre “presente”….

Conseguentemente “richiamarmi” è diventato un passaggio quasi spontaneo, e reagire è diventata una cosa quasi naturale.

Mi sono detto: - Sono nella bufera? …bene…la affronto e l’ attraverso… a qualunque costo, ma l’attraverso!!!

E credimi, non c’è bufera che prima o dopo non finisca….

Il problema ora, era però di come resistere alla bufera nei momenti di massima intensità, quando le forze sono al lumicino, e tutto sembra travolgerti e ti sorregge solo la volontà.

In queste situazioni ho verificato che esiste una sola via: diventare flessibili, “ammorbidirsi” e piegarsi adattandosi…. e avere pazienza. Appena il vento cala, saremo pronti a rialzarci…  

Se si rimane fermi, fissi, nelle nostre “rigidità” inevitabilmente si corre il pericolo di “spezzarsi” e di non rialzarsi più…..

Forza Ciccio, non mollare !!!!

 Io ce l’ho fatta, come tanti in queste situazioni, ce la puoi fare sicuramente anche tu !!!

Anche perché ricordati sempre, che non sei solo !!!

Ti sono vicino, e ti mando un grande, anzi… grandissimo abbraccio.