REPUBBLICA AMMETTE: GLI INCENERITORI FANNO STRAGE!

MA NON LO DICE IN PRIMA PAGINA E NON CHIEDE SCUSA A BEPPE GRILLO!

diossina inceneritori

Mi diverto.
E’ ormai chiaro che dentro i giornali italiani si combatte una battaglia durissima tra i direttori e un pugno di giornalisti che si rifiutano di tacere sempre e comunque.
Così abbiamo delle piccole soddisfazioni: alcune notizie bomba finalmente vengono pubblicate. Non le vedete in prima pagina, non hanno titoli a 9 colonne, non sono correlate da interviste e commenti. Però le notizie escono.

Ad esempio vengono pubblicate sul numero 1052 del Venerdì di Repubblica (16 maggio) a pagina 90 (coincidenza o magia alchemica il fatto che la paura nella Smorfia napoletana corrisponde al numero novanta?).

Ecco l’articoletto, secco secco. Un grande pezzo di sintesi giornalistica, probabilmente contrattato parola per parola in riunioni infuocate dei caporedattori, oppure sfuggito per errore alla penna rossa dei censori… Questo articolo credo che alla fine sia uscito perchè protetto dalla Divina Provvidenza in persona, è comunque stato stampato, nero su bianco, e ci dice che 435 (QUATTROCENTO TRENTACINQUE) ricerche scientifiche internazionali provano un aumento di tumori e nascite malformi spaventoso in prossimità dei termovalorizzatori.
Senza commento. Senza due righe di scuse verso il povero Beppe Grillo accusato con ogni tipo di cattiveria dalle colonne dello stesso giornale per essersi permesso di dire esattamente la stessa cosa: gli inceneritori puoi anche chiamarli termovalorizzatori ma ti ammazzano comunque.

Una nota stilistica che permette di capire appieno il meccanismo perverso utilizzato dai media per rendere di scarso interesse notizie di importanza capitale.
Il titolo può essere un modo per indurre le persone a leggere un articolo oppure a non leggerlo.
Se questo articolo fosse stato: “Aveva ragione Grillo gli inceneritori uccidono!” avrebbe destato grande curiosità. Allora lo hanno intitolato in modo tale da tagliargli le gambe: “Emissioni: Una ricerca francese sottolinea il rapporto diossina-cancro
QUANDO LA SALUTE SE NE VA IN FUMO (TOSSICO).
Capisci l’astuzia: non ti dice che le ricerche sono 435, come viene specificato poi nell’articolo. Non si pronuncia la parola proibita INCENERITORE. Si parla di EMISSIONI… Termine vago come la melma.
Questa tattica in effetti funziona. I lettori accorti dicono: “Però alla fine Repubblica le notizie le dà!” E continuano a comprarla. Mentre il 95 per cento dei lettori, un po’ meno attenti, non si accorge di quella notizia così imbarazzante.
Prova ne è che sono passati 5 giorni dall’uscita del Venerdì e se cerchi sul web: “diossina istituto statale di sorveglianza sanitaria francese”, non trovi niente a proposito di questa colossale notizia!
E non trovi niente neanche se digiti “diossina 435 ricerche PubMed”

Comunque giudica tu: ecco il testo integrale:
“Nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento.
Lo dice una ricerca, resa pubblica dall’istituto statale di sorveglianza sanitaria francese, l’ultima delle 435 ricerche consultabili presso la biblioteca scientifica internazionale Pub Med (www.ncbi.nlm.nih.gov) che rilevano danni alla salute causati dai termovalorizzatori per le loro emissioni di diossina, prodotta dalla combustione della plastica insieme ad altri materiali. Questa molecola deve la sua micidiale azione ala capacità di concentrarsi negli organismi viventi e di penetrare nelle cellule. Qui va a “inceppare” uno dei principali meccanismi di controllo del Dna, scatenando le alterazioni dei geni che poi portano il cancro e le malformazioni neonatali.”

(Il pezzo non è firmato ma sta all’interno di una specie di box dentro un articolo di Arnaldo D’Amico.)

Spero ci si renda conto dell’importanza dell’ufficializzazione di una simile notizia: e ti invito quindi a farla girare e ripubblicarla sul tuo sito. Se riusciamo a far sapere a molti italiani come funziona questo giochetto dell’informazione ridimensionata (non censurata, non libera, omogenizzata) potremmo creare qualche altro problema ai signori dei giornali. Loro ormai lo sanno che chi legge i quotidiani poi va su internet…

FACCIAMOLI PIANGERE!
CITIAMOLI A MARTELLO OGNI VOLTA CHE PER SBAGLIO DICONO LA VERITA’.

(Usare la forza dell’avversario per farlo cadere)

fonte immagine: http://static.flickr.com/93/238601970_fd2119a0ba.jpg

Non c’è nessun errore nell’articolo di Repubblica

Ad alcune osservazioni sull’esattezza dei dati citati da Repubblica, avanzate dai nostri gentili e attenti lettori nei commenti a questo post.
Per vedere la quantità di ricerche sulla tossicità degli inceneritori è sufficiente andare su http://www.ncbi.nlm.nih.gov e fare una ricerca.

Si trovano 535 ricerche digitando la parola “incinerators”.
Con la parola “dioxin” ne escono 13852. Quindi non vedo perché non credere che nel comunicato stampa della nuova ricerca di cui parla l’articolo di Repubblica si faccia riferimento a 435 ricerche?
Ecco uno dei tanti indici possibili di articoli sul tema: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/sites/entrez?Db=pubmed&DbFrom=pubmed&Cmd=Lin...$=relatedarticles&logdbfrom=pubmed

Vera l’osservazione di chi nota che questi studi in gran parte non riguardano i nuovi inceneritori. Su quelli comunque ci sono ricerche sufficientemente allarmanti (vedi tutta la documentazione sulle nano polveri pubblicata da www.beppegrillo.it e vedi l’inchiesta di Report sull’inceneritore di Brescia).
Ma attenzione: anche ipotizzando imprecisioni nell’articolo di Repubblica non si toglierebbe nulla al senso del mio discorso su come funziona l’informazione sulla tossicità degli inceneritori. E qui ricordo che da anni ripetiamo che comunque l’inceneritore è concettualmente demenziale visto che esistono tecniche di suddivisione ulteriore dei rifiuti misti e di trasformazione in gas tramite pirolisi (ristrutturazione molecolare) delle frazioni di rifiuti indivisibili finali.

Inoltre gli inceneritori oggi in funzione in Italia non sono sicuri e non ci sono garanzie che lo saranno quelli futuri. Se non riusciamo a controllare il buon funzionamento di quelli che abbiamo come possiamo essere certi dell’efficienza di quelli futuri?

Ecco di seguito un paio di studi, pubblicati sul rapporto tra diossina, inceneritori e emissioni industriali e relativi aumenti di tumori in Veneto.
Anche qui ce ne sarebbe da prima pagina. Io non li ho visti questi studi al telegiornale e neanche sulle prime pagine dei quotidiani, e voi?

Ma prima delle cattive notizie pubblico anche una ricerca segnalata da una lettrice sugli effetti positivi della diossina sui tumori al seno. Incredibile ma vero anche i potenti veleni fanno bene a qualche cosa. Ma questo non vuol dire che centinaia di studi dimostrino che comunque la diossina fa male. Su questo non ci sono dubbi. Usarla per ottenere benefici sulle tette sarebbe pura follia.

Risk of soft tissue sarcomas and residence in the neighbourhood of an incinerator of industrial wastes.
Comba P, Ascoli V, Belli S, Benedetti M, Gatti L, Ricci P, Tieghi A.
National Institute of Health (ISS), Viale Regina Elena 299, 00161 Rome, Italy. comba@iss.it
AIMS: To investigate the association between occurrence of soft tissue sarcomas (STS) in Mantua and residence near an incinerator of industrial wastes. METHODS: Cases were subjects with histologically confirmed primary malignant STS diagnosed 1989-98 in the population resident in Mantua and in the three neighbouring municipalities. Controls were randomly extracted from population registries, matched for age and sex. Residential history was reconstructed for all study subjects since 1960. Main residence was geographically positioned according to GPS standards. RESULTS: The study included 37 STS cases (17 men and 20 women) and 171 controls. The incidence of STS in the area of study was estimated as 8.8 per 100 000 in men and 5.6 per 100 000 in women. The odds ratio associated with residence within 2 km, standardised by age and sex, was 31.4 (95% CI 5.6 to 176.1), based on five exposed cases. At greater distances, risk rapidly decreased, showing a fluctuation around the null value of 1. CONCLUSION: The study shows a significant increase in risk of STS associated with residence within 2 km of an industrial waste incinerator; an aetiological role of 2,3,7,8-tetrachlorodibenzo-p-dioxin (TCDD) can be hypothesised.
PMID: 12937191 [PubMed - indexed for MEDLINE]

Sarcoma risk and dioxin emissions from incinerators and industrial plants: a population-based case-control study (Italy).
Zambon P, Ricci P, Bovo E, Casula A, Gattolin M, Fiore AR, Chiosi F, Guzzinati S.
Veneto Region, Assessorato alle Politiche Sanitarie, Istituto Oncologico Veneto, I.R.C.C.S. Veneto Tumour Registry, Padova, Italy. centro.registrotumoriveneto@unipd.it
BACKGROUND: It is not clear whether environmental exposure to dioxin affects the general population. The aim of this research is to evaluate sarcoma risk in relation to the environmental pollution caused by dioxin emitted by waste incinerators and industrial sources of airborne dioxin. The study population lives in a part of the Province of Venice (Italy), where a population-based cancer registry (Veneto Tumour Registry--RTV) has been active since 1987. METHODS: Two hundred and five cases of visceral and extravisceral sarcoma, confirmed by microscopic examination, diagnosed from 01.01.1990 to 31.12.1996, were extracted from the RTV database. Diagnoses were revised using the actual pathology reports and clinical records. For each sarcoma case, three controls of the same age and sex were randomly selected from the population files of the Local Health Units (LHUs). The residential history of each subject, whether case or control, was reconstructed, address by address, from 1960 to the date of diagnosis. All waste incinerators and industrial sources of airborne dioxin in the Province of Venice were taken into account, as was one very large municipal waste incinerator outside the area but close to its boundaries. The Industrial Source Complex Model in Long Term mode, version 3 (ISCLT3), was used to assess the level of atmospheric dispersion. A specific value for exposure was calculated for each point (geo-referenced address) and for each calendar year; the exposure value for each subject is expressed as the average of specific time-weighted values. The analysis takes into account 172 cases and 405 controls, aged more than 14 years. RESULTS: The risk of developing a sarcoma is 3.3 times higher (95% Confidence Interval--95% CI: 1.24-8.76) among subjects, both sexes, with the longest exposure period and the highest exposure level ; a significant excess of risk was also observed in women (Odds Ratio OR = 2.41, 95% CI: 1.04-5.59) and for cancers of the connective and other soft tissue (International Classification of Diseases, ninth Revision--ICD-IX 171), both sexes (OR = 3.27, 95% CI: 1.35-7.93). CONCLUSION: Our study supports the association between modelled dioxin exposure and sarcoma risk.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17634118?ordinalpos=1&itool=EntrezSys...$=relatedarticles&logdbfrom=pubmed

[Environmental pollution from dioxins and soft tissue sarcomas in the population of Venice and Mestre: an example of the use of current electronic information sources]
[Article in Italian]

Tessari R, Canova C, Canal F, Lafisca S, Inio A, Murer B, Stracca V, Tollot M, Simonato L.
Dipartimento di medicina ambientale, Università di Padova. roberta.tessari@unipd.it
OBJECTIVE: Estimating the potential carcinogenic risk associated with exposure to dioxins generated by industrial emissions and urban incinerators. DESIGN: We conducted a geographical investigation on the relationship between Soft Tissue Sarcomas (STS) and other tumours, and estimated levels of exposures to dioxins. Estimates ofthe population's exposure were derived from a historical analysis of emissions of dioxins and other pollutants, conducted by the Province of Venice in all the Venetian area in 1980-1990. Cancer cases were selected from two electronic pathology databases of Venice and Mestre, computerized since 1987. All STS diagnoses were revised in order to improve the quality of the cases in the study and cases of Kaposi sarcoma were excluded from the analysis. The 198 remaining STS--Hodgkin's lymphoma, non-Hodgkin' lymphoma and subjects with at least one cancer--were linked to the registry of residents and mapped according to the pollutant level estimates using GIS techniques. The same procedure was applied to cases of non-Hodgkin's lymphoma (n=822), Hodgkin's lymphoma (n=142) and to 25.568 cases of all cancer at other sites, with microscopic confirmation for comparison. SETTING: Venetian AULSS 12. RESULTS: Risks for STS (measured as Standardized Incidence Ratios SIR) did not show any trend related to categories of dioxin pollution. Among women, a statistically significant increased SIR of 1.69 was estimated for the highest category of exposure. The corresponding SIR for Hodgkins lymphoma was 1.94 (I.C. 1.08-1.19). No major excesses were estimated for other cancer sites. CONCLUSION: Overall, no consistent association between cancer risk and estimated exposure to dioxins was detected in the population under study However, a statistically significant excess of STS among women in the highest exposure category allows for the possibility of a role of environmental exposure.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17051943?ordinalpos=3&itool=EntrezSys...


Commenti

Fatto!

Ho messo per intero il tuo post nel nostro blog, caro Jacopo; sono sicura che gli amici di altri meetup lo leggeranno e faranno altrettanto perché è consuetudine degli amici di Beppe Grillo comunicare con i gruppi di altre città.

Ora cercherò le fonti a cui ti riferisci per approfondire l'argomento: dobbiamo prepararci per informare i nostri concittadini sui rischi che corriamo se riescono a piazzarci il più grande inceneritore del Veneto a casa nostra (Riese Pio X).

 

 

http://www.ehjournal.net/content/pdf/1476-069X-6-19.pdf

 

Questo e' il link corretto all;articolo che e' stato pubblicato su environment Health.

Purtroppo dai post mi ero fatto un 'idea diversa dell'articolo. E' vero che il rischio di sarcoma aumenta di 3 volte per i soggetti piu' vicini agli inceneritori. Ma la zona studiata comprende  porto Malghera, il petrolchimico e altre fabbriche altamente inquinanti per l'atmosfera. Se si guarda il grafico delle emissioni degli inceneritori queste sono state elevate fino all'88, poi sono scese drasticamente probabilmente per l'utilizzo di filtri e similari.

Le ricerche condotte sono volte a studiare quel periodo preciso in cui le emissioni erano elevate(dal 60 all'88). Dando per assodato che gli inceneritori generano polveri sottli come le nanoparticelle si deve pero capire quale e' l'incidenza dei tumori dovuta a queste ultime.

Sarebbe interessante, e probabilmente ci sara', leggere uno o piu'  articoli (seri, cioe' non commissionati da ditte che fabbricano inceneritori) riguardanti il tasso di incidenza nelle zone dove sono presenti inceneritori di ultima generazione. 

 

Ciao,

Andrea Zoboli

 

3 considerazioni
- e' senz'altro presente una manipolazione dell'informazione per mezzo di titoli e modifiche. Credo che sia in linea di massima negativa. Se si e' cauti rispetto alla qualita' dell'articolo, in un grande giornale lo si verifica, come ha ben fatto Morabito. Se la verifica e' positiva gli si deve dare lo spazio che merita, perlomeno in regime di discussione. Se la verifica e' negativa, l'articolo non deve essere pubblicato.
- pubmed fai da te. Utilizzarlo con molta cautela! Anche nel mondo sceintifico degli addetti ai lavori puo' essere utilizzato per dire cose evidentemente contrastanti. Sugli effetti della diossina nessuno ha dubbi. Sulle colpe di chi nasconde la diossina nessuno ha dubbi (ricordate Seveso). Ma, come gia' osservato l'epidemiologia e' una scienza complessa. La dimostrazione di causalita' presume un'analisi di tutti i possibili fattori che condizionano un fenomeno in una data area.
- non stanchiamo di ripetere che quei cittadini che bruciano rifiuti sobbillati dall'ignoranza o dalla camorra o dalla mala-informazione rischiano di nuocere alla salute propria e dei propri figli molto piu' di un inceneritore ben costruito.

AT

Jacopo, io ti adoro, fai parte del manipolo di resistenti che ci sta aiutando a non sprofondare, ... però lo capisci anche tu che una notizia di poche righe a pagina 90 non la vede quasi nessuno mentre le minchiate che sparano ai tg e ai vari programmi di approndimento (si, del pozzo nero!) continuano a rimbecillire la massa! ... vabbè però bisogna essere ottimisti, portare avanti piccole battaglie e guardare avanti...

... intanto in questi ultimi giorni hanno già provato a mettere un codicillo nel pacchetto sicurezza, una decina di righe accuratamente nascoste da Ghedina fra le pieghe della legge per salvare il culo al diversamente alto nei prossimi due processi a scadenza. Sembra che per il momento Di Pietro sia riuscito a non farla passare, e poi quell'altra sciocchezzuola che in barba alle sentenze di Corte di Giustizia Europea e quella della Corte Costituzionale italiana, che hanno dato ragione a Europa7, stanno cercando di salvare per l'ennesima volta rete4 che occupa illegalmente le frequenze vinte da Europa7 dal 1999 e questo giochetto COSTERA' ALLA COLLETTIVITA', CIOE' A TUTTI GLI ITALIANI, incluso gli elettori del pdl, la bazzecola di 350mila euro al giorno con effetto retroattivo dal primo gennaio 2006. Poco meno di 400 MILIONI DI EURO!!! ... Quanto spero che debbano spenderne altrettanti a medicine per se stessi e per i propri familiari, dal primo all'ultimo, sti grandissimi bastardi!!!

Giuseppe

http://www.giuseppegatto.com &

http://seavreistudiato.blogspot.com

Perchè non ci date il link all'articolo originale, così ce lo leggiamo? Io ho cercato su PubMed (il cui sito tra l'altro è http://www.ncbi.nlm.nih.gov, quello che avete scritto voi non è esatto) ma ho trovato solo un articolo che dice il contrario: nelle donne che vivono in prossimità degli inceneritori c'è una diminuzione del cancro al seno. Il link è: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18226215?ordinalpos=19&itool=EntrezSy...

Personalmente condivido la vostra preoccupazione sugli inceneritori, ma se volete combattere le campagne mediatiche pro-inceneritori bisogna che diate informazioni meno approssimative.

Ho fatto anche io la mia ricerca su PubMed. E le mie conclusioni sono molto semplici:   

 

  • il giornalista di Repubblica ha confuso il numero di casi in una ricerca francese con il numero di articoli sull’argomento 
  • lo stesso giornalista ha citato PubMed a sproposito. La ricerca dell’Istituto di Vigilanza Sanitaria francese(InVS) e’ stata pubblicata sul loro sito, e non e’ visibile al momento su PubMed 
  • Lo studio dell’InVS dice esplicitamente che i risultati NON PERMETTONO di stabilire la causalità del collegamento osservato l’esposizione alle emissioni di un inceneritore e l’incidenza di tumori; e che ”e’ importante sottolineare che visto che lo studio riguarda una situazione passata, i suoi risultati NON POSSONO essere applicati al contesto attuale” 
  • In ogni caso, l’epidemiologia dice che aumenti del 6% o anche del 20% sono troppo bassi per dimostrare alcunche’ 
  • Ritornando a PubMed, i lavori li’ presenti indicano chiaramente come sia molto aperto il dibattito intorno agli effetti degli inceneritori su tumori, malattie, mortalita’ 
  • E’ provato che l’esposizione alle diossine causi problemi, per esempio un deciso aumento dei casi di sarcoma 
  • Uno studio francese di cinque anni fa riporta un deciso aumento anche dei casi di Linfoma non-Hodgkin, ma solo nella zona piu’ vicina a un inceneritore. 
  • Una quantita’ di studi effettuati in varie parti del mondo, Italia, nel Regno Unito, a Taiwan, in Portogallo, in Spagna, in Slovacchia, negli Stati Uniti, riportano invece trascurabili o comunque poco chiari effetti sulla salute da parte degli inceneritori, specie quelli piu’ moderni 

Per quanto mi riguarda, la polemica sugli inceneritori, dal punto di vista scientifico, dovrebbe chiudersi oggi stesso. Chi non mi crede, si rilegga lo studio InVS. 

http://mauriziomorabito.wordpress.com

Ad alcune osservazioni sull’esattezza dei dati citati da Repubblica, avanzate dai nostri gentili e attenti lettori nei commenti a questo post.
Per vedere la quantità di ricerche sulla tossicità degli inceneritori è sufficiente andare su http://www.ncbi.nlm.nih.gov e fare una ricerca.

Si trovano 535 ricerche digitando la parola “incinerators”.
Con la parola “dioxin” ne escono 13852. Quindi non vedo perché non credere che nel comunicato stampa della nuova ricerca di cui parla l’articolo di Repubblica si faccia riferimento a 435 ricerche?
Ecco uno dei tanti indici possibili di articoli sul tema: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/sites/entrez?Db=pubmed&DbFrom=pubmed&Cmd=Lin...$=relatedarticles&logdbfrom=pubmed

Vera l’osservazione di chi nota che questi studi in gran parte non riguardano i nuovi inceneritori. Su quelli comunque ci sono ricerche sufficientemente allarmanti (vedi tutta la documentazione sulle nano polveri pubblicata da www.beppegrillo.it e vedi l’inchiesta di Report sull’inceneritore di Brescia).
Ma attenzione: anche ipotizzando imprecisioni nell’articolo di Repubblica non si toglierebbe nulla al senso del mio discorso su come funziona l’informazione sulla tossicità degli inceneritori. E qui ricordo che da anni ripetiamo che comunque l’inceneritore è concettualmente demenziale visto che esistono tecniche di suddivisione ulteriore dei rifiuti misti e di trasformazione in gas tramite pirolisi (ristrutturazione molecolare) delle frazioni di rifiuti indivisibili finali.

Inoltre gli inceneritori oggi in funzione in Italia non sono sicuri e non ci sono garanzie che lo saranno quelli futuri. Se non riusciamo a controllare il buon funzionamento di quelli che abbiamo come possiamo essere certi dell’efficienza di quelli futuri?

Ecco di seguito un paio di studi, pubblicati sul rapporto tra diossina, inceneritori e emissioni industriali e relativi aumenti di tumori in Veneto.
Anche qui ce ne sarebbe da prima pagina. Io non li ho visti questi studi al telegiornale e neanche sulle prime pagine dei quotidiani, e voi?

Ma prima delle cattive notizie pubblico anche una ricerca segnalata da una lettrice sugli effetti positivi della diossina sui tumori al seno. Incredibile ma vero anche i potenti veleni fanno bene a qualche cosa. Ma questo non vuol dire che centinaia di studi dimostrino che comunque la diossina fa male. Su questo non ci sono dubbi. Usarla per ottenere benefici sulle tette sarebbe pura follia.

Risk of soft tissue sarcomas and residence in the neighbourhood of an incinerator of industrial wastes.
Comba P, Ascoli V, Belli S, Benedetti M, Gatti L, Ricci P, Tieghi A.
National Institute of Health (ISS), Viale Regina Elena 299, 00161 Rome, Italy. comba@iss.it
AIMS: To investigate the association between occurrence of soft tissue sarcomas (STS) in Mantua and residence near an incinerator of industrial wastes. METHODS: Cases were subjects with histologically confirmed primary malignant STS diagnosed 1989-98 in the population resident in Mantua and in the three neighbouring municipalities. Controls were randomly extracted from population registries, matched for age and sex. Residential history was reconstructed for all study subjects since 1960. Main residence was geographically positioned according to GPS standards. RESULTS: The study included 37 STS cases (17 men and 20 women) and 171 controls. The incidence of STS in the area of study was estimated as 8.8 per 100 000 in men and 5.6 per 100 000 in women. The odds ratio associated with residence within 2 km, standardised by age and sex, was 31.4 (95% CI 5.6 to 176.1), based on five exposed cases. At greater distances, risk rapidly decreased, showing a fluctuation around the null value of 1. CONCLUSION: The study shows a significant increase in risk of STS associated with residence within 2 km of an industrial waste incinerator; an aetiological role of 2,3,7,8-tetrachlorodibenzo-p-dioxin (TCDD) can be hypothesised.
PMID: 12937191 [PubMed - indexed for MEDLINE]

Sarcoma risk and dioxin emissions from incinerators and industrial plants: a population-based case-control study (Italy).
Zambon P, Ricci P, Bovo E, Casula A, Gattolin M, Fiore AR, Chiosi F, Guzzinati S.
Veneto Region, Assessorato alle Politiche Sanitarie, Istituto Oncologico Veneto, I.R.C.C.S. Veneto Tumour Registry, Padova, Italy. centro.registrotumoriveneto@unipd.it
BACKGROUND: It is not clear whether environmental exposure to dioxin affects the general population. The aim of this research is to evaluate sarcoma risk in relation to the environmental pollution caused by dioxin emitted by waste incinerators and industrial sources of airborne dioxin. The study population lives in a part of the Province of Venice (Italy), where a population-based cancer registry (Veneto Tumour Registry--RTV) has been active since 1987. METHODS: Two hundred and five cases of visceral and extravisceral sarcoma, confirmed by microscopic examination, diagnosed from 01.01.1990 to 31.12.1996, were extracted from the RTV database. Diagnoses were revised using the actual pathology reports and clinical records. For each sarcoma case, three controls of the same age and sex were randomly selected from the population files of the Local Health Units (LHUs). The residential history of each subject, whether case or control, was reconstructed, address by address, from 1960 to the date of diagnosis. All waste incinerators and industrial sources of airborne dioxin in the Province of Venice were taken into account, as was one very large municipal waste incinerator outside the area but close to its boundaries. The Industrial Source Complex Model in Long Term mode, version 3 (ISCLT3), was used to assess the level of atmospheric dispersion. A specific value for exposure was calculated for each point (geo-referenced address) and for each calendar year; the exposure value for each subject is expressed as the average of specific time-weighted values. The analysis takes into account 172 cases and 405 controls, aged more than 14 years. RESULTS: The risk of developing a sarcoma is 3.3 times higher (95% Confidence Interval--95% CI: 1.24-8.76) among subjects, both sexes, with the longest exposure period and the highest exposure level ; a significant excess of risk was also observed in women (Odds Ratio OR = 2.41, 95% CI: 1.04-5.59) and for cancers of the connective and other soft tissue (International Classification of Diseases, ninth Revision--ICD-IX 171), both sexes (OR = 3.27, 95% CI: 1.35-7.93). CONCLUSION: Our study supports the association between modelled dioxin exposure and sarcoma risk.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17634118?ordinalpos=1&itool=EntrezSys...$=relatedarticles&logdbfrom=pubmed

[Environmental pollution from dioxins and soft tissue sarcomas in the population of Venice and Mestre: an example of the use of current electronic information sources]
[Article in Italian]

Tessari R, Canova C, Canal F, Lafisca S, Inio A, Murer B, Stracca V, Tollot M, Simonato L.
Dipartimento di medicina ambientale, Università di Padova. roberta.tessari@unipd.it
OBJECTIVE: Estimating the potential carcinogenic risk associated with exposure to dioxins generated by industrial emissions and urban incinerators. DESIGN: We conducted a geographical investigation on the relationship between Soft Tissue Sarcomas (STS) and other tumours, and estimated levels of exposures to dioxins. Estimates ofthe population's exposure were derived from a historical analysis of emissions of dioxins and other pollutants, conducted by the Province of Venice in all the Venetian area in 1980-1990. Cancer cases were selected from two electronic pathology databases of Venice and Mestre, computerized since 1987. All STS diagnoses were revised in order to improve the quality of the cases in the study and cases of Kaposi sarcoma were excluded from the analysis. The 198 remaining STS--Hodgkin's lymphoma, non-Hodgkin' lymphoma and subjects with at least one cancer--were linked to the registry of residents and mapped according to the pollutant level estimates using GIS techniques. The same procedure was applied to cases of non-Hodgkin's lymphoma (n=822), Hodgkin's lymphoma (n=142) and to 25.568 cases of all cancer at other sites, with microscopic confirmation for comparison. SETTING: Venetian AULSS 12. RESULTS: Risks for STS (measured as Standardized Incidence Ratios SIR) did not show any trend related to categories of dioxin pollution. Among women, a statistically significant increased SIR of 1.69 was estimated for the highest category of exposure. The corresponding SIR for Hodgkins lymphoma was 1.94 (I.C. 1.08-1.19). No major excesses were estimated for other cancer sites. CONCLUSION: Overall, no consistent association between cancer risk and estimated exposure to dioxins was detected in the population under study However, a statistically significant excess of STS among women in the highest exposure category allows for the possibility of a role of environmental exposure.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17051943?ordinalpos=3&itool=EntrezSys...

  1. I dati dell’aumento dei tumori dal 6% al 20% sono stati pubblicati dal francese InVS (l’Istituto di Vigilanza Sanitaria), ma non sono al momento disponibili su PubMed.
  2. Contrariamente a quanto riportato, l'InVS scrive esplicitamente che: non si puo’ incriminare un inquinante particolare; non si puo’ stabilire una causalita’ fra esposizione alle emissione dell’inceneritore e tumori; e lo studio riguarda una situazione passata, non il presente; le riduzioni degli inquinanti nell’ultimo decennio fanno anzi pensare che ci sara’ una diminuzione dei casi di tumore
  3. Visto il tono dell'articolo de La Repubblica, ho il sospetto che il giornalista abbia letto non il rapporto originale InVS, ma il commento distorto pubblicato dal CNIID, un gruppo di attivisti francesi http://www.cniid.org/espace_mailing/cp_20080402.htm
  4. Il numero "435" sbandierato cosi' allegramente deriva dal fatto che il giornalista di Repubblica ha letto male un'altra ricerca francese, pubblicata su PubMed, che parla di 434 “incident cases” (”incidenti”, cioe’ “casi di tumore”) e non di 434 ricerche (435 inclusa l’ultima). Probabilmente, ha anche confuso questa ricerca con il rapporto InVS.

    Int J Health Geogr. 2008 Jan 28;7:4.
    Dioxin emissions from a municipal solid waste incinerator and risk of invasive breast cancer: a population-based case-control study with GIS-derived exposure.
    Viel JF, Clément MC, Hägi M, Grandjean S, Challier B, Danzon A.

Non c'e' bisogno di credere o no a quanto scritto in quell'articolo. Bastano un paio d'ore e un po' di pazienza su PubMed. Da cui si evincono gli errori qui sopra elencati; si vede che il rischio diossine-sarcoma esiste; ma si nota anche che non e' dato sapere  se tale rischio si applica a chi vive vicino a un inceneritore

----------------.

Se vogliamo fare un discorso scientifico, possiamo solo dire che non vi e' alcuna certezza, riguardo salute umana ed inceneritori. Se invece mi si dice che in Italia si fanno le cose con lo sputo e il nastro adesivo, i filtri degli inceneritori con la carta igienica, e si seppelliscono le cattive notizie facendo finta di niente, il problema evidentemente e' un altro e non c'e' bisogno di scomodare PubMed (anzi, e' peggio perche' un discorso zoppicante inficia tutto il resto).

ps come ho scritto sul mio blog, e su quello di Stefano Montanari: sono contrario anche io, agli inceneritori.

http://mauriziomorabito.wordpress.com

Ma non capisco se sei d'accordo che comunque il centro della questione non cambia.
E questo sia rispetto allo stile di disinformazione adottato dal giornale che ha dato poco spazio a una notizia enorme (in questo caso ci interessa cosa diceva l'articolo al di là degli errori, loro hanno discusso del peso da dare alla notizia che hanno pubblicato. Non hanno certo diminuito l'importanza dello spazio concesso alla notizia perché pensavano che fosse imprecisa).
Inoltre l'essenza di quanto hanno scritto è giusta: esistono moltissime ricerche che provano che da impianti industriali e inceneritori vengono gravi danni alla salute.
E questa sarebbe stata comunque una notizia da prima pagina, mai pubblicata.
A proposito delle distanze dagli inceneritori e delle ricerche sui danni delle zone adiacenti, ti ricordo che sta proprio qui la grande polemica: si cerca di non vedere i problemi di inquinamento realizzando indagini su persone che vivono in un'area ampia intorno alle fonti di inquinamento, se si restringe l'area i dati diventano enormi.
E visto che conosci il sito di Montanari (http://www.stefanomontanari.net/) credo tu conosca le sue ricerche.
Sono daccordo con te sul fatto che bisogna affermare cose vere sennò non si è più credibili.
Ma questo in caso riguarda Repubblica.
Ma la questione essenziale, ripeto, è vera: in Italia si tacciono le verità scientifiche sul massacro causato dall'inquinamento. La questione degli inceneritori è solo una...
E' evidente che l'emissione di sostanze sconosciute o tossiche fa male. Se poi uno muore a Marghera anche per altri 18 tipi di inquinamento non fa differenza: non siamo solo contro gli inceneritori, siamo contro tutti i tipi di emissioni non naturali.
E' il principio di cautela. L'insalata raramente uccide. Le emissioni chimiche sono molto più pericolose.
Se poi vuoi proprio discutere sulle minuzie ho letto anch'io un po' delle ricerche pubblicate su questo sito Pub Med e, insisto, mi sembra proprio che parlino di un rapporto netto tra inceneritori e danni alla salute. Che poi chi abita vicino a un inceneritore respiri anche lo smog delle auto o di altre industrie mi sembra un'aggravante ma non toglie certo crdibilità al fatto che gli inceneritori facciano male.
Infine tutta la questione mi sembra alla fin fine secondaria visto che in tutto il mondo industrializzato gli inceneritori vengono comunque abbandonati perché obsoleti oltre che pericolosi.
Ormai si usano sistemi avanzatissimi di divisione dei rifiuti che permettono di intervenire anche su immondizia mista. E quel che proprio va bruciato viene gassificato con la pirolisi, senza combustione o addirittura ritrasformato in petrolio artificiale, come sono riusciti a fare recentemente i tedeschi.
Noi italiani invece ci mettiamo a costruire nuovi inceneritori di vecchio tipo. E' malattia mentale!

ecco la ricerca sull'inceneritore di Taranto,

un inceneritore francese

in sardegna

infine uno in Polonia, forse il più esplicito che scrive "The epidemiological studies indicate increased cancer risk and excess of ischemic heart disease in incinerator workers. In residents living in the vicinity of incinerators, a slightly increased cancer risk, respiratory symptoms, multiple pregnancy, congenital abnormalities, and disturbances in thyroid hormone levels were observed. "

Pronti a mobilitarci, ciao Kuda

www.kuda.tk

Bene! Riporterò presto questo post.

Per quanto riguarda ricerche francesi (ricordo che l'ordine dei Medici francesi ha chiesto una moratoria per gli inceneritori) leggere qui mentre sulla rivista Nova24 allegata al Sole24ore è stato pubblicato questo articolo...

chi cerca trova : PUBMED articolo del 16/07/07

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17634118?ordinalpos=1&itool=EntrezSys...$=relatedarticles&logdbfrom=pubmed

PER BREVITA' TRADUCO:

Rischio sarcoma e emissioni di diossine da inceneritori e impianti industriali: studio reale  basato sulla popolazione (Italia).

............................

CONCLUSIONI : i nostri studi supportano l'associazione tra i modelli di esposizione a diossina e il rischio sarcoma.

Diffuso attraverso www.obiettivo.info/FabioNews

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Grazie JACOPO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Hasta la proxima

FabioNews

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