Dario Fo: Il Mantegna impossibile

Dario Fo Il Mantegna impossibileCarissimi, questa settimana vi presentiamo un nuovo libro di Dario Fo su un grande dell’arte: Il Mantegna impossibile.
Anche questo libro e' edito da Franco Cosimo Panini e insieme a quello su Michelangelo e su Giotto, continua una collana di libri belli, di grande formato, e di straordinaria lettura. Immagini, foto e disegni di Dario arricchiscono una ricerca che apre nuove prospettive sui grandi dell’arte italiana.
Insieme al libro abbiamo anche la possibilita' di offrirvi un bellissimo foulard e una t-shirt d’autore. Indossatela e diventerete immediatamente piu' bravi di Cimabue.
Qui di seguito il prologo del libro. Buona lettura!

Prologo
Mi ha sempre creato enorme sorpresa e soddisfazione scoprire che tutti i grandi artisti d’ogni tempo nelle proprie opere riservano grande spazio all’ironia satirica e all’umorismo poetico.
Giotto nel suo grande affresco nella Cappella degli Scrovegni di Padova offre nella scena del Giudizio Universale, in particolare nelle sequenze dell’Inferno, atteggiamenti buffi perfino in situazioni tragiche come quella dei dannati aggrediti da demoni assatanati: glutei al vento, falli malmenati, peccatrici con poppe scodinzolanti e cosi' via.
Lo stesso discorso vale per Bosch, sempre negli inferi, con animali paradossali e impossibili incrociati con oggetti da cucina e da lavoro, sederi che si affacciamo alle finestre, pesci con ali da pipistrello e grosse trote che se ne vanno nel cielo sormontate da vele maestose.
Questo bisogno di uscire dal normale e dalla convenzione per immergersi nel fantastico e' una scelta che pero' viene prodotta soltanto da pittori e scrittori, nonche' da poeti di talento eccezionale.
Dante e' un vero e proprio campione dell’impossibile, del sovraumano. Chi ha mai immaginato e messo in scena grappoli di amanti ignudi che abbracciati appassionatamente se ne vanno per l’aria sospinti da un vento amoroso, come stormi di volatili travolti dalla passione, se non il sommo poeta?
Ma lo stesso discorso lo possiamo riservare per Leonardo che in decine di suoi disegni e pitture racconta con feroce sarcasmo la bieca violenza degli uomini, come nell’Adorazione dei Magi agli Uffizi a Firenze. Sul fondo, in contrapposizione all’inchinarsi dei tre re, vediamo guerrieri a cavallo con lance e spade caricare uomini e donne, cadaveri gettati dalla scalinata e gente che fugge atterrita, il tutto mentre e' appena nato il figlio di Dio.
In un altro bozzetto scorgiamo un angelo che soffiando dentro una lunga tromba pernacchia nell’orecchio di un cherubino stordendolo.
In un codice, sempre Leonardo mostra una bellissima donna ignuda che abbraccia e bacia il suo amante, ma framezzo i suoi glutei spunta un pungiglione ritorto pronto a scattare come la coda di uno scorpione. A sua volta l’innamorato ha gia' sollevato il braccio per trafiggere con un pugnale l’innamorata.
Potremmo continuare per pagine e pagine a elencare dipinti e disegni grotteschi, da Michelangelo a Caravaggio, per non parlare di Durer e Brueghel. Ma, forse la palma del gioco satirico dovremmo consegnarla a Mantegna, che e' capace in ogni situazione, anche la piu' drammatica, di catapultare dentro le sue opere donne, uomini, cavalli, bimbi che rovesciano la logica in un mondo di follia.
Meraviglia sempre pero' che la gran parte degli studiosi, e fra questi uomini di notevole cultura, non si renda conto di questo paradosso narrativo, e quando non puo' fare a meno di notarlo liquidi il gioco satirico quasi con fastidio, minimizzando come se si trattasse di un trascurabile incidente. Non vogliono assolutamente rendersi conto che quello di innescare lo sghignazzo dentro il dramma e' un contrappunto essenziale e determinante in ogni opera d’autentico valore.
Ma noi, che siamo notoriamente scostumati e campioni della provocazione, faremo in modo di non perdere occasione per mettere in grande evidenza ogni lazzo, giocondo o crudele, che Mantegna ci portera' davanti agli occhi, perche' ognuno possa finalmente scoprire che la punta piu' alta dell’intelligenza umana sta proprio nel gioco umoristico della vita.

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