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La birra, ricca di silicio, rinforza le ossa.
Lo annuncia uno studio condotto da Charles Bamforth, della University of California, su oltre 100 diversi tipi di birra.
Avvertenze: giocate a rugby responsabilmente.
Il silicio, se è per questo, c’è anche nell’aglio, nelle mele, nei fagioli sgranati freschi, nei piselli, nelle cipolle d’inverno, nelle cipolline, nello scalogno, nei cavolfiori.
Ma il fatto è che, non ci crederete a guardare chi fa rugby, combatte il rachitismo. Difatti, ricercatori italiani all’estero, i famosi cervelli in fuga(che,detto tra noi, della Prima Legge dei Viaggi – “E’ sempre più lungo arrivare che tornare indietro” – sembra che amino piuttosto l’inverso: “Quantunque si sia arrivati è meglio tornare prima possibile indietro”), hanno rilevato che, entrando nella formazione dei tessuti cutanei, delle unghie, dei peli e dei capelli, c’è il rischio che un rugbysta, abusandone, da pelato si ritrovi, a fine campionato, o, peggio, a chiusura del Sei Nazioni, capelluto come Teresa De Sio(senza che, però, possa cantare “Voglia ‘e turnà”, nemmeno se gioca all’estero) o ungulato come la povera Florence Griffith(senza che, per questo, possa quanto meno bucare regolarmente la palla ovale).
L’Interrogativo sulla Legge dei Cervelli in Fuga sul Silicio(“Se un uomo con silicio in abbondanza, anche se non ha bevuto birra, gioca a rugby, può mangiare aglio, cipolle, cipolline e cavolfiori un po’ prima della partita?”) pone però un serio Dilemma:
Se nella partita di rugby il giocatore che ha mangiato aglio, cipolle e cavolfiori: a)è dopato; b)non riesce a finire la partita per impellenti necessità fisiologiche; c)è uno dei celebri cavalli di Salomone(che non si sa se mangiassero aglio e cipolle ma di sicuro venivano nutriti con orzo, che, insomma, pur’esso è nella birra).
IL PELO NEL SILICIO di V.S.Gaudio
Il silicio, se è per questo, c’è anche nell’aglio, nelle mele, nei fagioli sgranati freschi, nei piselli, nelle cipolle d’inverno, nelle cipolline, nello scalogno, nei cavolfiori.
Ma il fatto è che, non ci crederete a guardare chi fa rugby, combatte il rachitismo. Difatti, ricercatori italiani all’estero, i famosi cervelli in fuga(che,detto tra noi, della Prima Legge dei Viaggi – “E’ sempre più lungo arrivare che tornare indietro” – sembra che amino piuttosto l’inverso: “Quantunque si sia arrivati è meglio tornare prima possibile indietro”), hanno rilevato che, entrando nella formazione dei tessuti cutanei, delle unghie, dei peli e dei capelli, c’è il rischio che un rugbysta, abusandone, da pelato si ritrovi, a fine campionato, o, peggio, a chiusura del Sei Nazioni, capelluto come Teresa De Sio(senza che, però, possa cantare “Voglia ‘e turnà”, nemmeno se gioca all’estero) o ungulato come la povera Florence Griffith(senza che, per questo, possa quanto meno bucare regolarmente la palla ovale).
L’Interrogativo sulla Legge dei Cervelli in Fuga sul Silicio(“Se un uomo con silicio in abbondanza, anche se non ha bevuto birra, gioca a rugby, può mangiare aglio, cipolle, cipolline e cavolfiori un po’ prima della partita?”) pone però un serio Dilemma:
Se nella partita di rugby il giocatore che ha mangiato aglio, cipolle e cavolfiori: a)è dopato; b)non riesce a finire la partita per impellenti necessità fisiologiche; c)è uno dei celebri cavalli di Salomone(che non si sa se mangiassero aglio e cipolle ma di sicuro venivano nutriti con orzo, che, insomma, pur’esso è nella birra).