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Tre mesi prima… (Puntata 1)

People For Planet - Lun, 04/02/2018 - 23:19

 

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Boat Ambulance ma anche Bike Ambulance per i Paesi poveri

People For Planet - Lun, 04/02/2018 - 04:46

Una possibile soluzione si chiama Bike-Ambulance, bici-ambulanza, un carrello a due ruote collegato a una bici (o anche a una moto).
Uno dei progetti più interessanti su questo settore è la Zambulance dell’organizzazione Zambikes che dal 2007 lavora soprattutto in Zambia e Uganda.

Qui un video della Zambulance in azione

Altro progetto degno di nota è certamente quello dell’associazione svizzera SolidarMed che in Mozambico distribuisce eBike Ambulance a pedalata assistita per collegare i villaggi ai centri sanitari.

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La Boat Ambulance di Eni Foundation

People For Planet - Lun, 04/02/2018 - 04:34

Cercate nella cartina l’Africa, scorrete fino alla zona sud-occidentale, in Ghana. Scendete fino al mare e al confine con la Costa D’Avorio. Lì c’è il Distretto di Jomoro (Western Region) e la Juan Lagoon, laguna Juan, dove opera la Boat Ambulance costruita da Eni Foundation (e oggi gestita dal Ghana Health Service), un’imbarcazione-ambulanza che fornisce assistenza e informazione sanitaria di base a 4.000 persone sparse nei villaggi della laguna e nel contempo raccoglie dati su malattie, nascite e decessi. Ovviamente funge da ambulanza in caso di emergenza.

L’imbarcazione gira tra i villaggi di pescatori con 6 operatori sanitari a bordo più il pilota. Si tratta di un’opera fondamentale per portare cure e medicine in zone altrimenti abbandonate a se stesse perché distanti ore di cammino dall’ambulatorio più vicino. Sono zone dove non c’è acqua corrente, non c’è elettricità e non ci sono strade asfaltate, a volte non ci sono proprio le strade. Le popolazioni si spostano in barca, bicicletta, i più benestanti in moto.

La barca-ambulanza riesce a muoversi agilmente e velocemente nella laguna e può essere chiamata in caso di emergenza.
In questo modo Eni Foundation fornisce servizi di pianificazione famigliare, di cura prenatale e postnatale, e attività di clinica pediatrica: come pesare e misurare i bambini, valutare eventuali casi di malnutrizione, somministrare vaccini, e svolgere attività di counseling con le madri su temi relativi alla salute dei bambini. Non da meno, gli operatori possono anche diagnosticare e trattare disturbi leggeri, e indirizzare i casi più seri ai centri sanitari più adeguati nella regione.”

In due ore lo staff, 6 operatori sanitari del Ghana Health Service, riescono a visitare anche 25 donne e fino a 60 bambini. In condizioni normali ci sono un’ostetrica, due infermieri specializzati in community health, un addetto alle attività di informazione sanitaria, un addetto al controllo delle malattie e un infermiere specializzato in salute pubblica ma il team cambia a seconda della funzione della barca. Per le emergenze viene mandato il personale ospedaliero più qualificato a seconda della necessità.
La Boat Ambulance, oltre a fornire assistenza sanitaria, riesce anche a fare campagne informative di prevenzione della malaria, del colera, della diarrea e a monitorare il diffondersi delle malattie raccogliendo i dati dai vari villaggi.

Dal sito Eniday: “In certe comunità, per far cadere il cordone ombelicale più rapidamente, si usano le sostanze più disparate, dal dado da brodo all’erba secca, esponendo il bambino al rischio di sepsi.”
In questa zona del Ghana Eni Foundation ha supportato due ospedali costruendo un padiglione prenatale in uno e ristrutturando il 90% dei locali e creando una nuova sala operatoria nell’altro, costruito 8 nuovi CHPS Compounds (sono piccole unità dove il personale sanitario vive e fa informazione e prevenzione sanitaria di base, non c’è un corrispettivo in Italia), ristrutturato e fornito acqua ed elettricità ad altri 10 centri medici (strutture più fornite e organizzate, ad esempio con una sala parto) e donato, oltre alla Boat Ambulance, anche quattro ambulanze 4×4 e 8 motociclette.
“Stimiamo che delle nostre attività beneficino circa 400.000 abitanti dei 3 distretti della regione”, afferma Domenico Noviello, Presidente di Eni Foundation.

L’intervista a Giada Namer

Abbiamo parlato al telefono con Giada Namer, Project Manager Eni Foundation Ghana, la quale ci racconta che da fine 2014 la barca-ambulanza viene gestita direttamente dal sistema sanitario ghanese e oggi, febbraio 2018, è ancora in piena attività.
Domando come si rapportano con la Boat Ambulance le persone dei villaggi e Giada mi dice che ormai la riconoscono e sanno di cosa si tratta.
Ogni tre mesi compie un giro completo dei villaggi della laguna offrendo assistenza sanitaria di base (vaccinazioni, pesa dei neonati, visite mediche) ed è sempre a disposizione per le chiamate di emergenza.
Chiedo a Giada se ci è mai salita personalmente, lei ride. Ha seguito il progetto dall’inizio, dalla costruzione della barca ambulanza con materiali e manodopera locale fino alla sua messa in acqua e al suo utilizzo.
Giada ci racconta che inizialmente hanno dovuto affrontare un problema non da poco: le persone non chiamavano la Boat Ambulance per le emergenze; di qui l’idea di distribuire volantini e scrivere su un muro del porto della laguna tre numeri di telefono e le indicazioni per chiamare in caso di bisogno. Il muro colorato ha fatto breccia nella popolazione e sono arrivate le chiamate per le emergenze.
Ci spiega ancora Giada che il progetto di Eni Foundation in Ghana è stato di ampia portata, è stata raggiunta tutta la popolazione dei tre Distretti di Jomoro, Ellembele e Ahanta West (immaginate le nostre province) tramite campagne di informazione radio; e per promuovere l’igiene hanno scritto canzoncine poi passate nelle radio per farle diventare “virali”.
Oggi l’intervento diretto di Eni Foundation è terminato ma fino al 2021 Eni Ghana assicurerà un continuo monitoraggio della qualità dei servizi sanitari erogati dal Ghana Health Service tramite la barca ambulanza e le altre strutture create da Eni Foundation.

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La Primavera della Mobilità Dolce

People For Planet - Sab, 03/31/2018 - 04:46

Dal 21 marzo al 21 giugno, due mesi di eventi per chi ama camminare, pedalare, scoprire tesori e bellezze dell’Italia minore, tra borghi arroccati e ferrovie dimenticate. È una lunga festa del turismo lento e sostenibile la Primavera della Mobilità Dolce, promossa da A.Mo.Do, nuova alleanza di 22 associazioni – tra cui Touring Club, Italia Nostra, WWF Italia, Legambiente, Terre di mezzo e Associazione Italiana Turismo Responsabile – che hanno presentato la manifestazione all’ultima edizione di “Fà la cosa giusta!”, la fiera milanese del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.

Al centro del programma che animerà l’intera Penisola, treni storici, ferrovie dismesse e greenways (percorsi verdi nati da ex tracciati), protagonisti di due eventi clou della primavera: la Giornata delle Ferrovie delle Meraviglie (il 26 e 27 maggio) e la Maratona Ferroviaria, che concluderà la manifestazione in giugno. Due iniziative per valorizzare un patrimonio italiano prezioso, costituito da tratte minori e vecchie linee non più funzionanti i cui binari attraversano splendidi paesaggi, dalle campagne toscane alle montagne sarde, passando per i laghi prealpini, gli Appennini, la Sicilia. La “Giornata delle Ferrovie delle Meraviglie” sarà un’occasione per conoscere questo patrimonio nascosto e per sperimentare un modo diverso di vivere il territorio, pedalando dove prima c’erano binari o viaggiando su treni d’epoca che sono tornati a sferragliare grazie alla riapertura di linee turistiche. Come il Treno Blu per il Lago d’Iseo, un viaggio su uno storico treno a vapore con originali carrozze degli anni Trenta lungo la linea che costeggia il fiume Oglio, spesso abbinato a un’escursione in battello sul lago. Oppure il Treno Natura, che attraversa, sbuffando, il paesaggio della Val d’Orcia e dal quale si può scendere, alle fermate in piccole, romantiche stazioni, per raggiungere a piedi pievi, castelli e borghi animati da feste e sagre (info: www.ferrovieturistiche.it).

Altro tema forte della “Primavera della Mobilità Dolce”, i cammini: pellegrinaggi spirituali, percorsi naturalistici e storici che negli ultimi due anni hanno visto passare sempre più viaggiatori, con scarpe da trekking, zaino in spalla e approccio lento e attento ai luoghi e alla storia. A loro, i nuovi viandanti, è rivolto l’invito della Rete dei Cammini a unirsi, la prima domenica di maggio, alla decima edizione della Giornata nazionale dei Cammini Francigeni, animata da innumerevoli marce, incontri, feste che si svolgeranno lungo la Via Francigena “tradizionale”, ma coinvolgeranno anche altri percorsi ricchi di memorie di antichi pellegrini di cui si potranno scoprire tracce e bellezze meno note.

Dai Cammini Francigeni a quelli del Buon Vino, promossi da Borghi Autentici d’Italia nell’Anno del Cibo del Mibact: la Primavera porterà alla scoperta della cultura enogastronomica locale di una rete di borghi e piccoli centri dove, da aprile a settembre, ricette, prodotti tipici, vini e vitigni autoctoni saranno al centro di eventi, racconti, percorsi a piedi e degustazioni, che culmineranno nella Festa Nazionale dei Borghi Autentici d’Italia di fine giugno.

Informazioni e programma completo degli eventi su mobilitadolce.net.

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Record mondiale per Bolzano e Oristano nelle rinnovabili!

People For Planet - Sab, 03/31/2018 - 04:21

I dati sono stati raccolti dall’organizzazione non-profit Carbon Disclosure Project (CDP) in 570 città del mondo.
Bolzano ricava la propria elettricità al 100% da fonti idroelettriche mentre per Oristano c’è un mix di idroelettrico e solare.
L’Italia è l’unica nazione europea con una doppia rappresentanza, ci sono poi la capitale islandese Reykjavik (idroelettrico e geotermico) e la svizzera Basilea.
“I dati CDP 2017 mettono in evidenza come le città stiano intensificando le azioni contro i cambiamenti climatici, con un significativo aumento dei report ambientali, degli obiettivi di riduzione delle emissioni e dei piani di azione per il clima fin dal 2015, in seguito all’Accordo di Parigi per limitare il riscaldamento globale a meno di 2 gradi” spiega l’organizzazione.

Fonti:
http://www.repubblica.it/economia/2018/02/28/news/bolzano_e_oristano_tra_le_citta_al_100_rinnovabili-189914818/?ref=fbpr&refresh_ce
https://www.cdp.net/en/cities/world-renewable-energy-cities

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Una casa di gusci d’uovo

People For Planet - Sab, 03/31/2018 - 04:19

È brevettato dalla natura per conservare e sviluppare ciò che c’è di più prezioso: la vita. E per noi che usiamo le uova per una moltitudine d’utilizzi, alimentari e non, consideravamo fino a poco tempo fa il loro guscio, perfetto e puro, un rifiuto.
Ora possiamo parlarne al passato, perché Calchèra San Giorgio, azienda trentina che studia e produce materiali edili per il restauro monumentale e artistico e per la ristrutturazione di edifici storici, ha deciso di riusare il guscio d’uovo come materia prima seconda (cioè ottenuta da scarti di lavorazione o da materiali derivati dal riciclaggio dei rifiuti), dandogli una nuova vita, usandolo nella conservazione dell’arte e della storia. Vediamo qualche dato sulle uova: potrebbero risultare sorprendenti!

Ogni anno in Italia si producono 13 miliardi di uova, che per il 90% sono utilizzate nell’alimentare. Il restante 10% è rappresentato dal guscio e dalla membrana interna che pesano, in termini assoluti, 6,5 grammi per uovo.
Questa piccola quantità, moltiplicata per 13 miliardi, crea oltre 84.500 tonnellate di residui, utilizzati al 26,6% come fertilizzante, al 21,1% come mangimi animali, il 15,8% in altri utilizzi, mentre il 36,5% è smaltito in discarica, dopo essere stato sottoposto a una costosa sterilizzazione, come inerte.
I gusci d’uovo sono composti da carbonato di calcio (CaCO3) al 99%, percentuale molto più elevata di quella dei materiali d’origine minerale; ciò significa che anche utilizzando solo quelli destinati alla discarica, il loro riciclo ogni anno potrebbe fornire 31.600 tonnellate di questo materiale. E si tenga conto che, sul fronte dell’approvvigionamento delle uova, l’Italia è autosufficiente: il 94,8% è infatti di produzione nazionale.
E torniamo allora al nostro carbonato di calcio, che è il componente fondamentale della calce. Il cemento ottenuto dalla frantumazione dei gusci d’uovo miscelati con l’argilla dà ottimi risultati.

Molto interessante è il processo di cottura dell’argilla con i gusci d’uovo, dal momento che le alte temperature provvedono anche alla loro sterilizzazione permettendo il risparmio di questo specifico costo. Inoltre la produzione e l’utilizzo della calce derivata dai gusci d’uovo è a emissioni zero, dato che la CO2 emessa durante il processo di calcinazione è ricatturata e fissata al suo interno durante il successivo indurimento nel corso della messa in opera.

L’utilizzo dei gusci di uova in edilizia ha anche un altro vantaggio: contribuire a salvare le montagne dallo sventramento delle cave. Le cave attive in Italia, secondo Legambiente, sono circa 5.500, dalle quali si estraggono ogni anno 120,2 milioni di metri cubi di materie prime per l’edilizia, dei quali 31,6 milioni di metri cubi sono di calcare. Evitare di aprire anche una sola altra montagna grazie al guscio dell’uovo trasformato in calce e cemento, oltre a ridurre i rifiuti e aiutare il clima, preserverebbe il paesaggio.

Fonti:
http://www.calcherasangiorgio.it/
https://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/legambiente-presenta-rapporto-cave-2017-3-miliardi-di-euro-di-fatturato-4700-ca
https://www.unaitalia.com/settore-uova/

Fotomontaggio di Armando Tondo

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Sono indignato!

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 03/30/2018 - 11:06

Carissimi,
Cacao è il quotidiano delle buone notizie, perché quelle brutte ve le danno già tutti gli altri giornali, social ecc.
Questo venerdì però lasciamo la parola al nostro amato Alex Zanotelli che dà voce all’indignazione che proviamo tutti davanti a queste storie drammatiche, dove si punisce chi aiuta, chi soccorre. Contro ogni legge umana.
Cacao si prende qualche giorno di riposo… ci vediamo martedì 3 aprile. Buona Pasqua!

SONO INDIGNATO! – di Alex Zanotelli
Sono indignato per quanto sta avvenendo sotto i nostri occhi verso i migranti, nell’indifferenza generale. Stiamo assistendo a gesti e a situazioni inaccettabili sia a livello giuridico, etico ed umano.
E’ bestiale che Destinity, donna nigeriana incinta, sia stata respinta dalla gendarmeria francese. Lasciata alla stazione di Bardonecchia, nella notte, nonostante il pancione di sei mesi e nonostante non riuscisse quasi a respirare perché affetta da linfoma. E’ morta in ospedale dopo aver partorito il bimbo: un raggio di luce di appena 700 grammi!

(...) Continua a leggere CACAO di oggi

10 mostre da vedere in primavera

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 03/30/2018 - 11:03

di Alessandra Maggi
Approfittare delle vacanze di Pasqua per visitare una mostra o una città d’arte è sempre una buona idea. Ecco dieci rassegne sparse per l’Italia che valgono il viaggio (e magari la fila al museo…)
Continua su People For Planet

Sesso in orbita (VIDEO)

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 03/30/2018 - 10:58

di Mattia Mariuccini
Uno dei problemi dei viaggi spaziali è il sesso. Gli astronauti che viaggiano, magari per anni, devono poter fare sesso. Jacopo Fo ne discute con il Dottor Vittorio Verratti, ricercatore dell’Università G. D’Annunzio di Chieti.
Continua su People For Planet

Ci sono io!

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 03/30/2018 - 10:57

I fondatori del Nicholson Museum di Sydney nel 1860 portarono in Australia 4 sarcofaghi egizi. Uno di questi fu ritenuto vuoto e invece: sorpresa di Pasqua! Dentro ci sono i resti di una sacerdotessa del 600 a.C.

Olimpiadi di italiano

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 03/30/2018 - 10:56

Analisi del testo, riassunti e temi sono state le prove delle Olimpiadi di italiano che si sono tenute a Firenze e sono state vinte per la categoria junior da Gaia Bortoluzzi di 14 anni e per i “senior” da Paolo Valenti di 18 anni.
Gaia ha dichiarato che il suo più grande desiderio è visitare i luoghi dove sono ambientati i romanzi di Jane Austen.
Salvatela facendole sbagliare un congiuntivo.
(Fonte: Ansa)

Il bus libreria

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 03/30/2018 - 10:55

Così comincia l’articolo su Repubblica: Sara e Simone hanno acquistato un double decker del 1999 e lo stanno trasformando in un book-truck.
Cioè: Sara e Simone hanno comprato un vecchio autobus inglese, rosso a due piani e lo stanno trasformando in una libreria viaggiante che chiameranno Parole in Movimento. Per farlo hanno aperto un crowdfunding, una raccolta fondi sulla piattaforma Ulule. Servono 5.000 euro per gli allestimenti e i due librai veneti sperano di iniziare il loro tour entro l’estate.
(Fonte: Repubblica)

Microplastiche nell’acqua che beviamo: trovate nelle bottiglie e anche dal rubinetto

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 03/30/2018 - 10:54

Le microplastiche immesse nel mare o trasportate dal vento, ritornano nelle nostre tavole, dentro l’acqua in bottiglia, dai rubinetti e nei cibi che mangiamo. Che effetti hanno sugli organismi? E sulla nostra salute?
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Le pale eoliche più strane del mondo

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 03/30/2018 - 10:53

Galleria fotografica delle pale eoliche più strane e curiose del mondo. Alcune esistono davvero, altre sono solo progetti.
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Bolzano Pesticidi Free

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 03/30/2018 - 10:52

Il comune altoatesino ha comunicato di essere entrato a far parte della Rete Europea delle Città Libere dai Pesticidi insieme ad altra città italiane come Varese, Belluno e Ragusa.
Il comune di Bolzano ha quindi firmato un protocollo con il quale si impegna ad adottare un piano d'azione per eliminare progressivamente tutti i pesticidi dalle proprie aree pubbliche.

Relax a scuola

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 03/30/2018 - 10:50

15 minuti di meditazione prima e dopo le lezioni, si chiama “Didattica del Relax”.
La prima scuola media a sperimentare questa pratica sarà la Don Milani di Montirone (BS) e saranno coinvolti 51 alunni della prima media. Il progetto si chiama Friend ed è finanziato dalla Comunità Europea per “sviluppare al meglio le potenzialità degli alunni, eliminando anche ogni forma di stress”.

Stretching in ufficio: sbloccare collo, spalle e schiena

People For Planet - Ven, 03/30/2018 - 09:25

 

Dolore alle spalle, collo bloccato, schiena incriccata? Ecco gli esercizi posturali di allungamento per sciogliere muscoli contratti e indolenziti in ufficio.

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Il Sud Sudan bandisce la caccia

People For Planet - Ven, 03/30/2018 - 04:33

“C’è ancora speranza per la fauna selvatica del Sudan del Sud – ha affermato Cristián Samper, presidente della Wildlife conservation society (Wcs) – ma devono essere intraprese azioni concrete per garantire la protezione del patrimonio naturale del Paese, vitale allo stesso tempo per la fauna selvatica e le comunità locali, la corretta gestione dei parchi può infatti migliorare i mezzi di sussistenza e contribuire a stabilizzare la regione”.
In Sud Sudan vivono specie animali di importanza globale come leoni, giraffe, ippopotami, elefanti.
Il provvedimento ha inoltre vietato il commercio di trofei di caccia e di prodotti ricavati dalla fauna selvatica come pelle, carne, pelliccia e piume di uccello.
(Fonte: Lifegate)

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Benvenuti al Museo A come Ambiente di Torino

People For Planet - Ven, 03/30/2018 - 04:15
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Guarda qui il secondo video sul Museo

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Le dispersioni termiche negli edifici

People For Planet - Ven, 03/30/2018 - 04:03

Il patrimonio edilizio italiano non è efficiente, sprechiamo energia d’inverno per scaldarci e d’estate lasciamo che il calore penetri in casa. Colpa delle dispersioni termiche.

“Tutti in classe A”

Nel 2014 Legambiente ha presentato i risultati della campagna “Tutti in classe A”, una radiografia energetica degli edifici italiani, da Bolzano a Catania. Ancora oggi è la più aggiornata “fotografia” dell’efficienza termica delle case italiane. Legambiente ha eseguito 500 analisi termografiche sia su edifici di vecchia costruzione sia su abitazioni nuove, rivelando le dispersioni termiche.

Nella foto un esempio. A sinistra un edificio di Bolzano senza dispersioni termiche: la colorazione è uniforme su tutta la facciata. A destra un condominio di Potenza con molte variazioni di colore e quindi molte dispersioni termiche. Si noti come le zone più gialle, quelle che catturano il calore dall’interno e lo trasmettono all’esterno, corrispondono a solai, infissi, pilastri, tutti elementi strutturali dell’edificio. Tecnicamente vengono detti “ponti termici”.
Legambiente fa sapere che “la spesa annua delle famiglie per il riscaldamento e raffrescamento delle abitazioni varia tra i 1.500 e i 2.000 euro all’anno. Può essere ridotta fino al 50% con interventi di efficienza energetica negli edifici e con impianti che possono rendere più confortevoli sia d’inverno che d’estate le case in cui viviamo.”

Quali sono stati i risultati di “Tutti in classe A”?

Scrive Legambiente nel rapporto finale: “Il primo campo di analisi delle termografie ha riguardato gli edifici di recente costruzione realizzati nel periodo post direttiva europea 2002, che aveva già indicato con chiarezza la direzione di innovazione che si voleva promuovere nel settore. Dunque, quando erano chiari tutti i riferimenti in materia di risparmio energetico e isolamento per chi aveva la responsabilità di progettare e costruire. Inoltre gli edifici costruiti in questi anni hanno beneficiato di una fase di crescita straordinaria degli immobili e di una lievitazione dei prezzi, case costruite nel momento del boom edilizio, vendute spesso a cifre superiori a 3/4000 euro al metro quadro, e che quindi avrebbero facilmente permesso di ripagare qualsiasi tipo di intervento di isolamento delle pareti. Gli edifici costruiti in questo periodo che sono stati analizzati mostrano, purtroppo, evidenti criticità. Su quasi tutti gli edifici (anche per alcuni che si promuovono come “biocase” o “a basso consumo energetico”) si ravvisano, attraverso le termografie, ricorrenti problemi di elementi disperdenti con distribuzione di temperature superficiali estremamente eterogenee soprattutto fra tamponature e strutture portanti in cemento armato.”

E gli edifici più vecchi?

Gli edifici costruiti nel secondo dopoguerra rappresentano senza dubbio un importante campo dove intervenire per ripensare alla qualità delle abitazioni e abbattere i consumi energetici: degli edifici costruiti tra il 1946 e il 1991 – che rappresentano i tre quarti dell’edilizia in Italia – si stima che ad essere in condizioni pessime o mediocri sia almeno il 30%. Spiega Legambiente: “Le termografie effettuate su edifici ad uso residenziale e direzionale, costruiti fra gli anni cinquanta e i primi anni novanta, mostrano comportamenti termici che ci potevamo aspettare perché costruiti spesso di fretta, con materiali scadenti e poca attenzione al risparmio energetico. In alcuni casi, il deterioramento dei materiali e l’assenza di manutenzione di fabbricati e impianti vanno ad accentuare i problemi di inerzia termica degli involucri, con ponti termici che delineano con precisione i telai portanti delle strutture, i caloriferi interni sottostanti le finestre e collettori montanti degli impianti per il riscaldamento invernale.”

Buono invece il comportamento delle case in classe energetica A: “Le termografie effettuate su edifici certificati in “classe A” a Bolzano, Firenze, Udine, Perugia, Bari e in altre città italiane sono chiarissime, e proprio confrontandole con strutture groviera permettono di toccare con mano i vantaggi di una edilizia di qualità.”

Come faccio a sapere se la mia casa ha dispersioni termiche?

Questo è uno dei nodi del problema. Per anni i cittadini italiani hanno avuto forti difficoltà a conoscere il consumo energetico e di riscaldamento dell’abitazione in cui vivono. Nel nord Europa l’informazione viaggia capillarmente attraverso associazioni che spesso vedono la partecipazione dello Stato o delle Regioni; in Italia invece i diritti e gli obblighi sanciti dalle direttive europee e dalle leggi nazionali – che obbligano a calcolare i consumi energetici delle abitazioni (attraverso le certificazioni) e a renderlo disponibile per le famiglie – sono rimasti a lungo carta bianca, e solo ultimamente si sta diffondendo una nuova coscienza che vede le certificazioni come un atto non meramente formale ma come uno strumento fondamentale per avere informazioni preziose su eventuali interventi che potrebbero ridurre i consumi e le bollette. A proprie spese si può far realizzare una perizia termografica da un’azienda specializzata, costo da 500 a 1.000 euro a seconda superficie commerciale della struttura.

Quali le soluzioni?

Uno degli interventi che meglio permettono di evitare dispersioni nell’edificio è il cosiddetto “cappotto termico” (o isolamento a cappotto): si tratta di strati di materiali diversi a bassa conduttività termica (pannelli di fibre di legno incollate e pressate, pannelli di impasti di fibre di canapa e calce, sughero…) che vengono applicati sulle facciate esterne dell’edificio coibentandolo. E’ possibile anche il cappotto interno ma è molto meno appetibile, in quanto toglie spazio agli ambienti.

Il cappotto termico si può fare sia su edifici in costruzione sia su case in ristrutturazione, con tagli dei consumi energetici che possono arrivare anche al 40-50%. E’ anche un ottimo isolamento acustico.

In commercio ci sono molte diverse proposte per facciate, tetti, diversi materiali e diverse tecniche di messa in posa. Quattro i fattori importanti da tenere presente; lo spessore del cappotto: maggiore spessore, maggiore potere isolante. La “conducibilità termica” (la cui sigla è “lambda”): più piccola è, più il materiale coibenta. Lo “sfasamento termico”, il tempo (in ore) impiegato dal calore per passare attraverso il cappotto e raggiungere l’interno dell’abitazione. Infine la “resistenza di diffusione al vapore”: tanto più piccolo è questo valore, tanto più il materiale è traspirante.
Stabiliti questi parametri la scelta dei materiali per il cappotto termico deve anche tenere conto dell’atossicità, della durevolezza e della resistenza al fuoco.

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