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I gruppi dei villaggi (Puntata 3)

People For Planet - Gio, 04/05/2018 - 03:18

 

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Visual Art in cucina

People For Planet - Mer, 04/04/2018 - 17:58

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Cammina, rimani in forma, fai il pieno di energia (cinetica)!

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 04/04/2018 - 12:17

Disegni di Armando Tondo
 “Un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l’umanità”: la storica frase pronunciata dal celebre astronauta nel mettere piede per la prima volta sulla luna ci introduce a un’innovativa e brillante idea che sta prendendo piede nel mondo della ricerca in materia di energie rinnovabili.
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Manuale di autodifesa dalle crypto-valute

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 04/04/2018 - 12:15

di Vincenzo Imperatore
Non mi piace scrivere di cripto-valute. Lo faccio dopo che il macellaio sotto casa l’altro giorno mi ha chiesto: “Dotto’ posso comprare i bitcoin?”. Mentre il crollo del valore delle valute digitali prosegue inarrestabile.
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Festival dei Diritti Umani: il reportage del direttore, Danilo De Biasio

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 04/04/2018 - 12:14

Danilo De Biasio è direttore del Festival dei Diritti Umani, organizzato da Reset-Diritti Umani, un’associazione non profit nata a Milano nel 2015 per diffondere la conoscenza e la cultura dei diritti umani sia attraverso il Festival sia attraverso altre iniziative. Qui la bella sintesi che ha scritto per People For Planet.
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I voli svedesi più cari per il pianeta

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 04/04/2018 - 12:11

Dal primo aprile i voli con partenza nel territorio svedese costano di più per la tassa "eco-friendly" voluta dai verdi per "ridurre al minimo l'impronta di carbonio dei voli a seguito di un forte aumento dei viaggi aerei". L’aumento va dai 6 ai 39 euro.

La forza nascosta della gentilezza

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 04/04/2018 - 12:10

E’ un libro di Cristina Milani vicepresidente del World Kindness Movement e psicologa svizzera che riprende alcuni studi, come quello della neuroscienziata statunitense Candace Beebe Pert, che hanno dimostrato che quando si sorride si attiva il rilascio di neuropeptidi che combattono lo stress e liberano dopamina, endorfine e serotonina procurando euforia e felicità.
Anche al lavoro, la gentilezza, oltre a migliorare la qualità del tempo passato in azienda, rende le interazioni più efficaci, facilita i contatti sociali e aumenta la collaborazione.
Se il vostro capo non è gentile, picchiatelo.
(Fonte: Repubblica)

Dritti alla meta!

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 04/04/2018 - 12:08

Avezzano, l’Aquila: giocatore di rugby sventa un furto in un supermercato inseguendo il ladro e infine placcandolo alle gambe. Mohamed Traoré, 30 anni, gioca trequarti nella squadra abruzzese e lavora nello stesso supermercato.
Bottino recuperato e trasformato in mezzo ai pali.
(Fonte: Delinquenzaovale.it)

I Comuni Ciclabili 2018

People For Planet - Mer, 04/04/2018 - 04:56

Nel 2018 sono state assegnate 69 bandiere gialle della ciclabilità, premiate Bologna e Torino, Favignana in Sicilia, Soverato in Calabria e ben 9 località della Puglia.

Qui tutti i risultati nonché la prima Guida ai Comuni ciclabili d’Italia in formato pdf

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Cammina, rimani in forma, fai il pieno di energia (cinetica)!

People For Planet - Mer, 04/04/2018 - 04:43

Ci riferiamo alla possibilità di utilizzare l’energia cinetica, presenza costante, inevitabile e inesauribile nelle attività quotidiane, per generare energia elettrica.

Cos’è l’energia cinetica?
Di energia cinetica ne vediamo produrre e ne produciamo ogni giorno, in un modo semplicissimo: camminando.

Per gli amanti delle definizioni, e semplificando un poco: si tratta dell’energia legata al movimento del corpo (dal greco kinetikòs – relativo al movimento), all’energia che un oggetto possiede quando non è immobile. Ovviamente più un corpo si muove velocemente, maggiore sarà l’energia cinetica prodotta: un’automobile che sfreccia sul tracciato della Formula 1 avrà un’energia cinetica di gran lunga superiore a quella della bicicletta del cicloturista domenicale.

Riflettendo su questi principi Laurence Kemball-Cook, un giovane ingegnere londinese, nel 2009 ebbe un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: sfruttare quel tipo di energia trasformandola in energia elettrica. Gli esordi non furono facili: la sua piccola start-up non trovava ascolto né presso finanziatori né presso potenziali fruitori della nuova tecnologia… anche se il giovane ingegnere credeva così profondamente nella propria idea da aver paragonato in un’intervista la propria invenzione alla molto più famosa Tesla, l’auto totalmente elettrica di Elon Musk: “anche la prima Tesla era orribile… stiamo facendo lo stesso percorso”.

 

Il primo pavimento generatore di energia

Se oggi siamo qui a parlarne, è perché Kemball-Cook non si è dato per vinto. La sua azienda, la Pavegen, dopo essersi candidata a rivoluzionare la fisionomia di molti luoghi urbani in tutto il mondo, ha finalmente ricevuto l’attenzione che meritava, compreso un prezioso endorsement da parte del paladino ambientalista Al Gore, e oggi siamo lontani dai primi prototipi snobbati da amministrazioni e multinazionali.

Le sue speciali mattonelle, che per convertire l’energia dei passi in energia elettrica sfruttano sia un effetto di induzione elettrica sia un effetto piezoelettrico, sono già arrivate alla versione V3 e si possono ammirare, e soprattutto calpestare, ormai in più di 100 luoghi in tutto il mondo: si va dalle location di Londra più famose (in Bird street, una traversa di Oxford street, nel cuore dello shopping londinese, ma anche al Terminal 3 dell’aeroporto di Heathrow, in prossimità del London Bridge, presso il lussuoso Harrods, nel Centro direzionale Canary Wharf,…), a pavimenti smart in scuole britanniche e statunitensi, a installazioni a Washington, in Francia, Australia, Sud Africa, fino al progetto di due campi da calcio, uno in una favela di Rio de Janeiro in Brasile e l’altro a Lagos, in Nigeria.

La piastrella intelligente: come funziona

La mattonella smart, nella sua semplicità, è un piccolo gioiellino tecnologico ma il suo funzionamento in dettaglio è gelosamente custodito dal fondatore di Pavegen: ciò che è dato di sapere è che grazie al peso del corpo la superficie in gomma – riciclata – si abbassa di circa cinque millimetri, una differenza “praticamente impercettibile per chi la calpesta”, sostiene Kemball-Cook, e tuttavia sufficiente perché questo movimento alimenti un generatore in grado di produrre dai 5 agli 8 watt per passo (a seconda del peso di chi cammina). In pratica si tratta di un’energia sufficiente a mantenere accesa una lampadina a led per circa 30 secondi.

Cifre piccolissime che se moltiplicate per i grandi numeri per i quali le piastrelle sono pensate possono però dare grandi risultati: una striscia di 25 metri di piastrelle installate in occasione della Maratona di Parigi ha generato 4,7 kilowatt di energia con la quale è stata alimentata una parte della segnaletica di gara; 5 ore di passeggio in una strada affollata danno l’energia per mantenere acceso tutta la notte un lampione presso una fermata dell’autobus; una partita nel campo sportivo permette l’illuminazione dei fari dell’impianto.

Diffusione e costi

La richiesta sempre più alta di risorse energetiche, il costo elevato dell’energia elettrica, accompagnato da un’emergenza ambientale ormai sotto gli occhi di tutti noi: sono soprattutto questi gli elementi che stanno spingendo il mondo della ricerca a individuare sistemi di generazione di energie alternative che siano economici, di facile installazione e immediato utilizzo. Dopo l’esperienza di Pavegen altri protagonisti si stanno affacciando sul mercato della generazione di energia elettrica da quella cinetica: da Veranu, una startup tutta italiana che ha a sua volta  brevettato un sistema di pavimento intelligente, a Energy Floor, un’azienda olandese con sede in Rotterdam, che nel 2008 iniziò la propria avventura aprendo una discoteca, la Club Watt, dove l’energia veniva generata grazie ai salti e ai movimenti prodotti sulla pista da ballo. Il successo dell’iniziativa ha ben presto portato alla commercializzazione del loro prodotto di punta (non l’unico), il Sustainable Dance Floor, che viene soprattutto noleggiato per eventi, festival, fiere e mostre in tutto il mondo.

La possibilità di avere una fonte di energia pulita pressoché inesauribile perché prodotta dal nostro stesso movimento sembra l’uovo di Colombo, eppure la sua diffusione non è così scontata: l’ostacolo maggiore è dato senza dubbio dagli alti costi di produzione, che rendono l’investimento ammortizzabile in tempi molto lunghi. In rete si parla di 40 euro a mattonella, o di qualche centinaia di euro per mq compresa l’installazione. Sono prezzi destinati a scendere? Sì, ma solo se il mercato recepirà l’innovazione e si riuscirà ad attivare un’economia su larga scala: all’appello sono chiamate ora le amministrazioni pubbliche lungimiranti e le grandi aziende con costi energetici ormai insostenibili.

Immagini: Disegni e fotomontaggio di Armando Tondo

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I gruppi di Palma (Puntata 2)

People For Planet - Mar, 04/03/2018 - 23:35

 

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Festival dei Diritti Umani: il reportage del direttore, Danilo De Biasio

People For Planet - Mar, 04/03/2018 - 23:30

Abbiamo fatto un po’ fatica a spiegare che per parlare del rischio che corre l’umanità intera con i cambiamenti climatici si doveva parlare più di economia che di ecologia.

Al terzo Festival dei Diritti Umani abbiamo scelto quest’anno di occuparci di come la devastazione del pianeta impatti sui diritti umani. Perché ci sono ancor meno di sei gradi di separazione per collegare il pomodoro che hai comprato per pochi centesimi e l’ondata di siccità che nell’Africa Equatoriale ha spinto tante persone a fuggire verso l’Europa.

Qualcuno di loro si è fermato dopo un viaggio infernale nelle campagne della Puglia a raccogliere, pagato una miseria, proprio quel pomodoro che hai comprato. «Tutto è collegato», ha detto con il suo bel italiano colto, parlato con accento veneto/inglese, Kuki Gallmann, la scrittrice che l’anno scorso ha rischiato di morire in un attentato in Kenya: nella sua tenuta ci sono le sorgenti d’acqua che scatenano l’invidia degli allevatori della zona e che armano le loro mani.

E’ un sistema economico da cambiare.

La consapevolezza c’è, forse non soltanto tra le fortunatamente tante persone di buona volontà che agiscono senza aspettare incentivi governativi. Come “E’ nostra” che ha raccontato agli studenti intervenuti al Festival dei Diritti Umani come produrre e usare energia da fonti rinnovabili sia possibile e conveniente. Ma intorno a noi, nello stesso gigantesco condominio chiamato Terra, ci sono 2.500.000.000 persone che non hanno un accesso stabile all’energia “moderna”, come la definisce il professor Pippo Ranci, già Garante dell’Authority per l’energia, che ora si sta impegnando a portarla in alcune zone della Tanzania.

L’energia, ovviamente, è forse il comparto che incide maggiormente sui cambiamenti climatici. Stefano Caserini, che insegna proprio “Mitigazione dei cambiamenti climatici” al Politecnico di Milano non è ottimista né pessimista: «Con l’accordo di Parigi ci siamo impegnati a dimezzare il consumo di combustibili fossili. Se ci riusciremo lo smog diminuirà».

Appunto: “se ci riusciremo”. E nel frattempo?

Detto che non bisogna assolutamente affidarsi a soluzioni salvifiche ma che, invece, occorre cambiare il proprio stile di vita, tutti gli intervenuti al Festival dei Diritti Umani hanno convenuto che ci stiamo avvicinando in una situazione di non ritorno. E neppure gli scienziati più fantasiosi sono in grado di fare previsioni plausibili: ogni variazione climatica scatena reazioni che non si riescono a calcolare.

Per esempio la temuta “invasione” di migranti. Stime convergenti parlano di 18 milioni di persone che l’anno scorso hanno dovuto lasciare le proprie case per fenomeni climatici estremi. E se il riscaldamento della temperatura media continuerà quel numero non potrà che aumentare. Ma dove andranno? Cristina Cattaneo della Fondazione Mattei va controcorrente e sostiene che probabilmente quella massa non “invaderà” mai l’Europa. Per una ragione semplice e tragica: non hanno né i soldi né la forza di farlo. Si limiteranno a spostarsi nei territori vicini, stressando ulteriormente l’economia e la coesione sociale di quelle nazioni provate dal climate change.

Da qualsiasi parte vogliamo affrontare il rapporto devastazione ambientale e diritti umani si ritorna lì, all’economia.

Ridurre l’inquinamento, invertire la tendenza al surriscaldamento del pianeta, coltivare e allevare rispettando l’ecosistema fa bene all’economia e non viceversa. A meno che non si voglia confondere il “bene” con il PIL.

«Non possiamo più aspettare – ha detto Khalid Malik, copresidente del Global Sustainability Forum – dobbiamo migliorare la vita di tutti e mettere al centro le persone».

Grazie prof, noi del Festival dei Diritti Umani da sempre la pensiamo così, ma a volte ci sembra di essere in pochi a crederci davvero. Dopo la terza edizione siamo un po’ più ottimisti.

Foto di Leonardo Brogioni

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La Boat Ambulance di Eni Foundation

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 04/03/2018 - 11:18

Una barca-ambulanza, in Ghana, fornisce assistenza sanitaria di base e di emergenza ai pescatori dei villaggi della Juan Lagoon. Abbiamo intervistato Giada Namer, Project Manager Eni Foundation Ghana.
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Un bagno rinfrescante

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 04/03/2018 - 11:17

Avrà pensato così un alligatore lungo 3 metri e mezzo quando ha visto la piscina di una villa in Florida. Poi per tirarlo fuori c’è voluta la polizia perché la bestiola non era per niente d’accordo a uscire.
(Fonte: Ansa)

Storie di ladri

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 04/03/2018 - 11:17

Napoli. Ruba 120 euro a un tassista ma perde la carta d’identità sui sedili e viene arrestato qualche ora dopo il furto a casa sua.
E va beh… allora ditelo che non ci siete portati.
(Fonte: Napolitoday)

Sostenibilità a 360 gradi

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 04/03/2018 - 11:10

Jojob.it è riuscito a coinvolgere nel carsharing 140.000 utenti e 1.700 aziende italiane, e ora lancia il nuovo servizio Bici e Piedi. Grazie all'app scaricabile sullo smarthphone, i dipendenti delle aziende coinvolte potranno certificare la percorrenza del tragitto da casa al lavoro a piedi o in bicicletta. Calcolando un risparmio medio di 0,20 centesimi al chilometro, 130 g/km di CO2, ogni viaggio farà maturare dei punti, detti "Foglie d'Oro", per aver sconti sulle piste da sci, in hotel, ristoranti e parchi divertimenti.
(Fonte: Adnkronos, segnalata da Davide Calabria, grazie!)

Andare ai concerti allunga la vita! E’ scientifico!

People For Planet - Mar, 04/03/2018 - 04:41

Scrive Huffingtonpost: “La ricerca dell’università londinese è stata condotta sottoponendo i partecipanti a test psicometrici personalizzati e test di frequenza cardiaca. Gli esiti hanno registrato un aumento dell’autostima (+ 25%), di vicinanza agli altri (+ 25%) e stimolazione mentale (+ 75%) durante la partecipazione ad un concerto musicale. Lo studio ha inoltre dimostrato che chi va ai concerti almeno una volta ogni due settimane, sarà più felice, appagato, produttivo e sicuro di sé.”

Non è la prima volta che la scienza conferma questa tesi: “Già nel 2013, una ricerca finlandese aveva permesso di scoprire che i bambini che frequentano lezioni di canto riescono ad ottenere voti più alti a scuola; una ricerca dell’Università del Missouri, invece, aveva sottolineato gli effetti positivi della musica sullo stato di salute individuale.“

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Manuale di autodifesa dalle crypto-valute

People For Planet - Mar, 04/03/2018 - 04:15

Si tratta di una cripto-illusione generata dalla mente di cripto-speculatori esperti e monopolisti del web. Eppure non si parla di altro in giro. Al bar, a tavola con amici, sui social network, ovunque esista un microcosmo sociale, “tutti” si chiedono (e mi chiedono) se conviene investire in moneta virtuale. Ecco il punto che destabilizza: quel “tutti”. In quel pronome indefinito c’è l’imprenditore poco scolarizzato, il pensionato, la casalinga, lo studente al primo anno di Economia, il calciatore. Ma la cosa che mi preoccupa di più è che tra quel “tutti” ci sono anche coloro che hanno subito abusi dalle banche negli ultimi anni: possessori pseudo-ignari di azioni, obbligazioni subordinate, diamanti da investimento, polizze assicurative e derivati che hanno richiesto consulenza in merito dopo avermi affidato il mandato per la difesa dai presunti illeciti e soprusi perpetrati ai loro danni. Siccome le bolle speculative si manifestano quando anche il macellaio sotto casa inizia a parlare di finanza come se fosse una tombola, allora è il caso di far capire perché non investirei un euro in cripto-valute.
Innanzitutto, si tratta di un mercato non regolamentato, cioè un luogo virtuale in cui gli operatori si incontrano al fine di collocare, scambiare o rimborsare valori mobiliari. L’assenza di regolamentazione riguarda il fatto che il funzionamento di tale mercato, i prodotti e gli operatori ammessi non sono assoggettati alla disciplina specifica e alla autorizzazione delle Autorità di Vigilanza in materia di Mercati Regolamentati e non sono iscritti nell’apposito albo. In secondo luogo, si tratta di fenomeni finanziari che si stanno sviluppando senza i necessari protocolli di sicurezza previsti dalla disciplina Mifid per la lotta contro il riciclaggio dei fondi di provenienza illecita. Si sta infatti dirottando su questi mercati virtuali troppo danaro senza i metodici protocolli Kyc (Know your customer) necessari per la identificazione dell’intestatario del rapporto. In sintesi, l’apertura di un cripto-conto che consente di convertire il denaro ordinario in una qualche valuta virtuale non è soggetta ad alcuna procedura di valutazione. Chi, come noi di InMind Consulting, l’ha aperto ai fini della indagine si è reso conto di questa peculiarità sin da subito: una volta che si è caricata una copia della carta di identità unitamente a un proof of address (generalmente il frontespizio del proprio conto corrente) si viene abilitati a operare senza ulteriore discriminazione.

Infine, non è semplice prelevare. Noi per oltre un mese abbiamo tentato di ritirare la somma che avremmo (teoricamente) guadagnato senza riuscirci. Sostanzialmente, il conto in questione non permetteva di prelevare la posta. La risposta diplomatica dell’exchange faceva riferimento a fantomatiche verifiche legali da effettuarsi da parte del Compliance department e che a breve il denaro richiesto in prelievo sarebbe stato inviato. Faccio presente che il conto di trading risulta già verificato da mesi e che non è soggetto ai limiti di prelievo che invece hanno i conti non verificati. In questo caso nulla altro può fare l’investitore se non sperare. Il conto in questione infatti non ha un numero di contatto telefonico, si trova dall’altra parte del mondo e non ha nemmeno una chat di supporto in tempo reale. Permette solo di aprire un ticket in remoto per segnalare una qualche anomalia. Ci abbiamo rinunciato.

Può bastare per consigliare al risparmiatore comune di stare lontano da questa tipologia di investimento che non è assolutamente adatta ed alla portata della maggior parte delle persone visti i requisiti di competenze informatiche necessari e gli elevatissimi rischi connessi alla mancanza di protocolli di sicurezza? Eppure, ripeto, la massa inizia a chiedere. Su queste colonne da anni ormai sosteniamo che l’etica negli affari va sempre più scomparendo e che a farne le spese sono i poveri risparmiatori. Ma, come per tutte le generalizzazioni, occorre stare attenti perché non tutti i risparmiatori sono quei poveri disinformati che si vuole far credere. Se l’etica latita, forse, è anche grazie a queste persone (i risparmiatori) che, sempre alla ricerca dell’affare del secolo, sono talmente ingordi da acquistare prodotti finanziari molto rischiosi (se non palesemente spazzatura) che però promettono rendimenti abnormi. E lo sanno perfettamente. Solo che, spinti dall’ingordigia, si autoconvincono che in fondo il rischio è sostenibile. E quindi comprano. Salvo poi gridare all’inganno se restano spennati.
Il mercato dei prodotti finanziari si comporta esattamente come tutti gli altri mercati: è la domanda che genera l’offerta. Se nessuno si sentisse più furbo degli altri, se nessuno volesse straguadagnare, tempo pochi giorni e le cripto-valute sarebbero un lontano ricordo. Se invece la domanda si fa sempre più importante, l’offerta non può che andarle dietro. E allora: chi è etico e chi no? Chi offre l’impossibile perché è quello che il mercato chiede o chi chiede quello (l’impossibile) che poi il mercato gli offre? Non lo sono entrambe le parti. E non lo sono neppure i consulenti che accettano i mandati da quei risparmiatori che si sono presentati in una situazione disperata perché magari avevano acquistato azioni di Banca Etruria e poi mi chiedono dei Bitcoin. A quelli ho revocato i contratti. Quelle sono liti temerarie.

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Il Teatro Fa Bene: la Web Serie premiata a Hollywood, Miami, Roma

People For Planet - Lun, 04/02/2018 - 23:20

Ogni giorno pubblicheremo una puntata che resterà comunque visibile anche nei giorni successivi. Quindi anche chi arriva in ritardo o salta qualche giorno potrà recuperare le puntate che ha perso.
La Web Serie è stata realizzata dal Gruppo Atlantide con il contributo ideativo, organizzativo e finanziario di Eni Foundation e la partecipazione di Cuamm Medici con l’Africa.
E’ stata premiata nel 2017 come migliore Web Serie non fiction all’HollyWeb Fest di Hollywood, ai Roma Web Awards, al South Florida Web Fest di Miami.
Buona visione!

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