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Curiosity Killed the Cat (Infografica)

People For Planet - Ven, 01/01/2021 - 17:00

I gatti sono i felini più presenti nel mondo, camminano con le giraffe e i cammelli

Per vedere l’infografica più grande clicca qui

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Per cosa vale la pena di vivere?

People For Planet - Ven, 01/01/2021 - 12:00

Abbiamo visto Soul, della Pixar, e vogliamo parlarne con te. Un film a cartoni animati fa discutere di filosofia… “Soul”, l’ultimo film della Pixar, parla dell’amore per la vita.

Oggi discorriamo di passioni, scopi, scintille… in compagnia della Psicologa e Psicoterapeuta Ilaria Fontana , Doris Corsini e Jacopo Fo.

Fonte: Jacopo Fo
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Oroscopo 2021: introduzione al nuovo anno

People For Planet - Ven, 01/01/2021 - 10:00

Come si legge dal canale YouTube The Sun Astrology Astrologia & Oroscopi: “Oroscopo 2021: introduzione al nuovo anno. Come di consueto inizio ad organizzare approfondimenti mirati sul nuovo anno; in questo video introduco il nuovo anno con un ragionamento che parte dal 2020 e finisce nel 2021, con accenni di astrologia mondiale e collettiva. “

Fonte: Carlo Lesma

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Indagine Altroconsumo: molti italiani utilizzano farmaci scaduti

People For Planet - Ven, 01/01/2021 - 08:00

Più della metà degli italiani utilizza occasionalmente farmaci scaduti (analgesici, antibiotici…) o farmaci prescritti precedentemente per un’altra sintomatologia.

Un italiano su 5 compra farmaci (antiinfiammatori, antibiotici…) con prescrizione obbligatoria senza avere la prescrizione, grazie alla “benevolenza” di un farmacista amico.

Sono alcuni dei dati sconvolgenti che emergono da una ricerca realizzata da Altroconsumo e che dimostrano l’urgenza della legge che proponiamo da 2 mesi sui farmaci sfusi, una legge che allineerebbe l’Italia a quanto già avviene negli Usa, in Germania, in Canada

Una legge che puoi firmare anche tu se già non l’hai fatto!

Come funziona la legge che proponiamo? E’ semplice, vai in farmacia con la prescrizione del medico di p. es. 12 pillole di antiinfiammatorio e il farmacista ti dà in un contenitore sterile esattamente la quantità di pillole che devi prendere anziché una scatola p. es. da 40…

Conseguenze? Le spiega un articolo su People For Planet di Gabriella Canova:

– Eviteremo di gettare 6.000 tonnellate di farmaci ogni anno;

– Ridurremo i casi di avvelenamento da farmaci tra i bambini (il 40% dei loro avvelenamenti deriva dall’assunzione di farmaci lasciati in giro in casa)

– Il SSN e noi risparmieremo un sacco di soldi.

Stiamo aspettando che si costituisca il nuovo governo per riprendere la campagna a favore di questa legge lanciata da People For Planet durante la campagna elettorale. Occorre l’appoggio di tutti. Firma, grazie!

Clicca qui per leggere tutti gli articolo sull’argomento farmaci sfusi

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Anasuyamma, la mamma indiana che ha cambiato le cose piantando 2 milioni di alberi

People For Planet - Ven, 01/01/2021 - 07:00

In una fredda mattina del 1993, Anasuyamma, una giovane mamma indiana, si svegliò con una tragica notizia, era stata abbandonata dal marito. “Avevo circa 20 anni quando mio marito mi ha lasciato. I miei genitori pensavano che la mia vita fosse finita. Parenti e vicini mi hanno maledetto per quello che era successo. Ero devastata. Ma sapevo che non era la fine del mondo”, ricorda così, la donna che oggi ha 50 anni, quel giorno. Siamo nel villaggio Pastapur nel distretto Sangareddy di Telangana nello stato della Andhra Pradesh, nell’India centrale. Da quella fredda mattina la sua vita si è capovolta in nome dell’eguaglianza di genere, dell’ambiente e della lotta di classe. La ragazza era disperata. Con un figlio e senza marito cercare un lavoro non era un’ opzione, anche perché Anasuyamma non era mai andata a scuola. Dato che non aveva altre possibilità, si mise a fare lavori umili per mantenersi.

La svolta

Un giorno conosce la DDS, Deccan Development Society, una ONG il cui obiettivo è preservare il verde e tenere viva l’agricoltura tradizionale indiana. La maggior parte dei componenti è formata da donne delle classi più basse della gerarchia sociale. Così di giorno Anasuyamma andava a lavorare e di notte studiava. Partecipava alle sessioni di addestramento della Ong sull’importanza di piantare alberi. Imparò come erano utili a questi villaggi, come metodo naturale per trattenere acqua piovana e ricaricare le falde acquifere, evitando così che gli abitanti dovessero percorrere molti chilometri per avere accesso all’acqua. Gradualmente Anasuyamma ha iniziato a trascorrere più tempo con la DDS e poco alla volta ha reso il rimboschimento la sua missione di vita. Anasuyamma ha lavorato instancabilmente con altre donne per convertire le terre desolate in una lussureggiante foresta verde e finora ha piantato oltre 2 milioni di piante su terre sterili o trascurate ed e stata determinante nella creazione di due dozzine di foreste, attraverso 22 villaggi nel distretto di Sangareddi. Ma per fare questo la donna ha dovuto combattere contro i pregiudizi e le incrostazioni culturali di una società che non l’ammetteva in quel luogo.

Il vero peso del suo gesto

Quando Anasuyamma ha cominciato a piantare alberi per l’associazione che l’ha sottratta alla povertà estrema, è stata presto inondata dall’ira degli abitanti del suo villaggio. Tutti l’accusavano di fare lavori da uomini perché pulire la terra e piantare gli alberi di solito in India è compito maschile, inoltre molti vedevano di mal occhio quell’attività su terre considerate comuni.  La donna ha lavorato duramente per convincere gli abitanti che l’Associazione per cui lavorava non era lì per invadere la terra, ma per tutelarla e proteggerla dall’aridità e renderla nuovamente fertile.

Il riconoscimento internazionale

Lo scorso anno, collegata con New York, Anasuyamma ha ricevuto l’Award Equator Prize, prestigioso premio dell’Onu. “È stata una esperienza surreale, per me. Non immaginavo neppure nei miei sogni più sfrenati che una ragazza come me avrebbe potuto ricevere un premio cosi prestigioso. Essere apprezzata e incoraggiata per il mio sforzo ha ripristinato la mia fede nella società”, ricorda.

Cosa significa essere un paria

Nella cultura indiana i paria, in passato definiti come intoccabili, ma la traduzione più appropriata è oppressi, sono definiti i fuori casta o la quinta casta nel sistema religioso e sociale induista, includendo anche gli aborigeni indiani o gli stranieri. Formano il 16% della popolazione. I paria, gli impuri, esercitano professioni che hanno a che fare con la nascita, ostetriche ma anche dottori, o con la morte, i macellai, i conciatori di pelle i crematori, o che vengono a contatto con la sporcizia: i lavandai o i netturbini. A loro volta sono suddivisi in caste e sotto-caste, devono essere isolati dalla società perché possono rendere impuro un membro di caste superiori anche solo sfiorandolo con lo sguardo o con l’ombra. Devono vivere fuori dal villaggio, ed è vietato utilizzare strade o fontane. Formalmente oggi le cose sono migliorate, ma non nella quotidianità dei villaggi indiani.

Una lotta di classe, e di genere: piantare alberi

Capite meglio adesso quanto è stato rivoluzionario il lavoro di Anasuyamma, che non ha solo svolto una impresa impossibile per la sua casta ma ha anche sfidato le regole di genere per quel tipo di lavoro. Anasuyamma ha lavorato instancabilmente per convertire i terreni in foreste e finora ha piantato 2 milioni di alberi in terreni aridi e trascurati ed è stata determinante per creare due dozzine di boschi in 22 villaggi. Ha rotto le regole di genere per proteggere l’ambiente. “Tutti nel nostro villaggio percorrevano molti chilometri per avere accesso all’acqua, a causa della assenza di riserve. Il nostro lavoro ha risolto questo problema – racconta – piantando alberi che trattenendo l’acqua hanno ricaricato le falde”. Dopo tanti anni passati a piantare alberi, oggi Anasuyamma ha la responsabilità di formare la gente del posto, e creare nuove squadre di lavoro. A parte il premio ricevuto dall’Onu, la storia di questa donna mostra come l’inclusione sia sempre la risposta. Dall’inclusione di una sola donna è nata una rete che ha migliorato l’ambiente, la vita e la giustizia di un intero territorio e di numerose comunità.

India, l’uomo che piantò una foresta con le sue mani oggi fa scuola in Sud America

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Benvenuto al nuovo anno con il Saluto al sole

People For Planet - Gio, 12/31/2020 - 19:00

Dal canale YouTube Melarossa ecco un buon modo di lasciarsi alle spalle quest’anno particolare e salutare nel migliore dei modo il nuovo arrivato!

Un esercizio completo, combinato con la respirazione, che scioglie e rafforza i muscoli di tutto il corpo. L’intera sequenza permette di attivare tutto il sistema muscolare e degli organi interni, stimolando la concentrazione e la funzionalità respiratoria.

Fonte: Melarossa

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Sanità, Giulia Grillo risparmia due miliardi migliorando il servizio

People For Planet - Gio, 12/31/2020 - 17:00

Prima delle ultime elezioni con www.peopleforplanet.it lanciammo una raccolta di firme per ottenere che anche in Italia le farmacie vendano le medicine nel numero esatto previsto dalla ricetta medica. Da decenni fanno così in Usa e in GermaniaFranciaSpagna e Svizzera stanno adottando lo stesso metodo. Un risparmio enorme per i cittadini e lo Stato, meno pericoli dovuti ai cassetti pieni di medicinali scaduti o assunti senza una prescrizione medica. Quando è diventata ministro Giulia Grillo sono aumentate le nostre speranze che questa piccola riforma andasse in porto perché lei nella passata legislatura era la prima firmataria di una proposta di legge in tal senso. E una volta tanto un ministro ci ha stupiti andando ben oltre le nostre speranze. Giulia Grillo infatti sta mettendo mano all’insieme del sistema dei medicinali, un ginepraio nel quale spariscono cifre da capogiro.

La prima questione che ha affrontato con uno staff di specialisti è quella della validità dei farmaci. La semplice verifica della reale efficacia dei farmaci, secondo criteri scientifici, porterà a un notevole risparmio ed eviterà ai pazienti di assumere medicamenti inutili e quindi potenzialmente dannosi. C’è poi la questione assurda dei farmaci che sono doppioni di altri. Si tratta del 70% dei farmaci, un migliaio di prodotti. Ad esempio sono in commercio 21 antidepressivi con prezzi ben diversi uno dall’altro. Discorso parallelo sui farmaci che hanno una formula chimica diversa ma effetti equivalenti. Su questo punto il ministero conta di ottenere risparmi ingenti per lo Stato ma anche per i cittadini, attraverso una campagna di informazione; infatti gli italiani spendono di tasca loro un miliardo all’anno per comprare medicinali di marca che sono fotocopie di medicinali più economici e che di più hanno solo il prezzo.

Chiara Dainasul Fatto Quotidiano, spiega bene come una simile riforma sia complessa perché prevede di attivare le Regioni che sono gli enti che pagano direttamente le medicine e che dovrebbero modificare le modalità di acquisto. Alcune Regioni hanno spese per i farmaci molto alte, altre hanno iniziato a razionalizzare: “Un altro successo lo ha portato a casa il Piemonte, che quest’anno grazie al meccanismo delle gare ha risparmiato oltre 41 milioni di euro solo sui maggiori farmaci utilizzati, con una riduzione media di prezzo del 67%. In alcuni casi la spesa si è ridotta fino al 99%: per il bosentan (un antipertensivo) e l’imatinib (un antitumorale), i cui costi unitari sono scesi rispettivamente da 2.210 a 27 euro e da 1.907 a 24 euro. Il trastuzumab (un altro antitumorale) invece è passato da 565 a 163 euro (-71%); l’adalimumab (un antinfiammatorio), da 866 a 293 euro (-66%)”.

È veramente incredibile che la Regione Piemonte sia riuscita ad abbassare così tanto il prezzo di alcuni farmaci. C’è da chiedersi cosa abbiano combinato gli amministratori precedenti e che combinino quelli che tutt’ora continuano a pagare farmaci a peso d’oro. E in questo campo si otterranno ulteriori risparmi riuscendo a organizzare gare con la partecipazione di tutte le Regioni: maggiori acquisti vogliono dire prezzi più bassi!

Sono anni che si tenta la riforma del prontuario dei farmaci ma ogni tentativo è stato invalidato dalla resistenza delle case farmaceutiche. Non sarà facile ma finalmente vediamo all’opera la logica artigianale delle piccole riforme, che vanno a cambiare meccanismi che non infiammano le piazze e non esaltano i media ma sono sostanziali. È comunque un peccato che questa iniziativa, datata 10 dicembre, abbia trovato così poco spazio sui media. E già che ci siamo segnalo l’inizio di una campagna che segue questa filosofia Shangai di incominciare a cambiare le cose partendo dalle più facili. Abbiamo fondato il movimento dei Pink Bloc, come i Black Bloc ma più gentili. Il nostro primo bersaglio sono state le cattiverie verso i pendolari e i viaggiatori in genere, delle Ferrovie dello Stato. Un commando dei Pink Bloc ha danzato in tutù rosa di fronte alla sede romana delle Ffss, sulle note delle sonate romantiche di Chopin, cercando così di muovere a un sentimento di dolcezza gli uomini e le donne che dirigono questa azienda. Un passo di danza vi convertirà all’amore!

Qui il link al video

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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Covid-19, Ministero: “Impatto grave: ritardare la ripartenza del 7 gennaio”

People For Planet - Gio, 12/31/2020 - 15:40

Il Report settimanale delle Regioni a cura della Cabina di Regia del Ministero è giunto poco fa a chiudere l’anno orribile del coronavirus. L’aggiornamento fa riferimento al periodo che va dal 21 dicembre 12 al 27.

“Continua il segnale di controtendenza nell’indice di trasmissione segnalato nelle due precedenti settimane nell’intero Paese. Questo si realizza in un contesto europeo caratterizzato da un nuovo aumento nel numero di casi in molti paesi Europei e la comparsa di varianti virali segnalate con una potenziale maggiore trasmissione”, rende noto il Ministero.

Veneto, Liguria e Calabria preoccupanti

L’epidemia in Italia si mantiene grave ancora a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali. Tre Regioni/PPAA (Veneto, Liguria, Calabria) hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel valore inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2, altre 3 (Basilicata, Lombardia e Puglia) lo superano nel valore medio, e altre tre lo sfiorano (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche). Questo, insieme alla elevata incidenza che ancora si registra in quasi tutto il territorio, desta particolare preoccupazione e pertanto si esorta a considerare di applicare le misure previste, per i livelli di rischio attribuiti, anche oltre le scadenze attuali, come descritto nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732.

Tracciamento ancora impossibile

Complessivamente, l’incidenza in Italia rimane ancora molto elevata e l’impatto dell’epidemia è ancora sostenuto nella maggior parte del Paese. Il valore è ancora lontano da livelli (50 casi per 100.000 in sette giorni) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Tale situazione conferma la necessità di mantenere nel tempo la linea di rigore delle misure di mitigazione adottate nel periodo delle festività natalizie”.

Punti chiave

Nel dettaglio, la nota del Ministero chiarisce:

  • Si riporta una analisi dei dati relativi al periodo 21 – 27 dicembre 2020. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione nella prima metà di dicembre. Si sottolinea che la settimana in valutazione è quella natalizia ed è stata caratterizzata da un numero particolarmente basso di tamponi nelle giornate festive. Questo potrebbe influenzare la stima dell’incidenza e della velocità di trasmissione.
  • L’epidemia in Italia si mantiene grave ancora a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali. Tre regioni hanno un Rt puntuale maggiore di 1 e altre 3 hanno un valore che sfiora l’1. La Regione Veneto oltre ad un Rt puntuale maggiore di uno si accompagna ad una incidenza particolarmente elevata. Nella settimana di monitoraggio si osserva una diminuzione generale del rischio, principalmente dovuta a una lieve riduzione nei tassi di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e aree mediche.
  • In particolare, nove Regioni/PPAA sono classificate a rischio Basso.
  • Undici Regioni/PPAA sono classificate a rischio Moderato, di cui tre (Emilia-Romagna, Valle d’Aosta e Veneto) hanno una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese nel caso si mantenga invariata l’attuale trasmissibilità.
  • Una Regione (Sardegna) ha una classificazione del rischio Non Valutabile -equiparato a rischio alto- data la bassa percentuale di completezza dei dati.
Terapie intensive
  • Ancora 10 Regioni/PPAA hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in lieve diminuzione da 2.731 (21/12/2020) a 2.565 (28/12/2020); anche il numero di persone ricoverate in aree mediche è diminuito passando da 25.145 (21/12/2020) a 23.932 (28/12/2020). Tale tendenza a livello nazionale sottende forti variazioni inter-regionali.
  • Sebbene si osservi una diminuzione dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 gg (305,47 per 100.000 abitanti (14/12/2020 – 27/12/2020) vs 329,53 per 100.000 abitanti nel periodo 7/12/2020-20/12/2020, dati flusso ISS), il valore è ancora lontano da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Questo approccio ha mostrato i primi segni di criticità quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni (attualmente l’incidenza a livello nazionale nei 7gg 21-27 dicembre 2020 aggiornata al 29 dicembre è pari a 134,97 per 100.000 abitanti; tale valore potrebbe essere sottostimato per il basso numero di tamponi effettuati nei giorni festivi).
  • Nel periodo 8 – 21 dicembre 2020, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,93 (range 0,89 – 1.02) in lieve aumento da tre settimane e con un limite superiore dell’intervallo di credibilità al 95% che supera il valore 1. Per dettagli sulle modalità di calcolo ed interpretazione dell’Rt riportato si rimanda all’approfondimento disponibile sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità (https://www.iss.it/primo-piano/-/asset_publisher/o4oGR9qmvUz9/content/id/5477037).
  • 10 Regioni/PPAA riportano un’allerta di resilienza rispetto a 4 della settimana precedente. Questo è dovuto principalmente a un aumento nei tassi di positività che potrebbe riflettere il minor numero di test realizzati nel periodo festivo. Nessuna Regione/PA riporta molteplici allerte.
La difficoltà di avere dati validi
  • Sebbene in miglioramento, permane una diffusa difficoltà nel mantenere elevata la qualità dei dati riportati al sistema di sorveglianza integrato sia per tempestività (ritardo di notifica dei casi flusso ISS rapportati al sistema di sorveglianza su dati aggregati coordinati dal Ministero della Salute) sia per completezza. Questa settimana per la prima volta in quattro settimane una Regione non ha superato la soglia critica di completezza nell’indicatore 1.1. Il dato epidemiologico analizzato è relativo alla settimana 21-27 dicembre che al momento è il dato consolidato più recente disponibile. Come conseguenza questo può portare ad una possibile sottostima della velocità di trasmissione e dell’incidenza
  • Si osserva una diminuzione nel numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note (31.825 vs 38.154 la settimana precedente), con la percentuale dei casi rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti in lieve aumento al 26,0% (vs 25,4% la settimana precedente). Si osserva, invece, una lieve diminuzione nella percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (32,4 vs 33,0% la settimana precedente). Infine, il 30,0% dei casi è stato rilevato attraverso attività di screening e nell’11,6% non è stata riportata la ragione dell’accertamento diagnostico.
Conclusioni
  • La settimana in valutazione è quella natalizia ed è stata caratterizzata da un numero particolarmente basso di tamponi nelle giornate festive. Questo potrebbe influenzare la stima dell’incidenza e della velocità di trasmissione. 
  • Nel periodo 8 – 21 dicembre 2020, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,93 (range 0,89 – 1.02) in ulteriore aumento da tre settimane. Continua quindi il segnale di controtendenza nell’indice di trasmissione segnalato nelle ultime tre settimane nell’intero Paese. Questo si realizza in un contesto europeo caratterizzato da un nuovo aumento nel numero di casi in molti paesi Europei e la circolazione di varianti virali con una potenziale maggiore capacità di trasmissione.
  • Tre Regioni/PPAA (Veneto, Liguria, Calabria) hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel valore inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2, altre 3 (Basilicata, Lombardia e Puglia) lo superano nel valore medio, e altre tre lo sfiorano (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche). Questo, insieme alla elevata incidenza che ancora si registra in quasi tutto il territorio, desta particolare preoccupazione e pertanto si esorta a considerare di applicare le misure previste, per i livelli di rischio attribuiti, anche oltre le scadenze attuali, come descritto nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732.  
  • Complessivamente, l’incidenza in Italia rimane ancora molto elevata l’impatto dell’epidemia è ancora sostenuto nella maggior parte del Paese. Inoltre, si continua ad osservare nella maggior parte delle Regioni/PPAA un rischio Moderato o con alta probabilità di progressione a rischio Alto di una epidemia non controllata e non gestibile. Tale situazione conferma la necessità di mantenere nel tempo la linea di rigore delle misure di mitigazione adottate nel periodo delle festività natalizie
  • Si conferma pertanto la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi.
  • Si invitano le Regioni/PPAA a realizzare una continua analisi del rischio a livello sub-regionale. É necessario mantenere e/o rafforzare le misure di mitigazione in base al livello di rischio identificato come indicato nel documento “Prevenzione e risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732.
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Gianni Rodari: l’anno nuovo come sarà?

People For Planet - Gio, 12/31/2020 - 14:00

“Indovinami, Indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?”

“Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un Carnevale e un Ferragosto
e il giorno dopo del lunedì
sarà sempre un martedì.

Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno!”

Dal libro di Gianni Rodari, Filastrocche in cielo e in terra (Torino, Einaudi 1960).

Foto di Winston Chen

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Emergenza clima: il bilancio 2020 dell’Osservatorio nazionale CittàClima

People For Planet - Gio, 12/31/2020 - 11:00

Non solo Covid, l’anno 2020 si chiude con un bilancio sul fronte del clima in Italia: temperature e precipitazioni sopra la media, trombe d’aria in pericolosa crescita, 239 fenomeni meteorologici intensi e 20 vittime. Legambiente: ” È ora il tempo delle scelte. Non sprechiamo le risorse che l’Europa ci metterà a disposizione. Il Recovery Plan metta l’adattamento al clima di città e territori al centro delle priorità”.

L’anno che volge al termine verrà ricordato per l’inizio della pandemia da Covid-19, ma anche per essere stato tra i tre anni più caldi mai registrati in assoluto, con il mese di novembre come secondo più caldo dal 1880.

A metterlo nero su bianco è il report redatto dall’Osservatorio CittàClima di Legambiente in collaborazione con il gruppo Unipol e con il contributo scientifico di Enel foundation:

“Un anno complesso e difficile segnato non solo dalla pandemia, ma anche da un clima sempre più “impazzito” con temperature in aumento e fenomeni meteorologici intensi ed estremi dovuti alla crisi climatica e che in tutto il mondo sta causando danni ai territori, alle città ed alla salute dei cittadini. Preoccupa anche la situazione dell’Italia con un 2020 segnato da un aumento della temperatura media e un’estate nel complesso più calda e con precipitazioni sopra la media. L’anomalia termica complessiva è stata di +1.5°C, la sesta più elevata degli ultimi 60 anni. In crescita anche gli eventi estremi e in particolare il fenomeno delle trombe d’aria: nel 2020 nella Penisola, segnata anche quest’anno da nubifragi, siccità, trombe d’arie, alluvioni, ondate di calore sempre più forti e prolungate, sono stati registrati 239 fenomeni meteorologici intensi – dato in crescita rispetto ai 186 eventi del 2019 – e 20 vittime. 101 sono stati i casi di allagamenti da piogge intense; 80 casi, invece, di danni da trombe d’aria – in forte aumento rispetto alle 48 del 2018 ed alle 69 del 2019, 19 esondazioni fluviali, 16 danni alle infrastrutture, 12 casi di danni da siccità prolungata, 10 di frane causate da piogge intense.  In aumento anche gli eventi che riguardano due o più categorie, ad esempio casi in cui esondazioni fluviali o allagamenti da piogge intense provocano danni alle infrastrutture”.

Alluvioni, piogge intense, siccità, nel 2020 in ben 529 Comuni si sono registrate catastrofi climatiche con effetti invalidanti per i cittadini a partire dalle normali attività quotidiane, come la circolazione:

“Nella Penisola dal 2010 al 28 dicembre 2020 sono 980 i fenomeni meteorologici che hanno provocato danni nel territorio italiano (…) Nello specifico si sono verificati 439 casi di allagamenti da piogge intense, 360 casi di danni ed interruzioni delle infrastrutture causati da piogge intense con 81 giorni di stop a metropolitane e treni urbani, 16 casi di danni al patrimonio storico, 39 casi di danni provocati da prolungati periodi di siccità, 265 eventi con danni causati da trombe d’aria, 22 casi di frane causate da piogge intense, 87 giorni di blackout elettrici e 125 gli eventi causati da esondazioni fluviali”.

Un’emergenza climatica che dal 1°gennaio 2020 ha coinvolto 255 persone tra vittime e feriti e ha costretto 50mila persone a evacuare le proprie abitazioni a causa di frane e alluvioni.

Leggi anche: Clima, le foreste europee vanno regolarmente in fumo

In Amazzonia scoperta la “Cappella Sistina” della preistoria

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Le 10 foto più belle del 2020.

People For Planet - Gio, 12/31/2020 - 09:45

Il 2020 è stato un anno difficile, che ci ha travolti con la diffusione di un virus sconosciuto che ha infettato le vene del nostro bellissimo mondo.

Ecco le 10 foto che riassumono tutti gli eventi salienti dell’anno appena trascorso.

In primis, ciò che rimarrà per sempre nella memoria sono le immagini connesse al coronavirus, a partire dall’incertezza iniziale sulla diffusione del Covid-19, il duro lavoro svolto dagli operatori sanitari, le nuove regole di prevenzione, dalla necessità di indossare la mascherina al distanziamento sociale, fino alle foto delle prime persone che hanno ricevuto il vaccino anti-covid.

Come dimenticare, poi, le proteste scoppiate negli Stati Uniti e nel mondo in seguito all’uccisione dell’afroamericano George Floyd per mano della polizia e le manifestazioni del movimento Black Lives Matter per chiedere, ad alta voce, giustizia ed equità sociale.

Ma anche la terribile esplosione che il 4 agosto 2020 ha raso al suolo il porto di Beirut, in Libano, lasciando dietro di sé cenere, macerie e morte.

E ancora la liberazione di Silvia Romano dopo circa un anno e mezzo di prigionia in seguito al rapimento avvenuto in Kenya.

L’arte, in tutte le sue forme, si è fatta veicolo di questi avvenimenti, cogliendo le sfumature del reale donando alla cronaca un pizzico di emozioni.

Ci auguriamo che il nuovo anno porti via con sé il vecchio e ci permetta di intravedere uno spiraglio di luce, divenendo, così, simbolo di rinascita e speranza.

Buon 2021 a tutti!

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Sanità: alcune Regioni italiane risparmiano il 67% sull’acquisto dei farmaci, altre no, perché?!?

People For Planet - Gio, 12/31/2020 - 08:30

Si parla di antibiotico-resistenza, di farmaci equivalenti e delle iniziative del Ministro al fine di regolarizzare le spese delle Regioni per beni e servizi così da poter destinare più fondi in settori come l’assistenza ai disabili ancora molto carenti in quasi tutta Italia. Si parla anche della denuncia fatta da People for Planet per quanto riguarda la prescrizione da parte di alcuni pediatri di una specifica marca di latte in polvere per i neonati, della proposta di concedere alle farmacie la possibilità di vendere i farmaci sfusi per evitare inutili sprechi e sovradosaggi…
Quello che risulta da questa lunga intervista è che manca una corretta ed efficace informazione sia ai medici che ai farmacisti che al cittadino da parte delle istituzioni. Forza, Ministro, raccontiamo le buone pratiche!

Come sapete le questioni sulla salute mi stanno molto a cuore, ho informato il Ministro della denuncia fatta da People for Planet per quanto riguarda la prescrizione da parte di alcuni pediatri di una specifica marca di latte in polvere per i neonati, della proposta di concedere alle farmacie la possibilità di vendere i farmaci sfusi per evitare inutili sprechi e sovradosaggi…
Sono rimasto piacevolmente impressionato da Giulia Grillo, un medico che sa di che cosa sta parlando e il problema è sempre quello: manca una corretta ed efficace informazione sia ai medici che ai farmacisti che al cittadino da parte delle istituzioni. Forza, Ministro, raccontiamo le buone pratiche!

Parte Prima

Alcune Regioni risparmiano il 67% sull’acquisto dei farmaci, altre no

Il Ministro mi ha confermato che con la distribuzione dei farmaci sfusi nelle farmacie si potrebbe arrivare a risparmiare fino al 5% – stima prudenziale! – della spesa pubblica e privata che oggi ammonta a circa 30 miliardi.
E il risparmio sarebbe ancora più notevole se tutte le regioni acquistassero farmaci, beni e servizi con più attenzione. In Lazio, ad esempio, un farmaco come il Bosentan è passato da un costo di 2.210 euro a 27 euro! Si parla di un risparmio di 40 milioni per la sola regione Lazio.
Magari si potrebbero denunciare quelle Regioni che buttano i soldi dalla finestra! Il Ministro ride ma secondo me ci sta pensando.

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I famaci “griffati” ci costano milioni di euro in più

La gente preferisce i “farmaci Armani”? Cioè griffati invece di usare quelli che vengono definiti impropriamente “generici” e che invece si chiamano “equivalenti”?
Anche Giulia Grillo mi conferma che l’Italia è tra i Paesi in Europa che ne consuma di meno, molti cittadini continuano a preferire il farmaco “branded” ma le cose, seppur lentamente, stanno cambiando anche grazie alla corretta informazione da parte dei medici di base e dei farmacisti.

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L’indigestione di antibiotici e i trucchi del latte artificiale

Giulia Grillo conferma il dato che afferma che l’Italia è leader in Europa delle malattie antibiotico resistenti proprio perché è uno dei Paesi in cui si consumano più antibiotici d’Europa
E’ d’accordo che una soluzione è proprio quella della prescrizione dei farmaci monodose e di una maggiore informazione su quando e come assumere antibiotici e quando sono completamente inutili se non dannosi.
La sperimentazione in alcune farmacie potrà essere utile anche in questo caso.

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Latte in polvere
Ho raccontato al Ministro della Salute di un’altra campagna di denuncia di People For Planet che riguarda la prescrizione da parte di alcuni medici del latte in polvere, dove viene specificata anche la marca, cosa che è illegale.
Giulia Grillo mi ha confermato che non si può prescrivere un determinato latte in polvere ma ha ammesso che non esiste una sanzione per chi non rispetta la legge.

Parte quarta

Miliardi di spreco e non ci sono i soldi per i disabili

Alla fine quale è il risparmio ottimale che si può avere razionalizzando le spese? Ho chiesto al Ministro.
Giulia Grillo si è mantenuta cauta sulle cifre: “Qualcuno dice 6 altri 7 miliardi ma in realtà non c’è una stima precisa e comunque è da reinvestire per colmare le carenze in altri settori”
Sì, perché i soldi risparmiati dovrebbero essere reinvestiti nell’assistenza ai malati cronici, ai non autosufficienti e ai disabili dove l’Italia è troppo carente. In alcune regioni questi malati sono affidati solo alle cure familiari.

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Spero di aver provocato Giulia Grillo a meglio informare la cittadinanza per una migliore razionalizzazione della spesa sanitaria che colmi le grandi differenze tra Regione e Regione per poter colmare lacune in alcuni settori attualmente in grande sofferenza di mezzi e personale.
Informare, informare, informare!

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Federcaccia contro Insinna per i commenti anti-venatori. Ma la ragione sta nel mezzo

People For Planet - Gio, 12/31/2020 - 07:15

Flavio Insinna parla contro la caccia e i cacciatori durante il suo programma, l’Eredità, e l’Associazione italiana dei cacciatori minaccia la Rai di boicottare il programma. Beh, data l’età media degli appassionati del programma Rai e quella dei fedeli di Federcaccia, la minaccia parrebbe grave. I cacciatori hanno diretto la missiva al Direttore di Rai 1, al Presidente Rai e ai membri della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, facendo sapere che gli iscritti e le loro famiglie non guarderanno più il quiz show su Rai1.

Il pubblico con Insinna

Il pubblico è chiaramente con il conduttore: è chiaro che la partita ha vittoria facile. Chi si direbbe dalla parte del più forte, quella dell’omone col fucile, quando dall’altra parte ci sono fringuelli indifesi? Nessuno! Ed è giusto. Tanto è vero che sulla vicenda si sono mossi anche alcuni esponenti del mondo politico di quelli non proprio avanguardisti. Il Senatore Francesco Bruzzone della Lega, per dire, ha definito “inaccettabile che all’interno di un canale della televisione di Stato venga permesso e tollerato che un proprio dipendente si lasci andare ad affermazioni del tutto discrezionali”. Inoltre, un gruppo di parlamentari ha chiesto chiarimenti in merito alle parole di Insinna. Tutta gente di una certa età, diciamo con eleganza, che vuole difendere quel che per molti di noi è uno sport da società antica. Da parte del pubblico, invece, ovviamente, è nato un movimento a sostegno del conduttore e della sua posizione, tanto che su Twitter si è diffuso l’hashtag #iostoconflavioinsinna.

Chi ha ragione?

Personalmente non sto con Flavio Insinna e non sto contro di lui. La caccia non può essere una categoria di pensiero e bollata in toto come giusta o ingiusta. Se la consideriamo ingiusta, e siamo carnivori, siamo semplicemente ipocriti: le mucche macellate a seguito di una vita in un allevamento intensivo non hanno certamente vita o morte migliore dei cinghiali uccisi nel bosco. E così i salmoni, il cotechino, la pasta al ragù, l’astice o il semplice parmigiano: tutto questo deriva – ormai notoriamente – da immani crudeltà.

La caccia, altrove, è una risorsa per l’ambiente

Considerato il sovrannumero degli ungulati nei nostri boschi e nelle nostre città, addirittura nella Capitale, un cacciatore che spari a un animale per nutrirsene nel rispetto delle regole non deve assolutamente essere biasimato. Anzi, come più volte abbiamo detto, questo può essere una risorsa per la biodiversità. Prima di tutto perché è possibile cacciare nella natura e con rispetto per la natura: cosa che chi compra al supermercato non può fare. In fondo, il fondatore del Wwf era un cacciatore. Infine, è bene ricordare che altrove, in Europa, i tesseramenti dei cacciatori vanno ad arricchire gli scarsi fondi destinati alla protezione della natura. Da noi, preferiamo perderci in polemiche sterile sull’uovo e la gallina.

Inchiesta sulla Caccia: incontriamo l’esperto in conservazione

Emergenza cinghiali: aprire la caccia o non aprire la caccia?

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Bonus auto, assegno famiglie, P.Iva: le novità | Argentina l’aborto non sarà più omicidio | Milano, 246 incidenti in monopattino in 6 mesi

People For Planet - Gio, 12/31/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Terremoto in Croazia, furgoni e tende per la notte. In arrivo gli aiuti degli ex nemici;

Il Giornale: Scordatevi riaperture a gennaio. Perché può restare tutto chiuso;

Il Manifesto: In Argentina l’aborto non sarà più omicidio;

Il Mattino: Sci, slitta ancora la riapertura degli impianti: le Regioni propongono il 18 gennaio;

Il Messaggero: Mattarella, il discorso di fine anno: unità e fiducia nella scienza, l’appello agli italiani;

Ilsole24ore: Bonus auto, assegno alle famiglie, partite Iva: le novità della Manovra da 40 miliardi;

Il Fatto Quotidiano: Da Italia Viva no al nuovo piano: “Ci separa un abisso”. Ma sul Recovery presenta un documento con trenta pagine di critiche e appena tredici righe di proposte;

La Repubblica: Regeni, l’Egitto attacca: “Processo immotivato, caso usato per nuocere ai rapporti con l’Italia”. Farnesina: “Parole inaccettabili”;

Leggo: Milano, 246 incidenti in monopattino in 6 mesi. Assessore regionale alla Sicurezza: «Esperienza disastrosa»;

Tgcom24: Ue-Cina, trovato dopo 7 anni l’accordo politico sugli investimenti;

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Botti di capodanno: perché gli animali hanno paura? Come aiutarli?

People For Planet - Mer, 12/30/2020 - 19:00

Come si legge dal canale YouTube di Debora Segna: “In questo video comprenderemo perché i nostri cani, gatti e altri animali si terrorizzano nel sentire i botti di capodanno e i fuochi d’artificio e cercheremo di capire quali sono le migliori strategie per poterli aiutare ad affrontare con meno stress possibile questi eventi.

Fonte: Debora Segna

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I farmaci da banco ci costano fino a sei volte di più che in altri Paesi europei. Perché?

People For Planet - Mer, 12/30/2020 - 17:00

Generici poco competitivi, mancata rimborsabilità, confezioni piccole. In Italia diversi medicinali da automedicazione e senza obbligo di prescrizione hanno prezzi maggiorati rispetto al resto d’Europa.

INDICE
In Italia paghiamo i farmaci da banco fino a 6 volte di più
Come è possibile che questo accada?
Paracetamolo e Ibuprofene a confronto
Aiutaci a far conoscere questa notizia e a raccogliere informazioni!
Lettera aperta al Ministro della Salute e agli esponenti di tutti i partiti
I commenti dei lettori

In Italia paghiamo i farmaci da banco fino a 6 volte di più

Il signor Bruno è in Francia in vacanza e, nonostante i ritmi rilassati e l’uso degli occhiali da sole, i suoi occhi si arrossano e prudono. Così entra in una farmacia per comprare le lacrime artificiali, fidate compagne nella vita di tutti i giorni: senza, i suoi occhi proprio non collaborano. Il farmacista gli dà un flacone al costo di 1,50 euro. La cosa lo meraviglia: in Italia costano molto di più, in farmacia da 7 euro in su. Allora mostra al farmacista una confezione vuota che ha con sé e gli chiede gentilmente di controllare se il prodotto che gli sta vendendo è effettivamente analogo. Il farmacista controlla la composizione e gli dice, non senza stupore dopo aver visto il prezzo italiano, che sono effettivamente lo stesso prodotto. Poi ipotizza, per giustificare l’evidente differenza di prezzo, che forse la confezione italiana contiene più liquido: e invece a uno sguardo più attento emerge il contrario: il flacone italiano, oltre a essere molto più costoso, è anche più piccolo. Bruno paga ed esce. Mette le lacrime artificiali e i suoi occhi subito ringraziano. E insieme a loro anche il portafogli, perché ha speso un quinto di quello che avrebbe pagato in Italia.

Il nostro amico Bruno per questa volta ha risparmiato, ma non appena tornerà in Italia dovrà acquistare le lacrime artificiali allo stesso prezzo di sempre, pari cioè ad almeno cinque volte il prezzo che pagherebbe in Francia.

In Italia i farmaci da banco costano di più che nel resto d’Europa. E la differenza di prezzo che i cittadini pagano è, soprattutto in alcuni casi, sostanziale: fino a sei volte di più, secondo un’indagine condotta dall’associazione per la tutela e difesa dei consumatori Altroconsumo.

Come è possibile che questo accada?

Perché paghiamo così tanto di più? A cosa è dovuto questa maggiorazione dei prezzi, in alcuni casi esorbitante, considerando ad esempio che un fattore come l’Iva per questi prodotti in Italia è pari al 10%, mentre nel Regno Unito e in Germania, dove i farmaci da banco costano in media molto meno che da noi, è molto più alta (20% e 19% rispettivamente)?

In attesa che qualcuno ci spieghi come mai tutto ciò accade, possiamo fare delle ipotesi.

La prima riguarda la mancata rimborsabilità (salvo rare eccezioni) dei farmaci venduti senza ricetta, mentre la definizione di un rimborso come avviene per i farmaci in fascia A potrebbe fungere da stimolo allo Stato a far abbassare i prezzi, visto che almeno in parte dovrebbe pagarli al posto dei cittadini (che è quello che accade in Francia e Germania, dove i farmaci da banco possono essere in parte rimborsati nel caso in cui vengano prescritti dal medico).

La seconda riguarda il fatto che nel nostro Paese i generici (come ibuprofene e paracetamolo) sono pochi e poco competitivi, e la forza di alcuni marchi (come Moment e Tachipirina) che trainano le vendite permette di mantenere il prezzo alto anche dei farmaci con brevetto ormai scaduto, che finiscono per costare poco meno del medicinale di marca. C’è poi da dire che il sovrapprezzo dipende in parte, almeno per quanto riguarda i farmaci in compresse, anche dalla minore grandezza delle confezioni rispetto agli altri Paesi europei, il che contribuisce a far lievitare il costo finale.

Non si può poi non considerare che a incidere sul prezzo finale dei farmaci da banco sia anche il costo delle ditte distributrici che portano i medicinali dalle aziende produttrici ai punti vendita, dal momento che viene distribuito in questa modalità il 57% dei farmaci senza obbligo di ricetta.

Paracetamolo e ibuprofene a confronto

Dall’indagine – in cui sono stati confrontati i prezzi applicati in Italia, Portogallo, Spagna, Belgio, Francia, Olanda, Germania e Regno Unito a 15 medicinali senza obbligo di prescrizione – risulta una variabilità notevole dei costi. Per la stessa molecola l’Italia non è quasi mai il paese meno caro, anzi spesso è proprio il più costoso. Ad esempio il paracetamolo generico da noi costa il quintuplo che in Belgio, Olanda, Spagna e Regno Unito: 16 centesimi contro 3 per una compressa da 500 mg. Mentre per l’ibuprofene arriviamo a sborsare sei volte il prezzo che si paga in Olanda: 29 centesimi contro 5 per una compressa da 200mg. Quanto all’Imodium, in Italia una capsula da 2mg costa in media 83 centesimi contro i 23 della Francia, quindi più del triplo.

Considerando che nel 2017 in Italia sono stati spesi per farmaci senza obbligo di prescrizione quasi due miliardi e mezzo di euro per un totale di 278 milioni di confezioni, quanto si potrebbe risparmiare se i prezzi fossero allineati a quelli dei Paesi europei in cui i costi sono più bassi?

Aiutaci a far conoscere questa notizia e a raccogliere altre informazioni!

Inviaci i tuoi commenti, diffondi la notizia, aiutaci a raccogliere altre informazioni.
Se ti trovi (o sei stato) all’estero aiutaci a raccogliere altre informazioni sui prezzi dei medicinali senza obbligo di prescrizione medica!

Presta attenzione in particolare al costo del paracetamolo generico, dell’antipiretico leader di mercato a base di paracetamolo (che in Italia è la Tachipirina, ma che nei vari Paesi è conosciuta con nomi differenti), dell’ibuprofene generico e dell’Imodium (loperamide cloridrato, conosciuto all’estero spesso con lo stesso nome). Mandaci foto e/o testimonianze all’indirizzo redazione@peopleforplanet.it.

Ogni segnalazione è preziosa!
La redazione di People for planet invierà una lettera al ministro della Salute Roberto Speranza e agli esponenti di tutti i partiti chiedendo che intervenga adottando le misure necessarie per mettere fine a questa situazione.

Lettera aperta al Ministro della Salute e agli esponenti di tutti i partiti

Egregio Ministro, egregi esponenti politici,
come evidenziato dal nostro articolo: “I farmaci da banco ci costano fino a sei volte di più che in altri Paesi europei. Perché?”, pubblicato oggi 2 ottobre, in Italia si evidenzia una situazione anomala a grave danno dei cittadini italiani.

Tra l’altro il minor costo si registra in Paesi come Germania e Regno Unito dove il reddito pro-capite non è certo inferiore a quello italiano e l’Iva sui farmaci da banco è superiore!

I cittadini italiani spendono ogni anno circa 2 miliardi e mezzo per l’acquisto di farmaci senza obbligo di prescrizione: quanto potrebbero risparmiare se i prezzi fossero allineati a quelli dei Paesi europei in cui i costi sono più bassi?

Per questo chiediamo a Lei, On. Roberto Speranza, da poco investito della funzione di Ministro della Salute, di farci conoscere se e quali provvedimenti il Ministero della Salute intenda adottare e con quali tempi per ovviare a questa situazione. Saremo lieti di dare diffusione alla Sua risposta.

E chiediamo agli esponenti politici di tutti i partiti di sostenere la campagna per la riduzione del costo dei farmaci da banco che avviamo oggi.

Grazie
La redazione di People For Planet

I commenti dei lettori (Fonte: Facebook)

Rosanna Amabile
In Germania la Tachipirina costa un euro e cinquanta

Francesco Ciccio Digesù
I governi hanno dato mano libera alle case farmaceutiche per i medicinali da banco, chiedento di contro dei prezzi piu’ contenuti per i farmaci mutuabili, che considerato il fatto che paghiamo il tichet allo stato costano pochi spiccioli

Matteo Piccolo
In Inghilterra li vendono nelle profumerie. Sono stato a londra 5 volte, tra cui una 2 mesi ed un’altra 1 mese. Il generico dell’ibuprofene costa circa di 1 sterlina di una confezione.

Elisa Campagna
L’ibuprofene Sandoz 400 in Svizzera fr.27.10 confezione da 100

Raffaella Merletti
All’estero ci sono spesso confezioni ad hoc: se devo fare 7 giorni di antibiotici mi vedrò assegnate 14 pillole e non 18 (con il risultato di doverne buttare 4 con relativo spreco di soldi)

Renata Bandoli
In un supermercato ho pagato un para farmaco del marchio del supermercato stesso meno di 2 euro e in farmacia un’altra marca 5 euro!!!

Eva Kant
A Valencia Spagna compravo medicinali a pochissimo prezzo per non parlare creme di bellezza fondotinta di marche, profumi, tutti a prezzi bassi. Per non parlare di tutte le volte che vado a Monaco impazzisco nei supermercati tutto costa la metà per non parlare se poi ci sono gli sconti sui prodotti! Specialmente quelli per la casa, per la persona, l’infanzia.

Orietta Goldene Peloso
Se la gente smettesse di comperare montagne di medicine spazzatura e cominciasse ad ‘usare’ la natura usando curcuma zenzero e simili, credo la musica cambierebbe parecchio, è la legge di domanda_offerta, più consumi più il prezzo sale.

Cristina Spinella
Infatti a Mosca la Tachipirina costa 1,50

Marisa Rinaldi
Quando vado a Londra faccio scorta di collirio, ibuprofene e Tachipirina.

Maria Rosa Zavaglia
In Inghilterra i farmaci da banco li trovi nei centri commerciali e costano pochissimo: Tachipirina, Brufen, Imodium, pomate, ecc.. li trovi a una sterlina.
SOLO IN ITALIA LI DOBBIAMO PAGARE A PESO D’ORO.
In Inghilterra per i beni di prima NECESSITÀ non c’è l’IVA.

Giancarlo Pinton
Se anziché la Tachipirina che costa quasi 5 €, compri l’equivalente Paracetamolo, lo paghi poco più di 1 €.. È che noi Italiani siamo attratti dai “prodotti di marca”…

Leggi anche:
Sanità: alcune Regioni italiane risparmiano il 67% sull’acquisto dei farmaci, altre no, perché?!? Intervista al Ministro Giulia Grillo

Povertà sanitaria: quattro milioni di italiani non hanno i soldi per curarsi

Farmaci sfusi per ridurre gli sprechi

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Sono una madre imperfetta e vado bene così

People For Planet - Mer, 12/30/2020 - 10:30
La gravidanza non è un gioco da ragazze

Una madre imperfetta. Il complesso della (im)perfezione è ciò che sperimentano quasi tutte le mamme al primo figlio, si vorrebbe essere impeccabili e sempre efficaci, invece alla prima insicurezza ci si sente in colpa.
“Tutti dicono che la maternità è una cosa bellissima e che non c’è niente di più bello di crescere un figlio. Allora io che sono sempre stanca forse non sono una buona madre? “

Nel momento in cui una donna scopre di essere incinta si imbatte in una serie di racconti mitologici sulla bellezza della gravidanza e della maternità. Racconti tramandati di generazione in generazione, ma capita anche che qualcuno abbia voglia di dispensare consigli e racconti su questo periodo descritto sempre come “fantastico, gioioso e fortunato”.

Ovunque tu vada, anche se stai comprando il detersivo, si avvicina qualcuno esclamando “Ah ma sei incinta?! Che bello, che fortuna, vedrai come sarai felice?”

“Devi essere felice, un figlio riempie la vita”, ” Non c’è niente di più bello che avere un figlio per una donna”, ” Io non ho avuto nessun problema durante la gravidanza, è stato facilissimo portarla a termine fino ai 9 mesi”.

Ovviamente frasi come queste negano qualsiasi tipo di difficoltà, imprevisto e problema che si possa presentare durante la gravidanza. Fa eccezione il parto, descritto invece come un film dell’orrore, enfatizzando il dolore e i dettagli disgustosi, che portano inevitabilmente la giovane partoriente a chiedersi con ansia se sopravvivrà.

L’effetto che ne consegue, è quello di una totale mancanza di empatia verso tutte le giovani mamme che invece toccano con mano la complessità di questo momento così delicato.

La perfezione non esiste, esiste una madre imperfetta

Il mito della gravidanza senza fatica e della mamma perfetta sono due piaghe del mondo femminile, che mantengono in piedi uno dei tanti stereotipi di genere.

Questi miti si fondano sull’idealizzazione di un momento evolutivo che rappresenta un passaggio di vita estremamente significativo. Non perfetto!

Cosí la donna si trova divisa tra il complesso della “supermamma” e le sue paure; mentre vorrebbe solo la libertà di sentirsi una madre imperfetta.
Ad esempio si può avvertire un forte desiderio di maternità, ma anche una profonda paura del cambiamento. Si può maturare il desiderio di prendersi cura di un bambino, ma anche il timore di non saperlo fare. Desideri fortemente la gravidanza, ma scopri una profonda paura nel momento in cui prendi in braccio il piccolo.

Leggi l’articolo integrale di Ilaria Fontana su www.ambasciator.it

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Uk approva il suo terzo vaccino, Astra Zeneca

People For Planet - Mer, 12/30/2020 - 09:45

A sorpresa, il vaccino contro il coronavirus progettato dagli scienziati dell’Università di Oxford è stato approvato per l’uso nel Regno Unito. Il vaccino, che presenta numerose differenze rispetto a quelli di Moderna e di Pfizer-BioNTech, non è ancora stato autorizzato dall’Autorità per il farmaco dell’Ue, l’Ema.

Il segretario alla sanità britannico Matt Hancock ha detto che il lancio inizierà il 4 gennaio “e accelererà davvero nelle prime settimane del prossimo anno”.

Al momento, dunque, la Gran Bretagna ha autorizzato per l’uso tre vaccini (Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca-Oxford), l’Unione europea uno (Pfizer-BioNTech).

In arrivo dall’Ue l’ok al Moderna

Sul vaccino di Moderna, approvato in Usa il 18 dicembre, l’Ema si pronuncerà il 6 gennaio.

Il Regno Unito ha ordinato 100 milioni di dosi dal produttore AstraZeneca, sufficienti per vaccinare 50 milioni di persone.

Il vaccino Oxford-AstraZeneca è stato progettato nei primi mesi del 2020, testato sul primo volontario ad aprile e da allora è stato sottoposto a studi clinici su larga scala che hanno coinvolto migliaia di persone.

Perché l’Uk è così veloce?

Oggi oltre 600.000 persone nel Regno Unito sono state vaccinate da quando Margaret Keenan è diventata la prima al mondo a ricevere quel colpo al di fuori di una sperimentazione clinica. Ma il vaccino Oxford-AstraZeneca porterà a un ulteriore e significativo aumento della vaccinazione poiché è economico e facile da produrre in serie.

Fondamentalmente può essere conservato in un frigorifero standard – a differenza del jab Pfizer-BioNTech che necessita di una conservazione ultra fredda a -70 ° C – quindi sarà molto più facile ottenere il vaccino di Oxford nelle case di cura e negli ambulatori medici.

I gruppi prioritari per l’immunizzazione – inclusi gli anziani, i residenti in case di cura e gli operatori sanitari e assistenziali – sono già stati identificati.

L’approvazione del nuovo vaccino arriva dopo che la Public Health England ha affermato che il paese stava affrontando livelli di infezioni “senza precedenti” e funzionari sanitari in alcune parti del Galles, della Scozia e del sud dell’Inghilterra hanno espresso preoccupazione per la crescente pressione sul sistema sanitario.

Quanto è efficace?

La prima analisi dei dati dello studio ha mostrato che il 70% delle persone vaccinate con questa opzione era protetto dallo sviluppo di Covid-19 e nessuno ha sviluppato una malattia grave o ha avuto bisogno di cure ospedaliere. La cifra era invece ferma al 62% quando alle persone venivano somministrate due dosi complete del jab, e del 90% quando veniva somministrata prima una mezza dose e poi una piena. L’Agenzia di regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari (MHRA) ha approvato due dosi complete del vaccino Oxford-AstraZeneca. Tuttavia, dati non pubblicati suggeriscono che lasciare un intervallo più lungo tra la prima e la seconda dose aumenta l’efficacia complessiva del vaccino. Non erano però disponibili dati sufficienti per approvare l’opzione della mezza dose e della dose intera. +Tutti i vaccini dovrebbero essere ugualmente efficaci contro le nuove varianti del virus che sono emerse.

Covid-19: I ricchi che cercano di farsi vaccinare prima saltando la fila

Coronavirus, migliaia di morti in meno se avessimo digitalizzato la sanità!

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Agitu Idea Gudeta, la pastora etiope di Frassilongo, uccisa per uno stipendio

People For Planet - Mer, 12/30/2020 - 09:14
L’arrivo in Italia

Trovata morta Agitu Idea Gudeta, 42 anni, la “pastora etiope di Frassilongo”, in Trentino. Laureata in sociologia, intelligente, determinata, arrivò in Italia nel 2010 scappando dalla sua terra d’origine, l’Etiopia, perché minacciata dal governo dopo essersi opposta al Landgrapping, cioè l’accaparramento delle terre da parte delle multinazionali che riducevano gli agricoltori in povertà. Arrivata in Italia si trasferisce in Trentino dove lavora in un bar, mette soldi da parte e compra 15 capre. Inizia ad allevarle, e poco a poco crea un’azienda di prodotti caseari bio, con esportazioni in tutta Europa. Diventa un’imprenditrice di successo. Con il successo arrivano le minacce da parte di un uomo, residente nella baita vicino alla sua azienda, in val dei Mocheni, suo vicino di casa.

Le minacce

Dopo mesi di minacce, l’uomo passa alle aggressioni fisiche. La prima volta, all’inizio di agosto 2018, l’uomo entra nella stalla e coglie la donna di soppiatto mentre è intenta a mungere una mucca, la afferra e le dice che l’avrebbe uccisa. “Gli ho dato un calcio e sono scappata”, racconta Agitu Idea Gudeta alla giornalista Annalisa Camilli dell’Internazionale. Dopo un paio di settimane, l’uomo torna a farle visita mentre è al pascolo, ancora: “Brutta negra, te ne devi andare“.

“Vivo in Italia da molti anni e non ho mai avuto paura, non mi sono mai sentita discriminata per il colore della pelle, è la prima volta che mi capita di avere paura e di ricevere questo tipo di insulti”, confessa Agitu Idea Gudeta, che sporge denuncia. L’uomo viene condannato a 9 mesi, ma solo per lesioni dal Tribunale di Treno, ma non per stalking a sfondo razziale, come chiesto dal pubblico ministero, perché in Italia questo reato è stato depenalizzato.

L’omicidio

Ieri sera, 29 dicembre, Agitu è stata trovata morta nel suo appartamento, il corpo martoriato da ferite inferte da qualcuno. Con ogni evidenza si tratta di omicidio. Il responsabile, secondo quanto emerso da un interrogatorio nella notte, è un suo dipendente, un pastore ghanese di 32 anni, che ha confessato di averla uccisa per una mensilità di stipendio mancato. Quarantadue anni di indipendenza, coraggio e amore per la terra.

Leggi anche: Le pecorelle tosaerba di Silvia, filosofa pastore

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Idee per un governo condiviso: gestione della Sanità

People For Planet - Mer, 12/30/2020 - 08:00

In questo video parliamo di gestione della Sanità e lo facciamo con Luca Foresti, Amministratore Delegato del Centro Medico Santagostino di Milano, diventato un vero e proprio centro di eccellenza in Italia per l’elevata qualità dei servizi sanitari erogati ai pazienti, in tempi brevi e riducendo i costi. Nel 2016 la spesa sanitaria italiana è stata di 149 miliardi e mezzo di euro, l’8,9% del Pil (Report Istat), una bella voce di costo che si può ridurre elevando la qualità.

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