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La demolizione finisce male

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 04/10/2018 - 13:00

Siamo abituati a vedere le demolizioni spettacolari dove grattacieli interi implodono su loro stessi lasciando intatti gli edifici attorno. Ecco, non è andata esattamente così in Danimarca, nella città di Vordingborg, dove dovevano abbattere un silo. Beh, ecco… è caduto malamente e ha abbattuto una biblioteca. Secondo i media locali nessuno è rimasto ferito nella caduta
Solo un piccolo errore di calcolo…
(Fonte: Repubblica)
VIDEO

Nel 2050 nel mare troveremo più plastica che pesci

People For Planet - Mar, 04/10/2018 - 09:17

Leggi l’articolo

Anche People For Planet si è occupato di plastiche e microplastiche nei nostri mari e di chi fa qualcosa per contrastarle.

Una delle nostre campagne ha l’obiettivo di ridurre le microfibre plastiche che escono dalle nostre lavatrici ad ogni lavaggio, firma anche tu.

 

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Sul pavimento pelvico si può ballare il tip tap?

People For Planet - Mar, 04/10/2018 - 04:21

Il 20 marzo su repubblica.it Margherita Musso pubblica un articolo sul pavimento pelvico. Esclamo “Evviva!” finalmente se ne parla anche al di fuori dei siti che si occupano di parto e donne.

In compenso siamo pieni di pubblicità televisiva dove si vedono signore sui cinquant’anni che magnificano pannolini di varie marche per l’incontinenza urinaria. Gli spot garantiscono che finalmente noi donne “diversamente giovani” potremo ridere in santa pace senza paura di spiacevoli inconvenienti. Addirittura una di queste pubblicità diceva “Chi è la donna che ride di più? Quella che porta il pannolino!”

Fanno la pubblicità in televisione perché l’incontinenza, soprattutto femminile, riguarda secondo le stime più recenti 10 milioni di italiani over 45.

Come rimediare? In vari modi dicono gli articoli in rete: ci sono medicinali, interventi chirurgici, addirittura nell’articolo di Margherita Musso si parla di iniezioni in loco di botox o di un impianto chirurgico per stimolare elettricamente i nervi muscolare pelvici. Della ginnastica dei pubococcigei si parla di sfuggita e senza dare indicazioni.

Nessuno che dica che il problema dell’incontinenza ma anche dei prolassi e di altre patologie si può arginare in modo naturale e soprattutto non invasivo. E soprattutto rendendo consapevoli le donne, e anche gli uomini, del funzionamento del proprio corpo.

E allora parliamone!

Il nostro apparato urogenitale è sorretto da alcuni muscoli, hanno un nome strano: “pubococcigei” e compongono il pavimento pelvico.

Quando tratteniamo la pipì, quando abbiamo la tosse e quando ridiamo di pancia “sentiamo” questi meravigliosi muscoletti (sì, proprio quelli che state sentendo adesso mentre leggete).

Se questi muscoli non vengono usati, nel caso delle donne, oppure, nel caso dei maschi, se rimangono troppo a lungo contratti, ecco che insorgono problemi di incontinenza, prostatiti ecc. e ci rimette pure la vita sessuale.

Come possiamo riattivare il nostro fantastico pavimento pelvico?

Ci ha pensato quasi 80 anni fa un ginecologo statunitense che, mentre nel mondo imperversava la Seconda Guerra Mondiale, si è occupato di aiutare le donne a risolvere in modo semplice ed efficace il problema dell’incontinenza da sforzo e del prolasso uterino; e solo per questo si meriterebbe un monumento a grandezza naturale nelle maggiori piazze del mondo.

Il dottor Arnold Kegel scoprì che con gli esercizi del muscolo pubococcigeo (la muscolatura, appunto, del pavimento pelvico) poteva guarire queste donne.

E non solo: dopo un po’ di pratica con questi esercizi alcune sue pazienti raggiunsero l’orgasmo per la prima volta nella loro vita. Era aumentata la tonicità, la sensibilità ma anche la capacità del cervello di sentire quella zona, e pure l’area del cervello connessa allo scatenarsi della reazione orgasmica.

Un sacco di piccioni con una sola fava! O meglio, con un po’ di ginnastica.

Gli esercizi del dott. Kegel

Hanno il vantaggio che possono essere fatti ovunque e che non richiedono tute e scaldamuscoli o costose iscrizioni in palestra. Quindi in ufficio, durante le fila alla Posta, mentre guardi la televisione puoi dedicarti alla ginnastica pelvica.

  • Per prima cosa puoi individuare i muscoli provando a trattenere la pipì, facendo una risata di pancia e un colpo di tosse. Ecco, ascolta, sentirai che sono tre punti diversi, coinvolgono la vagina ma anche i muscoli anali e gli addominali. E’ praticamente impossibile all’inizio riuscire a muovere questi muscoli separatamente ma è importante concentrarsi di volta in volta su ognuno di questi punti.
  • Iniziamo dai pubococcigei che usiamo quando tratteniamo le urine. E quindi proviamo a contrarli in 5 secondi, quindi teniamo la contrazione per 5 secondi e rilassiamo gradualmente in altri 5. Questo per quanto riguarda le donne, Nel caso dei maschi l’unica differenza riguarda la fase di rilassamento che deve durare il doppio del tempo e cioè 10 secondi. Facciamo questo esercizio per 3-5 volte.
  • Concentriamoci ora sui muscoli che sentiamo quando facciamo un colpo di tosse e ripetiamo l’esercizio
  • Concentriamo sui muscoli che sentiamo quando ridiamo e ripetiamo l’esercizio.

Tutto qui? Sì, tutto qui. Puoi ripetere gli esercizi quanto e quando vuoi, l’importante è mantenere i tempi di contrazione e rilassamento.

Come fare a capire se la ginnastica sta funzionando? Anche in questo caso in molti articoli in rete si parla di vari strumenti che misurano la pressione esercitata dai muscoli ma c’è una soluzione più semplice: infila un dito in vagina prima di iniziare la ginnastica e prova a stringere, fai una settimana di esercizi e riprova, sentirai la differenza.

Hai presente quelle storie che girano in rete sui locali thailandesi in cui delle signorine si divertono a sparare palline da ping pong con la passera o a fumare un sigaro o addirittura ad aprire bottigliette di Coca-Cola? Adesso, per carità, non ti chiedo di arrivare a tanto anche perché fumare fa male ma sarebbe divertente stupire il partner lanciandogli una pallina da ping pong da un punto impensabile.

Ecco, queste donne sanno usare perfettamente il loro pavimento pelvico. Lo stesso si può dire delle ballerine di danza del ventre, quindi se gli esercizi ti annoiano puoi sempre fare un corso di questa splendida danza orientale fatta di addominali  morbidi e costumi colorati. Buon divertimento!

P.S. Su You Tube trovate molti video dedicati che mostrano gli esercizi per la ginnastica del Pavimento Pelvico, alcuni divertenti, altri un po’ più complicati di come ve li ho descritti io, e siccome siamo, per fortuna, tutti diversi, andateli a vedere e magari scegliete quelli che vi si adattano di più. L’importante è muovere questi fantastici muscoletti!

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Il sogno della startup italiana che fa “vivere” i marciapiedi

People For Planet - Mar, 04/10/2018 - 04:12

Racconta uno dei fondatori di Veranu Alessio Calcagni – che con Giorgio Leoni e Simone Mastrogiacomo ha dato vita alla startup italiana – che l’idea di SEF (Smart Energy Floor) è nata nel 2012 mentre scriveva la sua tesi di laurea sui sensori in grado di percepire la pressione. Da lì a immaginare un mondo dove camminando possiamo creare energia … beh, se sia stato o no un passo breve non è dato di sapere. Ciò che è certo è che ci sono voluti tre anni prima che i loro esperimenti li portassero ad accendere la prima lampadina da 10 led alimentata da una camminata; e un altro anno perché il loro progetto si aggiudicasse il primo premio – e un contributo di 20mila euro – in occasione della Startup Battle 2016, una competizione ideata dall’incubatore sardo Clhub.

Oggi Veranu è un’azienda strutturata, con progetti specifici e ambiziosi: nella loro “vision” un corridoio lungo 20 metri presso l’entrata del Colosseo, piastrellato con le mattonelle smart, permette di tenere illuminati di notte gli archi del più grande anfiteatro del mondo mentre un marciapiede intelligente davanti al Museo del Louvre a Parigi può illuminare la Piramide Inversa e la Facciata del Museo.

Progetti fuori dall’Europa? Presenti! Lo Smart Energy Floor in prossimità della Flinders Street Railway Station a Melbourne, in Australia, darebbe luce a 10 lampioni a LED a basso consumo installati intorno alla piazza; e se posato presso l’entrata al complesso Rockfeller Center di New York ne illumina l’entrata e, durante il periodo natalizio, alimenta di energia alternativa il grande albero e gli addobbi.

Immagine di copertina: Fotomontaggio di Armando Tondo

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Nord e Sud: un divario in corsa

People For Planet - Mar, 04/10/2018 - 04:01

Ogni giorno in Italia 5,51 milioni di persone usufruiscono del servizio ferroviario e metropolitano. Di questi, 2,841 milioni fanno uso del servizio ferroviario regionale, 1,377 milioni utilizzano i convogli di Trenitalia e 1,464 milioni quelli degli altri 20 concessionari.

Dal Rapporto Pendolaria 2017 di Legambiente, sembra che nell’ultimo anno il numero dei pendolari su ferro sia aumentato, con una crescita stimata di 11 mila passeggeri al giorno sul servizio regionale (+0,4% rispetto al 2016).

In Italia il fenomeno del pendolarismo rappresenta la quota maggiore degli spostamenti e il mezzo con il quale scegliamo di spostarci denota anche la direzione futura del nostro Paese. In un’era dove cambiamento climatico, inquinamenti atmosferici e tutte le allarmanti problematiche legate allo smog sono centrali nella nostra quotidianità, non si può sottovalutare l’importanza che ricopre l’avere un’offerta di mobilità sostenibile a portata di mano.

Dare un’alternativa ai cittadini negli spostamenti in ogni parte d’Italia dovrebbe essere intrinseco nelle decisioni politiche del nostro Paese. L’incentivo e la sensibilizzazione ai cittadini ad abbandonare l’uso della propria vettura in virtù di evidenti vantaggi economici, ambientali e, in molti casi, in termini di tempo dovrebbe essere politica quotidiana.

A volte la buona volontà c’è, ma mancano le possibilità; o meglio, mancano i veri e propri mezzi.

Innegabili sono i progressi che la nostra Italia ha fatto nella promozione dell’offerta dei treni ad AV – Alta Velocità sempre più efficienti, con stazioni innovative, anche se non sempre l’attenzione è centrale sul cittadino: le dimenticanze e gli errori di progettazione talora hanno dell’incredibile! (Vedi il video sulla  stazione ferroviaria di Bologna).

Possiamo dire lo stesso per le linee regionali? Se da un lato siamo abbagliati dalla comodità di percorrere mezza Italia in sole 3 ore, dall’altro possiamo riportare storie di decine di migliaia di persone che quotidianamente sono costrette a interminabili attese di treni sempre più vecchi e lenti in stazioni fatiscenti, prive di qualsiasi tipo di servizio al pubblico. Ammetterlo fa male, sembra il solito luogo comune, ma il divario tra Nord e Sud è un abisso.

Secondo i dati RFIRete Ferroviaria Italiana, società che gestisce l’infrastruttura ferroviaria nazionale, lungo lo stivale si estende una rete per 16.673 chilometri, e man mano che si scende verso le regioni meridionali si dirada fino a contare 5.733 chilometri di rete: poco più del 34% del totale nazionale. La qualità del servizio cala al Sud, perché se le linee a doppio binario in Italia rappresentano il 45% del totale, nelle regioni meridionali i treni viaggiano spesso su un unico binario:  questo accade con una frequenza del 70%.

Inoltre al Sud i treni sono più vecchi, con un età media di 19,2 anni, rispetto ai 13,3 del Nord. Al Sud i treni sono anche più lenti, sia a causa dell’età dei convogli sia a causa dei problemi infrastrutturali. Muoversi da una città all’altra può portare a viaggi di ore e a dover scontare numerosi cambi obbligati anche solo per poche decine di chilometri di tragitto, mentre le coincidenze e i collegamenti intermodali rimangono un sogno. Alcuni esempi? Tra Cosenza e Crotone non esiste un collegamento diretto e serve almeno un cambio e 3 ore di tragitto per soli 115 km di distanza. Nel tragitto tra Ragusa e Palermo invece sono rimasti solo 3 collegamenti al giorno che implicano tutti un cambio per un totale di 4 ore e mezza per arrivare a destinazione, in peggioramento rispetto alle 4 ore di un anno fa.

In questi anni, in alcune parti del Paese, la situazione è un po’ cambiata, con un aumento dell’offerta dell’AV e una crescita in termini di persone che utilizzano il trasporto su ferro: la crescita dal 2009 ad oggi in Emilia-Romagna è passata da 106.500 a 205.000, in Trentino da 13.000 a 26.400, in Alto Adige da 19.900 a 31.400, in Puglia da 80.000 a 150.000 e infine in Lombardia passata da 559.000 a 734.000 (fonte Legambiente).

In altre parti invece la situazione è drasticamente peggiorata, per la riduzione dei treni Intercity, dei collegamenti a lunga percorrenza e regionali. Dal 2010 infatti la riduzione nel servizio ferroviario, a causa dei tagli dei trasferimenti per il trasporto ferroviario regionale, è stata del 6,5%. A pagare il prezzo maggiore sono state proprio le Regioni del Sud, con risultati impressionanti: dal 2009 a oggi i pendolari della Sicilia sono passati da 50.300 a 37.000 e in Campania da 413.600 a 279.00. Regioni che già partivano con pochi treni in circolazione e che ne hanno visto ridurre ulteriormente il numero.

Ogni giorno in tutto il Sud circolano meno treni regionali che nella sola Lombardia. Ogni giorno le corse dei treni regionali in tutta la Sicilia sono 429 contro le 2.396 della Lombardia. Per la sola Trenitalia il numero di corse giornaliere nelle regioni del Sud è passato da 1.634 nel 2009 a 1.488 nel 2017. Senza considerare che l’Alta Velocità si ferma a Salerno.

Quali sono le politiche intraprese negli ultimi anni? Ad oggi non esiste alcun piano per migliorare i collegamenti ferroviari tra le Regioni del Mezzogiorno. Il primo grande intervento lo vedremo, forse, nel 2035 con la realizzazione dell’AV tra Napoli e Bari e tra Palermo e Catania.

Le risorse per intervenire sono nel Bilancio di Stato, il problema è indirizzarle in modo più consono alle attuali esigenze, ridisegnando con chiari obiettivi un piano strategico laddove l’urgenza è imminente.

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Portogallo da record: l’energia green prodotta supera la domanda del Paese

People For Planet - Mar, 04/10/2018 - 03:58

Dai dati dell’APRENAssociação Portuguesa de Energias Renováveis (Associazione Portoghese per le Energie Rinnovabili) arriva la conferma: a marzo la produzione di energia green in Portogallo ha superato la domanda energetica. Lo scorso mese le fonti verdi di energia hanno generato 4.812 gigawattora di elettricità, il 103,6% rispetto ai 4.647 gigawattora consumati nel Portogallo continentale (escluse quindi Azzorre e Madera). L’energia pulita prodotta grazie alle rinnovabili ha superato il fabbisogno dell’intero paese.

Un grande successo che abbraccia fattibilità tecnica, sicurezza e affidabilità nell’uso delle rinnovabili con un risultato soddisfacente per il Portogallo che punta alla neutralità da carbonio entro il 2050. Seppure un caso troppo isolato, questa nazione può posizionarsi come modello promotore di buone pratiche ed essere la conferma che le fonti rinnovabili possono davvero ridurre, se non addirittura azzerare, la dipendenza dal petrolio.

A raggiungimento dell’eccellente risultato hanno contribuito sul totale di energia 100% green prodotta l’idroelettrico per il 55% e l’eolico per il 42%. Nel loro insieme tutte le rinnovabili hanno evitato che 1,8 milioni di tonnellate di CO2 finissero in atmosfera. Dato importantissimo, ma nel contesto mondiale pesa ancora troppo poco per fare la differenza, considerando che, dopo tre anni di lieve declino, nel 2017 le emissioni di CO2 sono tornate a crescere dell’1,4%.

Il bilancio in negativo presentato dall’AIEAgenzia Internazionale dell’Energia, riporta l’attenzione sulla domanda di energia a livello mondiale che stima un dato di crescita del 2,1%, un ritmo più che doppio rispetto al 2016. Ma il vero problema è che a soddisfare i consumi extra sono stati per il 72% combustibili fossili.

I dati sullo sviluppo delle rinnovabili non ha un trend in negativo, anzi il loro impiego per la generazione elettrica è aumentato del 6,3%, ma la loro penetrazione nelle abitudini da parte dei cittadini e gli incentivi (e/o obblighi) statali sono ancora troppo irrisori per fare davvero la differenza.

Le parole do Fatih Birol, direttore AIE sono chiare e non lasciano di certo possibilità di libera interpretazione: «Gli attuali sforzi per combattere il cambiamento climatico sono insufficienti, siamo lontani dall’essere allineati con gli obiettivi stabiliti a Parigi nel 2015. Le emissioni devono smettere presto di crescere e diminuire in modo netto entro il 2020».

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La fame dello Zanni (Puntata 8)

People For Planet - Mar, 04/10/2018 - 03:49

 

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Gli avvoltoi del mattone

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 04/09/2018 - 12:33

Ma siamo certi che le banche creino ricchezza? Alla fine di questo articolo non sarà difficile ammettere che da qualche anno le banche facciano tutto fuorché il loro mestiere al solo scopo di accelerare quel processo di creazione di povertà a vantaggio di pochi privilegiati.
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La Youtuber assassina e la politica vessatoria di YouTube

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 04/09/2018 - 12:32

Nasim Aghdam, 38 anni, assalta il quartier generale di Youtube a San Bruno in California, uccide due impiegati e ne ferisce un terzo e poi si toglie la vita. Un crimine orrendo, una donna con simpatie naziste impazzita. Una violenza che si scatena contro persone innocenti e inermi.
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La Contessa del Lunedì

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 04/09/2018 - 12:29

"- Yuuu-uuuu! Buongiorno caro Ubaldo!
- Contessa, com'è energica stamani!
Sonno ritemprante e questo annuncio:
si parte alla ricerca degli antichi grani!
- Io al mio ciambellone non rinuncio!
Ho già capito e me ne laverei le mani…
- Non si tratta di abolire totalmente
la farina a cui siamo abituati
ma di aprire corpo e mente
a cibi nutrienti meno elaborati!
Quei chicchi di grano rimasti autentici
senza interventi dell’uomo per migliorarne la resa
meno glutine, più digeribilità, più biodiversità…
-… più spesa…
- Beh, c’è chi rinuncia alle coltivazioni intensive
e si lancia alla riscoperta delle risorse autoctone
investendo controcorrente
ma hai ragione sicuramente
non ha senso spendere per comprarli da lontano…
E infatti ecco la mia idea
accomodati pure sul divano.
Ispirata dall’Irpinia con la sua comunità
che si è rimessa a coltivar la risciola come secoli fa;
suggestionata dagli aneddoti legati a questo grano:
a Napoli dal cinquecento riserva per i poveri in caso di carestia
e protagonista dell’invenzione italiana più famosa che ci sia…
- Spaghetti o mandolino?
 - Pizza Margherita, sciocchino!
Inventata per onorare la regina
fu impastata proprio con quella farina…
- Contessa, riprenda il filo
anzi, visto il tema, non esca dal seminato
mi esponga la sua idea
anche se son già terrorizzato…
- Dobbiamo scoprire qual era il grano
anticamente coltivato nel nostro territorio
andare indietro nei secoli…
- Per questo non ci manca il repertorio:
già solo gli archivi della sua famiglia…
- E una volta studiato il tutto
sai che soluzione che si piglia
a chilometri meno che zero?
Lo coltiveremo nel parco
qui nel maniero!
- Ecco, sei svenuto…
Meno male che eri seduto.
Ehi! Guarda che ti ho già comprato un bel cappello!
- Eccomi, sì… Allora sono a cavallo, se c’è quello..."

La Contessa

L’aquila pigra

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 04/09/2018 - 12:28

L’idea non era male: far volare in cielo aperto un’aquila di mare testabianca, simbolo degli Usa, durante l’esecuzione dell’inno americano. Sarebbe stato bellissimo se non fosse che l’aquila ha deciso di appoggiarsi sulle spalle del lanciatore James Paxton. Che ha dimostrato un gran sangue freddo rimanendo immobile. Poi è svenuto.
(Fonte: Repubblica)

Meno sacchetti di plastica nel mare

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 04/09/2018 - 12:27

Lo sostiene uno studio pubblicato su Science riferendosi alle coste del Regno Unito dove si è calcolato che i sacchetti di plastica in mare sono diminuiti addirittura del 30% rispetto allo scorso decennio. I motivi? Più di uno, probabilmente e non ultimo il fatto che i sacchetti di plastica per la spesa sono a pagamento e quindi vengono utilizzati con maggior criterio, il cambiamento delle correnti marine e l’utilizzo sempre più frequente di materiali biodegradabili.
Avanti così!!!
(Fonte: Ansa.it)

Cibo&Ragazzi: anche le bevande light fanno ingrassare

People For Planet - Lun, 04/09/2018 - 09:35

I dati, infatti, parlano chiaro. “Una lattina da 250 millilitri di bevande a base di cola contiene 27 grammi di saccarosio che equivalgono a circa 9 cucchiaini di zucchero o a 8 bustine da bar; decisamente troppi, afferma l’esperta. Consiglio a tutti di prendere un bicchiere capiente e di riempirlo della quantità di zucchero indicato per rendersi conto delle proporzioni”. Non superano l’esame della nutrizionista nemmeno i succhi di frutta confezionati che, diversamente dalle spremute, contengono saccarosio, edulcoranti o sciroppi dolci che si vanno a sommare agli zuccheri che arance, pesche o albicocche contengono già naturalmente.
Un consiglio quindi a genitori e ragazzi: leggete con cura le etichette. Fate attenzione anche a quei succhi sulle cui confezioni è scritto a caratteri cubitali: 100% frutta. A volte è frutta concentrata e, se le dosi sono eccessive, si rischia di bere un bicchiere di succo che equivale a cinque mele”.

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Gli avvoltoi del mattone

People For Planet - Lun, 04/09/2018 - 09:12

I colossi del credito (in primis Unicredit e Intesa) hanno, in questi ultimi anni, infatti diversificato il business, allontanandosi ancora una volta dal sostegno vero alla economia reale.
Oggi le banche sono anche delle vere e, soprattutto, spietate agenzie immobiliari che senza remora buttano sulla strada i propri clienti. E vedremo come.
Ma andiamo con ordine perché per capire questo meccanismo diabolico è utile partire dal principio.
Qualche anno fa li chiamavamo «alleati» proprio come nella terminologia militare vengono definiti i più fedeli cobelligeranti.
Sono gli agenti e le loro società di intermediazione immobiliare con le quali le banche negli anni che vanno dal 1994 al 2009 stipulano accordi, patti e convenzioni d’oro per vendere insieme i mutui ipotecari per l’acquisto degli immobili.
Il gioco è semplice e ben noto: le società in questione realizzano l’incontro tra la domanda (l’acquirente, che paga loro il 3% di commissione) e l’offerta (il venditore dell’immobile, che versa la stessa percentuale di provvigione) e, in base a un accordo di esclusiva con una banca, propongono al compratore di accendere un mutuo ipotecario presso l’istituto convenzionato. Istituto che, alla fine della fiera, paga una «retrocessione», una sorta di commissione agli agenti per avergli passato la pratica e fatto guadagnare: una “gabella” che ricade puntualmente sul cliente ignaro di tutto.
Denaro ne girava tanto e soprattutto vigeva una regola ben precisa, puntualmente ribadita in ogni riunione plenaria indetta dal top management: trattate con i guanti bianchi gli agenti immobiliari perché ci fanno fare i quattrini veri.
Soldi a palate, certo, perché quando parliamo di un prestito tutti pensano che il guadagno si basi esclusivamente sulla erogazione del finanziamento (tasso di interesse, commissione di istruttoria, ecc) ma non è così: la partita era assai più grossa.
Perché in bundling (un accoppiamento di due prodotti, terminologia molto di tendenza all’epoca) con il mutuo si dovevano vendere obbligatoriamente (altrimenti si faceva in modo di far capire che era “conditio sine qua non“ per ottenere il mutuo) altri due prodotti assai onerosi per il cliente: un conto corrente su cui canalizzare il pagamento delle rate (anche se il compratore già ne aveva uno ) e una polizza assicurativa a protezione del credito concesso, che copriva il rischio di una futura e insufficiente disponibilità economica del richiedente a fronte di determinati imprevisti.
E con questo giro di soldi erano tutti sistemati: la banca grazie alla vendita dei prodotti accessori copriva anche la retrocessione sul mutuo, gli agenti guadagnavano a pieno e il correntista pagava due volte.

Ma cosa succede dopo la crisi del 2008?
Nel caos finanziario post crisi dei mutui subprime finisce anche l’idillio tra banche e società di intermediazione immobiliare. La causa? Per via della crisi le banche hanno dovuto inventarsi il nuovo business: delle società ad hoc che fanno concorrenza agli agenti immobiliari che gia’ a marzo del 2015 hanno depositato addirittura un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per «violazione della tutela della libera concorrenza e del consumatore».
In particolare i colossi del sistema del credito italiano si sono insinuati nuovamente nello stato di disperazione di imprese e famiglie: questa nuova attività di intermediazione si manifesta attraverso la vendita di case e opifici, derivanti prevalentemente da mutui non pagati, a clienti (privati e società immobiliari) che hanno le disponibilità monetarie per pagarle.
Certo, queste società (praticamente le banche) hanno già tutto quello che serve per realizzare con “facilità“ l’incontro tra la domanda e l’offerta: chi ha necessità di vendere l’immobile e chi ha i soldi per comprarlo.
Un sistema che crea un’ulteriore sperequazione tra i ricchi che hanno la liquidità e i poveri che non ce l’hanno fatta a pagare il mutuo. Inoltre, per «l’immobiliare della banca» non sarà difficile trovare il compratore e accelerare l’eventuale azione terroristica-esecutiva nei confronti del venditore-insolvente per costringerlo ad accettare un prezzo stracciato pur di liberarsi della pressione estorsiva della banca.
Chi acquista farà un vero affare, come lo farà l’istituto-mediatore che in un colpo solo rientra dall’esposizione del mutuo e guadagna anche le commissioni di intermediazione (3%+3%) e il costo del cosiddetto «fascicolo casa», circa 300 + Iva che comprende una perizia, una visura catastale e l’attestato di prestazione energetica (Ape).
Consigli? Prima di consegnare i vostri sacrifici a sciacalli ed estorsori fate fare una perizia econometrica sul vostro mutuo da professionisti seri e indipendenti. E poi inizia la battaglia.
Gli avvoltoi sono alle porte di casa.

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E’ brodomania!

People For Planet - Lun, 04/09/2018 - 04:53

Parliamo della “brodomania”, ossia l’alimentarsi con un menù esclusivamente liquido a base di brodini, zuppe, consommé e minestre, fino ai “cappuccini” di frutta come dessert.

Spiega il famoso e pluripremiato chef Francesco Apreda, del ristorante Imàgo dell’Hotel Hassler di Roma: “Il futuro sarà sempre più vegetariano e le zuppe rendono vivaci e soddisfacenti i piatti di verdure. Abbino cibi solidi a quelli fluidi e questi ultimi danno sapidità al piatto grazie alle spezie, senza alcun bisogno di aggiungere il sale.”

Secondo la nutrizionista Kellyann Petrucci: “Il brodo calma il languorino, è un brucia grassi e sazia senza aggiungere chili perché non contiene carboidrati e ha poche calorie”. Ovviamente è autrice del libro “Dieta del brodo”.

Negli Stati Uniti dal 2015 è aperto a New York “Brodo”, nell’East Village, gestito dallo chef Marco Canora, che definisce il brodo il miglior confort food del mondo perché ristora sia il fisico che l’anima.

Canora serve il brodo in bicchieri di carta simili a quelli del caffè, grande operazione di marketing!

 

Altre fonti:
– http://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/food/2018/02/08/zuppe-creme-guazzetti.-per-diete-o-al-bar-e-al-ristorante-e-trend-brodomania-_120847b5-1637-451c-b244-25a935c8f0b6.html

http://www.gamberorosso.it/en/1021317-e-brodomania-il-brodo-in-tazza-da-passeggio-che-piace-ai-newyorkesi-e-il-successo-della-paleodieta

 

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La Youtuber assassina e la politica vessatoria di YouTube

People For Planet - Lun, 04/09/2018 - 04:32

Ma dietro questa orribile follia emerge da una situazione assurda e non possiamo non cercare di capirla senza diminuire la condanna morale della violenza.

Najafi Agdham da tempo protestava perché YouTube, secondo lei, la censurava e soprattutto perché non le pagava più i diritti sui video da lei pubblicati sulla piattaforma. Sosteneva che a causa dei nuovi criteri di pagamento decisi dall’azienda i suoi guadagni erano scesi a pochi centesimi di dollaro al mese ed era in miseria.

Probabilmente dietro le scelte censorie di YouTube c’erano le posizioni deliranti della vegana, animalista, culturista, che citava Hitler.

Ma è indiscutibile che YouTube stia facendo incazzare migliaia di videomaker con scelte che penalizzano chi non raggiunge grandissimi numeri, e questo anche se una parte spaventosa degli utili di YouTube derivi proprio dai piccoli videomaker.

L’azienda californiana guadagna miliardi con la pubblicità che viene inserita all’inizio dei video ma riconosce una percentuale dei soldi incassati solo a pochi, seguendo criteri discutibili.

Si mormora che Google/YouTube arrivi a pagare 7 euro e più ogni mille visualizzazioni. Ma la percentuale varia: puoi incassare molto meno o nulla.

Inoltre YouTube mette in atto vari sistemi per non occuparsi dei diritti degli autori dei video. In primo luogo non c’è sufficiente trasparenza sui criteri di monetizzazione.

Tanto per fare un esempio che conosco bene, sono anni che cerchiamo di ottenere il riconoscimento dei diritti di autore sui video di Dario e Franca senza risultati. Si tratta di centinaia di video pubblicati da centinaia di youtuber, senza alcuna autorizzazione. Più di 6 milioni di visualizzazioni.

Ironia della sorte: il canali ufficiali di Dario Fo e Franca Rame hanno un numero di iscritti insufficiente per essere riconosciuti da YouTube come degni di pagamento.

Abbiamo scambiato con l’azienda decine di mail senza ottenere alla fine nulla. Sembra proprio che YouTube abbia deciso di mettere in pratica una tattica di sfinimento. Il risultato è che tuttora YouTube continua a guadagnare sui nostri video senza riconoscerci un solo euro.

Un microscopico episodio nel colossale scontro tra produttori di contenuti e i mega padroni del web.

Il principio vorace che seguono queste aziende è possibile solo perché gli autori non hanno alcun potere. Ma sicuramente nei prossimi anni questa questione diventerà centrale nello sviluppo di internet. Una vertenza che porterà forse alla nascita di un sindacato degli autori oppure alla creazione di piattaforme più etiche che pratichino scelte commerciali eque.

Oggi il web è un Farwest dove regna la legge del più forte. Ma non credo che potrà durare per sempre. Il web dà potere alla gente e prima o poi le persone usano il potere che hanno. E’ importante usarlo in modo non violento.

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Alcatraz (Puntata 7)

People For Planet - Lun, 04/09/2018 - 03:45

 

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La squadra (Puntata 6)

People For Planet - Dom, 04/08/2018 - 02:31

 

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