Altre notizie dai nostri siti

Studio Usa: i bambini sono più resistenti al Covid-19

People For Planet - Dom, 06/28/2020 - 11:00

Della maggiore resistenza dei bambini al Covid-19 si parla sin dall’inizio della pandemia: medici e studiosi sono pressoché d’accordo nel ritenere che la maggior parte dei giovanissimi venga effettivamente colpita dal virus in modo lieve. Arriva ora un nuovo studio a confermare che i bambini risultano più resistenti al nuovo coronavirus rispetto agli adulti: la ricerca, che porta la firma di un gruppo di ricercatori dell’University of Texas Health Science Center di San Antonio (Stati Uniti), è la più grande revisione sistematica effettuata fino a oggi sulla popolazione pediatrica affetta da Covid-19 ed è stata realizzata esaminando i dati raccolti da 131 studi pubblicati in 26 Paesi tra il 24 gennaio e il 14 maggio, per un totale di 7780 bambini coinvolti.

Sindrome infiammatoria acuta multisistemica

Gli studiosi precisano che i dati degli studi da loro esaminati non hanno preso in considerazione, per questioni meramente temporali, i casi di infezione registrati tra i bambini circa un mese fa tra New York, Inghilterra e Italia, in cui gli specialisti hanno rilevato la presenza della sindrome infiammatoria acuta multisistemica in età pediatrica e adolescenziale associata alla positività per il Sars-Cov-2. Una sindrome che, come spiega l’Istituto superiore di sanità, è ancora in via di definizione.

Sintomi più frequenti

Diversi i dati raccolti ed esaminati nello studio che, dunque, scattano la fotografia dei primi 4 mesi di pandemia. Per quanto riguarda i sintomi, i ricercatori hanno rilevato che nei bambini le manifestazioni più tipiche dell’infezione erano febbre e tosse, riscontrati rispettivamente nel 59% e nel 56% della popolazione pediatrica esaminata.

Risultati eccellenti

Su quasi ottomila bambini con Covid-19 esaminati è emerso che, a fronte di un 19% che non presentava alcun sintomo, è stato ricoverato in terapia intensiva il 3,3% dei giovanissimi e sono stati segnalati sette decessi. Pubblicata su EClinicalMedicine, una rivista del gruppo Lancet, la ricerca mette in evidenza come il numero di bambini con risultati eccellenti in termini di resistenza all’infezione abbia ha sorpreso il team di ricerca. “Anche se stiamo sentendo parlare di forme gravi di malattia nei bambini, ciò si verifica in circostanze molto rare”, ha affermato Alvaro Moreira, che ha coordinato lo studio. E allo stesso tempo, spiegano i ricercatori, reazioni gravi simili alle forme estreme di Covid-19 osservate negli adulti sono state riscontrate solo in un piccolo numero di pazienti.

Leggi anche: Covid-19, 3 bambini contagiati su 4 asintomatici o con sintomi lievi Crisanti, “I bambini non si ammalano di Covid-19” Covid-19, malattia di Kawasaky nei bambini: “Non deve allarmarci”

Categorie: Altri blog

9 idee grandiose per viziare i nostri amici a quattro zampe

People For Planet - Dom, 06/28/2020 - 10:00

Come si legge dal canale YouTube Sagace: I nostri animali domestici sono i nostri amici più fedeli e meritano di essere adorati e coccolati come dei re! Oggi abbiamo raccolto per voi 9 idee regalo fai da te per far felici il vostri amici a quattro zampe!”

Nel video tutorial andremo a vedere come realizzare:

  • Gelato per cani;
  • 3 idee creative per i gatti;
  • Ciondolo per collare;
  • Distributore di cibo per cani;
  • Cuccia per cani;
  • Torta di compleanno per cani;
  • Portachiavi da parete.
Fonte: Sagace

Leggi anche:
Allergia ai gatti: cause e possibili rimedi
Bologna, mezzo milione di euro in eredità ai gatti
Il mio cane può diventare vegetariano? E il mio gatto?

Categorie: Altri blog

Qualcuno fermi la polizia di frontiera croata

People For Planet - Dom, 06/28/2020 - 08:00

Ormai dal 2017, nei Balcani si consuma una violenza inaudita, di cui poco si parla, per mano della polizia di frontiera tra Croazia e Bosnia contro chi attraversa quelle terre e non è in regola con i documenti. L’ultimo allarme viene da Amnesty International: 16 richiedenti asilo sono stati legati e torturati per oltre 5 ore. Un gruppo armato spalmava maionese e ketchup sui loro volti e sulle teste insanguinate. “L’Unione europea”, ha detto il vice direttore dell’ufficio per l’Europa di Amnesty International, Massimo Moratti, “non può più restare in silenzio e ignorare deliberatamente la violenza e gli abusi da parte della polizia croata alle sue frontiere esterne”.

Invece l’Ue, complici le autorità locali che insabbiano i casi, sta facendo ben poco, né la trattativa con la Croazia, che sta cercando di entrare nell’area Schengen senza passaporto dell’Ue, sembra avere subito battute d’arresto, nonostante condizione necessaria per l’ingresso in Schengen sia proprio il rispetto degli standard europei in materia di diritti umani.

Le notizie che le organizzazioni non governative riescono a ottenere – grazie anche al lavoro dei pochi, coraggiosissimi reporters che si arrischiano a testimoniare il gioco della polizia di frontiera – sono paragonabili a quelle che provengono dalla Libia: utilizzo di elettroshock, coltelli e ogni tipo di arma da parte della polizia, che ferisce, umilia e nasconde le prove.

“The game” lo chiamano, il gioco di guardie e ladri che da anni si consuma in Slovenia e Croazia, dove la polizia di frontiera dà la caccia ai migranti, li pesta a sangue e li lascia sulle rotaie perché di loro non rimanga letteralmente traccia, se non quella della tragica fatalità di un treno. “The game”, lo chiamano i reporter, picchiati anche loro. 

Tariq, trent’anni, adesso ha entrambe le braccia e una gamba ingessati, vistosi tagli, ecchimosi al volto e alla testa e un forte dolore all’addome.

Quando ci hanno preso non ci hanno dato la possibilità di dire assolutamente nulla. Hanno iniziato semplicemente a colpirci. Mentre ero a terra, mi hanno colpito alla testa con la parte posteriore della pistola e ho iniziato a perdere sangue. Cercavo di proteggermi la testa dai colpi, ma hanno iniziato a darmi calci e colpirmi alle braccia con dei bastoni di metallo. Per tutta la notte ho perso e ripreso conoscenza“.

Tariq ora deve utilizzare una sedia a rotelle per spostarsi e gli ci vorranno mesi prima di riprendere a muoversi autonomamente.

“Sarà sicuramente uno scandalo”, scriveva lo scorso gennaio un ufficiale della Commissione europea a un collega, commentando il mancato utilizzo del governo croato dei fondi Ue stanziati due anni fa per la polizia di frontiera. E in effetti così è stato.

Leggi anche:
Basta ricatti da Erdogan: l’Europa agisca, per se stessa e i bambini di Lesbo che tentano il suicidio

Categorie: Altri blog

Italia Sicilia Gela, seconda stagione, episodio 7: Damiano

People For Planet - Dom, 06/28/2020 - 07:00

Se non facessi il ristoratore mi piacerebbe fare… il barman. Benvenuti nel ristorante di Damiano Rossini. Oltre 200 etichette di vini e un sushi che è tutto da scoprire. Così come è da scoprire il rapporto con il mare

Arriverderci alla prossima stagione!

Clicca qui per vedere tutti gli episodi della webserie
Categorie: Altri blog

Ue “Sì alla Cina, no agli Usa” | Scuola, Conte: “Mai più classi pollaio” | La Palestina non è più in vendita

People For Planet - Dom, 06/28/2020 - 06:25

llsole24ore: Da Coca Cola a Unilever: le big company boicottano la pubblicità su Facebook – Cosa succede dentro al social di Zuckerberg? – La rivolta dei dipendenti di Google;

Il Mattino: Spiagge affollate e distanze ignorate, gli esperti: «Così salta riapertura scuola»;

La Repubblica: “Sì alla Cina, no agli Usa“: l’impasse dell’Ue sui confini;

Tgcom24: Scuola, il ministero: “Tutti gli studenti avranno un’aula, ci sono 3mila istituti dismessi da recuperare” | Le linee guida | Conte: “Mai più classi pollaio“;

Il Fatto Quotidiano: Egitto, Al Sisi rilascia 530 detenuti. Amnesty: ‘Libertà per Zaky’. Rettore di Bologna: ‘Facciamoci sentire’;

Corriere della Sera: Mes, l’insofferenza del Pd per i no del M5S e i rinvii di Conte: «È tempo di decidere»;

Leggo: Bambino di un anno e mezzo tenuto chiuso in gabbia: intorno a lui animali, armi e marijuana;

Il Manifesto: «La Palestina non è più in vendita». In migliaia contro l’annessione;

Il Giornale: Accusano nave (che non c’è) Le bugie dell’ong sulla Marina;

Il Messaggero: Poliziotta trovata morta in carcere, una testimone: «Sesso tra agenti e detenute: ecco perché è stata uccisa»;

Categorie: Altri blog

Settimo Episodio | Damiano

Gela Le Radici del Futuro - Dom, 06/28/2020 - 01:16

Ultima puntata: si va al ristorante Rossini “Se non facessi il ristoratore mi piacerebbe fare… il barman.” Benvenuti nel ristorante di Damiano Rossini. Oltre 200 etichette di vini e un sushi che è tutto da scoprire. Così come è da scoprire il rapporto con il mare… Arrivederci alla prossima stagione!

L'articolo Settimo Episodio | Damiano proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

Covid-19. I dati nel mondo. Rallenta in Europa ma non in Italia, cresce in Usa, genocidio in Brasile

People For Planet - Sab, 06/27/2020 - 19:00

La Johns Hopkins University raccoglie i dati di casi confermati e morti per coronavirus in tutti i paesi. Secondo i dati al 27 giugno sono gli Stati Uniti ad avere il più alto numero di casi accertati e di morti, l’Italia è nona per numero di casi (sorpassata questa settimana dal Cile) e quarta per numero di morti (rispetto all’Italia sono più i morti registrati negli Usa, in Brasile e nel Regno Unito).

Complessivamente nel mondo si registrano 9.807.000 casi (1.140.000 in più rispetto a 7 giorni fa, dato in forte aumento rispetto alla settimana precedente) e 494.000 morti (34.000 in più rispetto a 7 giorni fa, dato stabile).

Continua a diminuire il tasso di letalità

Ormai per la settima settimana consecutiva il confronto tra incremento di casi e di morti a livello mondiale conferma l’ipotesi che, mentre il virus continua a diffondersi, la sua letalità sta diminuendo. Il tasso di letalità dall’inizio della pandemia è stato del 5,0% sui casi accertati, nell’ultima settimana è sceso al 3,0%, con una ulteriore diminuzione. La settimana precedente il tasso di letalità era del 3,3% e l’altra settimana era il 3,4%.

Negli Usa 245.000 casi nell’ultima settimana. Di più che tutti quelli dell’Italia dall’inizio della pandemia

Continua l’impressionante escalation di casi negli Usa, dove nell’arco di una settimana si è passati da 2.223.000 a 2.468.000. Nello stesso periodo il numero dei morti per Covid-19 in Usa è cresciuto da 119.000 a 125.000.

In una sola settimana gli Usa hanno avuto più casi che in Italia dall’inizio della pandemia.

Lo stato di New York da solo conta ad oggi oltre 31.000 morti ma per fortuna, almeno in questo stato, il numero di morti settimanali è fortemente rallentato. Resta altissimo nello stato di New York il numero dei ricoverati: 70.000

La pandemia rallenta in Europa, in Brasile 242.00 casi in una settimana.

Mentre nella maggioranza dei paesi europei (tra cui Germania, Francia, Spagna, Belgio), con l’eccezione del Regno Unito e dell’Italia, si registra un complessivo rallentamento della diffusione del virus, continua l’esplosione in Brasile dove solo nell’ultima settimana si sono registrati 242.000 nuovi casi e 6.000 morti. Il Brasile è il paese con il numero di casi e di morti più alto al mondo dopo gli Usa, mentre il presidente brasiliano Bolsonaro continua a minimizzare la questione e minaccia, come Trump, di uscire dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Sono ormai in molti a sostenere che Bolsonaro si stia macchiando di un genocidio a carico delle popolazioni native del Brasile e degli abitanti delle favelas.

Oltre al Brasile, in Sud America sono particolarmente toccati dall’escalation del virus il Perù, il Messico e il Cile, tutti presenti nella triste classifica dei 10 paesi con il maggior numero di casi accertati.

Altri paesi che segnalano un preoccupante sviluppo della diffusione sono l’India con 114.000 nuovi casi negli ultimi 7 giorni e l’Iran che questa settimana entra nel ranking dei 10 paesi con il più alto numero di casi

Italia: la diffusione del coronavirus non diminuisce e si concentra in Lombardia

In Italia la diffusione del virus nell’ultima settimana purtroppo non ha dato segnali di declino. Il numero dei nuovi casi tende a stabilizzarsi sui circa 2.000 a settimana

Mentre la magistratura continua le sue indagini sulla Lombardia (le mancata zona rossa di Alzano, la riapertura dopo 3 ore del pronto soccorso senza precauzioni dopo che era stato registrato un caso di covid-19, la strage nelle Case di Riposo) è da segnalare che, sempre secondo i dati ufficiali, dei nuovi casi di positività al covid19 in Italia nell’ultima settimana, circa il 65% sono stati riscontrati nella sola Lombardia con punte superiori al 70% in alcuni giorni. Altre regioni che preoccupano in questa fase sono l’Emilia Romagna, il Lazio e la Campania che registra un focolaio nella casa ex-Cirio di Mondragone.

I dati ufficiali per paese: casi accertati e morti

Di seguito i dati ufficiali dei 10 paesi con più casi accertati e più morti per covid19 in base alle statistiche ufficiali al 27 giugno.

I segni (+) e (-) indicano le variazioni nel ranking rispetto a 7 giorni fa.

Casi confermati

  • 2.468.000 Stati Uniti
  • 1.275.000 Brasile
  • 620.000 Russia
  • 509.000 India
  • 311.000 Regno Unito
  • 272.000 Perù (+)
  • 263.000 Cile (+)
  • 248.000 Spagna (-)
  • 240.000 Italia (-)
  • 218.000 Iran (+)

Morti

  • 125.000 Stati Uniti
  • 56.000 Brasile
  • 43.000 Regno Unito
  • 35.000 Italia
  • 30.000 Francia
  • 28.000 Spagna
  • 26.000 Messico
  • 16.000 India
  • 10.000 Iran (+)
  • 10.000 Belgio (-)

 Foto di Mustafa Meraji: Mehran, Iran

Categorie: Altri blog

Cosa mi porto da leggere in vacanza?

People For Planet - Sab, 06/27/2020 - 16:00

La mia amica Maria Cristina sta facendo come la formica al contrario, invece di raccogliere le provviste per l’inverno, lei a primavera inizia a mettere da parte i libri per l’estate: «Questo lo leggo in vacanza» è la sua frase preferita da maggio in poi.

Questo non significa che non legga pure durante tutto l’anno, anzi, ma ci sono dei titoli particolarmente appetitosi che si tiene per gustarli con i tempi lunghi delle ferie, quando ti puoi mettere al sole e sai che hai tutto il pomeriggio a disposizione per farti rapire dal racconto. Che è tutta un’altra storia che leggere prima di dormire, quando sul più bello della trama ti si chiudono gli occhi e non hai neanche la forza di toglierti gli occhiali e spegnere la luce.

Quindi, cosa si porta in vacanza Maria Cristina?

Intanto l’ultimo libro di Alice Basso: Il morso della vipera edito da Garzanti di cui abbiamo parlato sabato scorso qui.

Poi non si sa come sia potuto succedere ma abbiamo scoperto che ci è scappato un Manzini: L’accattone – edito nei Blu di Sellerio. Incredibile visto che il Vicequestore Rocco Schiavone praticamente è di famiglia. Via in valigia pure lui.

E per chiudere la trilogia dei nostri amati giallisti italiani, vediamo di non farci mancare Maurizio De Giovanni con Una lettera per Sara, edito da Rizzoli, in attesa di discutere se la trasposizione televisiva del Commissario Ricciardi interpretata da Lino Guanciale ci convinca o meno.

Stufi di morti ammazzati?

Ok, allora potremo lasciarci un po’ andare con la nostalgia, il multietnico, le famiglie allargatissime di Ferzan Ozpeteck con il suo libro Come un respiro, edito da Mondadori. Per immergerci in una Istanbul magica, sensuale e tollerante, con i suoi antichi hamam, i palazzi ottomani che si specchiano nel Bosforo, i vecchi quartieri oggi scomparsi.

Tutto parte da una domenica di fine giugno in un appartamento al Testaccio, e da lì poi – magia dei libri – si vola in una Turchia magica.  

È uscito anche un nuovo libro di Almundena Grandes, prolifica scrittrice spagnola che le donne – e son solo – che hanno superato i 50 ricordano per lo scandaloso – allora, ora sembra un libro da educandeLe età di Lulù. Questo appena uscito si intitola La figlia ideale ed è edito da Guanda.

Racconta gli anni Cinquanta in Spagna, anni ingrati in cui tutto era peccato e peccare era reato. In questo ambiente ecco la storia di un uomo e di una donna che hanno avuto il coraggio di opporsi alla dittatura, anche dei sentimenti, che strangolava il Paese.

Un Recalcati non si nega a nessuno

Ne abbiamo parlato qui e lo riproponiamo volentieri. Affrontare certi argomenti con la mente fresca aiuta a capirli meglio. E poi volete mettere che figura con il vicino di ombrellone? Che ok il distanziamento sociale ma si noterà senz’altro il fascino dello studioso (cit. Gaber).

Per i bimbi e per il relax

Le storia del condominio di Via dei Tanti di cui abbiamo parlato qui di Federica Morrone Terranno incollati i vostri bambini ai libri, e poi voi se volete rilassarvi tra un libro e l’altro della stessa autrice vi consigliamo Yoga in 5 minutiMantieni corpo e mente in equilibrio pochi minuti alla volta edito sempre da Feltrinelli.
5 minuti di yoga e si riprende a leggere!!!

Buona estate a tutti!

Foto:  StockSnap from Pixabay 

Categorie: Altri blog

Cannabis libera: perché?

People For Planet - Sab, 06/27/2020 - 14:00

Qui le fonti di quel che affermo:
Danni derivanti dal consumo di alcol:
https://www.infodata.ilsole24ore.com/…/gli-italiani-proble…/
https://www.adnkronos.com/…/alcol-uccide-piu-fumo-droga_ja0…

Danni derivanti dal consumo di canapa
https://www.corriere.it/…/predisposizione-genetica_principa…

La liberalizzazione non fa aumentare i consumi:
https://ilmanifesto.it/cannabis-a-washington-la-legalizzaz…/
http://www.beppegrillo.it/legalizzare-la-produzione-e-la-v…/
Vantaggi economici della liberalizzazione: l’inchiesta di Milena Gabanelli.
Report su studio dell’Università di Messina

Ma allora da dove nasce l’idea di vietare la canapa? Qui tutta la storia.

Leggi anche:
Cannabis: 16 parlamentari si autodenunciano
Cannabis, negli Usa aumenta il consumo da parte degli over65
Coltivare cannabis in casa non è un reato

Categorie: Altri blog

Il Bisfenolo-A fa male. “Ma anche le sue alternative”

People For Planet - Sab, 06/27/2020 - 12:00

Sul mercato ci sono almeno 50 alternative prive di BPA, con nomi come bisfenolo S e bisfenolo F. Si sa così poco sul loro uso che persino gli scienziati non possono davvero dire quanti siano i tipi di plastica “Senza Bisfenolo-A” in circolazione. Quello che i ricercatori sanno è che queste sostanze chimiche sono analoghi strutturali del BPA. E le loro somiglianze non si fermano alla loro struttura chimica: interrompono anche il funzionamento delle cellule in molti modi e causano effetti tossici simili sul corpo umano. Lo sostiene la biologa riproduttiva della Washington State University Patricia Hunt.

“È come un cane che si morde la coda”, afferma Hunt. “Ci sono più tipi di nuove plastiche messe in commercio in sostituzione del Bisfenolo A di quante possiamo testarne rapidamente.”

Come abbiamo scoperto i danni del Bisfenolo A

Circa 20 anni fa, Hunt e i suoi colleghi stavano usando topi di laboratorio per capire il modo in cui anche lievi cambiamenti ormonali possono influire sulla capacità di una donna di sviluppare un uovo sano. Inizialmente, il loro esperimento sembrava funzionare bene, restituendo risultati alla pari con quello che si aspettavano. Poi improvvisamente “siamo passati a dati completamente anormali“, ricorda Hunt. Alla fine, hanno capito il motivo: gli addetti alle pulizie avevano usato un detergente aggressivo su tutte le gabbie dei topi di plastica. Ciò aveva danneggiato la plastica diffondendola nell’ambiente dove i topi vivevano e mangiavano, finché è penetrata nei loro corpi.

Quali danni per la salute

Che plastiche e BPA avessero un ruolo negativo sulla salute si sapeva bene o male dagli anni ’70, ma la ricerca e il lavoro successivo del gruppo di ricerca hanno fornito prove schiaccianti che i topi – e i loro piccoli – esposti al BPA avevano cromosomi anomali.

“Il BPA non interferisce solo con i recettori degli estrogeni – spiega la ricercatrice – può anche interferire con i recettori dell’ormone tiroideo e i recettori degli androgeni, inclusi il testosterone, l’ormone sessuale maschile primario”.

Mai in lavastoviglie o nel microonde

Per Hunt le prove sono abbastanza chiare da rendere evidente che la plastica va eliminata quando possibile: “Non entra mai nel mio microonde e mai nella mia lavastoviglie, perché sono sconosciuti gli effetti del calore su gran parte delle plastiche. Il mio cibo lo conservo nel vetro”.

Un altro grande diffusore di micro-plastiche sono le ricevute di carta “stampate a pressione”. Lo strato ceroso sulla ricevuta (è il motivo per cui gli scontrini non si riciclano: contengono carta e plastica) è spesso costituito da uno strato che include BPA, nonché sostanze chimiche alternative prive di BPA. Quindi commessi, addetti al fast food, cassieri al dettaglio e molti altri sono esposti ogni giorno a dosi significative di questi prodotti chimici. In numerosi studi, i ricercatori hanno prelevato campioni di sangue e di urina dai cassieri prima e dopo i loro turni: i livelli chimici aumentarono quando i composti tossici penetrarono nei corpi dei lavoratori.

Leggi anche:
Christian: il bambino che pulisce la spiaggia dai rifiuti e dall’inciviltà
Riaprono le spiagge. Tanta attenzione per la sicurezza, meno per l’ambiente

Categorie: Altri blog

Come disegnare una goccia d’acqua che sembra vera

People For Planet - Sab, 06/27/2020 - 10:00

L’acqua, l’elemento più importante presente sul nostro pianeta, da cui ha avuto origine la vita e senza cui, senza di essa, non potrebbe continuare.

In questo video dal canale YouTube Chloe Art impariamo step by step a disegnare una goccia d’acqua. Il nostro obiettivo? Cercare di rendere il nostro disegno più verosimile possibile, come se la nostra goccia scorresse davvero sul foglio. Cose serve:

  • Foglio/cartoncino da disegno;
  • Diverse tonalità di acrilici colore blu/verde (consiglio: prussian blue, ultramarine, emerald green, process cyan);
  • Acrilico bianco;
  • Pennelli.
Fonte: Chloe Art

Leggi anche:
Come disegnare un profilo manga? Ecco un video
Bastone della pioggia fai da te per un relax naturale
Metodo semplice per disegnare gli animali

Categorie: Altri blog

Covid-19, scagionate le zanzare: non trasmettono il virus

People For Planet - Sab, 06/27/2020 - 08:36

Scagionate le zanzare dall’accusa di poter trasmettere l’infezione Covid-19. A dimostrarlo sono i dati preliminari di uno studio condotto da un team di entomologi e virologi dell’Istituto superiore di sanità in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, secondo cui né la zanzara comune (Culex pipiens) né la zanzare tigre (Aedes albopictus) sono in grado di trasmettere il virus Sars-Cov-2.

Effettuati test di infezione sperimentale

Per valutare la capacità eventuale di trasmissione del virus da parte delle zanzare i ricercatori hanno effettuato prove di infezione sperimentale: lo studio ha mostrato che il virus, una volta penetrato all’interno della zanzara mediante un pasto di sangue infetto, non è in grado di replicarsi e quindi di essere successivamente inoculato dalla zanzara attraverso una puntura.

“Preoccupazione legittima”

I risultati definitivi saranno pubblicati a breve, spiegano gli autori dello studio, “e forniranno quell’evidenza sperimentale, finora solo teoricamente ipotizzata, che permetterà di escludere in modo scientifico il coinvolgimento delle zanzare nella possibile trasmissione del Covid-19, rispondendo in modo chiaro e definitivo alle legittime preoccupazioni legate al ruolo delle zanzare nella trasmissione di numerose malattie”.

Leggi anche:
Cacciatori di zanzare (Video)
Basilico, rimedio antico contro le zanzare
Come suicidarsi con gli elettroemanatori antizanzare

Categorie: Altri blog

Ustica, 40 anni dopo “diteci chi è stato” | Scuola: a settembre 50 mila precari in più | Slitta l’Ecobonus al 110%

People For Planet - Sab, 06/27/2020 - 08:25

llsole24ore: La fiammata del Covid negli Usa manda in rosso la settimana delle Borse, Milano -2,5% – I motivi nascosti degli alti e bassi di mercato – Fininvest: utile a 220 milioni, cedola da 84 mln per i Berlusconi;

Il Mattino: Migranti, l’allarme di Mediterranea: «Libia, catturate 70 persone in mare»;

La Repubblica: Ustica, familiari vittime 40 anni dopo: ”L’aereo fu abbattuto, diteci chi è stato”;

Tgcom24: Taglio vitalizi annullato, M5S: “Faremo ricorso” – Caliendo ha smentito se stesso e ha votato sì | Fino a 22 milioni agli ex senatori;

Il Fatto Quotidiano: Click day di aprile per il bonus agli autonomi: “Sito dell’Inps andò in tilt per attacco hacker: ostacolate procedure per accedere ai benefici”;

Corriere della Sera: Merkel: «Non abbiamo creato il Mes per non utilizzarlo» Conte: ai nostri conti penso io;

Leggo: Maddie, Christian Brueckner potrebbe tornare presto libero: la confessione choc della procura tedesca;

Il Manifesto: Il 14 settembre gli studenti troveranno 50 mila precari in più ;

Il Giornale: “Contanti servono agli evasori” Ma la verità sul cash è un’altra;

Il Messaggero: Gualtieri: «Da luglio tasse giù per 16 milioni di lavoratori» Ma slitta l’Ecobonus al 110% ;

Categorie: Altri blog

Le regole per il rientro a scuola il 14 settembre: le novità

People For Planet - Ven, 06/26/2020 - 19:00

Governo e Regioni hanno raggiunto l’accordo definitivo per il rientro a scuola a settembre, dopo le contestazioni ricevute dalla prima bozza presentata del ministero dell’istruzione da parte di un po’ tutti: Regioni, sindacati, dirigenti scolastici.

Le principali novità dell’accordo rispetto alla bozza precedente sono queste:

Distanziamento tra gli studenti e tra studenti e cattedra

La distanza tra gli studenti dovrà essere di almeno un metro “da bocca a bocca” mentre la distanza degli studenti dalla cattedra dovrà essere di almeno due metri. Questi sono i parametri che i dirigenti scolastici dovranno utilizzare per la sistemazione delle aule.

Resta in sospeso il tema “mascherine”, la loro necessità, il dove il come e il quando utilizzarle in aula. Su questo si dovranno avere indicazioni entro la fine di agosto dal ministero della salute, in base alla situazione epidemiologica.

Tramontano definitivamente (si spera) i divisori di plastica tra gli studenti di cui a un certo punto aveva parlato la ministra Azzolina.

Didattica a distanza

Secondo la nuova bozza la didattica a distanza potrà essere utilizzata solo in via complementare alle lezioni in aula e non come sostituto. Salvo il caso di peggioramento delle condizioni sanitarie.

Stanziamento per la scuola e potenziamento (provvisorio) degli organici

Lo stanziamento aggiuntivo per la scuola passa da circa un miliardo a circa due miliardi.

Il miliardo in più dovrebbe essere utilizzato per potenziare l’organico attraverso l’assunzione di nuovi docenti e personale tecnico, amministrativo e ausiliario Si tratta di un punto richiesto dai sindacati, oltre che dalle regioni e dalle varie associazioni di genitori e docenti. Saranno comunque assunzioni a tempo determinato, legate all’emergenza, non daranno luogo ad un aumento strutturale dell’organico.

Cabina di regia e “cruscotto informativo”

Tra i punti più farraginosi della bozza quelli relativi ad una (ennesima) “cabina di regia” e ad un “cruscotto” i cui contenuti non è definito come saranno implementati.

La bozza prevede che sarà istituita una cabina di regia per coordinare le azioni avviate in tutto il territorio e un “cruscotto informativo” dove sia segnalato dove la aule scolastiche non abbiano spazi sufficienti. Dovrebbe contenere anche un software che consenta di verificare se le dimensioni dell’aula sono adeguate rispetto al numero degli studenti che devono ospitare.

Assemblee studentesche

Gli studenti potranno organizzare assemblee online.

Le scelte che si conferma saranno demandate alle scuole

Si conferma che l’organizzazione delle lezioni sarà lasciata all’autonoma scelta di ogni scuola.

In particolare:

  • le classi potranno essere riconfigurate in più gruppi di apprendimento composti da studenti della stessa o di diverse classi o perfino di diversi anni di corso;
  • si potranno prevedere turni differenziati;
  • si potranno aggregare le materie in aree e ambiti disciplinari;
  • si potrà estendere il tempo scuola utilizzando anche il sabato.

Leggi anche:
Scuola: in classe senza mascherina. Le proposte delle Regioni
Alunni “in scatola”, no grazie!
Esame di maturità 2020: «una pagliacciata», ragazzi impreparati e smarriti

Categorie: Altri blog

Ballando sotto la pioggia in Nigeria

People For Planet - Ven, 06/26/2020 - 18:30

Due passi di danza perfetti sotto la pioggia in Nigeria…quando la passione e il talento stanno sopra a tutto…questo video di questo bimbo è diventato in poco tempo virale

Youtube Leap Dance Academy

Leggi anche:
Ballando con il cuore… abbracciando la vita
Sul pavimento pelvico si può ballare il tip tap?

Categorie: Altri blog

Cinque Terre: registrate le “voci” dei delfini che si danno appuntamento ogni notte

People For Planet - Ven, 06/26/2020 - 17:00

Il fantastico mondo del mare è un universo parallelo che non smette mai di stupirci. Le variopinte creature che popolano i suoi fondali trascorrono le loro vite in armonia tra le correnti della loro casa liquida.

Troppo spesso, però, l’equilibrio di questo preziosio e misterioso ecosistema viene intaccato dalla presenza umana e inquinato senza alcun rispetto per il mondo sottomarino che, se lasciato indisturbato, ritorna a vivere seguendo i propri ritmi e le proprie abitudini.

Il lockdown che ha imposto il blocco di tutte le attività umane nei mesi scorsi, ha rappresentato una boccata di respiro per tutte le creature viventi; basta pensare agli innumerevoli esempi di animali che si sono reimpossessati degli spazi urbani precedentemente invasi e pervasi dal caos umano.

Le voci del mare

Così, durante le settimane di lockdown, è stato lanciato un innovativo progetto pilota realizzato per l’Amp Cinque Terre dall’Istituto di ricerca Chorus di Grenoble e dai ricercatori dell’Observatoire Océanologique de Banyuls sur Mer, al fine di analizzare le varie sfaccettature della vita nei fondali marini e, in particolare, ascoltare le voci del mare.

Il periodo è stato molto favorevole ai fini di questa ricerca, in quanto caratterizzato dall’assenza di inquinamento acustico. I risultati ottenuti sono stati molto promettenti.

I ricercatori di Chorus, specializzati in ecologia acustica e nell’utilizzo dei paesaggi sonori per lo sviluppo di indici di qualità di habitat marini, hanno posizionato degli idrofoni nei pressi di Punta Mesco, nell’Area marina protetta delle Cinque Terre, al fine di monitorare tutte le caratteristiche acustiche ambientali subacquee e ascoltare le voci delle creature acquatiche, spiando dalla fessura della porta principale.

L’obettivo di questo progetto è quello di analizzare per la prima volta gli effetti dell’inquinamento acustico sottomarino sulle foreste di gorgonia, che nel Mediterraneo svolgono un’importante funzione ecologica non del tutto conosciuta.

Grazie agli  idrofoni posizionati sui fondali dell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre, oggi siamo in grado di valutare lo stato di salute della biodiversità del nostro mare diventando laboratorio privilegiato della ricerca scientifica applicata alla bioacustica marina” – ha dichiarato Donatella Bianchi, presidente dell’Amp Cinque Terre – “Il mare non è il mondo del silenzio, come qualcuno potrebbe pensare,  ma un ambiente ricco di suoni di varia natura. Il loro studio porterà a nuove importanti rivelazioni nella lettura dei paesaggi sottomarini“.

L’appuntamento serale dei delfini

Grazie a questo monitoraggio, gli studiosi hanno fatto una fantastica scoperta: un gruppo di delfini, probabilmente “residenti” nell’area marina di Punta Mesco, si dà appuntamento tutte le sere, allo stesso orario, per “chiacchierare”.

Ma non solo: durante il giorno gli idrofoni hanno captato dei fischi di richiamo, che probabilmente i delfini utilizzano per comunicare.

Insomma, la vita sociale di questi meravigliosi cetacei è molto attiva e per loro i suoni rappresentano degli indispensabili strumenti comunicativi: i delfini, infatti, utilizzano il suono per orientarsi, per cacciare e per interagire.

Ascoltare per capire

Forse, da un punto di vista scientifico, – ha spiegato Lucia Di Iorio, ricercatrice dell’Istituto Chorus  – è prematuro collegare l’assenza di attività umana di questo periodo con  questi molteplici avvistamenti acustici, sempre molto regolari ,che non indicano semplici sporadici passaggi ma quasi abitudini consolidate. Contrariamente a quanto successo negli ultimi anni in cui gli avvistamenti dei delfini nelle vicinanze della costa stati sempre piu’ rari, in questo periodo, ci sono avvistamenti continui. Continueremo con questi ascolti e, nel corso dell’estate, andremo avanti con gli studi. Siamo curiosi di constatare se i magnifici paesaggi sonori del Parco delle Cinque Terre subiranno un graduale cambiamento al pari della lenta ripresa delle attività “.

La Presidente del Parco Donatella Bianchi conclude affermando che:

Questa iniziativa rappresenta l’inizio di un percorso virtuoso che mira ad approfondire le attenzioni verso l’ecosistema marino, con lo scopo di vedere e comprendere la vita sottomarina attraverso i suoni che la caratterizzano: uno sforzo di sensibilizzazione ambientale che ci entusiasma e spinge ad apprezzare una realtà fatta di echi tra foreste subacquee, di canti, di socializzazioni e di richiami amorosi dei mammiferi e pesci residenti dell’AMP, nei periodi di cambio di livrea“.

Seppur curiosi di comprendere i comportamenti delle creature che vivono su questa Terra e desiderosi di studiare la natura e il suo fascino, non saremo mai in grado si svelare completamente il mistero della vita.

Leggi anche:
Scienza: animali cooperativi, altruisti e dotati di senso morale
Le emozioni sono universali: la foto dei due pinguini “vedovi” che si abbracciano diventa virale
Un’immagine idilliaca: decine di cervi riposano tra i ciliegi in fiore in Giappone

Categorie: Altri blog

Dove sono focolai e zone rosse in Italia

People For Planet - Ven, 06/26/2020 - 15:30

Piccoli e grandi focolai riaccendono la paura in Italia. “Non dobbiamo abbassare la guardia”, è il modito della fondazione Gimbe che, aggiornati ad oggi, ha diffuso i seguenti nuovi casi.

Mondragone (Caserta): 49 positivi, l’aerea è zona rossa da lunedì scorso

Bologna: 64 positivi tra operai dell’azienda di consegne Brt e i loro familiari. L’azienda è tutt’ora attiva

Roma: Nessun nuovo caso al San Raffaele Pisana. In un istituto religioso invece sono emersi 4 nuovi positivi

Palmi (Reggio Calabria): 8 positivi e zona rossa per i quartieri Pietrenere-Tonnara-Scinà

Montecchio (Reggio Emilia): 7 positivi in due famiglie

Bolzano: 11 positivi in un focolaio familiare

Como: 7 positivi in una casa d’accoglienza

Province di Prato e Pistoia: 19 positivi

Porto Empedocle (Agrigento): 28 migranti positivi dalla nave Sea Watch

Alessandria: 13 positivi in una casa di riposo

Leggi anche:
Covid, il diritto alla salute non è per tutti. Focolai a Mondragone e Bologna, positivi braccianti stranieri e operai
Covid-19, approvato primo farmaco dall’agenzia europea: è il remdesivir
Lombardia, Commissione d’inchiesta ferma, manca il presidente: “Molto da nascondere”

Categorie: Altri blog

Adotta un’area verde!

Gela Le Radici del Futuro - Ven, 06/26/2020 - 15:24

Non tutti sanno che dallo scorso 24 febbraio è entrata in vigore una delibera del Consiglio comunale che permette ai cittadini di adoperarsi per la tutela del verde pubblico. Attraverso il sito del Comune di Gela è possibile candidarsi per l’adozione di aree verdi, parchi gioco e fontane pubbliche. Tramite una convenzione rinnovabile, per i prossimi tre anni i cittadini avranno la possibilità di contribuire alla cura degli arredi urbani, alla loro tutela e alla loro valorizzazione.

Un’opportunità che era stata quasi dimenticata, complici i mesi di lockdown a causa della pandemia Covid-19 che non ha permesso ai gelesi di dedicarsi in prima persona alla salvaguardia ambientale.  Proprio per questa ragione, in questi giorni il sindaco Lucio Greco e l’assessore all’ambiente Grazia Robilatte sono intervenuti per ricordare la presenza di tale iniziativa, già avviata in altre realtà.

“Questa è un’occasione da cogliere al volo, se si hanno a cuore le sorti della propria città, – affermano il sindaco e l’assessore – e invitiamo tutti ( commercianti e imprese in primis, ma anche associazioni, circoli, comitati, organizzazioni di volontariato, parrocchie ed enti religiosi, soggetti giuridici e scuole) a dare la propria disponibilità. “ In tal modo, si spera di limitare o evitare del tutto i danni dovuti ad eventuali atti vandalici e lassismo.

Secondo la visione dell’Amministrazione, oltre a stimolare il senso di appartenenza, ciò creerebbe percorsi di cittadinanza attiva come occasioni d’aggregazione sociale che favoriscono i rapporti interpersonali e la conoscenza dell’ambiente urbano.

L'articolo Adotta un’area verde! proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

Covid-19, Iss: “A dicembre il centro del contagio era Bologna”

People For Planet - Ven, 06/26/2020 - 15:00

Nelle acque di scarico italiane il coronavirus era presente prima che in Cina venissero notificati i primi casi, ma tra le città analizzate quella con la maggiore presenza era Bologna. Lo anticipa a Fanpage Marcello Iaconelli, virologo dell’ISS, l’Istituto Superiore di Sanità. I dati dell’indagine retrospettiva sono in fase di pubblicazione e non ancora del tutto disponibili. Riguardano alcune città del Nord Italia e ci dicono che il virus era presente molto prima di quel che credessimo. Ma ciò che colpisce maggiormente è che a Bologna i residui rilevati sono stati maggiori che a Milano o Torino.

L’analisi ha trovato tracce genomiche del virus nei campioni prelevati a Milano e Torino il 18 dicembre 2019 e poi a Bologna il 29 gennaio 2020. In queste stesse città sono state trovate positività anche nei mesi successivi, mentre i campioni di ottobre e novembre 2019 hanno dato esito negativo.

Uno sguardo al passato ma anche un aiuto per il futuro

Lo studio ha scelto queste tre città perché riconducibili alle aree più colpite, fermo restando che non esistevano campioni di zone dei primi focolai quali Codogno o Bergamo. Dopo la pandemia, l’Istituto ha intensificato e allargato il campionamento, e quindi in futuro anche questo strumento sarà prezioso per capire l’andamento e quindi il comportamento di questo virus, seguendo il trend evolutivo del suo contagio. Queste analisi più frequenti e approfondite daranno vita a un sistema di allerta precoce – gestito dall’Iss in collaborazione con le Arpa regionali – e saranno utili anche per la prevenzione diretta: le analisi dei reflui forniscono un rapporto di ciò che circola nella popolazione, compresi gli asintomatici. In questo modo si potrà prevedere la nascita di eventuali nuovi focolai. Saremo in grado in questo modo di monitorare il trend epidemico attraverso l’ambiente e, soprattutto, di individuare la presenza del patogeno prima delle notifiche di carattere clinico, consentendo così alle autorità politiche e sanitarie di adottare misure preventive.

Bologna, a sorpresa, aveva concentrazioni di virus più alte

“Dai dati delle tre città che abbiamo analizzato nel periodo pre-epidemico, Bologna ha avuto un carico virale molto più elevato rispetto alla media delle altre due città nel campione di gennaio. Ci riferiamo però a prelievi che hanno una cadenza differente rispetto a Milano, dove abbiamo una frequenza maggiore. C’è poi un discorso relativo ai depuratori, che sono di taglie diverse, e questo ha un effetto sull’interpretazione dei dati finali. Se, ad esempio, un focolaio si verifica in un’area coperta da un impianto di piccole dimensioni, i positivi potrebbero essere sovrastimati rispetto alle zone con impianti più grandi, come quelli di Milano e Torino che hanno una potenzialità rispettivamente di due milioni e un milione e mezzo di abitanti”, ha specificato l’esperto a Fanpage.

Tante le variabili da capire

L’analisi è più complicata di quel che sembra. È infatti necessario tenere presente fattori quali le piogge, che se forti possono diluire anche significativamente le acque fognarie. Comunque, come evidenziato anche da un analogo studio condotto ad esempio in Francia, all’aumento dei casi clinici corrisponde sempre un aumento della presenza del virus nelle fogne.

Perché si raccolgono i campioni delle acque reflue

Le analisi delle acque reflue fanno normalmente parte delle indagini sanitarie in ogni paese, per rilevare ad esempio la presenza di patogeni vari, virus enterici come quelli che generano le gastroenteriti. Per questo campioni vengono conservati dall’Iss a prescindere dallo scoppio di una pandemia, e che arriva indietro nel tempo fino addirittura al 2011.

Leggi anche:
Covid-19, a Milano e Torino il virus presente già a dicembre Fase3, ecco cosa succede se compri un biglietto aereo Covid-19, OMS: il tampone non serve più per dirsi guariti

Categorie: Altri blog

Covid, il diritto alla salute non è per tutti. Focolai a Mondragone e Bologna, positivi braccianti stranieri e operai

People For Planet - Ven, 06/26/2020 - 12:00

A Mondragone, un focolaio dell’epidemia concentrato in cinque edifici popolari abitati dalla comunità dei braccianti stranieri, fa esplodere la tensione con i residenti.
Da un lato ci sono loro, gli immigrati bulgari che vivono nei Palazzi Cirio, dichiarati zona rossa il 22 giugno, quando una donna viene trovata positiva ai test. A catena, si scoprono altri 49 positivi sui circa 700 che vivono nei casermoni e scatta la quarantena fino al 30 giugno. Decine di persone vengono portate via per le cure o per essere isolate. Ma l’obbligo di restare chiusi nel proprio domicilio viene violato più volte e i residenti iniziano a storcere il naso, soprattutto dopo alcune “passeggiate” di protesta.
Dall’altro lato, ci sono proprio loro, i cittadini “normali” di Mondragone. In circa 200 si danno appuntamento davanti ai Palazzi dopo la notizia delle fughe notturne dei bulgari in quarantena. La tensione è altissima, volano sedie dai balconi di quegli immigrati che sono a Mondragone per lavorare nei campi, spesso in condizioni estreme di caporalato, di fatto ghettizzati nei palazzoni della periferia.

Il linguaggio del populismo li vuole immigrati, per lo più irregolari, occupanti abusivi di appartamenti, gente che vive nell’illegalità e, per giunta, se ne infischia delle regole della quarantena. Se è vero che le case sono state occupate illegalmente e che le regole sono state violate, è vero anche che quei braccianti protestano e violano quelle regole perché vogliono continuare a lavorare per vivere. Chiedono che chi risulta negativo ai test torni a lavorare.
Il sindaco Virgilio Pacifico, nelle prime ore di protesta, parla di loro come di «50 cittadini stranieri che, violando il cordone sanitario, hanno creato paura nella cittadinanza».

Le tensioni accumulate a Mondragone da decenni sono esplose ieri.

Ognuno sfoga le proprie. Sotto ai Palazzi, in strada, le auto con targa straniera vengono prese di mira, in pochi minuti diventa una battaglia tra gli italiani e quegli stranieri che «si sentono padroni della città». Viene occupata anche la statale Domiziana.
Il presidente della Regione Vincenzo De Luca chiede l’invio dell’esercito. I militari arrivano quando a Mondragone si fa sera. De Luca punta il dito dritto contro la comunità bulgara, da anni accusata dai cittadini di vivere ai margini della legalità. I motivi non sembra chiederseli nessuno, nessuno si scaglia contro il caporalato e gli sfruttatori. Nulla sembra importare nei momenti più caldi.
Il sindaco prova a gettare acqua sul fuoco: «Il problema sociale è forte ma non è questo il momento di acuire lo scontro con la comunità bulgara», dice, quando ormai è tardi.

La paura, unita alla stanchezza di fronte a decenni di abbandono, ha scatenato una rivolta prevedibile. I cittadini di Mondragone hanno paura del virus, della crisi e di chi non rispetta le regole, ma non dello straniero in sé come i populisti narrano, nella loro opera di semplificazione che poco ha a che vedere con la realtà. La guerra allo straniero nasconde la paura per un territorio che questo focolaio potrebbe mettere in ginocchio proprio nel momento della ripresa. I turisti cancelleranno le prenotazioni, anche loro per paura del Covid e, ora, di quel focolaio ai Palazzi Cirio.

Scrive Roberto Saviano:

«Le pandemie radicalizzano le contraddizioni esistenti, non le generano. I lavoratori bulgari contagiati a Mondragone vivono in palazzine occupate abusivamente e sono parte di quella infinita manodopera che lavora nelle campagne meridionali senza diritti, spesso senza contratti, senza nessuna sicurezza. E quando viene tolta la sicurezza del diritto e della salute a una parte della comunità, nessuno è al sicuro».

Il populismo tenta di contrapporre italiani e stranieri, i fatti ci dicono che quei bulgari sono ai margini della società, in condizioni arcinote e volutamente ignorate dalle istituzioni per decenni. Sono le vittime della prassi, di un’Italia che a lungo ha contato sullo sfruttamento della manodopera straniera, sottopagata, nei campi e che oggi sembra stupirsene pur continuando a mangiare i “pomodori del caporalato” a pranzo e cena. Dall’altra parte, cittadini come quelli di Mondragone scaricano paura e tensione in una protesta contro lo straniero che in realtà è il frutto marcio della mala gestione della pandemia sul piano dei diritti.

Emerge il problema sociale della pandemia in tutte le sue sfumature. Più volte è stato ribadito che il Covid è un virus democratico, che non distingue tra ricchi e poveri e non conosce confini territoriali. Quasi come se fosse la manna per riformare una società globalizzata che ha cancellato una serie di diritti fondamentali. Ma democratico, invece, non è.
Lo smart working non è una gioia per tutti; il lockdown in un monolocale non è come il lockdown in una villa con piscina; l’epidemia nei Paesi poveri non è come l’epidemia nei Paesi in cui il sistema sanitario regge e tutti i cittadini hanno accesso alle cure. E allora c’è anche chi, senza tanto clamore, ha dovuto continuare a lavorare senza poter troppo reclamare il proprio diritto alla salute.

«Abbiamo creduto si fosse scelto l’approccio etico, ma poi abbiamo scoperto che laddove c’erano maggiori contagi, le aziende per sopravvivere non avevano mai smesso di produrre. Ora sta emergendo una nuova verità, una verità che molti avevano previsto: dove non ci sono diritti il virus si propaga e travolge tutto. I lavoratori stranieri contagiati nel mattatoio Tönnies in Germania che vivono ai limiti dell’umana sopportazione, i braccianti stranieri che lavorano in Italia nelle terre del Nord, del Centro e del Sud trattati come schiavi, sono la testimonianza che abbiamo venduto l’anima al profitto», scrive ancora Saviano.

Pensiamo allora agli abitanti di Mondragone, a tutti gli abitanti. E protestiamo con loro. Protestiamo per i loro diritti, da quello ad un lavoro onesto e remunerato in modo equo a quello alla salute, che al lavoro regolare è strettamente connesso. E riflettiamo sui luoghi in cui si stanno concentrando i nuovi focolai: scuole, miniere di carbone e siti di produzione alimentare, secondo le dichiarazioni dell’Oms.
Aggiungiamo il secondo caso italiano che fa notizia in queste ore: il focolaio alla Bartolini di Bologna.
Le ricostruzioni divergono. Le note ufficiali dicono che l’Ausl avrebbe riscontrato – durante un sopralluogo a sorpresa – che non tutti indossavano le mascherine, che non sempre venivano rispettate le regole sul distanziamento e che i locali non erano sanificati a dovere.
Su Si Cobas il racconto è diverso: dopo uno sciopero l’azienda avrebbe chiuso il turno con meno lavoratori e lasciato aperto quello con più presenze. L’Asl sarebbe stata chiamata dai lavoratori stessi, spinti dalla paura del contagio. Una chiamata avvenuta dopo altre chiamate, senza esito, verso Polizia e Carabinieri, mai intervenuti a loro tutela.

Potrebbe interessarti anche:
Aboubakar Soumahoro fa lo sciopero della fame, Salvini mangia ciliegie
Covid-19, in Germania focolai nei mattatoi
Lavoro e neogenitori, 51 mila dimissioni nel 2019. In 7 casi su 10 lasciano le donne

Categorie: Altri blog