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Covid-19: il “caso” Covid Hotel

People For Planet - Lun, 11/16/2020 - 18:00

Se ne parla da tempo dei Covid Hotel, una esigenza  segnalata e sollecitata anche da noi a marzo (Coronavirus: potrebbe servire requisire cliniche private e alberghi vuoti?)

I “Covid Hotel”, alberghi dove ospitare persone affette da coronavirus per le quali non è necessaria l’ospedalizzazione e che non hanno modo di stare a casa in isolamento dagli altri. Persone che se lasciate alla loro impossibilità di isolarsi rischiano seriamente di infettare chi li circonda.

Massimo Galli: “problema da affrontare e risolvere”

Lo ha detto anche di recente l’infettivologo Massimo Galli dell’ospedale Sacco di Milano : “Con questi numeri il problema di dove mettere i dimessi ancora contagiosi deve essere affrontato e risolto una volta per tutte”

Su questo tema purtroppo si è fatto poco così la pressione dei pazienti meno gravi su pronti soccorso e ospedali è altissima, a volte quelli gravi non trovano posto e quelli che non lo erano lo diventano. Ma vediamo come è andate finora.

Aprile: 43.000 posti letto, ma sulla carta

Ad aprile, come anche noi avevamo sollecitato da marzo, la Protezione Civile e i prefetti erano stati incaricati dal governo di reperire le disponibilità di alberghi in ogni regione e requisirli, se necessario. 

Nel giro di poche settimane, sulla carta, era emersa una capacità di 43.000 posti letto ma quelli effettivamente occupati furono allora solo 4.000

Luglio: le regioni “possono” ma non “devono”

Poi il decreto legge 34 di luglio ha conferito alle regioni la possibilità di stipulare contratti di locazione con strutture alberghiere in convenzione fino al 31 dicembre. Le regioni “possono” ma non “devono” secondo il decreto, un’altra pecca del sistema che provoca lo scaricabarile tra i livelli centrali e periferici cui assistiamo quotidianamente.

Del resto le regioni hanno ricevuto oltre 5 miliardi per l’emergenza, ma quei fondi sono ancora da spendere e il governo centrale non chiede loro il conto di questo.

Novembre: Boccia incarica Arcuri

Infine la settimana scorsa il  ministro Francesco Boccia ha dato incarico al commissario Domenico Arcuri di “attivarsi immediatamente, d’accordo con le Regioni e i Comuni, per mettere a disposizione il più alto numero possibile di Covid Hotel che serviranno a ridurre la pressione sui reparti ospedalieri e a curare i contagiati senza sintomi gravi che hanno difficoltà a restare in isolamento domiciliare

Prefetti, regioni e commissario…

Riassumendo: ad aprile dovevano pensarci  protezione civile e prefetti, a luglio le regioni, adesso il commissario straordinario…

I Covid Hotel non sono nei 21 parametri

E’ anche da dire che nella definizione dei 21 parametri per identificare le zone rosse ci si è dimenticati dei Covid Hotel né si ha notizia di un impiego dei tanti immobili vuoti del demanio.

La situazione in alcune regioni

Ovviamente non tutte le realtà regionali hanno gli stessi numeri di camere disponibili, c’è anche chi se la sta cavando meglio di altri.

Vediamo alcuni dati sui posti letto pubblicati da Il Fatto Quotidiano per alcune aree.

  • Lombardia (Milano e Bergamo): 224
  • Lazio: 1.129
  • Piemonte: 1.000
  • Marche: 627
  • Toscana: 960
  • Umbria: 75
  • Campania (Napoli): 200
  • Liguria: 0 (la regione ha scelto convenzioni con cliniche private)
La testimonianza della titolare di un albergo convenzionato

Antonella De Gregorio, titolare di una delle strutture interessate nella zona di Roma, ha spiegato al quotidiano Il Domani che la Regione Lazio paga 30 euro per camera occupata. “Aiuta a pagare i conti e il personale”, dice. Questo contributo è tutt’altro che trascurabile in questi giorni, soprattutto perché la regione si è impegnata a “occupare” il 50% delle stanze della struttura affinché l’accordo risulti vantaggioso per entrambe le parti.

In questo modo le receptionist dell’hotel, dice Antonella De Gregorio, hanno potuto continuare a lavorare (e percepire uno stipendio). 

Foto: Bruno van der Kraan

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Vaccino Usa: “Impressionante” successo per il Maderna

People For Planet - Lun, 11/16/2020 - 17:00

“Sarei stato soddisfatto di un’efficacia al 75%. Arrivare al 94,5% è davvero impressionate”: il vaccino anti-covid Moderna sorprende Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Disease, ente degli statunitensi National Institutes of Health (Nih), e capo della task-force anti-Covid in Usa. Fauci ha parlato al ‘New York Times’ commentato i risultati preliminari dell’azienda sulla fase 3 del suo vaccino, annunciati da Moderna in un comunicato stampa.

Pfizer, altra big in corsa, la scorsa settimana aveva parlato di un’efficacia al 90%. I dati sono in entrambi i casi preliminari, e gli studi sono tuttora in corso. Al momento giusto, i dati definitivi arriveranno da riviste scientifiche peer-reviewed, ovvero valutati anche da esperti esterni e privi di conflitti di interesse.
Restano comunque due ottime notizie che allentano i timori sulla pandemia in corso.

Stando ai National Institutes of Health (Nih) statunitensi, che supervisionano lo studio di fase 3 su mRna-1273: “Questa revisione ad interim dei dati suggerisce che il vaccino è sicuro ed efficace nel prevenire Covid-19 sintomatico negli adulti”. L’analisi ha compreso 95 casi di covid-19 sintomatico tra volontari e “il vaccino si è mostrato sicuro e ben tollerato, con un tasso di efficacia del 94,5%. I risultati sono statisticamente significativi, il che significa che probabilmente non sono dovuti al caso”, sottolineano i Nih.

Nel dettaglio, 90 casi si sono verificati nel gruppo placebo e 5 nel gruppo vaccinato. Ci sono stati finora 11 casi di Covid-19 grave su 95 totali, tutti nel gruppo sotto placebo. Oltre 30.000 partecipanti in 100 centri clinici sono stati coinvolti nel trial.

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Sesso tantrico, una boiata pazzesca!

People For Planet - Lun, 11/16/2020 - 15:00

Una tecnica teorica e pratica che, nata in India, è molto lontano dalla nostra concezione occidentale.

Con Jacopo Fo scopriamo più da vicino come funziona e quali sono anche le problematiche legate alla sua messa in atto!

Jacopo Fo

Sono aperte le iscrizioni al Corso Online Lo zen e l’arte di fare l’amoreScopri il programma e come partecipare.

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Il geniale spot del governo tedesco contro il Covid 19

People For Planet - Lun, 11/16/2020 - 11:00
Il Sole 24 ORE

Uno spot volto a sensibilizzare e sdrammatizzare circa la drammatica situazione che stiamo vivendo in questo 2020. E così, la Germania, promuove una campagna del tutto originale, che parla soprattutto ai più giovani, per sottolineare ancora una volta i comportamenti da tenere per fronteggiare l’epidemia da coronavirus e combattere i contagi da Covid 19.

Un video subito efficace e virale.

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Come preparare la Lisciva, il sapone con la cenere

People For Planet - Lun, 11/16/2020 - 10:00

Dal canale YouTube I video di Claus ecco come autoprodurre in casa un fantastico detersivo da bucato, per pavimenti e piatti. Un rimedio naturale utilizzato a lungo in antichità. Cosa serve per fare il sapone della nonna:

  • 1kg di cenere di sola legna (no pellet, carta o cartone);
  • 5 lt di acqua;
  • Pentola capiente;
  • Bilancia;
  • Colino, canovaccio, guanti e mascherina;
I video di Claus

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Chi ha l’artrosi non può fare attività fisica: falso. Ecco tre fake news sullo sport

People For Planet - Lun, 11/16/2020 - 08:00

Se si soffre di artrosi è meglio non fare attività fisica. Più si suda, più si dimagrisce. Se lo sport non lascia strascichi dolorosi a livello muscolare, vuol dire che l’attività non è stata efficace. Chi non ha mai sentito fare almeno una di queste affermazioni? Sebbene siano infatti in molti a ritenerle esatte, non sono altro che alcuni dei tanti falsi miti riguardanti l’attività fisica. E che l’Istituto superiore di sanità (Iss), l’organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale che sotto la vigilanza del ministero della Salute svolge funzioni di ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, documentazione e formazione in materia di salute pubblica, ha raccolto e smentito.

1. Se si soffre di artrosi è meglio non fare attività fisica.

Falso. Al contrario, l’esercizio fisico nelle persone affette da artrosi migliora il decorso della patologia, la motilità articolare e, di conseguenza, la qualità della vita. L’attività più indicata è quella aerobica a intensità lieve-moderata come il nuoto, l’acquagym o la bicicletta, che riduce il carico sulle articolazioni. Molto utili sono anche le discipline volte al rinforzo della muscolatura in prossimità delle articolazioni (ginnastica dolce, pilates, stretching o yoga). «Erroneamente – si legge sul sito dell’Iss – si pensa che le persone affette da artrosi debbano utilizzare le articolazioni colpite il meno possibile. Il rischio, in tal caso, è che si crei un circolo vizioso tra patologia artrosica e sedentarietà, con due conseguenze principali: 1) un peggioramento della patologia, e 2) un aumento del rischio di sviluppare altri problemi, come quelli cardiovascolari».

2. L’esercizio fisico è efficace solo se doloroso.

Falso. Il dolore è anzi un segnale con cui il corpo ci indica che si sta lavorando male oppure che si sta facendo uno sforzo eccessivo per le proprie possibilità. Come si legge sul sito dell’Iss, il dolore è quindi un segnale d’allarme e non di efficacia. Chi pratica attività fisica regolare lo sa: si possono tranquillamente svolgere esercizi anche molto intensi senza avvertire alcun dolore. «Possibili cause del dolore avvertito durante l’allenamento sono contratture, stiramenti o strappi. Questi eventi si verificano quando il muscolo viene sollecitato in maniera eccessiva o in caso di movimenti bruschi e violenti, soprattutto in persone non allenate. In questi casi è importante smettere l’allenamento e far riposare il muscolo per evitare un peggioramento della situazione. Eseguire un riscaldamento prima dell’allenamento con esercizi di allungamento muscolare, sia prima che dopo l’attività fisica, sono utili per prevenire questi eventi dolorosi».

3. Più sudo, più dimagrisco.

È falsa anche questa affermazione. Molte persone sono convinte che sudando si perda peso. «Da qui la frequenza di sauna e bagno turco, l’utilizzo di felpe o indumenti vari di materiale plastico durante l’allenamento, la pratica di attività fisica intensa nel tentativo di sudare tanto! In realtà attraverso il sudore perdiamo solo liquidi e sali minerali e non è possibile perdere grasso, come molti credono, poiché il sudore non lo contiene», si legge sul sito dell’Iss. Quando si suda la perdita di peso è quindi data esclusivamente dalla perdita di liquidi, e non dalla diminuzione dell’adipe accumulato.

Per conoscere le altre fake news sull’attività fisica smentite dall’Iss, clicca qui

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Il caso della sanità calabrese resta in sospeso | Abruzzo verso il lockdown | C’è già l’incubo “terza ondata”

People For Planet - Lun, 11/16/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Trump e la vittoria di Biden: «Voto truccato, non concedo nulla». E Twitter lo censura;

Il Giornale: C’è già l’incubo “terza ondata”. Ecco che cosa può succedere;

Il Manifesto: Covid, lieve frenata. Il governo discute le regole per il Natale;

Il Mattino:  Austria, il Paese dove il virus corre di più al mondo: «Test di massa e lockdown»;

Il Messaggero: Vaccino Pfizer, il creatore: «Normalità dall’inverno 2022» Due cure entro dicembre;

Ilsole24ore: La Cina firma con 14 Paesi il più grande patto commerciale del pianeta. Ci sono Corea e Giappone;

Il Fatto Quotidiano: Il caso della sanità calabrese resta in sospeso. Strada: “Ci sono se c’è vero cambiamento”. Zuccatelli e le mascherine: nuovo scivolone;

La Repubblica: Di Maio: “M5S si faccia valere di più al governo”. Di Battista: “Mettere nero su bianco che non cambia il doppio mandato”;

Leggo: Abruzzo verso il lockdown: chiuse tutte le scuole e i centri commerciali Basilicata, scuole chiuse fino al 2 dicembre;

Tgcom24: Istituto dei Tumori di Milano: “Il Covid era in Italia già da settembre 2019” | Anticorpi in decine di pazienti;

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In Belgio arriva il “compagno di coccole” per combattere la solitudine da quarantena

People For Planet - Dom, 11/15/2020 - 16:45

Mentre in Italia si discute sulle misure da adottare per vivere un Natale in sicurezza e senza lockdown, il Belgio  istituisce il “compagno di coccole” per resistere alla solitudine da quarantena.

Una soluzione per combattere la solitudine

Il “compagno di coccole”, in belga “knuffelcontact”, è stato istituito dal governo del Belgio in occasione del nuovo lockdwon, che durerà fino al 13 dicembre.

Vogliamo un confinamento, non un isolamento”, ha dichiarato il premier Alexander De Croo, quando ha annunciato le nuove restrizioni anti-Covid.

Il “compagno di coccole”, quindi, rappresenta una soluzione efficace per combattere la solitudine da quarantena: ogni cittadino potrà averne uno, chi vive da solo, invece, potrà averne diritto a due. Bisognerà comunque fare attenzione a limitare i contatti fisici, seguendo regole precise.

Come si legge sul sito del governo belga, “ogni membro della famiglia ha diritto a un compagno di coccole. Le famiglie possono invitarne a casa uno alla volta. Quando il compagno di coccole è presente non si possono ricevere ulteriori visite”. Chi vive da solo, invece, ha diritto a due “knufflecontact”, ma può ospitare un compagno di coccole alla volta.

L’obiettivo del “knuffelcontact”

Nonostante i mesi di lockdown ci abbiano fatto comprendere che l’essere umano ha un fortissimo spirito di adattamento, l’isolamento forzato è una condizione non naturale e può comportare l’insorgere di disagi psicologici e fisici.

Per questo motivo, il governo del Belgio, di fronte a un secondo lockdwon imposto per far rallentare la curva dei contagi, ha preso una decisione per stare vicino ai propri cittadini e combattere la depressione da solitudine.

Misure anti-solitudine in Europa

Il Belgio non è il primo Paese europeo ad adottare una misura per combattere la solitudine.

Durante la scorsa quarantena, in Olanda si parlava di “seksbuddy”, un compagno di letto pensato per allietare le serate di chi era stato costretto a trascorrere (da solo) mesi di isolamento forzato.

Nel Regno Unito, invece, subito dopo la fase delle chiusure più restrittive, è stata introdotta la “support bubble”, bolla di sostegno, che permetteva a una persona che viveva da sola di incontrarne un’altra non convivente sotto lo stesso tetto.

In Italia, invece, proprio in queste ore, si sta discutendo sulle misure da adottare per permettere alla popolazione di vivere un Natale in sicurezza, circondati dall’affetto dei congiunti più stretti.

Come andrà a finire?

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L’attività cerebrale del salmone morto (VIDEO)

People For Planet - Dom, 11/15/2020 - 16:00

Nel video di Mattia Mariuccini l’intervista tra Jacopo Fo e il Dr. Fanò-Illic
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Nel 2012 Craig Bennett, psicologo dell’Università della California, Santa Barbara, e colleghi vincono il Premio “Ig-Nobel” in Neuroscienze per uno studio sulle attività cerebrali di un salmone morto rilevate tramite una Risonanza Magnetica Funzionale (fMRI).

Ai salmoni sono state sottoposte fotografie di esseri umani in situazioni ad alto tasso emotivo e la risonanza ha rivelato risposte diverse dell’attività cerebrale con il variare delle foto.

Miracolo? No, un falso positivo, dovuto alla calibrazione degli strumenti e ai “rumori di fondo”

Ne abbiamo parlato ad Alcatraz con il dr. Giorgio Fanò-Illic, amico di vecchia data ma soprattutto esperto di Neuroscienze, che ci ha spiegato: “In ultima istanza il lavoro di Bennet e colleghi non è frutto di un delirio dovuto al caldo e/o all’assunzione di particolari “filtri” neurotrofici da parte degli sperimentatori. I risultati ottenuti sono la conseguenza del fatto che la fMRI e altre tecniche di analisi di Imaging cerebrale hanno la stessa potenzialità, grazie a software sempre più sofisticati, spesso non accompagnati da una analisi statistica rigorosa, dei programmi di elaborazione del contrasto in fotografia come Photoshop.”

Aggiunge ancora il Dr. Fanò-Illic: “Dalla scansione sembrava che il salmone morto stesse pensando alle immagini che i ricercatori gli avevano appena mostrato! E qui nasce l’equivoco per cui il grido di allarme lanciato dal ricercatore, sulla possibilità di falsi positivi in analisi del genere (che sembra si aggirasse intorno al 30 40% nel 2010), è stato completamente oscurato dalle simpatiche modalità utilizzate per l’experimentum crucis.”

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Come comprare un kalashnikov in 48 ore nei Balcani

People For Planet - Dom, 11/15/2020 - 12:00

Cinque anni fa un gruppo terroristico armato di fucili kalashnikov uccise 130 persone inermi in un attacco a Parigi, passato alla storia come la strage del Bataclan, dal nome del locale dove furono uccise la maggioranza delle persone.

I paesi dei Balcani occidentali sono al centro del traffico che ha fornito le armi per gli attacchi di Parigi del 2015, si possono acquistare kalashnikov a prezzi ridicoli sul mercato nero

Per provarlo, un giornalista del giornale croato Jutarnji List (in italiano, Giornale del mattino),  Mario Pusic, ha provato ad acquistarne uno. Quella che segue è la traduzione del racconto della sua esperienza come l’ha raccontata sul suogiornale.

“Puoi prendere un kalashnikov?”

“Puoi prendere un kalashnikov?” mi chiede il mio editore.

“Non lo so, non ne ho mai avuto bisogno, ma possiamo provarci “, ho scherzato.

Era un tardo pomeriggio di martedì, tre giorni dopo che il fuoco dei kalashnikov aveva ucciso tre persone nelle strade di Spalato. 

Il venerdì una versione serba dell’AK-47 era nel bagagliaio della mia macchina.

Ora vi racconto come è andata.

100 milioni di kalashnikov nel mercato clandestino

Si stima che 100 milioni di kalashnikov di tipo AK-47 circolino sul mercato nero in tutto il mondo. L’arma prende il nome dal suo costruttore sovietico Mikhail Kalashnikov. Oltre alla Russia, è prodotto in altri 14 paesi, in diversi modelli e tipologie, a volte subendo modifiche e adattamenti, come nel caso dell’ex Jugoslavia.

Robusto, maneggevole, l’AK-47 è stato il fucile automatico più utilizzato al mondo negli ultimi settant’anni, molto apprezzato dalla guerriglia e dai gruppi terroristici in Europa. Il massacro del Bataclan, che ha ucciso 130 persone, è stato effettuato con una variante dell’AK-47 prodotta nello stabilimento Zastava in Serbia. Le munizioni utilizzate nell’attacco alla redazione di Charlie Hebdo provenivano dalla Bosnia ed Erzegovina.

Dopo lo smembramento della Jugoslavia e le guerre che ne seguirono, restano in circolazione non meno di 6 milioni di armi. Non c’è da stupirsi, quindi, che i Balcani siano ora un hub per armi automatiche illegali. Secondo alcune stime, il 17% delle armi utilizzate in Medio Oriente dai membri dello Stato Islamico proviene dai Balcani.

I serbi battono il record per il numero di fucili e pistole pro capite, circa 2,7 milioni, più della metà illegalmente. In Croazia, poco meno di un milione di persone possiede un’arma, ovvero 1 croato su 4, quindi in pratica ogni famiglia. 

Niente potrebbe essere più facile che procurarsi un’arma in questa parte d’Europa. In Serbia e Bosnia un AK-47 costa intorno ai 200 euro, in Croazia tra i 300 e i 700, mentre sul mercato internazionale quest’arma arriva al prezzo di 800 euro. Può essere ordinato anche sul dark web (versione crittografata di Internet).

Martedì pomeriggio

Ok, la decisione è presa, ci imbarchiamo in un’operazione per acquisire un AK-47, completamente illegale. 

Sono perplesso: devo contattare la comunità criminale di Karlovac o piuttosto le reti di veterani della guerra del 1991-1995? Ti metti al volante della macchina e guidi verso la vecchia linea del fronte, oppure ti siedi in un bar fumoso con i ragazzi del posto, metti una mazzetta di euro sul bancone e chiedi chi ha un AK-47 da vendere ? L’arma poi la consegnerò alla polizia, ma rischio di essere perseguito per traffico di armi?

Per cominciare, ho deciso di postare “Compro un kalashnikov” su Facebook, per valutare le reazioni. La mia casella di posta privata rimane vuota. Nessuno mi ha preso sul serio.

Mercoledì pomeriggio

A quanto pare, debbo essere più concreto e parlare direttamente con le persone che hanno “contatti”. Prendo la rubrica e compongo alcuni numeri. “Sei pazzo !” “Sei impazzito?” “Peccato, l’ho restituito nel 95 ”, mi dicono. Capisco, è più sicuro incontrare le persone da vicino. Fisso alcuni appuntamenti al bar il giorno successivo.

Giovedì

Le persone contattate non sono sorprese dalla mia richiesta: “Se solo me lo avessi chiesto la scorsa settimana”; “Vedrò, non è facile, ma …” Non viene mai data una risposta chiara. 

Nel pomeriggio incontro un uomo di cui ho sentito parlare in città. Non ha precedenti penali, non è mai stato condannato, un semplice padre di famiglia. Ha semplicemente alcune piccole cose in vendita… Il nostro caffè dura due ore. “Ho bisogno di un kalashnikov”, gli ho detto.

Finge di non aver sentito e continua a parlare di Karlovac di una volta, delle uscite degli anni ’90, di ciò che circolava sul mercato nero. Poi, esauriti i ricordi dei bei tempi, mi chiede di mettere i miei telefoni in macchina, fa altrettanto con i suoi.

“Non cercare oltre, consideralo già tuo. Lo avrai domani. Prezzo: 500 euro ”, mi ha detto freddamente senza chiedermi perché ne ho bisogno.

Sto cercando di scoprire se ha già l’arma in magazzino o se la riceverà. Mi racconta che dagli anni ’90 ha fatto seppellire 20 fucili d’assalto in un luogo segreto, ben conservato, in buone condizioni. Dopo la guerra, pensava di averne bisogno, o per una nuova guerra o per rivenderli, guadagnare dei soldi, qualunque cosa.

Venerdì mattina

Avremmo dovuto concludere l’affare intorno a mezzogiorno, ma non viene. Sono con il mio fotografo, stiamo diventando impazienti, niente telefonata, l’attesa è lunga. Sto pensando alle possibili conseguenze legali. E se la polizia ci fermasse prima che possiamo spiegare che si tratta di un’indagine sul traffico di armi?

Mezzogiorno si avvicina, nessuna notizia. All’improvviso il nostro contatto si manifesta. Spiega di non essere riuscito a dissotterrare l’arma: “Fa freddo, la terra è troppo dura, non posso scavare da solo e non voglio avere testimoni. Ma non preoccuparti, risolveremo. Lo avrai, ho un contatto ”, ci dice con voce calma.

Venerdì pomeriggio

La situazione si complica. Ci informa che uno dei suoi contatti ha fallito, ma ne ha trovato un altro. A quanto pare sta alzando la posta.

“Puoi averlo stasera, ma a 600 euro”, ha annunciato.

So che ha il kalashnikov e che sta cercando di ottenere più soldi. Fissiamo il luogo d’incontro, il distretto di Rakovac, a Karlovac. Ci verrà a prendere alle 19:00 con la sua macchina e ci riporterà nello stesso posto. Nessun telefono, nessun ritiro o cambio di appuntamento, insiste.

Venerdì sera

Aspetto in strada con il fotografo, non so se sarà possibile “filmare” l’operazione. Arriva una macchina, si ferma, entriamo, senza parlare. Sono seduto accanto all’autista, il fotografo sul sedile posteriore. Ci scambiamo banalità. Il nostro contatto è molto tranquillo, come se ci portasse a comprare una bicicletta o un saldatore. Non sappiamo dove ci stia portando, non abbiamo lasciato la città.

Si ferma davanti a una fila di garage. Prima di uscire ci chiede di lasciare i cellulari in macchina. Prende uno zaino dal baule e tira fuori una versione serba del kalach, specificando che questo modello era il più immediatamente accessibile. Monta un’estensione del lanciagranate sul fucile, quindi estrae un caricatore pieno di munizioni.

“Ma … non è un vero AK-47”, gli dico.

“E allora ? È la sua versione serba, è la stessa cosa, non incazzarti” risponde.

“Da dove viene ?” chiedo.

“Dai veterani”, risponde, senza entrare nei dettagli, armando il fucile per dimostrare che funziona, che mi vende merce senza difetti di fabbricazione.

Non potendo filmare la transazione con una telecamera nascosta, decido di dirgli che siamo giornalisti e che stiamo svolgendo un’indagine.

“Non mi interessa chi sei o cosa fai. Va bene per te?”

Gli spiego che abbiamo bisogno di immagini.

“Fai quello che vuoi, ma senza di me, capito?” dice con voce aspra.

Ci lascia fotografare l’arma nel garage. Mette in tasca i 600 euro, poi rimette il kalashnikov nella borsa e lo ripone nel bagagliaio. Ci riporta alla mia macchina. Prendo il fucile dal suo baule per metterlo nel mio. Da questo momento, desidero sbarazzarmi dell’arma il prima possibile.

Consegnare il kalashnikov alla polizia è molto semplice

Chiamo la polizia per spiegare che ho indagato sul traffico di armi e sono riuscito a comprare un fucile d’assalto, che si trova nel bagagliaio della mia macchina. Il poliziotto al telefono mi consiglia di andare alla stazione di polizia. Accompagnati da un agente, ci dirigiamo verso la nostra macchina. Prende l’arma dal portabagagli e la porta via con sé.

Restituire l’arma è stato molto semplice. Questo è l’unico modo per indurre le persone a consegnare armi illegali alle autorità. Non ho dovuto comunicare i miei dati personali, né firmare alcun documento. Agivo come un cittadino anonimo, aderendo a una procedura di interesse pubblico. La legge protegge il mio anonimato, sia che consegni una pistola o un camion pieno di armi ed esplosivi.

Foto FlannellKamerasFilm

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Docciaschiuma fai da te: la ricetta ecologica

People For Planet - Dom, 11/15/2020 - 09:00

Dal canale YouTube Elisa Nicoli, vediamo la ricetta per autoprodurre il docciaschiuma con ingredienti naturali! Lava delicatamente, lasciando la pelle morbidissima. Potenzialmente zero waste e plastic free, veloce e semplice da realizzare. Cose serve:

  • 50g amido di mais bio non OGM;
  • 30g olio bio (es. mandorla);
  • 20g bicarbonato.
Fonte: Elisa Nicoli

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Perché la Germania ha meno morti | Decreto Natale per le riaperture | Il piano per curare il Covid a casa

People For Planet - Dom, 11/15/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Perché la Germania ha meno morti. Ecco i tre «segreti» del modello Merkel;

Il Giornale: Tagliano (ancora) le pensioni: cambiano le cifre degli assegni;

Il Manifesto: Casaleggio sconfessa M5S e Stati generali;

Il Mattino: Vaccino Covid, pronta la bozza del piano de ministero: la lista di chi lo riceverà subito;

Il Messaggero: Decreto Natale per le riaperture. Orari più lunghi e ristoranti attivi;

Ilsole24ore: Prime condanne per i «furbetti» del lockdown: 2mila euro di multa per chi ha mentito su certificazione – Cosa rischia chi viola le regole;

Il Fatto Quotidiano: Austria annuncia lockdown totale, Kurz: “Non incontrate nessuno”. Francia, 32mila positivi e 359 morti;

La Repubblica: STATI UNITI – Washington invasa dai sostenitori di Trump: “Voto truccato”. E lui twitta: “Vinceremo” video;

Leggo: Scuola, il Ministero sospende la rilevazione della situazione epidemiologica;

Tgcom24: Ok al saturimetro, no all’idrossiclorochina: il piano per curare il Covid a casa;

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Al via il restauro del PalaLivatino

Gela Le Radici del Futuro - Sab, 11/14/2020 - 16:23

Un altro bene verrà, finalmente, restituito alla città. È di lunedì scorso la notizia della conclusione dell’iter per la gestione del PalaLivatino. Il palazzetto dello sport intitolato allo storico magistrato anti-mafia Rosario Livatino, inagibile da tempo, è stato affidato per  15 anni alla MEIC Services s.p.a. . L’ente in questione dovrà occuparsi, prima della stipula del contratto di locazione, dell’esecuzione dei necessari interventi di manutenzione straordinaria, ristrutturazione e recupero della struttura. I lavori richiedono un investimento di circa 250 milla euro.

L’immobile, collocato in contrada Marchitello, è stato costruito nel 2008 e dispone di una capienza di di 2000 posti a sedere. Per alcuni anni dalla sua inaugurazione, è servito a ospitare eventi sportivi di alto livello, ma anche spettacoli di musica, danza e teatro.  Purtroppo, nel corso degli anni la struttura ha subito danni al campo da gioco, ma anche negli spogliatoi e nei locali di servizio. Anche l’infermeria e l’ufficio stampa avrebbero bisogno di un ripristino.  Per questo, già nei giorni scorsi, sono partiti i lavori di pulizia e messa in sicurezza.

A gestire gli spazzi sportivi sarà lo staff di Basket School, presieduto da Salvatore Bernardo. Tra le priorità, vi sarà quella di dare la possibilità a moltissimi giovani di visitare uno spazio così promettente per fare sport e ricevere una formazione adeguata. Un’ulteriore novità riguarda l’istituzione di un “college” che vedrà la partecipazione di studenti da tutto il mondo.

L’obiettivo è fare del PalaLivatino una location per grandi eventi e manifestazioni, sportive e non solo. Un’ulteriore passo avanti per la riabilitazione di Gela, che potrà investire ulteriormente nello sport e nella cultura.

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“Diremo: io c’ero”, il corto delle studentesse gelesi sulla pandemia

Gela Le Radici del Futuro - Sab, 11/14/2020 - 16:20

Menzione d’onore al concorso “Racconti dentro e fuori. Cronache da un interno”. È questo il riconoscimento che hanno ottenuto le studentesse della IV A del liceo artistico Ettore Majorana di Gela, per il loro cortometraggio dal titolo “Diremo: io c’ero”.  Il concorso, promosso dalla Rete Nazionale dei Licei Artistici, ha avuto come oggetto la realizzazione di materiale video e fotografico sul tema dell’emergenza sanitaria.

Due minuti per raccontare le loro vite sconvolta dall’arrivo nel mondo del Coronavirus: la pandemia, poi il lockdown e infine il semplice disagio dovuto al distanziamento forzato. Il prima e dopo vengono messi a confronto: la gioia nell’abbracciarsi, le passeggiate in comitiva nei quartieri della città, per le spiagge seguite dall’isolamento domiciliare, la didattica a distanza e il doversi reinventare tra le mura domestiche.

Quando tutto potrebbe sembrare più semplice, di fatto non lo è. Alle “tipiche” problematiche di un qualsiasi studente adolescente, stavolta si aggiunge quella di un futuro prossimo incerto, e quel senso di alienazione anche durante le lezioni via webcam. Incertezze anche all’interno di casa propria, dove si fa attenzione a non toccare le maniglie delle porte. Rimane solo la speranza di tornare ad abbracciarsi, di guardare un film al cinema e a festeggiare insieme il più presto possibile.

Il liceo artistico di Gela è stato l’unico dei licei in Sicilia a essere premiato. A guidare la classe è stata la professoressa Sonia Madonia. Molto orgogliosa si è detta la Dirigente Linda Bentivegna, soddisfatta della collaborazione tra le allieve e il corpo docente.

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Come usare correttamente le tisane (Infografica)

People For Planet - Sab, 11/14/2020 - 16:00

Soprattutto nella stagione fredda riscopriamo spesso il piacere di una buona tisana, ma vanno consumate con attenzione. Leggere l’etichetta di quelle che si trovano al supermercato ci permette di evitare ingredienti che possono nuocere alla nostra salute.

Per vedere l’infografica più grande clicca qui

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3 cose che non sai che fanno impazzire un maschio

People For Planet - Sab, 11/14/2020 - 15:00

Jacopo Fo racconta alle ragazze qualcosa di sconvolgente, in grado di cambiare radicalmente le relazioni con l’altro sesso!

Jacopo Fo

Sono aperte le iscrizioni al Corso Online Lo zen e l’arte di fare l’amore! Scopri il programma e come partecipare.

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Cos’è il glutine e cos’è la celiachia?

People For Planet - Sab, 11/14/2020 - 09:00

Oggi giorno tutti ne parlano e tutti hanno un’opinione a riguardo, ma sappiamo sul serio di cosa si tratta quando parliamo di glutine?

Dal canale YouTube Te lo spiego un breve video per capire di più su questa proteina.

Fonte: Te lo spiego

Leggi anche:
Boom di carne vegetale negli Usa (sì, c’entra il Coronavirus)
L’arte di creare il pane
Kamut: sappiamo che stiamo mangiando una marca?

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I 7 migliori libri di fantascienza

People For Planet - Sab, 11/14/2020 - 07:00

   

1 – Paria dei cieli di Isaac Asimov

2 – Neanche gli dei di Isaac Asimov.

Asimov è un pazzo scatenato. Ha scritto una cinquantina di romanzi. Alla fine è riuscito a cucirli tutti assieme, una storia lunga 50 romanzi. Un caso unico. Li ho letti tutti. Coprono un arco temporale di decine di migliaia di anni dai primi robot (c’è il film di Robin William sul robot che riesce a farsi riconoscere come essere umano e pur di riuscirci accetta di morire. L’uomo Bicentenario) alla nascita e al crollo dell’Impero Galattico. Se hai un anno che non sai cosa fare è un modo delizioso per impegnarlo.
Nell’ultimo libro scopri alcuni segreti che stavano dietro gli altri. Come ci sia riuscito a collegare tutto è magico. È Asimov che inventa le 3 leggi della robotica che oggi sono alla base della ricerca sull’intelligenza artificiale: un’auto a guida autonoma si può trovare a dover decidere se far morire il passeggero o investire 5 passanti… Lui era un fisico nucleare…
Questi due romanzi sono i più riusciti e avvincenti.

3 – L’uomo in fuga di Richard Bachman (pseudonimo di Stephen King)
È stato il primo romanzo di fantascienza che ho letto. Iniziai a leggerlo e non smisi fino a quando non lo finii. Il tutto avvenne durante le 27 ore di aereo e scali per raggiungere la Cina nel 1974. Dopodiché ho letto alcune centinaia di libri di fantascienza.
Credo che sia anche l’unico non horror scritto da King.
Un uomo disperato partecipa a una gara dalla quale solo un concorrente uscirà vivo. Tema poi copiato da un corteo di scrittori. Su questa storia hanno fatto anche parecchi film. Nessuno eguaglia il romanzo.

4 – Il mondo della foresta di Ursula K. Le Guin
Sono uno dei pochi a sostenerlo ma trovo che sia indecente che il film Avatar sia copiato da questo romanzo senza che sia stato riconosciuto il merito alla Le Guin. Tra il film e il romanzo ci sono differenze di trama ma la struttura della storia, le ambientazioni e le idee di fondo sono le stesse. Nel romanzo c’è il rapporto simbiotico di questi nativi di un altro mondo che vivono su alberi immensi. Quando tornano a casa devono farsi riconoscere dall’albero sennò rischiano di essere colpiti da spine velenose che la pianta emette contro gli sconosciuti. Gli ospiti mangiano i frutti della pianta e questo li rende riconoscibili, ma prima di salire sull’albero devono mettersi in comunicazione empatica per farsi riconoscere. Ursula K. Le Guin inventa una parola che definisce questa azione: EMFOLIARE. Questa idea di un’azione mentale per entrare in sintonia l’ho trovata molto affascinante anche perché credo che tra gli esseri umani sia necessario fare qualche cosa del genere per entrare in sintonia.

5 – Il mondo del non-A di A. E. van Vogt
Un romanzo filosofico. Descrive la ribellione di un gruppo di umani contro il sistema dittatoriale Aristotelico. Si tratta di un romanzo d’azione avvincente che riesce ad indagare senza annoiare una questione filosofica fondamentale: Aristotele sbagliava! Il senso della vita non sta nella pura efficienza della cultura utilitaristica. Serve ben altro per rendere decente vivere. Noi stiamo con Platone.

6 – Venere nella conchiglia di Kilgore Trout

 

 

 

 

 

7 – Guida Galattica per Autostoppisti di Douglas Adams

 

 

 

 

Questi sono i miei preferiti, e i vostri? Se volete raccontarci quali secondo voi sono i migliori libri di fantascienza scrivetelo qui sotto nei commenti, grazie!

Vedi anche: Libri per nutrire l’anima e tonificare i muscoli

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L’Italia cambia ancora i colori | Roma, mercato nero dei tamponi | Covid, ci sarà anche una terza ondata?

People For Planet - Sab, 11/14/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Crisanti: «L’ondata dei decessi deve ancora arrivare»;

Il Giornale: Altre Regioni diventano rosse: l’Italia cambia ancora i colori;

Il Manifesto: De Luca attacca: «Governo di incompetenti». A Napoli esplode la protesta;

Il Mattino: Ambulanti e disoccupati al Plebiscito: «Zona rossa, reddito emergenza per tutti»;

Il Messaggero: Roma, mercato nero dei tamponi: «Offerte ai medici per rivenderli»;

Ilsole24ore: Legge Bilancio da 38 miliardi nel 2021 e stop contributi per 4 anni per chi assume under 35 al Sud – Scostamento di bilancio da 15-20 miliardi: servirà una doppia manovra – Tutti i contributi per tamponare la crisi;

Il Fatto Quotidiano: La telefonata tra Conte e Biden: “Fortissima volontà di collaborare nelle sfide globali”. L’intesa su sviluppo più equo e clima;

La Repubblica: Molinari: “Lì dove ci sono le donne, c’è maggiore vivacità intellettuale”;

Leggo: Covid, ci sarà anche una terza ondata? Ecco la risposta degli esperti;

Tgcom24: Atlantia, sospesi tutti i pagamenti a Castellucci | All’ex ad arrestato chiesti i rimborsi;

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