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Addomesticami, disse la volpe

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 07/09/2018 - 12:26

Invece qui si tratta di uno scoiattolo che ogni giorno, alla stessa ora, va a trovare una ragazza, Ally, che vive in Ontario. Il roditore è stato battezzato Van Gogh perché gli manca un pezzetto d’orecchio. E malgrado questo è bellissimo.
(Fonte: Repubblica)

Le cozze hanno il microchip

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 07/09/2018 - 12:25

E’ una sperimentazione del Cnr di Verbania-Pallanza sul Lago d’Orta, in Piemonte. 2000 cozze hanno un microchip incollato sul guscio per monitorare lo stato di salute del lago.
Spiega Nicoletta Riccardi, scienziata che si occupa dei mitili e del loro rapporto con l’ambiente delle acque dolci: "Le bivalve hanno la straordinaria capacità di essere depuratori naturali: in ambienti ostili, sono in grado grazie a processi biochimici di “imprigionare” acque inquinate anche da sostanze tossiche, cromo, rame, nichel, confinandole nel guscio. Ciò che oggi vogliamo fare è dare la possibilità ai mitili della specie Unio Elongatulus di diventare “guardiane” del Lago d’Orta, segnalandoci in tempo reale lo stato di salute".
La cozza salverà il mondo, sempre detto noi.
(Fonte: La Stampa)

ECOFUTURO 2018 vi aspetta!

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 07/09/2018 - 12:24

Ecofuturo non è una semplice fiera, Ecofuturo è il luogo di incontro tra chi crede in un futuro ecosostenibile. Inventori ed eco invenzioni si distinguono per innovazione e altissima sostenibilità ambientale.
L'edizione di quest'anno è dedicata alla "CIODUE: come rimetterla in equilibrio tra cielo e terra".
I protagonisti hanno tutti una cosa in comune: sono innovatori e appassionati di ecologia proiettati al futuro. Ritroviamo nomi conosciuti come quello di Davide Benedetti, presidente di Decomar, Elly Schlein, europarlamentare, Giuliano Gabbani, professore univeritario, Annalisa Corrado, ingegnere meccanico, Ettore Valzania, presidente della Cooperativa sociale “Fratelli è Possibile", Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì, Gianantonio Locatelli, fondatore del Museo della Merda.

Dal 18 al 22 luglio, a Padova, presso il Fenice Green Energy Park.

http://ecofuturo.eu/
http://ecofuturo.eu/programma/
https://www.youtube.com/watch?v=2cKGM-MC6nw

Commercial project: Poseidon

People For Planet - Lun, 07/09/2018 - 12:20

Un ragazzo di città prende un giorno libero per andare al mare, ma si dimostra troppo pigro per fare la cosa più semplice e naturale: buttare la spazzatura nel cestino. Ogni azione ha una conseguenza e quello che succede vi farà cambiare idea sui rifiuti.
POSEIDON è prodotto dall’ONG danese Plastic Change International, realizzato in diciassette settimane da un gruppo di studenti di animazione del secondo anno al The Animation Workshop.

 

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Islanda, scatta la parità di salari obbligatoria per legge

People For Planet - Lun, 07/09/2018 - 10:43

E’ scattata in Islanda la legge, la piú severa al mondo, che impone a istituzioni pubbliche e private, aziende, banche e a qualsiasi datore di lavoro con piú di 25 dipendenti di assicurare pari retribuzione alle donne a pari qualifica con gli uomini.
E Reykjavík, governata da una Grande coalizione a guida verde il cui premier è una donna, Katrin Jakobsdóttir, fa i primi bilanci.

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In autunno il varo dell’sola di plastica sul lago di Iseo

People For Planet - Lun, 07/09/2018 - 09:29

Si continua a parlare dell’isola di plastica riciclata sul lgo di Iseo. Leggi qui il progetto.

Leggi l’articolo online

 

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Via il monouso dalle mense: più salute, più ambiente, più soldi

People For Planet - Lun, 07/09/2018 - 04:38

Inquinano in modi non del tutto noti, e – non da ultimo – sono un grave spreco di denaro pubblico.
Perché fare lo sforzo di dotare scuole e ospedali di una lavastoviglie, e inserire negli appalti pubblici la clausola di servire le pietanze delle mense di scuole e ospedali nella ceramica, vetro e acciaio?

C’è un enorme risparmio di denaro pubblico. Marco Storchi, Direttore Servizi alla persona del Policlinico S. Orsola di Bologna, che ha introdotto i piatti in ceramica nel 2015, ha calcolato che solo riorganizzare la mensa, eliminando i piatti di plastica, e reintroducendo la ceramica e la lavastoviglie, si è ottenuto un risparmio che varia dai 60 ai 70mila euro in un anno. Solo per un ospedale.

Inoltre, con la ceramica c’è la sicurezza di un materiale sano, che non rilascia sostanze chimiche con le alte temperature; c’è la certezza di ridurre l’inquinamento da microplastiche, un dramma che ha ulteriori risvolti negativi per la salute pubblica. E poi si limita lo spreco di materie prime, la produzione e le relative emissioni di carta e plastica, il loro trasporto, mentre si riduce ovviamente anche la produzione e lo smaltimento di rifiuti.

Ci sono inoltre altri aspetti da non sottovalutare, che potremmo chiamare psicologici ed educativi: nelle scuole montessoriane – paradossalmente più diffuse all’estero che in Italia– il piatto in ceramica e il bicchiere di vetro si usano per responsabilizzare il bambino, aiutarlo a conoscere e capire il mondo che lo circonda sin dall’asilo nido, accrescere la sua autostima e renderlo autonomo. In più, usare un piatto lavabile educa le prossime generazioni al riuso, al rispetto dell’ambiente, allontanandole dalla cultura dell’usa-e-getta. Negli ospedali, il piatto in ceramica è una coccola, dà una sensazione di “casa” e di “bello” al paziente.

Eppure, ad oggi, nidi, primarie, elementari e ospedali hanno quasi sempre (pochissime le eccezioni, tipo Parma e altre piccole realtà) piatti e posate monouso, a volte in materiali compostabili, più spesso in plastica.

Serve un altro motivo per preferire la ceramica? E’ già successo – ed è successo a Roma – che piatti e bicchieri di plastica distribuiti nelle mense scolastiche fossero di qualità talmente scadente da sciogliersi completamente davanti agli occhi dei bambini.

Mentre si attende che tutto questo venga valutato a livello centrale – come ha fatto la Francia, che ha bandito l’usa e getta entro il 2020 – o imposto dall’alto anche a noi (L’Unione europea sta pensando di dimezzare entro il 2030 il consumo di plastica usa e getta) piccoli passi avanti li facciamo grazie ad amministrazioni e fornitori virtuosi. Tra gli ultimi c’è Poggibonsi, che si prepara a diffondere ovunque l’uso dei piatti di ceramica e bicchieri di vetro. La novità è stata introdotta nel servizio di mensa scolastica nell’ambito degli investimenti a cura di Cir Food, come previsto nel capitolato di gara. La spesa è ridicola rispetto ai vantaggi e comprende anche il rinnovo delle cucine del Comune (in totale 260mila euro) che saranno ripagati in breve tempo dal risparmio sull’acquisto di usa e getta (e comunque i costi sono per la ditta appaltante, come da accordi col Comune).

E poi c’è chi si è rifiutato di cambiare, di assecondare la “tentazione” di semplificare le cose, ma solo all’apparenza. Il Comune di Parma ha sempre mantenuto la “vecchia” tradizione delle mense scolastiche con piatti in ceramica, e oggi ne gode le conseguenze, anche di immagine. L’assessora Ines Seletti, alla Scuola e al Servizio di Integrazione Scolastica, è recentemente stata intervistata da Rai3, per un servizio che – come il nostro – ha potuto sottolineare l’attenzione ambientalista della giunta pizzarottiana, che non solo è uno dei più grandi Comuni a scegliere il riuso nelle mense scolastiche, allargandola agli ospedali, ma vi ha anche portato l’acqua in caraffa. Qualcosa che, di nuovo, permette ampi risparmi economici e ambientali e che è anche preferibile per la salute. L’acqua del rubinetto è generalmente più controllata di quella in bottiglia, accusata recentemente di nascondere microplastiche al suo interno. “Abbiamo assunto allo scopo una tecnologa – mi spiega l’assessora Seletti – che decide i tempi di sedimentazione dell’acqua e i controlli necessari, che mette in atto l’Asl come minimo una volta al mese”. Controlli serratissimi: ad esempio a Milano, dove pure si serve acqua in caraffa nelle scuole (ma piatti, posate e bicchieri sono interamente monouso), i controlli non sono previsti dall’amministrazione comunale. E’ la ditta che fornisce i pasti – Milano Ristorazione – a controllare sua sponte, ma solo una, due volte l’anno, l’acqua che eroga ai bambini.

“Abbiamo a Parma un procedimento preciso – mi spiega Annalisa Fortini, la tecnologa comunale, esperta in scienze e tecnologie alimentari. L’acqua viene raccolta dal rubinetto dopo averla lasciata scorrere per almeno 5 minuti. Poi deve evaporare almeno 15 minuti, meglio mezz’ora, che è il tempo di evaporazione del cloro. Il procedimento segue il capitolato d’appalto, e comprende anche regole come quella di svitare il frangiflutto, il piccolo filtro all’estremità del rubinetto, e lavarlo ogni giorno, perché è lì che più spesso si annidano le impurità, il calcare e i batteri. Tra le altre norme, bisogna far scorrere di più l’acqua dopo la chiusura delle scuole, controllarla ogni mese, su ogni scuola, con l’analisi di circa 15 parametri fisici, chimici e microbiologi. Se ci sono anomalie, viene sospesa l’erogazione in caraffa, si contatta la asl e si rifanno le analisi, si incrociano i risultati e si capisce se il problema è a valle o a monte. Questo in teoria, finora non ne abbiamo mai avuta la necessità, viste le regole preventive”.

Tornando alla questione piatti in ceramica, Fortini ci conferma che la soluzione è migliore anche dal punto di vista della salute. “C’è un range di temperature all’interno del quale usare piatti e posate di plastica, ammesso che si tratti di materiale a norma, non crea problemi di contaminazione del cibo. Al di fuori di queste temperature esiste un rischio che la plastica rilasci sostanze dannose“.

Oltre alle scuole, Parma ha portato piatti e posate di ceramica anche nel proprio ospedale. Ma ci sono ancora altri programmi a favore dell’ambiente e dell’economia. “Ad esempio abbiamo programmi per insegnare alle classi un uso corretto del cibo e l’abitudine a non sprecare”, ci dice Seletti. Caso più unico che raro, a Parma poi i bambini si servono da soli: decidono la quantità in base all’appetito, imparano l’autogestione ai fini anti-spreco e imparano come si impiatta con cura. “Inoltre il cibo in avanzo è dato alle mense dei poveri e all’emporio solidale, che potremmo chiamare il supermercato per non abbienti. Abbiamo programmi in partenza a settembre per imparare poi cosa è bene mangiare per stare in salute, mentre un equipe di genitori – che seguono un corso di preparazione apposito – fa sopralluoghi nelle mense per valutare scarti e freschezza del cibo. Il menù è totalmente bilanciato tra cereali e proteine vegetali. Per questo la qualità del nostro menù scolastico e ospedaliero ha un’ottima posizione nei ranking nazionali. Abbiamo un bando molto restrittivo, che prevede solo biologico e km zero, e siamo contro la logica di altre città che valutano solo la spesa economica quando scelgono la ditta che produce e distribuisce il cibo nelle mense. I nostri pasti ci costano 6.90 euro l’uno: una cifra che parla da sola rispetto a una media per le altre città che punta al ribasso e si attesta sui 3.5 euro a pasto mediamente”.

Qualità, e qualità che ripaga, nel breve e nel lungo periodo. L’Europa vuole ridurre entro il 2030 il monouso perché ogni anno sono 25 milioni le tonnellate di rifiuti che produciamo, solo noi europei, mentre ne ricicliamo appena il 30% (14% a livello mondiale). La Francia ha già organizzato il bando dell’usa-e.getta, il Regno Unito ha posto una tassa sui bicchieri monouso per disincentivarli, e si riscoprono servizi come il lattaio a domicilio che consegna in vetro e ritira i vuoti a perdere. Sistema che la Germania da tempo usa anche per festival e sagre: niente monouso ma vuoto a rendere.

“Si sa che le plastiche possono essere interferenti endocrini – ha spiegato a Rai3 Maurizio Simmaco, docente di Biologia Molecolare all’Università Sapienza di Roma, parlando proprio del caso-Parma – possono liberare sostanze che alterano i segnali alle cellule e il funzionamento di alcuni enzimi. Inoltre le plastiche disperse nell’ambiente si diffondono come microplastiche, inquinano le falde entrano nella catena alimentare e si accumulano nell’organismo. Non si conosce del tutto il loro effetto, ma è ben noto per esempio il danno alla fertilità maschile e femminile. Ci sono tanti studi in merito, e tutti arrivano alla stessa conclusione: è difficile capire quanta plastica viene rilasciata dai contenitori in plastica agli alimenti che contengono: non sappiamo quanto fa male, ma per un principio di cautela conviene considerarla qualcosa a rischio”.

 

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Consigli per la scelta della Pensione Complementare

People For Planet - Lun, 07/09/2018 - 02:36

La settimana scorsa abbiamo introdotto il tema della gravissima situazione in cui si trova il nostro sistema pensionistico e della necessità del ricorso a forme di previdenza complementare. Vista infatti la situazione in cui versa il nostro sistema pensionistico pubblico, per cercare di mantenere un livello di tenore di vita decoroso anche dopo il collocamento a riposo, i lavoratori devono guardare alla previdenza complementare come una valida soluzione. Nonostante esista da quasi 20 anni, il bilancio complessivo dell’introduzione del cosiddetto “secondo pilastro” non può essere considerato soddisfacente. Ma non voltiamoci indietro. Più che addentrarsi sulle cause della modesta adesione dei lavoratori, è forse più importante cercare di capire quali sono oggi i fattori rilevanti da valutare per una adesione consapevole e proficua.

Perché, ricordiamo, si tratta di districarsi in una giungla di offerte, istituti di credito, compagnie di assicurazioni, bancari e promotori.

Cominciamo dal ‘fattore tempo‘, che può essere vissuto dal potenziale aderente talvolta come un ostacolo, tralaltro come un vantaggio. Tenendo ben presente che, mentre da un lato il lavoratore ha la tendenza a non decidere rinviando la scelta («tanto c’è tempo» è il pensiero più diffuso quando si parla di previdenza complementare), dall’altro andrebbe ben considerato che il timing è la variabile più importante. Aderire da giovani a un fondo pensione consente di impegnare modeste risorse poco per volta e sfruttare la rivalutazione dei mercati finanziari, ottenendo così importi più rilevanti al termine della propria vita lavorativa. Lo stereotipo del risparmiatore previdenziale è quindi un “giovane” lavoratore, costante, tenace, consapevole e che vuole essere più protagonista del suo futuro. E qui per “giovane”, visto l’allungamento della età pensionabile, intendiamo un lavoratore con età massima di 50-55 anni e che quindi ha ancora a disposizione un periodo di tempo di almeno 10-15 per poter integrare la pensione pubblica.

Un’altra regola basica da tener presente nella scelta dei piani previdenziali si basa sul concetto che più si è lontani dalla pensione e più è necessario accettare il rischio. I fondi pensione sono particolarmente adatti alla calmierazione del rischio attraverso un’ attenta diversificazione imposta per legge. Da non sottovalutare al riguardo, visto quanto avvenuto per i risparmiatori di Etruria &Co, il fatto che i capitali investiti sono totalmente separati dai capitali (e i relativi rischi) delle società proponenti. A tal proposito l’approccio più corretto è il cosiddetto Life Cycle. Si tratta di un modello che rimodula nel tempo le varie componenti di attivo in base all’orizzonte temporale, diminuendo progressivamente la parte azionaria, fino ad arrivare a scadenza con il portafoglio investito al 100% sul mercato monetario. In sintesi, il rischio del portafoglio previdenziale andrà diminuito con l’avvicinarsi del momento della percezione della prestazione.

Per questo consigliamo specifici programmi pensionistici che vengono proposti dagli intermediari con l’offerta di fondi multicomparto che consentano a questa tecnica di sviluppare tutte le sue potenzialità. Nel Fondo pensione multicomparto sono previste più linee d’investimento (o comparti) che offrono differenti profili di rischio e di rendimento. I comparti sono classificati in base alle seguenti categorie:
– obbligazionario puro (solo obbligazioni con esclusione dell’investimento in azioni);
– obbligazionario misto (è consentito l’investimento in azioni, che assume carattere residuale e comunque non superiore al 30 per cento);
– azionario (almeno il 50 per cento del comparto è investito in azioni);
– bilanciato (in tutti gli altri casi).

Il lavoratore ha la possibilità di scegliere il comparto cui aderire in funzione del proprio profilo di rischio-rendimento, delle sue esigenze e dell’orizzonte temporale di permanenza nel fondo. Ricordiamo ai consulenti e promotori che, cosi come scritto in occasione del mio esordio a People for Planet, l’aggettivo possessivo «proprio» identifica il profilo originale del richiedente e non quello modificato secondo le esigenze commerciali della banca/assicurazione. L’imminente introduzione della normativa Mifid III imporrà ancor più che in passato gli operatorii di mercato a obblighi di trasparenza ex ante ed ex post vendita dovendo, attraverso i loro professionisti, verificare costantemente l’adeguatezza tra profilo di rischio del cliente e portafoglio d’ investimento, evitando così storture che sono quotidianamente sotto i nostri occhi.

Il risparmio fiscale è un’ altra importante opportunità; lo Stato infatti favorisce l’adesione a programmi di previdenza complementare attraverso la progressiva riduzione della pressione fiscale sulle prestazioni finali. Le aliquote applicate sono inversamente proporzionali agli anni di partecipazione al fondo pensione, passando da un massimo del 15% a un minimo del 9%. Più anni ci rimani, meno paghi di tasse.

Importante incentivo alla adesione a forme di previdenza complementare viene anche dalla deducibilità degli accantonamenti annui, fino ad un tetto massimo annuo di € 5.164 dal proprio reddito, secondo l’aliquota marginale Irpef (la più alta). Così come non è da trascurare il fatto che, in caso di scelta di una rendita vitalizia in luogo di un capitale in unica soluzione al momento del collocamento in pensione, questa non costituirà ulteriore reddito, rimanendo tassata solo per la parte della sua rivalutazione annua.

Per i lavoratori dipendenti poi va considerato un altro aspetto positivo: in Italia vanno in pensione almeno un anno prima degli autonomi e mediamente con pensioni superiori. Oltre a un’ aliquota contributiva previdenziale che mediamente è di un terzo in più, hanno a disposizione altri due strumenti importanti per potenziare il loro secondo pilastro previdenziale: il Tfr, che può essere convogliato verso il fondo pensione e, nel caso in cui venga stipulato un accordo collettivo aziendale, un contributo dell’azienda frutto della contrattazione;unitamente al contributo del lavoratore l’accantonamento annuo potrà così aggirarsi attorno al 10% della retribuzione lorda annua. Abituiamoci nella finanza previdenziale a ragionare in termini percentuali più che in valori assoluti. Si tratta di un altro elemento di accortezza che salvaguarderà la prestazione finale dagli effetti carsici dovuti all’inflazione.

Una pensione di 2.000 euro, oggi prevista per il 2032 e considerata coerente con il proprio stile di vita, potrebbe non avere lo stesso valore reale al momento della erogazione. Infine, una scelta così importante, una volta fatta, richiede anche un monitoraggio costante che non consiste solo nella rendicontazione annuale (peraltro in molti casi approssimativa), ma soprattutto dell’aiuto di seri professionisti che rappresentino società di provata tradizione in materia, che sappiano avvalersi di società di gestione con respiro internazionale e che tengano conto dei continui mutamenti normativi e finanziari, facendo dell‘innovazione anti obsolescenza il loro core-business.

Occhio quindi ai bancari (ma anche ai promotori finanziaria) che vogliono fare gli assicuratori (cosi come agli assicuratori che vogliono fare i bancari). Tutto ciò ovviamente ha un costo e i risparmiatori più consapevoli sanno che un servizio è buono quando funziona ed è accessibile ad un costo ragionevole.

Ne parliamo prossimamente.

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Una balena di plastica grande come un grattacielo

People For Planet - Lun, 07/09/2018 - 02:31

Il cetaceo sintetico si chiama Skyscraper e dà la dimensione del fenomeno: è stata costruita con 5 tonnellate di rifiuti in materiale plastico raccolti tra Pacifico e Atlantico da Studiocka, in collaborazione con Hawaii Wildlife Fund, in occasione della Triennale 2018 dedicata al tema “Liquid City”.

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Spiagge italiane in cui sono ammessi i cani

People For Planet - Dom, 07/08/2018 - 02:36

Quando arriva l’estate, tutti hanno voglia di spiaggia e di mare, compresi i nostri cari amici a quattro zampe. Anche i cani amano correre liberi sul bagnasciuga, tuffarsi, nuotare o semplicemente camminare nell’acqua. In questo articolo di AnimalPedia vogliamo aiutare tutti gli amanti dei cani e del mare elencando quali sono le spiagge italiane in cui sono ammessi i cani (elenco aggiornato al 2018).

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Benvenuti all’Eni Experience Store

People For Planet - Dom, 07/08/2018 - 00:17

Si trova in Corso Buenos Aires (angolo Via Felice Casati), a Milano, il primo Eni gas e luce Experience Store. Un luogo dove e possibile toccare con mano alcuni esempi di Smarthome, tecnologie che rendono la casa intelligente, più sicura, più confortevole e riducono i consumi di energia. Un’esperienza da provare!
Intervista a Mauro Fanfoni, Responsabile strategia e innovazione Eni gas e luce.

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Il Teatro come strumento di informazione sanitaria (in Mozambico)

People For Planet - Dom, 07/08/2018 - 00:17
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Pemba, Mozambico… Dopo il successo del progetto Il Teatro Fa Bene nella zona di Palma il regista  Iacopo Patierno e l’autore teatrale Felix Mambucho approdano a Pemba, poco più a sud, per un corso di formazione su riprese e montaggio video e sulle tecniche di comunicazione attraverso il teatro.
In una sola settimana gli attori della compagnia Novos Horizontes della Casa Provincial da Cultura di Cabo Delgado, riescono a preparare, portare in scena e riprendere un flash mob al mercato di Pemba.
Tema: conoscenza, prevenzione e cura del colera, un grave problema sanitario in Mozambico. Protagonisti due virus del colera, che riconoscerete facilmente: prima seguono la venditrice che non presta attenzione alla conservazione degli alimenti e poi la ragazza che, convinta, acquista i prodotti, li mangia e si sente male. Solo l’acqua pulita lanciata sui virus riesce a sconfiggerli!
Dopo il successo di questa prima esperienza ora continuano a lavorare per conto del Ministero della Sanità mozambicano per realizzare video su temi sociali.
Il progetto è stato realizzato da Jacopo Fo srl (Gruppo Atlantide) con il sostegno ideativo, organizzativo e finanziario di Eni Foundation.
Prendetevi qualche minuto per guardare il video… Il teatro può essere uno straordinario strumento di informazione, in questo caso sanitaria, ma si presta a qualsiasi settore. Perché il Teatro fa Bene, davvero!

 

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Fo e la rilettura di Pablo Picasso - Intervista a Mattea Fo

Il blog di Dario Fo - Sab, 07/07/2018 - 18:27

In una mostra a Sanzeno il premio Nobel per la letteratura racconta con i suoi quadri l'amore per il pittore catalano.

Articolo di Gabriella Brugnara pubblicato sul Corriere del Tentino venerdì 6 luglio 2018

"Mi sento attore dilettante e pittore professionista. Se non possedessi questa predisposizione naturale per l'arte del raccontare attraverso le immagini, sarei uno scrittore di testi teatrali, di favole e grotteschi satirici mediocre." Dario Fo (1926-2016), premio Nobel per la letteratura 1997, dava di sé questa immagine a chi gli obiettava che lui più che pittore era un attore e uno scrittore.

A Raccontarcelo è Mattea Fo, nipote di Dario e curatrice - insieme a Stefano Berretta per la Compagnia Teatrale Fo Rame e a Lucia Barison per il Centro Culturale d'Anaunia - di Picasso Desnudo. La storia dell'arte raccontata da Dario Fo. La mostra - che sarà inaugurata sabato 14 luglio alle 17.30 alla Casa de Gentili a Sanzeno e si potrà visitare fino al 14 ottobre - propone un acconto che ripercorre tutti i periodi del pittore catalano, dal rapporto di Picasso con la Commedia dell'arte, al profondo interesse che nutriva per l'arte italiana, soprattutto verso i grandi maestri del Rinascimento.

Un intreccio da non perdere: per la presenza dell'estetica picassiana e per l'arte originale espressa da Fo, raccontata proprio dalla nipote Mattea.

Attore dilettante e pittore professionista diceva Fo, perché?
Dario, in realtà, comincia la sua carriera da Brera come pittore e solo in seguito, quando inizia a raccontare in teatro delle affabulazioni con Parenti, si scopre anche attore. Nasce a Sangiano, un paesino in provincia di Varese. E' proprio dalla sua terra che trae ispirazione. In quei luoghi, i pescatori erano soliti raccontare aneddoti e in modo davvero originale, tanto che Fo stava fermo per ore ad ascoltare. Un incontro adolescenziale per il nobel che gli diede la giusta ispirazione per le origine della sua cultura teatrale. In realtà avrebbe desiderato fare molto di più il pittore.

Come era il rapporto teatro-immagini per Fo?
Aveva bisogno ogni giorno, e da sempre, di disegnare e di dipingere. Tanto che i suoi lavori teatrali nascevano spesso dai suoi lavori per immagini. Disegnava e poi scriveva. Faceva poi i bozzetti, mentre scriveva. Negli ultimi anni di vita dipinse molto di più grazie anche alla scoperta di riportare su tele di grandi dimensioni i bozzetti che realizzava in cartoncino,. Faceva e rifaceva tanto che l'idea di partenza non era mai quella finale. Per mettere in luce la sua poliedricità di approccio, più volte fu definito un artista sferico.

I suoi testi vanno letti prima di tutto come sequenza di immagini?
Come i cantastorie di ogni epoca e tradizione, la sua narrazione di avvale di supporti visivi, restando legata imprescindibilmente alla sua passione per le arti pittoriche. Accompagnava la scrittura con numerose immagini, quasi le usasse come uno storyboard. Anche le entrate sceniche degli attori a teatro, i costumi, le scenografie prima venivano rappresentate su carta. Numerosi vestiti che Franca, la moglie, indossava in scena, venivano poi da lui ripresi e dipinti sopra alla stoffa.

Perché questa sua predisposizione per Picasso?
Durante la lezione-spettacolo dedicata a Picasso, tenuta nel 2012 con la moglie, e dalla quale prende spunto la mostra, Dario lo racconta. Si tratta di un itinerario che rappresenta il racconto dell'incontro di Fo con Picasso, all'insaputa però del pittore catalano. Dario lo amava così tanto che andò a Parigi a pregarlo di venire in Italia a fare un'esposizione.

Una grande storia d'amore quella di Dario Fo e Franca Rame.
Era un rapporto meraviglioso. Dall'inizio alla fine. In tutte le opere. Quando Franca ci ha lasciato, troviamo sempre lei tra le ricche delle opere di Fo, come se non l'avesse mai lasciato.
Ecco perché la lezione-spettacolo dedicata a Picasso riveste così anche un valore simbolico perché fu quella l'ultima volta in cui Dario e Franca salirono insieme sul palco dall'inizio alla fine di una rappresentazione teatrale. In seguito hanno tenuto corsi di teatro, conferenze.
Alla mostra si potrà vedere il filmato della lezione, e ci sono varie parti in cui recitano insieme a botta e risposta. Franca, inoltre, interpreta la figura femminile delle numerose amanti di Picasso, e Fo è Picasso. Un filmato che dà emozione.

Che cosa vedremo nel percorso espositivo di Casa de Gentili?
Il percorso è allestito in 10 sezioni, per una quarantina di opere che sono la storia di Picasso. Sono una sorta di sintesi della lezione-spettacolo. In mostra ci saranno anche i bozzetti che Dario e Franca hanno usato nella lezione, accompagnati da pannelli descrittivi ripresi dal copione dello spettacolo. Le loro voci guideranno nella lettura dei vari episodi selezionati.

 

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Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità

Le Buone Notizie di Cacao - Sab, 07/07/2018 - 11:34

Indossare nella giornata di oggi una maglietta rossa, per fermare “l’emorragia di umanità”, per dimostrare simbolicamente che è il momento di fermarci a riflettere sul cinismo che sta pervadendo l’Europa.
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Una maglietta rossa per fermare l'emorragia di umanità

Le Buone Notizie di Cacao - Sab, 07/07/2018 - 11:32

Una #magliettarossa per #fermarelemorragia di umanità

Sabato 7 luglio indossiamo una maglietta rossa per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà
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Rosso è il colore che ci invita a sostare. Ma c’è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi d’impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Aylan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori.

Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura. L’Europa moderna non è questa. L’Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità. Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini.

Don Luigi Ciotti, presidente nazionale Libera e Gruppo Abele

Picasso Desnudo: le opere di Dario Fo in mostra a Sanzeno (Val di Non) dal 14 Luglio 2018

FrancaRame.it - Sab, 07/07/2018 - 11:15

PICASSO DESNUDO
LA STORIA DELL’ARTE RACCONTATA DA DARIO FO

A cura della Compagnia Teatrale Fo Rame e del Centro Culturale d’Anaunia Casa de Gentili

Centro Culturale d’Anaunia Casa de Gentili, Sanzeno
Da sabato 14 luglio a domenica 14 ottobre 2018

Inaugura sabato 14 luglio alle 17.30 presso Casa de Gentili a Sanzeno la stagione artistica estiva in Val di Non che verrà celebrata dal Centro Culturale d’Anaunia con una mostra a dir poco spettacolare nel vero significato del termine e cioè con la grandiosità, l’attrattiva, la suggestività di uno spettacolo inedito, come uno di quelli portati in scena da Dario Fo, premio Nobel per la Letteratura nel 1997, attore principale della storia che viene narrata negli spazi della dimora storica Casa de Gentili fino a domenica 14 ottobre 2018.

Quest’anno, il polo culturale di Sanzeno, tra i cui partner figurano la Provincia Autonoma di Trento, la Comunità della Val di Non, il Comune di Sanzeno, l’Associazione Culturale G. B. Lampi, il Consorzio Bim dell’Adige e l’Azienda per il Turismo della Val di Non, ha deciso di proporre al pubblico un docente d’eccezione capace di presentare in maniera alternativa una parte importante della storia dell’arte europea attraverso il racconto, la pittura ed il teatro. Pablo Picasso è il pittore scelto dal Centro Culturale d’Anaunia e dalla Compagnia Teatrale Fo Rame tra i numerosi autori trattati e messi in scena dall’”eterno giullare” (Dario Fo) quali Caravaggio, Correggio, Raffaello, Michelangelo, Leonardo, Mantegna, Giotto e Wiligelmo.

Dario Fo e l’inseparabile compagna di teatro e di vita Franca Rame, hanno portato in scena la vita e le opere di Pablo Picasso attraverso un racconto che ripercorrerà, a Sanzeno, tutti i periodi del pittore cubista catalano, dal rapporto di Picasso con la Commedia dell’Arte, al grande interesse che il pittore nutriva verso l’arte italiana e, in particolare, verso i grandi maestri del Rinascimento, comprese le loro scelte politiche ed anche i loro amori.

Fino al 14 ottobre, un solo giorno dopo il secondo anniversario della morte del drammaturgo italiano (13 ottobre 2016), il Centro Culturale d’Anaunia offre al visitatore un percorso artistico alternativo extraterritoriale che, in una volta sola, celebra due figure autorevoli a livello mondiale, Picasso per la parte artistica e Dario Fo per quella teatrale ma anche pittorica che non tutti, fino ad ora, hanno avuto modo di conoscere.

Egli affermava: Mi sento attore dilettante e pittore professionista. Se non possedessi questa facilità naturale del raccontare attraverso le immagini, sarei un mediocre scrittore di testi teatrali, ma anche di favole o grotteschi satirici.
Il suo talento – unico ed eccezionale - nel narrare storie lo avvicinò al mondo del teatro dove incontrò Franca Rame, figlia d’arte, e con cui avviò, per oltre cinquanta anni, uno dei più collaudati e fecondi sodalizi artistico-culturali del panorama nazionale ed internazionale. Una carriera dedita al mondo della cultura e del teatro che sembra aver messo in ombra quello che Dario Fo è sempre stato: un pittore, seppur in realtà la pittura non lo ha mai abbandonato. Dietro ad ogni stesura di un’opera teatrale e letteraria vi erano prima di tutto un disegno ed un quadro. Tutte le opere di Fo, infatti, dimostrano una grande conoscenza del repertorio d’immagini della storia dell’arte.

Presso Casa de Gentili a Sanzeno, crocevia di importanti siti culturali noti a livello Europeo come il Santuario di San Romedio, stanza dopo stanza, disegno dopo disegno, dipinto dopo dipinto, con il suo amore per il racconto e la sua sensibilità di commediografo, Fo dipinge il ritratto umano, scanzonato e rispettoso al tempo stesso, di un Picasso appassionato e giocoso, innamorato dell’arte, delle donne e della vita.

La mostra è stata ideata e curata da Mattea Fo e Stefano Bertea per C.T.F.R. srl (Compagnia Teatrale Fo Rame) e Lucia Barison per il Centro Culturale d’Anaunia Casa de Gentili a Sanzeno.
Hanno contribuito alla realizzazione del progetto Zadra Franco e Fox Moda di Cles e Ristorante Pizzeria Centrale di Flavon.

Lezione di Storia dell’arte
Durante tutto il periodo della mostra sarà possibile vedere, al Centro Culturale d’Anaunia, l’intera lezione di storia dell’arte dedicata da Dario Fo e Franca Rame a Picasso. Comodamente seduti su poltrone sarà possibile, quasi come dal proprio salotto di casa, guardare l’entusiasmante racconto di Fo messo in scena a Milano per narrare la storia del pittore catalano.

Periodo e orari
L'esposizione rimarrà aperta al pubblico da sabato 14 luglio a domenica 14 ottobre.
Fino a domenica 16 settembre sarà possibile visitare la mostra:
dal lunedì al giovedì dalle 10.00 alle 19.00
Venerdì, sabato e domenica dalle 9.00 alle 19.00
Da venerdì 21 settembre a domenica 14 ottobre aperto solo nei fine settimana:
Venerdì dalle 14.00 alle 19.00
Sabato e domenica dalle 9.00 alle 19.00

Inaugurazione
Durante l’inaugurazione prevista per sabato 14 luglio 2018 presso la Sala Conferenze del Centro Culturale d’Anaunia Casa de Gentili, interverranno alle ore 18.00, grazie ad un collegamento Skype, Jacopo e Mattea Fo della Compagnia Teatrale Fo Rame.

Progetto collaterale
Con l’importante collaborazione della Cooperativa A.L.P.I. scs di Trento, nasce una partnership tra il marchio registrato REDO Upcycling, il Centro Culturale d’Anaunia e FOX Moda di Cles nell’ambito della realizzazione di una serie di shopper in banner di pvc. Il marchio REDO Upcycling nasce a Trento nel 2014 con l’obiettivo di valorizzare un processo produttivo sostenibile. Da allora la Cooperativa realizza accessori moda e componenti d’arredo di design utilizzando materiali di recupero che vengono ceduti da aziende, enti, associazioni e persone che condividono l’idea di economia circolare. Tutte le produzioni REDO sono realizzate in Trentino dentro i laboratori della Cooperativa A.L.P.I. Per la mostra estiva di Sanzeno, REDO realizzerà, su richiesta del Centro Culturale d’Anaunia, una serie di shopper in vendita presso FOX Moda di Cles, utilizzando i banner delle mostre fino ad ora realizzate dalla struttura di Sanzeno. In questo modo, il riciclo di un materiale altrimenti non facilmente reimpiegabile, permetterà al Centro di veicolare il ricavato in altre attività culturali e comunicare, creativamente, che la cultura, anche indossata, può fare la differenza.

Per maggiori informazioni
www.centroculturaledanaunia.it
Facebook: Centro Culturale d’Anaunia
Email: centro.culturale.danaunia@gmail.com

Argomento: Mostre 2017 | 2018Anno: 2018
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Le creazioni artistiche di Johannes Stötter

People For Planet - Sab, 07/07/2018 - 05:55

Il sito internet di Johannes Stötter http://www.johannesstoetterart.com/

 

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Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità

People For Planet - Sab, 07/07/2018 - 04:04

E’ l’iniziativa promossa da Libera e Gruppo Abele, Arci, Legambiente, ANPI e dal giornalista Francesco Viviano, alla quale stanno aderendo in queste ore moltissime associazioni, comitati, e singoli cittadini.

Un appello che viene dal prete presidente e fondatore di Libera, la rete di associazioni contro le mafie, un invito a rallentare, a calmare gli animi, a ragionare seriamente sulla situazione per cercare soluzioni al problema dei migranti che tengano conto dei bisogni di tutti, di chi dovrebbe accogliere e di chi ha necessità di essere accolto.

La maglietta rossa è stata scelta come simbolo, perché il rosso è il colore che ci invita a fermarci per strada, ma è anche il colore di cui erano vestiti i bambini migranti morti in mare in questi giorni. Fermarsi a riflettere sui discorsi di odio, sui rimpalli della politica, mettendosi anche nei panni degli altri per riflettere – ancora una volta – su cosa è accaduto perchè queste persone partissero, sulle crisi e le guerre che hanno devastato interi Paesi e su chi ha contribuito a causarle.

Insieme all’iniziativa simbolica ci sarà anche una manifestazione, proprio questo sabato 7 luglio, a Roma in Piazza Immacolata a San Lorenzo a partire dalle 11. Saranno presenti Luigi Ciotti, Presidente nazionale Libera e Gruppo Abele e Giuseppe Demarzo, coordinatore della rete di Numeri Pari.

Ecco il testo dell’appello, dal sito di Libera:

L’appello
Una #magliettarossa per #fermarelemorragia di umanità
Indossiamo una maglietta rossa per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà

Rosso è il colore che ci invita a sostare. Ma c’è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi d’impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Aylan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche.
Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori.

Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura.
L’Europa moderna non è questa. L’Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità.
Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini.

Per adesioni: organizzazione@libera.it

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