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La rete 5G è un pericolo per la salute umana? I rischi, l’allarmismo e le bufale

People For Planet - Gio, 07/25/2019 - 21:00

Anche se manca ancora una risposta da parte della comunità scientifica, non ci sono indizi tali da far preoccupare. Chi fa terrorismo sul 5G, invece, spesso sconfina nella pseudoscienza o ha un tornaconto personale.

La prossima generazione della rete mobile, quella che abiliterà la Internet of things e aumenterà ulteriormente la velocità di trasferimento dei dati, è nella fase iniziale della sperimentazione sul territorio. Prima negli Stati Uniti, poi via via in tutto il mondo, con l’Italia inclusa già nel corso del 2018. Nel prossimo triennio, insomma, se tutto procede secondo le attese assisteremo all’arrivo della rete 5G su larga scala.

Come spesso accade al momento dell’introduzione di una nuova tecnologia, insieme all’entusiasmo per il salto generazionale, e per i benefici in termini di applicazioni quotidiane, nasce anche qualche timore legato alla sicurezza e ai potenziali rischi per la salute umana. Così, tra chi invoca il principio di precauzione per un sistema di telecomunicazione – si dice – non ancora adeguatamente testato, chi grida al complotto pilotato dalle multinazionali e chi tenta di riportare la discussione su un piano razionalebasandosi sui risultati scientifici, il quadro che emerge è piuttosto caotico.

Creare inutili allarmismi probabilmente è sbagliato tanto quanto bollare tutte le obiezioni al 5G come semplici bufale campate per aria. La doverosa premessa è che a oggi non ci sono prove, e nemmeno indizi significativi, di danni alla salute umana causati dalla rete mobile di ultima generazione. Tuttavia, se da un lato gli scienziati sono già in grado di escludere (sulla base delle conoscenze assodate sull’interazione tra uomo e onde elettromagnetiche) effetti devastanti e scenari apocalittici, è altrettanto vero che al momento la letteratura scientifica sull’argomento è piuttosto scarnae, dato che si tratta di una tecnologia recente, mancano del tutto studi sugli effetti a lungo termine eseguiti su popolazioni vaste.

Le argomentazioni degli scettici
Il primo elemento ricordato da chi alimenta i timori per la rete 5G è la frequenza delle onde elettromagnetiche impiegate, più elevata rispetto alle tecnologie precedenti e che arriva fino alle decine di gigahertz (GHz), ossia corrispondenti a lunghezze d’onda dell’ordine del millimetro o poco inferiori. Dato che ciascun fotone trasporta energia in quantità direttamente proporzionale alla propria frequenza, qualcuno ne approfitta per prevedere dei non-meglio-specificati effetti biologici avversi.

Accanto a questo, le onde impiegate dal 5G hanno una minore capacità rispetto alle tecnologie precedenti di penetrare attraverso l’aria, la vegetazione e le pareti degli edifici, richiedendo dunque una più elevata densità urbana di micro-antenne che agiscano da ripetitori. Ciò porterebbe le persone a vivere a pochi metri da un ripetitore, e questa vicinanza sembra motivo di forti preoccupazioni nonché di lotte di quartiere per installare le antenne più lontano possibile dalla propria abitazione

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Idroelettrico solare: al via il primo fv galleggiante delle Filippine

People For Planet - Gio, 07/25/2019 - 16:00

Inaugurato nel bacino dell’impianto idroelettrico di Luzon il primo impianto solare galleggiante del Paese: 200 kW di potenza che potrebbero essere ampliati in futuro

Mix idroelettrico solare per il primo progetto fotovoltaico galleggiante delle Filippine. L’impianto pilota da200 kW è stato inaugurato in questi giorni nel bacino di una centrale idroelettrica (già operativa) nell’isola di Luzon, dove rimarrà per i prossimi 10 mesi a scopo di test. Il progetto nasce dalla partnership tra la norvegese Ocean Sun e la cinese GCL System Integration, fornitore di moduli in silicio.

Il primo ha realizzato la struttura: un’unità galleggiante dotata di meccanismo di fissaggio unico per i pannelli solari, che consente un buon contatto termico con il corpo idrico. I moduli di GCL-SI sono stati adattati direttamente sulla membra non permeabile dell’impianto, il cui design le permette di resistere a stress meccanici ed esposizione al sole.

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Il primo mutamento climatico globale

People For Planet - Gio, 07/25/2019 - 13:00

È la conclusione di due studi dell’Università di Berna: per la prima volta è stato ricostruito l’evoluzione del clima degli ultimi 2 millenni, a livello mondiale e si può dire con certezza che non si sono mai verificate contemporaneamente fluttuazioni climatiche in tutto il mondo. Inoltre la velocità del fenomeno non è mai stata tanto elevata.

Ricercatori bernesi hanno sfatato una delle argomentazioni più comuni contro la responsabilità umana degli attuali cambiamenti climatici, ossia che tali mutamenti ci siano sempre stati.

Gli scienziati osservano che l’attuale aumento della temperatura non è limitato a livello regionale, ma è globale ed è molto più repentino rispetto alle epoche precedenti. Due studi effettuati dal team di Raphael Neukom – si legge in un comunicato dell’università della capitale – hanno rilevato che negli ultimi due millenni non si sono mai verificate contemporaneamente fluttuazioni climatiche in tutto il mondo. Inoltre la velocità del fenomeno non è mai stata tanto elevata.

In un commento di accompagnamento agli studi – pubblicati nella riviste scientifiche “Nature” e “Nature Geoscience” – il professore di geografia Scott George dell’università del Minnesota riassume: “La massima comune che il clima cambia sempre è certamente corretta. Ma, anche se risaliamo ai primi giorni dell’impero romano, non possiamo rilevare alcun evento che sia vicino all’intensità e alla vastità del riscaldamento degli ultimi decenni”. Inoltre “il clima odierno si distingue per la sincronia globale” dell’evoluzione del fenomeno.

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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

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Luciano De Crescenzo ci ha lasciato una settimana fa, provvisoriamente

People For Planet - Gio, 07/25/2019 - 12:00

Luciano De Crescenzo ci ha lasciato (provvisoriamente, direbbe lui) una settimana fa. Lo ricordiamo attraverso 10 frasi che ci raccontano la sua affettuosa visione del mondo e dell’umanità e ci fanno capire perché in tanti gli hanno voluto e gli vogliono bene.

“La vita potrebbe essere divisa in tre fasi: Rivoluzione, Riflessione e Televisione. Si comincia con il voler cambiare il mondo e si finisce col cambiare i canali.”

“Oggi il settanta per cento dell’umanità muore ancora di fame e il trenta per cento fa la dieta.” 

“Adesso i delinquenti sembrano tanti solo perché è aumentata l’informazione. Una volta ce n’erano di più, ma nessuno ne sapeva niente. Pensate che fino a pochi anni fa tutti quelli che uscivano per strada erano costretti ad andare in giro con le spade.”

“La maggior parte degli uomini, a seconda dell’età, sopporta la propria esistenza, o indugiando nei ricordi del passato, o aggrappandosi al futuro. Pochi esseri superiori riescono a vivere immergendosi nel presente.” 

“Chi possiede delle certezze d’acciaio è convinto di sapere tutto, e dunque inaridisce la propria conoscenza”

“Siamo angeli con un’ala sola, solo restando abbracciati possiamo volare.” 

“I vecchi che posseggono il senso dell’umorismo hanno diritto al trenta percento di sconto sull’età.”

“Se un giorno, in trattoria, vi capitasse di vedere un gruppo di giovani, seduti al tavolo accanto, che si sganascia dal ridere per battute che, onestamente, a voi non fanno nemmeno sorridere, non vi stupite: non stanno ridendo delle battute, ma di un’intera vita trascorsa insieme.”

“I napoletani sono un popolo pieno di devozione cristiana, ma non hanno mai veramente abbandonato le tradizioni pagane. Sono sempre rimasti un po’ politeisti. È proprio l’idea di Dio, del Dio che è uno, che noi napoletani facciamo fatica a digerire. Prendete i protestanti, quelli appena hanno un guaio, anche piccolissimo, dicono subito: “My God”. Noi non diciamo mai “Mio Dio”, preferiamo rivolgerci a qualcuno di più preciso, per questo invochiamo i santi. In certi casi particolari, si sceglie di rivolgersi alle anime del purgatorio. Qui qualcuno può obiettare: e perché non a quelle del paradiso, non sono più influenti, più introdotte? Ma il punto è proprio questo e i napoletani lo sanno. Le anime del paradiso se ne fottono, ormai vivono la loro estasi celeste, hanno raggiunto l’obiettivo e di quello che succede quaggiù non gliene importa niente. Invece le anime del purgatorio lottano ancora, hanno bisogno delle preghiere. E allora nasce lo scambio, la convenienza reciproca.”

“Anche se Napoli, quella che dico io, non esiste come città, esiste sicuramente come concetto, come aggettivo. E allora penso che Napoli è la città più Napoli che conosco e che dovunque sono andato nel mondo ho visto che c’era bisogno di un poco di Napoli.”

Fonte Immagine: Wikipedia

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Dietologo, dietista o nutrizionista, ecco i percorsi formativi per diventarlo

People For Planet - Gio, 07/25/2019 - 09:51

L’attenzione verso una sana alimentazione è sempre più diffusa tra la popolazione del nostro paese. Non per questo, però, tutte le persone sanno regolarsi bene nella scelta della giusta dieta alimentare. Per questo motivo sono sempre più diffuse le professioni di dietista, dietologo e nutrizionista, figure professionali spesso confuse tra loro; in realtà si tratta di tre diverse professioni con un differente percorso formativo.

Il Dietista è una figura sempre più diffusa che si occupa di elaborare le diete prescritte dal medico, collabora con varie figure professionali per quanto riguarda i disturbi alimentari e svolge anche attività didattico-educative. Per diventare Dietista è necessario seguire un corso di laurea triennale attivato presso varie facoltà italiane.

Il Biologo Nutrizionista è un professionista esperto di Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione che si occupa di consulenza alimentare e nutrizionale ed elabora diete o profili nutrizionali, sia per persone in condizioni fisiologiche ottimali, sia per individui che, invece, presentano patologie, sempre in stretta collaborazione con il medico.

Per svolgere la professione di Biologo della Nutrizione è obbligatoria l’iscrizione all’Ordine Nazionale dei Biologi (Sezione A),  con la relativa sezione. Per ottenerla è necessario sostenere e superare il relativo Esame di Stato. Per essere ammesso all’Esame di Stato è necessario essere in possesso di una delle seguenti Lauree Specialistiche e/o Magistrali

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Foto di mohamed Hassan da Pixabay 

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Parliamo di robot, robotica e biorobotica

People For Planet - Gio, 07/25/2019 - 08:34

Primo di tre video con una lunga intervista a Maria Grazia Carrozza, Professore Ordinario alla Scuola Superiore Sant’Anna ed esperta di biorobotica.
Nella nostra vita ci sono più robot e più robotica di quanto crediamo…

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La nuova vita del Rifugio Torino: così l’hi-tech porta in vetta la sostenibilità

People For Planet - Gio, 07/25/2019 - 08:00

Nel cuore delle Alpi la conversione della struttura nata nei primi anni Cinquanta che con pannelli solari, riciclo delle acque e raccolta differenziata dai suoi tremila (e passa) metri punta ancora più in alto nella gestione delle rinnovabili.

Le nuove tecnologie legate alla sostenibilità ambientale formano una cordata perfetta sul massiccio del Monte Bianco. A 3375 metri di altitudine il Rifugio Torino a Punta Helbronner è un modello su scala internazionale di gestione delle risorse e di buone pratiche in alta montagna. Un rifugio alpino con una lunga storia alle spalle che risale ai primi anni Cinquanta, quando nei pressi del colle del Gigante venne edificato il rifugio nuovo di proprietà delle sezioni del Club Alpino Italiano di Torino e Aosta.

E che oggi, dopo aver attraversato diverse fasi, si presenta radicalmente rinnovato con una struttura all’avanguardia collegata all’avveniristica funivia Skyway Monte Bianco che dalla stazione di partenza di Pontal d’Entrèves, a Courmayeur, conduce velocemente alla stazione intermedia del Pavillon du Mont Fréty a 2173 metri e poi fino all’ultima a Punta Helbronner, a 3466 metri. Poco sotto la stazione di arrivo, che ospita una terrazza panoramica con vista a 360 gradi sul Bianco, sull’Aiguille Noire, sul Dente del Gigante e le Grandes Jorasses, si trova il Torino. Un rifugio tecno-ecologico.

“La facciata dell’edificio esposta a sud è stata dotata di ventotto pannelli fotovoltaici – ci spiega Armando Chanoine, gestore e guida alpina di Courmayeur, mentre percorriamo il tunnel pedonale completamente scavato nella montagna che funge da raccordo per 150 metri tra Punta Helbronner e il Torino – essi ci consentono il riscaldamento dei due grandi stanzoni destinati agli alpinisti e alle guide alpine. L’intera struttura è inoltre attrezzata con un sistema di recupero dell’acqua piovana e di produzione dallo scioglimento della neve: attraverso dei cavi riscaldanti posti nelle grondaie e nelle falde del vecchio rifugio, l’acqua viene trasportata in vasche di accumulo fino al rifugio nuovo e usata, dopo la filtrazione, per usi legati alla cucina”.

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Tutta la plastica che si risparmia con lo shampoo solido. E non solo

People For Planet - Gio, 07/25/2019 - 07:00

In un colpo solo dunque si può risparmiare e non danneggiare l’ambiente. Come viene segnalato al sito realsimple.com, con un camion pieno di shampoo solidi puoi lavarti i capelli quanto con quindici camion pieni di shampoo liquidi.  Per fare un esempio ancora più chiaro sulla durata: con circa 250 grammi di shampoo solido è possibile lavarsi i capelli per ben 80 volte.

E dato che i detriti di plastica rappresentano oltre il 65-95% dell’inquinamento marino, lo shampoo solido – senza più necessità di packaging plastico – diventa ancora di più una scommessa su cui puntare per la salvaguardia dell’ambiente.

Nel 2017 Lush, uno dei maggiori produttori dei macaron formato shampoo, ha venduto 1,1 milioni di Shampoo Bars solo negli Stati Uniti, risparmiando una quantità come 3 milioni di bottiglie di plastica da smaltire.

Il suo aspetto può sembrare quello di un comune saponetta, ma nella realtà i due prodotti non sono per niente uguali. Mentre il comune sapone viene preparato con grassi e soda caustica disciolta in acqua con un ph basico e quindi non adatto al lavaggio dei capelli, lo shampoo solido è preparato, in genere, con tensioattivi solidi ricavati dall’olio di cocco che gli conferiscono un ph meno basico e quindi idoneo alla detersione dei capelli. Ai tensioattivi solidi vengono aggiunti in genere acqua, oli e burro vegetale nutriente e oli essenziali.

Essendo un prodotto amico dell’ambiente, per i motivi detti, come principio non deve contenere ingredienti dannosi né per i capelli né per il cuoio capelluto, come il Laurilsolfato di Sodio (SLS), presente molto spesso negli shampoo tradizionali, e non deve essere testato sugli animali. Per cui è sempre bene controllare in ogni caso l’ INCI, come per tutti gli altri prodotti cosmetici o detergenti.

Si trova certamente nei negozi specializzati in prodotti biologici e naturali, in erboristeria, nei negozi che propongono prodotti cosmetici preparati in modo naturale o comodamente online, anche perché sono ormai tantissimi brand che lo producono. Piccolo, comodo, pratico e poco costoso: i panetti di shampoo solido sono l’ideale quando si viaggia, perché durano a lungo, pesano pochissimo e possono stare nel bagaglio a mano.

Ma i capelli saranno altrettanto puliti? Il potere lavante, per chi lo ha provato, sembra essere il medesimo, anche se all’inizio il passaggio può non soddisfare in pieno. Ciò è dovuto al fatto che utilizzando prima prodotti tradizionali, e quindi con parabeni, coloranti, siliconi, i capelli hanno bisogno di tempo per riacquistare un equilibrio. Per questo motivo, al primo lavaggio i capelli potrebbero risultare secchi o stopposi, ma la situazione migliora con il tempo e le chiome tornano ad essere brillanti nel giro di poco.

Per l’uso è possibile strofinarlo tra le mani con un po’ di acqua oppure ancora riempire una bacinella con acqua tiepida, poi immergere il sapone e i capelli, in modo da farli bagnare e insaponare contemporaneamente. Dopo averli sciacquati c’è chi opta per fare un ultimo passaggio usando aceto o limone (da risciacquare) o un comune balsamo per evitare i nodi.

Per conservarlo, non avendo imballaggio e per evitare che si deteriori, basta lasciarlo asciugare su un piano aerato e poi riporlo in un contenitore riciclabile, come un semplice portasapone.

Altre fonti:

https://www.greenme.it/consumare/cosmesi/28385-shampoo-solido
https://www.elle.com/it/bellezza-beauty/capelli/a21944696/shampoo-solido-funziona/

Photo by Drew Coffman on Unsplash

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