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Se non si gioca a calcio…

Le Buone Notizie di Cacao - Gio, 07/12/2018 - 13:22

La leggenda racconta che dopo i mondiali di calcio si fanno più figli.
L’azienda Chicco, preoccupata per l’eliminazione dell’Italia raccomanda di non smettere di fare l’amore e si augura un baby boom per il prossimo anno. Per alzare in contemporanea l’indice di natalità e quello del fatturato.
Ogni facile battuta è lasciata al vostro buon cuore.
(Fonte: Ansa.it)

L’airbag per le anche

People For Planet - Gio, 07/12/2018 - 05:19

Segnalato da Fabio Folla, grazie!

 

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Impiegati di tutto il mondo ribellatevi: la cravatta fa male!

People For Planet - Gio, 07/12/2018 - 05:18

Gli studiosi dell’Ospedale Universitario dello Schleswig-Holstein (Germania) hanno raccolto 30 volontari e li hanno divisi in 2 gruppi: il primo ha indossato una cravatta (dicono le cronache, con un nodo modello Windsor) il secondo no. Poi hanno esaminato con la risonanza magnetica il flusso ematico verso il cervello. Nel gruppo con la cravatta hanno riscontrato una riduzione del CBF (flusso ematico cerebrale) del 7,1%! E questo minore afflusso potrebbe compromettere il funzionamento cognitivo dell’individuo, con conseguenze sulle capacità cerebrali e una riduzione delle capacità motorie.

Del resto che la cravatta non faccia bene lo si intuisce anche nei gesti della vita quotidiana: quando un portatore di cravatta vuole mettersi a proprio agio si slaccia la cravatta, non la allaccia.

E gli strozzini, i ricattatori, sono chiamati anche, non a caso, “cravattari” perché, come una cravatta, stringono al collo le loro vittime.

L’uso della cravatta – che ora sappiamo essere potenzialmente dannoso – è associato a ritualità ritenute obbligatorie in determinati contesti: nei regolamenti della Camera italiana è previsto che i visitatori maschi debbano indossare giacca e cravatta, in alcuni ambienti di lavoro (ad esempio le banche) la cravatta è un “dovere” per i funzionari, anche se non ufficiale.

E’ un uso che per fortuna tende ad incrinarsi. L’anno scorso lo Speaker della Camera dei Comuni inglese, la madre di tutti i parlamenti, ha annunciato che indossare una striscia di stoffa attorno al collo non è più obbligatorio per i parlamentari inglesi. In Italia, Giachetti (PD) ha presieduto una riunione del Parlamento con il colletto della camicia slacciato. Molti tra i suoi detrattori sui social, evidentemente poco informati dei fatti della politica, lo hanno accusato (proprio lui, ex avversario di Virginia Raggi alle comunali di Roma) di essere un “cafone pentastellato”, “come tutti i 5 stelle poco rispettoso delle istituzioni”…

Si può sperare che l’uso di questo accessorio, potenzialmente dannoso, tramonti come sono tramontati altri oggetti di abbigliamento dannosi come i corsetti ottocenteschi delle donne o le parrucche settecentesche.

I difensori della cravatta citano frequentemente una frase di Oscar Wilde: “Un bel nodo di cravatta è il primo passo serio nella vita”.

Dimenticano di citarne un’altra, sempre di Oscar Wilde: “Con un cravattino, chiunque può far credere di essere una persona civile”.

Impiegati, ribellatevi! La cravatta fa male.

Fonte: http://www.uksh.de/

 

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La breve e triste storia dell’uomo licenziato dal computer

People For Planet - Gio, 07/12/2018 - 04:42

In un’azienda Usa un computer licenzia un dipendente, per un errore, senza che nessuno riesca a interrompere la catena di eventi che in poche ore lo vede scortato fuori dall’edificio dagli agenti della sicurezza. Storie del XXI secolo, di quando i lavoratori sono “risorse”, accidentalmente umane.

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Le Ricette di Angela Labellarte: agnello in salsa al timo

People For Planet - Gio, 07/12/2018 - 02:18

Ingredienti per 2 persone

Costolette di agnello 4
Farina 50 gr.
Sale q.b.
Olio EVO 50 gr.

Per la salsa
Timo 1 cucchiaio
Aglio 1 spicchio
Salsa Worcester 1 cucchiaio
Succo di limone 1 cucchiaio

Preparazione
Infarinare le costolette di agnello e metterle in una teglia con olio e sale. Infornare a 220° C per 15 minuti, avendo cura di girarle a metà cottura.
In un pentolino rosolare l’aglio con 50 gr di olio, aggiungere 1 cucchiaio di salsa Worcester, 1 cucchiaio di succo di limone e un cucchiaio di foglioline di timo. Cuocere per 1 minuto.
Servire le costolette in un piatto da portata, condire con la salsa e decorare con timo fresco e 1 spicchio di limone.

N.B: la cottura al forno delle costolette può essere sostituita con la cottura in padella.

Tempo di preparazione: 20 minuti

Ph: Angela Prati

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All you can eat (and abuse): Greenpeace svela cosa c’è dietro il sushi

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 07/11/2018 - 12:26

Sfruttamento minorile, tratta di esseri umani, violenza e morti sospette.
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Dove abitavi 240 milioni di anni fa?

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 07/11/2018 - 12:24

Lo potete scoprire qui. La mappa è stata costruita da Ian Webster, ingegnere. Sono inserite le principali città e scopriamo che Milano era vicinissima all’Oceano e che a Napoli il mare non c’era, a differenza di Torino.
La mappa prevede un sacco di opzioni, potete vedere com’era il mondo fino a 20 milioni di anni fa, con o senza nuvole, seguirne la rotazione.
Buon divertimento!

Il violino al mercatino

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 07/11/2018 - 12:23

Giuseppe, operaio di 39 anni, sta facendo un giretto in un mercatino dell’antiquariato ad Arezzo quando vede un bel violino e decide di comprarlo.
Dopo una breve ricerca si è scoperto che lo strumento risale al 1790 ed è opera di un maestro della liuteria cremonese, Lorenzo Storioni. Risulta rubato a un musicista milanese il dicembre scorso che lo aveva acquistato a un’asta. Valore: 250mila dollari.
Giuseppe ha restituito il violino, non si sa se gli abbiano rimborsato il prezzo pagato al mercato.
(Fonte: Repubblica)

Un pisolo reale

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 07/11/2018 - 12:21

Sarà stato il caldo, sarà stata la stanchezza e quello che volete ma di fatto il principe Carlo d’Inghilterra si è appisolato durante la cerimonia per il centenario della Raf, l’aeronautica militare britannica. Poche settimane prima anche il principe Harry era stato fotografato mentre si appisolava sempre a un evento pubblico.
Bella vispa invece la ultranovantenne Elisabetta. Quella lì li seppellisce tutti.
(Fonte: La Stampa)

240 milioni di anni fa Milano era a due passi dall’Oceano

People For Planet - Mer, 07/11/2018 - 09:45

La Terra è cambiata radicalmente nel corso di milioni di anni. Ma il software engineer Ian Webster grazie ai dati raccolti dagli studiosi consente di trovare dove sarebbe stata casa nostra nell’antico mega-continente Pangea. Ecco la posizione delle principali città del mondo 240 milioni di anni fa.

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GUARDA QUI LA MAPPA

 

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All you can eat (and abuse): Greenpeace svela cosa c’è dietro il sushi

People For Planet - Mer, 07/11/2018 - 02:43

L’indagine condotta per oltre un anno da Greenpeace e tristemente ribattezzata Misery at the Sea accende i riflettori su un modello di business praticato da uno dei colossi mondiali del mercato del pesce, che viola diritti umani, codici etici e norme ambientali. Con il tacito nullaosta delle istituzioni.

“Condotte per più di un anno, le nostre indagini mostrano che la catena di approvvigionamento della pesca di Taiwan è ancora viziata da violazioni dei diritti umani, nonostante il cambio di legge all’inizio del 2017 per proteggere i pescatori migranti sulle navi di Taiwan”, ha dichiarato Yi Chiao Lee, responsabile delle ricerche per Greenpeace nella zona dell’Est asiatico.

Taiwan è un anello cruciale nella catena del mercato del pesce su scala mondiale. Nonostante l’ammonimento emesso nel 2015 dall’Ue, fra i principali importatori di pesce proveniente dall’Oceano Pacifico, la pesca continua ad essere praticata con metodi illegali che sfidano i codici internazionali, e l’azione del Governo di Taiwan, a detta di Yi Chiao Lee, risulta tutt’ora insufficiente, specie in materia legislativa:

“Il Governo di Taiwan deve mettere in atto una legislazione che protegga i lavoratori e i diritti umani e ne garantisca la piena attuazione; e aziende come la Fcf Fishery devono rivedere urgentemente i loro modelli di business e mettere in atto mezzi per garantire che le violazioni dei diritti umani e i cattivi standard ambientali endemici di parti di questo settore siano effettivamente eliminati”.

In attesa del riesame che i funzionari dell’Ue formuleranno a settembre 2018, decidendo così se rievocare l’avvertimento oppure procedere con ulteriori provvedimenti nei confronti di Taiwan, l’attenzione ora è tutta rivolta a Fcf Fishery (Fong chun Formosa Fishery Company), l’azienda che un dettagliato dossier di Greenpeace metterebbe sotto scacco.

Lo scandalo del colosso del mercato ittico

Sfruttamento minorile, lavori forzati, maltrattamenti e abusi, queste le accuse a Fcf Fishery, che recentemente ha fatto parlare di sé per essersi spesa parecchio per migliorarsi sotto il profilo della responsabilità sociale d’impresa e ambientale, tanto da ricevere un premio. L’azienda, che esporta frutti di mare e sushi nei mercati giapponesi, europei e americani, con le sue oltre 30 filiali, basi di pesca e agenti di spedizione copre gran parte della flotta peschereccia internazionale di Taiwan.

A destare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle condizioni di vita dei lavoratori sui pescherecci è stata la morte sospetta di un pescatore indonesiano. Supriyanto, un lavoratore sano e giovane di età, è morto in agonia dopo avere lavorato  per 4 mesi a bordo della nave di Taiwan, la Fu tsz Chiun. Dalle immagini emerge che  l’uomo è stato picchiato e maltrattato, ciò nonostante non è stato preso alcun provvedimento dalle autorità giudiziarie. Ad aggravare le accuse è però un dato emerso dalle analisi satellitari.  La nave avrebbe proseguito con le ordinarie attività di pesca nei giorni successivi alla morte del lavoratore, ignorando le condizioni di deterioramento del cadavere e il rischio di contaminazione a danno della qualità e l’integrità della merce pescata.

Il sindacato locale che lotta per i diritti dei pescatori taiwanesi (Ylan Migrant Fisherman Union) e che ha collaborato nelle indagini sulla morte di Supriyanto, da tempo denuncia la negligenza delle istituzioni sulle attività dei pescherecci, a partire dai reclutamenti. Chi lavora a bordo delle navi di Taiwan che collaborano con le aziende responsabili della maggior parte del sushi che raggiunge le nostre tavole, è infatti spesso un migrante, minorenne, proveniente dal Sud-Est asiatico e reclutato da trafficanti di esseri umani.

Immediata la reazione del presidente della Fcf Fishery, Max Choud, che rimanda al mittente le accuse e precisa l’estraneità dell’azienda rispetto alle vicende – di cui quella riportata è soltanto la punta dell’iceberg – e si smarca da possibili corresponsabilità con il Governo di Taiwan, nonostante i legami e gli interessi commerciali  che li vedono legati.

“Ci rendiamo conto che, essendo uno dei maggiori fornitori mondiali di prodotti per la catena di fornitura integrata con più di 30 filiali, basi di pesca e agenti di spedizione in tutto il mondo, siamo un obiettivo primario per le organizzazioni che cercano di ottenere pubblicità”.

In attesa del verdetto di settembre, è difficile non pensare che, ancora una volta, e stavolta fuori dai confini europei, l’Europa sia chiamata a pronunciarsi sulla questione dei migranti, sia pure indirettamente. Se mai fosse necessario ribadirlo, il  fenomeno delle migrazioni è tutt’altro che prerogativa delle frontiere europee o messicane, e il modello delle multinazionali che sfrutta le risorse di un Paese e che spinge un individuo a migrare è il medesimo che lo raggiunge in quell’altrove, di nuovo, abusando della sua condizione di migrante, specie quando gli manca la terra sotto i piedi, letteralmente.

 

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Canapa Legale: cosa ne pensano gli italiani?

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 07/10/2018 - 11:51

Il controverso tema della Cannabis light è ormai ricorrente in Italia; recentemente è stato ripreso dai media e discusso sui social per l’improvviso colpo di scena da parte del CSS (Consiglio Superiore di Sanità) che ha portato un clima di incomprensione e incertezza sul futuro di questo, ormai, business da milioni di euro. Ma andiamo con ordine:
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Ti accompagno e ti aspetto

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 07/10/2018 - 11:50

All’Ospedale Pediatrico Santa Maria Annunziata di Firenze c’è un’infermiera molto particolare che accompagna alla porta della sala operatoria i bimbi che devono sottoporsi a interventi chirurgici. Si chiama Serena, ed è un bellissimo bassethound che non solo li accompagna ma li aspetta pure. Aiuta così i bimbi ad affrontare meglio un momento difficile.
E a vedere le foto Serena prende l’impegno con molta serietà.
(Fonte: Ansa.it)

Imparare la musica è gratis

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 07/10/2018 - 11:50

Le domande di ammissione al Conservatorio Popolare di Napoli si possono presentare dal 1 settembre. Si tratta di una scuola completamente gratuita per tutti i ragazzi che vogliono studiare musica. E’ un progetto di inclusione sociale realizzato dall’associazione “Il Canto di Virgilio” alla Domus Ars, centro di cultura, e promosso da Forgat onlus.
(Fonte: Greenme)

Veloce come un Pinguino

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 07/10/2018 - 11:48

Tutti i 500 computer più veloci al mondo sono equipaggiati con il sistema operativo libero e gratuito Linux. In particolare, due dei primi tre, hanno scelto la distribuzione Red Hat Enterprise Linux: Summit, il più veloce al mondo, presentato a inizio giugno all'Oak Ridge National Laboratory (USA), e rivolto alla ricerca, dal cancro all'astrofica, e Sierra, presso il Lawrence Livermore National Laboratory, terzo nella classifica, rivolto al machine learning, la modellazione, l'alta risoluzione e la simulazione.
(Fonte: Zeus news. Segnalata da Davide Calabria, grazie!)

A tree of you, con un gioco on line si piantano alberi veri

People For Planet - Mar, 07/10/2018 - 02:43

Si chiama “A tree of you“, (cioè un albero di te), ed è un gioco on line che si trasforma in un gesto concreto per la tutela del patrimonio forestale. In sostanza, consente di creare un albero virtuale e i primi 500 saranno davvero piantati.
L’impegno è dell’industria cosmetica Davines.

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Il sito di A tree of you

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Canapa Legale: cosa ne pensano gli italiani?

People For Planet - Mar, 07/10/2018 - 02:27

Il controverso tema della Cannabis light è ormai ricorrente in Italia; recentemente è stato ripreso dai media e discusso sui social per l’improvviso colpo di scena da parte del CSS (Consiglio Superiore di Sanità) che ha portato un clima di incomprensione e incertezza sul futuro di questo, ormai, business da milioni di euro. Ma andiamo con ordine:

Con la Legge 242 del 2016, viene autorizzata in Italia la coltivazione e creazione della filiera agroindustriale della cannabis sativa, purché essa:

  • Abbia un valore di THC non superiore allo 0,6%
  • Rientri tra le qualità ammesse dalla normativa europea (art. 17 direttiva 2002/53/CE del 13 giugno 2002).

Nel giro di poco tempo abbiamo assistito letteralmente a un boom, un’esplosione di una vera e propria New canapa economy”, un nuovo settore che vede coinvolte più di mille aziende, agricole e commerciali. Ad oggi, si contano circa 1300 ettari coltivati in Italia, numero tre volte superiore rispetto ai dati del 2013 e destinato a crescere. Stando ai dati, alla domanda e offerta del mercato italiano, si può affermare che siamo testimoni di un giro d’affari con un potenziale altissimo sia in termini economici che di posti di lavoro.

Cannabis light legale da fumare, ma anche olii al CBD, estratti e resine, cristalli, tisane, trinciati di canapa, aromi e liquidi per sigarette elettroniche… una scelta vastissima di prodotti disponibile non solo nei punti vendita ad hoc, ma anche online (come EasyJoint pioniere in Italia), e in tabaccherie e farmacie che si stanno recentemente affacciando a questo tipo di commercio.

A giugno 2018, dal CSS, organo di consulenza tecnico-scientifica del Ministero della salute, arriva un colpo ferale per un mercato in pieno boom. Un parere negativo sulla vendita della marijuana light, che mette in crisi consumatori e venditori e divide l’opinione pubblica.

Cosa pensano gli italiani della libera possibilità di vendere e acquistare Canapa Legale da punti vendita ufficialmente autorizzati?

Glielo abbiamo chiesto.

Nel mese di giugno, prima della divulgazione del parere espresso dal CSS, abbiamo pubblicato un sondaggio sulla pagina Facebook di People For Planet con la seguente domanda:

La Cannabis Light ha conquistato l’Italia a un anno dalla legge che ne ha legalizzato la vendita.
Sei d’accordo o è un rischio?

Dei quasi 200 utenti che hanno risposto il 90% del totale si è definito in accordo con la legalizzazione di questo commercio. Un campione piccolo, è vero, ma che rilascia un esito  significativo e decisamente schierato. A seguito di questo risultato, abbiamo deciso di approfondire chiedendo direttamente e in modo casuale alle persone.

Così mi sono recata per strada, vicino all’ingresso di uno shop autorizzato alla vendita di prodotti contenti CBD e THC, e senza fare troppe selezioni di genere e età ho deciso di fermare i passanti chiedendo di rispondere alla seguente domanda: Sei d’accordo con la vendita della Canapa Light?

A mia sorpresa ho riscontrato una buona informazione sul tema: “molti shop autorizzati hanno al loro interno materiale informativo, inoltre su internet trovi di tutto”- mi informa, ad esempio, una studentessa universitaria. Sulla base di questi sondaggi e ricerche, ho cercato di tirare le somme per riassumere quello che è il pensiero degli italiani a riguardo. Cosa è emerso?

Chi è d’accordo con la commercializzazione della Canapa Light ne fa un discorso per lo più di sicurezza del mercato, sia in termini di possibilità di conoscere la provenienza della filiera produttiva e quindi sapere dove viene coltivata e com’è trattata, sia in termini di efficace contrasto al mercato illegale.

I già consumatori della canapa illegale sono passati a quella venduta regolarmente anche per una maggiore facilità di reperibilità del prodotto e per non cadere nell’illegalità: “questa (indicando la busta appena acquistata) la compro sotto casa e non rischio nulla. Ti pare poco?”

Un argomento emerso in modo ricorrente è proprio quello del contrasto al mondo illegale, alle mafie che si arricchiscono dagli stupefacenti spesso alterati con altre sostanze estremamente nocive: “fumo saltuariamente Canapa legale perché non contiene sostanze psicoattive che ti sballano”- mi racconta Andrea, sulla trentina, libero professionista – “mi piace rimanere lucido, ma ogni tanto mi concedo una serata dove fumo per rilassarmi”.

Chi dice no invece ne fa una questione di salute: “non si ha la certezza di quali danni fisici, celebrali e comportamentali si possono avere, inoltre siamo sicuri non provochi dipendenza?”. Tra alcuni intervistati, è comune l’opinione che anche le forze dell’ordine potrebbero essere in difficoltà: “come si può riconoscere una bustina di erba legale da una non legale? Il lavoro diventa più complesso e il sistema si ingolfa di pratiche per accertamenti” riporta una coppia di mezza età. (Guarda lo sketch di People For Planet tra un carabiniere e un consumatore).

“Non sono d’accordo sul fumare in generale figurati se sono d’accordo sul fumare Cannabis. Ma ognuno è libero di fare quello che vuole e in più ormai per molti questo mercato è diventato un lavoro” – le ultime parole di una donna intervistata, la più anziana.

Sono diverse dunque le opinioni degli Italiani, a favore o contro, riguardo al tema della legalizzazione della Cannabis Light, e tutte sottolineano interessanti punti che meritano un approfondimento. Ma il dato che rimane è che questo commercio, della Canapa ad uso non solo ricreativo, ma anche medico, agricolo, ambientale, edile…  ha introdotto un vero e proprio nuovo business che, oltre a portare oggi nuovo lavoro, potrebbe portare in futuro nuove opportunità.

Fonti:

Wired.it
Inchiesta People For Planet

 

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People For Planet - 9 luglio 2018

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 07/09/2018 - 12:28

Via il monouso dalle mense: più salute, più ambiente, più soldi
Le plastiche usa e getta possono rilasciare interferenti endocrini nei cibi, e danneggiare la fertilità.
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Consigli per la scelta della Pensione Complementare
Seconda puntata del nostro viaggio nelle pensioni complementari
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Keep Calm

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 07/09/2018 - 12:27

Usa. L’ubriaco stava dando in escandescenze ma non sapeva, il meschino, che nel locale stava mangiando Matt Serra, campione dell’UFC, un’organizzazione di arti marziali miste statunitense.
Matt, con tutta calma, si è seduto sopra l’ubriaco e la storia è finita lì.
(Fonte: Ansa.it)