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Mobilità: Berlino è la nuova Amsterdam. Per merito di tre persone qualsiasi

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 09/10/2018 - 10:09

Una lezione di vita e socialità arriva dalla Capitale tedesca.
E mostra come noi stessi potremmo essere il cambiamento che vogliamo.
La città, grazie all’impegno dei suoi abitanti, ha un nuovo e ambizioso piano per la mobilità
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Storie di ladri

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 09/10/2018 - 10:07

Denver, Colorado: tenta di rapinare un punto vendita di sigarette elettroniche ma la pistola gli cade e va a finire dietro il bancone. La commessa la raccoglie e il ladro non può fare altro che scappare. E nella fuga ha rischiato di perdere pure i pantaloni.
Vedi che anche le sigarette elettroniche fanno male?
(Fonte: Tgcom24)

Street art e Arte irregolare in mostra

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 09/10/2018 - 10:05

Sì, le vacanze sono finite ma se vi capita o volete prendervi ancora qualche giorno vi consigliamo di fare una visita nel paese di Diamante, in Calabria, dove 300 murales decorano i muri della cittadina. Dal 10 al 15 settembre inoltre si tiene in paese il festival OSA, Operazione Street Art,dove alcuni artisti continueranno l’opera di decoro iniziata nel 1981 dal pittore Nani Razzetti.
Se poi volete, dal 5 al 7 ottobre ad Alcatraz si terrà il III Festival Ousider Art – Arte Irregolare. Anche nelle colline umbre una bellissima mostra di artisti “irregolari”, un convegno con crediti Ecm dal titolo “Prendersi cura di sé, prendersi cura degli altri” e una mostra dell’artista più outsider di tutti, Dario Fo, accompagnata e raccontata da Mario Pirovano.
Viva l’arte di tutti!

Le smorfie dietro a Trump

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 09/10/2018 - 10:04

E’ diventato virale un video dove si vede il presidente Donald Trump che fa un comizio a Billing, in Montana, e dietro di lui un ragazzo che attraverso la mimica facciale fa chiaramente capire che è in disaccordo con quanto viene detto o almeno ne è sorpreso. Identificato come Tyler Linfesty, il ragazzo è diventato una star.
Ci sono voluti alcuni minuti prima che la regia si rendesse conto di quello che stava accadendo e un’addetta dello staff del presidente raggiungesse il ragazzo chiedendogli di spostarsi.
Ma ormai il guaio era fatto.
Vedi qui il video

Cosa si ottiene dalla plastica riciclata? (Infografica)

People For Planet - Lun, 09/10/2018 - 04:02

Nella prima parte abbiamo visto come i rifiuti plastici vengono suddivisi, in questa seconda parte scopriamo come vengono lavorati per farne nuova plastica riciclata.

Per vedere l’infografica più grande clicca qui

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Mobilità: Berlino è la nuova Amsterdam. Per merito di tre persone qualsiasi

People For Planet - Lun, 09/10/2018 - 02:55

E mostra come noi stessi potremmo essere il cambiamento che vogliamo.
La città, grazie all’impegno dei suoi abitanti, ha un nuovo e ambizioso piano per la mobilità

Non solo, non sempre, ha senso lamentarsi per un governo inetto. L’azione che sta rivoluzionando la mobilità della capitale tedesca – una capitale antica, tradizionalista, legata al suo passato e alle sue Trabant – è stata possibile grazie a una raccolta firme nata dalla semplice iniziativa di tre persone qualsiasi.

Traduco dal Berliner Zeitung, che ha raccontato la loro storia, le frasi che i tre hanno usato a commento del successo ricevuto: Ragnhild, che arrivava dalla Norvegia, ha detto: “A Berlino mi sentivo all’età della pietra”, qualcosa di davvero empatico per noi italiani, che possiamo immedesimarci subito nel loro stato d’animo (teoria della relatività a parte, visto che Berlino era comunque già molto più avanti di noi in civilità ciclistica). Michael ha detto: “Le piste ciclabili erano usate come parcheggi”, una lamentela che avrete notato anche qui. Mentre Denis ha magistralmente affermato: “Il grosso deve ancora iniziare!”. Capito? Lui stesso, che non è un politico, non è un imprenditore di biciclette, e ha il solo interesse che noi tutti potremmo avere a vedere le cose migliorare, sente che il suo lavoro è appena cominciato.

Comunque sia, i tre hanno semplicemente dato vita a una raccolta firme, una petizione destinata al Parlamento cittadino, a seguito – nel 2015 – di una serie di incidenti che avevano colpito pedoni e ciclisti berlinesi. In quel periodo, dal 2010 al 2017, si contarono 87 incidenti mortali solo tra i ciclisti della capitale.

Ma, per capire meglio quel numero, relativizziamolo. Valutando i dati stilati dalla Ue sulle morti che coinvolgono i ciclisti in Europa, in quel periodo, l’Italia ha contato 249 decessi l’anno. In Germania sono stati 354 i morti (più che da noi: ma loro sono 83 milioni, e noi 60, e, soprattutto, loro usano la bici e noi no: sempre secondo i dati della Commissione europea, la percentuale di tedeschi che usa la bici in un giorno qualsiasi era allora al 12%. Da noi al 6%). Quindi la pericolosità statistica delle nostre strade era (ed è) molto più elevata, ma loro sono intervenuti, dal basso, e noi no.

Andiamo avanti. I tre amici berlinesi hanno mosso le acque (evidentemente fertili) tra i loro contatti, poi tra alcuni attivisti, hanno coinvolto intellettuali e politici. Hanno organizzato veglie, dimostrazioni, sit-in. Hanno allargato la loro schiera di amici. In tre settimane hanno raccolto 105mila firme a sostegno di un referendum, ma la politica diceva non se ne parla. Nel 2017 iniziò il dialogo, che finì quando il Parlamento approvò una legge di bilancio che aumentava del 300% il budget per le piste ciclabili, portandolo a 100 milioni. Ma ancora non bastava.

La lobby di ciclisti che si era formata si propose per lavorare a una nuova legge sulla mobilità pulita, e al Dipartimento del Senato si riunirono 17 volte, insieme ad ambientalisti, alla SPD e ai verdi. Una società di consulenza, la KCW, ha collaborato gratuitamente. Ad agosto 2017, il progetto di legge era disponibile. “L’ultimo incontro è durato fino all’una di notte”, ricorda Denis. “Nel mezzo arrivò la Critical Mass a portarci la pizza. Il Segretario di Stato rimase colpito quando improvvisamente 400 ciclisti si fermarono davanti all’Amministrazione del Senato”. A fine giugno di quest’anno, quel progetto di legge è stato approvato.

Nel frattempo, la squadra del referendum è diventata un’associazione – Changing Cities -, che oggi può permettersi tre dipendenti pagati dai circa 400 sponsor. “Oggi siamo presenti anche a livello nazionale”, continua Denis. “Ci sono iniziative per promuovere referendum in dieci città, così come nella regione Reno-Westfalia e in Baviera, e ne vengono aggiunte altre in continuazione”. Cosa ha ottenuto Berlino? Potete leggerlo qui. Ha ottenuto tutto.

Per vostro agio, ecco uno schema dei punti salienti del nuovo piano per una mobilità sostenibile:

  • Saranno costruite piste ciclabili separate su TUTTE le strade principali
  • Ci saranno 100 km di piste particolarmente ampie, con priorità sul resto del traffico, pensate per coprire velocemente grandi distanze
  • Sono previsti 100mila nuovi parcheggi per bici
  • Saranno messi in sicurezza almeno 30 incroci all’anno, iniziando da quelli che maggiormente vedono incidenti per i ciclisti
  • I poliziotti si muoveranno anche in bici, in tutti i quartieri
  • I trasporti pubblici saranno potenziati, specialmente nelle periferie e nei collegamenti fra periferia e centro
  • Gli autobus saranno a emissioni zero entro il 2030
  • Sarà garantita migliore accessibilità alle stazioni del trasporto pubblico per le persone a mobilità ridotta
  • I biglietti per il trasporto pubblico saranno scontati su base reddittuale


Immagine di copertina:
fotomontaggio di Armando Tondo – 2018

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Imprenditori: cosa fare per combattere la stretta del credito autunnale

People For Planet - Lun, 09/10/2018 - 02:50

Potrebbe diventare l’inno ufficiale degli imprenditori che hanno rapporti problematici, ma non ancora compromessi, con gli istituti di credito.

Perché il rientro dalle vacanze si presenterà davvero senza quel metaforico “sole” rappresentato dal rubinetto del credito che, dopo 10 anni di sistematica e costante contrazione e contrariamente alle dichiarazioni propagandistiche degli ultimi tempi, non ha sicuramente ripreso ad erogare finanza alle piccole-medie imprese che rappresentano il 90% del tessuto produttivo del nostro paese.

I segnali sono inequivocabili: numerose segnalazioni da parte di piccoli imprenditori meravigliati dal sollecito ricevuto dalle banche per la restituzione di quanto ottenuto in prestito.

Le banche hanno problemi di bilancio evidenti: non riescono più a fare (eticamente) fatturato e la riduzione dei costi (personale, logistica, Npl) ha raggiunto livelli ben difficilmente superabili.

La disciplina di Basilea sull’esercizio del credito impone inoltre obblighi di accantonamenti per sostenere la probabilità di default della aziende affidate e tutelare quindi il risparmio.
E l’ accantonamento è un costo.

Le banche, per tutelarsi, cercano quindi di ridurre il rischio nei confronti dell’azienda affidata, cioè chiedono alla stessa la restituzione dei soldi che non ha (la crisi ha colpito tutti).

Si apre quella fase definita ‘pre-contenzioso‘, una subdola formula che si manifesta con le muscolari minacce dei funzionari di banca che promettono di girare la pratica all’ufficio contenzioso, nel caso non si rientri immediatamente dalla scopertura, per le successive azioni giudiziarie di recupero.

E’ puro terrorismo psicologico. Le banche non hanno alcun interesse a ‘girare’, per i previsti maggiori accantonamenti, le posizioni a ‘contenzioso’ e tentano quindi dapprima di recuperare dalla azienda quanto più possibile. O, quanto meno, tentano di ‘fortificare’ una posizione che molto spesso, per effetto di tutte le irregolarità commesse (non solo usura e anatocismo), è più debole di quanto si possa immaginare.

Nel momento in cui hanno deciso di ‘disimpegnarsi’ dalla gran parte dei rapporti bancari con rating costosi (in termini di accantonamenti) , gli istituti di credito cercano in ogni modo di ottenere la regolarizzazione formale delle singole posizioni prima di formalizzare il contenzioso (lettera di revoca dagli affidamenti e messa in mora) e di attivare le garanzie (fideiussioni), cioè di richiedere i soldi ai garanti – se l’azienda non ha liquidità – con la possibilità di agire sui beni immobili degli stessi.

Quest’opera è svolta in maniera surrettizia e talvolta scorretta, perché ‘camuffata’ attraverso:

a) offerta di un piano di rientro con una clausola che «manleva le banche da ogni responsabilità in merito alla concessione del finanziamento e che determina, da parte del debitore, il riconoscimento del saldo» e quindi una ‘blindatura’ di fronte al diritto di contestarlo successivamente;
b) concessione di un finanziamento (a tre-cinque anni) che non costituisce nuova finanza per l’azienda, ma serve solo a eliminare la pregressa esposizione di conto corrente (anche in questo caso il nuovo contratto presenta la clausola di cui sopra).
Questa pratica rappresenta, come dicevamo, l’estremo tentativo, ancorché tardivo, per la ‘sistemazione’ dei vecchi affidamenti delle cui irregolarità il debitore non ha consapevolezza.
Gli inviti, in questa fase apparentemente concilianti, sottendono la volontà di impedire che l’azienda possa, anche giudizialmente, sollevare eccezioni di sorta.

Cosa fare?
Ai primi ‘segnali’ di approccio inflessibile, occorre “anticipare” la banca e contrastare il descritto comportamento avviando, nella tutela dei propri diritti, una preventiva azione giudiziaria al fine di proporre tutte le questioni giuridiche che l’istituto di credito avrebbe voluto, surrettiziamente, evitare e quindi trasformando una criticità evidente in una seria opportunità per resistere a istanze tanto pressanti quanto vessatorie. Acquisire tale consapevolezza conferisce al debitore il potere contrattuale necessario per trattare da pari a pari con la banca invertendo in tal modo il rapporto di forza che per decenni l’ha vista come «contraente debole».
Questa consapevolezza necessita pero’ di coraggio, di tempismo e di attenzione da parte chi deve decidere il suo futuro.

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Trump spazza via Obama: Usa a carbone

People For Planet - Lun, 09/10/2018 - 02:46

È stata una delle promesse di Donald Trump e il presidente statunitense vorrebbe che diventi presto legge: più carbone, meno rinnovabili, meno costi per le aziende, più inquinamento.
Entro la fine dell’anno l’Affordable Clean Energy di Trump dovrebbe prendere il posto del Clean Power Plan, varato da Barack Obama nel 2015. Un provvedimento che consentirà ai vari Stati americani indipendenza e flessibilità sulle regole di emissioni per aziende e centrali elettriche, favorendo così il ritorno agli idrocarburi.
L’Epa, l’agenzia per la protezione dell’ambiente, ha infatti predisposto un disegno di legge per cancellare il Clean Power Plan, che avrebbe dovuto limitare le emissioni di gas serra prodotte dalle centrali a carbone, e mai entrato in vigore perché nel 2016 la Corte Suprema lo aveva fermato temporaneamente per le critiche di alcuni Stati federali (principalmente quelli produttori di carbone ) che avevano come obiettivo quello di bloccare la norma.

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Tell Me: Jacopo Fo saluta Francoforte

Comitato Nobel Disabili Onlus - Dom, 09/09/2018 - 22:57

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Che fine hanno fatto le Solar Roof di Tesla?

People For Planet - Dom, 09/09/2018 - 04:50

Solar Roof, tetto solare o meglio “tegole solari”, in grado di catturare i raggi del Sole e trasformarli in energia elettrica rinnovabile.
Presentate per la prima volta nell’ottobre del 2016, in Italia pare non siano ancora disponibili: dovevano arrivare nei primi mesi del 2018 ma il sito internet di Tesla consente ancora solo una “prenotazione” pagando 930 euro.
Negli Stati Uniti sono in vendita da maggio 2017.
Le tegole solari hanno la stessa forma e la stessa dimensione di quelle utilizzate per i tetti delle case, con la particolarità di integrare un pannello fotovoltaico al loro interno. Vengono poi ricoperte da uno speciale materiale vetroso che protegge il pannello solare dalle intemperie e lo rende praticamente indistruttibile.
Elon Musk è stato il primo imprenditore al mondo a crederci veramente e a iniziare una produzione di massa. Le tegole solari sono adatte per un tetto inclinato dai 14 ai 90 gradi e sono predisposte per essere collegate a Powerwall, le batterie per le abitazioni prodotte sempre da Tesla.
Montano celle solari Panasonic garantite 30 anni e proprio sui 30 anni si gioca la convenienza (o la non convenienza) di un tetto solare rispetto a un tetto normale con installato un impianto fotovoltaico tradizionale.
Da Qualenergia.it: “Il problema è l’elevato investimento iniziale: per sostituire un tetto di circa 2.000 piedi quadrati (185 metri) di una casa nello Stato di New York, con un solar roof costituito dal 40% di tegole “attive”, esempio fatto da Bloomberg, bisogna sborsare circa 50.000 dollari.
Certo, la spesa si ripagherà totalmente, secondo il calcolatore web di Tesla, perché il valore dell’energia generata in 30 anni – grazie anche all’utilizzo di una batteria – sarà superiore (64.000 $) al costo di partenza, ma il tempo di ritorno dell’investimento può essere troppo lungo per molti potenziali clienti.
Ancora più critiche sono le valutazioni del blog Pick my solar, secondo cui il tetto solare di Tesla è ben più costoso di una copertura tradizionale abbinata a un impianto FV da 6 kW: 52.300 $ per un solar roof di circa 185 metri quadrati in California, contro circa 26.000 $ per una soluzione standard più i pannelli.”
L’idea è che le tegole fotovoltaiche chiudano cerchio dell’indipendenza energetica: loro producono energia, accumulata dalla Powerball e consumata dalla casa e dall’auto elettrica.

Perché nessuno dice quanta energia producono?

Fonti:

http://www.qualenergia.it/articoli/20170515-prezzi-e-promesse-del-solar-roof-di-tesla-le-prime-valutazioni

https://www.tesla.com/it_IT/solarroof

Qui il brevetto delle Solar Roof

https://pro.hwupgrade.it/news/scienza-tecnologia/piu-dettagli-sulle-tegole-solar-roof-di-tesla-ecco-perche-sono-belle-e-funzionano_75802.html

Immagine di copertina: fotomontaggio di Armando Tondo, luglio 2018

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Qui Everest: abbiamo un problema con la cacca!

People For Planet - Dom, 09/09/2018 - 02:41

La quantità di escrementi lasciata dagli alpinisti è eccessiva. Ma c’è chi ha trovato una soluzione.
Non è la prima volta che si parla dei rifiuti lasciati dietro di sé da coloro che si avventurano alla conquista della vetta dell’Everest. Si tratta, ogni anno, di un esercito di circa 1.200 persone che sfidano le temperature rigidissime, il mal di montagna, il disorientamento, la fatica… Solo la metà di essi riesce a coronare il sogno. Rifiuti, si diceva; in particolare, quelli umani. Nel tempo impiegato per raggiungere la meta (in media, circa 2 mesi) si stima che ogni alpinista produca circa 27 kg di escrementi.

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È morto Vincino. Panico in Paradiso

Le Buone Notizie di Cacao - Sab, 09/08/2018 - 11:49

Era il 1976, Gad Lerner mi disse che al quotidiano Lotta Continua serviva un sostituto per Vincino che doveva andare in vacanza. Così arrivai nella sede del giornale con tipografia annessa, la porta vigilata da alcuni compagni del servizio d’ordine. C’era uno strano direttore, Enrico Deaglio, medico che di mattina prima di iniziare a fare il giornalista visitava i redattori malati, facendoli sdraiare sui tavoli e poi prescriveva medicamenti.

Vincino mi venne incontro con quel suo sorrisone, era grande e grosso e mi fu subito simpatico, spettinato con i vestiti raffazzonati, mi invitò quella sera stessa a cena. Abitava in una viuzza fetida nella zona dei Fori Imperiali, l’ingresso della palazzina era buio e sporco e io iniziai a temere di dover mangiare schifezze in un antro putrido. Vincino suonò alla porta del primo piano e quando si aprì restai a bocca spalancata vedendo una ragazza di una bellezza scioccante: Giovanna Caronia, sua moglie, che mi offrì pure una fantastica cena siciliana. Poco tempo dopo fummo chiamati a lavorare ai Quaderni del Sale da Pino Zac, il grande maestro che tornava in Italia dopo anni di fuga in Francia per una serie spaventosa di denunce per oltraggio a qualunque cosa. Fui io a trattare sui soldi con l’editore, anche per Vincino.

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Lo sciopero di Greta per il clima

Le Buone Notizie di Cacao - Sab, 09/08/2018 - 11:21

Carissimi, questa settimana raccontiamo la storia di Greta riportando un articolo apparso sul Corriere della sera del 1 settembre.
Che sia il caso di imitarla?
Buona Lettura!

Lo sciopero di Greta per il clima
«Gli adulti sputano sul mio futuro»
Svedese, 15 anni, manifesta al Parlamento: «Torno a scuola dopo le elezioni»

Da due settimane c’è una ragazza seduta per terra davanti al Parlamento di Stoccolma. Ha 15 anni, si chiama Greta Thunberg. Ha la cerata gialla e uno zaino pieno di compiti. Legge, scrive, distribuisce volantini. Non va a scuola perché sta protestando.

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L’inquinamento uccide il doppio!

People For Planet - Sab, 09/08/2018 - 02:53

L’inquinamento potrebbe essere un problema grosso il doppio di quello che pensiamo per la nostra salute. Uno studio internazionale pubblicato sulla rivista americana Pnas, dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti d’America, ha rivisto al rialzo le cifre che associano le morti per varie malattie all’inquinamento atmosferico.

Allo studio hanno lavorato oltre 50 scienziati provenienti da tutto il mondo, che hanno messo in relazione la misura diretta delle concentrazioni delle polveri sottili in determinati luoghi studiando gruppi di popolazioni esposte con i dati legati all’incidenza di determinate malattie come ischemie, ictus, tumori, infezioni polmonari, malattie ostruttive… Rispetto ai modelli predittivi usati in precedenza, da questo studio sui dati diretti emerge una correlazione molto più forte tra inquinamento e malattie. Con questo sistema di calcolo, sarebbero quasi 9 milioni i morti all’anno imputabili all’inquinamento atmosferico. Lo studio confermerebbe anche il ruolo negativo dell’inquinamento anche su malattie neurodegenerative e sul diabete, malattie che più studi stanno iniziando ad associare anche ai fattori di inquinamento ambientale.

Il Corriere della Sera riporta i commenti allo studio da parte di Francesco Forastiere dell’Oms: «Lo studio indica un aumento del 120% delle morti evitabili che si possono attribuire all’inquinamento dell’aria, ponendo questo fattore di rischio ai vertici delle cause di morte nel mondo, poco al di sotto di quelle dovute alle malattie di origine alimentare e decisamente superiore al fumo (6,3 milioni di morti all’anno). Ma soprattutto suggerisce alle autorità sanitarie che la riduzione dei livelli di inquinamento fa risparmiare vite in maniera ancora più significativa di quanto si pensasse prima» commenta Forastiere.

Ridurre l’inquinamento quindi potrebbe in fondo portare ad un risparmio di vite e, se si vuole pensare al brutale dato economico, a popolazioni più sane che non hanno bisogno di essere curate a spese dei sistemi sanitari.

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Costa: cambiare norma sugli inceneritori per puntare sul riciclo

People For Planet - Sab, 09/08/2018 - 02:39

Metter mano alla norma sugli inceneritori per inaugurare un nuovo percorso che punti su differenziata e riciclo piuttosto che sulla combustione. Questo quanto anticipato ieri dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa al termine del Consiglio dei Ministri. La proposta arriva dopo l’impugnazione da parte dello stesso Costa della legge della Regione Marche n. 22 del giugno 2018.

In realtà il provvedimento in questione va esattamente nella direzione “no inceneritori”: la legge vieta, infatti, la combustione dei rifiuti e del CCS sul territorio marchigiano (ad eccezione del biometano), bloccando di conseguenza la realizzazione del nuovo termovalorizzatore voluto dal precedente governo.
Qual è il problema? Come sempre la diatriba tra competenze statali e regionali.

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Celiachia: cambiano i rimborsi statali sui prodotti gluten-free

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 09/07/2018 - 10:42

Limiti di spesa più alti rispetto al passato per i minori, più bassi per adulti e anziani
Nuova divisione delle fasce di età e differenze tra uomini e donne: sono questi, in sintesi, i principali cambiamenti contenuti nel nuovo decreto del Ministro della Salute sulla celiachia, “Limiti massimi di spesa per l’erogazione dei prodotti senza glutine“.
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Un formaggio stagionato

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 09/07/2018 - 10:34

Addirittura 7mila anni. Tutto parte dal ritrovamento di alcuni cocci rinvenuti nella costa dalmata e al cui interno gli archeologi hanno rinvenuto alcune tracce di formaggio.
Lo studio, condotto da Sarah McClure della Pennsylvania State University, è stato pubblicato da Plos One, conferma quanto già si sapeva circa il consumo del latte – alimento conosciuto già 9000 anni fa - ma retrodata la produzione di formaggio di circa 2000 anni.
Altro che i 36 mesi del parmigiano!
(Fonte: Repubblica)

La Gioconda è ipotiroidea

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 09/07/2018 - 10:32

Lo afferma il dottor Mandeep R. Mehra, direttore medico dell’Heart & Vascular Center del Brigham and Women’s Hospital, secondo il quale Lisa Gherardini, la nobildonna fiorentina scelta da Leonardo per il suo quadro, ha tutte le caratteristiche di chi soffre di ipotiroidismo: carnagione giallastra, capelli sottili e un po’ di gozzo.
E chissà che c’aveva da sorridere.
(Fonte: Sky Tg24)

Un grande passo verso l’umanità

Le Buone Notizie di Cacao - Ven, 09/07/2018 - 10:30

La Corte suprema indiana ha cancellato la sezione 377 del codice penale, depenalizzando l’omosessualità che veniva considerata come “offesa contro natura”.
Finora essere gay poteva costare fino a 10 anni di carcere. Ora Dipak Misra, presidente del Collegio giudicante, ha dichiarato che "criminalizzare l'omosessualità è irrazionale e indifendibile".
Siamo d’accordo e #qualcunoglielotelefoniafontana
(Fonte: Ansa)