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Quanto della tua salute dipende da come fai lavorare il cervello?

People For Planet - Mer, 01/20/2021 - 17:00

Quarant’anni fa, vicino a Wuxi, Cina, seduto su una panchina dalla quale si poteva ammirare lo splendido lago e un’assurda piscina con falso colonnato greco, costruita da un inglese con grave turbe psichiche, ascoltavo un amico neurologo, che mi raccontava la storia di un suo strano paziente.

Quest’uomo soffriva di una grave malattia degenerativa della muscolatura. Ma aveva stupito i medici perché, nonostante il malanno, continuava a camminare e a muoversi, vent’anni dopo la manifestazione iniziale del male. Quel che affascinava il medico era che quest’uomo era riuscito a contrastare la malattia allenando muscoli “secondari” in modo da mantenere la mobilità. Camminava in modo un po’ inconsueto, ma camminava.

Quel discorso non si svolgeva per caso a Wuxi, entrambi eravamo incuriositi dal gran numero di anziani che all’alba se ne stavano immobili, in posizioni strane, nelle piazze e nei parchi, a volte in gruppi molto numerosi. Se restavi a osservarli ti rendevi conto che non erano del tutto immobili. Si muovevano ma molto, molto lentamente. Solo tempo dopo scoprii che stavano eseguendo i movimenti del Tai Ci, una specie di yoga cinese là praticato spesso in modo diverso da quel che poi vidi fare in Italia. La differenza sta proprio nell’estrema lentezza che sfiora l’immobilità. Il sospetto del neurologo era che esistesse un nesso tra quel che il suo paziente faceva per contrastare la degenerazione muscolare e queste tecniche di movimento praticate con grande soddisfazione in Cina soprattutto dagli anziani per mantenere il corpo elastico e lenire problemi di artrite, cattiva circolazione, pressione alta. Una tecnica antichissima inizialmente adottata dai guerrieri per velocizzare la guarigione di ferite e contusioni attivando il potere rigenerativo dell’ascolto e dell’aumento del nutrimento portato dal sangue alle cellule attraverso il miglioramento della circolazione sanguigna capillare (e forse anche grazie ad altri meccanismi dei quali parleremo in seguito).

Mi appassionai a questa disciplina e iniziai a praticarla da autodidatta scoprendo che il movimento rallentato determina una serie di reazioni nel corpo molto interessanti. Muovendo una parte del corpo al rallentatore si ottiene entro un minuto o poco più una sensazione di caldo, o di aumento di peso o di formicolìo. Queste sensazioni dipendono dal fatto che il movimento rallentato provoca la tonificazione muscolare, le contratture si sciolgono e quindi il sangue scorre meglio nei capillari, dando la sensazione di caldo… Tempo dopo seguii un corso di Ci Cung (una specie di Tai Ci) con un maestro cinese che insisteva su un punto: perché il movimento sia efficace, mentre lo fai devi ascoltare la sensazione che ti procura e visualizzare i movimenti mentre li esegui.

L’approccio al benessere proposto dal Tai Ci è molto originale

Potremmo definirlo un sistema “mentale” ma esso non assomiglia a quel che comunemente definiamo “l’aspetto mentale di una malattia”. Non è incentrato sui meccanismi psicologici o psicanalitici, non tira in ballo il complesso di Edipo e la depressione… Ma non è neppure un sistema che si occupa del corpo e dei muscoli attraverso il semplice allenamento.

L’ambito di azione riguarda il modo in cui la mente interagisce con il movimento. Il movimento rallentato è efficace perché per ottenerlo DEVI entrare in uno stato di ascolto del tuo corpo molto particolare. In questo stato di coscienza induci non solo la tonificazione della muscolatura irrazionale (altrimenti detta profonda oppure emotiva), cambi anche il modo in cui la mente ascolta le sensazioni. Questo cambiamento aumenta notevolmente la tua capacità di ascolto: è come se tu alzassi il volume delle sensazioni che il tuo corpo vive. L’ascolto delle sensazioni nella nostra cultura non è considerato essenziale per il benessere.

Si tratta di uno strumento di autocura potente.

Ascoltare in modo rilassato le sensazioni dentro di te dà beneficio innanzi tutto perché, come ormai molte scuole di pensiero propongono, se la mente ascolta il corpo si facilita la capacità del corpo di autocurarsi. L’ascolto aiuta il nostro incredibile sistema di autoregolazione fisiologica a “individuare” squilibri e disfunzioni e quindi correggerle. L’idea è che le sensazioni interne permettano ai diversi “dipartimenti” del nostro organismo di segnalare al “sistema di controllo centrale” che cosa non va; se una persona non ascolta le sensazioni non permette che i messaggi che esse contengono raggiungano la mente e che la mente possa decodificarli, effettuare una diagnosi del problema e quindi attivare una risposta adeguata (ad esempio secernendo ormoni utili all’uopo).

Questo discorso per molti occidentali è privo di sostanza e sono rari i medici che contemplano questo approccio con gli assistiti, siano essi terapeuti regolari o alternativi.

In questi 40 anni mi sono dedicato a esplorare questo territorio e ho scoperto parecchie cose interessanti.

Ad esempio, un’antica tecnica che si basa sul pensare un movimento, visualizzarlo, senza compierlo realmente. Se mi fa male il gomito non è il caso di muoverlo né velocemente né lentamente. Ma posso ottenere gli stessi effetti che mi procura il movimento rallentato anche soltanto pensando di muoverlo: sento che il mio gomito si scalda! (E quindi ho migliorato la circolazione).

Si tratta di un meccanismo curioso che ha forse a che fare con i neuroni specchio. Quando guardo una persona compiere un’azione (sorridere, correre ecc) si attivano nella mia mente le stesse zone che si attiverebbero se fossi io a compiere quell’azione. E questo vale sia a livello muscolare che emotivo: le persone che sono tranquille e soddisfatte “trasmettono” un senso di tranquillità e soddisfazione.

Questo è lo sconfinato terreno delle emozioni e dell’empatia che solo recentemente la scienza ha iniziato a esplorare (ricordo il poderoso lavoro svolto fin dagli anni ’80 dal dottor Ruggeri e dalla dottoressa Fabrizio docenti all’Università La Sapienza di Roma).

Non ho elementi scientifici per dire quanto ascoltare le sensazioni e visualizzare i movimenti sia efficace dal punto di vista clinico. Sicuramente si tratta di un’esplorazione del SÉ che mi ha arricchito e che mi ha dato benefici dal punto di vista fisico. Ben mi guardo qui da proporre queste esplorazione come un medicamento miracoloso, credo piuttosto che si tratti di una interessante pratica che può essere di supporto e completamento per terapie specifiche. Ma i confini dell’efficacia della pratica dell’autoascolto e della visualizzazione non sono ancora stati segnati…

N.B.: Propriocezione è la parola tecnica che indica l’ascolto di sé, l’hanno inventata perché nella nostra lingua non vi è una parola che indica l’ascolto del proprio corpo e questo la dice lunga sulla censura che la nostra cultura pratica sulle percezioni e quindi sull’ascolto delle sensazioni emotive… A scuola ci hanno insegnato che i sensi sono 5, ma a medicina insegnano che sono 6…

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Foto di Gianni Crestani da Pixabay

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Lo scandalo del costo dei farmaci da banco e altre cose da cambiare

People For Planet - Mer, 01/20/2021 - 15:30

Su Antenna 3, ospite al programma L’egregiouno fuori dal gregge, Bruno Patierno – Project designer di People For Planet.

Condotta da Max Rigano, una puntata incentrata su come la cosa pubblica possa (o dovrebbe) occuparsi della cittadinanza, avendo cura di alcuni aspetti del nostro quotidiano.

Nell’intervista trasmesso anche il video I farmaci da banco in Italia costano fino a 16 volte di più che negli altri Paesi UE la nostra indagine in cui abbiamo chiesto ad amici residenti in Olanda, Germania, Francia e Regno Unito di acquistare alcuni farmaci da banco per vedere le differenze di prezzo con l’Italia.

Max Rigano
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Il Bimby versione Lidl a rischio ritiro dal mercato

People For Planet - Mer, 01/20/2021 - 14:30

A rischio ritiro dal mercato – in Spagna – uno dei più celebri must have della catena di supermercati Lindl: Monsieur Cuisine Connect, versione low cost dell’epico robot da cucina della tedesca Vorwerk, il Bimby. Questo Bimby dei povery è amato al punto che la catena deve rifornirlo periodicamente con grandi annunci, specie via social, seguiti da prese d’assalto ai punti vendita.

Stop alle vendite in Spagna

Ebbene, Lidl dovrà ritirare dal mercato spagnolo e cessare l’esportazione del suo robot da cucina Monsieur Cuisine Connect perché il Tribunale di Barcellona ha stabilito che viola i diritti esclusivi del brevetto europeo che protegge l’originale, ovvero appunto, Bimby.

Nello specifico, il giudice ha stabilito che è in particolare la funzione bilancia del Bimby che “Lidl – illeggittimamente – riproduce sul suo robot Monsieur Cuisine”.

Tutto nasce nel 2018

La Vorwerk ha presentare il suo primo reclamo a Lidl un anno dopo che la catena di supermercati aveva iniziato a vendere la propria versione dell’elettrodomestico, ovvero nel giugno del 2019, dato l’enorme successo riscontrato.  

E ora che succede in Italia?

Con la decisione del tribunale Lidl dovrà immediatamente rimuove l’attrezzatura dagli scaffali spagnoli, e poi potrà naturalmente impugnare la sentenza. Succederà anche da noi? Presto per dirlo.

Ma se vi è venuta una improvvisa voglia di correre a comprarne uno, sotto l’ultimo post che su Facebook ne pubblicizzava un nuovo invio nei negozi italiani c’è un buon numero di recensioni a cui dare un occhio.

Decrescita felice, crescita, sviluppo sostenibile: facciamo chiarezza

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Il governo Conte vincicchia al Senato. E ora…

People For Planet - Mer, 01/20/2021 - 12:16
Maggioranza relativa, sopravvivenza relativa

Il governo Conte bis è sopravvissuto al voto in Senato, ottenendo la maggioranza relativa dei voti espressi (156) ma non la maggioranza assoluta (161), conseguenza da un lato dell’astensione di Italia Viva e dall’altro del supporto al Governo di senatori a vita che di solito non sono presenti al senato per ragioni di salute (commovente la presenza di Liliana Segre) e di un paio di transfughi di Forza Italia.

Un voto che dà una quadro tutt’altro che rassicurante sulle sorti future del governo, anche se in Italia siamo abituati a governi precari.

Di sicuro il governo Conte 2 appare indebolito dopo l’uscita di Italia Viva, non avendo fin qui trovato una alternativa organica con cui sostituire i parlamentari di Renzi.

Le strategie di Conte

Conte sta lavorando a raccogliere una squadra di deputati e senatori, cercando tra gruppi misti e Forza Italia, che sostenga il governo e precostituisca in prospettiva l’embrione di una nuova entità politica che sfrutti la sua popolarità personale nel paese e si collochi al centro del panorama politico, come era un tempo la DC, potendo scegliere di volta in volta con chi allearsi. Si conosce già anche il nome possibile, Insieme, il nome che Conte ha registrato da un notaio.

Questa è la prima opzione di Conte, mantenere in vita il governo con il sostegno organico di un nuovo gruppo che faccia riferimento direttamente a lui.

La seconda opzione di Conte, se la prima non riuscisse, è andare al voto subito, per tesaurizzare il credito che ha ora nel paese presentandosi con una propria lista. Altrimenti se fosse sostituito alla guida del governo rischierebbe di scomparire politicamente.

L’obiettivo di Renzi

A queste ipotesi si oppone Renzi che lo vuole disarcionare senza andare alle elezioni per eliminare l’avversario più pericoloso per il suo disegno di leadership personale di un nuovo centro della politica ed avere il tempo per risalire la china rispetto ai suoi attuali bassissimi incide di popolarità nel paese.

Un war game mentre l’Italia rischia di bruciare

Tutto questo accade mentre siamo in presenza di uno dei momenti più critici della storia repubblicana, attanagliati dalla pandemia, dalla crisi economica, dai conti delle Stato sempre più traballanti: non bisogna dimenticare che per sussidi  e “ristori” dati a pioggia, spesso in maniera indiscriminata, in questa fase lo Stato italiano (cioè noi) si è ulteriormente indebitato per quasi 100 miliardi.

Non abbiamo ancora ottenuto il Recovery Fund 

E spira un’aria di ingiustificato ottimismo sul Recovery Fund. 

Come diceva Vujadin Boskov “partita finisce quando arbitro fischia” e la partita con l’Ue è lungi dall’essere finita.

Il Recovery Plan, la cui versione definitiva va presentata entro aprile, è ancora un embrione di progetti senza programmi operativi, senza indicazione dei risultati attesi e senza indicazione di quale sarà la governance chiamata a gestire i fondi. E senza questi elementi i fondi dell’UE sarebbero una chimera. 

Il torpore del paese

Il tutto mentre il paese sembra attraversare una fase di torpore, di afasia, come se la pandemia avesse prosciugato le energie fisiche e psichiche della società civile. 

E’ ora di svegliarsi dal torpore. Parafrasando Georges Clemenceau “La politica è una cosa troppo seria per lasciarla solo in mano ai politici.”

Foto Yara Nardi da Courrier International

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Pulizie di casa ecologiche e zero waste!

People For Planet - Mer, 01/20/2021 - 10:00

Dal canale YouTube eco.chiara alcuni consigli su quali prodotti ecologici (e economici!) che possiamo utilizzare per le nostre pulizie domestiche in alternativa dei prodotti chimici che troviamo in commercio.

Un video che ci insegna a prenderci cura dell’ambiente esterno evitando di inquinare falde acquifere e aria, oltre a prenderci cura del nostro ambiente domestico va protetto e di noi stessi evitando di entrare a contatto con agenti chimici e tossici.

eco.chiara

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La lana merino, dal passato il futuro per lo sport

People For Planet - Mer, 01/20/2021 - 09:00

La lana merino è da sempre conosciuta per le sue caratteristiche uniche, ma l’uso di tessuti tecnici derivati dal petrolio ce lo aveva fatto dimenticare. Una maggiore sensibilità ambientale ha invece riportato in auge un tessuto certamente prezioso e mediamente più caro rispetto ai derivati della plastica, ma più durevole e molto più performante: niente pruriti, niente irritazioni, nessun odore (cosa particolarmente importante per chi lo usa per lo sport), una perfetta termo regolazione estate inverno e una flessibilità perfetta. Soprattutto, questa lana si asciuga rapidamente: cosa non solo piacevole per chi la indossa ma anche importante per non rischiare l’ipotermia, quando si suda, in montagna. Ancora più importante, questo materiale naturale non genera microplastiche al lavaggio, né per sfregamento mentre lo si indossa. La lana merino era per questo da sempre il tessuto d’eccellenza per gli sport invernali, e sta tornando ad esserlo.

Ci sono addirittura reggiseni in merino premiati al Self Fitness Award per l’eccezionale performance. Sono molte le aziende che producono leggins, berretti, maglie termiche o calzini in lana merino, da Lapasa (azienda britannica Asas) all’alta qualità italiana di Reewolution, storico lanificio biellese nato 150 anni fa a Valle Mosso e che oggi ha dimostrato che innovazione e successo fa rima con ambiente: 80 milioni di euro di fatturato, una quota di export che tocca l’85%, 375 dipendenti, 6,2 milioni di metri di tessuto prodotti in un anno, 3 fattorie in Nuova Zelanda.

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Covid-19, la mortalità corre 3 volte più veloce

People For Planet - Mer, 01/20/2021 - 08:00

Il coronavirus si sta diffondendo sempre più velocemente. Secondo il Coronavirus Resource Center della Johns Hopkins University, se ci sono voluti 9 mesi prima che il numero di morti in tutto il mondo raggiungesse il milione, sono bastati adesso tre mesi per raddoppiare quel numero. Il bilancio globale delle vittime di Covid-19 ha superato infatti i 2 milioni di decessi venerdì scorso, a poco più di un anno da quando è stata segnalata la prima morte correlata al virus, in Cina, a Wuhan.

2 milioni di morti, dato sottostimato

Come riporta il prestigioso centro di ricerca, i numeri reali sono tra l’altro sicuramente più alti, perché molti casi non vengono diagnosticati e le persone muoiono in relazione a patologie preesistenti come malattie cardiache, che le rendono più vulnerabili al virus. “Abbiamo calcolato che in media i decessi totali sono del 20% superiori a quelli riportati“, ha detto alla CNN Christopher Murray, direttore dell’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’Università di Washington a Seattle, con punte massime in alcuni Paesi.

Ecuador, Perù e Russia inaffidabili

“Ci sono casi estremi come l’Ecuador, il Perù o la Russia, dove le morti totali sono del 300-500% più alte delle morti riportate”. Ma concentrandosi solo sulla mortalità dei Paesi che rendono disponibili dati affidabili, “la relazione media è di una mortalità del 20% più alta”, ha aggiunto.

Negli Usa anche 400 morti al giorno

Gli Usa segnano la mortalità più alta al mondo. Da lunedì pomeriggio a ieri hanno segnalato quasi 400mila decessi correlati a covid-19, contribuendo da soli a circa il 19% della mortalità totale mondiale. In questo mese gli Usa hanno contato oltre 4mila vittime al giorno già almeno due volte. I Paesi con la più alta mortalità, dopo gli Stati Uniti, sono il Brasile (210.299), l’India (152.556), il Messico (141.248) e il Regno Unito (91.643).

Il vaccino? Non ci libererà quest’anno

Secondo gli esperti solo il vaccino può rallentare la diffusione del COVID-19 e il crescente bilancio delle vittime. Ma è presto per sperare nei suoi effetti. Anche i Paesi – come appunto gli Stati Uniti e il Regno Unito – dove la distribuzione del vaccino procede velocemente, questo non ha affatto ridotto il tasso di mortalità. Secondo un ricercatore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la distribuzione non omogenea del vaccino nei vari Paesi del mondo significa che l’immunità di gregge globale non sarà raggiunta quest’anno. “Anche se accadrà in alcuni Paesi, questo non servirà a proteggere le persone globalmente”, ha detto Soumya Swaminathan all’Associated Press.

Covid-19: Scuole chiuse in Campania, Pediatri ACP “Antiscientifico”

Covid-19: Vaccinarsi? Sarà obbligatorio

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Gran Bretagna: 1.600 morti in un giorno | Conte: “Senza numeri andiamo a casa” | Caso Zaki: altri 15 giorni di reclusione

People For Planet - Mer, 01/20/2021 - 06:25

Corriere della Sera: In Gran Bretagna 1.600 morti in un giorno. Negli Usa i decessi totali sono più di 400 mila;

Il Giornale: Pfizer taglia altre 240mila dosi, ecco la clausola che la inchioda;

Il Manifesto: Contagio in classe, esperti divisi. «La vera falla è la mancanza dei dati»;

Il Mattino: Addio a Macaluso, storico dirigente del Pci;

Il Messaggero: MOSCA Navalny attacca Putin dalla cella: «Ecco il suo palazzo segreto da 1,1 miliardi di euro» Video;

Ilsole24ore: Conte in Senato: «Senza numeri andiamo a casa». Renzi: «Serve esecutivo più forte». Salvini attacca senatori a vita – Gli scenari: nodo rimpasto e nuovo governo – Perché Renzi si è messo contro Conte;

Il Fatto Quotidiano: Banchi a rotelle, l’ultima balla di Renzi: “Spesi 461 milioni”. Falso: i dati ufficiali parlano di 119 milioni;

La Repubblica: La nuova holding debutta a Wall Street. Elkann: “Il nostro più grande vantaggio è la diversità”;

Leggo: Famiglia sterminata dal Covid. Ivan muore a 42 anni, 15 giorni dopo il virus uccide anche mamma e papà;

Tgcom24: Caso Zaki, uno dei suoi legali: altri 15 giorni di reclusione;

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La ricette di Angela Labellarte: spaghetti alla Carbonara

People For Planet - Mar, 01/19/2021 - 17:00

Ingredienti per 4 persone

Spaghetti 400 gr
Formaggio Pecorino 5 cucchiai
Pancetta tesa tagliata sottile 8 fettine
Uova 4 intere + 2 tuorli
Sale q.b.
Pepe q.b.

Preparazione

Tagliate le fettine di pancetta in tre parti, disponetele in una teglia da forno e infornate tre minuti a 220 gradi. Così diventerà croccante. In una ciotola versate 4 uova intere e due tuorli, il pecorino, sale e pepe e mescolate bene. Cuocete gli spaghetti al dente avendo cura di conservare un po’ di acqua di cottura della pasta. Scolate e versate la pasta in una padella con la pancetta e il composto di uova e pecorino, aggiungete due cucchiai di acqua di cottura e saltate velocemente per amalgamare gli ingredienti. Impiattate gli spaghetti aggiungendo un po’ di pecorino e qualche fettina di pancetta dorata.

Questa è una delle tante versioni degli spaghetti alla carbonara, spero vi piaccia!

Ph: Angela Prati

Leggi qui tutte le ricette con la pasta

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Rinnovabili: nuovi impianti in Lazio copriranno il consumo di 60mila famiglie

People For Planet - Mar, 01/19/2021 - 17:00

Al via a giorni, nel Lazio, i cantieri dei primi 3 nuovi impianti fotovoltaici che daranno l’avvio a un ben più ampio progetto, tra i più grandi in Italia in grid parity, ovvero in assenza di incentivi statali. Promossi dal fondo inglese EOS IM e da Capital Dynamics, leader mondiale di settore, questi primi 3 impianti avranno 87 MW di capacità e daranno nuova occupazione 120 persone.

Con oltre 169GWh generati all’anno, gli impianti saranno in grado di soddisfare il fabbisogno di oltre 60mila famiglie, e permetteranno di conseguire un risparmio di oltre 100mila tonnellate di CO₂.

Le autorizzazioni per la costruzione prevedono l’avvio dei cantieri a giorni. L’operazione è sostenuta da EOS ReNewable Infrastructure Fund II, seconda generazione di fondi infrastrutturali promossi da EOS IM, focalizzati sullo sviluppo di progetti in energia rinnovabile in grid parity, ovvero in assenza di incentivi pubblici, e greenfield, ovvero di nuova costruzione.  

Senza incentivi: si rafforza l’autonomia delle rinnovabili

Capital Dynamics Clean Energy Infrastructure (“CEI”) gestisce investimenti in infrastrutture energetiche in ambito solare, eolico e storage, con oltre 7,9GW di potenza installata in oltre 150 impianti negli Stati Uniti e in Europa ed è uno dei primi tre proprietari di impianti fotovoltaici al mondo. EOS ReNewable Infrastructure Fund II e Capital Dynamics Clean Energy Infrastructure si focalizzano entrambi su investimenti in energia verde e sull’accelerazione della transizione europea delle rinnovabili verso il regime di non sussidio pubblico, tra l’altro particolarmente importante in questo momento a seguito della crisi economica da covid-19. 

Gli avanzamenti tecnologici

Gli impianti si avvarranno delle più avanzate soluzioni tecniche in grado di garantire i massimi livelli di efficienza e affidabilità e sono, inoltre, già autorizzati e predisposti per cogliere le opportunità offerte dalle più moderne tecnologie di storage. Oltretutto, questi progetti contribuiscono direttamente a 5 dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, tra cui Salute e Benessere, Energia Pulita e Accessibile, Innovazione e Infrastrutture, Città e Comunità Sostenibili e Protezione del clima. 

“Puntiamo a un approccio industriale, con una visione della finanza che guarda all’economia reale, quella che traina occupazione e sviluppo per le comunità locali”, ha commentato Ciro Mongillo, CEO e Founding Partner di EOS IM. “Il nostro nuovo fondo, EOS ReNewable Infrastructure Fund II, segna un’evoluzione nella nostra strategia, identificando modalità innovative di investimenti nella transizione energetica, e quindi producendo energia verde senza il ricorso a incentivi statali. Siamo grati ai nostri investitori che, con EOS IM, contribuiscono agli obiettivi del Green Deal europeo, senza impiego di risorse pubbliche che possono così essere liberate per altri ambiti di intervento a impatto ambientale”, conclude Mongillo

“Con accordi di cessione dell’energia prodotta a lungo termine e solidi presupposti ESG, questi tre progetti ben integrano il nostro portafoglio di investimenti in energia solare in Europa che continua a crescere sensibilmente. Siamo lieti di collaborare con EOS IM, la cui significativa conoscenza e competenza nel mercato italiano ci aiuterà ad accelerare la costruzione degli impianti, creando nuovi posti di lavoro a sostegno dell’economia locale, in particolare durante questi tempi difficili”, ha commentato Dario Bertagna, Director del team europeo di Capital Dynamics Clean Energy Infrastructure. 

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Come (non) vivere l’idea della vecchiaia?

People For Planet - Mar, 01/19/2021 - 15:00

Oggi ci occupiamo di una grossissima questione che prima o poi, volenti o nolenti, riguarda tutti: la vecchiaia.

Cominciamo dagli approcci che non vanno bene, quegli atteggiamenti mentali che aumentano la percezione della vecchiaia stessa, aggravando la situazione con effetti di mitizzazione del vecchio decaduto.

Oggi l’aspettativa di vita è migliorata grandiosamente, ma il concetto di “vecchio & incapace” aleggia ancora nella nostra società, invece di promuovere un’immagine di una persona ancora in grado di fare potentemente.

La vecchiaia contiene una sfida potentissima, la sfida alla paura.

Approfondiamo questo tema con Jacopo Fo

Alcatraz Channel
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Covid-19: Scuole chiuse in Campania, Pediatri ACP “Antiscientifico”

People For Planet - Mar, 01/19/2021 - 14:30

Dopo le proteste dei genitori, anche i pediatri dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP) si oppongono alla scelta di far slittare il ritorno in presenza di bambini e ragazzi.

L’anomalia campana

Il Direttivo campano, al fianco di quello nazionale, sottolinea con una attenta valutazione della letteratura scientifica – basata anche sull’aggiornamento del documento ECDC (Centro Europeo per il Controllo e la prevenzione delle Malattie) del 23 Dicembre 2020 – la necessità di una urgente riapertura delle scuole in presenza, specie in Campania, dove la scelta sembra essere quella di procrastinarne ulteriormente l’apertura. Dagli 8 anni, in questa Regione, i bambini hanno potuto frequentare poco più di un mese da settembre a oggi: meno dei coetanei di tutto il resto d’Europa.

Perché riaprire?

“I minori sono tra i soggetti più esposti all’impatto sociale e psicologico della pandemia da SARS-CoV-2 – spiega Stefania Manetti, pediatra del direttivo e referente regionale ACP Campania -. Seppur meno colpiti e con conseguenze raramente complesse, bambini e ragazzi hanno ricevuto altri danni da questa pandemia, danni che mettono a grave rischio il loro futuro da adulti”.

Evidenze scientifiche robuste confermano che la chiusura delle scuole sia associata a notevoli effetti avversi sulla loro salute fisica e mentale, con notevoli disparità anche sul fronte educativo, a lungo termine, e un impatto sproporzionato in termini di diseguaglianze sui bambini più vulnerabili e sulle loro famiglie (1).

Il costo economico della chiusura delle scuole in relazione alla attuale pandemia si stima molto alto se consideriamo la perdita di apprendimento e la riduzione delle competenze a lungo termine (2), oltre alla perdita del lavoro dei genitori. In alcuni contesti, la chiusura delle scuole ha generato l’aumento della violenza domestica e delle situazioni di stress tossico, ovvero prolungato nel tempo, per i minori.

La chiusura delle scuole dovrebbe perciò essere adottata come ultima soluzione ai fini del controllo della pandemia, e se necessaria, dovrebbe essere disposta a tempo limitato, con un costante e attento monitoraggio degli effetti sui bambini, specie se vulnerabili.

Nessun vantaggio dalla chiusura

Uno studio USA su modelli matematici ha dimostrato come la chiusura delle scuole primarie possa condurre a un maggio numero di anni di vita persi rispetto alla decisione di lasciare la scuola aperta (4).

“Peraltro, il rientro a scuola per i bambini, attuato a metà agosto in diversi Paesi europei, non sembra essere stata la causa della “seconda ondata” osservata a partire da ottobre 2020”, spiega Manetti. In un altro studio recente infatti, in un campione rappresentativo di 243 scuole, sono stati testati random circa 10.000 bambini e docenti delle scuole primarie e secondarie con il RT-qPCR tests per SARS-CoV-2. Nel primo periodo analizzato nello studio, tra fine settembre e fine ottobre, non c’erano differenze statisticamente significative per la presenza di tamponi positivi tra gli studenti delle primarie e secondarie, né tra gli studenti e i docenti (5). In questo studio è invece emerso un maggiore rischio di positività nelle scuole a cui afferiscono bambini provenienti da contesti svantaggiati.

Cosa realmente conosciamo?

La trasmissione di SARS-CoV-2 si può verificare nel contesto scolastico e sono stati riportati clusters nelle scuole d’infanzia, primarie e secondarie. Tuttavia, si è visto come la trasmissione nelle scuole riguardi una minoranza di tutti i casi di COVID-19 presenti. Le scuole non rappresentano contesti di diffusione virale né contesti in cui si alimenta la diffusione del virus.

Cosa si può fare?

Evidenze scientifiche molto robuste ci confermano che interventi non farmacologici possono limitare la trasmissione di SARS-CoV-2. La combinazione di un distanziamento sociale (tempi di ingresso differenziati, distanziamento in aula, abolizione di alcune attività al chiuso), associato a misure di sicurezza quali lo stare a casa se ammalati, il lavaggio frequente delle mani, l’igiene respiratoria, la pulizia degli ambienti, una accurata ventilazione, l’uso delle mascherine di comunità, l’organizzazione attenta del trasporto scolastico, hanno tutte un ruolo importante. La combinazione di questi interventi, calibrati in base all’età degli studenti, appare essere una efficace modalità di prevenzione.

Non è necessario chiudere le scuole al fine del controllo della pandemia

Dai dati disponibili dalla letteratura scientifica sull’argomento si può dedurre che:

Esiste un generale consenso riguardo alla necessità di NON chiudere le scuole al fine del controllo della pandemia da COVID19, SE NON come soluzione ultima ed estrema adottabile, in caso di effettiva necessità.

I dati della sorveglianza riguardo i bambini affetti da COVID19 con età tra i 12 mesi e i 18 anni evidenziano bassi dati di ospedalizzazione, bassa incidenza di richieste di ospedalizzazioni per complicanze o malattia grave, e bassa mortalità rispetto alle altre fasce di età.

I bambini sono suscettibili a ogni età di ammalarsi di COVID19 e possono trasmettere il virus SARS-Cov-2, tuttavia i più piccoli appaiono meno suscettibili alla infezione, e qualora si infettino, questo meno spesso provoca la diffusione della trasmissione virale ai bambini più grandi o agli adulti.

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Barilla su Spotify per cucinare la pasta al dente

People For Planet - Mar, 01/19/2021 - 12:30

Il primo ostacolo è trovare il tempo di cottura indicato sulla confezione della pasta, tema oggetto anche di simpatici meme che ironizzano sulla difficoltà spesso riscontrata in questa ardua ricerca. Il secondo step è azzeccarlo quel tempo di cottura, indispensabile per cucinare una pasta a regola d’arte. Un minuto di troppo può essere fatale.

Per venire incontro a questa seconda esigenza l’azienda italiana Barilla, in collaborazione con Spotify, ha lanciato la “Playlist Time”: delle raccolte musicali della durata corrispondente al tempo di cottura di alcuni dei formati più amati dai consumatori.

E così, sono nate 8 playlist che variano dai 9 agli 11 minuti come il tempo di cottura indicato sui pacchi di fusilli, penne (rigorosamente rigate!), spaghetti e linguine, composte da 4 generi musicali tra i più ascoltati in Italia che variano dal pop, hip hop, indie e grandi classici del passato dando vita a «Mixtape Spaghetti», «Boom Bap Fusilli», «Pleasant Melancholy Penne», «Moody Day Linguine», «Top Hits Spaghetti», «Best Song Penne», «Timeless Emotion Fusilli» e «Simply Classics Linguine».

Un omaggio per tutti gli amanti della cucina che si cimentano con amore in questa azione quotidiana, cucinando con passione quello che potremmo definire un semplice piatto di pasta, ma anche un aiuto non indifferente ai più distratti che con l’aiuto della musica possono regolarsi con i tempi senza lasciarsi scappare l’attimo per una perfetta pasta al dente. La musica si ferma? È tempo di scolare!

L’idea, spiega la multinazionale di base a Parma, è “un omaggio pensato per tutti coloro che intendono la cucina come una forma d’arte e di divertimento e che possono così approfittare dei minuti di cottura per ascoltare buona musica, e intrattenersi”. Usufruirne è semplice: basta accedere al profilo di Barilla Italia su Spotify.

Non poteva ovviamente mancare il tocco artistico delle copertine delle raccolte musicale, realizzate ad hoc da artisti italiani di fama internazionale: Emiliano Ponzi, Van Orton, Alessandro Baronciani, Mauro Gatti, Carol Rollo, Nicola «Nico189» Laurora, Fernando Cobelo e Andrea Mongia.

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Covid-19, Lombardia: Moratti prova a farci rimpiangere Gallera

People For Planet - Mar, 01/19/2021 - 11:00

Bastava fermarsi prima e la sua richiesta avrebbe avuto senso, senza la necessità di diventare classista. Ma certa politica lombarda sembra far fatica a capire il punto: la salute è un diritto per tutti, e questo diritto non sarà indebolito o rafforzato a seconda della ricchezza prodotta.

Lombardi migliori perché più ricchi

La neo-assessora alla Sanità e vice-governatrice lombarda Letizia Moratti prova a farci rimpiangere il suo predecessore Gallera, con queste parole: i vaccini anti-Covid devono arrivare prima “Alle regioni con maggior densità abitativa, più mobilità, fortemente colpite dall’epidemia e che contribuiscono in modo significativo al Pil”. Queste le motivazioni della richiesta presentata da Moratti al commissario straordinario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri. Il pensiero corre allo sdegno provocato di recente dal leghista Angelo Ciocca, che sullo stesso tema aveva detto: “la Lombardia, è un dato di fatto, è il motore di tutto il Paese. Quindi se si ammala un lombardo vale di più che se si ammala una persona di un’altra parte d’Italia”. Parole ancora più meschine, ma il succo è lo stesso.

Il testo in discussione

Il documento firmato Moratti è in fase di invio verso Roma ma una ultima speranza è appesa alla discussione che lo attende nella prossima conferenza Stato-Regioni. L’obiettivo è che la Lombardia riceva più dosi e prima degli altri in considerazione non solo di fattori demografici e sanitari, ma anche economici, come l’apporto al Prodotto interno lordo.

Speranza: “La salute non è un privilegio”

“Tutti hanno diritto al vaccino indipendentemente dalla ricchezza del territorio in cui vivono — ha commentato intanto – senza riferimenti espliciti – il ministro della Salute Roberto Speranza su Twitter —. In Italia la salute è un bene pubblico garantito dalla Costituzione. Non un privilegio di chi ha di più”.

Covid-19: Vaccinarsi? Sarà obbligatorio

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Cartografia – Trovare la direzione con la bussola

People For Planet - Mar, 01/19/2021 - 10:00

Dal canale YouTube Roberto Ruscigno: Conosci la tua destinazione e la tua posizione. Bene. Ma come usare bussola e cartina per trovare la direzione per raggiungerla?

Roberto Ruscigno

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Decrescita felice, crescita, sviluppo sostenibile: facciamo chiarezza

People For Planet - Mar, 01/19/2021 - 08:00
Crescita e sviluppo, differenze sostanziali

Per crescita si intende l’aumento della produzione economica trainata da aumento dei consumi, che siano interni o derivanti da domanda estera, mentre per sviluppo un progresso più armonico delle comunità umane, che non si basa necessariamente sulla disponibilità di una maggiore quantità di beni e servizi, ma anche su altri fattori, come la salute, l’educazione, le relazioni interpersonali.

Fin dal 1974, l’economista Richard Easterlin illustrò questo paradosso: fino a un certo punto la crescita del reddito pro capite si accompagna con una crescita della soddisfazione percepita. Oltre quel livello (variabile da Paese a Paese, da cultura a cultura) entrano in gioco altri fattori che diventano più importanti dell’aumento della disponibilità monetaria. Fattori non misurabili più – e qui gli economisti convergono tutti – con il prodotto interno lordo, che è la misura statistica della mera produzione economica. I diversi indicatori di benessere (in Italia il Benessere equo e sostenibile, all’Ocse il Better life index e altri ancora) sono “più ampi” e  servono invece a misurare questo concetto più armonico, più equo, più sfaccettato di sviluppo.

La crescita sostenibile è quindi una contraddizione nei termini, lo sviluppo sostenibile no. La definizione di sviluppo sostenibile, la prima, viene proposta nel rapporto “Our Common Future” pubblicato nel 1987 dalla Commissione mondiale per l’ambiente e lo sviluppo (Commissione Bruntland) del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente. Per sviluppo sostenibile si intende uno sviluppo in grado di assicurare «il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri».
Il concetto di sostenibilità, in questa accezione, viene collegato alla compatibilità tra sviluppo delle attività economiche e salvaguardia dell’ambiente. La possibilità di assicurare la soddisfazione dei bisogni essenziali comporta, dunque, la realizzazione di uno sviluppo economico che abbia come finalità principale il rispetto dell’ambiente, ma che allo stesso tempo veda anche i Paesi più ricchi adottare processi produttivi e stili di vita compatibili con la capacità della biosfera di assorbire gli effetti delle attività umane e i Paesi in via di sviluppo crescere in termini demografici ed economici a ritmi compatibili con l’ecosistema.

Lo sviluppo sostenibile dunque è fatto solo di un’economia diversa e di una migliore distribuzione delle risorse, dove è presente il concetto di benessere collettivo e di una economia “migliore”: meno inquinante e più volta al riuso, al recupero, al riciclo. È chiaro che in questa accezione devono essere messe in campo le azioni e le misure atte a favorire tutte quelle forme di uso dei beni che si traducono in un reimpiego di materiali, in risparmi energetici, nella ottimizzazione dei consumi collettivi. La cosiddetta economia circolare, o più in generale la “green economy” per alimentare una crescita più sana dell’economia, ma al tempo stesso favorire il percorso verso uno sviluppo effettivamente sostenibile.

Decrescita felice, da Latouche al Movimento di Pallante

Il termine decrescita fu invece coniato dall’economista-filosofo francese Serge Latouche basandosi sul concetto, in estrema sintesi, che diminuendo la produzione (la mera crescita) sia possibile andare incontro agli obiettivi di un ambiente più sostenibile e una vita più sana. La visione “più scientifica” del concetto dell’economista Latouche è da molti ritenuta più estrema rispetto al pensiero più recente del Manifesto della decrescita felice, scritto dall’economista Maurizio Pallante.

La teoria di Latouche, che fino a poco tempo fa era considerata poco più di opinioni bizzarre e fuori dalla realtà, oggi trova seguito anche presso nomi autorevoli dell’economia. Latouche ritiene quella del consumismo una guerra dell’uno contro l’altro, perché distrugge il Pianeta nella propria corsa all’accumulo, mentre una “decrescita” regolata garantirebbe a tutti una più dignitosa qualità della vita. L’economista-filosofo sostiene da anni che il Pil non abbia senso, perché non tiene conto di tempo libero, equa distribuzione dei beni e costi dell’inquinamento, né del mercato nero, omissione che lo rende un metro inefficace soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, dove autoproduzione e baratto hanno ancora un peso rilevante.

Decrescita è però, di per sé, un termine troppo spesso equivocato, e da qui nascono fraintendimenti su chi davvero crede in uno sviluppo diverso dalla produzione di beni infinita, che non è certamente ritorno all’età della pietra, e viene visto come un illuso o come uno “fuori dai tempi”. Nel manifesto dell’economista Maurizio Pallante, fondatore del Movimento per la decrescita felice si legge: “La decrescita felice non ha come faro direzionale la ricerca della produttività, ma altri valori. È prima di tutto una critica ragionata e ragionevole alle assurdità di un’economia fondata sulla crescita della produzione di merci, e si caratterizza come un’alternativa radicale al suo sistema di valori. Nasce in ambito economico, lo stesso ambito in cui è stata arbitrariamente caricata di una connotazione positiva la parola crescita, ma travalica subito in ambito culturale. Non accetta la riduzione della quantità alla qualità, per esempio, non ritiene che la crescita del cibo che si butta, della benzina che si spreca in code automobilistiche, del consumo di medicine magari per problemi derivanti da inquinamento, comporti una crescita del benessere, e li ritiene peggioramento della qualità della vita.

Dunque, come specifica Pallante nel suo manifesto: “Non è riduzione quantitativa del Pil, non è recessione, e non è neppure riduzione volontaria dei consumi per ragioni etiche, perché non è rinuncia. Rinuncia implica valutazione positiva di ciò cui si rinuncia. È rifiuto invece di ciò che non serve, di quello di cui non si sa che farsene, dell’effimero, il di più, l’inutile. Non so cosa farmene, in realtà poco di nuovo mi serve, e non voglio spendere una parte della mia vita per guadagnare per comprarlo”.

La decrescita si propone di ridurre il consumo delle merci che non soddisfano nessun bisogno (per esempio: gli sprechi di energia in edifici mal coibentati), ma non il consumo dei beni che si possono avere soltanto sotto forma di merci perché richiedono una tecnologia complessa (per esempio: la risonanza magnetica, il computer, ma anche un paio di scarpe), i quali però dovrebbero essere acquistati il più localmente possibile. Si propone di ridurre il consumo delle merci che si possono sostituire con beni autoprodotti ogni qual volta ciò comporti un miglioramento qualitativo e una riduzione dell’inquinamento, del consumo di risorse, dei rifiuti e dei costi (per esempio: il pane fatto in casa). Il suo obbiettivo non è il meno, ma il meno quando è meglio.  È una rivoluzione dolce finalizzata a sviluppare le innovazioni tecnologiche che diminuiscono il consumo di energia e risorse, l’inquinamento e le quantità di rifiuti per unità di prodotto; a instaurare rapporti umani che privilegino la collaborazione sulla competizione; a definire un sistema di valori in cui le relazioni affettive prevalgono sul possesso di cose; a promuovere una politica che valorizzi i beni comuni e la partecipazione delle persone alla gestione della cosa pubblica.

La decrescita è elogio della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso.

I punti in comune, gli obiettivi che coincidono

Al di là dei termini, e delle definizioni che questi hanno comunque mutato e/o ampliato, nel tempo,  il senso comune dei concetti di sviluppo sostenibile e decrescita felice sono forse riassumibili in  questo: ripensare e modificare i modelli economici e di “sviluppo” presenti, cercando quell’economia che può funzionare per contrastare cambiamenti climatici e inquinamento, per garantire maggiore equità e creare benessere diffuso. Che poi usino modelli di Green economy ed economia circolare o Blue economy, questo varierà, e forse sarà bene così, a seconda del contesto e delle possibilità di avere maggiori ritorni rispetto agli obiettivi dati.

Altre fonti:

Sviluppo sostenibile, crescita, decrescita felice: cerchiamo di fare un po’ d’ordine La Decrescita Felice? Il manifesto di Maurizio Pallante per un mondo sostenibile

Foto di Yves Bernardi da Pixabay

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Londra è fuga in periferia | Fidanzata di Genovese: «Assecondavo perché innamorata» | Strage di civili in Yemen

People For Planet - Mar, 01/19/2021 - 06:25

Corriere della Sera: La fidanzata di Genovese: «Lo assecondavo con droga e ragazze perché innamorata»;

Il Giornale: I nanoanticorpi sono la svolta: ecco la nuova cura anti-Covid;

Il Manifesto: Il Pd teme il flop in Senato: «Senza una maggioranza vera c’è il voto»;

Il Mattino: Procida Capitale italiana della Cultura 2022: «Sarà l’anno della rinascita»;

Il Messaggero: Covid, estratti di cannabis potrebbero ridurre il rischio di morte: lo studio canadese;

Ilsole24ore: Uffici vuoti, recessione e case piccole: a Londra è fuga in periferia – Freno agli autotrasportatori italiani – Brexit, via i banchieri dalla City: declino in vista?;

Il Fatto Quotidiano: Strage di civili in Yemen, in scadenza il divieto italiano di vendere bombe e missili;

La Repubblica: Vaccini, Letizia Moratti scrive ad Arcuri: la ripartizione va fatta anche in base al Pil della Regione. Ed è polemica;

Leggo: Anziani morti in Norvegia dopo il vaccino Pfizer: «Nessun legame diretto tra decesso e dose ricevuta»;

Tgcom24: Ritrovato in un appartamento a Napoli il “Salvator Mundi” trafugato due anni fa;

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Crisi di coppia: cosa possiamo fare

People For Planet - Lun, 01/18/2021 - 15:00

Strategia e tattica per cercare di capire da dove ha origine la difficoltà e vedere se è possibile superare i momenti difficili.

Che cosa succede nella coppia quando si va in crisi? Dove va a finire l’amore? Che cosa si può fare per uscirne?

In questo video dei “Lunedì psicologici” parliamo dell’amore, un aspetto fondamentale della vita di tutti, e delle crisi che possono succedere sia con il proprio partner che personale.

Approfondiamo questo tema comune a molti con due ospiti eccezionali, la Dottoressa Giulia Altera – Psicoterapeuta e il Dottor Andrea Pagani Psicologo Psicoterapeuta, entrambi trainer dell’EFT – EMOTIONALLY FOCUSED THERAPY. Con la Dottoressa Ilaria Fontana e la mediazione di Jacopo Fo.

Jacopo Fo
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Elisa canta contro il riscaldamento globale

People For Planet - Lun, 01/18/2021 - 13:00

La cantante si aggiunge al ricco roster di testimonial a favore di stopglobalwarming.eu, l’iniziativa che al raggiungimento di 1milione di firme (entro fine aprile) obbligherà l’Unione Europea a discutere la proposta di tassare le emissioni di Co2, fissando un prezzo minimo. Siamo a 50.000, mancano 100 giorni per fermare il global warming.

Elisa si schiera contro il riscaldamento globale con un testo di 30 secondi, inedito, rivolto alla sensibilizzazione di migliaia di fan, per una chiamata alle armi tanto ambiziosa, quanto fondamentale.

Una delle voci italiane più apprezzate a livello internazionale chiede al suo pubblico di sostenere l’unica iniziativa formale in grado di obbligare l’Unione Europea alla discussione di una proposta ispirata da 27 premi Nobel e promossa da Marco Cappato, leader di Eumans!.

Si chiama stopglobalwarming.eu, è un ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) che ha già raccolto quasi 50.000 firme  che al raggiungimento del milione di adesioni obbligherà la Commissione Europea a considerare la proposta sulla Carbon Tax, per fissare di un prezzo minimo alle emissioni di CO2 in Europa, stabilendo un prezzo, una tassa, sulle emissioni di C02 in modo da disincentivarle sempre più. Con le risorse ricavate, si potrebbe incentivare il risparmio energetico, promuovere le energie rinnovabili (oggi meno competitive a causa del crollo, in seguito alla pandemia, del prezzo delle energie fossili) e ridurre le tasse sui redditi più bassi.

L’iniziativa, che terminerà il 22 aprile (termine appena prorogato dall’UE, proprio in occasione della giornata mondiale della Terra è sottoscrivibile su “www.StopGlobalWaming.Eu” (dove vengono raccontati tutti i dettagli tecnici). Non è una semplice petizione online, ma uno strumento istituzionale previsto dai Trattati dell’UE con valore formale, attraverso il quale un milione di cittadini da almeno 7 Paesi possono esigere dalla Commissione europea di esprimersi su una richiesta.

Oltra Elisa altri protagonisti del mondo della cultura e dello spettacolo si sono già uniti alla maratona per l’ambiente. Da Oliviero a Toscani al climatologo L.Mercalli e artisti come G. Salvatores, B.Antonacci, G.Muccino, Kasia Smutniak, Pif, Fedez, T.Gelisio, M.Maionchi, G.Covatta N. Zilli, N.Marcorè, T.Gelisio, G.Covatta, S.Cammariere, D.Oldani, G.Innocenzi, C.Capotondi,  Arisa, Pif e P.Pardo. Ma anche sportivi, come i “Green Heroes” ealcuni degli You Tuber più apprezzati, comeE.Mecca, A gipsy in the kitchen, Storie Sfuse…

StopGlobalWarming.eu è promossa da Marco Cappato, fondatore di Eumans, insieme ad esperti come Alberto Majocchi (Professore Emerito di Scienza delle Finanze – Università di Pavia) e Monica Frassoni (ex co- Presidente del Partito Verde Europeo), nell’ambito di Eumans, movimento paneuropeo di cittadini europei che, attraverso gli strumenti della democrazia partecipativa, mirano a raggiungere gli obiettivi Onu sullo sviluppo sostenibile. 

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Covid-19: Vaccinarsi? Sarà obbligatorio

People For Planet - Lun, 01/18/2021 - 12:30

Conte aveva detto che non ci sarà nessuna obbligatorietà del vaccino: e nella teoria è così. Se però una persona vuole svolgere un lavoro dipendente, viaggiare e insomma assolvere alle normali attività sociali, di fatto, il vaccino diventa obbligatorio. Anzi, lo è già.

Un no vax può essere licenziato

Come si spiega qui, il lavoratore dipendente deve comunicare al datore di lavoro se, chiamato dal SSN, ha eseguito o rifiutato l’inoculazione. Nel secondo caso, dovrà produrre – a sorta di giustificazione – una adeguata documentazione medica a comprova del problema di salute che ha impedito la vaccinazione. A nulla varrà essere no-vax, ovvero ideologicamente avversi alle istanze scientifiche che richiedono una vaccinazione di massa.

Si cambia mansione, quando si può

Il datore di lavoro dovrà inviare il lavoratore da un medico competente, che quindi stabilirà se la persona è comunque idonea alla sua mansione anche senza essere stato vaccinato. In caso contrario, il datore di lavoro valuterà se è possibile assegnare una mansione diverse, in luoghi per esempio dove il lavoratore non può essere esposto al contagio, o se invece l’unica soluzione sarà la risoluzione del rapporto di lavoro.

Un obbligo già iniziato

In sostanza quindi il vaccino contro il coronavirus – già sostanzialmente obbligatorio per categorie quali medici, infermieri e operatori socio-sanitari, perché soggetti a sanzioni sul piano disciplinare in caso di rifiuto – sarà obbligatorio anche per quella fetta di popolazione che è soggetta a un contratto di lavoro subordinato. Ma si suppone che molte compagnie aeree renderanno impossibile viaggiare, in caso di mancata certificazione dell’avvenuto vaccino, e via dicendo. Nei fatti quindi resistere alla chiamata del SSN senza un valido motivo di salute sarà molto difficile.

Quella “sottile linea rossa”

L’art. 32 della Costituzione stabilisce il diritto di rifiutare le terapie (i vaccini in questo caso). Anche la sentenza di Norimberga del 1948 ricorda che nessuno Stato, Italia inclusa, può imporre il vaccino anticovid-19 come obbligatorio. Ma tutto questo cade in considerazione del fatto che esiste anche l’obbligo del datore di lavoro di tutelare la salute del lavoratore (tra gli altri art. 36 Cost. e 2099 cod. civ.).

L’omissione di tali doveri può infatti comportare per il datore di lavoro la violazione di norme che potrebbero profilare per lui/lei la specifica colpa in caso di contagio nell’ambiente lavorativo, con una responsabilità penale per le fattispecie di omicidio colposo e lesioni personali colpose (artt. 589 e 590 c.p.), commesse in violazione della normativa a tutela dell’igiene e della sicurezza sul lavoro.

Per tutti i riferimenti normativi leggi il parere dell’esperto su Altalex

Covid-19, vaccino: perché non è controindicato in gravidanza e allattamento

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