Altre notizie dai nostri siti

Storie di ladri

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 06/27/2018 - 12:04

Un ragazzo va in stazione a Foligno e chiede a un poliziotto della Polfer indicazioni sull’orario dei treni. Il poliziotto, insospettito dal comportamento del ragazzo, lo segue fino all’esterno della stazione e lo vede allontanarsi in bicicletta. Che è risultata rubata.
Adesso, dico io, parliamone…
(Fonte: Il Messaggero)

Barbania e i gemelli

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 06/27/2018 - 12:03

Nel paese di Barbania, nell’alto Canavese, in Piemonte, ci sono 37 coppie di gemelli su 1600 abitanti. La percentuale è del 46,25 per mille contro il 30 per mille della media.
Non si sa perché, pare, a detta del sindaco, che sia tutto merito del Dna.
O dell’aria pura.
(Fonte: Ansa.it)

Restituisce il portafoglio e trova lavoro

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 06/27/2018 - 12:02

Dal lunedì al venerdì Diop, 19 anni, senegalese e richiedente asilo, tutti i giorni spazza il parco intorno alla stazione. Lo fa da volontario, presta il servizio al Comune di Roseto degli Abruzzi. Qualche giorno fa sul ciglio della strada ha trovato un portafogli con 370 euro in contanti che prontamente ha consegnato al proprio referente e di seguito ai carabinieri, i quali hanno rintracciato il proprietario, un piccolo imprenditore edile della zona.
E questi, visto che nel portafoglio mancava niente, ha assunto Diop.
#qualcunoglielotelefoniaSalvini
(Fonte: Repubblica)

Dieta Macrobiotica: capiamola meglio

People For Planet - Mer, 06/27/2018 - 03:07

Negli ultimi tempi, anche per via di alcuni fatti di cronaca, si è tornati a parlare di dieta e filosofia macrobiotica. Uscendo dalle pagine della cronaca ed entrando in quelle del mangiar sano, ci siamo chiesti in cosa consista questa dieta e se sia o meno salutare.

La macrobiotica è appunto prima di tutto una filosofia: il termine significa “lunga vita“, ed è stato coniato dal giapponese Nyoiti Sakurazawa, conosciuto anche come George Oshawa, che ha portato questa teoria alla conoscenza del mondo occidentale negli anni ’50. Come spiega anche la pagina dedicata al tema del dizionario di Medicina Treccani, la macrobiotica di fatto unisce molti principi filosofici e religiosi orientali, con attenzione anche alla dieta, alla salute e al rapporto con la natura, in contrasto con le filosofie consumiste del mondo occidentale, e contro l’uso di pesticidi e agenti chimici in agricoltura. Prevede consigli di comportamento alimentare come la masticazione lenta, l’utilizzo di determinati cibi in determinate circostanze e una predilezione per le sostanze non raffinate, cereali integrali, carne e pesce in quantità moderate.

In una recente intervista a La Stampa il professor Franco Berrino, ex direttore dell’Istituto nazionale dei Tumori di Milano, ha evidenziato come i principi fondamentali della dieta macrobiotica siano simili alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per una alimentazione sana che prevenga l’insorgere di malattie. Ma ha specificato che “integrale” non significa “integralista”: bisogna prestare attenzione.

“La dieta macrobiotica è una dieta corretta”, conferma il dottor Giuseppe Bellotti, biologo nutrizionista che abbiamo interpellato in proposito. Ha un grande apporto di fibre, ha un limitato apporto di grassi saturi e di grassi in generale, poca carne, poco pesce. Questa filosofia e questo tipo di dieta risente della situazione della società orientale in cui si è sviluppata e della disponibilità di alcuni tipi di cibi. Come d’altronde facevano i nostri nonni, che mangiavano la carne una volta alla settimana”.

“Si tratta di una dieta fondamentalmente equilibrata, tutto sommato abbastanza simile alla dieta Mediterranea, e che va valutata nel contesto in cui è nata”, aggiunge Bellotti. “Come filosofia, così come molte altre, è nata per far accettare alcuni comportamenti che altrimenti sarebbe difficile far accettare. Diciamo una alimentazione corretta con un espediente psicologico”.

Molte persone si avvicinano alla macrobiotica per stare meglio, spesso riuscendoci, anche solo per il fatto di aver regolarizzato la propria dieta, spiega il nutrizionista: “Noi abbiamo bisogno di carboidrati, grassi e proteine nelle giuste quantità. Quando una dieta ha un apporto proporzionato di tutti i nutrienti è una dieta corretta e ci farà stare bene”.

Decidere di seguire di punto in bianco una dieta – di qualsiasi tipo –  è però sbagliato: “Le variazioni repentine sono sempre sbagliate, il corpo ha bisogno di abituarsi, e poi attenzione: bisogna ricordarsi che nessuna dieta è miracolosa o ‘fa guarire’ da qualche malattia e soprattutto non esiste una dieta uguale per tutti”. Specifica Bellotti: “Il corpo di ognuno è diverso e quindi non esiste una dieta che va bene per tutti, che fa star bene tutti allo stesso modo”.

 

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Cristianesimo a targhe alterne, dal Vangelo secondo Matteo Salvini

People For Planet - Mer, 06/27/2018 - 02:57

La campagna elettorale di Matteo Salvini, specie nell’ultima sua fase, si è giocata tutta sul fattore “Cristianesimo” come collante sociale in previsione di quello che giurava sarebbe stato «un governo buono».

Memorabile la manifestazione di chiusura della campagna elettorale svoltasi in Piazza Duomo lo scorso febbraio, dove ringraziò la Madonnina e proclamò, Costituzione in una mano e Vangelo nell’altra: «Mi impegno e giuro di essere fedele al mio popolo, a 60 milioni di italiani, di servirlo con onestà e coraggio, giuro di applicare davvero la Costituzione italiana, da molti ignorata, e giuro di farlo rispettando gli insegnamenti contenuti in questo sacro Vangelo. Io lo giuro, giurate insieme a me? Grazie, andiamo a governare e a riprenderci questo Paese».

La “sacra ampolla” con l’acqua del Po ai piedi di Monviso d’un colpo è stata sostituita dal rosario regalatogli da un don e fatto da una “donna che lavora in strada”. Una delle tante che lavorano in strada e a cui Salvini si appella quando gli si chiede una dichiarazione puntuale a proposito della legalizzazione della cannabis, perché loro, a differenza della cannabis gestita dal mercato criminale, «non fanno male a nessuno».

Il comizio, tutt’altro che incidentale o folkloristico, sembrava la rivisitazione di Carlo Magno che sfila il compito a Papa Leone III di incoronarlo e si incorona da sé. Era la notte di Natale del 800 d.C. e probabilmente qualcuno storse il naso come l’Arcivescovo Mario Delpini. Ci piace immaginare anche un Mario Adinolfi ante litteram a tuonare dal pulpito del suo proto-Facebook di “leggerlo, il Vangelo, prima di giurarci sopra”.

Perché il dubbio è legittimo: esattamente, quale Vangelo ha letto Salvini?

“Con noi gli ultimi saranno i primi”

Un comizio iniziato con i migliori auspici e sotto un sole addirittura in grado di scacciare le nubi del mattino. «Qualcuno in alto ci sta dando una mano» è stato il commento iniziale dell’allora candidato Salvini, oggi Ministro, che ha poi chiuso citando il verso «con noi gli ultimi saranno i primi».

Chi sono gli ultimi? I poveri, i disoccupati, gli emarginati. A nessuno piace essere povero, come a nessuno piace l’idea che il capitalismo propugna come fatalmente inevitabile, secondo la quale debba esistere una “povertà necessaria” al sistema e a danno di alcuni perché il sistema funzioni per tutti. Giustissimo, abbondiamo: sacrosanto aiutare gli ultimi.

L’abiezione è rivendicarsi cristiani a giorni alterni, come targhe di automobili

Cristiani di fronte al velo di una donna islamica o dopo un attacco terroristico, laici di fronte a chi sfugge da miseria e persecuzioni. Giustizialisti (senza la benché minima prova giudiziaria) con le ONG che praticano l’insegnamento evangelico di aiutare il prossimo, seguaci della Sacra Rota di fronte alle unioni omosessuali. Se da un canto il cristianesimo assiste al graduale svuotamento delle sue messe domenicali, dall’altro, su un piano mediatico, sta pericolosamente dando il fianco a operazioni di polarizzazione identitaria, come non succedeva da secoli. Un tempo era la Chiesa a strumentalizzare la politica, ora succede il contrario.

Ogni società si definisce per ciò che esclude

Al di là del parziale riformismo avviato da Papa Francesco, la Chiesa si sta mostrando incapace di accogliere il cambiamento del suo gregge, che nel frattempo sembra uscito da Brutti, sporchi e cattivi di Ettore Scola.

Di fronte alla modificazione dei suoi fedeli – sempre meno cristiani eppure sempre più convinti di esserlo – la Chiesa rimane rigida, formale, incapace di arginare la guerra fra poveri scoppiata dalla crisi economica degli ultimi anni e rinfocolata dai leader populisti. A livello di comunicazione pastorale e mediatica, fatta eccezione della straordinaria risonanza di Papa Francesco, e in un orizzonte sociale sempre più precario e piegato al cambiamento, la Chiesa fatica a uscire dalle sue chiusure, le sue ipertrofie, le sue burocrazie.

Ma le vie del Signore sono infinite. Attendiamo dunque pastori, non tweet, che siano capaci di spiegare al gregge che tra l’italiano disoccupato e il migrante che raccoglie ortaggi a 2 euro all’ora non c’è alcuna differenza: sono entrambi ultimi. E che agli ultimi posti, se non altro, c’è spazio per tutti.

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A Bolzano si estrae valore dai torsoli di mela

People For Planet - Mer, 06/27/2018 - 02:13

In Alto Adige, dove la melicoltura è una colonna portante dell’economia locale, vengono prodotte oltre 10mila tonnellate di scarti di mela all’anno. Si tratta di bucce, semi e residui di lavorazione dei frutti che vengono usati per produrre succhi di frutta e purea distribuiti poi in Italia e all’estero. Uno scarto che per le imprese è un costo, visto che solo poche aziende lo riutilizzano in impianti a biomasse, mentre la maggior parte lo smaltisce come rifiuto o lo utilizza come concime o ammendante.

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People For Planet del 26 giugno 2018

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 06/26/2018 - 10:10

Festival di Yulin, il massacro di animali in un mondo civile
Si dice che il cane sia il migliore amico dell’uomo, ma a quanto pare in alcune zone l’uomo si sta dimostrando il suo peggior nemico.
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Ma quindi non ti sballa?!?
Terzo e ultimo sketch sulla nuova canapa light in vendita anche in Italia
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Cosa succede alla plastica avviata al riciclo?
Una volta raccolta la plastica dai bidoni della differenziata il materiale torna a nuova vita grazie a un impianto di riciclaggio.
Qui viene divisa, triturata e trasformata in nuova plastica. Ecco perché è importante riciclare la plastica!
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Basta snack alle casse dei supermercati

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 06/26/2018 - 10:10

Il governo britannico ha annunciato che vieterà il posizionamento degli snack dolci alle casse dei supermercati. Quel posizionamento è troppo allettante per coloro che stano aspettando di pagare alla cassa e aumenta il consumo di zuccheri.
Il provvedimento rientra nel quadro della campagna avviata un anno fa contro il dilagare dell'obesità infantile e giovanile nel Paese.

Aiutatemi a dire brutto

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 06/26/2018 - 10:09

Eletto a Petaluma, California, il cane più brutto del mondo. Si chiama Zsa Zsa ed è un bulldog inglese. Il premio è, oltre alla gloria, di 1550 dollari e per questo la proprietaria si è fatta 30 ore di automobile partendo dal Minnesota, convinta che il suo cane avrebbe vinto.
E come darle torto?
(Fonte: Ansa)

Gioia ai Mondiali di calcio

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 06/26/2018 - 10:07

Il panamense Felipe Baloy segna contro l’Inghilterra e lo stadio esplode di gioia, tutti i tifosi del Panama esultano e si abbracciano come se avessero vinto la finale malgrado stiano perdendo contro l’Inghilterra 6 a 1. La gioia è dovuta al fatto che il Panama festeggia il primo gol in un Mondiale di calcio.
Come diceva un signore spettinato: tutto è relativo.
(Fonte: Repubblica)
Video

Cosa succede alla plastica avviata al riciclo?

People For Planet - Mar, 06/26/2018 - 04:28

Qui viene divisa, triturata e trasformata in nuova plastica. Ecco perché è importante riciclare la plastica!

Clicca qui per vedere l’infografica più grande

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Ma quindi non ti sballa?!?

People For Planet - Mar, 06/26/2018 - 02:30
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Qui l’indice di tutta l’inchiesta di People for Planet sul tema canapa light e canapa terapeutica

Cannabis “legale” e “terapeutica”: facciamo chiarezza

Cannabis light “bocciata” dal Consiglio superiore di sanità

Ma questa è marijuana?!? Sì ma senza THC! (VIDEO)

Cannabis per uso terapeutico: realtà dal 2006. Ma serve la prescrizione medica

Tetraidrocannabinolo e cannabidiolo: come agiscono

Lo giuro, non è una canna vera! (VIDEO)

Canapa light, ecco come è nato il fenomeno dell’erba che non “sballa”

Canapa legale: cosa dice la circolare del Ministero sulla cannabis

Le proprietà nutritive della canapa (VIDEO)

Le stupefacenti proprietà nutritive della canapa nell’alimentazione quotidiana

 

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Festival di Yulin, il massacro di animali in un mondo civile

People For Planet - Mar, 06/26/2018 - 02:11

Con il solstizio d’estate, il 21 giugno, ha avuto inizio il Festival di Yulin conosciuto anche come Dog Meat Festival, ovvero il festival della carne di cane.

Si svolge a Yulin, città sita nella Regione Autonoma di Guangxi Zhuang, in Cina, che arriva a sfiorare poco più di 5.000.000 di abitanti e dove, ogni anno, con l’arrivo dell’estate, per dieci giorni consecutivi vengono barbaramente uccisi, secondo le associazioni animaliste, intorno ai 10mila cani e gatti.

In Cina mangiare carne di cane è una tradizione consolidata da secoli e socialmente accettata, la sua commercializzazione è soggetta a regole e norme sanitarie per la tutela sia del consumatore che dell’animale. Nonostante questo, il Festival di Yulin riesce ad indignare gli stessi cinesi, oltre ad avere un forte impatto a livello internazionale: annualmente attivisti per i diritti degli animali provenienti da tutto il mondo si battono per mettervi fine, tanto che lo scorso anno sono stati liberati più di mille cani.

In diversi Paesi del mondo il cane è considerato al pari di una mucca e quindi, a differenza delle abitudini che si sono sviluppate negli anni in occidente, non è considerato animale da compagnia. Indignarsi quindi per il consumo di cane sarebbe ipocrita se pensiamo a tutte le sagre a base di carne che annualmente sono promosse nella sola Italia. Ma la forte indignazione nasce dalla barbarie cui sono sottoposti questi animali nel corso del festival.

Considerati carne proteica e fonte di salute, le vittime destinate ad essere sacrificate vengono catturate per le strade o addirittura rapite dalle proprie abitazioni, segregate in gabbie e cucinate talvolta anche vive per procurare loro scariche di adrenalina che, secondo la tradizione, servirebbero a potenziare l’energia sessuale di chi le consuma. Inoltre gli animali vengono macellati senza aver subito un controllo sanitario, problematica che, secondo il Ministero della Sanità cinese, porterebbe ogni anno tra le duemila e le tremila persone alla morte per aver contratto la rabbia.

Da quando il Festival di Yulin si è guadagnato fama internazionale, molte associazioni animaliste hanno lanciato appelli e raccolte firme per cercare di mettere fine a questa non tradizione. Infatti, come sostenuto dalla Humane Society International, che si batte contro questo orrore, in realtà quella di Yulin non è una tradizione, ma una fiera inventata per fini commerciali nel 2010.

E mentre le associazioni animaliste internazionali e locali s’impegnano facendo pressione sul governo cinese affinché ci sia almeno una regolamentazione di questa mattanza, c’è anche chi concretamente scende in campo al fianco della popolazione locale contraria, come l’italiano Davide Acito, fondatore dell’associazione Action project animal, che ha dato luce, grazie alla collaborazione con la stilista Elisabetta Franchi, al progetto Island dog village E.F., ossia un rifugio nel nord della Cina per i cani tratti in salvo. 

Ci sono anche buone notizie…

Dopo Taiwan, anche in Sud Corea un tribunale locale ha dichiarato illegale l’uccisione dei cani a uso alimentare, sentenza che potrebbe rappresentare una svolta per mettere fuori legge la carne canina, da lungo tempo parte integrante della dieta sudcoreana con circa un milione di cani mangiati annualmente. Stando ai dati, il consumo di questa pietanza è calato in modo significativo da quando i sudcoreani hanno sempre più cominciato a ritenere il cane un animale da compagnia. Tra le generazioni più giovani, infatti, il consumo della carne di cane è considerato un tabù.

Fonti

www.lastampa.it
Action Project Animal
Humane Society International

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People For Planet 25 giugno 2018

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 06/25/2018 - 11:36

Questo non è un gioco!
Diciamo “Basta!” alla pubblicità del gioco d’azzardo – Seconda parte
Continua su People For Planet

Insieme senza muri
Milano propone la sua ricetta per una città inclusiva
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La customer satisfaction non è solo uno spot
Nel nostro Paese ci si riempie la bocca con paroloni come customer satisfaction, customer priority, attenzione al cliente, eccetera.
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Cibo contro degrado

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 06/25/2018 - 11:35

Pier Paolo Spinazzè, in arte Cibo, è uno street artist veronese di 37 anni che copre le scritte d’odio e fasciste sui muri della città con disegni di cibo, appunto.
Quando ha coperto una scritta fascista con due wurstel qualcuno ha cercato di rispondere disegnando sui salsicciotti qualche croce celtica. Cibo non si è scoraggiato e ha coperto le svastiche con senape e ketchup che sui wurstel ci stanno benissimo.
Alla prossima ci mette anche due patatine.
(Fonte: Ansa.it)

Troppa cocaina per le anguille

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 06/25/2018 - 11:34

Uno studio coordinato da Anna Capaldo dell'Università Federico II di Napoli, pubblicato da Science of the Total Environment ha rilevato che la cocaina presente nei fiumi sta mettendo in serio pericolo alcune specie come le anguille.
In particolare le anguille nel Tamigi sono fatte come le campane.
(Fonte: Repubblica)

Puliamo noi

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 06/25/2018 - 11:32

Ponte Felcino è una frazione di Perugia dove ogni anno nel parco si tiene la classica sagra di paese che si chiama appunto La Felciniana.
Quattro giorni di salsicce, birra e musica da ballo. Si finisce a notte fonda e immaginate com’è ridotto il parco la mattina.
E quest’anno a pulire tutto ci hanno pensato i ragazzi richiedenti asilo che tutte le mattine, armati di scope e sacchi neri, raccolgono l’immondizia, così, per aiutare, perché il parco è un posto per tutti ed è bello che sia pulito.
#qualcunoglielotelefoniaSalvini
(Fonte: Perugiatoday)

Questo non è un gioco!

People For Planet - Lun, 06/25/2018 - 05:19

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Nella Prima parte della nostra indagine sul fenomeno della ludopatia abbiamo raccontato della diffusione del gioco d’azzardo in Italia. Non vi è alcun dubbio, le cifre parlano chiaro… urge uno STOP!

La pubblicità è l’anima della ludopatia

Nei primi 9 nove mesi del 2017 la spesa negli investimenti pubblicitari nei giochi è stata di 45,9  milioni (+ 1,8% contro i 45,1 milioni di euro dello stesso periodo 2016). Secondo uno studio Agimeg, su dati elaborati dalla Nielsen l’85, il 7% degli investimenti è stato destinato alla televisione, che ha segnato un +3,8% con 39,4 milioni. La radio, con investimenti per oltre 2 milioni (rispetto ai 204 mila euro del 2016) registra un +900%. In diminuzione la pubblicità sui giornali (1,5 milioni contro 2,9 milioni) e periodici (358 mila euro contro 511mila); Internet vede un calo di oltre il 32% degli investimenti, da 3,1 milioni del 2016 a 2,1 milioni del 2017.

Per pubblicizzare il gioco online, dei 12 milioni impiegati nei primi 9 mesi del 2017, il 96% è stato speso in televisione. La quota per promuovere il poker online ha sfiorato i 2,2 milioni di euro (+4%).

Secondo dati Nielsen, categoria comprendente Scommesse, Lotto, Superenalotto e Totocalcio, le aziende che hanno più investito in pubblicità nei giochi nel periodo gennaio-settembre 2017 sono Sisal, a seguire Bet365, William Hill, Lottomatica e Bwin. Nel gioco online, invece, Pokerstars seguita da Betsson, 888, William Hill e Tombola.

La legge di Stabilità 2016 – l. n.208 del 2015 – vieta la pubblicità dei giochi con vincita in denaro nelle trasmissioni radiofoniche e televisive “generaliste” – dalle ore 7 alle ore 22 – e in quelle indirizzate in prevalenza a un pubblico di minori.

E allora come mai la parte più grande degli investimenti pubblicitari nel gioco si concentra sulla televisione? Perché sono esclusi dal divieto i media specializzati come le tv a pagamento, le radio, le tv locali e i canali tematici sulle piattaforme a pagamento.

I canali generalisti sono gruppo minoritario. Per esempio: il divieto di pubblicità nella fascia oraria stabilita è valido per Rai1, Rai2 e Rai3, ma non per Rai4, RaiMovie, RaiPremium, RaiSport, etc, perché individuati dalla legge come canali semi-generalisti o tematici.

Gioco lecito non vuole dire innocuo

Secondo i dati di un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità le strutture che prevedono attività cliniche specifiche per il gioco di azzardo sono 184 su 612 SerT/SerD (Servizi per Tossicodipendenze / Dipendenze) e 95 su 769 centri del privato sociale: nel periodo d’indagine gennaio 2014 – agosto 2015 hanno preso in carico poco meno di 24mila persone per DGA (Dipendenza da Gioco d’Azzardo).

Probabilmente la punta dell’iceberg: il Dipartimento delle Politiche Antidroga stima un numero di giocatori patologici da un minimo di 300mila a un massimo di 1.300.000.

Attenti al gioco!” è il nome del progetto Codacons, in cooperazione con S.I.I.PA.C. (Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive) e co-finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per contrastare e prevenire il Gioco d’azzardo Patologico: oggi sul nostro territorio ci sono 20 sportelli informativi e on-line è scaricabile una app, con tanto di test “Scopri se sei ludopatico”, concepita per sensibilizzare e identificare i problemi legati al gioco d’azzardo patologico, oltre che base per iniziare percorsi riabilitativi (mappa e maggiori informazioni sul sito www.attentialgioco.it).

C’è chi dice no

Molti Enti locali (regioni, province, comuni) hanno intrapreso iniziative per arginare il fenomeno della ludopatia. E’ notizia di poche settimana fa che il Tar del Friuli Venezia Giulia ha confermato la legge regionale che istituisce una distanza obbligatoria di almeno 500 metri da scuole, chiese e bancomat – intesi come luoghi sensibili – per l’installazione dei giochi.

Altri Comuni hanno imposto l’affissione di cartelli che ricordano i rischi del gioco d’azzardo e negano l’autorizzazione all’installazione di slot nei nuovi esercizi commerciali.

Molte volte sono gli stessi proprietari di bar a decidere di rinunciare al guadagno derivante dalle macchinette “mangiasoldi” e non è una scelta da poco visto che si tratta spesso di cifre che vanno dai 1000 ai 1500 euro al mese.

Esiste un vero e proprio movimento NO SLOT (www.noslot.org) “Per contrastare il gioco d’azzardo di massa, per informare su leggi e normative, per promuovere la cultura del buon gioco”. Il sito è promosso da Vita.it

Il programma del nuovo Governo

Come si diceva in apertura della nostra inchiesta, nel programma di governo Lega-M5S è previsto il contrasto all’azzardo: basta macchinette, divieto assoluto di pubblicità, tutela di sicurezza, dignità e salute prima di ogni cosa. Per la prima volta la questione entra in un’agenda di governo. E per noi – che di questo tema abbiamo cominciato ad occuparci ben prima dell’insediamento del nuovo esecutivo – non può che essere un’ottima notizia!

Anche su questo punto attendiamo che le promesse siano mantenute… Vedremo!

Intanto People for Planet chiede a gran voce che almeno la pubblicità ai casino on line e al gioco d’azzardo, così come avviene per le sigarette, sia vietata in modo assoluto da tutti i mezzi di comunicazione. Da subito.

Leggi anche la Prima parte dell’inchiesta: A che gioco stiamo giocando?

Ricerca e fonti a cura di Alessandra Colaiacovo 

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5 modi per salvaguardare i nostri mari

People For Planet - Lun, 06/25/2018 - 02:09

Circa il 70% dell’aria che respiriamo è prodotta da piante marine e il 97% delle riserve di acqua sono negli oceani.
Eppure, ben consapevoli di queste informazioni, non ci curiamo affatto della salute dei nostri mari. Anzi, continuiamo a pescare in modo indiscriminato distruggendo i delicati equilibri marini, disperdiamo nell’ambiente rifiuti in plastica mortali per tutte le specie che abitano nel mare e siamo la ragione principale dell’inquinamento che porta al riscaldamento globale. Il nostro impatto sulla salute dei mari è tale che si stima che nel 2050 vi troveremo più plastica che pesci.  In attesa di decisioni su ampia scala che dipendono dai governi dei vari Paesi impegnati sul fronte climatico, anche noi possiamo fare la differenza nella salvaguardia di questo bene preziosissimo per la vita, in (almeno) 5 modi diversi.

CONTINUA A LEGGERE SU ECOSOST

 

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