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Storie di ladri (buoni)

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 04/24/2018 - 11:17

Buona notizia per Walter Puddu, cagliaritano, disabile, pluricampione di atletica della Saspo, a cui il 12 aprile alcuni ladri hanno rubato la carrozzina da corsa prelevandola dall’auto parcheggiata. Il mezzo è stato restituito!
“Non ci crederete mai! Anche i ladri hanno coscienza!” ha scritto Walter sul suo profilo Facebook.

In Svezia la prima strada elettrificata che ricarica le auto

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 04/24/2018 - 11:16

In Svezia due chilometri di una strada nella periferia di Stoccolma sono stati attrezzati con una rotaia elettrificata a centro careggiata che permette di ricaricare i veicoli elettrici che transitano. I mezzi devono essere dotati, sul fondo, di un apposito braccetto che permette all’elettricità di passare dalla strada all’auto (esistono anche sistemi wireless ma non è il caso svedese).
Un algoritmo appositamente sviluppato si occupa poi di calcolare l'energia assorbita e addebitare i costi relativi direttamente al proprietario del veicolo.
«Elettrificare i 20.000 km di autostrade svedesi è certamente abbastanza» ha spiegato l'amministratore delegato di eRoadArlanda, l'azienda che si è occupata di realizzare l'infrastruttura, Hans Säll. «La distanza tra due autostrade non è mai superiore a 45 km, e le auto elettriche sono già in grado di affrontare una tale distanza senza dover essere ricaricate. Alcuni ritengono addirittura che sia sufficiente elettrificare 5.000 km».
(Fonte: ZeusNews)

La carne sintetica sfamerà il mondo?

People For Planet - Mar, 04/24/2018 - 04:58

Sul sito di Memphis Meats la start up statunitense con sede a San Francisco che per prima è arrivata a produrre la carne “sintetica” si legge: “Amiamo la carne. Tuttavia, il modo in cui la carne convenzionale viene prodotta oggi crea sfide per l’ambiente, il benessere degli animali e la salute umana. Considerando che i consumatori globali spendono quasi mille miliardi di dollari l’anno per la carne e la domanda di carne dovrebbe raddoppiare nei prossimi decenni, una cosa è chiara: abbiamo bisogno di un modo migliore per sfamare un mondo affamato… Il nostro obiettivo è semplice: cambiare il modo in cui la carne arriva al piatto. Stiamo sviluppando un modo per produrre carne reale da cellule animali, senza la necessità di nutrire, allevare e macellare animali reali. Ci aspettiamo che i nostri prodotti siano migliori per l’ambiente (richiedendo fino al 90% in meno di emissioni di gas serra, terra e acqua rispetto alla carne prodotta in modo convenzionale), agli animali e alla salute pubblica. E, soprattutto, siano deliziosi.”

Ecco, su quest’ultimo punto c’è ancora del lavoro da fare. Al primo assaggio la carne sintetica non si può definire proprio “deliziosa” anche se non è male, manca il gusto del grasso e del sangue, dicono coloro che l’hanno assaggiata.

E questa mancanza è spiegata dal metodo con cui questa carne viene prodotta: in pratica vengono prelevate cellule di tessuto dai vari animali, per adesso anatre e galline.
Queste cellule vengono poi “coltivate” con l’aggiunta di siero fetale bovino su impalcature fino a formare dei filamenti di tessuto che possono formare polpette, hotdog e hamburger.

Insomma, non parliamo ancora di una bistecca o di una coscia di pollo in quanto per formare il muscolo servono vasi sanguigni e sostanze nutritive. Gli scienziati stanno studiando una soluzione.
Inoltre bisogna risolvere il problema del costo, per ora 450 grammi di carne costano al produttore 2.300 euro ma anche in questo caso serve tempo per abbattere i costi di produzione e arrivare a un obiettivo di costo che si aggiri sugli 8 euro ad hamburger.

Memphis Meats ha raccolto 17 milioni di dollari per completare lo sviluppo della carne sintetica entro il 2021. Tra i finanziatori nomi illustri come Bill Gates, Google ecc.

Buon lavoro!

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Allergie primaverili: cause e rimedi naturali

People For Planet - Mar, 04/24/2018 - 04:27

L’allergia è un problema da non sottovalutare e che sembra essere in continua crescita, con il numero di persone colpite che aumenta di anno in anno. “I numeri parlano chiaro: nel 2025 quasi il 50% della popolazione europea soffrirà di una qualche allergia, mentre nel nostro Paese circa il 40% della popolazione dichiara già di soffrire di disturbi di questo tiporiporta AssosaluteAssociazione Nazionale farmaci di automedicazione – che fa parte di Federchimica.

A fronte di questi numeri la spiegazione (e previsione) futura non è troppo rassicurante: il cambiamento climatico e le alte temperature aumentano i livelli dei pollini.  A seguito di uno studio condotto dal team del professor Giorgio Walter Canonica, presidente SIAAIC Società Italiana Allergologia Asma Immunologia Clinica – e Direttore della clinica malattie respiratorie e allergologia dell’Università di Genova, è stato dimostrato che in 27 anni le giornate all’anno in cui la parietaria (pianta della famiglia dell’ortica) diffonde i suoi pollini è aumentato di 85 giorni. «Una maggior esposizione significa un peggioramento dei sintomi e un aumentato rischio di sensibilizzazione» – spiega Canonica. A ciò si aggiunga l’inquinamento outdoor e indoor che aumenta l’infiammazione delle mucose, indebolendole. Complice, oltre alla predisposizione genetica soggettiva, è anche il nostro stile di vita: “E’ lo scotto che dobbiamo pagare per aver introdotto norme e comportamenti che da una parte ci preservano da infezioni e malattie, ma dall’altra ci rendono più sensibili”, continua l’esperto. Trascorriamo molto più tempo al chiuso, in ambienti spesso poco areati e questi fattori aumentano la concentrazione di allergeni. “I bambini giocano molto poco all’aperto e quindi sono meno esposti alle sollecitazioni durante l’età dello sviluppo, e quindi sono più esposti allo sviluppo di allergie” – spiega ancora l’allergologo.

Quali sono i rimedi naturali contro le allergie?

Se si vuole provare una strada alternativa ai medicinali ci sono molti rimedi naturali che possono venire in soccorso. Premessa: dobbiamo conoscere con certezza l’elemento scatenante della nostra allergia e agire anche sulla prevenzione rendendo meno acuta la manifestazione della nostra allergia.

Quali cibi mi aiutano a combattere l’allergia? Ricordiamo che gli antistaminici naturali non servono per curare le allergie, ma possono aiutare il corpo a moderare la sua reazione allergica.

Quali alimenti da evitare? Vino, birra e bevande fermentate; formaggi stagionati, insaccati e cibi in scatola; tonno, sgombro, salmone, molluschi, crostacei, e frutti di mare in generale; pomodori, banana, fragole, fave e la frutta con il guscio (noci, nocciole e mandorle); cioccolato, cacao e caffè, che contengono infatti un tasso elevato di istamina.

A differenza alimenti come come camomilla, tè verde e carote inibiscono il rilascio di istamina e possono quindi essere considerati antistaminici naturali. Tra i più comuni ricordiamo anche:

  • Aglio (allium sativum): ottimo rimedio per tenere sotto controllo gli allergeni e alcune cariche batteriche, ma sul quale bisogna fare attenzione. Le sue caratteristiche lo rendono utile per il controllo del livello di glicemia nel sangue, per cui il suo impiego dev’essere moderato in caso di soggetti diabetici o ipoglicemici.
  • Té verde: La quercetina, il pigmento che conferisce all’ uva nera e al tè verde il colore, blocca la produzione di istamina.
  • Vitamine: La vitamina D è molto utile per difendere l’apparato respiratorio, e per assumerla basta ingerire cibi come uova, burro, formaggi grassi, aringhe, sgombri e sardine. Comunque, anche le vitamine C ed E, contenute nella frutta e nella verdura, aiutano a rinforzare il sistema immunitario.
  • Il ginkgo biloba: Conosciuto per le sue virtù sulla memoria, può essere efficace anche per le allergie. Contiene alcune molecole efficaci contro le infiammazioni allergica chiamate FAP (fattore di attivazione piastrinica).

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Te lo diamo noi il contratto alla tedesca: idee per il governo (Diretta web!)

People For Planet - Lun, 04/23/2018 - 21:08

Moderatore: Jacopo Fo

Intervengono:
Marco Marchetti, docente di diritto amministrativo presso l’Università di Perugia: authority per i contratti di massa
Fabio Roggiolani
, esperto di ecologia ed ecotenologie: diminuire l’inquinamento urbano con il gnl
Corrado Giannone, tecnologo alimentare: razionalizzazione dei servizi di ristorazione ospedaliera
Luca Foresti, Centro Medico Santagostino: sistemi di razionalizzazione della gestione dei servizi diagnostici
Vincenzo Imperatore, esperto di finanza: trasformare la commissione bicamerale di inchiesta sulle Banche in una commissione stabile che vigili sull’attività bancaria

Per maggiori informazioni leggi qui

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Extreme Design

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 04/23/2018 - 15:20

Quando il design diventa estremo gli oggetti sembrano quasi prendere vita.
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Corporate Barter: un baratto come soluzione di finanza alternativa

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 04/23/2018 - 15:19

La situazione è nera. Allo stato attuale sembra difficile immaginare uno scenario in cui le banche riaprano i rubinetti del credito ai piccoli imprenditori.
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La Contessa del lunedì

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 04/23/2018 - 15:17

“- Ubaldooooooo!
Finalmente il sole!
La primavera, i fiori nelle aiuole!
Pronto per il ritorno del sorriso?
Col tempo uggioso
son giorni ch’è sparito dal tuo viso!
- Contessa, buondì…
Pensavo in effetti per festeggiare
di andare di là a cucinare:
tiramisù, montblanc
crostata ricotta e cioccolato…
- Così mi finisci dritto ricoverato!
Per rigenerarci davvero
ci vuole un “forest bathing”!
- Un bagno nella foresta?
Nella tinozza del giardiniere?
Mi pare ancora un po’ freddino
lo eviterei con piacere…
- Ma trattasi di metafora!
Immergersi nell’atmosfera della foresta….
Passeggiando tra gli alberi ci si libera la testa!
Si riduce lo stress, si ritrova il buonumore
diminuisce la pressione arteriosa
si rafforza il sistema immunitario
si gode per ore!
Come cura in Giappone
è normale prescrizione
qui da noi ci si sta attrezzando
per esempio con soggiorni ad hoc in Trentino…
Pronto per metterti in cammino?
- Veramente avrei la biblioteca da ricatalogare…
- Ci sono anche percorsi sensoriali da esplorare!
Camminare scalzi su muschi, felci, sabbie, corteccia…
- Mmmmm… che cosa godereccia…
- Ubaldo, dove vai? Non ti ho persuaso?
- Invece sì
e vado a far rifornimento
di menta in vaso.
Preparo già un medicamento…
Se il troppo camminar ci farà male
avremo il preparato per scrub e pediluvio naturale:
zucchero, olio d’oliva, olio essenziale e foglie di menta…
Che ne pensa?
Vede? Si posson risolver molte cose
accedendo alla dispensa!”

La Contessa

Italia record ai Sony World Photography Awards 2018

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 04/23/2018 - 15:14

Il Sony World Photography Awards è considerato il più importante concorso fotografico del mondo. Nell’edizione di quest’anno l’Italia ha trionfato con 6 scatti in finale e tre premiati nelle categorie Architettura, Paesaggi e Wildlife (Gianmaria Gava, Luca Locatelli e Roselena Ramistella).
Qui tutte le foto vincitrici

Mamma!

Le Buone Notizie di Cacao - Lun, 04/23/2018 - 15:12

La faccia della Regina Elisabetta quando Carlo l’ha chiamata “mummy” è impagabile. E’ successo durante il concerto per festeggiare il 92esimo compleanno della Regina al Royal Albert Hall.
Il principe Carlo ha preso parola davanti al pubblico e l’ha chiamata prima Vostra Maestà e poi “mamma” e alla vecchia signora per poco non prende un colpo.
Forse era la prima volta.
Video

Nel mondo ormai tutti respirano aria inquinata

People For Planet - Lun, 04/23/2018 - 09:54

L’agenzia Agi riporta uno studio dell’Health Effects Institute in cui si dice che sette miliardi di persone al mondo, il 95% della popolazione sulla Terra, ormai respira aria inquinata. E mentre nei Paesi più ricchi e industrializzati sembra esserci un miglioramento della qualità dell’aria, in quelli più poveri i livelli di smog sono sempre più alti.

Leggi tutto l’articolo cliccando qui

 

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Extreme Design

People For Planet - Lun, 04/23/2018 - 05:36

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Pd-M5S, idee per un programma condiviso alla tedesca!

People For Planet - Lun, 04/23/2018 - 04:29

Una cosa che pochi raccontano è che il M5S ha votato a favore delle leggi approvate dal Senato. Nel 39,5% dei casi. E parecchie sono state le leggi e gli emendamenti presentati dal M5S e poi approvati con i voti del Pd. Quindi una base da cui partire c’è e non è vero che il 5 Stelle ha detto sempre di no a tutto.
Il che non vuol dire che non ci sia disaccordo su molte grandi questioni.
Ma sicuramente si potrebbe trovare un territorio di dialogo.
Ci sono tante leggi facili, banali e condivise da chiunque abbia un minimo di buon senso. Alcune, per strani motivi, sono da anni parcheggiate al Parlamento in attesa di approvazione.
Con People for Planet ed Ecofuturo abbiamo invitato un gruppo di valenti specialisti, a un incontro via web, lunedì 23 aprile, alle 21 (in diretta sulla mia pagina FB).

CHE COSA INTENDIAMO CON LEGGI FACILI?
E’ possibile tagliare i tempi di attesa della sanità senza varare una grande riforma, ma cambiando il modo in cui gli ospedali sono organizzati.
Possiamo diminuire i costi della Sanità e contemporaneamente migliorare il servizio razionalizzando.
Le esperienze in Italia ci sono, funzionano! Che cosa succederebbe se Pd e M5S realizzassero un’alleanza per ottenere questa razionalizzazione?

Ad esempio, in Usa e Germania si vendono i farmaci sfusi, nel numero prescritto dalla ricetta medica.
Non è una questione di destra o sinistra, è semplice buon senso, si risparmia denaro e si evita di lasciare in giro medicine che poi vengono magari consumate a sproposito o divorate dai bambini. E si evita anche che vengano consumate medicine scadute.
Otterremmo un risparmio intorno ai 500 milioni di euro.

CONTINUA SUL FATTO QUOTIDIANO

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Corporate Barter: un baratto come soluzione di finanza alternativa

People For Planet - Lun, 04/23/2018 - 04:17

E si ritorna alle origini.
Non perché mancano i beni o i servizi (anzi, ce n’è una quantità eccessiva), ma perché manca la moneta o quantomeno non circola.
 Per due motivi: uno ovvio, e cioè che se non ho denaro non lo posso spendere; l’altro di natura psicologica, ossia se ce l’ho lo risparmio in attesa dei tempi difficili che sono nell’aria.
E se la moneta non gira, non crea mercato. E la produzione, di qualsiasi tipo, implode.
 Quindi da qualche anno (Oltreoceano esiste dalla crisi del 1929) si sta sviluppando anche nel nostro Paese tra la comunità delle aziende, soprattutto piccole e medie imprese, un sistema che non produce liquidità, ma che sicuramente ne fa risparmiare tanta: il Corporate barter, una sorta di baratto o meglio di compensazione multilaterale tra aziende che avviene tramite network molto conosciuti sul web in cui si paga una quota associativa che mediamente costa circa il 5% dei movimenti.

Si tratta di uno strumento di pagamento complementare alla moneta tradizionale, una modalità di transazione tra aziende con forma di pagamento in merci e servizi; in altri termini il Corporate barter consente alle aziende che hanno poca liquidità e a cui le banche hanno ridotto o chiuso gli affidamenti di pagare gli acquisti con la vendita dei propri prodotti.
 I dati della Irta (International reciprocal trade association) riportati da Bloomberg stimano negli Stati Uniti un mercato da 12 miliardi dollari all’anno in transazioni che non prevedono scambio di valuta.

A chi si rivolgono i circuiti di Corporate barter?
Soprattutto commercianti con fondi di magazzino che in tal modo hanno il vantaggio di promuovere il proprio invenduto, ma anche fornitori di servizi che non hanno materiale da scambiare e a cui risulta più semplice il do ut des.
 Il baratto tra aziende, come abbiamo detto, è multilaterale, cioè avviene tra soggetti diversi e può essere effettuato al 100% in natura oppure pagando una parte in denaro.
 Lo schema è semplice: A vende a B che vende a C che a sua volta vende ad A; in tal modo il Corporate barter non solo rappresenta una strategia finanziaria anti-crisi, ma anche una forma nuova di marketing per piccole imprese, tra l’altro sempre percorribile, perché permette di allargare il mercato di riferimento delle aziende che arrivano, in tal modo, a intercettare clienti e territori che prima non erano mai riuscite a raggiungere monetizzando prodotti o servizi disponibili o risultanti da una capacità produttiva finora inespressa. 
Al momento dell’ingresso nel network, successivo all’analisi della solvibilità dell’aderente, viene concesso alle aziende un piccolo fido, meglio dire una disponibilità di acquisto (perché non genera interessi di alcun tipo), con cui possono fare le prime transazioni.
 Ogni azienda che aderisce al circuito apre quindi un conto che gestisce la contabilità in entrata e in uscita dei valori corrispondenti alle vendite o agli acquisti. 
Per cui se l’azienda va “a debito” (cioè ha acquistato più di quanto ha venduto) si salda semplicemente, a fine anno, vendendo merce o offrendo un servizio per un importo pari a quanto acquistato.
Se poi l’azienda non vuole rinnovare la quota associativa, si salderà in denaro.
Se invece va a credito (cioè ha venduto più di quanto ha acquistato) quest’ultimo si estingue solo facendo acquisti in barter, in qualsiasi momento e senza alcuna scadenza, e mai convertendo in denaro il credito.
 Ho avuto la fortuna professionale di seguire l’inserimento in un barter di una piccola impresa che produce strumenti di scrittura che ha speso il suo bonus contraendo una assicurazione fabbricata con una azienda associata e poi rivendendo, in compensazione, uno stock di penne come “Christmas gifts” a uno studio di consulenza aziendale.
 L’unico handicap riscontrato sta nella legislazione vigente (in Italia, ovviamente) che limita fortemente una società di barter a dare piena soddisfazione a tutte le richieste di acquisto e vendita di beni e servizi in compensazione multilaterale: tasse (è solo un piccolo passo il baratto amministrativo introdotto con il decreto Sblocca Italia del novembre 2014), utenze e oneri finanziari non sono ancora “barterizzabili”.
Ops. Come mai? Immaginate un po’…

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Pd-M5S, idee per un programma condiviso alla tedesca!

Le Buone Notizie di Cacao - Dom, 04/22/2018 - 20:29

di Jacopo Fo

Una cosa che pochi raccontano è che il M5S ha votato a favore delle leggi approvate dal Senato. Nel 39,5% dei casi. E parecchie sono state le leggi e gli emendamenti presentati dal M5S e poi approvati con i voti del Pd. Quindi una base da cui partire c’è e non è vero che il 5 Stelle ha detto sempre di no a tutto.

(...) Continua a leggere CACAO della Domenica

Buona Giornata Mondiale della Terra!

People For Planet - Sab, 04/21/2018 - 23:17
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People For Planet celebra la Giornata mondiale della Terra con questo video che riprende un flash mob canadese di qualche anno fa dove si protestava contro l’abbandono dei rifiuti in plastica. 
Quest’anno una campagna di Greenpeace chiede alle aziende di abbandonare la plastica monouso a favore di soluzioni più sostenibili. 
Ormai la plastica usa e getta prodotta dal petrolio è obsoleta!

Abbiamo aggiornato i dati nel video:
– Ogni anno nel mondo vengono prodotte 310 milioni di tonnellate di plastica.
– Il 79% del materiale plastico prodotto, dagli anni 50 del secolo scorso, è finito nelle discariche e nell’ambiente. Solo il 9% è stato riciclato.
– Ogni anno almeno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani.
– Si stima che via siano più di 150 milioni di tonnellate di plastica negli oceani.
– 3 italiani su 4 si dicono attenti all’ambiente, il 92% degli intervistati si sente direttamente coinvolto nella raccolta differenziata dei rifiuti. E tu?

Buona giornata della Terra!

Sul tema plastica e microplastiche abbiamo già scritto molto, guarda qui.

Stiamo anche promuovendo una raccolta firme per chiedere l’installazione obbligatoria sulle lavatrici di un filtro per bloccare le microplastiche rilasciate dagli indumenti sintetici. 
Leggi e firma il Manifesto di People For Planet con le nostre proposte

Credit video
Montaggio: Elena Zanforlin
Grafica: Armando Tondo
Ideazione: Iacopo Patierno, Simone Canova, Gabriella Canova

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Qual è il video più visto su Youtube?

People For Planet - Sab, 04/21/2018 - 09:28

 

Qui la lista dei 500 video più cliccati su Youtube. C’è anche il noto video della canzone Gangnam Style, uno dei primi a superare, qualche anno fa, il miliardo.

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Si può produrre l’acqua nel deserto?

People For Planet - Sab, 04/21/2018 - 04:51

Nel mondo c’è carenza d’acqua dolce: il 71% della superficie terrestre è coperta di acqua e per il 97,5% si tratta di acqua salata. In questa situazione 748 milioni di persone nel mondo (1 su 8) vivono senza accesso ad acqua potabile. 2,5 miliardi non hanno accesso a servizi igienico-sanitari. Le situazioni peggiori si trovano in Siria, Iraq, Yemen, Haiti, Sud Sudan, Africa occidentale (da notare che si tratta soprattutto di zone di guerra).
Qualche anno fa, presso la “Libera Università di Alcatraz”, abbiamo condotto una enorme ricerca, durata più di un anno, sulle ecotecnologie a basso costo che potrebbero in qualche modo aiutare le popolazioni di tutto il pianeta, soprattutto quelle che vivono in situazioni di emergenza e difficoltà. Ne è uscito un libro, in formato pdf, scaricabile gratuitamente, che abbiamo fantasiosamente chiamato “Ecotecnologie a basso costo per tutto il mondo”.
Una parte della ricerca è ovviamente dedicata alle ecotecnologie legate all’acqua. Per produrla, depurarla, usarla in agricoltura o per lavarsi le mani.

Ma si può creare l’acqua?
Sì, ad esempio catturando l’umidità dell’aria, presente ovunque nel mondo (sia l’aria che l’umidità!). Reti o cumuli di pietre possono catturare l’umidità del vento, condensarla in goccioline d’acqua che vengono poi convogliate e raccolte in contenitori oppure usate per mantenere umido un terreno ad uso agricolo.
Ne è un esempio è l’Orto dei Tu’rat, una tecnica antichissima che risale a circa 9.000 anni fa usata dagli abitanti della regione del Negev, a sud di Israele.
Cumuli di pietre calcaree disposti a forma di mezzaluna, opportunamente direzionati per captare i venti, condensano l’umidità che percola nel terreno. L’area dentro la mezzaluna è ottima per l’agricoltura.
Una tecnica analoga è quella del giardino Pantesco: l’albero viene circondato da un muretto a secco di pietre che catturano l’umidità mantenendo bagnato il terreno.

Più elaborato il Condensatore di Ziebold. Nel 1900 in Crimea furono rinvenuti 13 grandi tumuli con una superficie di 1000 mq per 30-40 m di altezza posti sulle cime delle colline. Queste costruzioni condensavano l’acqua e fornivano dai 500 ai 1000 litri di acqua al giorno (in condizioni ottimali). Friedrick Ziebold, che fece la scoperta, ricostruì il condensatore atmosferico in scala sulla cima di una collina a Feodosia (Teodosia) in Crimea, sul modello degli antichi pozzi ad aria scoperti nella zona. Il condensatore di Ziebold era un cumulo di ciottoli marini (da 10 a 40 cm. di diametro), dalla forma tronco-conica, con diametro alla base di 20 metri e 8 in alto per 6 metri d’altezza. La costruzione riuscì a produrre 360 litri d’acqua al giorno fino al 1915, quando cominciò a deteriorarsi.
Ultimo esempio sono le reti per catturare l’acqua contenuta nella rugiada. Si chiamano FogQuest, misurano 6×10 mt., possono produrre fino a 200 litri di acqua dolce al giorno e possono essere costruite con diversi materiali, anche di riciclo. Molto interessante il sito http://www.fogquest.org/.

Passando dagli antichi saperi alle nuove tecnologie, è da segnalare il progetto Savior Bud, un contenitore portatile per raccogliere l’acqua dalle foglie.
Da Architetturaedesign.it: “Prima di tutto bisogna trovare un albero a foglia larga ricco di foglie. Una volta individuato l’albero si applica Savior Bud all’estremità di un ramo, come se fosse una pinza gigante, circondando con cura le foglie della parte terminale del ramo. Una volta applicato Savior al ramo, questo funzionerà come specie di serra catturando l’umidità dalle foglie per trasformarla poi in acqua. In circa quattro ore infatti, le foglie avranno rilasciato un quantitativo di acqua pari al contenuto di una tazza di medie dimensioni.”
Purtroppo è rimasto solo un progetto.

E l’acqua del mare?
Altra fonte di acqua dolce è il mare (salato): tramite processi di dissalazione per evaporazione è possibile separare il sale dall’acqua, distillandola.
Un esempio a bassissimo costo è il Watercone. Si tratta di un cono (rovesciato) in PET dotato di un’apertura con tappo a vite sulla sommità e alla base una vaschetta di raccolta dell’acqua salmastra. Va esposto al sole per innescare il processo di evaporazione e dissalazione.
Sfruttando il medesimo principio ma aumentando le dimensioni si possono costruire vere e proprie “piramidi” in grado di dissalare l’acqua.

Un progetto si chiama per l’appunto WaterPyramid e secondo gli inventori con un’estensione esposta al sole di 600 mq si è in grado di produrre circa 1.250 litri di acqua dolce al giorno.

Il designer italiano Gabriele Diamanti è invece il progettista di Eliodomestico, un distillatore open source che grazie all’energia solare può fornire acqua potabile alle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo. È un modo semplice per la produzione di acqua dolce partendo da acqua salata o salmastra. Il dispositivo è in grado di produrre 5 litri di acqua al giorno funzionando senza filtri né elettricità e con una manutenzione minima. La mattina si riempie una caldaia nera con acqua di mare facendo attenzione a stringere bene il tappo. Man mano che la temperatura e la pressione all’interno della caldaia aumentano, il vapore viene forzato a passare attraverso un tubo di collegamento che raccoglie l’acqua evaporata dal coperchio e che funge da condensatore trasformando l’acqua salata in dolce. In sostanza una caffettiera rovesciata.

Fonti:
Rapporto Oxfam “Savinglives: emergenza acqua” (2016)
http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/11/02/savior-bud-trasforma-umidita-in-acqua.htm
http://www.fogquest.org/
http://www.gabrielediamanti.com/projects/eliodomestico/
http://www.ecotecno.tv/ecotecnologie/ecotecnologie-per-tutti.html

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