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Covid-19, stretto legame con lo smog nello studio italiano

People For Planet - Gio, 12/17/2020 - 15:45

“I nostri risultati fanno ipotizzare una correlazione da moderata a robusta tra il numero di giorni che superano i limiti annuali di concentrazione massima imposti per gli inquinanti atmosferici PM10, PM2.5 and NO2 , e i livelli d’incidenza, mortalità e letalità per COVID-19 rilevati in tutte le 107 aree territoriali prese in esame, anche se tale correlazione appare meno forte (da debole a moderata) quando l’analisi viene ristretta alle quattro regioni del Nord Italia, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto, più duramente colpite dalla pandemia”, lo ha detto Giovanni Aloisio, corresponding author dello studio e anche membro del CMCC Strategic Board, Direttore del CMCC Supercomputing Center e Professore Ordinario presso l’Università del Salento, Dip. di Ingegneria dell’Innovazione.

Lo studio italiano

“L’analisi dei dati è stata circoscritta al solo primo trimestre del 2020 per ridurre il più possibile gli effetti del lockdown sui livelli di inquinamento atmosferico”, ha specificato Aloisio. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Environmental Pollution si è concentrato sulle potenziali correlazioni a breve termine tra i due fenomeni: smog e covid-19.

La ricerca, diretta dalla Fondazione CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), e realizzata in collaborazione con l’Università del Salento e Istituto Superiore di Sanità (ISS), ha preso in esame le concentrazioni di alcuni tra i più pericolosi inquinanti atmosferici (PM10, PM2.5, NO2) e la distribuzione nel tempo e nello spazio dei casi di malattia e dei decessi per COVID-19 (nello specifico, i livelli di incidenza, mortalità e letalità di COVID-19), prendendo in esame l’intero territorio italiano, scendendo fino al livello delle singole unità territoriali e includendo in particolare quattro delle regioni più colpite (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto).

Covid-19, l’Italia sfiora i 500 morti al giorno. “Il 15% dovuti allo smog”

Harvard: più smog, più morti covid-19

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Amazon lancia il robotaxi

People For Planet - Gio, 12/17/2020 - 14:30

Dopo sei anni circa dallo sviluppo dei primi concept, la società americana Zoox – detenuta da Amazon – ha svelato la sua macchinina elettrica a guida autonoma, pensata un po’ come un robotaxi per il trasporto delle persone. Il veicolo si avvale del livello 5 di guida autonoma, ovvero sprovvisto di sterzo e pedali. Il veicolo è dotato di due motori elettrici, uno per asse, alimentati da un pacco batteria da 133 kWh in grado di garantire 16 ore di autonomia, che consentono al mezzo di raggiungere una velocità massima di 120 km/h.

Una rivoluzione?

La società di Jeff Bezos aveva ufficializzato l’acquisto della startup americana Zoox lo scorso giugno e sembra chiaro che il prossimo obiettivo della società di Seattle sia quello di tentare la rivoluzione nei trasporti – e nei sistemi di consegna che tanto fanno discutere per il loro impatto ambientale – ottimizzando i servizi offerti con i furgoncini elettrici.

A bordo quattro posti disposti su due divani differenti collocati uno di fronte all’altro. Non poteva mancare la tecnologia a disposizione dei passeggeri, con postazioni di ricarica wireless e un display da cui si potrà controllare il tragitto, la temperatura o attivare personalizzazioni varie. Oltre al sistema interno di illuminazione a led, alle dimensioni ridotte perfette per le grandi città, non passano inosservate le vetrate che contribuiscono ad una maggiore luminosità degli ambienti interni.

L’inversione di marcia senza manovre

A stupire più di tutto però, la tecnologia che permette di invertire la marcia senza dover far manovra. In tema sicurezza, c’è da segnalare l’implementazione dei vari sensori radar e delle telecamere che forniscono un campo visivo di ben 270 gradi, consentendo di vedere oggetti fino ad una distanza di 150 metri.

Non esiste ancora un piano di utilizzo ufficiale del nuovo veicolo, ma Zoox sta portando avanti i test in città come Las Vegas, San Francisco e Foster City.

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Quei 500 studenti rapiti di cui nessuno parla

People For Planet - Gio, 12/17/2020 - 11:30

Molti verranno sgozzati. La loro colpa? Frequentare una scuola pubblica e non una scuola coranica. E l’evoluto Occidente tace.

Quanta codardia. Gli jihadisti di Boko Haram, il gruppo terroristico nigeriano che dal 2009 ha causato più di 30mila morti e due milioni di sfollati, è tornato a prendere di mira i bambini e i ragazzi delle scuole. Hanno rapito centinaia di studenti liceali dalla scuola di Kankara, nello Stato di Katsina, nel nord-ovest della federazione. Secondo alcune ricostruzioni sarebbero 300, secondo altre 333, secondo altre ancora oltre 500 studenti, tutti maschi, tutti colpevoli di non frequentare la scuola pubblica e non la scuola coranica, sarebbero stati portati nella foresta di Zamfara, nella provincia vicina. Il rapimento ricalca quello del 2014, quando i terroristi di Boko Haram, rapirono a Chibok 276 studentesse.

Un “atto spregevole di violenza e codardia: i bambini non dovrebbero mai essere un obiettivo e le scuole non dovrebbero essere trasformate in un campo di battaglia”, hanno dichiarato in una nota congiunta l’Alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrell, il commissario per la Gestione delle crisi, Janez Lenarcic, la responsabile della Cooperazione internazionale, Jutta Urpilainen, che chiedono “il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli studenti rapiti”. Almeno 17 studenti sono stati liberati martedì 15 dicembre con un blitz, durante il quale però due di loro sono morti.

Mercoledì 16 dicembre le autorità nigeriane hanno annunciato la chiusura a tempo indeterminato delle scuole in cinque Stati. Dieci scuole sono state chiuse “a seguito del recente rapimento di oltre 300 studenti della Government Science Secondary School di Kankara, nello stato di Katsina”. Lo Stato di Kano, invece, non ha fornito alcun motivo per la chiusura delle scuole, mentre gli Stati di Jigawa e Kaduna hanno dichiarato che il motivo è legato alla pandemia, nessuno vuole seminare panico. Genitori e cittadini manifestano implorando la liberazione. E l’evoluto e progressista Occidente? Tace. Troppo preso dai problemi di ciascuno. Troppo impacciato nell’affrontare il tema del terrorismo a matrice islamica, soprattutto quando le sue capitali non ne sono toccate. Quanta codardia.

(Autore immagine: Stuart Price, Copyright: 2007 AFP)

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Il MES (Meccanismo europeo di stabilità) sarà un affare solo per le banche

People For Planet - Gio, 12/17/2020 - 10:00

Ed anche l’unico motivo per credere che pure il presidente del Consiglio Conte abbia subito il fascino della lobby bancaria.

Perché i soldi che arriveranno con il Recovery Fund, da soli basterebbero per rifare l’Italia intera. Si tratta di 209 miliardi di euro (!!!) di cui circa 70 mld a fondo perduto (non si restituiscono più).

Giusto per dare un senso proporzionale all’affermazione, a prima lettura enfatica, basti ricordare che l’iconico Piano Marshall, ufficialmente chiamato piano per la ripresa europea (“European Recovery Program”), destinato alla ricostruzione dell’Europa dopo la seconda guerra mondiale che, ricordiamo, fece in Italia circa 470.000 morti (tra militari e civili) e distrusse praticamente l’intero paese, portò  nelle casse nazionali 1,5 miliardi di dollari che, al cambio lira del 1952 (1 $= 625 lire), equivaleva a circa 937,5 miliardi di lire. In pratica circa 484 milioni di euro di un ipotetico cambio lira-euro del 1952. 

Ma se volessimo fare un rapido e spensierato esercizio comparativo e cambiare quei 937,5 miliardi di lire del 1952 in moneta del 2000 (anno del passaggio all’euro), tenendo presente un fattore di conversione di 23,5853, allora l’intervento statunitense sarebbe stato di 40 miliardi di lire, ossia circa 20 milioni di euro !!!

Il Recovery Fund, volendo esasperare il concetto, vale 10 volte il piano Marshall.

Avete, quindi, preso coscienza di quale flusso di danaro arriverà nel nostro paese per sostenere progetti di sviluppo che potrebbero finalmente mettere l’Italia alla pari degli altri paesi europei?

Perché allora, come già ho avuto modo di scrivere su queste colonne, tanta determinazione per sostenere la riforma del Mes visto che poi non ne dovremmo avere bisogno?

Perché il Fondo Salva-Stati  sarebbe l’unico strumento capace di sostenere l’eventuale default delle nostre grandi banche in crisi.

Con la riforma del Mes, infatti, si permetterebbe di aprire un paracadute quando una banca di grandi dimensioni sta precipitando. Un intervento con soldi comunitari (quindi pubblici) di ultima istanza, cioè da utilizzare solo se le risorse messe, in primis, da azionisti e risparmiatori (secondo le regole del bail-in) e, in secundis, dall’apposito fondo alimentato dalle banche (Fondo Unico di Risoluzione) non risultino sufficienti a evitare il fallimento.

A oggi già esistono dei fondi versati dalle banche di tutta Europa utili a questo scopo, ma sono ancora pochi e proprio per questo il Mes – se la riforma venisse approvata – garantirebbe dei soldi per i salvataggi bancari.

Come?

Attraverso una linea di credito emergenziale (fino a 55 miliardi di euro) nel caso il Fondo unico di risoluzione non riesca a trovare fonti di finanziamento alternative. Entro un massimo di cinque anni il prestito del Mes al Fondo dovrebbe essere poi restituito dai contributori di quest’ultimo fondo, le banche.

Appunto entro un massimo di 5 anni, un tempo insufficiente, come dimostra la vicenda di Monte Paschi Siena, per le nostre banche in crisi per onorare un eventuale prestito.

Dopodiché devono intervenire i contribuenti, cioè noi.

Ed il cerchio si chiude.

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“Si mettono il pannolone per fare pipì”: lo sfogo di Ricciardi sui sacrifici in corsia per il Covid

People For Planet - Gio, 12/17/2020 - 07:30

“È come se cadessero delle bombe che la gente non vede, ma che i medici e gli infermieri nelle terapie intensive vedono ogni giorno. Siamo stufi”. Cosa accade in corsia.

Parole dure quelle di Walter Ricciardi, consigliere del ministero della Salute e professore ordinario di Igiene all’Università Cattolica di Roma, ospite della trasmissione “Dimartedì” andata in onda ieri 15 dicembre:

Abbiamo il numero più alto di morti in Europa in assoluto. Con la metà dei nostri morti oggi l’Olanda è andata in lockdown, con un terzo dei nostri decessi la Germania va in lockdown il 16 dicembre. Che ci vuole di più per far capire cosa c’è da fare? Lo shopping? È come se cadessero delle bombe che la gente non vede, ma che i medici e gli infermieri nelle terapie intensive vedono ogni giorno. Siamo stufi di telefonare ai familiari dei pazienti per annunciare che i loro congiunti nella notte non ce la faranno. E dobbiamo fare questo centinaia di volte al giorno”.

Ed è proprio sullo stress dei medici e su quello che arrivano a fare per non infettarsi e infettare gli altri che l’intervento si fa più duro:

“Ci sono medici che non ce la fanno più e che ormai si infettano. Soltanto a novembre abbiamo avuto 1000 operatori infettati. Abbiamo medici che stanno pensando di dimettersi e di lasciare il lavoro, perché sono completamente burnout. Ci sono infermiere che si mettono il pannolone per fare pipì perché non vogliono svestirsi e lasciare i propri pazienti”.

Gli studi sui danni psicologici degli operatori sanitari

Secondo un’indagine condotta dall’Università Statale di Milano su 650 sanitari durante l’emergenza Covid, quattro su 10 operatori manifestano disagi psichici. Tra le cause si segnalano stress, stress emotivo, orari e turnazioni incessanti, timore di contrarre l’intenzione e di trasferirla ai propri cari, mancanza di un supporto adeguato nell’ambiente di lavoro e non ultimo malessere da ‘stigma sociale’ dovuto al fatto che chi è esposto al virus nelle corsie degli ospedali è trattato in un certo qual modo o addirittura allontanato.

“Regione Lombardia metta a disposizione, gratuitamente, un sostegno psicologico per professionisti, famiglie, giovani e chiunque abbia vissuto la segnante esperienza del Covid”, ha detto il consigliere regionale De Rosa (M5s), perché con ogni evidenza il documento per il training autogeno pubblicato l’11 aprile scorso dall’Inail per gestire e prevenire il burnout lavorativo e i suoi risvolti psicologici non basta.

Non solo Covid, dunque, per gli operatori sanitari, ma depressione, ansia, insonnia e l’insorgenza di patologie psicologiche e psichiche più gravi. Uno studio scientifico pubblicato già a marzo (“Factors associated with mental health outcomes among health care workers exposed to Coronavirus disease 2020”) riportava i risultati di un’indagine assai più estesa di quella condotta dalla Statale di Milano. Su 1.257 operatori sanitari di 34 ospedali cinesi alle prese con la pandemia, il 50 per cento aveva sviluppato una qualche forma di depressione, il 45 per cento soffriva d’ansia, il 34 per cento era colpito da insonnia e il 71,5 per cento accusava un disagio psicologico generalizzato.

Leggi anche: «Non permettere a nessuno di chiamarti “eroe”»

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Il giallo di Firenze, trovata una quarta valigia | Storica sentenza «Bimba morta di smog» | Africa terra del riciclaggio

People For Planet - Gio, 12/17/2020 - 06:15

Corriere della Sera: Il giallo di Firenze, trovata una quarta valigia e identificato uno dei corpi;

Il Giornale: Le mascherine di Arcuri? Ferme: ancora imballate Perché non sono utili;

Il Manifesto: Le mafie scalano Roma e Milano;

Il Mattino: «Bimba morta di smog», prima storica sentenza;

Il Messaggero: Messa di Natale, straordinari per i sacerdoti: il limite passa da 3 a 4 celebrazioni al giorno;

Ilsole24ore: Africa terra promessa del riciclaggio: bastano un conto online, il cellulare e un sms;

Il Fatto Quotidiano: Oms: “Nel 2021 in Ue alto rischio di una nuova ondata”. In Germania record di morti: 952 in 24 ore;

La Repubblica: Dati della settimana sui contagi: in calo ovunque, ma in Veneto saliti del 13%;

Leggo: Treni, prezzo dei biglietti aumentato per le feste di Natale: l’Antitrust avvia un’indagine;

Tgcom24: Maturità 2021: studenti vorrebbero di nuovo il maxi-orale in presenza;

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Yoga demenziale con Jacopo Fo: I BATTERI TI AMANO

People For Planet - Mer, 12/16/2020 - 19:00

E’ una disciplina che ha scelto, come maestri spirituali, la gioia e il piacere. Via i sensi di colpa che ci bloccano, via le paure che ci paralizzano e ci avvelenano la vita: dentro di noi abbiamo tante energie belle, lucide e sane. Impariamo a liberarle per poi poter godere a fondo dei piaceri spirituali come di quelli fisici.

Lo Yoga demenziale, messo a punto da Jacopo Fo, accoppia il meglio della civiltà occidentale (un sano laicismo, il rigore della sperimentazione, il training autogeno) con quello delle civiltà orientali (la meditazione trascendentale, le arti marziali, le tecniche yoga). Perché tutta la saggezza dei due mondi può essere riassunta in una gigantesca risata.

L’obiettivo? Raccontare cose semplici in modo semplice per risultati semplici. Come ci racconta Jacopo Fo “l’idea è che, se io sperimento e ascolto quello che succede, poi posso trarre le mie conclusione ed ottenere con questi esercizi dei vantaggi elementari”.

Lezione n°19 – I batteri ti amano

Pillole di Yoga Demenziale N.19: I BATTERI TI AMANO!

Non ti è mai possibile stare in solitudine: ci sono sempre decine di migliaia di miliardi di batteri che vivono con te e ti amano. Prendi una pillola di Yoga Demenziale che ti fa bene!

Pubblicato da Jacopo Fo su Sabato 4 aprile 2020

Yoga Demenziale – Guarda tutti i video!

Visita la pagina Facebook di Yoga demenziale

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Incarta un i tuoi regali con un giornale!

People For Planet - Mer, 12/16/2020 - 16:00

Idea originale di riuso e riciclo creativo! Per un Natale più Green. Cosa serve:

  • un foglio di giornale;
  • mazzetta dei colori;
  • taglierino;
  • forbici;
  • colla;
  • nastro adesivo.
Fonte: Guidecentral Italiano

Leggi anche:
I regali di Babbo Natale per le banche
Se fai l’albero di Natale a settembre sei più felice
Lana gigante: come fare una coperta

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Fotovoltaico: come approfittare del Superbonus 110%

People For Planet - Mer, 12/16/2020 - 14:00

In Italia il fotovoltaico è ormai una tecnologia amata da aziende e privati. Secondo le previsioni degli esperti per i prossimi 4 anni è prevista una crescita fortissima del mercato degli impianti di piccola taglia, con una media di 290 MW all’anno di nuova potenza installata, un bacino potenziale di quasi 9 milioni di case mono o bifamiliari, al netto dei quasi 800.000 prosumer (produttori e consumatori di energia) già in essere. Previsioni ottimistiche ma credibili, tenendo anche conto che il fotovoltaico fa parte degli interventi coperti dalle agevolazioni del Superbonus 110%, inserito tra le misure del decreto rilancio, varato dal governo nei mesi scorsi anche per incentivare lo sviluppo di energia sostenibile.

Per beneficiarne occorre rispettare alcune condizioni, che vedremo di seguito nel dettaglio. Resta comunque disponibile per gli italiani anche la possibilità di rientrare nel Bonus Fotovoltaico al 50% . In entrambi i casi sussiste la possibilità di cessione del credito d’imposta derivante dalla detrazione fiscale, di cui può beneficiare immediatamente ottenendo uno sconto in fattura.

Gli italiani possono partecipare attivamente alla transizione energetica e il passaggio al fotovoltaico e all’autoproduzione di energia sono due tasselli fondamentali di questa evoluzione.

Il fotovoltaico è una componente fondamentale della cosiddetta “casa bioenergetica”

Fotovoltaico: come approfittare del Superbonus 110% e istallare un impianto a costo zero
Durante il primo lockdown gli italiani hanno trascorso moltissimo tempo tra le mura domestiche e hanno avuto modo di riflettere su come migliorare la propria situazione casalinga.
Lo scorso luglio il Decreto Rilancio ha offerto loro la possibilità di concretizzare le migliorie desiderate ad un costo che può arrivare ad essere nullo grazie all’Ecobonus per l’efficienza energetica e la riduzione del rischio sismico degli edifici, a cui è stato affiancato un bonus per la mobilità sostenibile.
La conferma dell’attenzione degli italiani rispetto a queste tematiche è emersa anche dalle domande poste sui motori di ricerca e sui social network. Google Trends mostra picchi di domande sul decreto rilancio, sulla ristrutturazione delle abitazioni, sull’efficientamento energetico e sull’isolamento termico

Una rielaborazione condotta da Eni Datalab su un campione di 10.057 tweet ha mostrato uno speciale interesse nei confronti della detrazione fiscale concessa per l’installazione di un impianto fotovoltaico.

L’interesse è vivissimo, chiariamo allora i requisiti che gli impianti fotovoltaici devono rispettare per accedere al Superbonus fino al 110%.
L’agevolazione scatta quando tali impianti vengono realizzati in associazione ad altri interventi trainanti, come la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore o la realizzazione di cappotti termici su superfici opache dell’edificio (a questo proposito si veda anche l’articolo dedicato alla soluzione CappottoMio).
Il meccanismo di cessione del credito o di sconto in fattura previsto dal decreto permette poi di beneficiare immediatamente delle detrazioni fiscali. Significa, cioè, che chi ha diritto al Superbonus 110% può arrivare anche a non sostenere alcuna spesa; chi rientra invece nel Bonus Fotovoltaico al 50% può comunque vedersi riconosciuto in fattura uno sconto di tale percentuale e finanziare l’investimento residuo dilazionando il pagamento.
Possono accedere al Superbonus le persone fisiche, che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento (prime case e anche seconde case escluse le categorie catastali A/1, A/8 e A/9), e i condomini.
La condizione essenziale necessaria è chetutti gli interventi dovranno garantire il miglioramento di almeno due classi energetiche oottenere il passaggio alla classe energetica più alta.

Non più solo consumatori di energia: possiamo tutti diventare produttori
Nell’attuale mercato dell’energia i clienti finali assumono un ruolo più attivo, diventando allo stesso tempo produttori e consumatori. Intanto i grandi player dell’energia si muovono per garantire agli utenti le condizioni più vantaggiose nell’affrontare questo passaggio. 

In linea con la sua mission di educare il cliente a “fare un miglior uso dell’energia per usarne meno” e creare valore attraverso la transizione energeticaEni gas e luce, ha acquisito lo scorso gennaio il 70% di Evolvere, azienda leader nel settore della generazione distribuita da impianti fotovoltaici di piccola taglia che gestisce 11.000 impianti, di cui 8.000 di proprietà installati presso clienti domestici e business, per una potenza complessiva di circa 58 MW. Evolvere è infatti specializzata nella vendita, installazione e manutenzione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo per clienti residenziali e business con potenze fino a 20 KW. Nel suostatuto compare la denominazione sociale di “Società Benefit”, riservata alle società che operano in modo sostenibile, responsabile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni e attività culturali e sociali, enti e associazioni. Inoltre, Evolvere di recente è entrata a far parte della comunità delle Certified B Corp, prestigiosa certificazione difficile da ottenere e che comprende le aziende che rispettano volontariamente i più alti standard di scopo, responsabilità e trasparenza.

L’offerta di Evolvere è progettata per massimizzare l’autoconsumo  attraverso l’installazione di sistemi di accumulo per gli impianti installati e comprende anche servizi avanzati di monitoraggio della produzione di energianella prospettiva dello sviluppo delle comunità energetiche del futuro, come previsto dalla recente normativa italiana ed europea, per massimizzare la condivisione dell’energia pulita prodotta localmente e l’autoconsumo comunitari. Un ventaglio enorme di possibilità per i clienti più sensibili alle questioni ambientali ed energetiche, che Eni gas e luce può quindi ora offrire ai propri clienti (attualmente 9milioni in Italia) e anche a chi cliente non lo è ancora.

Vuoi installare un impianto fotovoltaico? Ti bastano 4 mosse

Se desideri sfruttare tutte le agevolazioni fiscali disponibili in questo periodo e approfittare al contempo della vasta gamma di servizi offerti da Eni gas e luce, verifica prima di tutto che tu abbia i requisiti basilari per l’installazione:
– casa singola o bifamiliare con tetto di proprietà (sia piano che inclinato);
– buona esposizione solare della casa durante il giorno
.

A questo punto cosa resta da fare?

  1. Inoltra la tua richiesta di informazioni
    Compila il form sul sito di Eni gas e luce e attendi la telefonata di un operatore che risponderà alle tue domande, tutto senza impegno;
  2. Attendi la verifica tecnica
    Un tecnico qualificato si recherà a casa tua per effettuare la verifica e ottimizzare la progettazione del tuo impianto;
  3. Installazione dell’impianto
    I tecnici installatori incaricati da Eni gas e luce si occuperanno di tutto, dall’allaccio all’avviamento del tuo impianto.

Eni gas e luce si impegna ad acquistare il credito fiscale del contribuente derivante da tutte le detrazioni fiscali ottenibili. In questo modo il cliente beneficia immediatamente della detrazione sull’importo complessivo dei lavori. Grazie allo sconto in fattura viene scontato direttamente l’importo soggetto a detrazioni fiscali (quindi, la totalità nel caso di accesso al Superbonus 110% e il 50% in caso di Bonus Fotovoltaico). Si può scegliere di corrispondere l’eventuale spesa rimanente anche in forma rateizzata.

Dopo l’installazione è previsto un supporto completo per la manutenzione ordinaria dell’impianto. Infine, è a disposizione una polizza assicurativa multirischi che garantisce la copertura da danni diretti e indiretti, sia all’impianto sia verso terzi.

Qui trovi la sezione del sito di Eni gas e luce dedicata ai servizi per il fotovoltaico https://enigaseluce.com/offerta/casa/fotovoltaico

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Covid-19, in Toscana partono le vaccinazioni: esaurite 4 ore dopo

People For Planet - Mer, 12/16/2020 - 12:00

400 prenotazioni al minuto e in 4 ore tutte le disponibilità sono andate esaurite, circa 15mila per il momento. Una corsa al vaccino anti-covid in Toscana, la prima Regione che ha già aperto alle prenotazioni del vaccino del secolo. Una partenza rapida che fa sperare di raggiungere alte percentuali di adesione in tutta Italia. La Toscana ha chiesto in tutto circa 260mila dosi del vaccino Pfizer. L’altro ieri l’assessorato ha inviato 94mila mail al personale sanitario e ai responsabili delle Rsa indicando la procedura per dare il via libera alle prenotazioni per le due categorie – personale sanitario e ospiti delle RSA – che hanno diritto alla precedenza secondo quanto indicato dal Ministero.

Il governatore Eugenio Giani aveva fatto un appello affinché “chi aveva delle remore le superi” e in precedenza aveva detto di condividere quanto ha fatto San Marino, ovvero far pagare le cure a chi dovesse ammalarsi di Covid dopo aver rifiutato il vaccino. Sarà stato d’incentivo, fatto sta che in Toscana il forte afflusso sta tranquillizzando gli amministratori.

È una questione di carattere sociale – ha commentato a Repubblica Flavio Civitelli dell’Anaao Toscana, il principale sindacato dei medici ospedalieri – Non c’è niente da temere, ha passato tutte le fasi di sperimentazione e lo stanno già facendo in Inghilterra“.

Quest’anno la cultura favorevole al vaccino è molto forte – aggiunge Simone Baldacci della Cgil parlando degli infermieri – come dimostra l’adesione a quello che serve a prevenire l’influenza, anche se ci sono ancora cose da capire e qualcuno è un po’ titubante . Il covid ha portato la consapevolezza che i vaccini al momento sono l’unico strumento che abbiamo per fermare l’epidemia”.

In Toscana operatori sanitari e ospiti delle RSA possono vaccinarsi da ieri e fino a venerdì 18 dicembre. La vaccinazione non è obbligatoria ma volontaria. Il primo tipo di vaccino disponibile, atteso per la seconda metà di gennaio, sarà quello Pfizer-Biontech, la cui approvazione da parte dell’Ema (European medicines agency) è prevista per il 29 dicembre.

Il commissario Arcuri aveva richiesto alle Regioni di comunicare in tempi rapidi, con la massima precisione possibile, il numero di dosi previste per la prima fase, essendo la logistica della distribuzione di questo vaccino estremamente delicata.

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Il Sebino e la Valle Camonica scelti per la prima “Hydrogen Valley” d’Italia

People For Planet - Mer, 12/16/2020 - 10:00

grazie alla presenza di numerose centrali idroelettriche.

Grazie ad una partnership tra Trenord e FNM, dal 2023, i circa 50 milioni di passeggeri all’anno che percorrono in treno la linea Brescia-Iseo-Edolo potranno finalmente viaggiare su nuovi convogli alimenti ad energia pulita. Entro 3 anni, infatti, saranno operativi 6 treni ad idrogeno, mentre altri 8 arriveranno nei successivi 3 anni, a coronare la prima “Hydrogen Valley” d’Italia.

Entro il 2026, quindi, i 100 chilometri di strada ferrata che si arrampicano per la Valle Camonica non saranno più cavalcati dall’ormai obsoleta flotta di treni alimentati a gasolio, per la gioia dei polmoni degli abitanti sulla sponda bresciana del lago d’Iseo. La scelta di questa linea ferroviaria è stata determinata dalla presenza di un centinaio di centrali idroelettriche sul territorio, alcune delle quali si trovano nei pressi della ferrovia.

L’annuncio da parte delle due società è stato comunicato alla fine di novembre, e per rendere la Valla Camonica sempre più verde, è previsto un investimento tra i 250 e i 300 milioni di euro, che serviranno a realizzare treni, centrali ad idrogeno e per l’ammodernamento delle infrastrutture. La società che gestisce FNM, FNMA Autoservizi, si è dichiarata intenzionata anche alla sostituzione dei 40 mezzi per il trasporto pubblico locale con autobus ad idrogeno, entro il 2025.

I treni saranno realizzati da Alstom Italia, e sulla base del modello Donizetti di Trenord. Alstom è una società che ha già dato impulso alla mobilità ecologica in Germania, realizzando treni ad idrogeno in Bassa Sassonia.
Ad Iseo, invece, sarà costruita una centrale ad idrogeno nell’attuale deposito per il rifornimento dei treni a gasolio. Produrrà 800 chilogrammi d’idrogeno al giorno, per alimentare la prima flotta di 6 treni, e sarà successivamente necessario costruire almeno un altro impianto al fine di generare 2000 chilogrammi al giorno di idrogeno, per nutrire gli altri 8 treni.

I treni avranno un design innovativo, saranno realizzati con materiali riciclabili al 95 per cento, garantendo le stesse performance di quelli a gasolio, ma consumando poco e senza rilasciare emissioni tossiche nell’atmosfera.

L’impegno prevede un investimento inziale di 160 milioni, ma per l’intero progetto di conversione anche degli autobus ne serviranno almeno 300. Per reperire i fondi, FNM e Trenord hanno assicurato d’essere già entrati in contatto con il Ministero dei Trasporti e dello Sviluppo Economico, anche al fine di poter aver accesso al Recovery Fund ed ai fondi per il sostegno dell’Industria 4.0.

E fu così che, su e giù per la Valle Camonica, dopo un secolo fumoso e grigio, si potrà viaggiare con la coscienza pulita.

Fonte: Bresciaoggi

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Post-Covid Taiwan meglio della Cina | Il calendario Codacons è “Sessista” | Italia, nel 2020 oltre 700mila morti

People For Planet - Mer, 12/16/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Più restrizioni a Natale, il Cts si spacca sul parere al governo: alcuni esperti non firmano;

Il Giornale: Giallo dei resti in valigia. La svolta in un tatuaggio “I due spariti nel 2015”;

Il Manifesto: «Insieme a Al-Sisi non è onore». Augias e gli altri no a Macron;

Il Mattino: Taiwan meglio della Cina nell’economia post-Covid;

Il Messaggero: Rezza: «Presto per dire se scuole riapriranno il 7 gennaio» Video;

Ilsole24ore: Censimento, italiani sotto la soglia di 60 milioni. Ci sono 5 anziani per ogni bambino – Perché il virus aggrava l’emergenza demografica – Un piano contro il tracollo;

Il Fatto Quotidiano: “Spagna, morti per Covid sono 29mila in più”: il riconteggio che cambia i numeri di Madrid. Natale e feste: gli esperti chiedono restrizioni;

La Repubblica: Calendario Codacons, è bufera: “Sessista, ritiratelo”. E la fotografa si dissocia dal ‘vota la più bella’;

Leggo: Maestra vittima di revenge porn e licenziata, l’audio coch della preside: «La voglio mandare via con ogni pretesto, fatela sbagliare»;

Tgcom24: Italia, nel 2020 oltre 700mila morti: come nel 1944 in piena seconda guerra mondiale;

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Come fare un portatovagliolo natalizio

People For Planet - Mar, 12/15/2020 - 20:00

Come si legge dal canale YouTube Pianetadonna Fai da te, Alessia Gribaudi Tramontana ci mostra con un brevissimo video, una simpatica idea per decorare la nostra tavola imbandita durante le feste!

Fonte: Pianetadonna Fai da te

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Covid-19, vaccino in Italia: l’Aifa istituisce un Comitato per la sicurezza. Speranza: “Acceleriamo”

People For Planet - Mar, 12/15/2020 - 18:00

Il mio auspicio è che l’Ema, nel rispetto di tutte le procedure di sicurezza, possa approvare il vaccino Pfizer Biontech in anticipo rispetto a quanto previsto e che al più presto le vaccinazioni possano iniziare anche nei Paesi dell’Unione Europea“. Lo ha detto stasera il Ministro della Salute, Roberto Speranza. Poco ore prima, Aifa – dall’Agenzia Italiana del Farmaco – ha annunciato la nascita di un Comitato Scientifico per la sorveglianza post-marketing dei Vaccini Covid19, istituito in accordo con il Ministero della Salute e il Commissario Straordinario per l’emergenza Covid-19, e che si è già riunito oggi, 15 dicembre 2020, per l’avvio dei lavori.

Un comitato italiano per la sicurezza dei vaccini

Il comitato CSV-Covid19, che afferisce alla Direzione Generale dell’AIFA, rimarrà in carica per 2 anni e potrà essere rinnovato in base all’evoluzione della pandemia e all’andamento della campagna vaccinale Covid-19.

“Questo Comitato scientifico rappresenta un punto di riferimento per il Sistema sanitario nazionale per garantire una sorveglianza attiva sulla sicurezza di tutti i vaccini Covid-19 che arriveranno in Italia. Composto da esperti di alto profilo e provata indipendenza scientifica, assicurerà giudizi trasparenti sulla piena sicurezza di tutti i nuovi vaccini e il pieno rispetto dei protocolli seguiti nella campagna di vaccinazione. Il CSV-Covid19 contribuirà a rafforzare l’Italia quale autorevole membro della comunità di ricerca globale”, ha affermato il Direttore Generale dell’AIFA, Nicola Magrini.

Obiettivo collaborare alla strategia vaccinale

Il CSV-Covid19 ha l’obiettivo di coordinare le attività di farmacovigilanza e collaborare al piano vaccinale relativo all’epidemia Covid-19, svolgendo una funzione strategica di supporto scientifico all’AIFA, al Ministero della Salute e al SSN. Tra i compiti, ci sarà quello di esaminare obiettivi e metodi impiegati nei progetti di farmacovigilanza (ordinari e straordinari) sostenuti dall’AIFA al fine di assicurarne la coerenza e la qualità dei risultati, svolgendo anche una funzione di indirizzo e di monitoraggio per identificare eventuali criticità e suggerire soluzioni adeguate. Formulare raccomandazioni all’AIFA, in base alle evidenze disponibili, sugli orientamenti strategici utili a garantire la sicurezza e a perseguire l’efficacia delle attività di vaccinazione nel Paese. Ancora, il Comitato dovrà indicare, a partire dalle attività di studio e monitoraggio, la necessità di specifici approfondimenti e formulare proposte per la realizzazione di studi integrativi o per il riorientamento degli studi in corso. Altro obiettivo sarà quello di suggerire obiettivi e possibili articolazioni delle iniziative di formazione e informazione in materia di vaccinazione Covid-19 e contribuire alla costruzione di uno specifico piano nazionale di comunicazione a supporto della campagna di vaccinazione Covid-19. Infine, si tratterà di promuovere la partecipazione e la collaborazione con le attività di altri gruppi di supporto con compiti analoghi presenti in sede europea e internazionale e anche collaborare con la Commissione tecnico-scientifica nella valutazione complessiva della sovrapponibilità tra i diversi vaccini.

Il CSV-Covid19 è composto da esperti indipendenti, identificati nel campo dell’epidemiologia e sorveglianza delle vaccinazioni, dell’organizzazione territoriale delle vaccinazioni, degli aspetti regolatori dei vaccini, delle risposte immunitarie alle vaccinazioni, della farmacovigilanza sui vaccini, di trial clinici sui vaccini, delle attività di formazione dei professionisti sanitari e di comunicazione al pubblico sulle vaccinazioni. Nel dettaglio, sono stati nominati:

–       Vittorio Demicheli, epidemiologo, Milano – Presidente
–       Nicola Magrini, farmacologo, Direttore Generale AIFA, Roma – Vicepresidente
–       Maurizio Bonati, epidemiologo/pediatra, Milano
–       Donato Greco, epidemiologo, Roma
–       Stefania Salmaso, epidemiologa, Roma
–       Rodolfo Saracci, epidemiologo, Lione (Francia)
–       Guido Forni, Immunologo, Torino
–       Angela Santoni, immunologa, Roma
–       Giovanna Zanoni, immunologa clinica, Verona
–       Giorgio Palù, virologo, Presidente AIFA, Roma
–       Carlo Pini, biologo, Roma
–       Francesco Salvo, farmaco-epidemiologo, Bordeaux (Francia)
–       Miriam Sturkenboom, farmaco-epidemiologa, Utrecht (Olanda)
–       Eva Benelli, giornalista scientifica, Roma

Alle attività del CSV-Covid19 contribuiranno anche alcuni osservatori designati dalle varie istituzioni nazionali e regionali coinvolte nella pianificazione e nella gestione della campagna di vaccinazione, con il compito di garantire che le informazioni siano tempestive e complete.

Gli osservatori designati sono:

Giuseppe Ippolito – Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”, Roma
Franco Locatelli – Consiglio Superiore di Sanità, Roma
Patrizia Popoli – Istituto Superiore di Sanità e Commissione Tecnico-Scientifica AIFA, Roma
Giovanni Rezza – Ministero della Salute, Roma
Silvia Mancini – Medici Senza Frontiere
Antonio Gaudioso – Cittadinanzattiva   

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Il sole esce per tutti

People For Planet - Mar, 12/15/2020 - 17:00

Il “Il sole esce per tutti” è un documentario che racconta il percorso di crescita di un gruppo di adolescenti che vive alla periferia occidentale di Napoli. Un cammino di tre anni realizzato con il supporto di un’equipe di operatori nell’ambito del Progetto sperimentale per adolescenti del Comune di Napoli, e realizzato dall’associazione C.T.G. TURMED.

Brani Rap, Graffiti, Parkour, Battle di breakdance, sono gli strumenti che hanno permesso a questo gruppo di adolescenti di creare una nuova comunità più vicina alle proprie esigenze.

Fonte: paolo modugno
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Una stanza multisensoriale per bambini autistici

Gela Le Radici del Futuro - Mar, 12/15/2020 - 16:21

Più di 3000 i gelesi che hanno espresso il loro voto al contest di Democrazia Partecipata. A vincere è stato il progetto per la creazione di una “Snoezelen room”. Grazie ai proventi regionali e all’impegno dell’amministrazione comunale, presto i bambini autistici potranno usufruire di una stanza sensoriale tutta per loro. A presentare il progetto vincitore è stato Salvatore Franco, video-maker e padre di un bambino autistico.

Quest’anno, il bando di Democrazia Partecipato è riuscito a raggiungere l’interesse di moltissimi cittadini, grazie anche all’adozione della metodologia del voto online, che ha reso più immediata la partecipazione. Per molti, è stato difficile dover scegliere tra una proposta e l’altra.

Una Snoezelen room, talvota detta “stanza delle farfalle”, è uno spazio multisensoriale, progettato per stimolare i bambini con disabilità attraverso suoni, colori e profumi e superfici tattili. I bambini con sindrome dello spettro autistico, ma anche soggetti affetti da demenza o altre forme di disabilità, grazie a questa forma di terapia saranno più stimolati ad interagire con gli altri, poiché i loro livello di tensione e stress sarà ridotto e si sentiranno maggiormente rilassasti. Un luogo gradito anche dagli adulti senza deficit particolari, poiché l’esperienza multisensoriale si rivela utile ad alleviare sintomi come apatia, agitazione, insonnia e depressione.

Il progetto Snoezelen richiede al comune un finanziamento di 60 mila euro, importo massimo accessibile attraverso il bando originale. Ad averlo votato sono stati 573 cittadini, segno che l’autismo è un argomento che riguarda tante famiglie e che altrettanti sono i cittadini sensibili alla tematica.

I restanti progetti concorrenti hanno toccato diverse aree tematiche, dal supporto ai pazienti oncologici, alla sistemazione del verde pubblico attraverso dei percorsi botanici specifici, al rilancio del turismo e dei beni culturali. Il secondo progetto più votato riguardava la sistemazione dei cortili del centro storico per trasformarli  in attrazione turistica e culturale oltre che in centri di scambio esperienziale. L’augurio è che in un modo o nell’altro, anche questi progetti possano essere attuati il più presto possibile.

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Un banco alimentare all’interno dell’ex mattatoio

Gela Le Radici del Futuro - Mar, 12/15/2020 - 16:05

Un’iniziativa di riqualificazione e al tempo stesso di solidarietà promossa da Eni. Il colosso del cane a sei zampe ha in progetto la riabilitazione di una sezione dell’ex mattatoio in via Generale Cascino per istituire un nuovo banco alimentare.

Sono già in corso i lavori di pulizia, messa in sicurezza e bonifica dell’immobile, avviati dall’amministrazione comunale e dalla Ghelas.  In seguito, i locali verranno consegnati a Eni, che si occuperà personalmente delle opere di riqualificazione e ristrutturazione.  Un contributo a beneficio di molte famiglie e persone in difficoltà, che nel periodo delle festività natalizie non possono permettersi i grandi cenoni delle classi sociali medio-alte.

Un bene abbandonato, quello dell’ex mattatoio, il cui recupero degli spazi offrirebbe un vasto potenziale adattabile a diverse attività. Già a maggio 2019, una parte di esso è stata sistemata e adibita a presidio veterinario. Grazie a questo nuovo progetto, dal momento della sua attuazione, verrà istituito il banco alimentare più importante della Sicilia in cui vi collaboreranno diverse ditte.

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La Francia sotto accusa per la Legion d’Onore al presidente egiziano

People For Planet - Mar, 12/15/2020 - 15:07

Augias e altri restituiscono l’onorificenza alla Francia.

Continua a crescere tra le personalità italiane la protesta contro la Francia che ha conferito la Legion d’Onore al presidente egiziano. 

Lunedì 7 dicembre, durante la sua visita ufficiale in Francia, il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sissi ha ricevuto la Legion d’Onore alla presenza del presidente francese Emmanuel Macron. 

L’onorificenza al capo di stato egiziano si spiega alla luce dei forti interessi economici e strategici della Francia nei confronti dell’Egitto.

I francesi, forse consapevoli delle possibili conseguenze negative di immagine del gesto, hanno organizzato la cerimonia con molta discrezione ma, nonostante le precauzioni prese, le immagini della cerimonia  sono arrivate ai media e la notizia ha provocato una serie di reazioni indignate sia in Francia, sia all’estero.

Persecuzioni, torture, omicidi di oppositori in Egitto.

L’Egitto è accusato di perseguitare, arrestare, torturare, uccidere oppositori politici del regime e difensori dei diritti umani e tra le vittime si annovera anche Giulio Regeni.

Il caso Regeni.

Giulio Regeni era un dottorando italiano presso l’Università di Cambridge. Nel 2016 – mentre conduceva una ricerca al Cairo sui sindacati egiziani – venne rapito, torturato e ucciso. Il suo corpo, mutilato dalle torture, verrà ritrovato pochi giorni dopo, nei pressi di un’autostrada, fuori dalla capitale.

Forse non casualmente il suo corpo fu fatto ritrovare lo stesso giorno che una delegazione italiana ai massimi livelli, guidata dall’allora primo ministro Matteo Renzi, era in Egitto per firmare importanti accordi economici. Dopo il ritrovamento del corpo di Regeni la delegazione italiana sospese i contatti e la stipula degli accordi e ritornò in Italia. 

Da allora i vari governi italiani successivi hanno chiesto all’esecutivo del Cairo di spiegare le circostanze dell’omicidio di Regeni, peraltro secondo la famiglia Regeni senza la necessaria determinazione. 

Le autorità egiziane hanno dapprima avanzato ragioni legate al traffico di droga, una presunta relazione omosessuale e, infine, hanno accusato una banda specializzata in rapimenti di stranieri. Motivazioni smentite dalle inchieste della magistratura italiana che  dopo anni di indagini rese difficili dall’omertà egiziana è arrivata ora ad accusare quattro agenti dell’agenzia per la sicurezza nazionale del Cairo di aver torturato e ucciso Regeni.

Il gesto di Corrado Augias.

A seguito della concessione dell’onorificenza al capo di stato egiziano lo scrittore Corrado Augias ha deciso di esprimere la sua disapprovazione con un gesto di forte valore simbolico: restituire alla Francia la sua Legion d’Onore. Le ragioni, spiega Augias in una lettera aperta pubblicata (in francese) dal quotidiano La Repubblica:

Signor Ambasciatore, le restituisco le insegne della Legion d’Onore. Quando mi è stata concessa, la cosa mi ha commosso profondamente. Ho sempre considerato il Suo Paese come una sorella maggiore dell’Italia e come mia seconda patria, ci vivo da molto tempo, intendo continuare a farlo. Quindi la restituisco con dolore, sono stato orgoglioso di mostrare finora il nastro rosso all’occhiello della mia giacca. Ma non condividerò questo onore con un capo di stato che si è reso oggettivamente complice di criminali”.

“L’assassinio di Giulio Regeni rappresenta per noi italiani una ferita che ancora sanguina, un affronto, e mi sarei aspettato dal presidente Macron un gesto di comprensione se non di fraternità, in nome dell’Europa che – insieme – ci sforziamo tanto di costruire”.

Altri seguono l’esempio di Augias.

Questa posizione ha avuto ampia eco anche sui media francesi, anche perché altre personalità italiane hanno deciso di seguire l’esempio  di Augias. Così, hanno deciso di restituire la Legion d’Onore anche l’ex sindaco di Bologna Sergio Cofferati, l’ex ministro dello Sport Giovanna Melandri e la giornalista e fondatrice del quotidiano Il Manifesto, Luciana Castellina.

“Questa è una pagina triste per la storia della Francia”, scrive Luciana Castellina nella sua lettera all’ambasciatore “Un gesto sorprendente che nessuno si sarebbe aspettato dalla Repubblica francese”.

Ancora una volta le ragioni della realpolitik hanno prevalso, mentre si attende che per Giulio Regeni sia fatta giustizia.

Foto: i documenti di Giulio Regeni. Fonte la pagina Facebook della polizia egiziana

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Cashback, non vedi transazioni valide?

People For Planet - Mar, 12/15/2020 - 12:00

Cashback, ovvero come ottenere il rimborso del 10% sugli acquisti natalizi (qui i dettagli dell’operazione). La teoria è che basti pagare con la propria carta, registrata sull’app IO, nei negozi fisici aderenti o per l’opera degli artigiani (idraulico, elettricista, ecc). Non valgono gli acquisti online o l’attività d’impresa o professionale, e neppure gli addebiti ricorrenti come quelli delle bollette (a meno che non si abbia il conto conto online di Enel X Financial Service).

Se l’app IO non va, per alcuni è possibile aggirarla. Ad esempio, chi usa Nexi e ha la relativa app, sarà molto agevolato: basta aprire la app e cliccare avvia sul piano Cashback di Stato, e il gioco è fatto.

Tuttavia, se avete fatto tutto, il piano è attivo, potreste dubitare che tutto stia funzionando perché non visualizzate transazione valide nella app. Questo potrebbe dipendere da due fattori. Prima di tutto non è scontato che le attività commerciali in cui avete fatto acquisti siano dotate di POS (il lettore del bancomat o della carta di credito) collegati a circuiti abilitati per il cashback, quelli che in gergo vengono chiamati “acquirer convenzionati”.

Come sapere se il negozio aderisce

Non esiste un elenco dei negozi aderenti, e in poche parole non resta che chiedere al commerciante se il sistema di pagamenti elettronici a cui si affida è abilitato per il cashback. È così nella maggior parte dei casi perché quelli che consentono la partecipazione all’iniziativa sono i più diffusi: American Express, Axepta BNL, Banca Sella, Bacomat pay, Icrrea, Nexi Pay, PagoBancomat, Poste italiane, Satispay, Unicredit.

Serve pazienza

L’altra possibilità è che serva tempo a farvi visualizzare le operazioni validate per il recupero del denaro speso. I dati infatti non vengono aggiornati in tempo reale, ma sono necessari fino a 3 giorni, che possono allungarsi a 5 se c’è di mezzo il fine settimana e i festivi, come spiegano le FAQ di Italia Cashless.

Ci saranno fondi per tutti?

In generale, ricordiamo che per ottenere l’extra cashback di Natale bisogna fare almeno 10 transazioni elettroniche nei negozi aderenti dall’8 al 31 dicembre. Il rimborso del 10% sarà pagato a febbraio sul conto corrente indicato durante la registrazione, o quello collegato alla vostra app Nexi, e il bonus potrà arrivare fino a un massimo di 150 euro. Quindi la spesa massima su cui conteggiare il rimborso è di 1.500 euro, mentre per la singola transazione elettronica si ottiene il cashback su una cifra di 150 euro al massimo. Per le operazioni con carta e bancomat fatte tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2021 il rimborso arriverà invece entro fine agosto. Ammesso che ci saranno fondi per tutti. Domenica 13 dicembre erano già più di 4,2 milioni gli italiani iscritti al cashback. Se tutti questi (e il numero aumenterà) raggiungessero il tetto di spesa di 1.500 euro, l’attuale stanziamento di quasi 228 milioni basterebbe per rimborsare meno di un terzo dei 150 euro previsti (nemmeno 50 euro).

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