Altre notizie dai nostri siti

Un’opera d’arte?

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 04/18/2018 - 15:38

Un 17enne, TeeJay Khayatan, di San Francisco, ha voluto fare un esperimento o semplicemente uno scherzo quando ha abbandonato un paio di occhiali da vista a terra in una sala del Moma. Scherzo riuscito perché decine di persone si sono avvicinate ad “ammirare” gli occhiali pensando fossero l’opera di qualche eccentrico artista.
Il ragazzo non è nuovo a questi scherzi, in altri due musei ha sistemato “ad arte” un cappello da baseball e un bidone dell’immondizia.
(Fonte: Chedonna.it)

Un robot di Lego per raccogliere i mattoncini Lego

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 04/18/2018 - 15:37

C’è di che farsi venire il mal di testa. Stanco di sentirsi dire dalla madre che doveva raccogliere i mattoncini Lego lasciati in giro un ragazzino statunitense ha costruito con gli stessi mattoncini un robot che raccoglie i mattoncini.
Dunque, ricominciamo…
(Fonte: La Stampa)

Viaggio nella riconversione green della raffineria di Gela, in Sicilia (VIDEO)

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 04/18/2018 - 11:51

A Gela si produrranno carburanti sostenibili da fonti rinnovabili. E’ il progetto di riconversione a Green Refinery che Eni sta portando avanti in Sicilia. Il nuovo impianto produrrà green diesel, green nafta e green GPL da oli vegetali usati, grassi animali e sottoprodotti della lavorazione dell’olio di palma. Un esempio di economia circolare su scala industriale.
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La Green Transformation di Gela (VIDEO)

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 04/18/2018 - 11:51

Dal 2014 il petrolchimico Eni di Gela è fermo e l’intera area industriale è oggetto di una riconversione verso la sostenibilità ambientale. Nel video alcuni dei progetti in corso, dal parco fotovoltaico all’acquacoltura per la crescita di crostacei.
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Green Refining: cosa sta succedendo a Gela?

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 04/18/2018 - 11:50

La nuova raffineria green di Eni a Gela sarà avviata entro il 2018. Produrrà fino a 600 mila tonnellate all’anno di green diesel a partire dall’olio di palma e già nel 2019 sarà in grado di utilizzare al 100% materie prime “unconventional” come oli vegetali usati, grassi animali e sottoprodotti della lavorazione dell’olio di palma.
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Ideonella salverà l’umanità?

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 04/18/2018 - 11:48

Poiché non ci pensano gli umani a salvare il pianeta, ci pensa il pianeta a salvare sé stesso, usando gli umani.
C’era una volta (e c’è ancora, per fortuna) un pianeta noto nella Galassia con nomi diversi: Gaia, Pianeta Azzurro, Terra…
Questo pianeta era ed è abitato da molte specie viventi tra cui una, dominante, costituita dagli umani. Questi, pur credendo di essere intelligenti, hanno combinato un po’ di casini, uno dei quali, forse il più pericoloso, si chiama “inquinamento da materie plastiche”.
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La Tartaruga punk

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 04/18/2018 - 11:47

La  tartaruga del fiume Mary (nome scientifico Elusor macrurus), Queensland, in Australia, è stata inserita nella lista dei rettili da salvare.
Ha un ciuffo di capelli verdi che la fa assomigliare a un vecchio punk,  può restare tre ore sott’acqua respirando dalla cloaca, la cavità vicino alla coda che le serve anche per riprodursi e defecare.
Vogliamo perderci un esemplare così?
(Fonte: Ansa)

Un corso antirazzismo

Le Buone Notizie di Cacao - Mer, 04/18/2018 - 11:45

Il 29 maggio tutti gli 8mila locali Starbucks degli Usa chiuderanno per permettere agli 175mila dipendenti di seguire un corso di anti-razzismo.
La decisione è stata presa dopo che in un negozio di Philadelphia due afroamericani sono stati arrestati senza motivo. I due ragazzi erano entrati nel locale e avevano usato il bagno senza poi ordinare al banco. Questo il motivo dell’arresto.
E non si fa, non si fa proprio. Quindi tutti a studiare!
(Fonte: Repubblica)

Cosa sono i Repair Cafè?

People For Planet - Mer, 04/18/2018 - 04:43
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Video di Silvia Mela D’Orazi

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Ideonella salverà l’umanità?

People For Planet - Mer, 04/18/2018 - 04:39

C’era una volta (e c’è ancora, per fortuna) un pianeta noto nella Galassia con nomi diversi: Gaia, Pianeta Azzurro, Terra

Questo pianeta era ed è abitato da molte specie viventi tra cui una, dominante, costituita dagli umani. Questi, pur credendo di essere intelligenti, hanno combinato un po’ di casini, uno dei quali, forse il più pericoloso, si chiama “inquinamento da materie plastiche”.

Una roba davvero colossale: attualmente ogni anno finiscono nei mari OTTO MILIONI DI TONNELLATE di plastica.

Terra guardava con una certa perplessità e un ragionevole timore l’evolversi di questo disastro. Gli umani un po’ per volta assumevano consapevolezza del problema ma non riuscivano a frenare efficacemente il fenomeno che loro stessi avevano provocato. C’era chi segnalava il rischio che nel giro di pochi anni ci sarebbe stata più plastica nei mari che pesci ma c’erano anche Paesi (per esempio uno chiamato Italia) dove c’era un irragionevole consumo di acqua in bottiglie di plastica anziché quella buonissima che esce dai rubinetti.

E tutta questa plastica, ridotta in frammenti microscopici, si trova ormai dappertutto.

A questo punto Terra, che in fondo agli umani vuole bene (e anche ai pesci), decise che era arrivato il momento di intervenire.

Così provocò una scossettina, un movimento quasi inavvertibile in due laboratori (uno negli Usa, uno nel Regno Unito) dove degli scienziati stavano studiando un enzima che si nutre di plastica (PET) ritrovato (per caso?) in una discarica in Giappone. A causa della scossettina gli scienziati hanno inavvertitamente modificato l’enzima e hanno scoperto che, una volta modificato, questo enzima è molto più efficiente nel “mangiare la plastica” di quello esistente in natura.
John McGeehan, della School of Biological Sciences di Portsmouth, uno degli scienziati autori della scoperta, ha scritto nella relazione pubblicata nei giorni scorsi dall’American Academy Of Sciences: “La fortuna gioca spesso un ruolo importante nella ricerca scientifica…”. Ovviamente la Terra ridacchia.

L’enzima è stato battezzato con un nome da scienziati: Ideonella Sakaiensis 201-F6, per noi più semplicemente e affettuosamente Ideonella.

Ora Ideonella è in corso di perfezionamento e gli scienziati hanno fiducia che possa nel prossimo futuro dare un valido contributo alla lotta contro la spazzatura di plastica, mangiandola.

Nel frattempo sarebbe opportuno che noi umani dessimo il nostro contributo riducendo la dispersione delle plastiche. Una delle più devastanti sono i frammenti prodotti dal lavaggio in lavatrice dei capi sintetici.

Per porvi argine People For Planet ha proposto una legge che imponga l’applicazione di filtri efficaci alle lavatrici, una legge che promuoveremo in Parlamento appena il Governo sarà costituito. Puoi sostenerla anche tu con la tua firma.

Fonte: http://www.pnas.org/

Copertina: foto della balena “Plasticus” esposta all’Auditorium Parco della Musica di Roma. E’ lunga 10 metri ed è formata da 250 kg di rifiuti di plastica, la stessa quantità che ogni secondo viene gettata in mare.

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La Green Transformation di Gela (VIDEO)

People For Planet - Mer, 04/18/2018 - 00:51
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Credits video
Regia di Iacopo Patierno
Fotografia: Paolo Negro
Suono: Daniele Sosio

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Viaggio nella riconversione green della raffineria di Gela, in Sicilia (VIDEO)

People For Planet - Mer, 04/18/2018 - 00:51

Il nuovo impianto produrrà green diesel, green nafta e green GPL da oli vegetali usati, grassi animali e sottoprodotti della lavorazione dell’olio di palma. Un esempio di economia circolare su scala industriale.

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Credits video
Regia di Iacopo Patierno
Fotografia: Paolo Negro
Suono: Daniele Sosio

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Green Refining: cosa sta succedendo a Gela?

People For Planet - Mer, 04/18/2018 - 00:38

La città di Gela, in Sicilia, sta vivendo un importante momento di transizione e riqualificazione industriale, avviato nel novembre del 2014 con la firma del Protocollo di Intesa tra Eni e istituzioni locali e nazionali e che passa attraverso la trasformazione della Raffineria: da polo petrolchimico per la raffinazione, stoccaggio e trasformazione degli idrocarburi nato negli anni ‘60, a quella che in termini tecnici si chiama “Green Refinery”, una raffineria verde di nuova generazione. Dopo la raffineria Eni di Venezia, quella di Gela rappresenta il secondo esempio al mondo di riconversione di una raffineria a ciclo tradizionale a “bio-refinery”, in grado di produrre “green diesel, green nafta e green GPL”.
Il discorso è tecnicamente lungo e complesso, ma cerchiamo di spiegarlo in modo semplice.

La crisi della raffinazione

Gli ultimi dieci anni il settore della raffinazione in Europa ha vissuto il periodo più critico della sua storia. Da un lato la competizione delle raffinerie di Asia e Medio-Oriente e il conseguente crollo dei margini, dall’altro le direttive del Parlamento Europeo sulla promozione dell’utilizzo dell’energia da fonti rinnovabili congiuntamente ai risparmi energetici e al contrasto del cambiamento climatico, in rispetto al protocollo di Kyoto, che hanno dato un forte impulso verso la produzione di biocarburanti.

La soluzione più semplice (e più praticata) sarebbe stata quella di chiudere i battenti, ma non per Eni che ha deciso di scommettere sulla riconversione dei siti industriali di Venezia prima e Gela dopo in impianti di raffinazione “green”.

La Bioraffineria di Gela

L’annuncio della riconversione di Gela è del 2014, a seguito di un Protocollo d’Intesa siglato nel mese di novembre tra Eni, il Ministero dello Sviluppo Economico, le organizzazioni sindacali, la Regione Sicilia, l’Amministrazione Comunale di Gela, le istituzioni e Confindustria.

Si legge sul sito dell’Eni:
Il progetto della bioraffineria, che sarà ultimata entro ottobre 2018, vuole ripensare la struttura della raffineria individuando soluzioni innovative attraverso cicli “verdi”, sostenibili sia dal punto di vista ambientale che da quello economico. Attraverso la valorizzazione degli impianti esistenti e l’applicazione di tecnologie proprietarie, la bioraffineria converte materie prime non convenzionali di prima (olio di palma) e seconda generazione (grassi animali, olii di frittura) in green diesel, green GPL e green nafta. Quella di Gela sarà una delle poche bioraffinerie al mondo in grado di trattare cariche unconventional in elevata quantità, intorno all’80%. L’impianto potrà lavorare materie derivanti da scarti della produzione alimentare, quali olii usati (UCO, used cooking oil), grassi animali (tallow) e sottoprodotti legati alla lavorazione dell’olio di palma (PFAD, acidi grassi). La costruzione del nuovo impianto di produzione idrogeno, “Steam Reforming” rappresenta la svolta per avviare la produzione entro il 2018 e consentire entro il 2019, con il completamento anche del secondo nuovo impianto di pretrattamento delle biomasse, l’utilizzo di materie prime di seconda generazione. Questa caratteristica renderà la raffineria di Gela un sito a elevata sostenibilità ambientale, in quanto farà uso di cariche che diversamente andrebbero smaltite come rifiuti, con aggravio dei costi per la comunità e impatto sull’ambiente. In linea con l’ultima normativa EU, ridurrà del 60% le emissioni di gas serra.

La Bioraffineria di Gela, in altre parole, instaura un percorso virtuoso di “economia circolare” permettendo di raggiungere elevatissimi standard di sostenibilità correlati alla riduzione in maniera significativa sia dei costi per la comunità sia degli impatti sull’ambiente derivanti dallo smaltimento dei prodotti di risulta.
Oltre ai benefici in termini ambientali, l’intervento di riconversione degli impianti esistenti consentirà di riqualificare il sito industriale, con ricadute positive sull’indotto locale sia nella fase di realizzazione sia di esercizio.

Un contributo importante viene anche dalla ricerca, “Presso il Centro Ricerche Upstream di San Donato vengono impiegate tecniche di analisi elementare e cromatografica, e tecniche spettroscopiche come la Risonanza Magnetica Nucleare (NMR), per studiare le caratteristiche di diverse cariche disponibili in commercio quali oli di frittura o grassi animali semilavorati. Conoscere approfonditamente ogni potenziale carica è il primo passo per ottenere biocarburanti sempre più efficienti e innovativi.

Cosa succederà nel 2020?

Il Green Diesel è il primo importante passo verso formulazioni sempre più avanzate che permettono di rispettare o addirittura anticipare le stringenti normative italiane ed europee sui biocarburanti. La normativa italiana prevede nel 2020 l’aggiunta di 10% di biocarburante nei prodotti immessi al consumo in Italia, di cui l’1,6% di biocarburanti avanzati. Green Diesel è addizionabile, teoricamente senza limiti di percentuale, nei gasoli autotrazione. Infatti, essendo ottenuto dall’idrogenazione di oli vegetali, non contiene ossigeno ed è totalmente idrocarburico, a differenza del biodiesel tradizionale. …. Green Diesel risponde a tutti i requisiti del “biocarburante perfetto”, e grazie alla flessibilità del processo Ecofining potrà anche essere ottenuto da grassi animali o olio di scarto nonché da fonti che il legislatore italiano definisce “avanzate”, quali gli scarti lignocellulosici opportunamente pre-trattati. Eni, grazie al suo impegno costante in ricerca e innovazione nel mondo dei carburanti, si appresta a far fronte ai prossimi impegni fissati dalla Commissione Europea, tra cui la riduzione delle emissioni di gas serra grazie all’uso di biocarburanti.

(Si ringrazia Mario Carfagna per le preziose indicazioni fornite)
(Copertina: foto di Paolo Negro)

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A Gela un centro di formazione sulla sicurezza sul lavoro (VIDEO)

People For Planet - Mer, 04/18/2018 - 00:22

Tre anni fa era solo un sogno, oggi ha già formato 140 nuovi esperti di sicurezza sul lavoro.

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Credits video
Regia di Iacopo Patierno
Fotografia: Paolo Negro
Suono: Daniele Sosio

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Il biomonitoraggio ambientale attraverso le api

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 04/17/2018 - 11:28

Le api sono straordinari indicatori biologici per valutare lo stato di salute ambientale e i rischi di esposizione animale (uomo incluso)
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Conoscete Antanas Mockus?

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 04/17/2018 - 11:27

Jacopo Fo racconta la storia di Antanas Mockus, rettore dell’Università di Bogotà e due volte sindaco della città. Ragionando fuori dagli schemi e cercando di risolvere i problemi partendo da quelli più piccoli ha fatto cose straordinarie!
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Ponti di primavera: idee e mete per partire

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 04/17/2018 - 11:24

Quattro giorni di vacanza, o anche di più aggiungendo un paio di giorni di ferie. Un super ponte da spendere al meglio, tra città emergenti e borghi fioriti, itinerari a piedi e slow festival al mare (...)
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Manta, la barca che rimuove la plastica

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 04/17/2018 - 11:23

E’ stata ideata dal navigatore francese Yvan Bourgnon e presentata a Parigi una barca in grado di rimuovere dal mare i rifiuti di plastica più grandi prima che diventino microplastiche. Lunga 70 metri e larga 49, Manta prende la plastica per mezzo di un tapis roulant e può raccogliere fino a  250 tonnellate di rifiuti prima di dover tornare in porto per scaricare.
Si stima che i primi test saranno effettuati il prossimo inverno.
(Fonte: Greenme)

Come i ragazzini in gita

Le Buone Notizie di Cacao - Mar, 04/17/2018 - 11:22

Sui bagni di Montecitorio è apparsa una incisione che dice: "Es braust unser panzer", in italiano "Il nostro carro armato sta ruggendo". E poi una svastica.
Sotto, un’altra incisione che recita: “Vai a cagare”.
Ora non si può più dire che i politici siano scollegati dal mondo reale.
(Fonte: Repubblica)