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Emorroidi solidali: se ti fa male il sedere rilassa le labbra

People For Planet - Mer, 02/10/2021 - 17:00

Alcuni muscoli sono accoppiati. E il fatto che ci sia una connessione tra bocca e ano, entrata e uscita del cibo, ha una sua logica.

Se hai le emorroidi rilassare la parte dolorante del sedere infiammato è difficilissimo e puoi ottenere un risultato opposto perché puoi provocare un aumento dell’afflusso di sangue e quindi un maggiore gonfiore.

In questo articolo ti racconto come ho cercato di affrontare questo malanno, successi e insuccessi. Una ricerca che ho condotto grazie al contributo di molte persone che hanno raccolto il mio invito a raccontare la loro storia emorroidale.

In questo articolo vedremo anche altri modi per ridurre il dolore al culo: cambiare modo di evacuare (torniamo alle origini defecatorie naturali, quelle del bagno alla turca per intenderci), usare un cuscino a ciambella se si sta troppo seduti, mettersi con le gambe verso l’alto, appoggiate a un muro, e respirare in modo naturale per ridurre la bassa pressione.

Attenzione questi consigli non vogliono sostituirsi alle terapie mediche! (vedi l’AVVERTENZA finale)

Esercizi utili per le emorroidi. Come rilassare le labbra, le gengive e la lingua.

So che può sembrare un’affermazione delirante. Qualcuno dirà: “Ma come si fa a rilassare la lingua? Quando mai è contratta!?! E poi perché?”

Mi dicono che secondo i principi della medicina tradizionale cinese alcune zone del corpo sono accoppiate con alcuni muscoli.

Se hai l’ano infiammato sarebbe utile rilassare la zona per diminuire il dolore dovuto alla tensione della pelle. Ma proprio perché ti fa male non riesci a lasciar andare la contrazione. Allora puoi rilassare questa zona de-tendendo i muscoli gemellati di labbra e lingua. La gengiva non ha muscoli ma puoi ugualmente fare finta che li abbia e lasciar andare la tensione nella zona gengivale.

Forse se ti metti ad ascoltare se le tue labbra sono contratte non percepisci la contrazione. Spesso però, ascoltando per qualche minuto, non di più, per qualche giorno, ti potresti rendere conto che c’è una contrazione che non avevi indentificato…

Rilassare le labbra è abbastanza facile, basta provarci per un po’ di minuti per qualche giorno di seguito e poi diventa un’abitudine accorgerti quando tieni le labbra “tirate”.

Immaginare di rilassare le gengive non è poi difficile, basta fare finta di farlo, pensare di farlo per ottenere il risultato.

Più difficile decontrarre la lingua. Almeno per me lo è stato.

Puoi provare a appoggiare la testa sul cuscino, di profilo, cioè con l’orecchio sul cuscino, stando orizzontale sul letto. Prova a tenere la bocca socchiusa, con anche la mandibola rilassata contro il cuscino. Stando così prova a spostare la lingua verso l’alto, cioè verso la guancia opposta a quella appoggiata al cuscino. Poi abbandonala alla forza di gravità di modo che scivoli verso la guancia appoggiata al cuscino.

Sembra facile… Ma probabilmente ti accorgi che non riesci a lasciarla cadere da sola, senza usare i muscoli per spostarla.

Se proprio non riesci a lasciar andare la tensione linguale puoi provare a chiudere il pugno e poi lasciarlo rilassare lentamente immaginando che il pugno sia la tua lingua. Frase che può sembrare “scema e impossibile” ma se ci provi ci riesci; misteri dell’umana capacità di visualizzare azioni impossibili.

Probabilmente osserverai quasi subito che la zona anale si decongestiona.

Magari non la prima volta che lo fai ma dopo qualche tentativo.

Anche rilassare la nuca è utile.

Ho individuato solo un’altra coppia di muscoli gemelli: la vescica è collegata con i muscoli della mandibola. In caso di crisi cistitica rilassare la mandibola è sensazionale!

Le mie emorroidi

Una decina di anni fa fui travolto dalle emorroidi che a più riprese mi costrinsero a letto (piangente per il dolore) per alcuni giorni.

L’accidente scatenante fu che, recitando un monologo di 1 ora e 45, sforzavo i muscoli del perineo, cioè quelli intorno all’ano… Finito lo spettacolo ero a pezzi. Il primo miglioramento l’ho ottenuto grazie a Eleonora Dalbosco, grande specialista della voce e del bel canto, che mi ha spiegato che parlavo con un tono di voce non naturale, troppo basso, e quindi mi trovavo a sforzare la voce, spingere troppo verso il basso e aumentare così la pressione nella zona emorroidale. Alcune lezioni con lei mi hanno permesso di migliorare l’uso della voce e la situazione post spettacolo è notevolmente migliorata: recitare non era più uno strazio…

Ma visto che il malanno persisteva mi rivolsi a uno specialista di cui mi fidavo (è pure mio parente) che mi diagnosticò sia le emorroidi che una fistola. Il suo consiglio fu quello di operarmi immediatamente.

Essendo io un vile decisi di rimandare l’intervento, spaventato anche dal fatto che alcuni amici erano stati operati ma poi avevano subito ricadute.
Decisi così di rivolgermi ai lettori del mio blog per raccogliere pareri, esperienze, consigli. La risposta fu di massa!
E mi misi quindi a sperimentare con diligenza buona parte delle proposte che mi arrivarono… Mi dà gran gusto sperimentare, sempre sperando di trovare la soluzione definitiva e prendere quindi il Nobel emulando il mio insigne genitore. Certo, un conto è prendere il famoso premio per la letteratura, un conto è prendere il Nobel per le emorroidi…
Sì, perché c’è da dire innanzi tutto che se c’hai una cefalea o una peritonite da un certo punto di vista fa pure figo. Se c’hai le emorroidi sei un gradino sotto perfino alla diarrea. Il che ti avvilisce e diminuisce le tue capacità di autoguarigione…

Comunque è una vergogna comune: ci sono circa 3 milioni di italiani che soffrono di male al sedere.
Ecco quindi, a distanza di anni e di molte delusioni sperimentali, il bilancio della mia storia: non ho trovato il metodo per sconfiggere le emorroidi ma sicuramente alcuni modi utili per alleviarle. Non vi vendo miracoli.
Innanzi tutto devo dire che nel mio caso c’era dolore forte immobilizzante, ma non c’era fuoriuscita di parti interne del corpo… Cioè erano emorroidi notevoli ma non gravi.

Devo poi aggiungere che non sono riuscito a sconfiggerle completamente, però ho ridotto drasticamente il disturbo. Da parecchi anni non mi è più successo di avere dolori importanti, non mi è più capitato di dover restare a letto bloccato.

Cura di emergenza

Grazie ai consigli raccolti sono arrivato alla conclusione che in caso di dolore acuto ci sono solo quattro mosse che funzionano.

Primo: un intervento chirurgico d’urgenza.

Secondo: sdraiarsi sul letto appoggiando le gambe in verticale contro il muro, restare così una mezz’ora. Allevia.
In questo modo la pressione del sangue defluisce dalla parte bassa a quella alta del corpo, cioè si riduce la pressione nella zona e si ottiene una diminuzione del gonfiore e del dolore.

La terza tecnica riguarda il modo di defecare. E se l’avessi scoperto subito mi sarei risparmiato dolore a fiumi (ma perché i medici raramente te lo dicono?).
Il modo naturale di andare in bagno è alla turca, cioè accovacciati. La posizione seduta sul water è innaturale perché l’ultimo pezzetto dell’intestino fa una curva e quindi per espellere si fa fatica per una ragione meccanica. Accovacciandosi invece l’intestino finale si trova, diciamo così, a “raddrizzarsi” e il tutto risulta meno traumatico. Ovviamente è un problema entrare in casa con un piccone e sostituire il water con una turca, anche perché magari i conviventi s’incazzano.
Ma io (e per questo dovrei ricevere quantomeno riconoscimenti internazionali) ho scoperto che si ottiene lo stesso identico risultato semplicemente piegandosi nel momento del bisogno, cioè tendendo il busto piuttosto orizzontale invece che verticale.

Nella fase espulsiva puoi anche spingere con i piedi sul pavimento e otterrai un’espulsione ben più morbida con gioia emorroidistica.

Importante anche non spingere “di sedere” cioè con i muscoli della parte finale dell’intestino ma usando il movimento del diaframma per espellere (funziona proprio meglio). Ne parlo più diffusamente nel prossimo paragrafo sulla respirazione emorroidica.
Questo consiglio va bene per tutti eccetto per chi ha una pancia esagerata…
E quando dico per tutti intendo anche per chi non soffre di emorroidi perché si evita che ti saltino le venuzze delle orecchie o ti venga l’infarto nel momento cruciale espulsivo (Scherzo. Cioè non ti saltano gli orecchi ma comunque è una posizione sana per tutti).

Finita la crisi è il caso di diminuire l’irritazione della zona. Io reputo miracoloso l’uso di un semplice cuscino a ciambella, ce n’è di gommosi, sui 15/20 euro, io me lo porto ovunque, nascosto da una graziosa foderina a borsa con manici.
Già solo questo mi ha risolto buona parte del problema. Se stai molte ore su una sedia te lo consiglio. Inoltre la ciambella, un po’ sgonfia, fa bene pure per la cistite (perché decomprime la zona pubica) e per il mal di schiena, (perché ti porta a fare micro movimenti con la spina dorsale e a cambiare i punti di appoggio sulle vertebre).

Passata la fase acuta è buona cosa ottimizzare il respiro.

I polmoni sono un pallone che si gonfia e si sgonfia. Quindi si ottiene una dilatazione della cassa toracica verso l’alto e orizzontalmente e un movimento del diaframma (che sostiene i polmoni) verso il basso. Si respira con il naso senza svuotare o riempire i polmoni completamente. L’espirazione avviene semplicemente lasciando andare il fiato in modo simile al sospiro di sollievo. Cioè la muscolatura la usi per inspirare, ma per buttare fuori l’aria non serve spingerla fuori, basta lasciare andare i muscoli che hai usato per inspirare.

Se il ventre non è contratto il movimento verso il basso del diaframma muove tutti gli organi e i visceri del ventre, fino al pube e all’ano.

Questo movimento è benefico per tutti i tessuti perché tonifica e aiuta la circolazione del sangue nei capillari.

È importante che questo movimento non avvenga solo verso il basso ma anche verso l’alto. Una respirazione che non fa muovere la parte alta della cassa toracica ha l’effetto di aumentare la pressione sanguigna nella parte bassa del corpo (bacino e gambe) agendo negativamente sulle emorroidi (ma anche su vene varicose, ernie e simili).

Importante la respirazione anche perché lasciando che il respiro smuova naturalmente i visceri si ottiene di provocare l’evacuazione (o defecazione che dir si voglia) senza dover spingere con i muscoli per espellere l’espellibile. Il che è particolarmente fastidioso (lo spingere localmente) se si sperimenta un’infiammazione in quella zona.

La respirazione corretta inoltre, visto che fa muovere i visceri, ha un effetto positivo sulla stitichezza.

Un altro rimedio collaterale riguarda la consistenza della materia prodotta (che a questo punto mi permetterete di chiamare cacca, merda e pupù, visto che ormai siamo in confidenza a furia di parlare di buchi di sederi).

I semi di chia sono un antichissimo rimedio dei nativi americani. Lasciati a mollo 5 ore diventano una mucillagine con un effetto rinfrescante, ma soprattutto trasformano le feci in una sostanza morbida e lubrificata che se ne va via che è una bellezza. IMPORTANTE: alcuni sconsiderati propongono di consumare i semi di chia senza metterli a mollo per 5 ore. Molti sostengono che è pericolosissimo farlo perché essendo idrovori se ingeriti asciutti si possono attaccare alle pareti dell’apparato digestivo come piovre e lì marcire generando ogni sorta di schifo.

Una soluzione pret a porter sono le bibite pronte con l’aggiunta di semi, che a quel punto sono a mollo da tempo e non dovrebbero dare problemi. COMUNQUE prima di ingerire questi semi chiedete il parere ad un medico. Alternativa alla chia, in caso di intolleranza, sono i semi di psillium, che vanno messi a mollo pure loro per gli stessi motivi.

Nella fase acuta sono pure utili le creme. Le ho provate tutte. Molte contengono derivati del petrolio e le eviterei. Le migliori che ho sperimentato e che hanno ottenuto il massimo di pubbliche ovazioni da parte dei miei consiglieri solidali, sono quella di Aboca, Fitoroid e l’Omeoplasmina. Peraltro le aziende che le producono le hanno addirittura dotate di cannule fantasticamente lisce, mentre alcune aziende ti rifilano cannule con piccoli spunzoni graffianti (puro sadismo emorroidale). Il molto famoso preparato H non mi ha invece aiutato.

Devo poi segnalare un fenomeno curioso, che non ha nessun valore scientifico ma che non posso tacere perché getta luci sui meccanismi psicologici collegati almeno al mio caso: a me, quando stavo male, dava risultati miracolosi il giocare ai videogames sparatutto. Generalmente dopo aver fatto irruzione sul pianeta Ixylly 31, con un gruppo di valorosi, e aver sterminato un paio di centinaia di lucertoloni cattivissimi, mi si azzerava il disturbo. Lo so che non è scientifico ma come potevo tacere questa imbarazzante verità?

Una cura possibile

Credo che le emorroidi siano un disturbo fetente perché dipendono da un mucchio di fattori contemporaneamente.
Principalmente fattori psicologici, meccanici e alimentari.

I fattori psicologici non sono riuscito a capirli. Ho anche seguito a lungo i consigli sulle frasi che ti guariscono, i pensieri positivi eccetera. L’idea è che le emorroidi siano la rappresentazione somatica di un’ansia da incapacità di arrivare alla fine di una fase della vita, restare in sospeso… Defecare qualche cosa… Non riuscire a buttare fuori o a uscire da qualche parte… Con me non attacca ma ho raccolto testimonianze di persone che hanno avuto beneficio con i libri sulle parole che guariscono della dottoressa Gabriella Mereu, che è un vero genio, a prescindere dai miei risultati refrattari. Ognuno ha la testa fatta diversa e le malattie sono solo apparentemente uguali. Quindi il fatto che una cosa non funzioni con me non vuol dire che non vada bene per un’altra persona.

Questo principio vale per tutte le cure tranne per quelle meccaniche.
Cioè ci sono malattie che in parte sono dovute al modo di muoversi, di usare il corpo dal punto di vista meccanico. Ed è chiaro che questo vale per tutti: se ogni giorno ti dai una martellata sull’alluce del piede probabilmente soffrirai di dolori cronici podali…
Nel caso delle emorroidi è ovvio che muoversi fa bene mentre restare immobili per mesi fa male.
Ed è fondamentale sapere anche che se stai molte ore seduto, in auto o alla scrivania è molto probabile che poi soffri per cattiva circolazione del sangue in quella zona, perché c’è una pressione meccanica eccessiva, il sangue non circola bene e i tessuti ne soffrono.

Cibo e dieta

La questione alimentare è altrettanto importante, ovviamente se ti mangi mezzo chilo di carne di babbuino grasso al giorno forse c’è un interrelazione emorroidale, soprattutto se te lo mangi fritto in olio di semi spremuto a caldo con le trieline e poi ci spalmi sopra tutto il burro prodotto dalla Val d’Aosta.
Ma credo di avere un’alimentazione non eccessiva… Mangio 20 grammi di carne al mese, un po’ di pesce e il resto sono cereali e verdure e latticini, due dita di vino ai pasti, quindi non credo ci sia una gran causa alimentare.
Comunque ho provato a eliminare i cereali per mesi, poi i latticini, poi pure il pesce e il caffè, il vino e la birra. Ho provato a mangiare anche solo verdure e frutta cotta per mesi. Ma non ho registrato nessun cambiamento, neanche eliminando il peperoncino.
Insomma in questi anni ho avuto modo di sperimentare a lungo tutti i tipi di diete che i miei lettori solidali mi hanno proposto senza osservare cambiamenti.

Massaggio

È anche utile il massaggio locale, lieve e solo se non provoca dolore. In alternativa il getto d’acqua tiepida di una doccia o di un rubinetto. A lungo, piangendo.

Larga è la foglia, stretta la via: voi dite la vostra, io ho detto la mia.

Avvertenza finale

Affidarsi ai medici per le cure è fondamentale. È molto pericoloso seguire i consigli della vicina di casa o curarsi da soli ricorrendo a internet. Questo articolo non fa eccezione e non rappresenta un invito a NON seguire le prescrizioni mediche.
Ma ci sono una serie di TERAPIE COMPLEMENTARI che sarebbe utile conoscere per migliorare gli effetti delle cure scelte.
Altrettanto utile sapere da altri ammalati quali sono le terapie che con loro hanno funzionato o i medici che hanno dimostrato una maggiore affidabilità.
È utile che i pazienti si scambino informazioni.

Per questi motivi inauguriamo su People for Planet una sezione dedicata allo scambio di informazioni tra pazienti. A questo post ne seguiranno altri incentrati sui disturbi più diffusi: cistite solidale, mal di schiena solidale, mal di testa solidaleprostatite solidale, calvizie solidali, verruche solidali…

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Bere l’acqua del rubinetto? “Ottimo, con queste regole”

People For Planet - Mer, 02/10/2021 - 16:10

Bere l’acqua in caraffa, senza bisogno di filtrarala, è un vantaggio per l’ambeinte ma anche per la salute, possibilmente, date le quantità di microplastiche rinvenute nelle bottiglie in pet. Tuttavia è necessario sapere che se scegliamo di bere – e cucinare – con l’acuqa del rubinett, sono necessarie piccole accortezze che diventano presto una veloce routine. Nessun impiccio, ma tanto di guadagnato.

Farla scorrere. Ma quanto?

“C’è un procedimento preciso – mi spiega Annalisa Fortini, tecnologa esperta in scienze e tecnologie alimentari -. L’acqua deve essere raccolta dal rubinetto dopo averla lasciata scorrere per almeno 5 minuti”. Per evitare gli sprechi, è sufficiente fare piccole scorte dopo aver lavato i piatti o aver utilizzato l’acqua del lavandino ad esempio per lavare frutta o verdura. “Poi deve evaporare almeno 15 minuti, meglio mezz’ora, che è il tempo di evaporazione del cloro”.

Fortini si occupa di controllare che queste regole siano rispettate nelle mense scolastiche di Parma, strutture d’avanguardia proprio perché non tralasciano questi aspetti all’apparenza minori ma invece importanti per fare dell’acqua del rubinetto un’acqua più buona.

Pulire il frangiflutti

Altro aspetto fondamentale, l’igiene. “È necessario svitare periodicamente il il frangiflutti, il piccolo filtro all’estremità del rubinetto, e lavarlo ogni giorno, perché è lì che più spesso si annidano le impurità, il calcare e i batteri”. Se siamo assenti da casa per un po’, “al ritorno bisogna far scorrere l’acqua oltre i 5 minuti”, aggiunge Fortini.

Covid-19, può diffondersi attraverso l’acqua potabile?

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Il gioco fa crescere e scioglie la paura

People For Planet - Mer, 02/10/2021 - 15:00
Importanza del gioco di fantasia nello sviluppo del bambino

I bambini amano giocare, passano ore ed ore a costruire, smontare e rimontare inventando che una sedia è una gru; un letto un ponte e sotto il tavolo c’è una grande caverna.

Perché per i bambini è così importante giocare

Il gioco è un luogo protetto dove il bambino sperimenta sé stesso e il suo potenziale, senza timore di sbagliare o di essere giudicato.
Da questo si comprende l’importanza del gioco.

Giocare è un’esperienza fondamentale, permette di crescere sperimentando le proprie capacità e i propri limiti.

Infatti può capitare che giocando si cada, ci si faccia male o che i giochi si rompano; ma basta poco per ricominciare da capo, trovare una soluzione creativa e continuare il gioco.

In effetti il bello è che da un gioco inventato si può passare ad un altro, come una catena senza fine. Quindi in questo mondo del “possibile infinito” l’errore non esiste, il bambino può contare sul fatto che c’è sempre un’altra possibilità che si può sperimentare e ancora un’altra e un’altra, fin quando semplicemente non ci si è stancati.

Come mai i bambini inventano situazioni estreme per gioco

Mi ricordo che quando ero bambina costruivo insieme alla mia amica intere città dei Playmobil, case per le bambole, cliniche veterinarie, ma il gioco preferito era sempre creare percorsi avventurosi immaginando di essere in mezzo alla natura e scampare a tantissimi pericoli, frane, eruzioni vulcaniche, strapiombi, tutto questo in una normalissima stanza.

La fantasia è un’ enorme risorsa, perché permette di superare i limiti della realtà e di ribellarsi alle regole spazio-temporali.

Infatti nei giochi di fantasia è possibile immaginare di essere sulla cima di una montagna; oppure di scendere negli inferi o ancora di essere a cavallo di un drago.

Il bambino da’ forma alla realtà, immaginandola a proprio piacimento. In questo senso il bambino giocando al “fare finta di” sperimenta la sua onnipotenza.

Donald Winnicott, psicanalista infantile del 900,  descrive proprio come  attraverso il giocare si crei un “luogo” a metà strada tra la realtà esterna, fatta di regole, e la realtà interna. Uno “spazio di illusione” in cui il bambino può sperimentare sé stesso senza limiti. Essendo onnipotente nel gioco il bambino può far apparire e scomparire quello che vuole.
Può diventare chi gli pare, può morire e risorgere infinite volte e sconfiggere qualsiasi tipo di mostro utilizzando magari una semplice penna come spada.

Se la realtà è fatta di cose concrete che senso ha immaginare cose che non esistono

Il bambino è in difficoltà nella realtà concreta, perché non la controlla e non sa come muoversi. Invece il mondo fantastico lo tranquillizza perché è capace di determinarlo e di dominarlo.

Inoltre attraverso il gioco il bambino mette in scena il suo mondo interiore, fatto di emozioni ricordi e pensieri, esattamente come quello degli adulti. Ma se un adulto utilizza principalmente le parole per condividere quello che prova, il bambino, non avendo ancora padronanza del linguaggio, lo fa attraverso il gioco.

Continua a leggere l’articolo completo al link: Il gioco fa crescere e scioglie la paura

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Per fermare la prossima pandemia, il Brasile sta vaccinando le scimmie

People For Planet - Mer, 02/10/2021 - 12:00

Mentre il covid-19 diventa ufficialmente una malattia zoonotica, ovvero nata negli animali e trasmessa all’uomo, aumentano i moniti della comunità scientifica rispetto all’arrivo e alla pericolosità delle prossime pandemie. L’alterazione del clima, il disboscamento e l’invasione degli habitat della fauna selvatica e i viaggi globali perfezionano il quadro d’azione delle malattie di origine animale, in combinazione con l’urbanizzazione, la sovrappopolazione e il commercio globale. Tra le malattie che nei prossimi anni più probabilmente potrebbero causare la prossima pandemia, ci sono il virus Nipah dei pipistrelli in Asia e il Mers, coronavirus molto più letale del covid-19. Di recente, è anche la febbre gialla diffusa nelle scimmie nel Sudamerica a preoccupare: la malattia infetta circa 200mila persone e ne uccide 30mila ogni anno, più degli attacchi terroristici e degli incidenti aerei messi insieme. E in veloce diffusione.

Per salvare gli umani, dobbiamo salvare i tamarini

Uno dei progetti per tentar di fermare sul nascere questa possibile nuova pandemia è vaccinare le scimmie, come racconta la Bbc, prima che l’epidemia di febbre gialla si diffonda troppo agli esseri umani.

Causato da un virus diffuso tra esseri umani e primati tramite le zanzare, i suoi sintomi includono febbre grave, mal di testa e, in alcuni pazienti, ittero, l’ingiallimento della pelle che dà il nome alla malattia. I casi gravi possono portare a emorragie interne e insufficienza epatica. Circa il 15% delle persone affette da febbre gialla morirà a causa di essa se non vaccinata, un tasso di mortalità di gran lunga superiore a Covid-19 (tra lo 0,9 e l’1%).

Una mortalità altissima

Negli ultimi anni, il Brasile, che sta distruggendo la sua foresta amazzonica, ha visto numerose epidemie della grave malattia, più di qualsiasi altro Paese al mondo. La più grave nel 2017, la peggiore in più di 80 anni, capace di causare 3.000 malati e quasi 400 morti nel giro di pochi mesi.

Man mano che gli esseri umani invadono la foresta, riducono la diversità biologica e si avvicinano ad altri primati “è facile per tutti essere infettati”, dice Carlos Ramon Ruiz-Miranda, un biologo della conservazione dell’Università statale di Rio de Janeiro. Nelle foreste del Brasile infestate dalle zanzare, la malattia colpisce allo stesso modo scimmie tamarino leone d’oro ed esseri umani. Le zanzare la trasmettono, le persone la diffondono. A poche ore d’auto dal calderone, due delle città più popolose al mondo: Rio e San Paolo. La condizione perfetta per un’epidemia di dimensioni inaudite.

C’è un vaccino, ma i brasiliani lo rifiutano

Ma la febbre gialla ha un vaccino molto efficace, sebbene inspiegabilmente ancora poco diffuso. Nel 2018, il ministro della Salute brasiliano ha lanciato una campagna per vaccinare quasi 80 milioni di brasiliani (210 milioni in tutto) ma nelle grandi città del Brasile il tasso supera di poco il 50%: ben lontano dal poter creare una immunità di gregge.

Succede per la scarsa fiducia che gode il governo brasiliano e la conseguente resistenza dei “no-vax” locali a fidarsi dell’industria farmaceutica, rinforzati dalle bufale diffuse come virus sulle catene condivise tramite social network e messaggistica istantanea. In più, anche volendo, i vaccini non ci sono per tutti.

L’idea di vaccinare le scimmie

Considerato che il mondo ha 7,8 miliardi di persone, ma solo circa 2.500 tamarini leone d’oro, “se vaccini le scimmie, hai meno individui portatori della malattia”, dice Ruiz-Miranda. “È l’immunità del gregge”. O un nuovo concetto di immunità di gregge. E sta funzionando alla grande, e sembra l’unica chance di evitare l’aggravarsi dell’epidemia.

Con soli 400 esemplari in natura, i tamarini leone d’oro erano in pericolo critico di estinzione negli anni ’70. Un tentativo di ripopolamento ebbe successo nelle riserve naturali fuori dalla città di Rio e nel 2014 la popolazione era rimbalzata a circa 1.700-2.400 scimmie. La maggior parte vive oggi in frammenti di foresta rimanente nel bacino del fiume São João, ma l’epidemia di febbre gialla del 2017 ha dato il colpo di grazia, sterminando la specie quasi del tutto. Con oltre 4.000 scimmie morte si è perso il 30% della popolazione in meno di un anno. Altre specie sono rimaste falcidiate: alcuni gruppi di scimmie urlatrici hanno avuto un tasso di mortalità dell’80-90%.

La prima risposta: uccidere le scimmie

Al che la risposta dei locali fu diretta. Oltre alla febbre gialla, la specie dovette fronteggiare gli attacchi delle persone che, a gruppi, lapidavano, sparavano o davano fuoco alle scimmie come tentativo di rallentare l’epidemia. Alcuni gruppi erano armati dallo stesso governo, e il ministro della Salute arrivò a chiamare la febbre gialla “la malattia delle scimmie”.

Sarebbe invece opportuno ricordare che da quando la foresta viene sistematicamente decimata, i primati sono costretti a vivere in aree più piccole e dunque a densità più elevate. Ciò chiaramente aumenta i contagi di gruppi poi costretti a muoversi per sfuggire al taglio selvaggio della foresta, portando con sé la malattia, e rimanendo sempre più a contatto con l’uomo, ogni volta che una nuova strada viene aperta per portare a un nuovo allevamento di bestiame.

Al mondo un hamburger su 5 viene dall’Amazzonia

Se una volta si disboscava per produrre legna e derivati, oggi si disbosca per la carne. Circa 200 milioni di mucche pascolano nelle regioni amazzoniche del Brasile, quasi una mucca per ogni brasiliano. L’ottanta per cento della deforestazione serve per fare spazio al pascolo di queste mucche, e “le aziende di allevamento di bestiame ora occupano quasi il 75% delle aree deforestate dell’Amazzonia”, stando a dati della Banca Mondiale. La carne brasiliana compone un hamburger su 5 di quelli consumati in tutto il mondo. Quel che resta dell’Amazonia è una foresta a macchia di leopardo, con gli esseri umani che vivono in mezzo a specie stressate e sempre più spesso ammalate.

Brasile: il progetto di una nuova autostrada minaccia l’Amazzonia

Nuove prove collegano i giganti della carne brasiliana alla deforestazione in Amazzonia

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Anna Maria Civico, specialista della voce a caccia di cellule archeovocali

People For Planet - Mer, 02/10/2021 - 10:00

Anna Maria Civico, di origine calabrese, precisamente di Catanzaro. Vive in Umbria, a Terni e a Marta sul lago di Bolsena. Si occupa di canto e di trasmissione orale, del canto del mondo contadino italiano, calabrese in particolare, ma anche di canzoni della cultura arbereshe (albanesi d’Italia).

È una specialista della voce, lavora in modo molto preciso sui repertori della tradizione orale, nello specifico sui canti a cappella, per sola voce. Sostenitrice dello strumento voce per fare musica. Nel mondo contadino esiste una modalità di fare musica solo con la voce, con stili di canto polivocale di mietitura e pastorali, serenate, paraliturgici e canti monodici, come le ninne nanne o le lamentazioni.

Anna Maria Civico. Foto di Andrea Semplici Secondo il suo modo di intendere la musicalità vocale, dovremmo imparare a utilizzare il corpo come uno strumento: questa tecnica potrebbe funzionare anche passando dal cantare al semplice parlato, al raffrontarsi con le persone, a parlare bene?

Si tratta di un lavoro che nutre in modo integrale la questione fonetica, perché è lo stesso apparato fonetico che viene messo in risalto, attivato o praticato. L’area vocale è sollecitata e approfondita, chi canta può aspirare a ri-conoscere l’apparato vocale in funzione del parlato. Farei il punto su un’antica questione, l’utilizzo dell’apparato fonatorio: una volta, il canto era un mezzo di comunicazione. Molti etnomusicologi hanno constatato, durante le loro ricerche sul campo a contatto con le persone nel mondo contadino, che queste preferivano raccontare della loro vita cantando anziché parlando, perché il canto è una delle forme più antiche di narrazione. Basti pensare agli Aedi greci, che cantavano in poesia, in modi metrici, musicali.

Al centro Anna Maria Civivo. Foto di Malea Birke In Calabria, esisteva una tradizione natalizia: il canto della Strinna di casa in casa. Si aggiungeva una frase alla canzone da cantare in ogni famiglia che si visitava, per raccontare quello che era successo durante l’anno di saliente, personalizzando le strofe. Rispetto alla generazione di oggi, le abitudini sono parecchio cambiate: ci sarebbe da riprendere in mano certe buone tradizioni e consegnarle anche ai nostri giovani. Lei potrebbe avere un ruolo in questo compito?

Il mio ruolo si realizza sul campo, nella ricerca, nella pratica, nella trasmissione del canto sia attraverso un approccio pedagogico al canto, alla voce, la presenza, sia attraverso i concerti. Alle persone interessate trasmetto questa conoscenza tramite corsi, laboratori intensivi. Il mio lavoro ha già una vita trentennale. In questo senso so di essere su un sentiero dove non sono sola. Dove convergono desideri e immaginario di molte e molti ricercatrici e ricercatori.

L’attenzione dei giovani è in crescita. La rassegna musicale curata dallassociazione Felici & Conflenti, che si tiene ormai da un decennio, è gestita da giovani che spesso sono anche musicisti, e chi suona danza, c’è una vera passione che si muove dietro alla scoperta, o riscoperta, della tradizione vocale.

È bello notare l’aspetto dell’inter-generazionalità, ragazzi e adulti insieme che coltivano i medesimi interessi, la ragazzina che suona insieme a un signore che potrebbe essere il nonno, la signora che balla la tarantella col giovane…

L’associazione Felici & Conflenti è consapevole di questo patrimonio, e ha richiesto ad anziani della zona di fare riemergere il loro sapere, facendo nascere poi amicizia e fiducia reciproca che sono stati determinanti per la ripresa della danza e di certe forme di canto che stavano oramai andando perdute.

Questa forma d’arte calabrese, si potrebbe rendere allo stesso modo se fosse fatta in inglese, in emiliano o in altro idioma?

No, la musicalità è nella forma stessa del dialetto d’origine, non si può cantare in altra lingua. Tra l’altro anche in Emilia ci sono ottimi canti di tradizione orale, come il Maggio, ed è bello che emergano queste forme musicali, ovunque siano. Se togli la lingua della tradizione e metti l’italiano, è un’altra cosa.

La musica non è una cosa da capire, è da ascoltare, da sentire. L’esigenza espansiva della melodia può dilatare una parola e renderla quasi irriconoscibile, distorta anche per i conterranei, ma quello che si apprezza è la musicalità della voce, la qualità di presenza di chi canta.

Come si studia il canto antico?

Una mia personale definizione è quella di “cellula archeovocale”. Esistono vari approcci, io sono una praticante, in quanto cantante, non una musicologa, e assimilo il ritmo, la timbrica, la melodia. Mi immergo. È un approccio che mi viene anche da un preciso ambito teatrale. Ho ascoltato cantare molte donne anziane, ma non c’è una forma codificata di trasmissione. L’imitazione, in questo caso tramite ascolto e ripetizione, è una delle modalità iniziali di apprendimento più indicata, sulla cui padronanza, acquisita nel tempo, poi si aggancia la modulazione personale; così come per tutte le arti di stampo artigianale. Poi la cellula archeovocale è ciò che caratterizza ogni singolo canto. Ci sono tre, quattro o cinque note su cui si muove la linea melodica. E questo per tutta l’esecuzione del canto. Forme semplici per vocalità dense basate sulla scoperta e pratica della voce naturale. Basate sulla ri-scoperta di potersi accordare ad orecchio, senza supporti.

Ma la domanda è: la voce naturale contemporanea è adatta a cantare un canto arcaico? Come mi ci posso avvicinare? Ecco il senso di una archeologia musicale fondata su tracce organiche e inorganiche.

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Gli strani casi dell’animo umano: gli haters e i commentatori anonimi

People For Planet - Mer, 02/10/2021 - 08:00

Cara Fronzolina78,
ti scrivo per dirti che non sei sola.
C’è, infatti, una pletora di persone come te, a questo mondo. Che – proprio come te – nascondono la propria identità; ma ritengono fondamentale vomitare le proprie verità assolute in faccia agli altri. Perché la faccia – e il nome – gli altri ce li mettono davvero.
Ma vediamo, cara Fronzolina, quali possono essere i motivi che ti spingono a vergognarti di chi sei ma non di cosa pensi. Il primo passo per uscirne, infatti, è la consapevolezza.

Ecco un decalogo in 7 punti, assolutamente privo di alcun fondamento:

  1. Fronzolina78 ha tanto da dire. E tanto tempo per dirlo. Troppo. Ma ha più da dire di quanto tempo per dirlo. Quindi scrive, ma non rilegge. Se rileggesse, si renderebbe conto di quanto sia antipatica e saccente. Purtroppo, ha già da dire altrove: non è più qui. #fronzolinaintour #fronzolinaincielointerraeinogniluogo
  2. Fronzolina non ha nulla da dire. E tanto tempo per dirlo. Troppo. Allora compensa e punta sulle tinte forti, sui toni alti. #questannovannoicoloripastellofronzolì #neroemarroneperfettocafone 
  3. Fronzolina è del ’78. Dovrebbe cambiare nickname #fronzolona78 #purìosonodel78cmq
  4. Fronzolina si chiama davvero Fronzolina. Allora ha ragione lei. #unaderogaperfronzolina #scusatantofronzolina #jesuisfronzolina 
  5. Fronzolina vorrebbe ma non può. Infatti la sua immagine e il suo nome reale non possono essere impressi su carta: fisica né virtuale. Fronzolina, infatti, è un vampiro. Sicuramente un vampiro energetico. Ignorarla è la chiave migliore. #bastanoninvitarlaacasa #boicottafronzolina
  6. Fronzolina in realtà “è internet”. E produce traffico dati fomentando inutili dibattiti a puro scopo di guadagno economico. Il tutto mentre semina scie chimiche, nutre i coccodrilli delle fogne di New York e ruba a noi 35 euro al giorno per ingrassare un immigrato #lateoriadelcomplotto #fronzolinakaisersoze #ilfronzolinonero
  7. Fronzolina non ha scusanti. Che sia triste, sola, addirittura nel giusto o solo frustrata, Fronzolina è affetta da una brutta dipendenza. Ha bisogno dell’adrenalina del sentirsi più forte, di nutrirsi del suono della propria voce e i quell’effimero istante in cui – tronfia – si considera migliore di tutti gli altri. Può essere compresa e sostenuta, solo se decide di smettere. Fronzolina: fa’ la brava, a mamma. #piantala #senzafronzolini

“Ciao, sono Fronzolina78. E non commento un post, con insulti, da ben 72 ore”
#forzafronzolina #siamotutticonte

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Ecco i possibili ministri (con tante donne) | Femminicidi, la strage non si ferma | Draghi: “No alla flat tax”

People For Planet - Mer, 02/10/2021 - 06:25

Corriere della Sera: La squadra Alto profilo e preparazione: ecco i possibili ministri (con tante donne);

Il Giornale: “Usano il metodo georgiano…” Così i ladri vi entrano in casa;

Il Manifesto: Una famiglia su tre senza mezzi per seguire la Dad;

Il Mattino: Kobe Bryant, la perizia sullo schianto dell’elicottero: fu un errore del pilota;

Il Messaggero: Femminicidi, la legge c’è ma la strage non si ferma: nei primi 6 mesi del 2020 aumentati del 10%;

Ilsole24ore: Recovery fund, la Lega voterà sì al Parlamento Ue – La svolta di Salvini, diventato paladino di Draghi in Europa – Perché è difficile che Draghi attivi il Mes – L’effetto Draghi sui partiti? Bipolarismo e addio sovranismo;

Il Fatto Quotidiano: Draghi: “No alla flat tax, sì ad una maggiore progressività”. Ecco i possibili interventi sull’Irpef;

La Repubblica: Prodotti “green” e “sostenibili”? L’Europa accusa: “Molte aziende non dicono la verità”;

Leggo: Spostamenti tra Regioni, il 15 scadono le norme: pericolo «liberi tutti». Cosa può succedere, le 4 ipotesi;

Tgcom24: L’Ungheria silenzia l’ultima radio libera;

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Sei o non sei una persona gelosa?

People For Planet - Mar, 02/09/2021 - 19:00

Sei possessivo o generoso? Hai sempre bisogno di controllare dove si trova il partner/la tua partner? O riesci ed essere sereno sapendo che lui/lei è felice?

La paura di perdere chi amiamo può essere così forte da innescare in noi un forte sentimento di gelosia. Ma la gelosia può anche essere un paradigma di vita del tutto opposto a quello della solidarietà.

Con la Dottoressa Ilaria Fontana – Psicologa e psicoterapeuta e Jacopo Fo vediamo insieme dove nascono la gelosia e la solidarietà e come condizionano la nostra vita privata e di coppia.

Diretta realizzata grazie al contributo di Doris Corsini.

Jacopo Fo

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Uscire dalla povertà danzando

People For Planet - Mar, 02/09/2021 - 17:00

There are more orphans in Uganda than anywhere else in the world” si legge sul loro sito. Ci sono più orfani in Uganda che in qualsiasi altro Paese del mondo.
Più di 2,4 milioni di bambini, rimasti orfani a causa di guerre, carestie e malattie.

I bambini di Masaka Kids Africana

Per aiutarli è nata la Masaka Kids Africana, associazione (di Masaka) per l’educazione infantile che si occupa soprattutto di istruzione. Ma tra le tante attività ce n’è una che spicca particolarmente: i balli e le danze.
I loro video su YouTube hanno milioni di visualizzazioni e sono meravigliosi!
Le danze sono tipicamente africane, con costumi, coreografie e decine di bambini dai 2 anni in su.
Vantano collaborazioni con cantanti di fama mondiale (recentemente con Karina Palmira), album in vendita su Amazon e Apple Store.

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Ciotole e piatti fai da te con Das e pizzi

People For Planet - Mar, 02/09/2021 - 15:00

Dal canale YouTube di Lorena Macchiavelli Restyling e Decorazione un’idea decor fantastica per creare bellissimi piatti e/o ciotole per arredare la nostra casa. Nel video tutorial vedremo anche un’alternativa per realizzare dei pendagli da appendere dentro o fuori case. Un’idea creativa molto semplice che possiamo realizzare facilmente, cosa serve:

  • Panetto di pasta modellabile;
  • Centrino o fiocchi pizzo;
  • Spatola e coltello;
  • Matterello;
  • Ciotole, piatti per lo stampo.
Lorena Macchiavelli Restyling e Decorazione

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Covid-19, OMS: Il virus non è nato in laboratorio a Wuhan

People For Planet - Mar, 02/09/2021 - 13:50

Qualcuno potrebbe presto dover delle scuse al governo cinese, e anche alla sua popolazione. Il team di esperti internazionali che da tempo ha via libera per indagare sulle origini del Covid-19 in Cina ha in sostanza respinto la teoria secondo cui il virus sia nato in un laboratorio della città identificata come punto di partenza ufficiale della pandemia.

Serve più ricerca

Peter Ben Embarek, il capo della missione dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ha detto che è “estremamente improbabile” che il virus sia trapelato da un laboratorio nella città cinese di Wuhan (nella foto). Ha aggiunto che è necessario più lavoro per identificare la fonte del virus.

Il coronavirus, emerso per la prima volta a Wuhan nel dicembre 2019, ha causato una pandemia mondiale che ha provocato ad oggi qualcosa come 2,3 milioni di morti. Il dottor Embarek ha detto in conferenza stampa che il lavoro per identificare le origini del Covid-19 hanno indicato un “serbatoio naturale” nei pipistrelli, ma che è improbabile anche che ciò sia accaduto a Wuhan.

Gli esperti hanno affermato che “non vi era alcuna indicazione” che il virus stesse circolando a Wuhan prima che i primi casi ufficiali fossero registrati lì nel dicembre 2019. Liang Wannian, un esperto della Commissione sanitaria cinese, ha affermato che il Covid-19 avrebbe potuto essere in altre regioni prima di essere rilevato a Wuhan.

Covid-19, virus in un bimbo a Milano nel novembre 2019

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Florida: hacker avvelena da remoto l’acqua potabile

People For Planet - Mar, 02/09/2021 - 13:15

Immaginate l’orrore del responsabile per la sicurezza quando ha visto il cursore del mouse spostarsi sullo schermo, guidato da una mano invisibile. Poi, inesorabile, ha fatto clic per aprire e regolare i quadranti elettronici e avvelenare l’acqua di una intera città.

15mila residenti a rischio

Un hacker informatico è riuscito ad accedere al sistema idrico di una città della Florida, Oldsmar, e ha cercato di pompare nel sistema una quantità pericolosa di idrossido di sodio (liscivia). L’hacker lo ha effettivamente fatto, ma l’intervento – fortuito – di un impiegato, ha limitato i danni a un livello irrisorio. L’hacker è riuscito ad aumentare solo brevemente la quantità di liscivia nel sistema di trattamento dell’acqua.

Di cosa si tratta

La liscivia viene utilizzata in piccole quantità per controllare l’acidità, ma una grande quantità avvelenerebbe l’acqua. Al momento non sono stati effettuati arresti e non è noto se l’hacker abbia operato dall’interno o dall’esterno degli Stati Uniti.

E’ successo nel primo pomeriggio di venerdì scorso e per la precisione l’hacker ha avuto accesso al software di trattamento e aumentato il contenuto di idrossido di sodio da 100 parti per milione a 11.100. Per fortuna solo per pochi secondi.

L’idrossido di sodio è l’ingrediente principale dei detergenti per scarichi liquidi. È molto corrosivo e può causare irritazione alla pelle e agli occhi, oltre a una temporanea perdita di capelli. L’ingestione può provocare danni alla bocca, alla gola e allo stomaco e provocare vomito, nausea e diarrea.

Non è la prima volta

Lo stabilimento idrico di Oldsmar fornisce acqua alle imprese e a circa 15.000 residenti. Per sicurezza, il programma di accesso remoto all’impianto idrico è stato temporaneamente disabilitato. Ma non è la prima volta.

Nel 2016, un rapporto sulla sicurezza di Verizon ha descritto in dettaglio un attacco simile a un altro impianto idrico statunitense. E nel 2020 ci sono stati diversi attacchi falliti alle forniture idriche israeliane. E del resto gli esperti di sicurezza informatica da anni avvertono che le cosiddette “infrastrutture nazionali critiche” vengono prese di mira. Acqua, elettricità, impianti nucleari e trasporti vengono continuamente esaminati per individuare punti deboli non solo a causa del potenziale di interruzione di massa, ma anche perché spesso utilizzano sistemi IT obsoleti e vulnerabili.

Covid-19, può diffondersi attraverso l’acqua potabile?

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5 regole per usare al meglio la lavastoviglie

People For Planet - Mar, 02/09/2021 - 10:00

Diverse ricerche avevano calcolato che l’impatto ambientale della lavastoviglie è minore del lavaggio a mano dei piatti, una ad esempio qui, che risale al 2005. Certo, nessuno prende mai in considerazione l’impatto relativo alla produzione e allo smaltimento della macchina, e c’è anche da dire che più o meno tutte queste ricerche sono finanziate dall’industria (che le produce). L‘ultimo studio in merito, ad esempio, pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Research Communications, è stato finanziato da una di queste.

Come posso impattare meno (e risparmiare)?

Ma lasciamola così, e consideriamo l’utilità di questo studio per migliorare l’efficienza (energetica e ambientale) di un’operazione che facciamo ogni giorno e che comunque appare ormai per molti versi irrinunciabile. Infatti, l’analisi che ha studiato le abitudini dell’utilizzatore medio di lavastoviglie, ha sì valutato la lavastoviglie come una scelta ammissibile dal punto di vista ambientale, ma solo se rispettiamo queste regole:

  • Non pre-lavare a mano. Con una forchetta, o con la spugna, eliminiamo i residui senza consumare acqua
  • Sempre e comunque, usiamo acqua fredda
  • usare un detersivo di alta qualità, a basso impatto ambientale
  • riempire completamente la macchina: con l’uso, si impara a massimizzare enormemente gli spazi e a fare quindi meno lavaggi

Aggiungo che se non facciamo partire la lavastoviglie di notte, perché ad esempio non abbiamo un vantaggio economico in bolletta da questa possibilità, o perché laviamo in un giorno festivo, è utile interrompere il ciclo quando inizia il programma di asciugatura: aprire il portellone sarà sufficiente ad asciugare i piatti, risparmiando quasi un’ora di lavoro aggiuntivo per la macchina.

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Quali sono i 14 Paesi «Covid free» del mondo

People For Planet - Mar, 02/09/2021 - 08:00

Secondo un rapporto dell’OMS – Organizzazione mondiale della sanità, stilato ad un anno dall’inizio della pandemia Covid-19, sono quattordici i Paesi al mondo che non hanno all’attivo casi di coronavirus.

Tra i paesi Covid Free che troviamo nella lista dodici sono isole, più o meno grandi, situate spesso a migliaia e migliaia di chilometri dalla costa. Oltre a presentare il vantaggio di essere già di per sé difficilmente raggiungibili, e quindi con scambi di persone e merci limitati, sin dall’inizio hanno attuato politiche rigidissime. Troviamo:

TOKELAU – Territorio della Nuova Zelanda costituito da tre atolli corallini tropicali: Atafu, Fakaofo e Nukunonu. Situati nell’Oceano Pacifico, non hanno registrato nessun caso tra i loro 1.400 abitanti.

ISOLE COOK – 15 piccole isole distribuite all’interno di una vasta area nel Pacifico meridionale a oltre 3.000 chilometri dalla Nuova Zelanda. Imponendo quarantena obbligatoria e limitando gli spostamenti (chiudendo temporaneamente i porti) si sono salvate così dal Coronavirus.

MICRONESIA – Gli Stati Federati di Micronesia, conosciuti semplicemente anche come Micronesia, hanno registrato un solo caso all’inizio del 2021. A risultare positivo è stato un marinaio di una nave governativa, lo Chief Mailo, inviata per riparazioni nelle Filippine.  Ad, ad oggi però, la situazione è (ancora) sotto controllo con scuole, chiese e negozi aperti.

SAMOA AMERICANE – Con la chiusura temporanea dei confini persino ai residenti che si trovavano all’estero, riaperti solo da qualche settimana, queste isole sono oggi Covid Free.

NIUE – Meravigliosa isola corallina sconosciuta ai più, sperduta nell’Oceano Pacifico, conta 1.600 abitanti e non hanno avuto finora contagi.

KIRIBATI – La piccola repubblica insulare nel Pacifico centrale, che comprende 33 atolli corallini e numerose isolette estese lungo l’equatore, non ha registrato nessun caso Covid – 19.

NAURU – È il terzo Paese più piccolo del mondo e tra i più poveri. Situato vicino a Kiribati, si annovera tra i paesi Covid free. La popolazione di Nauru registra un tasso di obesità altissimo e un’aspettativa di vita inferiore ai 50 anni. Se il virus vi fosse arrivato sarebbe stata una vera e propria strage.

PITCAIRN – L’arcipelago di quattro isole vulcaniche, situato nell’oceano Pacifico meridionale, registra circa 70 abitanti. Concentrati proprio nell’isola di Pitcairn, l’unica abitata e dove si trova il capoluogo Adamstown/Adamstaun, non hanno registrato contagi.

PALAU – Conosciuta meta turistica, composta da 300 isole, oltre ad essere Covid Free potrebbe essere anche uno dei primi Paesi al mondo a vaccinare tutta la popolazione.

SANT’ELENA – Sant’Elena situata nell’oceano Atlantico centro-meridionale a circa 1 900 km dalla costa dell’Angola è considerato uno dei luoghi più remoti al mondo.

TONGA E TUVALU – Favoriti sia dalla loro posizione geografica che da politiche molto stringenti, hanno limitato i contagi chiudendo le vie di comunicazione (porti e aeroporti), imponendo quarantena obbligatoria ai pochi viaggiatori e in alcuni momenti, istituendo il lockdown.

Sugli ultimi due stati mancanti a completare la lista, Corea del Nord e Turkmenistan, la comunità scientifica è scettica. Infatti, tra gli esperti il dubbio è inerente all’accuratezze dei dati forniti dai governi e della volontà di renderli pubblici.

Ad oggi, la pandemia, ha contagiato oltre cento milioni di persone contando circa 2,3 milioni di decessi.

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Draghi vuole prolungare l’anno scolastico | Benzina, il prezzo sale | Tesla: investe 1,5 miliardi in bitcoin

People For Planet - Mar, 02/09/2021 - 06:25

Corriere della Sera: Conte: «Io candidato a sindaco di Roma? No, grazie»;

Il Giornale: “Serve legislazione europea” Svolta di Salvini sui migranti;

Il Manifesto: Spotify si mette in ascolto per profilare meglio;

Il Mattino: Benzina, il prezzo sale a 1,50 euro al litro al self;

Il Messaggero: Morto Cala Cimenti, travolto con un amico da una valanga in Val Susa: l’alpinista fu eroe sul Nanga Parbat Foto;

Ilsole24ore: Perché i piccoli Stati gestiscono meglio la crisi Covid: la classifica mondiale;

Il Fatto Quotidiano: Scuole, coi focolai torna la dad: i casi in Italia. Marche: alunni positivi alla variante inglese. Lo schema di 2 bimbe: così ‘tracciano’ i contagi;

La Repubblica: Draghi vuole prolungare l’anno scolastico a giugno per recuperare il tempo perso e accelerare sui vaccini. Salvini sposa l’Ue anche sui migranti;

Leggo: La Gran Bretagna ordina 50 milioni di dosi di vaccino contro le varianti;

Tgcom24: Svolta Tesla: investe 1,5 miliardi in bitcoin e la criptovaluta vola;

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I capelli me li faccio color curcuma

People For Planet - Lun, 02/08/2021 - 18:00

A Milano, in via Mariotto Albertinelli, c’è il Gianna Longo Daily Spa, un salone di bellezza ecocompatibile. Qui le tinture per capelli sono prodotte esclusivamente con erbe naturali. Perché “in tutte le cose della natura esiste qualcosa di meraviglioso”.

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Video di Indi Mota, da un’idea di Margherita Aina.

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#cuoriconnessi: domani, Safer Internet Day, diciamo NO al cyberbullismo

People For Planet - Lun, 02/08/2021 - 16:18

Domani martedì 9 febbraio, in occasione del Safer Internet Daygiornata internazionale per la sicurezza in rete instituita nel 2004 dall’Unione europea, andrà in scena #cuoriconnessi, un evento a cui parteciperanno più di 3.000 scuole di tutta Italia e oltre 200.000 studenti.

L’evento, voluto da Unieuro in collaborazione con Polizia di Stato, si terrà a Roma nella sede centrale della Polizia, in via Tuscolana 1558, ma potrà essere seguito in diretta streaming da chiunque volesse approfittare dell’occasione per attività pedagogiche registrandosi gratuitamente al sito www.cuoriconnessi.it.

A questo link il trailer ufficiale del docufilm che verrà mostrato in esclusiva durante la mattinata e che racconta la storia vera di un’adolescente che è riuscita non solo a rialzarsi ma a fare della propria esperienza personale uno sprono e un esempio per altri ragazzi. Camilla, Emma, Mirco, Isa, Due, Aalim, Dex, Andrea: sono solo alcuni dei tanti ragazzi oggi vittime di cyberbullismo, le cui storie sono state raccolte in un libro che sarà disponibile gratuitamente in formato sia cartaceo che digitale nei punti vendita Unieuro e al sito www.cuoriconnessi.it.

Un fenomeno che, complice l’isolamento in cui versano i ragazzi oggi, merita attenzione, perché a giudicare dai numeri sembra crescere di pari passo con il virus: dallo scoppio della pandemia, solo nella capitale, l’Osservatorio regionale ha registrato un aumento di vittime pari al 50% nell’età compresa tra gli 11 e i 17 anni. Senza contare i tanti, troppi che non hanno il coraggio di denunciare e condividere la propria esperienza.

All’evento di domani, moderato dal giornalista Luca Pagliari, interverranno, oltre all’Amministratore Delegato di Unieuro Giancarlo Nicosanti, il Capo della Polizia e Direttore generale della Pubblica Sicurezza Franco Gabrielli, il Capo Dipartimento per le Risorse umane, finanziarie e strumentali del MIUR Giovanna Boda, e la Direttrice del Servizio Polizia Postale e delle comunicazioni Nunzia Ciardi

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Leggete la lettera al FT di Mario Draghi

People For Planet - Lun, 02/08/2021 - 15:00

E’ la longa manus del sistema finanziario nelle istituzioni”; “Farà scomparire il reddito di cittadinanza”; “Ci sarà una patrimoniale appena si insedierà’”

Manca solo “si mangia i bambini (come i comunisti)” ed il catalogo dei pre-giudizi sull’operato futuro di Mario Draghi è completo.

Senza che lo stesso abbia mai fatto alcuna dichiarazione al riguardo o abbia mai detto qualcosa del genere in passato.

Non mettiamo in discussione anche Draghi, prima ancora che abbia tracciato il programma di governo. Per cortesia.

Si tratta di una delle figure di maggior spessore professionale del nostro paese. E l’unico, in questo momento, con le competenze necessarie per gestire alcuni passaggi fondamentali, in primis il Recovery Plan, per il nostro futuro.

L’alternativa, l’ipotesi delle elezioni anticipate, porterebbe il paese nelle mani della destra.

E non è sicuramente un peccato.

Lo è invece, peccato mortale, confrontare l’attuale presidente incaricato, che gode della stima e della benevolentia dei mercati finanziari e della comunità internazionale, con il potenziale di impopolarità (se non disprezzo) di un Salvini o di una Meloni a Palazzo Chigi.

Per non parlare del confronto (di capacità gestionali e competenze economico-finanziarie) con “quelli che volevano cambiare il mondo” con lauree non specialistiche (quando posseduta), senza conoscere una parola di inglese ed, lo hanno dimostrato anche loro nascondendosi dietro la subdola “ragion di Stato”, attaccati solo alla poltrona.

Si, è vero qualche neo nel suo curriculum vitae (soprattutto l’autorizzazione come governatore della BCE all’acquisto di Antonveneta da parte del MPS) ci sta, ma chi può esimersi dallo scagliare la prima pietra?

In questo momento sarei lontano dalla narrazione populista del “servitore dello Stato” o “dell’infiltrato dei poteri forti della grande finanza internazionale”.

Mi atterrei ai fatti. Forse non tutti, soprattutto tra quelli contrari alla sua nomina, ricordano che nella sua lettera al Financial Times di un anno fa, l’ex governatore disse che il futuro dell’Europa (e quindi dell’Italia) passava attraverso tre azioni elementari:

  1. L’Europa deve essere unita e solidale con un’identità fiscale tanto forte da bilanciare quella monetaria. In altri termini ridurre all’osso la pressione fiscale e niente più egoismi: non ci possiamo più permettere le spinte nazionalistiche di questi ultimi decenni.
  2. Gli Stati sovrani non devono più correre dietro ai vincoli di bilancio. Siamo in guerra e oggi la priorità è sopravvivere attraverso la ripresa economica. Quindi basta masturbazioni mentali sul rapporto deficit/pil ed il livello di indebitamento. Stampiamo moneta da sparare con l’elicottero.
  3. Dare direttamente alle imprese le risorse necessarie per ripartire. In altri termini prestare danaro a tasso zero direttamente alle imprese regolando con attenzione l’intermediazione delle banche ed evitando gli errori fatti con il decreto liquidità. Draghi, che conosce molto bene quel “mondo”, ha capito perfettamente che se il bazooka passa tra le mani del sistema bancario diventa una pistola ad acqua. Ciò non significa che il governo presterà direttamente alle imprese. Non può farlo per motivi pratici, per carenza di capacità strutturali. Quello che, però, il Governo può e deve fare è pressare le banche, fornendo loro la garanzia e la certezza di finanziamenti a basso costo, obbligandole a prestarli ai clienti.

Al momento sappiamo solo questo. Il resto è fuffa propagandistica.

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La Tanzania rifiuta il vaccino e usa erbe “miracolose” contro il Covid-19

People For Planet - Lun, 02/08/2021 - 12:48

Le autorità della Tanzania hanno dichiarato che non intendono utilizzare alcun vaccino per combattere il Covid-19.

Al contrario, verranno distribuite agli abitanti delle erbe miracolose, un intruglio a base di zenzero, cipolle, limone e pepe per proteggere la popolazione contro la malattia.

La Tanzania negazionista non crede che i vaccini anti-covid siano efficaci: si sta diffondendo, invece, la convinzione che la propagandata erba del Madagascar Covid sia molto più funzionale nella lotta al Covid rispetto alle tradizionali cure.

Il presidente del Madagascar Andry Rajoelina è il promotore capo della sostanza, commercializzata come Covid-Organics e venduta sotto forma di infuso di erbe.

La propaganda negazionista

Il governo della Tanzania non ha diffuso alcun numero sui casi positivi nel Paese.

Il presidente John Pombe Magufuli aveva dichiarato che questo stato dell’Africa orientale fosse libero dal Covid e non ha imposto alcun coprifuoco o lockdown per prevenire la diffusione del Coronavirus.

In effetti, l’autoritario presidente ha interrotto il conteggio dei casi a maggio e un mese dopo ha dichiarato la Tanzania Covid-free, dichiarando che con tre giorni di digiuno e preghiere (oltre al passato alle erbe e alle inalazioni di vapore) la nazione aveva eliminato quel «virus demoniaco».

Il governo locale, quindi, ha diffuso una vera e propria propaganda negazionista, mettendo in discussione l’uso delle mascherine come strumento di prevenzione e la funzionalità dei tamponi, deridendo addirittura i vicini Paesi che hanno imposto delle misure precauzionali per arginare la diffusione del virus.

In realtà, nonostante i tentativi di manipolazione della popolazione, si teme che la diffusione e le vittime del virus stiano crescendo, a causa di un aumento di funerali nelle aree urbane.

Così la chiesa cattolica del Paese ha preso una posizione netta e sfidato il governo. «Il Covid non è finito, il Covid è ancora qui. Dobbiamo proteggerci, lavarci le mani con il sapone e tornare a indossare le mascherine» ha esortato il vescovo di Dar es Salaam, Yuda Thadei Ruwaichi.

Gli infusi miracolosi a base di zenzero non sono stati poi così efficaci.

Leggi anche:
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Il vaccino di AstraZeneca arriva in anticipo. Ma è inefficace sulla variante sudafricana

Negazionisti ‘col sistema sanitario degli altri’: chi sono?

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Il vaccino di AstraZeneca arriva in anticipo. Ma è inefficace sulla variante sudafricana

People For Planet - Lun, 02/08/2021 - 11:20

Il Sudafrica sospende l’uso del vaccino di AstraZeneca dopo che dati su una sperimentazione interna, non ancora pubblicati, hanno dimostrato una scarsa capacità di protezione contro la variante locale del covid-19, la B.1.351, per i casi di infezione lieve e moderata.

Il Sudafrica punta sugli altri

Di conseguenza, il governo sudafricano punterà a somministrare solo i vaccini Johnson & Johnson, per cui è partita la richiesta di uso in emergenza, e Pfizer, in attesa di stabilire cosa fare di un milione di dosi di AstraZeneca arrivati da poco nel Paese. La sperimentazione lampo ha coinvolto 2mila volontari relativamente giovani e quindi con basse probabilità di ammalarsi in modo grave. Il vaccino di AstraZeneca si sarebbe dimostrato efficace solo per il 10%.

In arrivo in anticipo da noi

Risulta dunque meno allettante la notizia dell’arrivo anticipato in Italia dei vaccini AstraZeneca, previsto per oggi pomeriggio, almeno per una prima parte della fornitura di 32.513 dosi, inizialmente stabilita entro il 14 febbraio. Questi sono destinati alle categorie prioritarie tra i 18 e i 55 anni, ovvero insegnanti e forze dell’ordine. L’inizio della somministrazione dovrebbe dunque anticiparsi a mercoledì o giovedì prossimi.

Da lunedì riparte invece il programma già stabilito per gli over 80 con i vaccini Pfizer- BioNTech e Moderna.

Covid-19, primo rapporto AIFA sulla sicurezza dei vaccini

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