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Smartphone, della loro intensa vita notturna sappiamo poco o niente

People For Planet - Ven, 06/21/2019 - 21:25

Un giornalista del The Washington PostGeoffrey Fowler, ha affidato, verso la fine del mese di maggio, il suo fidato iPhone alle cure di un esperto di sicurezza per un esperimento tanto suggestivo quanto inquietante: tenerlo sotto controllo, soprattutto quando lasciato solo, e vedere se, di notte, facesse circolare dati e trasmettesse informazioni di sua iniziativa. E a loro insaputa. Fowler e il suo tecnico hanno scoperto, verso le quattro del mattino, che il telefono era, da ore, particolarmente impegnato a trasmettere dati a destra e a manca.

Molte app, con il telefono inutilizzato, inviavano informazioni sul modello, sui suoi contenuti e sui dati del proprietario a decine di società in tutto il mondo. A viaggiare, col calare della sera, erano numero di telefono, indirizzo e-mail, l’esatta posizione geografica del dispositivo, i codici identificativi e l’indirizzo IP. Molti di questi dati venivano inviati ogni cinque minuti, per garantire un processo costante di aggiornamento delle informazioni.

La scoperta di questa vivace vita notturna del telefono mentre lui dormiva ha spinto il giornalista a porsi delle domande che, in effetti, ci dovremmo porre tutti: quando queste informazioni sono trasmesse, vengono eliminati tutti i dati che ci potrebbero identificare (e, quindi, nonostante questa intensa attività di comunicazione verso l’esterno, la nostra privacy sarebbe rispettata) o, al contrario, queste app trasmettono anche dati che ci rendono chiaramente identificabili? 

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Cosa penso della maturità

People For Planet - Ven, 06/21/2019 - 16:00

Maturità 2019, Esami di stato! #studentinonesperimenti

Fonte: canale YouTube di tommycassi

Immagine JESHOOTS-com Pixabay

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Parroco di Lampedusa dorme sul sagrato «Fin quando profughi Sea Watch non scenderanno a terra in un porto sicuro»

People For Planet - Ven, 06/21/2019 - 15:00

La notte è passata e siamo all’ottavo giorno di stallo: la Sea Watch 3 è ancora bloccata in acque internazionali, con a bordo salvati e salvatori. Continueremo a dormire sul sagrato della Chiesa finché non sarà consentito loro di scendere a terra in un porto sicuro”.

È l’annuncio del parroco di Lampedusa don Carmelo La Magra che la notte scorsa ha dormito, con un gruppo di attivisti di Forum Solidale Lampedusa e alcuni turisti, sul sagrato della chiesa San Gerlando.

Il nostro è un semplice gesto di solidarietà nei confronti di persone che stanno soffrendo inutilmente – dice il parroco – Mettiamo simbolicamente in gioco i nostri copri nel tentativo di dare visibilità e voce agli ultimi della terra, nostri fratelli e sorelle, nostri simili”.

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Un giorno di lavoro alla settimana è la dose più “efficace” per la salute mentale

People For Planet - Ven, 06/21/2019 - 13:42

Solo un giorno di lavoro a settimana è la “dose più efficace” per dare benefici per la salute mentale del lavoro retribuito, suggerisce la ricerca. Uno studio ha indicato che il rischio di problemi di salute mentale si riduce del 30% quando le persone passano dalla disoccupazione o dalla genitorialità domiciliare a un lavoro retribuito di otto ore o meno a settimana.

Ma i ricercatori delle università di Cambridge e Salford non hanno trovato prove del fatto che lavorare per più di otto ore abbia fornito ulteriori stimoli al benessere. I sociologi avevano deciso di definire un “dosaggio” raccomandato di esso per un benessere ottimale e le loro scoperte sono pubblicate sulla rivista Social Science And Medicine.

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Oggi è la prima giornata mondiale dedicata alla giraffa

People For Planet - Ven, 06/21/2019 - 11:31

Il 21 giugno si celebra la prima edizione della Giornata mondiale della giraffa, istituita dalla Giraffe Conservation Foundation (Gcf) con l’obiettivo di raccogliere fondi per proteggere questi animali. All’iniziativa, che ha riscosso consensi in tutto il mondo, hanno aderito governi, associazioni non governative e organizzazioni ambientaliste.

La situazione è piuttosto critica: dagli anni Novanta a oggi la popolazione in natura delle giraffe è scesa da 140mila a 80mila esemplari, una diminuzione di circa il 40% in poco più di vent’anni.

Se non si dovesse invertire la tendenza, secondo gli scienziati l’estinzione di questo animale potrebbe avvenire molto presto. Le cause principali del rapido declino sono da imputare alla perdita dell’habitat e al bracconaggio. Quindi, all’uomo. Continua a leggere e guarda la gallery [Fonte: La prima giornata mondiale dedicata alla giraffa– WIRED di Daniele Biaggi]

Panoramica dalla stampa nazionale:

  • LA SILENZIOSA ESTINZIONE DELLE GIRAFFE, SONO CIRCA 68 MILA QUELLE LIBERE IN NATURA […]  Cinque curiosità sulle giraffe:

1. Collo lungo e cuore grande – Il collo lungo è la caratteristica distintiva delle giraffe ma forse non molti sanno che questi eleganti mammiferi hanno solo sette vertebre cervicali, esattamente come l’uomo, con la differenza che ogni vertebra di giraffa misura fino a 25 centimetri. Ma hanno anche un gran cuore: a causa della loro particolare morfologia, le giraffe possiedono un sistema cardiovascolare altamente specializzato, con un cuore che pesa 11 chili ed è lungo 60 centimetri.

2. Veloci a scappare ma non indifese – Sulle brevi distanze, le giraffe riescono a correre a una velocità di 56 chilometri orari; quindi, se vengono attaccate da un predatore, sono più propense a scappare piuttosto che a reagire ma non per questo sono indifese. Un calcio veloce sferrato dalla lunga zampa di una giraffa, infatti, può ferire gravemente o perfino uccidere un leone.

3. Acqua ogni due giorni ma tanto cibo – Sembra incredibile, ma le giraffe hanno bisogno di bere solamente una volta ogni due giorni: la maggior parte dell’acqua di cui hanno bisogno, infatti, proviene dai vegetali che fanno parte della loro dieta. Il fatto di doversi abbeverare così poco è un fattore positivo: la lunghezza del collo non rende facile abbeverarsi e la posizione che la giraffa è costretta ad assumere in queste occasioni la rende più vulnerabile ai predatori.

4. Un brusco benvenuto per i cuccioli – Quando una femmina di giraffa sta per dare alla luce i suoi cuccioli, raggiunge spesso il luogo in cui lei stessa è nata. Qui i neonati ricevono un brusco benvenuto al mondo, dal momento che cadono da circa un metro e mezzo d’altezza ma i cuccioli di giraffa sono in grado di alzarsi in piedi e camminare già dopo un’ora dalla nascita.

5. Stese a dormire ma solo per pochi minuti – Le giraffe di solito dormono in piedi, anche se in alcuni casi è possibile trovarle accoccolate al suolo, ma solo per riposi davvero brevi, di circa 6 minuti, perché si tratta di una posizione che le rende vulnerabili. Continua a leggere [Fonte: REPUBBLICA.IT

  • JOEL SARTORE E IL PROGETTO PHOTO ARK. Un database fotografico di tutte le specie animali in via di estinzione. 10 anni fa il fotografo Joel Sartore ha dato vita a un’impresa “biblica”: fotografare 12mila specie di animali in via d’estinzione. Con lo scopo di documentare la biodiversità del nostro pianeta e sensibilizzare alla conservazione della specie, ha cominciato fotografando una talpa senza pelo in uno zoo del Nebraska, e il suo viaggio lo ha portato in 40 Paesi – dall’ Antartide alla Foresta Amazzonica – girando gli zoo e gli habitat di tutto il mondo. Continua a leggere
[Fonte: PEOPLEFORPLANET di Simone Canova]

  • GIRAFFE, ELEFANTI E LEONI: LI VEDI OVUNQUE MA QUELLI VERI SPARIRANNO A BREVE Non se ne parla molto, in fondo l’importante è vederli ancora al cinema, come peluche o nelle pubblicità. Ma in realtà sono condannati all’estinzione. Giraffe, elefanti e leoni (e molti altri animali “famosi”) sono condannati all’estinzione in natura, anche perché Donald Trump non ha l’hobby del trophy hunting e dunque, in poche parole, chissenefrega.

Il trophy hunting è quell’attività regolamentata che consente a ricchi stranieri di andare in Africa a uccidere esemplari selezionati, magari anziani o malati, al fine di rimpinguare le casse dei parchi che ospitano gli ultimi animali-simbolo (detti anche big 5: leone, leopardo, giraffa, bufalo ed elefante). È una pratica tristemente fondamentale per la loro sopravvivenza, e presidenti Usa molto poco ambientalisti, ma pur sempre amanti del trophy hunting, hanno in passato agito al fine di evitare l’estinzione dei big 5. Il tema è fondamentale quando si parla di protezionismo. L’errore più grande che potremmo fare, da occidentali, è quello di disprezzare i bracconieri e accusarli di essere il male. Si tratta spesso di uomini e donne che semplicemente vedono nella caccia illegale l’unica possibile risorsa per sopravvivere. In Kenya, Mozambico e Zambia, nulla ha aiutato a fermare il bracconaggio come dare loro un’alternativa, ad esempio – paradossalmente – arruolarli come guardie forestali nei parchi: questo ha ridotto del 90% il numero degli animali uccisi (fonte: Earth.com). In fondo il turismo da safari fotografico è attualmente una delle poche ricchezze di quelle terre. Continua a leggere [Fonte: PEOPLEFORPLANET di Michela Dell’amico]

Immagine Mopsgesicht Pixabay

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Workshop teatrale con Lucia Vasini, Mario Pirovano e Jacopo Fo

People For Planet - Ven, 06/21/2019 - 11:27

Lucia Vasini, Mario Pirovano e Jacopo Fo vi accompagneranno in un percorso che toccherà gli aspetti fondamentali della recitazione. Verrà affrontato l’argomento “teatro” sotto vari punti di vista: lo spettacolo, il gioco, la scrittura e la rappresentazione di un testo teatrale, la recitazione, la regia, l’interpretazione, la costruzione dello spazio scenico e della relazione con il pubblico, i movimenti scenici, la maschera nella commedia dell’arte e l’importanza della mimica facciale, l’uso della voce, la gestualità e la valorizzazione della espressioni.
Si parlerà di teatro e arte, di passione e emozioni, di empatia e comunicazione.
I partecipanti potranno misurarsi direttamente con la recitazione, la mimica e la dialettica di scena e potranno assistere a spettacoli messi in scena da Lucia Vasini, Jacopo Fo e Mario Pirovano.
Un’esperienza unica: un insegnamento fuori dagli schemi della lezione classica. Condividendo momenti della giornata, facendo prove, ascoltandosi e ascoltando gli altri, imparando dagli errori di tutti, vivendo insieme momenti di allegria e giochi, si vivrà l’atmosfera festosa di una Compagnia Teatrale immergendosi completamente nel gioco del teatro grazie a quel capolavoro che è la vita!
Mettendo in pratica fin da subito gli insegnamenti ricevuti si vedrà come il testo iniziale viene rimodellato e riscritto via via che lo si prova di fronte a un pubblico; e come il modo di raccontare sia dettato dal racconto e possa trovare un suo naturale equilibrio proprio a partire dal senso di quel che si vuole dire. Infatti, come ci insegna il teatro di Dario Fo e Franca Rame, anche la scelta dei canoni estetici non deve avvenire per arbitrario gusto formale, ma è insita nel discorso stesso che si vuole rappresentare.

WorkShop Teatrale organizzato in collaborazione con la Compagnia Teatrale Fo Rame e con Corvino Produzioni

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Lercio e lo sbarco sulla Luna: al Falseum ritorna il “Fake”

People For Planet - Ven, 06/21/2019 - 09:41

Tre giorni dedicati al concetto di falsità, nelle svariate forme in cui si manifesta. Da domani (venerdì) a domenica al «Falseum: il museo del falso e dell’inganno» di Verrone, è in programma una nuova edizione di «Fake».

Organizzato con il Comune e in collaborazione con Turismo in Langa, l’evento propone incontri, letture, conferenze e laboratori e avrà tra i suoi ospiti il Cicap, Lercio e il «Museo della magia» di Cherasco.

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Puglia, lo streeet food arriva in spiaggia: mozzarella e focaccia sotto l’ombrellone

People For Planet - Ven, 06/21/2019 - 08:00

In Puglia Marco Valente, forte del successo del proprio brand in tutta Italia, ha deciso di portare al mare i prodotti del suo caseificio di famiglia “San Marco”.

A bordo di un apecar il 39enne tarantino ha inventato un nuovo target di street food con la sua “Mozzapella”, la prima in Italia nel suo genere.

“Non riuscivo a stare fermo sul posto di lavoro, ho cominciato a viaggiare e partecipare a fiere, e mi è piaciuto tanto stare a contatto con la gente.”– racconta Marco a Repubblica “Ho pensato che fosse meglio di un punto vendita, con i rischi connessi sia per la scelta del posto che per le spese esagerate. E allora ho scelto di fare l’ambulante”.

Prima la scalata nel nord Italia dove i prodotti San Marco sono diventati una realtà consolidata, poi il ritorno al sud e l’idea dell’apecar in spiaggia.

La prima tappa di Mozzapella è stata Taranto, città originaria dell’attività aperta nel 1968 dal nonno di Marco.

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Zero waste life: sprecare meno con Instagram

People For Planet - Ven, 06/21/2019 - 02:52

Selfie, cibo, cani e gatti. Instagram non è solo questo. Il social network nato per dare importanza soprattutto alle immagini è in grado, proprio grazie a queste, di darci anche molte informazioni interessanti, in base a ciò che ci interessa. Uno strumento utile che, in una sola occhiata, ci può aiutare a trovare molti suggerimenti preziosi per imparare, ad esempio, a sprecare meno.

Come fare: basta seguire gli hashtag giusti

L’hashtag, il simbolo che noi in italiano abbiamo chiamato fino a poco tempo fa “cancelletto” (questo: #), è quello che viene messo davanti a un nome o a un tema quando viene pubblicato uno scatto su Instagram, e può aprirci diverse strade per trovare informazioni interessanti.

Da qualche tempo a questa parte su Instagram si possono seguire non solo gli account delle persone, ma anche – appunto – gli stessi hashtag, e con questi, avere una piccola “rassegna stampa” personale sull’argomento che ci interessa.

Un hashtag molto interessante è #zerowaste, che tradotto vuol dire “sprechi zero”, che raccoglie quasi 3 milioni di post e con il quale spesso vengono pubblicati suggerimenti per ridurre gli sprechi nella vita di tutti i giorni.

Conservare il cibo, usare meno contenitori, riciclare

Cosa si trova seguendo questo hashtag? Molte aziende e persone che vendono prodotti riciclati o riciclabili, ma anche suggerimenti su come evitare di comprare merci con packaging inutili. Tanti poi i consigli su come usare prodotti naturali per lavarsi e pulire la casa (ma su questo argomento trovate le pillole di Mamma Chimica su People For Planet che sono imbattibili).

Molti suggerimenti sono sul cibo, e sono molto interessanti quelli sulla sua conservazione. Ad esempio, si scopre che si possono evitare mille sacchetti di plastica per la verdura se la si conserva avvolta in uno straccio umido o in un sacco di stoffa. Oppure, per lavarsi, si può sostituire la propria spugna con un guanto di tessuto lavabile, che si può fare anche con un vecchio asciugamano di cotone. Immagino che stiate pensando “mia nonna ha 90 anni e ha sempre fatto così”. Se non lo facevate più, probabilmente ci vuole Instagram per ricordarvelo.

Photo by Bas Emmen on Unsplash

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Unicef e Oms: “Nel mondo 1 persona su 3 senza acqua potabile sicura”

People For Planet - Gio, 06/20/2019 - 16:30

Per 3 miliardi di persone non è possibile lavarsi le mani disponendo di acqua e sapone in casa”

Nel mondo, una persona su tre non ha accesso all’acqua potabile sicura. Lo rivela il rapporto ‘Progress on drinking water‘, di Unicef e Organizzazione mondiale della sanità, che punta i riflettori sulle disuguaglianze nell’accesso alla risorsa acqua. Non solo: “Più della metà del mondo – denunciano – non ha accesso a servizi igienico-sanitari sicuri“. Il “mero accesso all’acqua non basta. Se è sporca o insicura, non stiamo aiutando i bambini a livello globale”, afferma Ann Naylor dell’Unicef.

Infatti, sottolinea Naylor, “se l’acqua non è pulita, sicura da bere o è troppo lontana da raggiungere, e se l’accesso ai servizi igienici è limitato, allora non stiano lavorando a favore delle nuove generazioni”. Secondo il Rapporto, circa 2,2 miliardi di persone a livello mondiale non dispongono di servizi per l’acqua potabile, 4,2 miliardi non dispongono di servizi igienici sicuri. Per 3 miliardi di persone, inoltre, non è possibile neppure lavarsi le mani disponendo di acqua e sapone in casa. Secondo Unicef e Oms, dunque, se “progressi significativi sono stati fatti per l’accesso universale di base all’acqua, ci sono tuttavia grandi differenze nella qualità dei servizi forniti”.

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Donare il sangue: non dimenticare di farlo prima di partire per le ferie

People For Planet - Gio, 06/20/2019 - 15:00

E’ un gesto d’amore verso il prossimo volontario e gratuito. Prima di partire per le vacanze non dimenticate di donare il sangue: d’estate infatti la richiesta aumenta poiché, a causa dello spopolamento delle città, le donazioni calano. Dell’ “oro rosso“, però, c’è purtroppo sempre bisogno, anche nella stagione calda: “Gli ospedali non vanno in ferie, così come i malati cronici e i trapianti. Per questo – afferma Gianpietro Briola, presidente dell’Avis, l’Associazione volontari italiani del sangue – è importante non saltare ai mesi successivi”.

Ogni nuovo donatore è benvenuto

E così ogni nuovo donatore è più che benvenuto. Lo sa bene il Centro nazionale sangue (Cns) che quest’anno in occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue (World Blood Donor Day) che si celebra ogni anno il 14 giugno ha organizzato una campagna di sensibilizzazione diretta in maniera particolare ai giovani, con la speranza di garantirsi una fidelizzazione alla donazione di sangue negli anni a venire.

La campagna per la donazione 2019

La campagna per la donazione di sangue 2019 “Ottieni nuove vite. Dona il sangue” è volutamente ispirata al mondo del gaming e si sviluppa esclusivamente sui social network, allo scopo di creare contenuti condivisibili per raggiungere una platea più ampia possibile e, soprattutto, giovanile, che attualmente è la meno rappresentata tra i donatori di sangue. I donatori nella fascia di età tra 18 e 25 anni e tra 26 e 35 anni sono infatti in calo costante dal 2013 (oggi rappresentano rispettivamente il 12% e il 17% del totale), mentre crescono invece i donatori più ‘anziani’, ovvero quelli di età compresa tra 36 e 45 anni e tra 46 e 55 anni (rispettivamente il 25% e il 29% di tutti i donatori).

Donazioni in aumento

Dai dati presentati dal Cns in Italia nel 2018 è tornato a salire il numero dei donatori di sangue dopo anni caratterizzati dal segno meno: hanno infatti donato il sangue 1.682.724 persone, con un aumento dello 0,2% rispetto all’anno precedente. Attualmente il nostro Paese è autosufficiente per quanto riguarda il sangue, mentre per i derivati del plasma si è raggiunta una copertura del 70% del fabbisogno. “Il sistema italiano – ha detto la ministra della Salute Giulia Grillo – è un modello da seguire. Proprio la candidatura dell’Italia per ospitare il World Blood Donor Day del 2020, così come il nuovo portale sulle donazioni, sono esempi di una collaborazione sempre più stretta fra tutti gli attori del sistema”.

Friuli Venezia Giulia in testa

Il Friuli Venezia Giulia si conferma la regione con il maggior numero di donatori totali, seguito dalla provincia autonoma di Trento e dalla Sardegna. Per quanto riguarda l’andamento 2018, circa metà delle regioni ha fatto segnare un aumento nel numero dei donatori.

I requisiti per donare

Ogni persona in buona salute è un potenziale donatore: per donare il sangue non servono infatti requisiti particolari e la donazione non comporta rischi per la salute. Per diventare donatori è sufficiente aver compiuto 18 anni (e non avere più di 60 anni, la prima volta) ed essere in buona salute.

Il donatore viene sottoposto a un colloquio preliminare con un medico e alla compilazione di un questionario per capire se ha i requisiti per poter donare, dopo di che si procede con la donazione che può essere effettuata non solo nell’ospedale o nei centri Avis della propria città, ma in qualunque presidio abilitato al prelievo, preferibilmente al mattino dopo aver fatto una colazione leggera (per esempio: té o succo di frutta, con un paio di biscotti secchi), portando la carta d’identità.

L’operazione non dura più di 10 minuti e consiste nella raccolta di sangue con materiale sterile e monouso. Tra una donazione e l’altra devono trascorrere almeno 90 giorni per gli uomini e 180 per le donne in età fertile. Importante: se il donatore è un lavoratore dipendente ha diritto a una giornata di astensione dal lavoro (retribuita) ogni volta che dona: basta presentare al datore di lavoro il certificato rilasciato dal presidio dove è stato donato il sangue.

Chi non può donare

Non si può donare il sangue se:

  • si ha un peso corporeo inferiore ai 50kg;
  • si soffre di malattie croniche (diabete, epilessia, malattie autoimmuni, tumori maligni);
  • si ha o si è sofferto di gravi malattie infettive (epatite virale B e C, Aids, sifilide);
  • si ha o si è avuto comportamenti a rischio di trasmissione di infezioni (essere conviventi di persone con epatiti attive o Aids; essere tossicodipendenti).

Ci sono poi periodi di sospensione temporanea prima di poter donare (variano a seconda dei casi), in seguito a infezioni non gravi (influenza, herpes labiale, mononucleosi), a operazioni chirurgiche o esami endoscopici (gastroscopia, colonscopia…), essersi fatti un piercing o un tatuaggio.

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La Chiesa potrebbe aprire ai sacerdoti sposati, ma solo in Amazzonia

People For Planet - Gio, 06/20/2019 - 12:15

In un documento preparatorio della prossima riunione mondiale dei vescovi, pubblicato oggi, il Vaticano ha citato la possibilità di nominare sacerdoti uomini già sposati, seppure in circostanze rare e molto circoscritte. Il celibato imposto ai sacerdoti cattolici è in vigore da diversi secoli, e nonostante da anni ne siano contestate le ragioni e la legittimità, finora la Chiesa aveva sempre smentito eventuali modifiche. Il documento in questione sarà utilizzato in vista della prossima riunione, chiamata Sinodo, che si terrà a Roma dal 6 al 27 ottobre e che avrà come tema principale le condizioni del cattolicesimo nella Regione Panamazzonica (che comprende diversi paesi fra cui soprattutto Brasile, Ecuador e Colombia).

Nel documento, scritto dal dipartimento della Chiesa che si occupa di organizzare il lavoro dei Sinodi, si legge che «per le zone più remote della regione, si studi la possibilità di ordinazione sacerdotale di anziani, preferibilmente indigeni, rispettati e accettati dalla loro comunità, sebbene possano avere già una famiglia costituita e stabile, al fine di assicurare i Sacramenti che accompagnano e sostengono la vita cristiana». La misura sarà probabilmente discussa e votata durante le riunioni del Sinodo, e non è ancora chiaro se e con quale margine sarà accettata.

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YouTube sotto indagine per i video dedicati ai bambini

People For Planet - Gio, 06/20/2019 - 10:41

YouTube finisce sotto indagine: la Federal Trade Commission americana sta indagando sulla gestione dei video pubblicati sulla piattaforma e indirizzati ai bambini sia per quanto riguarda i contenuti sia per alcune pratiche commerciali. YouTube rischia una maxi multa e per questo i vertici starebbero già lavorando per introdurre alcune modifiche. Secondo il Wall Street Journal YouTube potrebbe decidere di spostare tutti i video per bambini nella applicazione dedicata YouTube Kids.

[…]L’indagine della Federal Trade Commission è stata avviata dopo che sono state presentate numerose denunce da parte di alcuni gruppi di consumatori e di alcune associazioni per la difesa della privacy: in queste denunce vengono accusati i vertici di YouTube di non proteggere a sufficienza i minori che accedono al servizio di video in streaming, raccogliendo in maniera impropria i loro dati personali. Continua a leggere [Fonte: YouTube sotto indagine sui video per bambini studia modifiche – IL SOLE 24 ORE]

Panoramica dalla stampa nazionale:

[Fonte: YouTube sotto accusa: “Raccoglie i dati dei bambini e li sfrutta per la pubblicità”NEWS24X7

  • CONSIGLI PER NEO-GENITORI, PER USARE LA TECNOLOGIA SENZA ECCESSI NEL PRIMO ANNO DI VITA DEL BAMBINO. Come utilizzare tablet, smartphone e assistenti vocali in modo utile e senza trasformarli in sostituti del gioco.

Il primo sorriso, la prima volta che afferra un giocattolo, fino ai primi passi traballanti alla scoperta del mondo. Il primo anno di vita di un bambino è pieno di momenti emozionanti a cui tanti genitori non possono e non vogliono rinunciare. Per questo motivo il loro fidato smartphone è sempre pronto a immortalare ogni piccola novità con un video o una foto da rivedere tutte le volte che si vuole. Non solo, sono pronti a condividerlo subito sui profili social in attesa di ricevere qualche “Mi Piace” o “Commento” da parte di parenti o amici, per non parlare degli album creati su Cloud da condividere con i nonni.

Il fatto che la tecnologia sia così profondamente radicata nella vita moderna fa emergere nuove considerazioni per i genitori: come può la tecnologia aiutarli durante il primo anno del bambino?

Trovare il giusto equilibrio tra la quotidianità dei genitori e i loro dispositivi digitali può aiutare a definire le giuste basi per intraprendere una sana interazione tra familiari e tecnologia negli anni a venire. Ecco cosa dicono gli esperti.

La prima volta davanti a uno schermo – Secondo l’American Academy of Pediatrics (AAP), i genitori dovrebbero attendere fino ai due anni prima di esporre i bambini ai media-digitali.In altre parole, lasciare tuo figlio di soli 8 mesi a guardare la televisione o con un tablet in mano per far passare il tempo non è una scelta giusta. Non è ancora chiaro se le “App educative” abbiano davvero dei benefici sull’educazione dei più piccoli, ma il suggerimento è quello di usare sempre il buon senso nello stabilire dei confini “digitali”.

Infatti, alcuni studi sostengono che non tutto il tempo trascorso davanti a uno schermo sia dannoso. Continua a leggere [Fonte: NINJAMARKETING di Anna Pisano]

  • CI SEI? CE LA FAI? SEI (DIS)CONNESSO? Contro le dipendenze tecnologiche, il primo “disconnect day” italiano. Il titolo parafrasa un tormentone di una decina di anni fa del comico Pino Campagna per raccontare una nuova tendenza (o una nuova necessità?): a Corinaldo (Ancona) hanno spento smartphone e tablet per vivere una giornata senza l’ossessione di social e mail. Un esempio da seguire.

Disconnettersi dal mondo virtuale per riconnettersi col mondo reale. Spegnere smartphone e tablet per una giornata e impiegare il tempo “salvato” dall’uso dei social per svolgere attività che fino a pochi anni fa erano all’ordine del giorno: guardarsi intorno, passeggiare con le mani vuote e a testa alta, incrociare lo sguardo di chi ci passa accanto. […]

Il rischio-dipendenza – L’iniziativa, spiega l’associazione promotrice, è stata lanciata per farci riflettere su quanto – spesso inconsapevolmente – siamo dipendenti da smartphone e tablet. Leggere un libro o un giornale in metropolitana, scambiarsi sguardi e sorrisi, chiacchierare con chi è in fila con noi alla posta o al supermercato: sono azioni ormai considerate fuori dall’ordinario perché tutti i ritagli di tempo – e spesso non solo quelli – vengono riempiti con l’uso di questi dispositivi con le loro diverse funzioni tra social network, messaggistica istantanea, internet.

Cinque ore al giorno davanti agli schermi – Un problema che riguarda molti adulti, ma che rischia di assumere proporzioni preoccupanti soprattutto in riferimento alle nuove generazioni: secondo l’ultima ricerca dell’associazione Di.Te. realizzata in collaborazione con il portale Skuola.net, i dispositivi tecnologici tra cui smartphone e tablet tengono incollati agli schermi ogni giorno tre ragazzi su dieci tra gli 11 e i 26 anni tra le 4 e le 6 ore.  Continua a leggere [Fonte: PEOPLEFORPLANET di Miriam Cesta]

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Le Ricette di Angela Labellarte: cotolette speziate

People For Planet - Gio, 06/20/2019 - 09:25

Ingredienti

Fettine di petto di pollo 4
Yogurt 2 cucchiai
Mezzo limone
Pangrattato 100gr
Polvere tandoori 2 cucchiaini
Sale q.b.
Olio q.b.
Coriandolo per decorare

Preparazione

In una ciotola mescolate lo yogurt, la polvere tandoori, il succo di limone, il coriandolo tritato e il sale.
Marinate le fettine di pollo nella salsa per 15 minuti.
Impanate le fettine nel pangrattato, mettetele in una pirofila con olio e sale, infornate a 220° C per 12 minuti.
Servite con qualche fettina di limone e yogurt (facoltativo).

Foto di Angela Prati

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C’è davvero un’epidemia di malattie mentali?

People For Planet - Gio, 06/20/2019 - 09:24

Ci sono decine di tipi diversi di malattie mentali, dai disturbi più diffusi, che colpiscono decine di milioni di persone, come la depressione e l’ansia, a disturbi più rari come la parafilia (ossessione sessuale) e la tricotillomania (il desiderio ossessivo di strappare capelli).

La “bibbia” delle malattie mentali, il Manuale statistico e diagnostico dei disturbi mentali (la sua quinta versione, il Dsm-5, è stata pubblicata nel 2013), le raggruppa in circa venti sottocategorie.

Malattia mentale non significa tristezza, follia o rabbia (anche se può includere queste manifestazioni in alcune delle sue forme) e non è binaria o esclusiva, bensì complessa e universale.

Andrebbe immaginata come uno spettro, un continuum sul quale siamo tutti adagiati. A un’estremità c’è la salute mentale, nella quale tutti stiamo bene, sentendoci realizzati e a nostro agio. Nella zona centrale, le persone possono essere descritte come intente a sopravvivere, lottare o fare i conti con qualcosa. All’estremità opposta si trovano i vari gradi di disturbo mentale. La maggior parte di noi si muove avanti e indietro lungo questa linea per tutta la vita.

FONTE: INTERNAZIONALE.IT

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Cosa portarsi dietro in un viaggio a piedi

People For Planet - Gio, 06/20/2019 - 08:00

Il Cammino di Santiago è una di quelle cose antiche e originariamente religiose – forse l’unica – che col passare del tempo sembra andare sempre più di moda anche per ragioni non religiose. Ogni anno cresce il numero delle persone che decidono di percorrerlo anche solo per un tratto: nel 2018 i “pellegrini” – così si definiscono quelli che decidono di farlo, a prescindere dalle loro motivazioni – sono stati 327mila; solo cinque anni prima erano stati 215mila.

Il Cammino di Santiago (come anche la Via Francigena, che parte da Canterbury in Inghilterra e arriva a Roma) conserva parte del proprio carattere spirituale; attrae però sempre più persone che non lo affrontano per ragioni religiose ma per interesse culturale, per turismo o per il desiderio di sperimentare e superare unesperienza fisica impegnativa.

[…] La preparazione e l’equipaggiamento – La vera discriminante tra un’esperienza unica e indimenticabile e una faticaccia senza gioie è una sola: la preparazione.

Un po’ di allenamento non fa male: fare qualche passeggiata da almeno una decina di chilometri può essere molto utile prima di partire, per cominciare ad abituarsi. Non serve essere degli atleti, ma un po’ di esercizio aiuta a conoscere il proprio corpo e a prepararlo senza avere brutte sorprese. L’equipaggiamento, però, è ancora più importante. È fondamentale partire con un bagaglio essenziale (lo porterete sulle spalle per tutto il cammino), vestiti comodi e qualche oggetto utile.

Per facilitarvi il momento in cui farete i bagagli, abbiamo messo insieme una lista delle cose da non dimenticare. Quelle che non sono in questa lista sono da lasciare a casa.

Le scarpe
Partiamo dalle basi: le scarpe. Ci sono due scuole di pensiero: quelli che partono con le scarpe leggere da corsa (è il caso dei tre redattori del Post) e quelli che preferiscono scarpe da trekking. Non c’è una scelta migliore, in entrambi i casi vi troverete bene, purché abbiate provato le scarpe almeno un paio di volte e le sentiate comode (quindi meglio se non sono nuove-nuove). Dipende molto da come siete abituati e dal tipo di paesaggi che incontrerete sul vostro cammino (le scarpe da corsa potrebbero creare qualche problema in lunghi tratti in montagna). 

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Dall’Olanda la prima auto elettrica a energia solare

People For Planet - Gio, 06/20/2019 - 07:39

Poter sfruttare l’energia solare per ricaricare l’auto sarebbe quella che si chiama “chiusura del cerchio”.

La propone l’azienda olandese Lightyear, e potrebbe risolvere due dei più grossi problemi della mobilità elettrica: l’autonomia e la ricarica.

La nuova auto a 4 ruote motrici secondo i produttori avrà un’autonomia di 600-800 km e potrà essere ricaricata due o tre volte più velocemente di altre auto elettriche presenti sul mercato.

In Italia, invece, la diffusione dell’auto elettrica langue anche perché la ricarica ha un costo che per molti è ancora troppo elevato: attualmente, il prezzo medio per ricaricare da una colonnina da 50 kW di potenza è di circa 0,50 euro al kWh, al netto di eventuali tariffe forfettarie o abbonamenti.

Per la ricarica domestica la media italiana del costo dell’energia si aggira intorno agli 0,20 euro al kWh, ma i tempi di ricarica sono molto più lunghi.

Per ridurre questi costi e aumentare le colonnine di ricarica sul te,rritorio il Ministro delle infrastrutture ha annunciato che inserirà una norma nel decreto “sblocca-cantieri” recuperando 30 milioni di euro da investire proprio in tal senso. Attendiamo fiduciosi.

Immagine: Disegno di Armando Tondo


Per approfondire
http://www.sportfair.it/2019/05/auto-elettriche-motivi-cui-gli-italiani-restii-allacquisto/920817/#epUfCfGwsIrcvIgR.99
https://www.greenstyle.it/toninelli-30-milioni-colonnine-auto-elettriche-297649.html
https://motori.virgilio.it/green/auto-elettrica-ad-energia-solare/123978/

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La pagella di Greta Thunberg che mette fine alle polemiche

People For Planet - Mer, 06/19/2019 - 21:15

Il quotidiano svedese Dagens Nyheter pubblica i risultati scolastici della giovane attivista, accusata di saltare le lezioni per portare avanti il movimento dei “Fridays for Future” 

Troppo impegnata nella battaglia ambientalista per poter seguire le lezioni, almeno quelle del venerdì. Contro Greta Thunberg, l’attivista svedese che ha inventato i “Fridays for Future“, è stato detto di tutto: in particolare su come il suo coinvolgimento nel movimento ambientalista abbia compromesso l’educazione scolastica.

A mettere a tacere le polemiche ci ha pensato il quotidiano svedese Dagens Nyheter che ha pubblicato la pagella della sedicenne, che ha concluso il nono anno alla Kringlaskolan a Soedertaelje di Stoccolma: quattordici “A”, ossia il massimo dei voti, su diciannove materie.

Continua a leggere su REPUBBLICA.IT

Immagine Kevin_Snyman Pixabay

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Gela: le auto d’epoca volano a Malta

Gela Le Radici del Futuro - Mer, 06/19/2019 - 17:02

Il Club gelese di auto d’epoca “Scuderia Valvole Pistoni” vola a Malta. Promotore di una sfilata di auto d’epoca nell’isola maltese per il ponte del 2 Giugno, l’evento si svolgerà dal 31 maggio al 3 giugno, e saranno presenti 14 equipaggi locali, più altri 16 provenienti da altre città siciliane tra cui Salemi (TP), Palermo, Butera, Giarre (CT), Floridia (SR) e Catania.

Grazie alla collaborazione della Dott.ssa Ivana Legname, tutor aziendale della Camera di Commercio Italo Maltese, per la prima volta il motorismo d’epoca locale lascia la propria isola per organizzare una manifestazione internazionale.

I partecipanti visiteranno ed incontreranno le delegazioni delle città di Qwaura, Mellieha, Rabat, Mdina e naturalmente la capitale La Valletta.

I soci della Scuderia Valvole Pistoni Gela hanno anche invitato i sindaci e le delegazioni comunali  della nostra città e altresì quelli del comprensorio con l’obiettivo di allacciare dei rapporti istituzionali, culturali, commerciali, e turistici tra le due isole.

“Che possa fare da apripista ad un gemellaggio italo/maltese tra il nostro club e quello di auto d’epoca maltese (che conta più di 300 soci) desiderosi di venire a visitare Gela e la nostra bella Isola. “ E ancora “E’ una occasione per allacciare rapporti con altre realtà omologhe e non” ha detto il presidente Sebastiano Migliore che ha fiducia in questa manifestazione”.

Inoltre il 2 Giugno i gentleman driver della scuderia valvole pistoni Gela festeggeranno la festa della Repubblica Italiana: esporranno le proprie auto sulla piazza principale della Valletta e incontreranno il sindaco de La Valletta ed il Primo ministro Maltese. Visiteranno inoltre l’Istituto di Cultura Italiana ed assieme all’Ambasciatore Italiano ed al Console, nel salone dei ricevimenti dell’Istituto di Cultura Italiana assisteranno all’esibizione dell’inno Nazionale della soprano Rosabelle Bianchi.

“Per noi – ha dichiarato Migliore – è motivo di vanto ed orgoglio rappresentare Gela e portare il nome di Gela davanti a tutte queste personalità. Inoltre – ha continuato – durante il nostro 4° Trofeo dell’Alemanna sappiamo già che molti appassionati maltesi di auto d’epoca vogliono parteciparvi pertanto per noi questo è un motivo in più per organizzare al meglio la manifestazione di Settembre prossimo e mostrare la parte più bella, l’arte e la cultura della nostra Gela.”

Si ringrazia Accento per la foto.

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‘Murtaja Qureiris, l’Arabia Saudita non metterà più a morte il ragazzino arrestato a 13 anni’

People For Planet - Mer, 06/19/2019 - 16:30

Poche ore fa, ai primi accenni di proteste internazionali e mentre le Ong per i diritti umani iniziavano a lanciare i loro appelli, un funzionario del governo dell’Arabia Saudita ha dichiarato che Murtaja Qureiris, il ragazzino arrestato nel settembre 2014 all’età di 13 anni, non verrà messo a morte e potrebbe essere rilasciato nel 2022.

Una decina di giorni fa la Cnn aveva diffuso il video di una protesta di ragazzini in bicicletta organizzata nel 2011 nella Provincia orientale, abitata prevalentemente dalla minoranza sciita, storicamente discriminata dalla famiglia sunnita al potere. In primo piano, sulla sua bicicletta, c’era proprio Murtaja. Dopo l’arresto il ragazzino è stato tenuto in isolamento per un mese nel carcere minorile di al-Damman. Lo hanno picchiato, sottoposto a intimidazioni, ingannato promettendogli la libertà se avesse confessato.

Lo hanno accusato di una serie di reati, alcuni dei quali commessi quando aveva appena 10 anni: partecipazione a manifestazioni contro il governo, presenza ai funerali del fratello Ali Qureiris ucciso nel 2011, adesione a un’organizzazione terrorista, lancio di bombe Molotov contro una stazione di polizia e uso delle armi da fuoco contro le forze di sicurezza.

Nel maggio 2017, pur avendo solo 16 anni, Murtaja è stato trasferito alla prigione per adulti al-Mabaheth, sempre ad al-Damman.

Il processo è iniziato nell’agosto 2018 e solo in quell’occasione il ragazzo ha potuto incontrare un avvocato.

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