Grazie Africa Mercy

(di Simone Canova)

Africa Mercy Ship nave ospedaleIn occasione del centenario del Titanic abbiamo deciso di rovesciare la medaglia e parlare di una nave che le vite le salva. Qualche giorno fa su National Geographic Channel è andato in onda un documentario sull'Africa Mercy, una nave ospedale gestita da un'organizzazione non governativa che porta cure mediche gratuite a chi non ne ha accesso.
La nave è di proprietà della Mercy Ships, un ente di beneficenza fondato nel 1978 da Don e Deyon Stephens, coppia svizzera con un sogno: creare una flotta di navi ospedale che raggiungessero i paesi poveri e prestassero soccorso agli ultimi fra gli ultimi.
La prima imbarcazione, la Anastasis, finanziata da una banca svizzera, prese il largo nel 1982 con 3 sale operatorie e 40 posti letto. Gli Stephens vissero a bordo con i 4 figli per oltre 10 anni, reclutando per ogni missione oltre 350 volontari tra medici, infermieri e tecnici.
Nel marzo del 2007 viene varata l'Africa Mercy, 1.200 metri quadri di nave con 6 sale operatorie, una sala rianimazione, 78 posti letto, il doppio rispetto alla Anastasis, una macchina per la Tac, un laboratorio per i raggi X, una sala mensa e una sala svago con internet (c'è addirittura un caffè Starbucks donato dalla multinazionale) e 484 membri dell'equipaggio in grado di compiere fino a 7.000 interventi chirurgici in un anno e decine di migliaia di visite mediche. Sono specializzati in rimozione delle cataratte e altre malattie oculari, chirurgia oncologica, cura del labbro leporino, ricostruzione del palato, ortopedia e ostetricia.
Se vi piacciono i numeri, durante la missione in Sierra Leone, da febbraio a novembre 2011, l'Africa Mercy ha effettuato 3.330 operazioni e 27.800 consultazioni nel settore oculistico e 2.600 interventi e 34.700 procedure in quello odontoiatrico. Numeri da record per qualsiasi struttura medica del mondo. Inoltre, nei 10 mesi di permanenza hanno formato 12.600 persone in assistenza sanitaria di base, tecniche agricole sostenibili e gestione delle risorse idriche.
Ogni viaggio dell'Africa Mercy, programmato con le autorità del luogo di destinazione, è preceduto dalla distribuzione di volantini con tutte le informazioni sui tipi di cure che i medici sono in grado di prestare. Un team di medici esegue anche uno screening preliminare dei potenziali pazienti, così da poter iniziare gli interventi subito dopo l'arrivo della nave.
Alcune persone arrivano da villaggi a decine chilometri di distanza, non hanno mai visto un medico in vita loro e non sono mai stati in un ospedale. Stanno in fila per ore, anche per giorni, con la speranza di poter salire sulla nave. Tenete conto che molti casi di labbro leporino, una malformazione che impedisce di mangiare e di vivere una normale socialità, possono essere curati definitivamente con un intervento chirurgico di ricostruzione, una prassi non particolarmente complessa per una struttura sanitaria organizzata.
Si stima che fino ad oggi le navi Mercy Ships abbiamo aiutato 2,3 milioni di persone in 70 paesi di cui 53 in via di sviluppo.
Un'altra caratteristica incredibile dell'Africa Mercy è il fatto che i membri dell'equipaggio provengono da 40 nazioni diverse. Vivono insieme, collaborano, si scambiano idee ed esperienze e si tengono in contatto per consulenze e informazioni con altre decine di medici di tutto il mondo. Un lavoro di coordinamento non indifferente.
I volontari possono decidere di prestare la loro opera per un breve periodo, due settimane, o per un lungo periodo, minimo due anni.
I governi che chiedono l'aiuto dell'Africa Mercy rinunciano a tutte le spese portuali e tasse di attracco della nave.
Nel 1991 il primo ad accettare l’aiuto della nave ospedale fu il governo del Togo e da allora il porto della capitale Lome è diventato una tappa fissa. Attualmente la nave si trova lì e ci rimarrà fino al 15 giugno. Luglio e agosto sarà nelle isole Canarie e poi in Guinea fino a giugno 2013.
Che bella storia, eh?

Il sito ufficiale dell'organizzazione è http://www.mercyships.org/

 

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