Uranio impoverito: 45 soldati italiani morti. La strage di cui pochi osano parlare! 8 anni di inchieste.

Uranio impoverito: 45 soldati italiani morti. La strage di cui non si vuol parlare.

Dopo le nostre inascoltate battaglie di comunicazione anche Rai news 24, Striscia la notizia e le Iene hanno rotto il silenzio mediatico sulla strage di soldati italiani causata dall’Uranio Impoverito.
Ma incredibilmente il resto delle tv e dei giornali si ostinano a dare ai fatti un risalto nullo o minimalista.
45 soldati morti e 505 ammalati sono per il 99% dei giornalisti italiani meno di una merda. Eppure si tratta di giovani morti per la patria come quelli di Nassirya!
No, non sono uguali. La loro colpa è di essere morti per colpa dei politici e dei generali, che li hanno mandati a crepare inutilmente per carenza di adeguate protezioni. I soldati americani e inglesi che agivano nelle zone contaminate in Kossovo, arrivavano con tute pressurizzate e si stupivano che i nostri ragazzi stessero lì in maglietta e pantaloni.
Inetti, incapaci, ingiusti, insensati, imprudenti, imbelli, insensibili.
E dopo che i primi reduci dal Kossovo sono tornati ammalati abbiamo continuato a mandare i nostri soldati in maglietta e pantaloncini nelle aree contaminate dai proiettili all’uranio impoverito in Iraq, Afghanistan e Libano.
In Usa almeno i reazionari si preoccupano dei loro soldati. Fanno collette per comprare giubbotti antiproiettile e diventano delle belve quando scoprono che i soldati feriti vengono curati malamente in ospedali fatiscenti.
La destra italiana non ha nemmeno questa sensibilità e coerenza.
E siccome sia i governi di destra che quelli di sinistra sono implicati in questo massacro, tacciono pure gli organi di informazione di centro sinistra.
La storia dll’uranio impoverito è il teorema che ci permette di misurare l’enormità negativa che inquina la classe politica italiana e i vertici militari delle nostre forze armate, i media.
VERGOGNATEVI!!!

Quel che possiamo fare è continuare come facciamo da anni la nostra campagna di informazione.
Riassumo qui i punti essenziali:

L’uso di uranio impoverito come rivestimento dei proiettili è causa di contaminazione dell’ambiente, provoca tumori e leucemie, nascite deformi e altri terribili malanni. Va bandito.

E’ urgente bonificare le aree contaminate dalle truppe Usa in Iraq, Somalia, Kossovo, Afghanistan.

L’uso di uranio impoverito per scopi civili è folle perché espone le popolazioni a rischi insensati e dà ai terroristi la possibilità di trasformare una semplice bottiglia molotov in una bomba con mostruoso potenziale distruttivo.
Attualmente l’uranio impoverito è presente in decine di prodotti. Tra l’altro viene usato come zavorra nelle ali degli aerei, nelle chiglie delle barche e nelle mazze da golf. Inoltre viene impiegato in quantità notevoli nelle paratie anti radiazioni dei reparti radiologia.
Al momento non è dato di sapere

Abbiamo cominciato a denunciare i crimini all’uranio con una prima serie di interventi sugli effetti dell’uso di questi proiettili in Iraq, nella prima guerra del Golfo. Migliaia di reduci Usa erano morti e centinaia di migliaia si erano ammalati (Sindrome del Golfo). Immensi disastri avevano colpito le popolazioni esposte alle sostanze liberate dalla combustione dell’uranio impoverito.
Nel 1999 ci trovammo all’inizio della guerra del Kossovo a lanciare un allarme sull’uso dei proiettili all’uranio impoverito e sui rischi che avrebbe provocato.

ATTENZIONE
Nota: attualmente non è ancora chiaro se gli effetti devastanti sull’organismo umano siano da imputare alle dispersione di materiali radioattivi o all’effetto di nono polveri altamente tossiche.
Ugualmente non è chiaro se e quali armi radioattive gli Usa abbiano utilizzato in Iraq, Somalia e Afghanistan, e che tipo di bombe e proiettili abbia impiegato Israele in Libano. Ci sono evidenze che portano al sospetto di uso di bombe al fosforo bianco, ma anche elementi, come il perdurare di radioattività, che portano al sospetto di uso di armi atomiche cosiddette tattiche. Piccoli ordigni che lasciano una radioattività bassa.
Su questi temi i pareri sono molteplici e discordi. Certamente molto di poco pulito e di criminale è stato fatto.

Vorrei aggiungere che l'insensibilità verso i danni dell'uranio impoverito va di pari passo con quelli verso altre forme criminali di inquinamento. Solo recentemente la magistratura ha aperto un'inchiesta sui veleni sparsi dal petrolchimico di Agrigento. Fin dall'inizio degli anni '90 denunciavamo l'enorme numero di tumori e nascite malformi.
Da tempo, grazie a Sandro Ruotolo sappiamo della contaminazione di alcune aree vicine a Napoli a causa dei rifiuti tossici stoccati illegalmente dalla camorra.
In alcuni punti si è registrato un livello di diossina quasi doppio rispetto a quando a Seveso fu ordinata l'evaquazione. Il documentario di Ruotolo è andato in onda sulla terza rete centinaia di blog l'hanno ripresa ma i media, ancora una volta, non hanno reputato che le vite di questi meridionali avessero qualche valore (vedi http://www.jacopofo.com/?q=node/372 e http://www.jacopofo.com/?q=search/node/ruotolo)

Anno 1999 - Proiettili all'uranio sul Kosovo
di Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo

Il 17 aprile il portavoce Nato generale Giuseppe Marani ha dichiarato che "proiettili anticarro con uranio esaurito sono stati usati dai piloti alleati contro le forze serbe in Kosovo"e ha aggiunto che questi proiettili "non comportano alcun rischio" perché hanno un livello di radioattività "non superiore a quello di un orologio"(da Il Manifesto 20 aprile '99).Permetteteci di dubitare del buon senso di questa affermazione.
L'uranio esaurito, ci dicono i libri di fisica, ha una radioattività pari al 60% di quello naturale ed è un prodotto di scarto delle centrali nucleari. Fino a ieri veniva immagazzinato con mille precauzioni a costi altissimi.Poi si è scoperto che poteva essere usato per ricoprire i proiettili anticarro. Al momento dell'esplosione si incendia sviluppando una temperatura altissima e buca l'acciaio come fosse burro. Bruciando si trasforma in una polvere sottilissima che si sparge nell'aria.
Molti studiosi hanno sollevato gravi dubbi sul fatto che sia innocuo. Già nel '79 un rapporto del U.S. Army Mobility Equipement Research & Development Command sosteneva che l'uso di questi proiettili metteva in pericolo "non solo le persone nelle immediate vicinanze ma anche quelle che si trovano a distanza sotto vento... le particelle... si depositano rapidamente nei tessuti polmonari esponendo l'ospite a una crescente dose tossica di radiazioni alfa, capace di provocare cancro e altre malattie mortali". Un altro studio commissionato dall'esercito americano (Science Applications International Corp., luglio 1990) afferma: "l'uranio impoverito provoca il cancro quando penetra nell'organismo e la sua tossicità chimica causa danni ai reni". Nonostante questi avvertimenti i proiettili ricoperti di uranio esaurito furono usati nella guerra del Golfo. Subito dopo, nel novembre 1991 il quotidiano londinese The Independent pubblicò uno studio segreto dell'Ente atomico britannico (Ukaea) sui potenziali pericoli costituiti dalla radioattività presente nelle zone dei combattimenti in Iraq e Kuwait a causa di questi proiettili.
In questo momento il Pentagono si trova in grande imbarazzo perché dopo la Guerra del Golfo più di 80 000 veterani si sono ammalati della cosiddetta Sindrome del Golfo; più di 4500 sono morti, centinaia sono i figli dei reduci nati deformi. Il 5 luglio 1998 il Washington Post ha pubblicato un articolo che avalla la tesi sostenuta da molti ricercatori: una delle cause principali di questa sindrome sono i proiettili all'uranio. La RAI ha commissionato su questo argomento un documentario al regista Alberto D'Onofrio e poi lo ha censurato.Evidentemente però anche il Pentagono qualche dubbio lo deve avere: il San Francisco Examiner del 17-8-97 riporta il testo di un manuale di addestramento militare U.S.A. che raccomanda di usare sempre guanti speciali toccando i proiettili e di indossare una maschera speciale mentre questi vengono sparati, concludendo: "Ricordate di stare sempre lontani, se possibile, dagli equipaggiamenti e il terreno contaminati". Ma pare che la situazione in Iraq sia gravissima. Gli elicotteri Apaches e gli aerei A10 sono dotati di un cannoncino a 7 canne in grado di sparare 4 200 proiettili al minuto.
Ogni proiettile è ricoperto da circa 300 grammi di uranio. Le stime più prudenti parlano di più di 300 tonnellate di uranio esaurito scaricate su Iraq e Kuwait. Decine di migliaia sarebbero i morti, gli aborti e le nascite deformi, centinaia di migliaia i malati. Il professor Siegwart-Horst Gunther, presidente della Croce Gialla, ha condotto uno studio impressionante sulle malattie contratte da bambini che si erano trovati a giocare con i bossoli esplosi di questi proiettili e sulle nascite deformi di bimbi e animali nelle zone dei combattimenti. L'esperienza di questo medico tedesco offre anche una prova indiretta della radioattività di questi proiettili. Egli riportò in Germania un bossolo esploso per poterlo fare analizzare e fu per questo condannato per violazione delle "leggi nucleari".
Le organizzazioni pacifiste americane hanno raccolto un dossier enorme sugli effetti di questi proiettili non solo in Iraq, ma anche in Bosnia dove si è riscontrato un notevole aumento di casi di leucemia nelle aree dove hanno operato gli A10 e in una zona del Costarica dove i proiettili all'uranio esaurito sono stati usati in una esercitazione.
Ce n'è abbastanza per non sentirsi tranquilli davanti all'ammissione dell'uso di queste armi in Kosovo. E certo non ci saranno molto grati i kosovari, visto che questo uranio è radioattivo per secoli, almeno 4000 anni, secondo le stime più prudentiAlle interpellanze parlamentari di Semenzato e Paissan, il governo ha risposto che l'Italia non usa queste armi e che si adopererà perchè non si usino ma che non si sa nulla di preciso perchè c'è il segreto militare.
Non è una risposta esauriente.
In una situazione così pericolosa non ci si può limitare a sperare che i pessimisti abbiano torto. Anche la nostra più viva speranza è che l'uranio esaurito sia innocuo, anzi preghiamo che si scopra che è un ottimo ricostituente, fa venire i denti più bianchi e ridà la voglia di far l'amore agli amanti stanchi. Ma se non è così?
Spargere materiale radioattivo è un gesto da tribunale per i crimini di guerra.
E il fatto ci riguarda molto da vicino perché la polvere di uranio può essere trasportata dal vento anche per centinaia di chilometri. Forse sarebbe il caso che non si continuasse a far finta di niente e l'Italia ponesse un veto assoluto all'uso di queste armi chiedendo l'apertura di un'indagine internazionale. Se poi si stabilirà con certezza che fanno bene alla salute saremo lieti di acquistare un centinaio di proiettili da tenere in giardino.
Speriamo che D'Alema non voglia rischiare di essere ricordato come un fiancheggiatore degli autori di un genocidio. Uno che quando gli chiedono:"Ma lei non sapeva niente?" risponde:"La N.A.T.O. mi aveva assicurato...".Per concludere vorremmo ricordare che la situazione è particolarmente insidiosa perchè i proiettili all'uranio sono un affare colossale, permettono di trasformare le scorie nucleari (che è costosissimo conservare in modo sicuro), in una materia prima preziosa. Le azioni delle imprese che producono questi ordigni stanno aumentando il loro valore rapidamente. Per fortuna, volendo, si potrebbero ripulire l'Iraq e gli altri territori contaminati, ma il costo di una simile impresa è stato stimato intorno ai 50-100 milioni di miliardi di lire. Forse poi una stangatina fiscale non sarà sufficiente a pagare il conto.

Claun contro l'uranio 238

Visto che i numerosi comunicati stampa sulla presenza di uranio radioattivo su aerei di linea, imbarcazioni, mazze da golf, eccetera (vedi archivio Cacao alla voce: uranio) non hanno mosso una piega, abbiamo deciso di passare all'azione claunesca.
Come documentano le foto, lunedì 8 novembre alle ore 12 e 40 tre claun hanno iniziato un presidio della Camera dei Deputati di Roma. Il responsabile locale delle forze dell'ordine, un ufficiale in borghese, munito di radiomicrofono auricolare, vedendoli arrivare dava l'allarme ma veniva rassicurato dai claun sul fatto che si trattava solo di 3 persone, non di un'avanguardia. Dopo un poco giunti di fronte al portone della Camera dei Deputati si faceva avanti un secondo ufficiale in borghese invitando i 3 claun a stare lontani dall'ingresso, allora essi si sono qualificati come cittadini italiani mostrando i documenti di identificazione, hanno fatto notare che essendo solo in 3 non si poteva configurare il reato di adunanza sediziosa e quindi hanno dichiarato che avrebbero accettato passivamente l'arresto ma che non sarebbero restati a più di 8 metri di distanza dal portone. Per altro si sono impegnati all'astenersi da urla, rutti e altre sonorità che avrebbero potuto causare disordini.
L'ufficiale, capita la situazione, si è comportato in modo molto cortese, restando comunque a vigilare.
Sono a questo punto arrivate due scolaresche che sono state informate del perché della protesta, quindi si è passati a parlare con un gruppo di turisti americani. I claun si sono offerti per foto con bambini, ragazzi, turisti giapponesi ed esseri umani e (forse) anche alcuni extraterrestri in incognito.
Per due volte è passato Fini, scortato da sei bestioni vestiti con gusto e per due volte ha assicurato di sapere già tutto sull'uranio e di non voler conoscere altro.
Molti parlamentari e portaborse in transito hanno ostentatamente finto di non voler vedere i claun né i loro piccoli cartellini di protesta.
A un certo punto i claun, che per l'occasione erano fotografati da Leslie Leonelli, nota psicoterapeuta e scrittrice, hanno cominciato a ballare cantando sottovoce e poi hanno preso a giocare con un modellino di aereo a pile dotato di luci, passeggeri movibili e sirena (molto soffusa).
Questo era il clou dell'azione sciamanica, che mirava a spezzare la bolla/schermo energetico che rendeva impenetrabile alla coscienza del problema dell'uranio 238 la classe politica italiana (esclusi rari casi). Il culmine è stato toccato quando la più giovane del commando si è cagata addosso esprimendo col canto il proprio entusiasmo per questa umana capacità espulsiva senza la quale la vita sarebbe breve e stitica. 
Alle ore 13 e 8 del medesimo giorno il manipolo si ritirava soddisfatto a mangiare nel vicino e munifico ristorante "Al Moro", decisamente caro ma veramente a un livello culinario da paradiso in terra.
(Questo perché la rivoluzione o sarà estremamente comoda o non sarà. Nessuno può creare un mondo nuovo mangiando sandwich di pessima qualità.)
Avanti claun!!!
Con l'azione di lunedì 8 novembre davanti al Parlamento è scattata la protesta dei claun contro l'uso dell'uranio 238 (vedi archivio Cacao on-line).
L'idea è quella di impegnarsi in piccole azioni elementari senza puntare tanto all'attenzione dei media, improbabile in questo momento, quanto a presidiare simbolicamente alcuni luoghi significativi.
I primi contestatori degli anni 60 usarono questa tecnica di testimonianza civile e essa innescò una stagione di incredibili cambiamenti.
Noi crediamo nel potere sciamanico del claun e nella forza magica e archetipa di azioni individuali o di micro gruppi. Azioni che non richiedono particolari capacità organizzative e che si possono mettere in pratica subito.
La nostra filosofia è la non violenza comica.
L'opposizione morbida, la politica della goccia d'acqua che cade sempre nello stesso punto. La strategia del caso e delle coincidenze.
Perché un'azione sia fruttuosa non è indispensabile che i giornali la riportino. E' indispensabile che essa contenga la giusta tonalità, la forza dell'azione perfetta del rito sciamanico. E' il suo contenuto in termini di armonia, giocosità e piacevolezza. La potenza di penetrazione dell'azione del claun militante sta nella leggerezza. Nella qualità di cui si parla nello Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, che è il manifesto politico di questa nuova ondata mondiale di contestazione e presa di coscienza.
Per questo il comportamento del claun durante un assalto dal cielo è gioioso, rispettoso, mite, calmo, assolutamente irremovibile.
La nostra ispirazione è Postrinosky, il grande claun rumeno che fermò i carri armati dell'Armata Rossa per 27 minuti, raccontando barzellette. Se ce ne fossero stati altri 584139 come lui si sarebbero fermati i carri armati fino al crollo del Muro di Berlino. Disgraziatamente era solo.
Se senti di voler fare qualche cosa contro l'uso criminale dell'uranio 238 noi speriamo che tu voglia unirti a questa staffetta di protesta pacifica.Se mille persone dedicassero un'ora a vestirsi da claun e protestare e se ogni protesta fosse vista da 100 persone avremmo contattato 100 mila persone impegnando ognuno due ore di tempo (calcolando un'ora per preparativi e spostamenti e un'ora per la performance vera e propria).
Jacopo Fo

Articolo apparso sul Cacao n°19 (2000)

Nel numero del 5 Marzo 2000 della rivista "Avvenimenti" nelle rubrica "L'angolo delle Notizie Cattive" si legge che in America la Siemens venderebbe, spacciandole per fertilizzante, scorie industriali all'uranio.
Facendo una piccola ricerca sul sito dell'associazione Stop-U238 (www.stop-u238.it) e contattando Marco Saba, pioniere di questa guerra contro l'uranio abbiamo scoperto qualcosa in più.
Da circa un mese il dipartimento americano dell'agricoltura ha scoperto che la Siemens Power Corp., una delle maggiori produttrici di fertilizzanti d'America sta distribuendo un nuovo fertilizzante chimico senza autorizzazione.
Scattata la denuncia, si è scoperto che dal 1996 la Siemens venderebbe agli agricoltori americani un fertilizzante che conteneva uranio.
Secondo le stime del dipartimento più di 390mila galloni, cioè più di 860mila kg, di questo fertilizzante all'uranio sarebbero oggi sepolti nelle terre dei contadini americani.
Si è però calcolato però che la Siemens distribuisce ogni anno circa 540mila galloni di fertilizzante. Quindi realmente non si sa ancora bene quanto materiale radioattivo sarebbe stato venduto dal 1996 a oggi.
E' facile immaginare le conseguenze. I frutti di queste terre contaminate sarebbero a loro volta contaminati e non si sa nulla delle conseguenze per la salute degli esseri umani e degli animali che vi pascolano.
Per ora il Dipartimento dell'Agricoltura si è limitato a bloccarne la distribuzione e se la presenza di uranio sarà provata molto probabilmente la Siemens finirà sotto processo.
Il dato forse più allarmante di tutta questa storia è che non si sa dove questo fertilizzante sia stato utilizzato.
Simone Canova

Sono secoli ormai che lo si denuncia... Non succede niente.
Ecco la situazione in sintesi
Forse sarebbe il caso di smetterla di far volare questi carichi di uranio sulle nostre teste. Se cadono e s'incendiano il rivestimento di piombo puo' rompersi e l'uranio impoverito contaminare l'area. Questo dovrebbe essere il primo provvedimento da prendere a livello internazionale. Stop all'Uranio impoverito utilizzato come contrappeso (assurdo!!!!) su alcuni aerei civili (quelli di buon senso usano contrappesi di piombo che funzionano benissimo).
nei nostri aeroporti atterrano aerei civili con uranio impoverito come zavorra, e che viene utilizzato anche per la coibentazione delle paratie di protezione dei reparti di radiologia in alcuni ospedali.
L'utilizzo per scopi civili dell'uranio impoverito non e' un problema sanitario di per se'. Il casino si sviluppa se c'e' un incendio e i contenitori di piombo che racchiudono l'uranio fondono, facendolo incendiare. Questo lo diciamo per rassicurarvi. Almeno un po'. Rimane il fatto, come denuncio' Striscia la notizia anni fa, che se c'e' un incendio in un ospedale o un incidente con un aereo all'uranio impoverito rischiamo una strage radioattiva come e' successo ad Amsterdam nel 1991.
Proprio dopo il servizio di Striscia presso l’aeroporto di Malpensa un gruppo di Vigili del Fuoco ha presentato un dossier completo dove si diceva che, molti degli aerei di linea che atterrano e decollano ogni giorno, sono appesantiti con uranio impoverito.
Nel dossier si diceva anche che, in caso di incidente, i vigili del fuoco non erano in grado di intervenire. L’inchiesta è stata però subito archiviata dalla Procura di Busto Arsisto.
Il giudice Felice Casson aprì un’inchiesta dopo varie denuncie sulla presenza di uranio sugli aerei. Poi non se ne seppe più niente.
Anche con Atlantide tv ci siamo occupati del problema, ripetendo a distanza di 3 anni l'inchiesta di Striscia, parlammo con Vigili del Fuoco di Malpensa e Fiumicino e appurammo che erano a conoscenza del problema, non avevano ancora dotazioni adatte a un incendio di uranio impoverito e non sapevano cos'altro dirci...
Articoli sono usciti in questi anni su decine di siti web e giornali.
Siamo anche andati a protestare di fronte alla Camera dei deputati...
Ma nessuno vuole occuparsi del problema e rispondere a semplici domande.

Articolo apparso sul Cacao n° 20

"Polemiche insensate"
Secondo il sottosegretario alla Difesa Paolo Guerrini le polemiche sull'uso delle armi all'uranio impoverito durante la guerra in Kosovo sono insensate.
Durante un'intervista del Corriere della Sera lo stesso sottosegretario ha dichiarato che le misurazioni della radioattività fatte sul posto hanno dato tutte livelli di radioattività inferiori alle radiazioni "ritenute" normali.
Secondo lui è inutile tirare fuori il problema adesso. Il governo italiano sapeva benissimo che gli aerei in dotazione agli americani portavano armi all'uranio impoverito.
Secondo lui "gli eventuali riflessi sulla salute umana sono stati molto esagerati".
E qui c'è il colpo di scena!
L'intervistatore dice che uno studio compiuto in Iraq dalla SIRR (Società italiana ricerche sulle radiazioni) è giunto alla conclusione che gli effetti sulla popolazione locale siano trascurabili. Chiede se esista uno studio analogo per il Kosovo.
Paolo Guerrini risponde che c'è una ricerca finanziata anche dall'Italia e i risultati sono rassicuranti. Inoltre, fa notare, i soldati italiani avevano un opuscolo descrittivo che spiegava come comportarsi per evitare contaminazioni. Le zone a rischio sarebbero state inoltre bonificate da squadre speciali.
Una dichiarazione praticamente identica è stata rilasciata il 18 febbraio al quotidiano "Il Manifesto" dal generale Giuseppe Emilio Gay, comandante del Comando italiano a Pec: "Abbiamo fatto fare rilevazioni e in nessun caso abbiamo situazioni oltre i limiti di guardia dell'ONU".
Bisogna però ricordare due cose: la prima è che l'Onu e la Nato hanno fatto una mappatura delle zone a rischio di contaminazione dopo la guerra dei Balcani.
Una di queste zone è la città di Belgrado, dove vige l'embargo. Qui nessun tipo di macchinario per le rilevazioni può entrare e nessuna informazione può uscire.
La seconda è che fino ad oggi si è parlato di contaminazione radioattiva, ma nessun rilevamento è stato fatto sulla tossicità chimica dell'uranio sulla popolazione.
Uno studio dell'agenzia Anpa ha infatti dimostrato che il pericolo dell'uranio è anche la contaminazione chimica dovuta all'ingestione e all'inalazione delle polveri.
Domenica scorsa padre Jean-marie Benjamin ci ha portato ad Alcatraz un video di circa un'ora che racconta l'embargo, ma soprattutto mostra le vittime civili delle contaminazioni chimiche (e non solo radioattive) in Iraq. 
Il video di padre Jean-Marie Benjamin, uno dei protagonisti di questa guerra contro l'uranio e l'embargo e autore del libro "Iraq l'Apocalisse", contiene anche una serie di interviste a esperti e vittime dell'embargo iracheno e dell'uranio impoverito.
Tra le altre anche un'intervista a Carol, sergente donna dell'esercito degli Stati Uniti d'America. Durante la guerra del Golfo ha prestato servizio come infermiera presso i soldati delle truppe alleate e aiutava anche i civili iracheni.
Avvicinandosi a un carrarmato iracheno in fiamme ha respirato particelle di uranio liberate dal fumo. Oggi è affetta da una grave forma di tumore.
C'è poi un'intervista al professor Siegwart-Horst Gunter, presidente della Croce Gialla Internazionale di Vienna e esperto di malattie infettive e epidemiologia. Gunter dal 1991 a oggi si è recato ben 22 volte in Iraq per curare i bambini contaminati da uranio.
Stiamo visionando tutto il video e sbobinando le parti più salienti delle interviste, vi sapremo dire qualcosa nelle prossime settimane. La cosa più sconvolgente di tutta questa storia è che le autorità militari e politiche continuino a negare l'esistenza del problema della tossicità chimica dell'uranio 238.
Simone Canova

Italia: Muoiono di leucemia due militari italiani che avevano partecipato alla missione multinazionale in Bosnia (Novembre Ô98). Salvatore Vacca 23 anni di Nuxsis nel cagliaritano e Giuseppe Pintus, 28 anni di Assemini, sempre in provincia di Cagliari, sono deceduti nel settembre scorso.
La Pax Christi denuncia il silenzio assoluto su questi due cadaveri e sulle cause della loro morte.
Antonello Repetto di Pax Christi spiega che pochi sono a conoscenza di questi due decessi a causa dell'assoluto silenzio dei media.
I famigliari chiedono insistentemente indagini e verifiche che invece languono. I vertici militari della Brigata Multinazionale di Pace liquidano i due decessi per leucemia acuta linfoblastica. Parlano di tragica coincidenza.
Sono i primi due casi di militari morti per leucemia dopo la guerra in Kosovo, mentre la Nato si ostina a impedire le rilevazioni sulle aree di utilizzo dell'uranio impoverito nelle zone colpite.
Ammonisce Antonello Repetto che i decessi di questi due militari potrebbero purtroppo essere i primi di una lunga serie perché il Kosovo, la Serbia e la Bosnia sono ormai saturi di radioattività.
(Notizia tratta da "Il Manifesto" dell'11 marzo)

W.W.F.

Nel 1999 l'associazione stop-u238 cominciò una vera e propria guerra contro l'uranio impoverito e tutte le sue applicazioni.
Uno dei primi passi fu quello di inviare lettere e documenti a tutte le associazioni pubbliche e private che si occupano di tutela ambientale.
Uno di questi documenti finì anche sulla scrivania del direttore generale del WWF (World Wildlife Fund), forse la più grande organizzazione mondiale che si occupa di ambiente.
Ma non ci fu mai una risposta.
Così la stessa associazione ha fato delle ricerche. Pare che sulla poltrona della direzione generale del WWF non siede un esperto ambientalista, ma un esperto economista. Uno che in pochi anni è riuscito a crearsi intorno un gruppo di ricchi personaggi che ha chiamato "Club dei 1001".
I maggiori finanziatori del WWF sono queste mille persone, tra cui sarebbero stati riconosciuti nell'ordine: ladri, indagati per truffa, tangenti,
corruzione, il responsabile di alcune società che hanno distrutto migliaia di km di foreste amazzoniche e per finire un indagato per cospirazione contro il fisco inglese.
Mille persone in tutto. L'ultimo del Club, ma non certo per importanza, è il principe Bernardo, appartenente alla Reale Famiglia Olandese. Bernardo è stato presidente del WWF fino al 1976 quando uno scandalo lo costrinse a dare le dimissioni.
Volete sapere quale fu lo scandalo?
Sembra avesse chiesto un milione di dollari alla Lockheed per farle avere contratti per la costruzione di aerei. Hercules C-130, appesantiti con l'uranio impoverito.
Dico sembra perché il WWF tiene tutto sotto chiave. Come dice Saba: "Sarebbe più facile infiltrarsi nella CIA".
Ma una delle cose più nascoste di questa associazione è la distribuzione dei fondi. Ogni filiale nazionale deve dare i due terzi dei finanziamenti al WWF Internazionale, diretto dalle persone di cui abbiamo parlato prima.
E da lì in poi di quei soldi nessuno sa più niente.
Simone Canova

Articolo apparso su Cacao n° 21

Martedì alle ore 22:30 su RaiDue è andata in onda una puntata di "Teleanch'io" in cui si parlava di uranio impoverito. Fra gli ospiti era stato invitato anche padre Benjamin che ha presentato il suo video sull'embargo in Iraq.
Ne sono stati fatti vedere solo due pezzi, tralasciando tutta la parte che riguarda le interviste a esperti che hanno toccato con mano il problema dell'uranio impoverito.
Riportiamo di seguito la versione, integrale, delle interviste contenute nel video.
Nel prossimo numero di Cacao analizzeremo meglio la puntata.
La prima intervista è stata fatta a Carol (non si capisce il cognome dal video scusateci), sergente dell'esercito americano. Durante il conflitto, ha respirato particelle di uranio liberate dal fumo di un carrarmato in fiamme. Oggi è affetta da una grave forma di tumore.
"Ero infermiera e autista di un veicolo dotato di sala operatoria. Ho dovuto installare un ospedale quando siamo arrivati in Iraq, al seguito delle truppe, attraverso il sud del paese fino a Passora e successivamente all'interno del Kuwait. Dovevamo curare i feriti di guerra. Fu allora, attraversando l'Iraq che vidi lungo le strade dei corpi che erano letteralmente fusi, carbonizzati all'interno dei carri e dei veicoli iracheni. Gli uomini erano come inceneriti, quasi come scorie. Presi allora delle foto per portarle negli Stati Uniti e chiesi che cosa fosse accaduto. Sino al mio ritorno a casa non sapevo nulla dell'uranio impoverito. Un ex combattente che era stato esposto all'uranio 238, mi telefonò e mi disse: "Lei ha una contaminazione da uranio impoverito". Nel 1992 chiesi al governo delle spiegazioni e di essere esaminata. I risultati hanno confermato una presenza nel mio corpo di un tasso molto alto di radioattività".
La seconda intervista è invece al professor Gunter (una parte di questa intervista è stata mandata anche in trasmissione), presidente della Croce Gialla Internazionale. Dal 1992 a oggi si è recato ben 22 volte in Iraq e ha toccato con mano, le conseguenze delle contaminazioni da uranio impoverito.
"Nel 1992 ho visto bambini giocare con questi proiettili. Uno di essi è morto di leucemia. Abbiamo scoperto che si sviluppa uno sfasamento del sistema immunitario e un forte aumento delle malattie infettive, tra cui il colera. Successivamente si presenta una condizione di "Erpes exaustus". Si tratta di una infezione virale, poi si riscontrano sintomi simili all'Aids anche nei bambini. Questa è una novità ed è molto importante esserne a conoscenza. In seguito si manifestano disfunzione renale, leucemia, anemia e tumori maligni.
Vi sono deformazioni congenite causate da difetti genetici. Tali difetti si osservano anche negli animali. Durante le gravidanze si presentano spesso aborti e nascite premature. E' una situazione spaventosa!".
L'ultima intervista è invece al professor Maruf (questa intervista invece non è stata trasmessa), esperto di fisica nucleare, laureato negli Stati Uniti. Nell'intervista dichiara che studi fatti da lui personalmente (con un sistema chiamato Structometria Gamma) hanno rilevato che durante la guerra del Golfo sono state utilizzate armi all'uranio impoverito.
"Abbiamo riscontrato che la contaminazione interessa tutto il paese. Le radiazioni riguardano tutto il suolo. Le particelle radioattive si infiltrano in profondità, fino a raggiungere le radici delle piante. Ogni volta che le persone consumano questi vegetali o la carne di animali che se ne sono nutriti, la contaminazione passa nel corpo umano.
Il problema riguarda anche le acque di superficie e tutto il circuito ecologico. L'insorgere dei tumori è scientificamente provato".

Martedì 22 Marzo, Televideo: il generale Camporini dichiara che il problema uranio è una leggenda metropolitana
Il generale Camporini, capo dell'ufficio politico militare dello Stato Maggiore della Difesa ha dichiarato che l'uranio impoverito è un materiale inerte e meno pericoloso di tante altre sostanze. Le rilevazioni fatte nei Balcani indicano un livello di radioattività "normale".
Simone Canova

Articolo apparso su Cacao n°22

Se non possiamo bloccare l'uso dell'uranio impoverito forse possiamo bloccare una delle centrali nucleari che lo produce. Due piccioni con una fava.
Una delle maggiori centrali nucleari europee è quella di Sellafield, Inghilterra settentrionale. Qui paesi come il Giappone, la Svizzera, la Germania e pare, in passato, anche l'Italia, mandano il loro materiale nucleare a riciclare. Il risultato finale del processo di riciclo è il plutonio e l'uranio impoverito.
La centrale da qualche anno lotta contro molte associazioni ambientaliste e soprattutto contro i governi scandinavi che premono per chiuderla. Alcuni operai e il direttore esecutivo sono stati licenziati l'anno scorso dopo una ispezione dell'Ispettorato per la Sicurezza Nucleare.
Sembrava che alcuni documenti fossero stati falsificati per accelerare i tempi burocratici.
E proprio in questi giorni si parla di sabotaggio della centrale. Pare infatti che qualcuno, forse dall'interno, abbia tagliato dei fili...
Per questo motivo Tokyo e la Svizzera hanno già cancellato una serie di commissioni per la centrale. Di questo passo è destinata a fallire.
Come noi speriamo...
Simone Canova
Articolo pubblicato su Cacao n° 24
Uranio?!? Uranio impoverito?!?

In Italia!?! Qualcuno un giorno aveva negato che in Italia ci fosse anche un solo grammo di uranio impoverito.
Infatti non ce n'è un grammo, pare ce ne siano 17 tonnellate. Nascoste.
Un decreto ministeriale del 1970 prevede che ogni sostanza pericolosa che entri o esca dal paese, venga denunciata alle autorità e sottoposta a severi controlli. Lo stesso decreto fa però una piccola eccezione per quanto riguarda l'uranio (quello impoverito). Le scorie di uranio sono stoccate come "sostanze a bassa radioattività". Ora io non sono un esperto, ma credo che maggiore è la radioattività, maggiori sono i controlli e i sistemi di sicurezza (teoricamente). Quando invece si parla di bassa radioattività i controlli sono minimi.
E così in Italia ci sono la bellezza di 17 tonnellate di uranio impoverito. Un po' qua e un po' là. 
Un po' pare sia a Latina, presso la centrale dell'Enel.
Un altro po' pare sia a Bosco Marengo, provincia di Alessandria. Qui l'uranio è sotto la sorveglianza dell'Anpa. Possiamo dormire tranquilli? Vi ricordate l'articolo sull'Anpa della settimana scorsa? L'amianto che hanno trovato nei corridoi della sede centrale dell'Associazione Protezione Ambientale?
E poi c'è l'aeroporto di Malpensa. Qualche giorno fa un gruppo di Vigili del Fuoco ha presentato un dossier completo dove si diceva che, molti degli aerei di linea che atterrano e decollano ogni giorno, sono appesantiti con uranio impoverito.
Nel dossier si diceva anche che, in caso di incidente, i vigili del fuoco non erano in grado di intervenire. L'inchiesta è stata però subito archiviata dalla Procura di Busto Arsisto.
Simone Canova

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