Cos'hai da fare di meglio che scrivere un romanzo con me?

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RESTIAMO IN CONTATTO!

Laboratorio collettivo sui Seminole: ad Alcatraz, dall'11 al 14 novembre 2010. Per maggiori informazioni clicca qui

Seconda diretta (è divisa in due filmati)

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Prima web diretta dalla Florida con Vania e Claudia

 

Jacopo Fo spiega il perché di questo viaggio alla scoperta dei Seminole

 

 

Ho quasi 55 anni e ho 10 grandi romanzi storici da scrivere.
Storie grandiose di persone incredibili che si sono rifiutate di accettare una realta' ingiusta e hanno vinto.
Voglio raccontare gli amori di questa gente, la passione e come siano nate le idee che li hanno portati a vincere.
Voglio scrivere dei grandi mattoni da 600 pagine, di quelli che ti tengono incollati alle pagine. Voglio che migliaia di persone sappiano un pezzo di storia che nessun film di Hollywood ha mai raccontato.
Mi sono fatto due conti, ho da scrivere 6000 pagine.
E mi ha preso la paura di non riuscirci.
Allora ho pensato che sarebbe divertente scrivere un romanzo in gruppo.
Ci sono gia' state esperienze simili e hanno funzionato.
Ti interessa?

Non so come si puo' fare.
Iniziamo con un esperimento.
Ho scritto il trattamento della storia, la struttura. 
Discutiamone.
Come la impostereste la storia?
C'e' qualcuno che e' ferratissimo nelle ricerche? Chi adora scrivere storie d'amore? Un africanista che sa tutto della deportazione degli schiavi?
Vediamo se viene fuori un modo di collaborare. Poi, definita la storia piu' dettagliatamente, iniziamo a scrivere i capitoli. Ognuno ne scrive uno. Poi li discutiamo, li riscriviamo e li ridiscutiamo fino a che viene fuori qualche cosa di buono.

Disegni foto, video, racconto orale.

Allora la prima storia e' questa.

Africa. 1785. Un villaggio di neri matriarcali. Stanno preparando la festa piu' importante dell'anno. Una ragazza dopo alcuni giochi di corteggiamento si apparta con un giovane e fanno l'amore. (come si chiama una ragazza africana di una tribu' matriarcale africana? In Africa in che area vivevano?)
Arrivano gli schiavisti (chi sono?) che ne catturano molti, li deportano in Virginia.
La ragazza viene anche lei fatta schiava. Lei e' una apprendista sciamana, arriva in America e da alla luce un bimbo, John Horse.
(vedi http://en.wikipedia.org/wiki/Black_Seminoles

e il sito dedicato http://www.johnhorse.com/trail/01/c/14.htm)

Nella terra Seminole si formano delle comunita' di neri fuggiti allo schiavismo. John Horse e la sua famiglia fuggono da una piantagione e vanno a vivere in uno di questi villaggi.
Scoppia la prima guerra contro gli schiavi fuggiti e i Seminole, con il massacro di centinaia di marrones (Schiavi fuggiti), asserragliati in un fortino. Jonh Horse e' ancora un ragazzo...

John Horse diventa famoso per il modo nel quale prende in giro i bianchi. Ad esempio riesce a vendere al colonnello Brooke 30 volte due tartarughe d'acqua, rubandogliele ogni notte per rifilargliele il giorno dopo. (Trovare altre storie di John Horse, era uno che si divertiva a fare scherzi che sono diventati leggendari, e' una specie di Pulcinella Guerriero).
E' una specie di Pasquino, i suoi lazzi entusiasmano i neri e gli indiani.

Jonh Horse diventa poi un allevatore, si sposa, possiede 90 bovini e un pezzo di terra. E' un benestante fino a quando gli europei dichiarano guerra un'altra volta alle comunita' libere di marrones (schiavi neri fuggitivi). 

Poi diventa uno dei capi del consorzio di tribu' nere e indiane che si uniscono nella nazione Seminole (precisare il rapporto).
Horse, quando la Seconda Guerra Seminole e' ormai imminente gira per la Florida e grazie alla sua notorieta' contribuisce molto a reclutare 300 schiavi che fuggono dalle piantagioni e si uniscono ai ribelli.
In battaglia continua a comportarsi come un pazzo esponendosi a grandi rischi (cercare racconti).

Storia d'amore.
Chi e' la moglie? Dove si conoscono? Con che rito si sposano?
Che succede nel loro rapporto?
Hanno figli?

Altre storie collaterali.
Oceola e' un mix tra indiani, irlandesi, neri e vari meticci.
Sua moglie e' una nera che viene rapita dai bianchi.
(che fine fa? Lui riesce a liberarla?)
Famoso il suo gesto di piantare un coltello sul foglio del trattato di deportazione proposto dal governo dei bianchi durante la Seconda Guerra Seminole.

All'inizio della Seconda Guerra Seminole Oceola vendica il rapimento di sua moglie uccidendo il responsabile insieme ad altri europei.

Battaglia
All'inizio della Seconda Guerra Seminole fanno fuori 102 soldati, un'intera compagnia, probabilmente attirati in una trappola.
Ma la guida indiana anche decenni dopo i fatti, continuava a negare di essere stato d'accordo con i Seminole... Ma alcuni osservano che fu molto rapido a buttarsi per terra quando dalla boscaglia parti' la prima scarica dei fucilieri ribelli.

Appendice
Articoli sui Seminole pubblicati sul blog
http://www.jacopofo.com/obama-neri-storia-censurata-matriarcato-tribunali-perdono

http://www.jacopofo.com/storie-jacopo-fo-seminole-indiani-non-si%20arresero-ora-ricchi

Jacopo Fo

 


Commenti

Credo che potrebbe essere una buona idea riscreve il pezzo in chiave "più femminile" per quanto reputi la mia parte femminile molto brava :)
Oltretutto sarà interessante vedere come vi immaginate voi la scena che ho pensato io... sarà divertente.
Però voglio vedere come gestite il fatto che lei sia "conscia del sesso" ma inesperta.

Nuzzino,secondo te....si può già tentare di individuare una dell tribù matriarcali di provenienza? Io mi son attenuta agli usi Himba sostanzialmente per il fatto che sono riuscita a reperire qualche notizia in più,ma non sono convintissima e d ho fatto di testa mia per cui io aprirei un dibattito anche sulla scelta del popolo di provenienza....
A voi la parola,anzi____la tastiera :))))

Io mi chiedo: siccome non si sa (nel senso che per ora non si trova notizia della tribu di provenienza di john horse) non facciamo prima a battercene e considerare la storicità solo dai seminole in poi?

le notizie certe sulla vita del protagonista vero e proprio in fondo ci sono(quelle che ci servono)quindi magari va bene fare come dici tu,proviamo ad andare avanti e vediamo cosa succede.

e come tu hai scritto una volta:
tarallucci e vino a tutti :)

ola Nuzzino
l'interscambio grafologico fra te e daniela76 mi è piaciuto. mi piacciono le tue osservazioni e i frutti che da esse derivano. i tuoi scritti li sto rileggendo. in questi giorni ero preso da altro, e prima mi aveva affascinato il lavoro di daniela76.

comunque era solo per dirti grazie.

...e questo è per dire grazie a te!
Fai un ottimo lavoro, sempre preciso e simpatico. Continuiamo così...chissà che ne esca davvero un best seller :)
A breve penso che scriverò un pezzo sul discorso di Jhon Horse ai suoi combattenti... il difficile è renderlo comico senza cadere nel ridicolo!
A presto!
Hasta il termine del libro!

“stanno arrivando”... la voce seppure bassa del guerriero mi aveva destato di soprassalto, stavo guardando il riverbero della luce sulla superficie delle acque del fiume, e il frangersi dei raggi del sole fra le foglie verdi degli alberi; è proprio una bella terra quella dove abitiamo. Mi guardava aspettando che gli dicessi qualcosa; era strano pensare a lui come ad un guerriero. Fino a pochi mesi fa era un contadino con qualche mucca da allevare, ora lui ed altri centinaia di uomini erano rannicchiati fra gli alberi di una giungla a giocare alla guerra. “Stanno arrivando”. Giorni fa ho inviato alcuni di noi a perlustrare la zona per capire dove si dirigeva la colonna comandata dal generale; mi interessava sapere dove avrebbe attraversato il fiume. Avevo un piano e quell'informazione era fondamentale perché si realizzasse. La nostra è una terra d'acqua, e un esercito, piccolo come il nostro o numeroso come il loro, comunque non poteva passarvi senza prima o poi guadare un fiume, ed era in quel momento, quando per necessità imposte dalla natura la forza veniva frenata e l'esercito diviso, che avevo deciso di attaccare. Il generale aveva già passato con i suoi uomini molti specchi d'acqua, acquitrigni, paludi, fiumiciattoli, e noi abbiamo aspettato. Ora si dirigeva verso il luogo che avevamo atteso. “stanno arrivando” “dove?” “da quella parte” “bene preparatevi”. Dopo la mia parola seguirono cenni e versi e in pochi attimi gli uomini erano in postazione. Li conosco tutti e tutti mi sono cari, ho timore di vederli morire eppure li conduco allo scontro. A noi non interessano il coraggio o l'onore, siamo disposti a travestirci, mentire e scappare se serve a restare vivi e liberi. Forse è per questo che si fidano di me, oltre al fatto che li faccio ridere. Ecco i primi segni indiscutibili dell'imminente arrivo. Prima l'odore di sudore di corpi chiusi dentro divise e armature logore, poi il rumore cacofonico di passi inadatti al terreno fangoso, e poi il luccichio dei metalli, togliendo ogni dubbio sulla qualità di quegli uomini e sulle loro intenzioni.
Ora la colonna era alla riva opposta, e mentre alcuni di loro si predispongono in un sorta di bivacco d'attesa, altri cominciano ad attraversare in piccole canoe il fiume, raggiungendo la riva dove noi gli aspettiamo. Non posso credere che uomini tanto violenti e abituati alla guerra siano nel contempo tanto stolti da attraversare in quel modo un fiume. Ma in questo caso mi va bene che a guidare l'altro esercito vi fosse un generale e non un uomo libero come noi! Per nostra fortuna non sempre i violenti sono anche intelligenti. L'arrivo degli invasori alla riva a noi vicina è progressivo. Spero che nessuno dei nostri si muova troppo presto. “Dobbiamo aspettare il momento giusto”. Lo avevo spiegato più volte e me lo ero fatto ripetere quasi all'ossessione dagli uomini meno pazienti, quelli che in altre circostanze erano stati fondamentali, perché avevano reagito rapidi e d'istinto salvando molti di noi; ora dovevano controllarsi e attendere il segnale. Io dovevo dare il segnale. Il nostro obiettivo era raggiungere il massimo risultato con il minimo rischio. Non siamo guerrieri non ci piace la guerra, il massimo rischio per noi è la morte, non il disonore, o la perdita di una postazione o di un simbolo, ma la vita nostra e dei nostri cari. Si doveva attaccare in un momento “armonico”. Non ricordo come mi era potuto venire quel pensiero; associare la musica alla guerra lo trovavo stridente, però io lo sentivo così. Era come un passaggio musicale, se anticipavo troppo la musica sarebbe finita troppo in fretta, avremmo rischiato pochissimo, ma non avremmo ottenuto nessun risultato rilevante, perdendo oltretutto l'opportunità di usare un'altra volta questa tattica. Non potevo nemmeno aspettare troppo con il rischio opposto di rischiare ingenti perdite fra di noi, o addirittura la sconfitta. Intanto guardavo. Con un colpo d'occhio ho come l'impressione di vederli tutti, i nostri nascosti fra gli alberi, e guardandoli quasi sentire la tensione dei loro muscoli, gli archi testi, i fucili puntati, le fionde armate dei sassi. E poi gli altri uomini, si perché anche quelli sono uomini, venuti a ucciderci, a rubare le nostre terre, a renderci schivi per i loro bisogni; avevo anche loro nel mio colpo d'occhio e nel mio cuore. Ok è il momento... segnale! Sono nella tempesta, una goccia nella tempesta, improvvisa da una nuvole inattesa, cadde dalle fronde degli alberi e dalle foglie dei cespugli la nostra pioggia di proiettili, frecce e sassi. In pochi attimi più della metà degli uomini vicino alla nostra postazione erano morta o gravemente feriti, gli altri non riuscivano ancora a capire nulla. Gli uomini delle barche erano tutti morti, e queste senza direzione cominciano ad allontanarsi trascinate dalla corrente, alcuni degli invasori allora si girano e corrono per raggiungerle, dalla riva opposta si levano grida! Secondo segnale! Partiamo come una sola onda con una forza d'urto che mi faceva tremare i muscoli. Era l'assalto corpo a corpo che aveva seguito la tempesta. Come fango di un fiume in piena ci rovesciamo sui sopravvissuti sommergendoli. La strenue resistenza degli ultimi dura poco. Alla fine ansimando mi guardo attorno; siamo ricoperti di sangue, a terra giaciono corpi mutili, feriti, e cadaveri; sento da più parti gemiti e lamenti, e dall'altra riva le grida alzarsi più forti. Non resisto più! Devo gridare anch'io! Non per la vittoria o la gioia di aver ucciso, ma perché sono ancora vivo. Poi uno strano silenzio, ho guardato verso l'altra riva, dove il restante gruppo di invasori si agitava senza sapere cosa fare, avevo valutato bene anche l'ampiezza del fiume e il soffiare del vento. I loro proiettili non ci raggiungono. “prendiamo quello che ci serve e andiamocene”. Alcuni di noi, che sapevano cosa fare cercarono di aiutare i feriti, altri si organizzarono per portar via i cadaveri dei compagni morti, altri ancora raccolsero tutto quello che ritenevano utile (munizioni, armi, boracce). Io ero fermo a pensare al prossimo scontro.

Salve Anomalia,ho seguito il tuo consiglio e ho provato a riscrivere "IL Guado" con il mio stile,quello che segue è il risultato:
__Lo stato di allerta in cui si trovavano non gli impedì,seppure per poco tempo,di distrarre la propria mente ammirando le meraviglie della terra in cui viveva;ma il suono di una voce amica lo ridestò da questi pensieri e lo riportò bruscamente alla realtà: stavano arrivando!Era giunto il momento!
Il soldato che era andato ad avvertirlo aveva appena sussurrato,per evitare di essere udito da orecchie indiscrete;ora era lì,di fronte a lui,aspettava che egli gli dicesse cosa fare,che gli desse un ordine. Già:un ordine,era a capo di quel drappello di uomini ora,doveva ripeterselo ogni tanto,giusto per non rischiare di dimenticarsene.
Era strano pensare a lui come ad un soldato:fino a poco tempo prima la sua realtà,come pure quella di un altro centinaio di persone,erano il villaggio ,le mucche,il campo. La sua vita scorreva in perfetta armonia con la natura e in funzione del bene della piccola ma serena comunità di cui era parte.
Ad un tratto tutto era cambiato:la notizia dell’avanzata dell’esercito e il timore di veder conquistata la propria terra l’aveva spinto a riunire gli uomini del villaggio in una guarnigione che avrebbe tentato di contrastare l’esercito;certo lui disponeva di pochi uomini e quei pochi che aveva non erano addestrati ad affrontare una guerra,ma avrebbero difeso la propria terra a costo della vita e avevano il vantaggio di saper esattamente come muoversi su un territorio tanto ostile allo straniero.
Si,egli sapeva che il suo piccolo esercito era inferiore sia per numero che per abilità bellica;per questo si era appostato con i suoi uomini nel punto in cui,ne era certo,il generale avrebbe tentato il guado del fiume. Era quello il momento in cui il potente esercito nemico si sarebbe temporaneamente sparpagliato,questo avrebbe dato loro l’opportunità di tendere un’imboscata senza subire troppe perdite.
Sentiva salire la tensione per l’imminente battaglia e per l’incerta sorte che sarebbe potuta toccare a lui così come a uno qualunque dei suoi compagni;una perdita,anche solo una,sarebbe stata una perdita di troppo che gli avrebbe causato un dolore immenso:li conosceva tutti i suoi uomini,lui. Era cresciuto con loro,aveva lavorato,riso e scherzato insieme a loro;ma sapeva che stava facendo ciò che andava fatto per non perdere la libertà.
I rumori che annunciavano l’arrivo imminente del generale e del suo esercito si facevano via via più forti fin quando i soldati comparvero davanti a loro:erano davvero tanti,pensò,l’esito della battaglia si faceva sempre più incerto nella sua mente;loro non erano un popolo di tradizione bellica,volevano solo evitare che le loro terre gli venissero tolte,tutto qua!
Continuava ad osservare,nascosto tra gli alberi,la colonna di soldati che si accingeva a guadare il fiume in piccoli gruppi a bordo di canoe;spettava a lui dare il segnale ai suoi compagni,era un compito di grande responsabilità:buona parte dell’esito della battaglia sarebbe dipeso da quell’unico,impercettibile ed interminabile attimo in cui egli avrebbe ordinato l’attacco.
Si stavano avvicinando ormai,si … era il momento,l’istante che precedette il segnale gli sembrò eterno;poi “Via!”
L’effetto sorpresa aveva funzionato: una pioggia di frecce e proiettili investì i soldati sulle canoe,la maggior parte di essi non riuscì ad arrivare sulla riva opposta del fiume e coloro che vi riuscirono approdarono tra le braccia della morte.
Tutto era terminato ormai,al fragore della battaglia si erano sostituiti tenui lamenti ed un pesante silenzio. Avevano vinto, si guardavano sgomenti l’un l’altro ascoltando solo il tumulto dei loro cuori e guardando i corpi senza vita degli uomini del generale;poi ad un tratto,uno di loro urlò.
No,non era gioia,era tensione,paura,incredulità … quell’urlo ridestò tutti dal torpore: non era finita;non ancora, bisognava curare i feriti,prendere dai cadaveri dei nemici ciò che avrebbe potuto esser utile loro per il prossimo scontro………

a me piace... c'è come dentro un suono... che devo scoprire... come se fra le righe vi fosse un filo d'oro sottile. devo rileggerlo. ho avuto la medesima sensazione confrontando la prima versione del tuo racconto con la tua seconda versione... un suono che mi piace...

nel frattempo sto leggendo (e rileggendo) anche gli scritti degli altri. ho provato anche a modulare un'armonia interna... ma non ho trovato una chiave precisa.

ho letto anche una marea di dati sui popoli africani e i seminole; ed ho provato a costruire un tavola cronologica di riferimento delle aree dove ambientare i racconti... non è affatto facile (non per me almeno).

una annotazione... ho capito che "matrilineare" non è necessariamente "matriarcale"... il "matrilineare" è come un'impronta archeologica di un passato matriarcale. l'ho scritto solo come espressione di un mio pensiero. nulla di più.

quanto prima stenderò un altro tassello nel tappetto dei nostri mosaici.

contenta davvero che ti piaccia!!!! ;)
Credo tu abbia ragione:non è semplice realizzare una tavola cronologica,ma vedo che comunque le cose iniziano a prender forma e questo fatto mi esalta parecchio!!!
Quindi...aspetto con ansia i prossimi tasselli e nel frattempo cercherò di dare il mio contributo mettendo anche i miei!!!

Caro' Anomalia,
Che bello bellissimo questo guado!
E' coinvolgente e mantiene l'attenzione... secondo me farei una pausa nel momento della battaglia. Cioe' tra le prime frecce e il campo di battaglia coi cadaveri ci metterei uno stop. anche solo una riga... oppure una descrizione piu' lunga della battaglia... pero' abbiamo gia' detto che siamo tutti pacifisti e il sangue non ci piace... che dici?
Tipo: e mentre le foglie continuavano a brillare verdissime e indifferenti noi ci scambiavamo pugnalate e proiettili ignorando i nostri sentimenti...

che fa tipo effetto silenzio.. tempo che passa.. battaglia finita..

che dici?

il guado l'ho scritto di getto... mentro aspettavo il treno... a dire il vero credo che le scritture mi escano sempre di getto... poi quando le riprendo le sconvolgo.
di questa mi piace l'incipit, tanto che mi ritrovo ad usarlo anche per altri pezzi... il tempo del racconto lo volevo "molto presente" ma secondo me non è del tutto in tal senso. per la battaglia ho le remore del pacifista a frenarmi (forse potrebbe essere interessante descrivere meglio la tattica... - ma ho estrema difficoltà a reperire dati storici - del tipo ... che fiume poteva essere, che clima c'era... - e anche quando li reperisco, la mia fantasia non teme argini... e li supera indifferente...)... non ho inteso bene come rendere la pausa nel momento della battaglia. a dire il vero volevo renderla ansiogena... questo non significa che farò cadere nel vuoto le tue osservazioni... salvo dimentirmene per "dementia" appena spento il pc. ola

bisognerebbe anche capire un attimo una generalissima trama... che si puo' comunque cambiare, ma giusto per dare un indirizzo ai nostri sforzi... fino ad ora dove siamo arrivati? Infanzia in africa, concepimento di john horse e poi schiavitu' in america? giusto? Io ora sto leggendo un paio di libri sulla storia dei seminole quando sono gia in Florida cioe' quando gia' sono una tribu'. quindi presto avro il quadro storico completo delle battaglie, ecc.

per ora la sensazine è quella di schegge... grosso modo la tua sintesi di trama e gli input di Jacopo sono il quadro in cui mi muovo... spero presto di gustare i frutti delle tue letture. io avevo immaginato in grande del tipo una serie di libri "la saga" dei seminole, con volumi singoli che descrivano almeno le figure storiche più rappresentative. per la fase del periodo africano al pricipio immagino qualcosa magari di molto più rapido, e poco dettagliato, quasi senza chiare indicazioni etnico temporali... poi le ricerche di Daniela mi hanno affascinato.

Ciao Jacopo, avrei bisogno di scriverti in privato ma non riesco ad accedere alla pagina dei contatti [ scrivimi ]

Accesso negato
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C'è qualche altra maniera per mandarti una mail ?
grazie
ciao

ciao massa di poeti!!
Sto studiando come una pazza.. la tribu' dalla quale proviene john horse e' con tutta probabilita' quella dei Dogon ma e' da verificare..

Ivece per quanto riguarda la storia americana dei seminole vi riassumo brevemente a tappe il manuale consigliatomi da un professore statunitense.

I TAPPA:
La tribù dei seminole si forma lentamente negli anni grazie ai numerosi gruppi che si rifugiavano in florida in seguito a svariate guerre. Oltre a gruppi di nativi americani anche schiavi africani si rifugiarono in Florida formando i black seminole.
In florida da 25000anni vivevano 3 tribù: Apalachees, Timucua e Calusa nel 1750 vennero quasi sterminati dagli spagnoli. 1763 gli inglesi presero possesso della florida e cacciarono le ultime famiglie quindi la florida era disabitata, fertile e ricca.
-1710 prima ondata di indiani creek della tribù muskogean si stanziano a nord ovest della florida.
-1713 un gruppo di creek della tribù mikasuki ripopolano il territorio degli apalachees
-1715 guerra tra indiani yamassee e inglesi (alleati dei creek). Dopo la sconfitta degli yamassee i creek si accoppieranno con le loro donne. Per questo i seminole hanno anche influenze yamassee.
-1750 il primo nucleo di seminole e’ formato dai fuggitivi della guerra yamassee: indiani alachua, oconee e creek. Il loro leader era ahaya piu’ conosciuto come cowkeeper che sara’ il primo di una dinastia di leader seminole.

Ora in Florida ci sono due idiomi: Hitchiti e Muskogee che nonostante siano dello stesso ceppo sono totalmente differenti l’una dall’altra.

1813-14 Guerra creek in Alabama
Inizia come guerra civile tra i creek delle tribù settentrionali (bastoni rossi/Red sticks) e creek delle tribù meridionali. I bianchi condotti da Andrew Jackson approfittano delle ostilità per massacrare i bastoni rossi. Da qui un’altra importante ondata di 1000 creek si rifugiò in florida dopo la confisca delle loro terre. Tra questi c’era anche il futuro leader Osceola.

Il primo ad usare il termine Seminole (selvaggi) fu John Stuart nel1771.

Quindi i Seminole comprendono le seguenti tribù: Apalachicola, Apalachee, Chiaha, Eufaula, tallahassee, tamathili, oconee e yuchi.

QUALCHE DATO SULLA LORO CULTURA
La cultura seminole e’ quasi completamente creek
Il capo villaggio era detto MICO (linea ereditaria o grande valore in guerra). Le sue decisioni erano vagliate da un consiglio di saggio oppure dall’intera assemblea cittadina.
I ragazzi svolgevano lavori da donne finche dopo aver dimostrato valore in guerra perdevano il loro nome d’infanzia e prendevano un titolo di uomo. Questi titoli venivano usati al posto dei loro nomi di battesimo. Il rango si capiva anche dai segni tracciati sul corpo e sul volto.
EMATHLA e’ il leader in tempo di pace
TUSTENUGGEE leader in tempo di guerra
TUSTENUGGEE THLAKO dirigeva piu’ tustenuggee di diverse tribù nel caso di alleanze.
HADJO guerriero valoroso
FIXICO guerriero senza paura

I clan all’interno del villaggio erano matrilineari, ovvero ognuno apparteneva al clan della propria madre e dopo il matrimonio gli uomini andavano a vivere col clan della moglie.

Vigeva la legge dell’occhio per occhio

DONNE
Possedevano la casa.
Si occupavano dei lavori pesanti e manuali, dell’agricoltura l’allevamento e della casa mentre gli uomini si occupavano della caccia e della guerra.
Il divorzio era permesso.
La madre poteva uccidere il figlio nel primo mese di vita se non c’erano le condizioni per crescerlo.
Venivano confinate durante il ciclo e dopo il parto perche il sanguinamento era visto come una purificazione e col sangue usciva il male.
Le vedove dovevano rimanere 4 giorni a letto bendate e non potevano avere altre relazioni per 4 anni a meno che la donna a capo del clan del defunto non glielo permettesse prima.
Il sesso era permesso prima del matrimonio.
Adulterio era punibile col taglio del naso e delle orecchie mentre gli uomini potevano avere piu’ mogli (la prima aveva un ruolo di rilievo rispetto alle altre).
SESSO
Era visto come qualcosa di impuro, quindi era vietato a chi partecipava alla guerra ed era vietato visitare malati per 24 ore.
BAMBINI
Affidati alle madri. Poche punizioni corporali
GRAFFI
Il sanguinamento attraverso i graffi era usato per purificare. Veniva usato come punizione e nei rituali.
Non esprimevano le emozioni in pubblico

RITI
La danza del mais verde/ busk.
Dai 4 ai 7 giorni di celebrazione tra fine aprile e inizio luglio. Tra questi un giorno era dedicato ai giudizi, venivano giudicate le infrazioni alla tradizione.
Durante questa festa i ragazzi ricevevano i loro nomi da uomini dopo essere stati graffiati.

GUERRA
Il leader che perdeva una battaglia rischiava la vita.
Prima di prendere parte alla guerra gli uomini si purificavano reprimendo i bisogni della carne.
Si sedevano in cerchi e bevevano una bevanda nera, un emetico che puliva l’apparato digerente. Poi a turno vomitavano fino a 2-3 metri di distanza. Dovevano digiunare ed astenersi dai rapporti sessuali.

STREGONI
HILLIS HAYA guaritore. Invocava gli spiriti onnipresenti degli antenati e ricorreva a droghe che ricavava dalle piante locali.
La PIUMA DI POIANA indicava un guaritore esperto in ferite da proiettile.
Una LINEA CHE UNIVA L’ANGOLO DELLA BOVCCA AL LATO DEL TORACE indicava un guaritore generale.
Praticavano il salasso.

GIOCHI
Lo stickball era una sorta di lacrosse. A volte si giocava per risolvere tensioni tra villaggi invece della guerra. Per le donne era un rito durante il BUSK

AGRICOLTURA
Utensili primitivi. Nonostante avessero il cavallo non lo usavano in agricoltura.

CACCIA
Cacciavano i cervi col moschetto che compravano dai bianchi finché nel 1750 li uccidono quasi tutti e quindi si danno all’allevamento di bovini.

ABBIGLIAMENTO compravano vestiti dai bianchi e ci aggiungevano delle parti di cuoio.

CASE di legno grazie alle asce di ferro che compravano dai bianchi.

PROPRIETA' PRIVATA la terra non si poteva possedere ma era coltivata da tutti e parte dei raccolti era messa a disposizione della comunità.
Non esisteva l’eredita’. Le cose possedute venivano in parte sepolte col defunto e il resto veniva distrutto.

se avete domande o bisogno di approfondimenti chiedete volentieri!

Salve vain!

Tempo fa ho postato degli appunti tratti da: http://www.farwest.it/?p=1919
Alcune cose le ho trovate fra le tue informazioni. Però quello che mi è saltato agli occhi (e mi prudono ancora)sono delle differenze [per leggere il mio post a cui faccio riferimento puoi cercare “semino... le .... crescono là... e quà“ del 07/05/2010]

Nella pagina del link è riportato: Micco è il capo in periodo di pace
Tu hai riportato: Il capo villaggio era detto MICO (linea ereditaria o grande valore in guerra).
Qui … non vi è molta differenza salvo capire se “il valore in guerra” sia una discriminante per un leader che, appunto perché ha compreso la guerra, cerca in tutti i modi di evitarla.

Nella pagina del link è riportato: Tustenugee il leader in guerra,
Tu hai riportato:
TUSTENUGGEE leader in tempo di guerra
TUSTENUGGEE THLAKO dirigeva più tustenuggee di diverse tribù nel caso di alleanze.
Qui … direi che al di là di identificare una grafia comune il termine è ampliato di un altro significato.

Nella pagina del link è riportato: Emathla indica il capo di una banda che ha dato grossa prova di sè in guerra,
Tu hai riportato: EMATHLA e’ il leader in tempo di pace
ed eccoci di nuovo in quella dicotomia… non vi è molta differenza salvo capire se “il valore in guerra” sia una discriminante per un leader che, appunto perché ha compreso la guerra, cerca in tutti i modi di evitarla [ho copiato e incollato la stessa frase – alle volte sono pigroooooo].

Tu hai riportato: Il primo ad usare il termine Seminole (selvaggi) fu John Stuart nel1771.
Io avevo scritto: Prendendo spunto dal sito http://www.farwest.it/?p=1919 dove è scritto:
«Forse a causa della loro indipendenza li chiamarono “Cimarrones”, un termine che significava i “fuggiaschi” o i “separatisti”. Nel 1771 un agente indiano Inglese John Stuart corruppe il nome in Seminole, un termine che venne applicato prima agli Alaucha e poi a tutti gli Indiani della Florida. I Pellirosse invece si chiamarono, tra loro, Ikaniùksalgi, il popolo della penisola.»
… per come l’hai scritto sembra che Seminole significhi “selvaggi” – o era il significato con cui John Stuart interpreta il nome?

Tu hai riportato i termini: HADJO guerriero valoroso; FIXICO guerriero senza paura
Io avevo trovato anche: Micanopy il re. Haneka il luogotenente,

Hillis Haya il medicine man.
HILLIS HAYA guaritore. Invocava gli spiriti onnipresenti degli antenati e ricorreva a droghe che ricavava dalle piante locali.
Cavolo qui le cose coincidono…

per quanto riguarda la storia delle migrazioni e commistioni dei vari gruppi nativi e deportati che a poco a poco hanno dato vita ai seminole ne accennavo (nella chat durante una recente diretta di Jacopo e Eleonora) come ad un problema per molti "storici" di descrivere questo popolo come "nativi", se non piuttosto dei "rivoltosi indipendenti"; quindi senza una valenza prettamente etnografica. La storia di questo popolo quindi sarebbe non tanto la storia di "pellrossa/nativi" ma la storia della nascita di un nuovo popolo frutto della volontà di alcuni uomini di essere e restare liberi. Forse poi nello scrivere il racconto questo può anche essere irrilevante, ma sapere con quale "input" scrivo può aiutare a discernere la trama o se non altro il modis con cui raccontare...

le indicazioni sul sesso e sui graffi... mi deludono... e spero che con una ricerca si possa arrivare a scoprire che erano solo credenze dei "nativieuropei" ... perchè proprio non mi piacciono!

per ora mi fermo che mi sembra abbastanza.
ola vain... e anche a tutti gli altri. [p.s. grazie]

hehehe...
quali sono le tue fonti? Io sto leggendo the second seminole war di john mahone...consigliatomi da un professore universitario statunitense tra l'altro!!
allora rivedo quello che mi dici tu:
-sri lanka si pronuncia senza alcuna D.
-Each town had a chief called a “MICO”, veniva eletto per via ereditaria o per grande valore dimostrato in Guerra (I bianchi erano infamissimi ed era l’unico modo per essere liberi).
-il tustenuggee thalko e’ diverso dal tustenuggee in quanto li capeggia nel caso di alleanze tra diversi villaggi per condurre una guerra comune.
-Emathla… hai ragione!! Che un piccione mi fulmini! E’ il capo di una banda che ha dato grossa prova di se in guerra.
-Seminoles, a name meaning wild people, because they wanted to draw apart and be by themselves… quindi abbiamo ragione tutti e due. Selvaggi perche’ non vogliono far parte di nessuna confederfazione (es creek).

Per quanto riguarda il ceppo puo’ essere anche bello sapere che la liberta’ non dipende dal popolo, e che alcuni uomini furono tanto selvaggi da organizzarsi e vincere i cattivi!

Per quanto riguarda il sesso e i graffi bisogna interpellare un antropologo… quando feci l’esame di antropologia lessi un testo che spiegava il cannibalismo tra le tribu’…. Lo spiegava talmente bene che alla fine sembrava giusto!! Un addetto ai lavori saprebbe sicuramente trovare il lato positivo… io intanto spremo le meningi…
Grazzzzzie!!

salve vain! dai non uffare... prometto che ... no non prometto niente ecco!

--- quali sono le tue fonti?
le mie fonti sono poche e "non verificabili"... diciamo che spigolo fra le pagine di internet... articoli di riviste tipo "atlante" (ma quelle vecchie)... dizionario delle religioni della BUR... voci di corridoio... amici immaginari... libri della bibblioteca (che orcaloca sembrano conoscere solo Dakota, Navaho, Cheyenne, ... i Seminole il nulla)

--- Io sto leggendo the second seminole war di john mahone... consigliatomi da un professore universitario statunitense tra l'altro!!
io purtroppo ho una conoscenza pitecatropesca dell'inglese...

--- allora rivedo quello che mi dici tu:
--- -sri lanka si pronuncia senza alcuna D.
Ma non ci posso credere...... hehehehehheheh (e si che era tutto così evidente...)

--- [omissis]
ho letto le integrazioni e le osservazioni... grazie... antropologia... bella. ho letto un libro di antropologia culturale in effetti studiarla apre il cervello... e alle volte anche il cuore. quasi quasi lo rileggo
ola

p.s. una curiosità il piccione non ti ha fulminato vero?

l'ho riletto attentamente... avevo slatato una parte... ma eliminavano anche i neonati... (lo so ci sono spesso tali testimonianze fra i popoli... e purtroppo spesso colpliscono in prevalenza le bambine...) ma come potevo leggere queste cose senza ... senza... senza... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA! ecco!

emathla:E’ il capo di una banda che ha dato grossa prova di se in guerra.

+leggere sotto

Vain complimenti!!!!!Quante notizie!!!E quanto è interressante conoscere altre culture anche nelle loro azioni "pratiche" !!!

in effetti fra voi due (daniela76 e vain) il ruscello dell'inizio è oggi un torrente...

io mi sono entusiasmato solo per aver trovato una "sitografia"...

comunque in questo sito

http://www.eidetica.eu/riscatto/seminole.htm
[spero che funzioni]

c'è una "sitografia" molto interessante inerente i vari aspetti dei seminole; alcuni link non funzionano... altri mi sembrano affascinanti...

(perdonatemi la toccata e fuga...)

carissimi e carissime, volevo complimentarmi per il lavoro fatto fin qui. Era necessario che io stessi un po' fuori a guardare perché si sviluppasse un metodo di lavoro. Ho pensato che la presenza dei miei commenti in questa fase iniziale avrebbe dato in qualche modo una direzione. Invece così si è potuto esprimere fino in fondo il gruppo. E mi sembra che sia venuto fuori un ottimo stile di lavoro. A questo punto credo si possa iniziare a tirare una riga e passare a un primo livello di concretizzazione. Tiriamo le reti e vediamo a che punto siamo. Innanzi tutto grazie in particolare a Vain, Daniela76 e Anomalia abbiamo iniziato a centrare la storia. Il contesto. Resta da determinare l'identità etnica. Se poi uscisse qualche prova che era proprio Dogon come abbiamo immaginato sarebbe un colpo. Quello che mi da fastidio dei Dogon è che praticano la circoncisione femminile. Era così anche nel 1700? Interessante anche che l'etnologia moderna giudichi le storie sulla cultura Dogon raccolte inizialmente dagli europei siano frutto di un brutale malinteso (vedi storia che sapevano dov'era Orione ecc). Sono un popolo molto contradditorio, in ogni caso e c'è un'alternanza pazzesca tra strutture matriarcali epatriarcali. Come del resto per i Seminole. Per inciso sarebbe interessante scoprire quale fosse la tribù che Joan Padan incontra nel 1600 e che sbaragli poi gli spagnoli. Quelli erano molto matriarcali tanto che praticavano l'ospitalità sessuale. Apalachees, Timucua e Calusa? altro dubbio, furono sterminati completamente o restarono comunque il substrato sociale intorno a quale si sviluppa la collettività dei rifugiati? Opterei per la seconda ipotesi. Cioè che non vi sia un momento di totale sparizione degli indiani ma una progressiva rarefazione continuamente arginata da nuovi individui che si univano al gruppo iniziale venendone assorbiti culturalmente ma portando anche differenze. Un processo di meticciato che potrebbe spiegare la struttura composita dei costumi con elementi matriarcali e patriarcali. Comunque vedremo via via che la ricerca avanza questi dettagli. Direi invece che iniziamo ad avere una struttura narrativa. Adesso non voglio ancora discutere di stili. Anche qui lascerei andare avanti questa fase interessante di sperimentazione. Direi però che possiamo iniziare a scendere nel dettaglio della narrazione TRAMA cercando DI SPECIFICARE ALCUNI PASSAGGI. Ad esempio mi interesserebbe trovare qualche dettaglio sulla vita di John Horse, e proverei anche a immaginare qualche scena. Ad esempio quando lui va alla piantagione e arringa gli schiavi perché scappino e vadano a combattere con lui. E attenzione è uno che è famoso per aver preso per il culo un colonnello vendendogli 30 volte le stesse due tartarughe. E' un giullare. Anche il fatto che lui faceva il buffone durante le battaglie per incoraggiare i suoi mi piace. Comunque qualunque altro pezzo del racconto va bene. Si può anche non scrivere un testo strutturato come definitivo. E' INTERESSANTE ANCHE PROVARE A BUTTARE GIU' UN trattamento. Cioè un riassunto di quel che succede e si dice in un capitolo. Altra cosa che potrebbe essere interessante se qualcuno volesse provare a raccontare di fronte a una webcam un capitolo. Non leggere, raccontare. parlando si è costretti a una sintesi mirabile. La maggior parte delle cose che ho scritto prima le ho raccontate a voce. E' un grande trucco. Vediamo cosa viene fuori. Un abbraccio e grazie per il vostro entusiasmo.

Otto clan per i Seminole della Florida (Panther, Bear, Deer, Wind, Bigtown, Bird, Snake, and Otter), quattordici per la tribù dell’Oklahoma, due della quali sono discendenti di schiavi che trovarono rifugio e libertà con la tribù prima del trasferimento dalla Florida .
Per essere considerato membro della tribù, un bambino deve essere almeno per ¼ seminole. Quando l’ultima donna di un clan muore, il clan è considerato estinto; molti storici clan sono ormai estinti, come ad esempio quello degli Alligator.
Nel corso della festa del mais nuovo veniva bevuta una bevanda purgante,detta “ASI”, che causava vomito a base di ilex vomitoria .La bevanda nera veniva bevuta il primo giorno della festa,in modo da purificare il fisico e lo spirito;poi il giorno successivo veniva magiato il mais nuovo;il terzo giorno era di digiuno.Secondo la credenza popolarechi non beveva la bevanda nera non poteva mangiare il mais nuovo e si sarebbe ammalato durante l’anno.
Per quanto riguarda la cucina tipica: Raccoglievano nei boschi la radice di una pianta, la Zamia Floridiana o “Coontie” in lingua Seminole, che era velenosa e quindi doveva essere ben lavata. Poi era sminuzzata in un mortaio di legno e la polpa che si ricavava veniva fatta essiccare, ottenendo una farina giallastra, con cui si preparava il pane, oppure bollita e mischiata con patate selvatiche e arachidi, in una minestra chiamata Soffkee. Coltivavano una zucca rampicante che veniva piantata alla base di un albero morto, in modo che i tralci potessero crescere verso l’alto. Era un’agricoltura verticale che permetteva di salvare spazio e teneva i frutti lontano da maiali e mucche. La zucca era piccola ma così dura che doveva essere aperta con un’ascia. Tagliata in strisce e seccata, poteva essere immagazzinata e usata in tempi di carestia; coltivavano pure fagioli, tabacco, cetrioli. Una corteccia amara chiamata Chinino della Florida proveniente da un piccolo albero che cresceva nelle paludi, simile all’albero della Cinchona del Sud America, veniva utilizzata nel controllo delle febbri intermittenti. Usavano la Guava, un frutto che ha il sapore simili alla fragola, i cui semi potevano essere arrostiti o macinati con la polpa per fare un formaggio di guava. Il frutto fresco rendeva 3 volte il suo peso in gelatina.
Ho trovato 2 leggende Seminole:
LA VIA LATTEA
Molto tempo fa il Grande Spirito soffiò il respiro verso il cielo e creò la Via Lattea,un ampio sentiero nel cielo notturno che porta alla città dove le anime dei buoni Semnole vanno dopo morti.Le anime delle persone malvagie,invece,restano nel luogo di sepoltura.
Nella lingua Seminole “so-lo-pihe-ni” significa “la via dello spirito” ,le anime,secondo i Seminole,non tornano mai sulla terra sottoforma di spettri.
Le eclissi secondo la leggenda Seminole,sono dovute al morso che il rospo dà a l sole,il rospo continua a mangiare il sole finchè il sole scompare. I cacciatori Seminole scagliano frecce sui rospi ogni volta che ne vedono uno,proprio per impedire le eclissi di sole o di luna.
Lungo la Via Lattea c’è il Grande Carro che ai Seminole appare come una barca che,la leggenda vuole serva per trasportare le anime dei buoni Seminole nella città del cielo.

I Seminole chiamano la stella del mattino “STELLA DOMANI” e quella della sera “STELLA ROSSA”.

COME SONO STATI DIVISI GIORNO E NOTTE

Gli animali tennero una riunione presieduta da No-koos-see (Nokosi), l’orso.
La questione riguardava la divisione del giorno e della notte:alcuni volevano solo il giorno,altri solo la notte.
Poi lo scoiattolo Chew-thlock-chew (Tciloktco), disse: “Guardando Woot-Kew (Wotko), il procione,che ha la coda ad anelli divisi in parti uguali uno chiaro e uno scuro,penso che giorno e notte dovrebbero essere divisi come la sua coda:in parti uguali”
Gli animali rimasero tutti sorpresi dalla saggezza dello scoiattolo,ma l’orso,per invidia,con una zampata lo graffiò sulla coda,dando ai discendenti dello scoiattolo le classiche striature sulla coda.
Le lingue parlate dai Seminole erano 2:CREEK e MUSKOGEAN
Alcuni vocaboli della lingua CREEK:
Lok-ts-sum-pa = quercia
Choo-lee = pino
E-to = albero

Kvpe = ceneri per la cucina
Esropottv = ago (Seminole della Florida)
Cufonwv = ago (Seminole dell’Oklaoma)
Cvtokolka = carbone
PARTI DEL CORPO:
chokwv :bocca
hvcko:orecchio
torwv:occhio
ekvesse :capelli

yopo:naso
Enke:mano
COLORI:
lvstē: NERO
hvtkē:BIANCO
cate: ROSSO
holattē:BLU
Oklane:GIALLO
oklanē:CELESTE
okholattē:VIOLA

ANIMALI:
Efv:cane
Corakko:cavallo
Nokose:orso
Wotko:procione
Kono:puzzola
Cufe:coniglio
Lvmhe:aquila
cetto= serpente

NUMERI:
1: Hvmken
2: Hokkolen
3: Tuccēnen
4: Osten
5: Cahkepen

ALTRE PAROLE:

Honvnwv:UOMO
Hoktē:DONNA

Hvse:SOLE
Hvrēssē:LUNA
Owv:ACQUA
istonko (pronunciato ISS-tone-KOH):CIAO

VERBI
cvhoketv (pronuncia: cahoketa) = divorare
Cvfeknicetv (pronuncia: cafekniceta) = guarire
Pvpetv:mangiare
Hecetv:vedere
Pohetv:sentire
Yvhiketv:cantare
Enkvpvketv o Wiketv:partire

ALCUNI VOCABOLI DELLA LINGUA MUSKOGEAN:

chehuntamo : (pronunciato Chee- Hun-TAH-moh) CIAO
Nakni:UOMO
Tayki:DONNA
Niilhaasi:LUNA
Haasi:SOLE
Ooki:ACQUA
Iifi:CANE

NUMERI:
1: Lhaamin
2: Toklan
3: Tocciinan
4: Ostaakan
5: Cahappaakan

COLORI:
Hatki:BIANCO
Lakni:GIALLO
Kitisci:ROSSO
Looci:NERO

VERBI:
Impa:MANGIARE
Hica:VEDERE
Hakla:SENTIRE

Non so se ci possano essere utili o meno,ma le scrivo ugualmente(non si sa mai)
ciao a tutti

Bravissima!!! Lavoro stradordinario!!!!

dopo una attenta analisi degli eventi è stabilita l'indizione del dì di daniela. In tale evento si esalterà l'opera mirabile dei ricercatori in special modo di tutti quelli che si chiamano daniela76.

si prega di divvulgare

p.s. non so se te l'ho già scritto, ma ripetere le cose belle non guasta mai: "il tuo lavoro è eccezionale"...

ora copio in pen drive... ed elaboro. (sperando di avere un po' più tempo rispetto a questi giorni trascorsi...)

grazie Nuzzino e Anomalia,ci sono altre info appena ho il tempo necessario traduco e posto (il problema è sempre quello:il tempo)
Scusate i periodi di latitanza intermittente.
Ciao,buona giornata a tutti (qui diluvia)

Mi sembra piena di spunti per arricchire dialoghi e interludi...

dunque... ho concluso un altro capitolo del libro che sto leggendo. Prima pero' del riassunto volevo proporre 2 cose:
1- credo ci serva un blog a parte per avere tutto il materiale in maniera ordinata: uno spazio per la storia, uno per la trama, uno per i pezzi che scriviamo ecc.. altrimenti diventa un po complicato tenere un filo del discorso.. oppure una struttura tipo quella che ha il gioco dei regali( http://www.jacopofo.com/forum/58 )...
2- abbiamo tutti skype? in quel caso possiamo darci un appuntamento settimanale o bisettimanale... giusto una mezz'ora per scambiarci le idee come giustamente consiglia jacopo. decidiamo un giorno che va bene a tutti... magari dopo cena cosi' e' piu' semplice che dite? per me va bene sempre tranne martedi'. fatemi sapere le vostre disponibilita'.

sto contattando un professore universitario in florida....

ecco che arriva il riassuntoooooooo........

LA PRIMA GUERRA SEMINOLE

La FLORIDA e’ spagnola per tutto il diciottesimo secolo ad eccezzione dei due decenni dal 1763-83 che passa sotto il dominio inglese. Gli americani hanno comunque sempre interesse a levare la florida agli spagnoli e spingono sul confine con georgia, alabama e florida.
-1790 William Augustus Bowles of Maryland e’ un bianco atipico che decide di mettersi a capo degli seminole e dei creek meridionali. Fonda Muskogee popolata da muskogeans. Muore nel 1805 in una prigione spagnola ma il suo operato riesce ad incrinare i rapporti tra indiani e americani della georgia e alabama
-1774 Molti schiavi neri scappano dalle piantagioni e si insediano in florida. Molti diventano “schiavi” dei seminole ai quali devono un terzo del raccolto. Essi erano ottimi guerrieri, molto intelligenti ed erano bilingui (inglese, creek. Utilissimo). Gli americani accusano gli indiani di rubargli gli schiavi. I creek senza un consenso dei seminole firmano un trattato dove attestano di restituire gli schiavi>>questo inasprisce i rapporti creek-seminole
-1812 Il governatore spagnolo Kindelan aizza gli indiani contro gli americani e a condurre piccole invasioni in georgia. Di conseguenza il colonnello Daniel Newnan porta i suoi in territorio spagnolo per attaccare il nucleo indiano. La battaglia durera’ dal 27 settembre all’11 novembre. I seminole capitanati dal re payne vincono gli uomini di newnan. Questo fa molto inalberare gli americani.
-1813 Arrivano rinforzi dal tennessee col colonnello john williams che brucera’ 386 case indiane, distrugge i raccolti e rapisce il bestiame.
-1813-14 GUERRA CREEK (dettaglio nel post precedente) che vede i creek contro i bianchi. Andrew Jackson ha la meglio sui creek ai quali confisca le terre. Molti profughi si rifugiano dai seminole
-1814 EDWARD NICOLLS luogotenente colonnello della marina di sua maesta’ di Inghilterra arruola alcuni mikasuki lungo il fiume apalachicola. Costruisce un fortino che nel 1816 lascia agli indiani. Esso viene pero’ subito occupato da una banda di neri e verra’ chiamato negro fort. (in florida nel territorio spagnolo a 60 miglia dal confine americano). Esso giace lungo le sponde dell’apalachicola e quindi interferice con i rifornimenti diretti in georgia in particolare al fort scott.
-1816 i neri incendiano un vascello mandato dal generale maggiore Andrew Jackson
-1816 l’ufficiale Edmund peddleton gaines riesce a distruggere fort negro per culo perche’ centra il magazzino delle munizioni con una palla di cannone.
-Il fiume flint separava fort scott dal villaggio di mikasuki chiamato fowltown (villaggio del pollame). Il re nemathla si allea con bowlegs (gambe storte) a capo degli alachua e minaccia gli americani di massacro in caso di una lorro incursione. Questo fu il fattore scatenante della I GUERRA SEMINOLE
-1817 novembre. Il maggiore David Twiggs con i suoi 250 vengono sconfitti vicino fowltown mentre il luogotenente scott viene massacrato insieme ai suoi 40 sul fiume flint.
-1817 Washington autorizza Gaines ad entrare nel territorio spagnolo per combattere i seminole. Il 26 dicembre Andrew Jackson viene incaricato di sottomettere i seminole
-1818 il comando della guerra passa dall’alachua bowlegs al mikasuki Capechimico. I bianchi di fort scott attaccano fowltown e trovandola deserta la bruciano.
-1819 gennaio. Andrew Jackson con 1500 americani e 2000 creek (maledetti traditori)attaccano e distruggono i villaggi mikasuki che si ritrovano senza armi e guerrieri. 200 negri riescono a rallentare i bianchi con archi e frecce sul fiume suwannee per dare tempo ai civili di scappare.

Intanto Jackson che voleva togliere la florida agli spagnoli manda Gaines a prendere st augustine senza il consenso inglese. Si comincia quindi a dubitare della correttezza di Jackson anche per quanto riguarda la crudelta’ verso gli indiani.

Le impressioni di un osservatore del tempo sui seminole:
apparentemente disgraziati, lunghi e dritti capelli neri che puzzano di grasso d’orso, la pelle color cioccolato sporco, naso e orecchie ornati con anelli d’argento e ottone. Disprezzavano i bianchi e ancora di piu’ i negri dei quali non gli interessava neppure lo scalpo. Avevano un debole per l’alchool. In paese gli uomini si ubriacavano il primo giorno, ma il seguente toccava alle donne, in questo modo c’era sempre qualcuno in possesso delle proprie facolta’.

comunque sono Vania
ciao!!

Mi pareva fossi tu...siamo "amiciziate" su FB!!!!!!
comunque:accidenti che lavorone che ti stai facendo!!!Complimenti!
Poi per quel che riguarda skype per me va benissimo,decidete voi i giorni(o le sere) in cui "incontrarci",io lavoro con dei turni(sera,pome,mattina,notte,smontante,riposo)quindi cercherò di organizzarmi in base a voi ;)
ciaooooo

Carissime e carissimi
Intanto che aspettiamo che qualcuno cucini una trama generale, o almeno ci provi per darci qualche cosa da cui iniziare, possiamo ingannare il tempo discutendo di stile.

Approfitto del lavoro di scrittura di Daniela76 (pubblicato qui sotto in data14/05/2010).

E parto dicendo che la struttura del racconto va bene, va bene il tentativo di collocare con nomi africani la narrazione.
Qui però bisognerebbe spiegare, tradurre.

Appena arrivata al villaggio Kai vide che tutte le donne dell’ onganda (((????))) erano riunite davanti all’ ondjuwo (((????))) di Abeke. Due parole ma bisogna dare un’indicazione.

QUI SOTTO SI EVIDENZIA UN'ALTRA QUESTIONE.
Kai guardò il giovane più da vicino:certo che era proprio bello!Aveva i capelli rasati sui lati e raccolti in due trecce piuttosto lunghe …..due trecce;questo,secondo la loro cultura, voleva dire che il ragazzo era in età da matrimonio ma non ancora sposato. ((ALLORA QUI C’è UN PROBLEMA: questo,secondo la loro cultura, voleva dire che E’ COME SE LA VOCE NARRANTE SI IDENTIFICASSE CON QUALCUNO DELLA NOSTRA CULTURA. IO NON FAREI QUESTA ROTTURA. USEREI UNA CHIAVE TIPO TELECAMERA CHE SEGUE SENZA DAR GIUDIZI O POSIZIONARSI RISPETTO GLI EVENTI. TOGLIEREI QUALUNQUE COSA RALLENTI IL RACCONTO))))

E ORA LEGGIAMO QUI:
Abeke presentò i due giovani senza tanti convenevoli e rapidamente si dileguò.
I ragazzi,dopo un primo interminabile momento di imbarazzo,iniziarono a parlare del passato,dei giochi che erano soliti fare insieme,delle leggende degli antenati che Abeke raccontava loro:si,era come se non si fossero mai lasciati ed ora Kamau,il suo amico d’infanzia,il compagno di mille scoperte e avventure,era lì ancora una volta vicino a lei per condividere un altro evento importante della sua vita!
Mentre Kai era assorta nei suoi pensieri il tempo e il momento della cerimonia arrivò:fu Abeke a darle inizio recitando un’antica formula che veniva tramandata oralmente da secoli e che segnava per le giovani Himba l’ingresso nell’età adulta;Kai mantenne un atteggiamento solenne per l’intera durata della cerimonia,finchè poi tutta la sua gioia esplose nelle danze Himba che,tradizionalmente,seguivano il rito.

TUTTO QUESTO PEZZO E’ OK PER QUEL CHE NARRA MA NARRA RIASSUMENDO IL SENSO DELLE AZIONI INVECE DI DESCRIVERE LE AZIONI.
IO RISCRIVEREI LE ULTIME RIGHE COSì:

Kai era assorta. I suoi pensieri nuotavano tra gli avvenimenti della sua vita. Si ricordava il coccodrillo che aveva visto lungo il fiume, una volta, le danze delle donne vestite con pellicce e criniere di erba secca, si ricordava in particolare delle grida che lanciavano per scacciare la malasorte. Grida che facevano quasi dolere le orecchie. E si ricordava quando suo padre era venuto a fare visita alla casa e le aveva portato un cane bianco, molto piccolo.
Kai sentì Abeke che suonava il tamburo grande, quello che emetteva un suono basso, erail momento di andare.
Una donna estremamente vecchia, che aveva fatto nascere sia sua madre che sua nonna, era ricoperta da un mantello di pelli di pecora rasate col fuoco, cucite e dipinte. In testa aveva una maschera che sembrava il muso di una tigre. Agitava un mazzetto di rametti di carruba. I frutti, ormai secchi dentro i baccelli, sbattevano producendo un suono simile a quello che il serpente a sonagli produce agitando con la sua coda.
Kai era felice, entro poco sarebbe diventata una donna adulta e la femminilità sarebbe esplosa dentro di lei. Nessun uomo l’avrebbe più trattata come una bambina incapace di amare.
Ora tutti gli uomini l’avrebbero considerata. Lei era una giovane madre.
Kai stava attenta a non muoversi. Una donna doveva dimostrare di avere i piedi saldi sulla terra. Sulla testa teneva in equilibrio una grande anfora piena d’acqua. Era abituata a farlo, tutti i giorni e non aveva mai rovesciato una goccia d’acqua. Ma ora c’erano i fuochi, le danze, la vecchia levatrice che le urlava parole incomprensibili nella lingua degli avi che tutti avevano dimenticato. E si sentiva talmente emozionata da non saper più reggere un’anfora sulla testa.
Poi l’anziana del villaggio le gettò addosso dell’acqua, le infilò in bocca della farina di …………., un frutto velenoso che doveva essere lavato e essiccato per diventare cibo buono. Con le dita intinte dentro miele e terra rossa le tracciò dei segni sul ventre e sulle cosce.
Poi toccò e nominò tutte le parti del corpo della ragazza incoraggiandole ad essere forti. Intanto la musica dei tamburi si faceva sempre più avvolgente. E tutto lo spazio attorniato dalla gente era pieno di odori forti. Si bruciavano erbe aromatiche e una polvere che veniva da lontano. Tutti bevevano birra di orzo fermentato nelle zucche dure che crescevano da quelle parti sopra gli alberi morti.
Le coltivavano facendole crescere verso l’alto per evitare che pecore e bovini se le mangiassero.
Un uomo entrò nel cerchio rituale.
Gridò forte. Aveva una maschera di legno sul viso che rappresentava un toro rosso.
La vecchia sciamana lo colpì violentemente con una canna di bambù.
Poi gridò tre volte.
Subito dopo le donne gridarono tutte insieme e Kai seppe di essere diventata donna.
E finalmente potè danzare di fronte a tutti la Himba che aveva provato e riprovato di nascosto, con le sue amiche.
Tutto il corpo doveva muoversi assieme, poi doveva restare immobile, poi ancora uno scatto, poi ferma. Sempre più veloce fino a diventare un tremore violento che prendeva tutto il corpo incentrandosi sui fianchi. La gonnellina di foglie seccate e dipinte avrebbe aumentato l’apparenza di quello scuotimento.
Zama le aveva detto che gli uomini erano molto interessati a questo movimento. E lei, sapeva bene perché.

(((Quel che ho cercato di fare qui è tradurre il racconto di Daniela che procede per concetti, in una sequenza di gesti o sensazioni. Far vedere quel che succede rende secondo me anche più facile scrivere.)))

Note: Non uso la parola ORA (orario) perché si suppone che queste tribù non avessero orologi né il concetto di ora. Come ho detto ci sarebbe una rottura tra il naratore e quel che descrive…))))

((((STESSO PROBLEMA PER LA DESCRIZIONE DELLA SCENA DI SESSO.)))))

L’accarezzò,la portò al limite poi furono una cosa sola e il maschio turgore di lui trovò rifugio nell’accogliente femminilità di lei. I loro corpi,tesi fino allo spasimo nel momento di massimo piacere,si
rilassarono l’uno contro l’altro felici ed appagati.....

(((((((((RACCONTI PER CONCETTI. IO PROVEREI INVECE A PARTIRE DA COSA CERCA, COSA IMMAGINA UNA GIOVANE DONNA DI UNA TRIBù SEMI MATRIARCALE DEL 1700.
Io starei stringato sul sesso sennò ci giochiamo milioni di lettori… Racconterei l’emozione inventandomi un dialogo, o un pensiero di lei, o descrivendo solo un piccolo gesto come una lieve lenta carezza sul collo. Niente di più, ma un’azione.
Spero di essermi capito )))))))))

ok capito: più "occhio di telecamera",meno concetti ____in effetti l'azione descritta come tale rende tutto molto più coinvolgente :)
grazie ;)

Così gli indiani Seminole chiamavano il loro Dio: Breath Giver, colui che da il respiro.

Ho tradotto delle notizie "generiche" e alcune altre trovate su saggi e testi di etnomatematica di autori americani:

Nel paganesimo europeo la luna è femmina,il sole maschio.
Presso le popolazioni che hanno un passato da società nomade la madre è il centro della famiglia;l’uomo andava e veniva in base agli impegni che egli aveva per caccia e difesa del territorio.
Era quindi la donna a stabilire l’andamento della famiglia;perciò la donna era rappresentata dal sole dorato e costante e l’uomo dalla luna potente,ma mutevole a causa dei suoi continui viaggi ciclici nel cielo.
Gli sciamani venivano già scelti dallo Spirito alla loro nascita;c’erano 9 gradi di sciamanesimo,ognuno dei quali rappresentava uno dei 9 rami dell’albero del mondo.

Per quanto riguarda la parola “SEMINOLE” questa ha origine dalla pronuncia sbagliata degli europei della parola Creek “SIMANOLI” il cui significato è fuggiasco.
Il loro sistema di conteggio era in base 10,non esistevano simboli scritti,ma piuttosto del materiale con cui i numeri venivano rappresentati (semi o ciottoli) per descrivere fisicamente le quantità.
Il riferimento Seminole per indicare lo zero era l’equivalente di “avere nulla”.
I numeri molto grandi non erano necessari,quindi non esistevano parole per indicarli nello specifico. (L’avere “troppo” era considerato culturalmente inappropriato in quanto significava che la persona era avida e non disposta condividere con gli altri).Quando avevano la necessità di indicare numeri grandi lo facevano in altro modo:se ad esempio un Seminole doveva indicare il numero delle stelle in cielo diceva che ce ne erano talmente tante che non avrebbe terminato di contarle neanche se avesse contato per tutta la sua vita.
Le parole che seguono sono quelle usate per indicare i numero da 1 a 10 e fino a 100:
1 - Hum-kin
2 - Ho-ko-lin
3 - Too-chin
4 - Os-tin
5 - Chaw-kee-bin
6 - A-pa-kin
7 - Ko-lo-pa-kin
8 - Chin-na-pa-kin
9 - Os-ta-pa-kin
10 - Pa-lin
20 - Pa-lin-ho-ko-lin
30 - Pa-lin-too-chin
40 - Pa-lin-os-tin
50 - Pa-lin-chaw-kee-bin
60 - Pa-lin-a-pa-kin
70 - Pa-lin-ko-la-pa-kin
80 - Pa-lin-chin-na-pa-kin
90 - Pa-lin-os-ta-pa-kin
100 - Chope-kee-hum-kin

Per quanto riguarda la misurazione il corpo costituiva per I Seminole un ottimo standard di misura;per esempio: la distanza tra il naso e la fine di un braccio teso era usata per prendere le misure per gli abiti; per la costruzione delle loro case tradizionale dette “Chickees” veniva usata la “po-cus-wv e-mv-pe” (pronuncia: ba-giz-u-ah e-mobi) che può essere tradotto con “la lunghezza di un manico d’ascia”.
CHICKEES - Caratteristiche case Seminole fatte con un pavimento di assi di legno sollevato da terra,coperto da un tetto di paglia. La maggior parte delle volte non avevano pareti;per questo durante le piogge la casa veniva ricoperta da un telo per mantenerla asciutta. Questo tipo di struttura era ideale in quanto il clima era paludoso e l’altezza da terra impediva lo sprofondamento nel terreno e teneva i serpenti fuori casa.
Le distanze erano espresse in base al tempo che si impiegava per arrivare da un punto A ad un punto B;la velocità veniva misurata indicando i mezzi usati per viaggiare:il modo più lento era dato dal camminare a piedi,seguiva l’uso del carro e il modo più veloce era la canoa.
La matematica era spesso usata per spiegare concetti come l’età e il tempo che intercorreva tra alcuni eventi importanti:l’anno era calcolato con un ciclo di 2 stagioni.
Il gioco praticato presso i Seminole era lo stick ball,giocato uomini contro donne,il gioco tradizionale dei bimbi era simile al “mumble peg” (Appalachian): consisteva nel lanciare a turno un bastone appuntito in un mucchio di sabbia o terra,il punto era realizzato se il bastone si conficcava verticalmente e rimaneva così. Spesso veniva usato anche l’osso del ginocchio della mucca per fare questo gioco.

Ciaooo ;-)

Carissimi!
Ora che siete tutti in ferie sicuramente avrete un sacco di tempo per scrivere e creare...
Io intanto sto entrando in contatto con dei grandissimi, grassissimi e americanissimi luminari esperti nel campo storico-seminole... Cosa gli vogliamo chiedere?
Che pezzi ci mancano?
Io inizierei con:
-Di che cavolo di tribu'era Jhon Horse?
-anneddoti culturali?
etc.etc.
baci baci

Salve!
si lo so ... sono un po' assente... e non sono in ferie (per ora)... di domande ne ho una caterba alcune vertono a consolidare i dati già in possesso altre a individuare nuovi input...
1 domanda: "mi date i contatti per incontrare gli anziani dei Seminole?"
2 domanda: "mi dite tutto quello che sapete sui seminole"
3 domanda: "mi sapete fornire un bibliografia cartografica e ambientale dell'area dei seminole e del periodo fra il 1600 e i nostri giorni?"
4 domanda: la storia della tartarga... qualcuno me la racconta?... io l'ho immaginata così... cosa c'è di non seminole?
5 domanda: queste sono le parti che abbiamo scritto... dov'è che si vede proprio che siamo italiani e non seminole?
6 domanda: seminole è una "storpiatura" loro come preferiscono essere chiamati?
7 è possibile avere indizzi sui "contributi" afro nella cultura seminole, e con quelli ricostruire una zona di origine dei medesimi?
8 il caffè lo gradite? espresso o ameriano?... latte?
9 conoscete dei contatti per essere ospiti presso una delle tribù seminole per qualche tempo
10 siete stanchi o posso proseguire con le domande?
...
ola... devo andar a lavorar... yo yo yo... adiamo a lavorar...

Per quanto riguarda le interviste secondo me sono da orientare gli obiettivi e poi seguire l’istinto.
Orientare gli obiettivi aiuta nella scelta di cosa fare.
Ad esempio immaginiamo di essere noi i Seminole e di voler conoscere la cultura italica… il primo input sarebbe quello di ascoltare direttamente la popolazione… ma in tal caso il contatto deve essere diretto, e prolungato, facendo attenzione di cogliere anche le cose apparentemente insignificanti, che poi possono avere invece un valore storico antropologico, come ad esempio la modalità con cui si da la precedenza negli ingressi.
Altro percorso è quello di contattare gli esperti, uno storico, un antropologo, un politico, un cultore dell’arte, un cantafavole… ognuna di queste figure darà una lettura diversa della storia e delle vicende del popolo… immaginate la differenza di impressione che potrebbe avere un intervistatore Seminole che incontra prima Dario Fo e Jacopo Fo discorrendo di cultura e di storia italiana, e fa successivamente un’intervista all’attuale ministro dell’istruzione.
Ecco perché è importante avere qualche idea di chi si va ad intervistare (anche un pregiudizio, ma che sia conscio), ecco perché le grandi interviste sono precedute da grande preparazione (come insegnava la Fallacci), ma abbisognano di grande istinto “di pancia”.
Forse dovremmo decidere di orientare questa prima “spedizione” con un obiettivo circoscritto, come raccogliere “il più possibile su John Horse e la sua famiglia".
Ma poi riflettendoci... a cosa serve pensare e scrivere tutto questo sapendo che siamo nelle buone mani e sinapsi di Vania. Già mi frullo all'idea del matriale che sarà riportato!

Una domanda che mi "frulla" in testa,ma che non sono riuscita a soddisfare è quella sulla parte spirituale dei Seminole...cioè proprio nella pratica di eventuali riti,anche riti funebri(ok so che la cosa è appena un tantino macabra),iniziazioni;e se fosse possibile conoscere di più sulle loro feste,sapere se avessero o meno un particolare abbigliamento da battaglia,conoscere eventuali strategie tipiche di attacco.(se ce ne erano)
Poi sarebbe interessante riuscire a sapere qualcosa di più sui loro nomi....
Per ora ciao meravigliosa Vania e ciao a tutti:)
P.S. scusate,volevo rispondere sotto il post di Vania;ma dato che il mio livello di "rincoglionimento" cresce in misura esponenziale nel mese di agosto,raggiungendo livelli preoccupanti,ho sbagliato :)))

Salve!
ho trovato questa cosa interessante:
http://www.gutenberg.org/files/19155/19155-h/19155-h.htm

magari poi la vostra più ampia conoscenza dell'inglese ne saprà trarre massimo giovamento

ho l'impressione che voi lo avevate già trovato!

se non ti dispiace mi "traducicchio" immediatamente la tua scoperta eppoi la posto tradotta,mi pare ci siano notizie interessanti ;)

Si tratta della 5° relazione annuale del dipartimento di etnologia dell'istituto Smithsonian,anno 1883/84.
Florida,1 ottobre 1880.
Ci sono un gruppo di Nativi,conosciuti come Seminole,sono 208(112 maschi e 96 femmine) formano 37 nuclei familiari e sono divisi in diversi accampamenti:The Big Cypress Swamp, Miami River,Fish Eating Creek, Cow Creek e Cat Fish Lake.I primi nella contea di Monroe,chiamata il "giardino del diavolo",sulla sponda nord-ovest della palude del Grande Cipresso,a 15/20 miglia sud-est del lago Okeechobee;i secondi nella contea di Dade,sul piccolo fiume Miami,non lontano dalla baia di Biscayne e 10 miglia a nord dal luogo dove doveva essere Fort Dallas durante la grande guerra Seminole;i terzi nella contea di Manatee,a circa 5 miglia dall'insenatura ovest del lago Okeechobee;i quarti nella contea di Brevard,lungo il ruscello che scorre verso sud a circa 15 miglia a nord-est dell'entrata del fiume Kissimee nel lago Okeechobee;gli ultimi sul piccolo lago nella contea di Polk,a metà strada tra il lago Pierce e Rosalie,in direzione della sorgente del fiume Kissimee.
Caratteristiche fisiche maschili
alti intorno ai 6 piedi,scuri di carnagione,fronte ampia e marcata,viso squadrato,hanno portamento fiero,occhi neri molto espressivi,naso leggermente aquilino,labbra non molto piene,ma sensuali,denti dritti.- l’autore dice che 2 guerrieri gli hanno permesso di manipolare i loro muscoli per saggiarne la consistenza e quello che egli ha notato è stato soprattutto la muscolatura degli arti inferiori,anche se il loro intero corpo era molto muscoloso ;ha notato anche la forza dei loro piedi e l’ha attribuita al fatto che percorressero molta strada a piedi nudi;l’autore dice di aver visto il figlio di Ko-i-ha-tco’, Tin-fai-yai-ki, un ragazzo alto e snello dsi non più di 12 anni,imbracciare un pesante fucile “kentucky” e seguire suo padre passo dopo passo x 1 giorno di caccia.Egli riapparve al tramonto trasportando,oltre al suo fucile,anche un cervo di circa 50 libbre.
Caratteristiche fisiche femminili
Le donne sono ben proporzionate e di bell’aspetto,sebbene alcune di loro siano al di sotto dell’altezza media delle donne.I loro lineamenti sono particolarmente gradevoli ed il loro corpo sembra esser strutturato x reggere la fatica fisica.Per bellezza,grazia ed avvenenza,l’autore sostiene che le donne Seminole sono le migliori tra i Nativi americani.
Vestiti
Hanno un abbigliamento semplice,ampio e comodo. Gli abiti son fatti principalmente di cotone,calicò,percalle e flanella. Usano anche altri indumenti di pelle di cervo o altri animali.Presso gli empori dei bianchi acquistano sciarpe di cotone dai colori brillanti,scialli di lana,mantelli di lana leggere e,ultimamente,anche se ancora di rado indossavano pantaloni di pelle e scarpe.
Abbigliamento maschile: l’abbigliamento giornaliero e da “casa” di un guerriero Seminole consisteva in una lunga camicia di cotone di colore non sgargiante spesso a righe,una sciarpa,un turbante,raramente mocassini. La camicia è lunga fino alle ginocchia e chiusa da bottoni;anche sui polsini c’erano bottoni che chiudevano le ampie maniche. L’indumento è aperto dal basso x pochi pollici;una cintura di cuoio o pelle stringe la cintola degli uomini;a questa sono attaccati 1 o più marsupi nei quali vengono portati proiettili,coltelli tascabili,pezzi di silice e piccoli pezzi di carta.Alla cintura vengono appesi anche 1 o più coltelli da caccia,ognuno della lunghezza di almeno 10 pollici.L’autore dice di aver proposto ai Seminole di fare delle tasche sulle loro camicie,così da poterle usare al posto dei marsupi;ma loro mostrarono poco interesse x la sua proposta.Il turbante è fatto di 1 o più piccoli scialli di lana che hanno disegni e colori simili a quelli dei clan scozzesi. Vengono avvolti intorno alla testa che,però,nella parte superiore resta scoperta;il turbante è piegato ed assicurato abilmente in testa senza l’ausilio di spille.Quando il turbante è sistemato sembra una sezione di un cilindro sulla testa di un uomo. Le pieghe dei turbanti vengono usate anche come tasche.A caccia vanno a capo scoperto.I mocassini erano fatti di pelle ed erano gialli o rosso scuro.
Abbigliamento femminile: consiste in una camicetta abbottonata chiusa con dei polsini,lo scollo è spesso ampio e senza bottoni,per esser facilmente infilato dalla testa;la gonna lunga fino ai piedi e spesso fino a terra è fatta con calicò o percalle di colore scuro. L sottogonna è legata saldamente in vita.L’autore riferisce che non ha visto donne calzare mocassini;le donne non hanno copricapo e per difendersi dal freddo usano uno scialle di cotone sulle spalle.Le bambine di 7/10 anni sono vestite solo con la sottogonna e i ragazzi della stessa età portano solo la camicia.I bambini piccoli sono,di regola,nudi e coperti solo quando molto freddo.
Ornamenti personali:Gli uomini tagliano i loro capelli eccezion fatta x una striscia di un pollice circa da tempia a tempia ed una perpendicolare lungo tutto il cuoi capelluto,pettinata generalmente in 2 code.
Le donne raccolgono i loro capelli in una maniera piuttosto simile a quella delle donne bianche;sono raccolti spesso in un’acconciatura a forma di cono abbastanza allungato,alla cui estremità è messo spesso un nastro;tra le giovani ragazze c’è l’uso di intrecciare i capelli e fermarli con un nastro.
Ornamento degli abiti: gli abiti di uomini e donne hanno di solito pochi ornamenti. Trecce e strisce di vari colori sono lavorate sugli indumenti,con buon gusto. La parte superiore della camicia delle donne è solitamente ricamata con trecce gialle,rosse e marroni;a volte queste trecce si estendono da lato a lato.
Occasionalmente una piccola mantella viene attaccata alla camicia,anch’essa è adornata da trecce.Lo stesso materiale usato per ornare la camicetta è spesso usato per ornare anche la gonna;le donne ricamano dei rombi o dei quadrati nella parte inferiore delle gonne. L’autore riferisce di non aver visto decorazioni curvilinee,sono tutte diritte o ad angolo.
Uso delle perline: Presso le donne Seminole sembra molto importante adornare il collo con molte collane di perline;hanno particolare predilezione x le perline in vetro tagliato della lunghezza di un quarto di pollice o poco più,solitamente di colore blu scuro (il costo a Miami è di $ 1.75 alla libbra).L’autore riferisce di un particolare che ha notato nell’accampamento della palude del Grande Cipresso,dove una donna aveva talmente tante collane di perline da impedirle di tenere il collo dritto,egli dice di averne contate almeno 200,riempivano lo spazio sotto il suo mento e coprivano il collo fino alle orecchie.
Dischi d’argento: altro ornamento portato dalle donne sulle camicette,insieme alle perline è il disco d’argento;10 o più di questi dischi sono portati da ogni donna. Questo ornamenti sono fatti dagli uomini con i quarti di dollaro e i 50 centesimi:i pezzi di moneta sono martellati abbastanza finemente,reso concavi,forati e ornati da scanalature lungo la circonferenza. I dischi fatti con il mezzo dollaro vengono detti “scudo da seno” ,sono sospesi uno su ogni seno,tra i dischi sono spesso inseriti altri ornamenti.
Orecchini: Le donne hanno spesso da 1 a 10 fori sull’orecchio;tali fori sono spesso riempiti con dei pezzetti di legno di palmetto di 1/5 di pollice di lunghezza e del diametro del perno. A parte i fori alle orecchie gli Indiani della Florida non sono soliti mutilare il loro corpo x scopo di abbellimento;non forano labbra e naso,non sono soliti dipingere i loro corpi eccezion fatta per la festa annuale de “mais verde” e per il viso dei loro morti.
Anelli: non sono molto comuni,quelli che ci sono vengono fatti in argento ed hanno buona manifattura. L’autore riferisce che non ci sono ornamenti d’oro e le monete d’oro non sono considerate di grande valore,il metallo prezioso è l’argento.
Ornamenti maschili: sono fatti a mezzaluna,sono sospesi al collo da una corda inserita nelle due cuspidi della mezzaluna;gli uomini usano anche dei bracciali come ornamento,sempre fatti d’argento e legati al polso da una corda passante tra i fori alla fine del metallo. Cintura e turbante sono spesso ornate con oggetti in argento lavorato. Questi ornamenti non vengono indossati ogni giorno,ma in occasioni di festa o quando si recano nei negozi.
ME-LE: l’autore dice che un disegno del luogotenente Brown,della caserma di Saint Francis,Florida,gli permette di mostrare com’era l’abbigliamento della festa di Me-Le,un giovane mezzo-sangue figlio del Seminole Ho-laq-to-mik-ko e di una donna di colore adottata dalla tribù quando era bambina. Me-Le indossava un paio di pantaloni di flanella rossa non così lunghi da coprirgli le cosce,i suoi ornamenti erano:collane d’argento a mezzaluna,bracciali,una fibbia in argento sulla cintura e un ornamento sul turbante.
Caratteristiche psicologiche
Sono persone coraggiose,indipendenti,fieri,comunicativi;non mancano di senso dell’umorismo;sono affettuosi nel loro rapporti sociali e domestici. L’autore riporta l’esempio di Täl-la-häs-ke ,padre di 6 ragazzi di età compresa tra i 4 e i 18 anni,sua moglie è morta ed egli fa da madre e da padre ai suoi figli. I Seminole sono persone schiette,la falsa cortesia non è loro caratteristica.
Abilità intellettuali:nei loro rapporti con gli altri sono loquaci,attivi e dimostrano un’intelligenza pronta.

ok....io continuo con la traduzione degli altri capitoli(non so se si è capito:a me piace tanto tradurre!)mi pare ci siano parecchie info utili,grande Anomalia! ;)

fammi capire... tu traduci un libro e dai del "grande" a me?... ma allora tu sei "immensa"!... (leggendo mi domandavo come risulterebbe una relazione "etnografica" degli italiani)...

O mamma....ci hai fatto pensare anche me,chissà che impressione daremmo?!?

Ho appena finito la traduzione del 2° capitolo...Anomalia: ma sai che secondo me hai trovato un vero tesoro di informazioni?
CAPITOLO II
La società Seminole
La loro struttura societaria è essenzialmente matriarcale e richiama quella dei Creek.
La famiglia Seminole
È formata dal marito,una o più mogli e i loro figli.
Il corteggiamento:un giovane guerriero sui 20 anni,vedendo una fanciulla di 16 anni circa,può desiderare di corteggiarla;il ragazzo chiama i suoi parenti a consiglio e li informa sul fatto;se non ci sono impedimenti i parenti decidono chi tra loro si recherà dalla famiglia della ragazza a chiederla in moglie x conto del proprio parente.I parenti della ragazza decidono se approvare o meno la richiesta,se approvano chiedono alla potenziale sposa quali sono le sue disposizioni di animo verso il richiedente. Se anche lei è disposta la notizia del consenso è trasmessa anche ai parenti del ragazzo. Le parenti dello sposo portano a casa della madre della ragazza una coperta o un ampio pezzo di stoffa di cotone ed un giaciglio;ina altre parole allestiscono un nuovo letto.
Il matrimonio: è fatto con una cerimonia molto informale che consiste nell’andata dello sposo al tramonto del giorno designato,presso la casa della suocera,dover lui viene ricevuto dalla sposa;da questo momento sono marito e moglie. Il giorno dopo la neo-coppia fa la sua apparizione insieme e da allora sono riconosciuti come sposati. Dopo il matrimonio e spesso x un lungo periodo,la nuova coppia resta a casa della suocera. Dopo la nascita dei figli ,generalmente gli sposi costruiscono la loro casa,nello stesso accampamento dei genitori della moglie o altrove,ma mai presso quello dei genitori del marito.
Il divorzio: Il marito non più in accordo con sua moglie,la lascia e ritorna dalla sua famiglia.
Nascita dei figli:la donna in attesa di un figlio sceglie un posto non lontano dalla casa della sua famiglia per farlo nascere e lì,con alcune amiche, costruisce un piccolo alloggio coperto sopra e ai lati con larghe foglie di palmetto. la donna,con alcune donne anziane,quando è giunto il tempo della nascita si reca in questo posto isolato;lì nella posizione accovacciata,tenendosi con le braccia ad un saldo bastone,spinge per dare alla luce il suo bambino. Se non sorgono complicazioni la neo-mamma torna a casa col piccolo dopo 4 giorni dalla nascita.
Infanzia: i bambini non vengono fasciati immobili,ma hanno il libero uso del proprio corpo,sono tenuti nudi sull’amaca o sulla pelle di cervo. Le madri Seminole non hanno l’abitudine di calmare i loro bimbi con canti ma,riferisce l’autore,a volte ha udito un ritornello monotono canticchiato dalle mamme o dalle nonne accovacciate accanto all’amaca oscillante. L’amaca segue il ritmo lento della canzone. Quando non ci sono sorelle o nonne a guardare il bimbo,la madre deve portarlo con se,allora lo carica a cavalcioni sulla sua anca e lo sostiene x evitare che cada. Se ha bisogno di avere entrambe le braccia libere,mette il bimbo in un pezzo di stoffa di cotone e se lo carica sulla schiena. Questo metodo è di solito,molto gradito ai piccoli;l’autore riferisce di aver visto un bimbo portato così dalla mamma,che mostrava particolare allegria,sgambettava e giocava a tirare i fili delle collane di perline della madre.
Fanciullezza: Quando hanno acquisito forza a sufficienza possono iniziare a dare una mano in casa(dai 4 anni in su): girare la zuppa mentre cuoce,aiutare ad impastare il pane,lavare la radice “Koonti” e sminuzzarla,controllare e ravvivare il fuoco;loro hanno sufficiente tempo anche x giocare con gli altri bambini.
CASE SEMINOLE - I-FUL-LO-HA-TCO’S HOUSE –
I Seminole non sono nomadi,hanno fissa dimora e i loro accampamenti sono ben distinti in distretti. Le loro abitazioni sono realizzate quasi completamente,anche se non del tutto,con materiali ricavati dall’albero del palmetto,si tratta di una piattaforma rialzata da terra di circa 3 piedi,col tetto (di non più di 12 piedi di altezza all’apice e 7 nella parte discendente) ricoperto di paglia di palmetto. La struttura è sostenuta da 8 tronchi di palmetto sistemati in verticale;la piattaforma è composta da tronchi di palmetto spaccati e sistemati trasversalmente. La paglia della copertura è lavorata in maniera più fitta all’interno,sopra le foglie vengono sistemati dei tronchi di palmetto che hanno il compito di rendere solida la struttura e “bloccare” il tetto di foglie;tale copertura è fatta in modo da offrire riparo sia dalla pioggia che dal vento,solo gli uragani possono strapparla,ma questo è infrequente nel sud della Florida. Le case Seminole sono aperte sui lati e senza stanze,c’è uno spazio che viene ricavato dal margine inferiore del tetto e che serve ad accumulare riserve di cibo. Il giardino,di forma ellittica,dal diametro lungo circa 25 piedi. In apparenza non c’è privacy in queste abitazioni,l’unica concessione è stendere su una struttura una coperta di forma squadrata o oblunga quando si dorme:questa assolve a 2 funzioni,garantisce una certa privacy e difende da moscerini e Mosquitos. Accanto alla casa permanete dei Seminole si trova anche un alloggio da usare in caso di necessità. I Seminole stanziati vicino a Cat Fish Lake,hanno dovuto adottare un altro tipo di abitazione perché le loro provviste di patate dolci sono state mangiate dagli animali,quindi le loro abitazioni sono state interamente coperte di foglie di palmetto anche sui lati e somigliano molto più a capannoni o tende;adiacente ad ognuna di queste case si trova una piccola e alta piattaforma coperta di foglie su cui vengono messi:cibo,vestiti,utensili.
VITA DI CASA
I Seminole vivono di pesca,caccia e agricoltura;tutti in famiglia si danno da fare:le donne non solo si prendono cura dei figli,si occupano della preparazione del cibo e del buon andamento della casa,fanno anche le braccianti nei loro campi;sia il marito che la moglie sono coltivatori e proprietari terrieri. Può capitare di trovare uomini intenti a cucinare e donne che si occupano di bestiame e cavalli. Gli uomini cacciano,le donne pescano;sia gli uomini che le donne sono in grado di cucire,raffinare farina,estrarre zucchero di canna e bollire sciroppo,spaccare legna e trasportarla,trasportare acqua.
CIBO
Viene consumata carne di:cervo,opossum,coniglio,a volte scoiattolo, orso,pollo selvatico,anatra,tacchino. Consumano diversi tipi di pesce,specialmente trota;mentre sulla costa catturano tartarughe acquatiche ed ostriche. Hanno a disposizione una notevole quantità di verdura (melone,zucca,patate dolci,arachidi),radici e frutta;coltivano granturco da cui poi ricavano la farina. Abbonda il koonti,simile alla patata selvatica,è un piccolo tubero che cresce in zone buie e paludose.I frutti sono:banane,arance(dolci e non),lime,guava,ananas,noce di cocco e prugne.
FOCOLARE
È il fulcro della vita sociale Seminole,lì si prepara il cibo durante il giorno e lì si intrattengono rapporti familiari e sociali. I ceppi usati per fare il fuoco sono considerevolmente lunghi e vengono disposti come i raggi di un cerchio,vengono spinti verso l’interno finchè non si consumano. Intorno al fuoco si siedono spesso i membri della famiglia a volte usano una specie di cuscino,specie gli anziani e le donne che intendono appisolarsi un po’ nel pomeriggio.
MODO DI MANGIARE
Non usano sedersi attorno ad un tavolo con piatti e sedie;il bollitore di discrete dimensioni che contiene lo stufato di carne e verdura è il centro attorno al quale si raduna la famiglia x mangiare. Il bollitore è appoggiato a terra accanto al fuoco ed ognuno estrae dal bollitore,con le proprie dita o col proprio coltello,un pezzo di carne o di osso con carne attaccata e lo mangia con le mani. Sebbene i Seminole consumino i pasti con una certa regolarità,sono soliti mangiare essenzialmente quando hanno fame e questo accade soprattutto quando la caccia è stata particolarmente buona e ci sono pietanze invitanti;allora durante il giorno,mangiano ogni qual volta hanno fame prendendo un pezzo di carne in una mano e un po’ di koonti o altro pane nell’altra. Non è raro che si alzino di notte per mangiare un pezzo di arrosto.
DIVERTIMENTO
Una famiglia Seminole nella propria casa non solo lavora,dorme,mangia,passa anche il tempo divertendosi. Le bambine hanno bambole fatte di pezzi di stoffa,costruiscono case per le loro bambole. I bambini hanno piccoli archi con frecce,vanno nella boscaglia a caccia di piccoli uccelli. Giocano a nascondino, saltano alla corda(nel gioco da loro detto:”il salto della rana”) ,imbracciano uno stecco e fanno “come se” fosse un fucile;con dei tuberi di circa un pollice e un tipo di erba detta “erba del cervo” fabbricano delle trottole . Ad un’attenta analisi i rapporti familiari sembrano essere molto equilibrati,i membri della famiglia vivono in allegra armonia ed hanno un buon grado di confidenza gli uni con gli altri.
L’autore riporta la distinzione delle famiglie di appartenenza dei 208 Seminole allora presenti sul territorio con relativi nomi dei clan;ha individuato,inoltre,il termine usato per definire la gens: “Po-ha-po-hûm-ko-sin” . Dall’analisi delle dinamiche relazionali dei clan l’autore ha dedotto che: i figli appartenevano alla madre e fin dalla nascita entravano a far parte del suo clan,un uomo poteva non sposare una donna del suo stesso clan,vigeva spesso la “duogamia” ,ma ogni moglie restava comunque legata al proprio clan di origine.Viene riferito anche di una particolare istituzione detta “fellowhood” in cui 2 uomini facevano il patto di essere amici x la vita,molto più che fratelli,confidenti senza riserve e giuravano di difendersi a vicenda da eventuali pericoli.
NOME DELLA TRIBù
L’autore dice di aver avuto difficoltà nell’individuare il nome con cui i Seminole designavano loro stessi;il nome Seminole non era loro gradito perché significava “vagabondo”; a Miami e presso la Big Cypress Swamp i Nativi chiamavano loro stessi: “Kän-yuk-sa Is-ti-tca-ti” ,che significa uomini rossi della Florida;nei campi del nord usavano il nome di “Tallahassee Indians.”
Chiedo venia fin da ora se nel testo c'è qualche errore di battitura ;)

salve!
Una richiesta di chiarifcazione sul nome: “Kän-yuk-sa Is-ti-tca-ti,”
Nella relazione etnografica è scritto: «It is composed of I-kan-a, “ground,” and I-yuk-sa, “point” or “tip,” i.e., point of ground, or peninsula.»

Quindi il nome:
È composto da I-Kan-a “ground” (basso)
[“KAN-yuk-sa Is-ti-tca-ti,”]
e I-yuk-sa “point” (punta) or “tip” (punta)
[“Kän-YUK-SU Is-ti-tca-ti,”]

Traslato: Point of ground (punta del basso) o “penisola”

Dall’appunto dei nomi dei colori di Daniela (Altre notizie sui Seminole) trovo che
Muskogean: Kitisci:ROSSO
Creek: cate: ROSSO
[“Kän-yuk-sa Is-ti-TCA-TI,”]

quindi: “uomini rossi della penisola”

interessante che si definiscono “uomini rossi”… non solo uomini…

a proposito del nome Tallahassee (nei campi del nord usavano il nome di “Tallahassee Indians.”)
In wikipedia alla voce “Tallahassee” capitale della Florida è riportato: “Il toponimo “Tallahassee” è una parola degli indiani Muskogee spesso tradotta come “vecchi campi” o “vecchia città”. Ciò potrebbe derivare dagli indiani Creek (più tardi chiamati Seminole) che migrarono in questa regione nel XVIII secolo”

- notare la confusione creata da “Creek più tardi chiamati Seminole”… come se avessero solo cambiato nome…

alle volte sono pignolo...

Non è una questione di pignoleria,secondo me l'argomento ci sta prendendo talmente tanto che vorremmo sapere di tutto e di più;spero che questi nostri "nodi" potranno essere sciolti dalle nostre fantastiche inviate,sentire la verità dalla fonte sarà importantissimo...in effetti su questa cosa del nome sto cercando anche io altre notizie chiarificatrici x tentare di sbrogliare la matassa....spero di approdare da qualche parte!!! Intanto credo che le notizie che hai trovato siano molto interessanti!
Tra l'altro mi chiedo come mai alla fine si sia venuta a creare una tale confusione tra i due popoli;pensavo al fatto che tra Creek e Seminole non correva buon sangue per via dell'occupazione dei Seminole designata dal governo nel corso dell"indian removal" su territori che erano già abitati dai Creek,su alcune fonti ho trovato che addirittura ci furono rapimenti(a volte solo tentati,altre riusciti) di Seminole da parte di Creek,con tanto di riduzione in schiavitù.....ok,diciamo che forse mi son risposta da sola....eccola qui la confusione...ok..io e il mio neurone che soffre di solitudine ci mettiamo buoni buoni .....:)))))

CAPITOLO III
ATTIVITà DEI SEMINOLE
Agricoltura: ad ogni famiglia appartiene una quantità di terreno che si estende da 1 a 4 acri,utilizzano delle comuni zappe per lavorare il terreno;il suolo è interamente privo di pietre;è morbido,scuro e fertile,non sono soliti tenere troppe provviste,ma non hanno una stagione del tutto improduttiva;quindi questa cosa non porta conseguenze.
MAIS:è il primo prodotto della loro agricoltura,diventa commestibile tra maggio e giugno(mesi in cui ne vengono consumate grandi quantità),dal mais si ricava anche una farina particolare con cui si pùuò anche fare una torta che l’autore riferisce come molto buona. Il mais è usato anche x la “Green Corn Dance”.
ZUCCHERO DI CANNA: ne ricavano uno sciroppo,le loro coltivazioni vantano le piante più larghe che l’autore abbia mai visto;2 pollici o più di diametro e 17 piedi o più in lunghezza,per ottenere lo sciroppo sono stati costruiti 2 mulini rudimentali,il succo viene messo in recipienti di ferro o stagno viene infine bollito nei bollitori finchè non raggiunge la giusta consistenza. Una volta inscatolato lo sciroppo viene spesso venduto ai bianchi che lo vendono a loro volta nei loro negozi. L’autore riferisce di aver assaggiato le patate dolci bollite ed intinte nello sciroppo,ha riscontrato un sapore simile a quello delle castagne bollite.I mulini che i Seminole utilizzano x lo zucchero di canna sono una rude imitazione delle macchine che hanno visto presso i bianchi:i cilindri sono fatti di quercia e gli ingranaggi di legno.

LA CACCIA
Il sud della Florida abbonda di cacciagione.L’arma preferita è il fucile;arco e frecce sono usati più dai ragazzi giovani,i fucili sono quasi tutti dei “Kentucky” - metà del 18° secolo- (da “appassionata” di armi da fuoco e tiro al bersaglio aggiungo alcuni particolari sul fucile in questione:sviluppato da tedeschi immigrati in Pennsylvania,ottenuto da alcune modifiche del fucile “Jaeger” di fabbricazione tedesca, deve il suo nome all’abilità con cui lo usarono i fucilieri del Kentucky nella guerra del 1812;in mano a tiratori esperti, poteva centrare un bersaglio della grandezza di una testa umana da una distanza di 200 iarde,fucile ad avancarica,un solo colpo,canna lunga; sistema di accensione dotato di “flintlock”:le lamine del cane stringono un pezzo di selce o pirite che,abbassandosi,struscia su una lamina metallica provocando scintille che accendono la polvere contenuta nello scodellino sottostante comunicante con la canna,provocando,così,lo sparo).Questo fucile incontra il favore dei Seminole anche se paragonato ad armi con cartucce fisse(tipo la doppietta).
Metodi di caccia: cacciano a piedi,sono in grado di avvicinare un cervo a meno di 6 iarde da loro e cacciarlo mentre questo sta mangiando,si muovono lateralmente all’animale e riescono a non farsi vedere confondendosi tra gli alberi. Cacciano i tacchino semplicemente imitandone il verso;sono soliti lasciar cacciare ai bambini piccoli uccelli. La lontra viene cacciata sia col fucile che con arco e frecce e,recentemente (dice l’autore) con trappole.
LA PESCA
Vengono usati amo e lenza,ma è anche comune veder pescare con arco e frecce.
APPROVVIGGIONAMENTO
Possiedono circa 50 capi di bestiame,migliaia di suini e forse 500 polli. A Cat Fish Lake sembra essersi sviluppato un inusuale interesse x i cavalli.
KOONTI
È una radice contenente una gran percentuale di amido;è stato detto che il rendimento di amido equivale alle migliori piante di maranta delle Bermuda.Si ottiene una farina da questa radice. I bianchi chiamano il koonti:”la radice da pane indiano” e di recente è divenuto merce di scambio. L’autore dice di aver mangiato un budino di koonti a Miami servito con latte e gelatina di guava,riferisce che era delizioso. Descrive il processo usato ad Horse Creek per ottenere la farina:La radice viene raccolta,lavata dalla terra che resta dopo il raccolto,sistemata nel “koonti log” – un grande tronco di pino in cui venivano praticati del fori larghi circa 9 pollici nella parte superiore che procedevano inclinati verso il basso e terminavano a punta, piuttosto profondi,per ognuno di questi foro c’era un pestello fatto di legno duro con cui le donne o i bambini riducevano in farina la radice di koonti - il primo passo verso la realizzazione della farina prevedeva che la radice venisse tagliata in pezzi e “battuta a pestello” in modo da ottenere una specie di polpa;che veniva messa su di una piccola piattaforma(ogni lavoratore ne aveva una),quando la quantità di polpa era sufficiente veniva messa in un recipiente di corteccia con dell’acqua. Veniva creata una struttura formata da un panno (sopra) e una pelle di cervo (sotto) sostenute da 4 paletti,la polpa lavata veniva stesa sul panno superiore in tal modo l’amido drenava nella pelle sottostante. Dopo alcuni giorni che il sedimento iniziava a fermentare era messo su foglie di palmetto essiccate. Una volta essiccata la farina,di colore giallastro,era pronta all’uso. L’autore dice che il pane di farina di koonti era di colore arancione chiaro,insipido,ma non sgradevole al gusto.
MANIFATTURA
Utensili: I recipienti e gli utensili di ferro e stagno hanno sostituito quelli in pietra;il loro termine per indicare la pietra “Tcat – to” è usato anche x il ferro. Acquistano asce,coltelli da caccia,zappe e coltelli della larghezza di 2 piedi,per uso domestico (ad es. per tagliare la carne).
Armi: arco e frecce continuano ad essere usati,ma non più per la guerra e perlopiù dai ragazzi nella caccia. L’arco è fatto di un pezzo unico di gelso o altro legno elastico,lungo da 4 a 6 piedi,l’archetto è fatto con cuoio di cervo ritorto,le frecce fatte di legno duro hanno lunghezza variabile da 2 a 4 piedi,hanno conficcata in punta una lamina di ferro tagliente. L’abilità dei ragazzi nell’uso di arco e frecce è notevole. Sembra essere usuale che ogni maschio della tribù dai 12 anni in su abbia un fucile.
Le ceste: non sono propriamente dei tessitori,quel poco che serve loro x gli abiti lo prendono spesso agli empori;fabbricano da soli ceste e setacci x uso domestico.
Uso del palmetto: dai tronchi della pianta ricavano il pavimento delle loro abitazioni,dalle sue foglie la copertura resistente all’acqua x i loro tetti,la protezione dall’umidità per i loro giacigli;la corteccia e la fibra resistente presente in mezzo alle foglie fornisce loro il materiale con cui fanno le corde e spaghi molto forti con cui,all’occorrenza,intrecciano stoffa x realizzare vestiti;la parte nuova che cresce nella zona alta della pianta è tenera,nutriente e gradevole al gusto e può esser consumata cruda o cotta,il sapore è simile alla castagna e la consistenza risulta croccante come un gambo di sedano.
Mortai e pestelli: i mortai e i pestelli fatti artigianalmente non sono ancora stati sostituiti da quelli acquistati nei negozi;in quanto continuano a rimanere i migliori x macinare il mais. Il mortaio è fatto di un troco di legno di quercia vivo di circa 2 piedi di lunghezza e 15 o 20 pollici di diametro;una delle estremità del tronco viene scavata profondamente,in questa cavità viene messo il mais che poi viene macinato col pestello fino ad esser ridotto in farina.
Fabbricazione della canoa: la canoa è il loro principale mezzo di trasporto;gli accampamenti sono spesso situati in luoghi semi-disabitati e raggiungibili solo via acqua,le canoe sono fatte con tronchi di cipresso.
Fuoco: il fuoco viene accesso con comuni fiammiferi (ma-tci) o con metallo e pietra focaia ridotti in polvere e carta. L’autore dice che Tom Tiger gli ha mostrato come accende il fuoco quando è fuori casa:prende tra pollice e indice della sua mano sinistra un po’ di carta;piega la carta e ci versa dentro un po’ di polvere da sparo. Con la pietra focaia urta un po’ di metallo e,nel contempo,con un rapido movimento ascendente della mano sinistra,dà fuoco alla carta contenete la polvere;poi sistema il fuoco così ottenuto su trucioli di pino che aveva precedentemente sistemato.
Lavorazione della pelle: usano e vendono la pelle essiccata senza il pelo dell’animale,la pelle di daino è di color giallo chiaro,molto soffice e robusta;ci sono anche pelli rosso scure,che sono state evidentemente affumicate. La pelle viene tirata ed essiccata usando un semplice telaio.
ARTE ORNAMENTALE
Oltre agli ornamenti che usano su abiti e ai gioielli non c’è molto altro:case,attrezzi,utensili,canoe,armi sono tutti senza intagli o disegni. L’autore dice di aver notato solo un intaglio su un albero di pino a Myers che raffigurava in modo primitivo una testa di toro;la cronaca locale riporta che questa “marcatura degli alberi” è iniziata quando i bianchi iniziarono a portare il loro bestiame a sud del fiume Caloosahatchie. L’unico dipinto che l’0autore ha visto era una primitiva raffigurazione di un uomo sul manico di un pestello usato ad Horse Creek x la lavorazione della radice koonti;una ragazza lo aveva realizzato x proprio divertimento e svago.
MUSICA
La musica è poco in uso;non hanno molte canzoni ed alcune dei loro avi sono state dimenticate;hanno i canti x la festa del mais verde,alcune ninnananne.
RELIGIONE
L’autore dice di sentire l’influenza del cristianesimo;infatti riferisce che,parlando con Ko-nip-ha-tco,questi gli ha detto che la radice koonti è considerata un dono del Grande Spirito,che Gesù,scendendo sulla terra,ha dato agli uomini rossi;in riferimento a questo l’autore ricorda che nel 17° secolo gli spagnoli hanno condotto delle energiche campagne di evangelizzazione nel sud della Florida.L’interprete riferisce all’autore che i Seminole credono nel Grande Spirito,chiamato His-a-kit-a-mis-i,questa parola signifca “colui che dà il respiro” (la parola Seminole x respiro è: His-a-kit-a.).Il luogo dive i Seminole vanno dopo la morte è chiamato: “Po-ya-fi-tsa” e i morti sono detti: “Pi-ya-fits-ul-ki” (il popolo di Po-ya-fi-tsa),questa è la parola più vicina x significato alle nostre “anima” e “spirito”.
USI FUNERARI
L’autore riporta la descrizione della morte e della sepoltura di un bambino. La preparazione della sepoltura ha inizio subito dopo la morte:il corpo viene rivestito con una camicia nuova e vengono messi 2 fazzoletti,uno intorno al collo e uno intorno alla testa;vengono dipinti un punto di colore rosso sulla guancia destra e uno nero sulla guancia sinistra. Il corpo viene sistemato a faccia in su,nella mano sinistra vengono messi un po’ di legno bruciato e un piccolo arco della lunghezza di 12 pollici;la mano giace naturalmente lungo la linea centrale del corpo. Nella mano destra è sistemata una freccia leggermente tesa. Durante questa preparazione le donne si scompigliano i capelli emettendo un forte lamento;gli uomini,una volta individuato il luogo della sepoltura,scavano una fossa nel seguente modo:2 legni di palmetto della giusta dimensione vengono divisi,i 4 pezzi ottenuti vengono saldamente fissati alle estremità seguendo la forma di una scatola oblunga che si sviluppa da oriente ad occidente. Al suolo viene messo una coltre,2 uomini,all’alba,trasportano il corpo dal campo al luogo della sepoltura,legandolo ad un lungo palo da sotto le cosce e dietro il collo. I parenti seguono il corpo,nella tomba detta To-hŏp-ki” (forte o palizzata) il corpo,avvolto con cura in una coperta, viene adagiato con i piedi a oriente. Sopra vengono poi sistemate delle foglie di palmetto e il tutto viene chiuso da una copertura di tronchi;al di sopra viene costruito un tetto,usando bastoni piantati a X nel terreno eppoi coperti da foglie di palmetto. I portatori del corpo accendono poi un grande fuoco alle estremità della tomba,dopo questa cerimonia tutti tornano al campo. Durante quel giorno e per i successivi 3,i parenti restano a casa e non lavorano. I fuochi alle estremità della tomba sono ravvivati al tramonto da coloro che li avevano accesi e x la notte vengono sventolate delle torce,affinchè il “cattivo uccello della notte” non possa raggiungere il morto nella sua tomba. Il ravvivamento del fuoco e l’oscillazione delle torce sono ripetuti x 3 giorni;il 4° giorno il fuoco viene lasciato spegnere,si dice che ora il morto “è andato”,il lutto cessa e i familiari riprendono le loro attività abituali. L’autore riferisce la propria interpretazione della cerimonia funebre: i Seminole credono che il morto resti nella tomba solo x 4 giorni,il fuoco alla testa e ai piedi e l’agitamento delle torce deve servire a proteggerlo dagli “uccelli diavolo” che vogliono fargli del male;i suoi piedi sono posizionati ad oriente in modo che egli si trovi dritto sul sentiero del cielo,che comincia nel luogo dove nasce il sole;per questo se venisse messo con i piedi in un’altra direzione non saprebbe quale sentiero prendere e vagherebbe sperduto nell’oscurità. Il defunto ha con sé arco e frecce per potersi procurare cibo lungo la strada;il pezzo di legno bruciato nella sua mano sinistra lo protegge dagli uccelli cattivi,mentre lui compie il suo viaggio verso il cielo;questo “uccelli demoni” sono detti Ta-lak-i-çlak-o. Alla fine delle quattro lune i parenti si recano alla tomba e tagliano l’erba cresciuta troppo. Una vedova lascia i suoi capelli arruffati x le prime 12 lune della sua vedovanza.
DANZA DEL MAIS VERDE
15 giorni prima della festa l’uomo medicina annuncia quando inizieranno i festeggiamenti,vengono piantati dei piccoli bastoni che rappresentano il numero dei giorni che separano dalla festa,ogni giorno viene tolto un bastoncino. La prima sera della festa viene bevuta una bevanda scura “Pa-sa-is-kit-a” dall’odore e dal sapore nauseante,è probabilmente una mistura simile a quella usata dai Creek per una cerimonia dello stesso genere. La bevanda ha proprietà emetiche e purgative,chi la beve vomita; viene cantata la “Medicine Song”,l’autore riferisce che il suo interlocutore si è rifiutato di cantarla per lui,in quanto nessuno può cantarla fuori dalla festa del mais verde,almenochè non sia un uomo medicina,senza avere danno. La notte,dopo che la bevanda scura ha fatto effetto,dormono;il mattino successivo mangiano il mais verde,segue un giorno di digiuno,poi un giorno di grande banchetto “Hom-pi-ta-çlak-o” in cui si mangia tutto il tempo “Hom-pis-yak-i-ta.”
MEDICINA
Sono soliti usare erbe per curarsi,l’autore dice che non sa quale tipo di incantesimo o stregoneria usino contro le malattie;Me-le gli ha riferito che conosceva una pianta le cui foglie erano in grado di curare il morso del crotalo e un’altra che funzionava da antidoto contro il veleno dell’edera.

VALUTA
L’unità adottata dai Seminole dell’accampamento di Big Cypress Swamp sono i 25 centesimi che loro chiamano “Kan-cat-ka-hum-kin”(letteralmente:una chiazza sulla terra);nei negozi di Miami i singoli Seminole commerciavano chiedendo in cambio ciò di cui necessitavano,si trattava perciò di una contrattazione “singola”. La loro parola x indicare il denaro è “Tcat-to Ko-na-wa” : “Ko-na-wa” significa perline e “Tcat-to” è usato x indicare ferro o metallo in genere,ma anche pietra (forse era quest’ultimo il significato originario del termine),quindi: “Tcat-to Ko-na-wa” ,perline di pietra,ossia moneta primitiva. Aggiungendo la parola “Hat-ki”,cioè bianco,ci si riferisce all’argento;mentre aggiungendo “La-ni” (giallo) ci si riferisce all’oro.Per i dollari in banconota usavano le parole: “Nak-ho-tsi Tcat-to Ko-na-wa,”letteralmente:carta,pietra,perline.
DIVISIONE DEL TEMPO
Un anno è diviso in 12 mesi i cui nomi sono:
1. Çla-fŭts-u-tsi, PICCOLO INVERNO
2. Ho-ta-li-ha-si, VENTO DI LUNA
3. Ho-ta-li-ha-si-çlak-o, GRANDE VENTO DI LUNA
4. Ki-ha-su-tsi, PICCOLA LUNA DI GELSO
5. Ki-ha-si-çlat-o, GRANDE LUNA DI GELSO
6. Ka-too-ha-si.
7. Hai-yu-tsi.
8. Hai-yu-tsi-çlak-o.
9. O-ta-wŭs-ku-tsi.
10. O-ta-wŭs-ka-çlak-o.
11. I-ho-li.
12. Çla-fo-çlak-o GRANDE INVERNO
L’autore dice di non essere sicuro della pronuncia delle sue parole Seminole,ma riproduce i fonemi come può.Il mese sembra essere diviso in giorni,i giorni sono divisi in momenti indicati dalla posizione del sole nel cielo.
NUMERAZIONE: è la stessa riportata in Seminole news,in più viene indicato il modo usato da un anziano Seminole x contare con le dita,ma è spiegato con un intreccio di dita pazzesco che dovrebbe essere all’incirca così:contavano iniziando a “indicare” i numeri sulla mano sinistra e indicando di volta in volta le dita della mano sinistra alternativamente con il pollice e l’indice della mano destra,se la mano sinistra non bastava usavano la destra.
SENSO DEL COLORE
Per il nero e il bianco esistono termini atti ad indicarli,il marrone viene indicato come “giallo scuro”,il grigio come”bianco-nero”,col blu indicano anche altre sfumature di colori che vanno dal viola al verde;così come il rosso indica una gamma di coloro dallo scarlatto al rosa;il giallo indica colori che vanno dall’arancione scuro al giallo chiaro.
EDUCAZIONE
L’autore dice che il reverendo Frost ha cercato di impiantare una scuola a Myers con scarso successo.
SCHIAVITù
Da quanto riferito nella tabella della popolazione,nella tribù c’erano 3 persone di colore e 7 mezzo-sangue,che sul documento risultano schiavi dei Seminole;in realtà l’autore dice di non avere trovato alcun riscontro a questa dichiarazione,una donna di colore è sposata con un Indiano e le altre 2 vivono nello stesso modo delle altre donne Seminole;sembra piuttosto che offrano un posto dove stare agli schiavi fuggiaschi che,via via,diventano membri della tribù.
SALUTE
Hanno buone condizioni di salute,ci sono stati solo 4 decessi nel periodo esaminato dall’autore: un’anziana donna dell’accampamento di Fish Eating Creek , O-pa-ka;la moglie di Tal-la-has-ke (nell’accampamento di Cat Fish Lake),la sorella di Tal-la-has-ke e un bambino nell’accampamento di Cow Creek.L’autore è stato informato che 2 anni prima ci fu una forte mortalità tra i bambini a causa di un’epidemia sviluppatasi nei campi del nord.

Come al solito mi scuso nel caso in cui fossero presenti errori di battitura,mi sono permessa di postare in aggiunta una piccola ricerca sul tipo di fucile più usato tra i Seminole.