yoga demenziale

16-23, 23-30 agosto, 30 agosto - 6 settembre Yoga Demenziale con Jacopo Fo

Yoga Demenziale con Jacopo Fo ad Alcatraz

Avere qualche informazione in più sul corpo e sulla mente potrebbe esserti utile… ad esempio:

Quanti sono i sensi umani?
Sui libri di scuola è scritto che sono 5.
Ma se a un esame di medicina rispondi che sono 5 ti bocciano.

Dal punto di vista scientifico i sensi umani sono 6 e per sesto senso non si intende nulla di paranormale.

CHE COS'E' QUESTO YOGA DEMENZALE??? UNA COSA SERISSIMA!!!

Alla Libera Università di Alcatraz con Jacopo Fo. A partire da 525 euro per tutta la settimana pensione completa+corso!!


Lezione di Yoga Demenziale in diretta con Jacopo Fo (15/03/2014)

Lezione di Yoga Demenziale con Jacopo Fo, tenutasi ad Alcatraz sabato 15 marzo. La lezione faceva parte del corso di Yoga-Ratna "I Chakra un percorso evolutivo" con la dott.ssa Enrica Rame.

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Miliardi di persone si avvelenano la vita perché, invece di vivere, recitano.

(La via al cambiamento istantaneo si può aprire accorgendosi che la voce che usiamo in certi momenti è artefatta)

Arte Zen di Eleonora Albanese ad Alcatraz

Eleonora da anni tiene lezioni di Arte Zen, che permettono alle persone di scoprire capacità eccellenti nella pittura.
Molti sono convinti di non essere capaci di dipingere. Ma se disattivano alcuni meccanismi che generano la paura di sbagliare, tutti si scoprono provvisti di un esuberante senso dell’armonia e del colore. E scoprono anche che dipingere dà gusto.
Sono anni che sperimentiamo con centinaia di persone quanto è semplice mollare alcuni condizionamenti e darsi all’arte di scrivere, recitare, ballare.
Fare arte, esprimere armonia e creare stupore, sono capacità innate. Tutti sanno raccontare a un amico un fatto che ha provocato emozione. Ma quando ci si trova di fronte a un pubblico pare impossibile fare la stessa cosa.
I corsi di Yoga Demenziale e i laboratori artistici di Alcatraz sono sostanzialmente percorsi che permettono alle persone di scoprire capacità e conoscenze istintive che possiamo rendere disponibili subito e senza grande fatica. Basta creare un’atmosfera di gioco e vien fuori che sei capace di fare quel che pensavi di non saper fare.
Ultimamente Eleonora è riuscita a realizzare un salto di qualità nelle sue lezioni. Prima di proporre alle persone di iniziare a dipingere chiede che tutti, uno per volta, si mettano di fronte a lei e si presentino definendosi artisti: “Piacere, sono Giovanni e sono un artista!”
Può sembrare un’azione puerile e con poco senso, ma quel che succede è straordinario. Nel momento in cui una persona, di fronte a decine di altre, si trova a presentarsi definendosi “artista”, scatta qualche cosa nella sua testa: si sente artista!
Le parole hanno un potere immenso quando le pensiamo ma ancor di più ce l’hanno quando le pronunciamo ad alta voce. Anche se ognuno sa che è solo un gioco, non può fare a meno di provare a sentire come ci si sente a essere un artista. Se ti dico: “Andiamo al mare e ci buttiamo nell’acqua fresca!” tu non riesci a impedire che il tuo cervello produca l’immagine mentale del mare e la sensazione del fresco sulla pelle. È un meccanismo di una potenza assoluta; anche se vuoi impedire che immagini e sensazioni si proiettino nella tua mente, non ci riesci.
Ugualmente se dico: “Io sono un artista!” per forza mi sento un po’ artista.
E le persone si divertono a pronunciare questa affermazione. È una situazione infantilmente comica e le persone giocano spontaneamente a inventare un tono di voce, un’espressione del viso, un ammiccamento del corpo, che dia spessore evocativo alle parole. Ci si chiede inconsciamente: “Come si presenta un artista? Come stringe la mano? Come si atteggia con il corpo? Come trasmette il suo essere ARTISTA?”. E istantaneamente ognuno trova la sua risposta a queste domande e si trova a scegliere un registro, un tono, rappresentando la sua idea dell’essere artista.
Siamo superlativi nella capacità di ATTEGGIARCI. Siamo bravissimi a inventarci una parte e interpretarla.
Ed è incredibile il potere che ha su di noi la parte che interpretiamo. A questo proposito cito il grande Dalì. Un giorno un giornalista gli chiese: “Quando ha capito di essere un genio?” E Dalì rispose: “Quando ho iniziato a dire che ero un genio!”

È stato sufficiente che Eleonora proponesse questo gioco del “io sono un artista” per ottenere una serie di cambiamenti a catena.
Prima che Eleonora inventasse questa piccola sceneggiata le persone mentre dipingevano, le rivolgevano moltissime domande: “Come mischio i colori? Va bene se qui metto un giallo? Quanta acqua ci vuole nel pennello?”
Invece le persone che hanno dichiarato: “Io sono un artista!” Quando iniziano a dipingere non chiedono più nessun consiglio tecnico. “Sono un artista e l’artista fa quel che gli viene in mente! Per questo è un artista!”

Eh già! L’artista nella nostra società è proprio questo. Ogni professione genera un modo di essere delle persone. Se pensiamo a un avvocato, a un muratore, a un medico, a un contadino, subito ci vengono in mente modi di essere più o meno composti, controllati, affettati. Il ruolo sociale evoca un certo modo di comportarsi, di parlare, di ragionare. Non possiamo immaginare un Papa che ride sguaiatamente, un chirurgo che salta sul tavolo e balla il tip tap, un giudice che scoreggia a trombetta.
L’artista invece è uno imprevedibile, proprio perché è un artista, si pone al di fuori delle convenzioni comportamentali. Fa quel che gli pare e trae addirittura guadagno dalla sua capacità di sorprendere, di fare qualche cosa di nuovo. Quindi tolleriamo da un artista comportamenti che sarebbero disdicevoli per altre categorie professionali. Un idraulico che fa il buffone sarà capace di aggiustarmi la caldaia?
Quando siamo al lavoro, in famiglia, con gli amici, quante energie spendiamo nel comportarci secondo certi schemi? Nell’aderire all’idea che abbiamo di quel ruolo?
E come è stato possibile insegnarci a comportarci in un certo modo a seconda delle situazioni?
Sicuramente è un processo lungo e complesso insegnare a
una scimmietta maleducata il comportarsi da persona civile. Genitori, parenti, vicini di casa e insegnanti si sono impegnati parecchio in un martellamento costante che è durato decenni. Non è stato facile insegnarci a non farci la pipì addosso, non buttare giù gli oggetti dai tavoli, non infilarci le dita nel naso in pubblico. Migliaia di volte ci è stato ripetuto di non urlare, non correre, non toccare le parti intime nostre e altrui, non piangere, non ridere, non disturbare.
Saluta!
Siediti!
Taci!
Stai immobile!
Fai i compiti!
Pulisciti il naso!
Perché non si fa!

Centinaia di ordini impartiti quotidianamente, ogni ora, un bombardamento di imposizioni, minacce, blandizie, ricatti, premi.
Attraverso questo mitragliamento e osservando il comportamento degli adulti e delle persone di successo siamo riusciti a compiere un’azione di enorme complessità: abbiamo interiorizzato inconsciamente una serie di modelli di comportamento.
Infatti, nel processo educativo non esistono momenti in cui ci viene descritto per filo e per segno come ci dobbiamo comportare, come dobbiamo reagire, come dobbiamo interpretare il nostro ruolo sociale… A chi dobbiamo dare del tu o del lei. Fin da bambini gli umani dimostrano una spiccata capacità di estrarre regole generali e particolari direttamente da un insieme di esperienze. E questo processo crea una specie di Pietra di Paragone comportamentale che diventa il fulcro delle nostre scelte e dei nostri giudizi e lo strumento per decidere quale carattere dare al nostro comportamento nelle diverse situazioni. E riusciamo a scegliere cosa è appropriato e cosa no nel tempo di un battito di ciglia, senza neppure rendercene conto. È un processo inconscio.
E difficilmente poi, da adulti, ci troviamo a riflettere su questi processi inconsci che utilizziamo per governare il nostro comportamento e giudicare quello degli altri.
Quando incontriamo una persona per la prima volta non ci accorgiamo neppure di sottoporla a un’analisi più profonda e articolata di una Tac. Osservando le sue azioni, il suo modo di parlare, di vestire, di guardare, giudichiamo se questa persona rientra nei canoni di comportamento sociale ammesso o è un deviante. Ci mette subito in allarme una persona che si avvicina troppo quando ti parla, che gesticola troppo, che non segue un filo logico coerente nel discorso… Sono decine, centinaia, i segnali che interpretiamo, sommiamo e sottraiamo e dopo un istante ci arrivano le somme, realizzate da un ufficio contabilità nascosto in  aree misteriose della nostra coscienza. E istantaneamente altre zone altrettanto sconosciute di noi stessi ci forniscono schemi di comportamento da adottare in quella precisa situazione, visto l’incasellamento scelto per quel nuovo interlocutore. Ovviamente in questo processo ha anche un grande peso un altro sistema di giudizio, più animale, che riguarda le sensazioni di pelle, empatiche, che istintivamente una persona genera in noi. Ma questo livello emotivo è strettamente connesso con la sensazione che ci dà la capacità di quella persona di aderire a un registro comportamentale socialmente efficiente e rispettoso del Sistema Relazionale Vigente.

Ma questo lavorìo sottintende una grande ansia da prestazione ed è la fonte della paura di non essere all’altezza. Viviamo sotto la costante minaccia costituita dalla possibilità che la nostra anima spontanea ci faccia fare brutta figura. Siamo spesso in ansia perché abbiamo paura che il nostro comportamento provochi la disapprovazione degli altri. Una parte di noi stessi continua per tutta la vita a sentirsi una creatura di pochi anni ancora esposta al fuoco di fila dei rimbrotti dovuti a comportamenti disapprovati dalla collettività.
È una molla potente della nostra vita.
Ed è un meccanismo che dovremmo mettere in discussione: quanta energia mi costa impegnarmi a essere come ci si aspetta che io sia?
E mi conviene investire così la mia capacità di sforzo e attenzione?
La mia risposta è che il bailamme di ruoli non conviene. È uno spreco e soprattutto una limitazione.
Mi porta all’abitudine a vedere me stesso secondo schemi prefissati, mi impedisce di sperimentare nuovi approcci e nuove parole.
Se negli incontri con altri esseri umani scelgo sempre di adeguarmi a un codice che tutti riconoscono subito come corretto, ne consegue che le persone conoscono già la sostanza di quello che dirò ancor prima di ascoltarmi. Essere secondo gli schemi mi rende prevedibile e quindi mi rende banale agli occhi degli altri proprio perché rinuncio a fare quel che mi viene in mente ma è fuori dagli schemi.

Vivere in diretta è meglio?
Credo di aver fin qui descritto una serie di meccanismi semplici e spero che converrai su questa panoramica della situazione.
A questo punto vorrei proporti un salto logico che spero ti dia una sensazione di ebbrezza. Siamo arrivati al colpo di scena.
Quanto peso ha nella nostra vita e nelle nostre scelte questa pulsione indotta ad atteggiarsi in questo o quel ruolo?
Quanto è difficile smetterla?
La notizia bomba che vorrei darti con questo scritto è che liberarsi da questa coazione a seguire gli schemi è semplice, istantaneo e richiede pochissimo sforzo.
Se riusciamo a renderci conto dell’enormità di questo meccanismo, lo guardiamo, lo osserviamo, provochiamo un enorme cambiamento a basso costo.
Se ti rendi conto della quantità di energie che impieghi nel decodificare la struttura delle relazioni sociali che stai abitando, questo Sistema Relazionale Vigente evapora, non te ne frega più niente. Il potere che questo Sistema ha su di noi nasce proprio dal non essere un procedimento conscio. Se lo porti alla superficie e lo identifichi perde presa su di te: inizi a chiederti: “Ma perché devo essere in questo modo in questo momento? Perché devo incasellare il mio comportamento in regole che mi sono state imposte manipolando la mia volontà quando ero piccolo e indifeso? Mi conviene veramente aderire a questo gioco di ruoli? Ne traggo vantaggio?”

Sono arrivato alla conclusione che questo settore della nostra esperienza nasconda la madre di tutti i problemi.
L’esperimento proposto da Eleonora ci permette di leggere la reale situazione nella quale viviamo.
Mi basta affermare teatralmente di fronte a un pubblico (e grazie all’emozione che questo pubblico mi provoca) la mia identità artista per sentirmi diverso, avere più fiducia in quel che faccio e in quel che sono. Mi sento veramente diverso se gioco ad atteggiarmi alla Picasso, poi dipingo veramente meglio e non ho bisogno di essere consigliato o aiutato. Anzi fare da me mi dà soddisfazione e piacere.

Cambia tutto se nelle cose di ogni giorno inizi a chiederti: “Questa faccia la sto facendo perché mi corrisponde o è una faccia di circostanza? Queste parole le sto dicendo perché mi piace dirle o perché una zona misteriosa della mia mente è convinta che siano le parole da dire in questo caso? E questo gesto è mio o è un tentativo di migliorare la mia credibilità sociale?”

Ovviamente questo lavoro di resettazione comportamentale ha bisogno prima di una decisione epocale. Si tratta di decidere se è più conveniente seguire la propria natura oppure imbrigliarla in schemi generalmente giudicati socialmente utili.

Che fatica piacere alla gente a tutti i costi
Il mio discorso parte dall’idea che questi schemi comportamentali rigidi siano un disastro dal punto di vista pratico.
Ovviamente comportarsi secondo schemi abituali semplifica alcune situazioni. Ma atteggiandosi in questo modo preconfezionato innanzi tutto provoca una sorta di anestesia creativa. Se ogni volta che siamo in un diverso contesto ci lasciamo andare a reinventarci a seconda delle sensazioni e delle emozioni che sperimentiamo facciamo fare ginnastica alla nostra fantasia. Se invece ricorriamo a sequenze di gesti e parole preconfezionati ci attuffiamo mentalmente, viaggiando verso l’arteriosclerosi comportamentale.
Inventarsi sul momento cosa dire e che faccia fare, senza seguire schemi ma abbandonandoci alla nostra spontaneità è anche emozionante; proprio perché facendo quel che ci viene in mente rinunciamo a proporre azioni e parole che essendo previste danno anche risultati prevedibili, quindi non emozionanti. Perciò quando siamo spontanei sperimentiamo più emozioni e le emozioni sono piene di sensazioni e le sensazioni spengono il cervello paranoico e ci inondano di energia. Le persone che vivono in diretta piuttosto che in differita, che guardano quel che capita con i loro occhi invece di vederlo nel videocitofono, hanno una marcia in più perché fanno lavorare la mente in modo positivo. Ma il vantaggio maggiore sta nel fatto che se vivo in diretta, senza tener conto degli schemi banali, vivo di più. Non nel senso della durata della vita ma della sua intensità. Se sono qui, io, ti parlo, ti ascolto, sento le sensazioni che mi dai, la mia vita non viene giù a gocce, è una cascata che mi bagna tutto. Mi vivo il momento proprio perché la mia mente è impegnata a vivere invece che darsi da fare ossessivamente per capire quali sono le parole più corrispondenti in ogni momento ai dettami del Sistema Relazionale Vigente.
Infine mi sento libero. Appena mandi a fanculo il ciarpame delle regoline, dei sistemini, delle frasette a effetto, delle faccette piacione, è come se ti togliessi una pietra dalla testa. Una pietra che non ti rendevi neppure conto di quanto pesasse tanto era l’abitudine a portarla dentro.
Libertà e leggerezza!
E' un’ansia da prestazione che finalmente se ne va via. Lontano, in territori dei quali non te ne potrebbe fregar di meno.
E se sono più libero, più energetico, più presente alla mia vita, se me la vivo in diretta, e faccio fare ginnastica alla mia fantasia, le persone lo sentono. Vivere in diretta è affascinante, ti dà quella sfumatura ribelle che affascina perché a pelle le persone lo sentono se sono io che parlo o se sto interpretando un altro. E se io non ho il coraggio di mostrarmi veramente le persone hanno la sensazione che io non valga un gran che. Se neanche tu credi che valga la pena di mostrarsi vuol dire che c’è qualche cosa di avariato in te… E se tu ti fai schifo pure a te perché dovresti piacere a me?
Se invece tu sei presente, lì, nella tua vita, e interpreti semplicemente quel che sei in quel preciso momento, allora vuol dire che ti piaci, ti accetti, ti vuoi bene. Ci sei, vali e ti mostri. È un tipo di comportamento che scatena interesse e curiosità che sono alla base del successo sociale.
E anche di fronte ai grandi problemi della vita e pure sul lavoro questo uso della mente rivolto verso la concretezza del momento presente fornisce strepitosi vantaggi. Se non sei impegnato a comportarti come pensi che ci si aspetti da te, hai più energia e spazio mentale per capire bene in che situazione ti trovi, quali sono le possibilità di azione e quali sono le persone con le quali puoi cooperare. E riesci pure ad avere più attenzione per i particolari minuti, proprio perché mentre li guardi non sei distratto dall’attenzione ad avere un tono di voce consono alle supposte aspettative sociali.

A questo punto ti resta solo da decidere se questo discorso ha senso o no. E nel caso ti sembri di investire troppe energie nell’adesione ai modelli comportamentali automatici potresti osservarli alla prima occasione e notare che sono fastidiosi e quindi abbandonarli.
Se ti rendi conto che sono fastidiosi poi ci fai caso e non li sopporti più (quando senti quella voce lì ti dà proprio fastidio) e rapidamente scompare la pulsione a ripeterli. Anche perché, se sperimenti lo Stile Libero, ti dà talmente soddisfazione che poi non ci rinunci più. Ne consegue un flusso inarrestabile di mutazioni morbide.
Se apri la porta alla tua vita, una volta, poi non la chiudi più.

 


Libera Università di Alcatraz 31 ottobre - 3 novembre: YOGA DEMENZIALE E MASSAGGIO THAILANDESE

 31 ottobre - 3 novembre: YOGA DEMENZIALE E MASSAGGIO THAILANDESE con Gisella Manganelli e Jacopo FoVi siete slogati le ginocchia stando nella posizione del loto?
Non ne potete più di dover soffrire per migliorarvi spiritualmente?
Questo corso vi propone il “piacere di vivere” come percorso dello spirito: ridere, rilassare il cervello, giocare, ritrovare la vostra fonte di energia, coltivare il vostro Nirvana da viaggio… Imparerete le tecniche terapeutiche del massaggio orientale per favorire il rilassamento psicofisico, sarete introdotti ai misteri della mente e della muscolatura in sedute di comicoterapia in uno scenario meraviglioso, tra il profumo dei boschi ed il silenzio delle colline.
Le tecniche buffe e divertenti dello Yoga Demenziale di Jacopo Fo unite ai benefici del Massaggio Thailandese si Gisella Manganelli per un approccio globale alla mente ed al corpo, per volersi bene e per sperimentare in modo dolce e divertente le proprie potenzialità benessere!

PER MAGGIORI INFORMAZIONI CLICCA QUI


[VIDEO] Lezione di Yoga Demenziale con Jacopo Fo (2)

In diretta dalla Libera Università di Alcatraz una lezione di Yoga Demenziale con Jacopo. Vuoi fare un corso di Yoga Demenziale ad Alcatraz? 10-17 agosto 2013 - 17-24 agosto 2013

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[VIDEO] Lezione di Yoga Demenziale con Jacopo Fo

In diretta dalla Libera Università di Alcatraz, estate 2011.

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Vuoi fare un corso di Yoga Demenziale con Jacopo ad Alcatraz?
10-17 agosto 2013 - 17-24 agosto 2013


Pacchetto Agosto per RIGENERARSI, 7 giorni per te! (A mio parere te lo meriti!)

Libera Università di Alcatraz- TorreFatti un regalo. Cibo naturale squisito, tramonti mozzafiato, passeggiate (molto lente) nel fresco del bosco e sul torrente (freschissimo!), massaggi, piscina calda (per dormire galleggiando), chiacchiere, ginnastica passiva, piscina fredda (ma non troppo), conversazioni con cavalli filosofi (cavalli da lavoro di montagna,100% bastardi umbri, grassi e bassi), maschere di bellezza, biolifting, giochi, laboratori creativi di teatro, lezioni di portamento, disegno, scultura, canto (c’è un artista dentro di te: scoprilo), tai chi, conferenze comiche, danze, tamburi, racconti e favole. Sette giorni dedicati al relax, alla rigenerazione del corpo e della mente e alla pigrizia. Tutto il meglio che abbiamo sperimentato in 32 anni, a tua disposizione, quando ne hai voglia. Il tempo per dedicarsi a tutte le cose che volevi fare ma poi hai rimandato. E comunque niente a che vedere con maestri, guru e sacrifici. Noi abbiamo una mente formato gita scolastica.

A volte c’è bisogno di un po’ di restyling, di rigenerazione, una pausa per vedere le cose anche da un altro punto di vista; sdraiato. Il sonno porta consiglio, qui di notte il silenzio è talmente forte che ti parla. Sai quelle cose tipo valli incontaminate livello giungla? Qui le abbiamo e non devi neanche prendere l’aereo per arrivarci. E non ci sono tigri e cobra. Abbiamo pure grandi sculture di teste sul genere Isola di Pasqua; ma a colori.
Vuoi una pista per le biglie lunga 60 metri, in cemento armato? C’è. E ci sono pure i caprioli, gli istrici e le rane. E 12 milioni di cicale che quando vogliono sono più rumorose dei tram di Milano, ma fanno poesia.
Abbiamo anche i tassi ma non sono quelli bancari. E le loro mogli tasse non ti parlano dell’Imu.
Vieni a vivere una settimana in un futuro migliore a impatto zero: siamo autosufficienti energeticamente e abbattiamo la Co2 che hai liberato viaggiando fino a qui, piantando un albero e offrendo sandwich alle formiche.
50.000 persone hanno già provato questa esperienza e quando ci ripensano sorridono.

Date:
27 luglio - 3 agosto LA PUBBLICITA' CHE NON ESISTE con Jacopo Fo ed Eleonora Albanese
3-10 agosto MUSICAL AD ALCATRAZ con Jacopo Fo ed Eleonora Albanese
10-17 agosto Settimana di YOGA DEMENZIALE con Jacopo Fo ed i suoi collaboratori
17-24 agosto Settimana di YOGA DEMENZIALE con Jacopo Fo ed i suoi collaboratori
31 agosto - 6 settembre QUARTO FESTIVAL DELLA MUSICA Estasi Musicando

Per maggiori informazioni clicca qui

PREZZI: in tenda 525,00 euro
In camera a più letti 770,00 euro
In camera doppia con bagno 952,00 euro

Informazioni: info@alcatraz.it
Telefono: 0759229911-38-39


Jacopo Fo racconta di yoga demenziale, politica, creatività e utopie concrete

Gagarin Magazine

Da Beppe Grillo agli ecovillaggi passando per armadi da spostare. E di un nuovo Rinascimento in arrivo. In un’intervista interrotta da un’ospite d’eccezione...
Michele Pascarella, di Gagarin Magazine, intervista Jacopo Fo.

Comincerei con lo yoga demenziale…
«Da trent’anni propongo una serie di esperimenti, spero divertenti, con i quali cerco di spiegare alcuni meccanismi di funzionamento della muscolatura, della respirazione, dei riflessi, della creatività e delle percezioni. È una specie di percorso di alfabetizzazione al rapporto col proprio corpo, con le proprie potenzialità».

Mi fai un esempio?
«Se spingi col braccio contro un muro per 60 secondi, quando smetti di spingere il braccio si alza da solo. Questo esercizio dimostra che noi abbiamo una muscolatura non razionale…

CONTINUA A LEGGERE CLICCA QUI


Stai usando al meglio le tue potenzialità?

Jacopo FoSua Stupidità Jacopo Fo presenta: Lo Yoga Demenziale Salverà il mondo!
(A Pasqua!!!)

Non è una religione, non è una filosofia, è solo un modo divertente per scoprire altri punti di vista su:
Creatività
Percezioni
Muscolatura
Velocità

30 anni fa ho scoperto che c’è un pacchetto di informazioni fondamentali per il tuo benessere che non ti vengono insegnate né a scuola né altrove.
Ho perciò creato un percorso con esperimenti divertenti e racconti appassionanti che permette di scoprire risorse che non sai di possedere, capacità naturali come l’uso pieno della voce, lo scatto fulmineo dei riflessi istintivi, l’impossibilità di fermare la fantasia, la capacità di immergerti immediatamente in una situazione di gioco e di empatia.
E ho anche messo assieme un gruppo di eccellenti operatori del corpo e della mente che mi affiancano proponendo giochi e insegnando varie tecniche utili per il benessere psicofisico (Tai Ci, Danza del Ventre, massaggio in acqua calda a 34 gradi, Bio Lifting, massaggio Shatzu).
Ogni giorno propongo due ore di lezione nelle quali racconto una serie di scoperte scientifiche e di tecniche che permettono di ottimizzare il rapporto con il proprio corpo e con la propria mente, anche grazie a esercizi stupefacenti che portano a verificare l’efficienza poco nota della nostra mente non razionale.
In realtà non insegno niente di nuovo, cerco di mostrarti solo alcune cose che sostanzialmente già conosci, e proprio per questo l’apprendimento è praticamente istantaneo, si tratta di recuperare modalità che hai usato spontaneamente durante l’infanzia ma che il processo di crescita tende a mettere poi in secondo piano, in modo tale che diventano risorse inutilizzate. Tanto per capirci da bambino usavi la tua voce in modo perfetto, giocavi senza problemi con la tua fantasia e avevi anche un’energia fisica strabiliante e un’eccellente capacità di relazione ed empatia. Si tratta di rendersi conto che queste capacità sono ancora dentro di te a portata di mano.
Quindi, lo Yoga Demenziale non cerca di convincerti dell’esattezza di una nuova rivelazione mistica o filosofica, è solo un sistema divertente, con un nome scelto perché dà subito l’idea che non sia una cosa seria. In realtà poi insegniamo cose vere e semplici ma siamo anche convinti che il comico e il gioco siano situazioni che aprono la mente e rendono più facile il cambiamento. Un cambiamento morbido che poi chi ha voglia sceglierà di percorrere. In ogni caso passerai giorni tranquilli, appassionanti, in una valle strepitosa, mangiando cibi biologici in un ristorante recensito dalla guida dello Slow Food, a due passi da Perugia e Assisi. E c’è anche la possibilità di trovare una baby sitter per i bambini, di farsi bagni nella piscina coperta, di passeggiare in un parco pieno di sculture e installazioni e di andare a cavallo.  
In due parole vieni a farti un’esperienza gradevolmente scioccante nel paradiso dei claun!
Alcatraz è molto di più di una vacanza esotica.
0759229911-38-39 - info@alcatraz.it - www.alcatraz.it
Cos'è lo Yoga Demenziale http://www.alcatraz.it/index.php/attivita/yoga-demenziale
Questa casa non è un albergo http://www.alcatraz.it/questacasa.html

NB: Siamo anche un centro dimostrativo delle ecotecnologie e della bioedilizia. Da 3 anni produciamo più energia e calore di quel che consumiamo e stiamo costruendo un Ecovillaggio Solare con case a bolletta zero.
E il carburante che consumerai venendo a Alcatraz è controbilanciato dal fatto che ogni anno piantiamo 120 mila metri quadrati di nuovi boschi.

Video in streaming di un corso di Yoga Demenziale. La lezione inizia a 3 minuti e 50 sec.

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Vuoi un lavoro completamente diverso?

Ti piacerebbe rendere produttive economicamente le tue competenze? (Anche le piu' assurde tipo che sei il top della specialistica nel settore farfalle gialle e hai scritto il trattato: “La gastrite diarroica nella farfalla equatoriale lesbica (e i suoi effetti sull’ambiente umano”))
Ti piacerebbe lavorare da casa e guadagnare fantastiliardi di dollari senza smettere di massaggiare l’alluce della persona che ami di piu' al mondo?
Vorresti aiutare le persone ad affrontare i loro problemi? (Tipo mettere in fila uno dietro l’altro i 10 motivi per i quali vale la pena di rimandare il suicidio di 24 ore).
Ti entusiasmerebbe far parte di una rete che rende disponibili informazioni e opportunita'? (E che all’occorrenza e' capace di recuperarti la volta che, putacaso, ti capita di perderti nel deserto del Niger? Qualcuno di cui ti puoi fidare… mica il ministero degli esteri italiano che si perdono anche le chiavi di casa, figuriamoci se riescono a ritrovarti in mille chilometri quadrati di nulla…).

Se hai risposto di si' ad almeno una di queste domande allora forse ti interessa il progetto Mamma Service (Servizio Globale di Semplificazione Esistenziale), si tratta di un’altra idea pazzesca scaturita dall’ennesimo, esaltante laboratorio di Yoga Demenziale…
Ti interessa?
Ci facciamo sopra un workshop il 5-7 novembre 2010 e se si forma un gruppo di lavoro, pronto a tutto, iniziamo!
Leggi questo articolo per sapere i dettagli. Esso li contiene.

Quest’idea pazzesca e' nata durante il laboratorio su yoga demenziale e creativita' di agosto e ha poi raccolto parecchie disponibilita' a collaborare nelle settimane successive.
Durante il laboratorio a un certo punto e' scattata una tale ondata di esaltazione collettiva che non si riusciva  a scrivere le idee tanto arrivavano veloci… Pura estasi mentale. Lo vedevamo gia' tutto fatto. Ora possiamo farlo veramente.
L’idea parte dalla constatazione che la nostra societa', tra l’altro, viaggia verso una crescente complessita'. Continuamente il cittadino si trova di fronte a scelte complesse, dall’acquisto del cellulare al contratto per l’elettricita'. Per non parlare dei problemi tecnici, burocratici, legali fiscali. E quante difficolta' si potrebbero superare piu' agevolmente se fosse semplice trovare professionisti affidabili, informazioni complete, contatti produttivi?
Le persone che vengono ad Alcatraz hanno negli anni costituito una rete informale capace di produrre proprio questo: informazioni, contatti, referenze, consigli, consulenze. Ed e' qui che e' scattato il cortocircuito mentale.
Di fronte a un foglio di un metro e mezzo per quattro abbiamo iniziato a elencare tutte le competenze che avevano la trentina di persone che partecipavano al laboratorio. Poi abbiamo iniziato a elencare i servizi che potevamo offrire via web.
Ecco che nasce l’idea di un’organizzazione commerciale che seleziona competenze e le offre a prezzi convenienti.
Alcune esperienze ci sono gia' e funzionano, esistono aziende che offrono decine di consulenti, puoi farti un’idea generale su un problema con una telefonata di mezz’ora, ottenere un parere scritto o uno studio di fattibilita'. C’e' chi offre un ufficio con segretaria che risponde al telefono col tassametro. Chi ti prenota i biglietti per il teatro o l’aereo, sbriga le commissioni, spedisce la posta. C’e' chi offre un allenatore psicologico, un consulente filosofico, un corso di inglese al telefono o via Skype.
Ma a queste idee ne abbiamo aggiunte molte altre, compresi servizi materiali con persone in carne ed ossa. Si tratta di creare un servizio globale capace di indirizzare l’utente verso le consulenze che gli servono cullandolo e supervisionando il suo percorso. Cioe' parlarci, ascoltarlo, capirlo. Tutte cose che sappiamo fare benissimo… Chiacchierare…
Ma ecco altre idee:
A Milano c’e' il marito in affitto (ti aggiusta veramente il lavandino e la tapparella e ti cambia le lampadine. E non ti chiede niente di complicato in cambio).
Ma potremmo anche creare servizi analoghi in altri settori: il Professore da Viaggio che ti fa il ripasso di architettura durante la mezz’ora che passi in pullman prima dell’esame, via telefono, per i piu' ricchi anche di persona, il servizio Mamma d’Emergenza che ti mette in contatto con un pool di mamme esperte e all’occorrenza con un pediatra. Il servizio Un Papa' Presentabile per le Grandi Occasioni (ne abbiamo di sinistra, di destra e di centro)
E poi:
Un numero di telefono dove una cortese persona che sostanzialmente ti ama, ti da' informazioni di tutti i tipi ma ti dice quali sono i ristoranti buoni e non solo quali sono i ristoranti che hanno pagato per essere segnalati. Ti racconta dei migliori prodotti per rapporto qualita' prezzo, ti consiglia sul vestito da metterti e su cosa regalare alla tua fidanzata, dove comprare una tisana e dove noleggiare un cammello per una gita a Cesenatico. Se al mondo c’e' una cosa che qualcuno sa, noi riusciamo a dirtela.
E poi un consulente finanziario che da' solo consigli, non ti propone nessun prodotto, pero' ti sa dire se paghi troppo di assicurazione o di commissione. Ti dice anche dove trovi l’auto al prezzo migliore e quali hanno un buon odore.
Poi c’e' Emergenza Burocratica, un aiuto e consulenti affidabili nei rapporti con la pubblica amministrazione, la giustizia, le tasse. Spesso se sai le leggi li freghi. E se si mette brutta c’e' il servizio: Mi Incateno per Te, vengo io e mi lego ai cancelli di qualunque entita' sub umana ti rompa i santissimi immotivatamente.
E ancora abbiamo il servizio Sveglia allegra. Ti telefona Eleonora alle 6,30 e ti racconta 20 buone notizie del suo club di Ottimiste Estreme su Facebook. Se non basta veniamo in 20 a chiedere al tuo capoufficio che cosa gli rode. Due opzioni: gruppo allegro di claun, oppure vestiti da operai della Breda cattivi con le macchie di grasso e di sugo sulla tuta blu. Tremendi!

Consigli culinari, tutoraggio telefonico, Cuoca Fantasma a domicilio (c’e' ma non sapresti dire dove).
Proposte di itinerari di vacanza.
Segnalazione di libri, film, musica, eventi artistici.
Lettura di un racconto per farti addormentare meglio (o non farti dormire MAI PIU’).
Realizzazione di qualunque tipo di oggetto stampato, biglietto da visita, maglietta, pannello, carta da parati, fotomontaggio, formaggio, decorazione o altro.
Realizzazione della tua biografia nella quale fai veramente la figura della grandissima eminenza dell’eccelsita' totale. La biografia e' correlata con le foto di te che incontri il Dalai Lama, il Lama, il Papa, Barbara Streisand, Obama, Gandhi, lo Spettro dell’Opera. Abbiamo pronta anche l’edizione in inglese, bosniaco e cinese.
Animazione per feste e funerali (funerali claun, si muore una volta sola, divertitevi!).
Ci sono poi una serie di servizi improbabili ma divertenti che possono servire per far parlare i media dell’iniziativa: ad esempio l’Ingelositore a Noleggio, l’Amica da Shopping e la Baby Sitter per Neo Divorziati. Ecc, ecc.

Questa idea si collega inoltre con un altro progetto che e' operativo ormai da quasi un anno. Il sito www.adomandarisponde.it offre un servizio di consulenze che raccoglie gia' un gruppo di avvocati, commercialisti, notai, ingegneri, architetti, tecnici, esperti di varie discipline e veggenti che offrono pareri e ricerche di qualita'. Si tratta di un punto di partenza che puo' rivelarsi prezioso nella fase iniziale fornendo gia' una massa critica di competenze selezionate e organizzate.

Ovviamente per realizzare un simile progetto servono manager in grado di coordinare il tutto, persone capaci, verifiche e sistemi di garanzia per i clienti.
In pratica serve un essere umano in carne ed ossa, che decida che vuole fare questo come sua particolare passione, e tiri la baracca. Un eroe, un santo zdanoviano, un essere luminoso.
Si tratta di costruire per gradi una macchina capace di mettere in rete e promuovere le competenze di un numero sufficiente di persone, dotandosi di ufficio stampa, promotori, sito web, mailing list, sistema di pagamento via web o via telefono.
I vantaggi di un tipo di attivita' di questo genere e' che, soprattutto all’inizio, si tratta di un’attivita' secondaria, che magari ti occupa solo un paio di ore alla settimana ma che puo' avere sviluppi molto interessanti. Non solo, si tratta di un lavoro diverso che ti permette di sfruttare passioni e attitudini altrimenti non remunerative ma ti apre svariate possibilita' in molte direzioni.

Quello che vorremmo fare a questo punto e' vedere quanti sarebbero realmente disposti a collaborare nella difficile fase iniziale di studio, definizione e costruzione di questa impresa.
Abbiamo quindi pensato di proporre un incontro ad Alcatraz tra chi vuole partecipare e di metterci a disposizione del gruppo di lavoro fornendo la nostra esperienza nel settore. Un modo di partire concretamente.
Il workshop si svolgera' il 5-7 novembre con inizio alle ore 21,30 del venerdi'.