13 ottobre 2017 - Torino: Omaggio a Dario Fo e Franca Rame

Le buone notizie di CaCaO

tratte dalla newsletter Cacao Il quotidiano delle buone notizie comiche

La storia della domenica: I mostri di Zanfatrax


I mostri di Zanfatrax di Jacopo Fo
L'esercito di Zanfatrax avanzava coprendo la pianura col frastuono dei tamburi e le grida degli uomini. Quanti erano? Giacomo Longozzi, il fornaio, aveva detto che erano almeno un milione. Aveva passato la notte a spiare i loro accampamenti. Avevano armi di ogni tipo. Dalle balestre ai bazooka. Cannoni, mitragliatrici, catapulte, alabarde, carabine e bottiglie incendiarie. Noi eravamo in 25, asserragliati nella chiesa di Santa Cristina Martire. Piu' che chiederci come avremmo potuto resistere ci domandavamo perche' quell'orda di demoni perdesse tempo a spazzarci via. "Non ha senso! Hanno deviato la loro marcia verso Roma, hanno percorso 50 chilometri in piu' solo per venirci a ammazzare?" Si lamento' Osiria Frazzetta, maestra elementare comunista. "Ci dev'essere qualcuno di noi che li ha fatti incazzare veramente..." Riflette' Paolo Mussi.
Giovanna Pali mi scocco' uno sguardo furente come al solito: "Sara' per via di Michele e della sua mania di scrivere stronzate su internet!" Michele sono io. Luca Pattini scosse la testa: "Ma secondo te dopo aver distrutto mezza Europa e massacrato trenta milioni di persone, questi si preoccupano se Michele scrive sul suo sito web, visitato ogni giorno da 6 persone, che sono stronzi? Non hai il senso della misura." Rocco usci' dalle sue riflessioni e riprese l'uso della parola dopo due giorni di mutismo: "C'e' una sola cosa che possono volere qui. E non e' la morte di noi venticinque poveracci. Vogliono la reliquia della Santa." Ci girammo a guardarlo come fosse una cavalletta gigante. Orso apri' bocca per primo: "Ma non dire stronzate!" Lui rispose calmo: "Ascoltate, non c'e' un'altra spiegazione. Questi bastardi sono apparsi dal nulla un mese fa. Non vengono da nessuna nazione. Nessuno sa chi siano. Mangiano i cadaveri delle loro vittime, puoi sparargli addosso ma si rialzano e continuano a combattere...Non capite? Sono spettri. Creature dell'altro mondo. Non vogliono ne' i soldi ne' il petrolio. Vogliono i simboli del potere spirituale dell'umanita'. Vogliono le nostre reliquie." "Stronzate" Concluse Orso. "Io uno di quei mostri l'ho ammazzato!" Disse Sandro. "E come hai fatto? - Chiese Rocco - Gli hai sparato? Lo hai accoltellato? No, ti e' venuta l'idea malsana e assurda di lanciargli addosso un crocifisso! E ci devi ancora spiegare perche' giravi di notte nell'uliveto con un crocefisso da 5 chili in mano..." "Avevo sentito dei rumori..." Laura interruppe la discussione: "Comunque non ce ne frega un cazzo perche' tra cinque minuti saremo tutti morti... Sono a cento metri..." "Io ho intenzione di sparargli e vedere che succede. Ho intinto i proiettili nell'acqua benedetta..." Ci informo' Adalberto Sessa che imbracciava un enorme carabina con cannocchiale di precisione e non vedeva l'ora di usarla. "Non capisco perche' dovrei sudare e assordarmi a sparare visto che fra cinque minuti saro' morto lo stesso!" Sbotto' Cosimo De Vecchi. "Vigliacco!" Mormoro' Adalberto. Intanto Giovanni si era avvicinato all'altare. Aveva tirato fuori dalla teca di vetro il cofanetto con dentro il dito indice sinistro della santa e si era diretto al portone della chiesa. Disse: "Vediamo se reagiscono in qualche modo a questo." Poi aveva aperto il portone. Nessuno tento' di fermarlo. Lo seguimmo sul sagrato. L'orda dei massacratori aveva raggiunto il selciato ai bordi della piazza. Una decina di scalini e trenta metri di lastricato ci separavano dalle loro facce orrende e zozze. Giovanni alzo' al cielo il cofanetto. I massacratori si immobilizzarono. "Visto?!?" Laura lo guardo': "Bravo, speriamo che sulla tua tomba abbiano la cortesia di scrivere: "Indovino' perche' lo mangiammo". Sarebbe carino da parte loro." Rocco le fece un gestaccio.
La situazione era sospesa. Giovanni grido': "Allora sub creature...E' questo che cercate?"
Apri' il cofanetto e tiro' fuori il dito mummificato: "E se me lo mangiassi?" Antonio Trabassi commento': "Bravo, falli incazzare cosi' ti mangiano senza condirti." Giovanni si avvicino' il dito alla bocca e la spalanco'. Un brusio di terrore striscio' tra le file dei demoni. Giovanni si infilo' in bocca il dito della Santa e inizio' a masticarlo. Un grido inumano usci' da un milione di bocche e l'orda si getto' su di noi. In prima fila alcuni soldati enormi roteavano mazze di legno. Sentii sparare piu' volte la carabina. Ma non ci furono effetti visibili. Li vidi circondarci, alzare le mazze e abbassarle sulle nostre teste. Seppi che la mia vita sarebbe finita al primo colpo. Mi avrebbero ridotto il cranio in poltiglia. Sentii lo spostamento d'aria del grosso bastone che calava su di me. Poi un suono che ci fece tremare le ossa cristallizzo' quell'istante. Tutti si fermarono e guardarono il cielo che si era aperto come un sipario squarciato. Da dietro le nuvole spunto' il faccione di un essere umano che urlo': "Fermi, orrendi mostri della ionosfera!" Ripresomi dallo shock di essere ancora vivo guardai quel viso enorme con speranza. Ci misi un istante a capire chi fosse. Adriano Celentano! Proprio lui!!! Dagli occhi del molleggiato uscirono lampi di luce che in pochi istanti incenerirono tutti quanti i mostri. "Li hai fatti fuori tutti!" Esclamai. "Si'!" Rispose lui con un sorriso. Si vedevano carcasse di sub creature a perdita d'occhio. "Ma come hai fatto?" Chiese Rocco. "I mostri sono lenti, l'umanita' e' rock!" Disse lui. Poi scomparve. In sottofondo sentimmo le note di "Zapatero! Zapatero!" e un delizioso profumo di spaghetti al pesto si diffuse nell'aria. Cavolo eravamo vivi. La minaccia dei mostri era sventata. "Che succede?" Grido' Paolo indicando un cadavere di mostro che iniziava a friggere e a cambiare forma e colore. Celentano guardo' con interesse. Poi ci spiego': "Le sub creature in realta' erano vallette, letterine, veline, ballerine e cubiste originarie della costellazione di Vega che un teorico delle televendite aveva trasformato in schifosi antropofagi. Ora stanno tornando alla loro forma originale dopo 5 anni passati nel modo piu' schifoso possibile in totale astinenza. Le sub creature non amano nessuno." Ok. La situazione era ottima e tendeva a migliorare. Circa un milione di giovani donne extraterrestri si aggiravano per la valle. Le guidammo verso il piu' vicino ipermercato abbandonato della zona e ci accampammo li', stappando migliaia di bottiglie di alcolici per festeggiare.
Fu una gran bella festa. Il rapporto donne-uomini era circa 80000 a 1. E non ci volle molto a capire che nella zona di Vega non sanno neanche cosa sia l'inibizione sessuale. Riusci' a fare sesso perfino Rocco. Insomma non era andata poi cosi' male. Non ci restava altro da fare che vincere le elezioni e ricostruire l'Italia. Ma questo forse avremmo dovuto farlo da soli. Celentano puo' fare molte cose impossibili per un essere umano normale ma non e' onnipotente...
Racconto della serie: "Allegria! Adriano ci ha vendicato almeno un po' di una destra ladrona e di una sinistra senza programmi. Non ti viene voglia di rimboccarti le maniche anche te?"
Jacopo Fo
COMUNICAZIONI DI SERVIZIO
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- Corso di Yoga Demenziale con Jacopo Fo 28 ottobre - 1 novembre / 7-11 novembre www.alcatraz.it/indexyoga.html - Laboratorio Creativo con Jacopo Fo 4-6 novembre, 18-20 novembre (Vedi "L'arte e' l'unica forza in grado di dare speranza all'umanita'" CLICCA QUI) - Impara le meravigliose arti del cucinare con Angela Labellarte Ad Alcatraz dal 4 al 6 novembre www.alcatraz.it/ristorante.html - Feldenkrais con Lisei Haardt-Spaeth, 5-6 novembre. (www.alcatraz.it/indexcorsi.html) - Danza del ventre con Cinzia Ravaglia Dal 2 al 4 dicembre.
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I prossimi spettacoli di Jacopo Fo:
Bologna 11 e 12 novembre 2005 Teatro delle Celebrazioni V. Saragoza 2-3-4 Per prenotazioni 051 6153370 Spettacolo "Se fai sesso con gli elefanti non stare mai sotto"
Milano dal 30/11 al 4/12 2005 Teatro delle Erbe V. Mercato 3 Per prenotazioni 02 86464986 Spettacolo "Anche la sogliola finge l'orgasmo, figuriamoci il resto"


Harold Pinter - Premio Nobel per la Letteratura 2005

L'articolo del sabato

Pubblichiamo questa settimana un interessante articolo tratto dal sito di Nuovi Mondi Media (www.nuovimondimedia.it). Buona lettura.

Harold Pinter, uomo di pace
di John Pilger

L'establishment politico anglo-sassone e' sempre stato abile nel contenere e nel ridimensionare i propri intellettuali. Harold Pinter, l'ultimo vincitore del Premio Nobel per la Letteratura, e' l'eccezione.

Nel 1988, il romanziere e critico letterario inglese D.J. Taylor scrisse un pezzo di grosso rilievo intitolato "Quando la penna dorme".
Estendendolo, lo fece diventare un libro - "A Vain Conceit" (Il concetto vano) - nel quale l'autore si chiedeva perche' il romanzo inglese cosi' spesso scadesse in "pettegolezzi da salotto" e perche' i grandi temi attuali venissero sistematicamente evitati dagli scrittori britannici. Secondo Taylor, le loro controparti in America latina, ad esempio, sentivano realmente la responsabilita' di trattare i grandi temi della politica, la giustizia e l'ingiustizia, la ricchezza e la poverta', la guerra e la pace: l'idea dello scrittore che lavora in splendida solitudine era considerata assurda. Dove sono, si chiedeva l'autore, i George Orwell, gli Upton Sinclair, i John Steinbeck dei nostri giorni?
Dodici anni piu' tardi, Taylor si stava facendo la stessa domanda: dov'erano finiti il Gore Vidal e il John Gregory Dunne inglesi? "Gli intellettuali che contano nell'anfiteatro della politica, e noi che ci accontentiamo di Lord [Jeffrey] Archer [uno scrittore inglese che nel 1987 si rese famoso per aver denunciato un tabloid, NdT] ...".

Nel mondo delle celebrita' della scrittura post-moderna, i premi vengono spartiti tra coloro che sostengono le ideologie imperanti; gli scrittori politicamente pericolosi ne restano fuori. John Keanes, il presidente dell'Orwell Prize for Political Writing [Premio Orwell per gli scritti politici, NdT], disse di non considerare un problema l'assenza di grandi scrittori politici contemporanei tra i vincitori del Premio Orwell, ma attaccando coloro che si richiamavano a "un immaginario passato aureo". Keanes scrisse che coloro che "rimpiangevano" questo "passato immaginario" erano gli stessi non in grado di apprezzare gli scrittori che davano un senso al "crollo della vecchia divisione tra destra e sinistra".

Quale crollo? Nelle democrazie occidentali la convergenza tra partiti "liberali" e "conservatori" - come tra i Democratici e i Repubblicani negli Usa - rispecchia la fusione di mentalita' essenzialmente simili fra loro. I giornalisti si impegnano assiduamente nel cercare di promuovere una divisione fittizia tra i principali partiti politici e per offuscare la verita'.

Una verita' e' che, ad esempio, oggi la Gran Bretagna e' una nazione con un'unica ideologia, in cui due fazioni si professano rivali ma si rivelano identiche, come nel caso del libero commercio. Le reali divisioni tra destra e sinistra si trovano al di fuori delle aule parlamentari, e non sono mai state cosi' evidenti come ora. Sono divisioni che riflettono la disuguaglianza - senza precedenti - tra la poverta' in cui versa la maggior parte dell'umanita' e i privilegi di una minoranza corporativa e militarista, il cui quartier generale, con sede a Washington, cerca di controllare le risorse mondiali.

Una delle ragioni per le quali questi pirati possono regnare indisturbati e' che la cultura anglo-americana, in particolare quella degli scrittori - "le persone che hanno voce", come li ha definiti Lord Macauley - sono mansueti, o complici o pusillanimi o cinguettanti. In una parola, ricchi. Di tanto in tanto spuntano anche i provocatori, ma l'establishment britannico e' sempre stato abilissimo nel ridimensionarli e nel contenerli. Coloro che rifiutano l'omologazione vengono spacciati come eccentrici faziosi, finche' non si conformano allo stereotipo generale e alle visioni legittimate dall'establishment.

Harold Pinter e' l'eccezione. L'altro giorno mi sono seduto per tentare di redigere un elenco di scrittori a lui vagamente affini, quelli con una sola voce, quelli consapevoli delle proprie grandi responsabilita' in quanto scrittori. Ho buttato giu' alcuni nomi, ma tutti quelli che mi sono venuti in mente sono attualmente impegnati in contorsioni intellettuali e morali, oppure addormentati. La pagina, eccezion fatta per Pinter, e' rimasta bianca. Egli e' l'unico ad essere "irrequieto", a non sproloquiare, ad avere il coraggio di denunciare. Ma, soprattutto, e' l'unico a capire il problema.

Ascoltate queste parole: "Oggi ci troviamo in una terribile voragine, una specie di abisso, perche' il presupposto oggi e' che le politiche non esistono piu'. Questo e' quello che vuole la propaganda. Ma io non credo alla propaganda. Non credo che le politiche, la nostra coscienza politica e la nostra intelligenza politica non esistano piu': se cosi' fosse, saremmo veramente condannati. Per quanto mi riguarda, non riesco a vivere in questo modo. Mi e' stato detto cosi' spesso di vivere in un paese libero, e, al diavolo, voglio essere libero. Con cio' intendo che ho l'intenzione di mantenere la mia indipendenza di pensiero e di spirito e che credo che questo sia un obbligo per tutti noi. La maggior parte dei sistemi politici parla un linguaggio talmente vano che e' nostra responsabilita' e nostro dovere di cittadini reagire criticamente contro il ricorso a un tale linguaggio. Certo, cio' significa tendere all'impopolarita'. Ma al diavolo la popolarita'".

Ho incontrato Harold per la prima volta quando sosteneva il governo eletto dal popolo in Nicaragua, durante gli anni '80. Al tempo ero corrispondente dal Nicarugua.
Girai un filmato sull'eccezionale vittoria dei Sandinisti, ottenuta nonostante i tentativi di Ronald Reagan di inviare illegalmente alcuni propri delegati addestrati dalla CIA oltre il confine con l'Honduras per tagliare la gola alle levatrici e agli anti-americani. Certo, la politica estera statunitense, sotto Bush e' ancora piu' violenta: piu' piccolo e' il paese, maggiore diventa la minaccia, di poter fungere da esempio per altri piccoli stati che rifiutano il dominio degli Usa.

Cio' che mi colpi' della partecipazione di Harold fu la sua consapevolezza di questa verita' - di solito negli Stati Uniti e in Gran Bretagna considerata un tabu' - e l'eloquente espressione "al diavolo", che usava in tutto cio' che scriveva e diceva. Sembrava che, quasi da solo, avesse restituito "l'imperialismo" al lessico politico. Va ricordato che nessun commentatore aveva piu' usato questa espressione; pronunciarla in un luogo pubblico era come gridare "fottiti" in un convento. Adesso la si puo' urlare dappertutto e la gente accennera' il proprio consenso; l'invasione dell'Iraq ha tolto qualsiasi dubbio e Harold Pinter e' stato uno dei primi ad avvertirci. Fu lui a descrivere, impeccabilmente, la sconfitta del Nicaragua, l'embargo contro Cuba, l'uccisione in massa di civili iracheni e slavi come atrocita' imperialiste.

Nel descrivere il crimine Usa commesso contro il Nicaragua - gli Stati Uniti destituirono un tribunale internazionale di giustizia che aveva giudicato i loro attacchi omicidi fuori legge e che aveva ordinato di porvi fine - Pinter ha ricordato che Washington ha raramente rispettato la legge internazionale.

Aveva ragione. Scrisse: "Nel 1965, il presidente Lyndon Johnson disse all'ambasciatore greco negli Usa: 'Vaffanculo al vostro Parlamento e alla vostra Costituzione. L'America e' un elefante, Cipro e' una pulce. Se si continua a pizzicare l'elefante, si puo' venire schiacciati dalla sua proboscide, schiacciati a fin di bene...' Lo diceva sul serio. Due anni piu' tardi, i colonnelli presero il potere e il popolo greco passo' sette anni di inferno. Bisognerebbe complimentarsi con Johnson. Almeno qualche volta ha detto la verita', anche se brutale. Reagan diceva bugie. La sua famosa definizione del Nicuragua, "una prigione totalitaria", era una bugia da qualsiasi punto di vista. Era una dichiarazione non supportata dai fatti, non aveva alcun fondamento reale. Allo stesso tempo, si trattava di una frase altamente risonante, che persuase coloro che non facevano finta di pensare...".

Nella commedia Ashes to Ashes (Ceneri alle ceneri), Pinter utilizza l'immagine del nazismo e dell'olocausto, interpretandole come un monito contro simili "atti omicidi repressivi, cinici e indifferenti" commessi dagli alleati dei paesi imperialisti e trafficanti di armi quali gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. "La democrazia mondiale sta andando a picco. Dunque, in "Ceneri alle ceneri" non parlo solo dei nazisti, ma parlo di noi, della nostra concezione del passato e della storia, e di come queste agiscono oggi".

Pinter non ha mai detto che le democrazie Usa e Uk sono totalitarie come lo era stata la Germania nazista, ma sostiene che spesso sono proprio i democratici dall'aspetto impeccabile a perpetrare azioni totalitarie, che nella teoria e nella pratica, sono poco diverse da quelle che perpetrarono i nazisti. Mezzo milione di persone vennero assassinate dai bombardieri inviati segretamente e illegalmente dagli Usa nei cieli della Cambogia da Nixon e Kissinger, dando inizio all'olocausto asiatico che poi Pol Pot ha completato.

I critici hanno odiato il suo impegno politico, spesso giudicando le sue opere noiose e trattando con condiscendenza la sua schiettezza. Pinter, in cambio, si e' fatto scherno della loro vuota derisione. Pinter e' uno scrittore della verita'. La sua comprensione del linguaggio politico si conforma a quella di Orwell. A Pinter, come direbbe Pinter stesso, non "interessa" la proprieta' del linguaggio, ma solo il suo senso piu' autentico. Al termine della guerra fredda, nel 1989, scrisse: "...durante gli ultimi quarant'anni, il nostro pensiero e' stato intrappolato nelle vacue strutture della lingua, in una retorica obsoleta, fuori uso ma di immenso successo, che ha rappresentato, secondo la mia opinione, la sconfitta dell'intelligenza e della volonta'".

Una sconfitta che Pinter naturalmente non ha mai accettato: "Al diavolo questa retorica!"
Grazie a Pinter, la sconfitta e' oggi lungi dall'essere assicurata. Al contrario, mentre altri scrittori stavano dormendo o farfugliando, egli era consapevole che la gente non e' mai immobile, la gente si sta agitando di nuovo.
Harold Pinter occupa un posto d'onore.

Fonte: http://www.truthout.org/docs_2005/101405D.shtml
Tradotto da Tanja Tion per Nuovi Mondi Media


Un raggio di sole...

Un raggio di sole...
Ascoltate queste dolci parole: Marco Travaglio e Daniele Luttazzi sono stati assolti dall'accusa di aver diffamato Silvio Berlusconi durante la trasmissione Satyricon. Il presidente del Consiglio aveva chiesto 20 miliardi di lire di risarcimento danni, dovra' pagare 100mila euro di spese legali.


Aridatece Daphne!

Lanciamo un appello ai rapitori di Daphne, una papera attrice di teatro satirico, la migliore nel suo campo. Daphne e' scomparsa a due giorni dal debutto dello spettacolo Ducktastic, diretto da Kenneth Branagh e ispirato al duo di illusionisti Sigfried e Roy di Las Vegas.
Per chi dara' informazioni utili al ritrovamento di Daphne ci sara' anche una ricompensa.
Intanto si batte la pista del rapimento da parte di animalisti disobbedienti o di un ristoratore di Londra. E' terribile, speriamo non sia gia' diventata pate'.
(Fonte: Repubblica)


Aste su Ebay e Guinness dei Primati

Su Ebay sarebbe in vendita all'asta il pianeta Terra. Il prodotto e' usato e necessita di ristrutturazione.

Nedeljko Ilincic, 75 anni, di Milosevac in Bosnia, sostiene di essersi sposato 162 volte. Secondo quanto riporta Ananova.com l'uomo avrebbe gia' inviato una lettera al Guinness dei Primati ma la cosa piu' importante e' che non intende fermarsi qui: attualmente single, e' in cerca di una moglie, magari due, facciamo 45...


Sessangi (Sondaggi sul sesso)

Secondo un sondaggio condotto in Germania dalla rivista per donne "Lisa", una tedesca su 10 mentre fa l'amore con il partner pensa a un altro e un 4% di queste pensa a persone importanti.
Fortunatamente le altre intervistate pensa alla persona con cui sta facendo l'amore. Dopo.
(Fonte: Ansa)