Giorgio Meletti, su Il Fatto, ci ricorda quel che scrivevano i nuclearisti prima dell’apocalisse giapponese. Varrebbe la pena di rileggerlo: “Il nucleare è una tecnologia sicura. Con le norme e gli standard attuali, incidenti come quello avvenuto a Chernobyl non possono più ripetersi… le probabilità di un evento catastrofico di quel tipo sono una ogni cento milioni di anni.”
Il problema è che, a quanto pare, la misura immensa del loro errore di valutazione non li ha assolutamente portati, almeno nella loro frangia governativa, a un profondo ripensamento.
Nel quasi totale silenzio dei media si è compiuto un assalto a un treno carico d’oro: il fotovoltaico è il nemico da battere per impossessarsi di mille casse d’oro. La situazione è oltre il grottesco e il demenziale.
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