Il Mufti che distrusse il fondamentalismo islamico pronunciando una sola parola

Il giorno era caldo sulla terra rossa lungo il Nilo.
Arroventava le case di mattoni e quelle di argilla.
I cammelli facevano finta di niente, per onorare un'antica diceria, ma sotto sotto anche loro sudavano come bergamaschi a Cesenatico.
Ezzat Attia era un perfetto sconosciuto fino alle ore 15 (ora del Cairo) del 20 maggio 2007.
Era un tranquillo Mufti che odiava mediamente l'Occidente corrotto. Aveva qualche ambizione ma non aveva mai trovato l'occasione giusta per diventare un famoso conoscitore della Legge. Era figlio di contadini, non come i Mufti che vengono dalle famiglie ricche e nobili e hanno masticato fin da piccoli l'arte di fiutare la convenienza delle parole.
Jamal aveva dei sogni difficili.
Poi si fisso' su una sua idea.
Ci riflette' a lungo, senza parlarne a nessuno perche' aveva paura che qualcuno gli rubasse il suo colpo di genio.
Poi decise di aprire bocca.
E sperimento' in poche ore la raffinata efficienza della comunicazione globale.
Le sue parole fecero il giro del mondo.
Nessuno si ricordera' il suo nome. Ma quel che ha detto ha cambiato l'Islam.

Ezzat Attia si era reso conto che una minaccia tremenda incombeva sulla Legge di Allah.
La poverta' costringeva sempre piu' donne fedeli e timorate a lavorare. E cio' costringeva molte di loro a trovarsi dentro una stanza con uomini che non erano loro parenti. E questo e' evidentemente immorale.
Ma era chiaro che la forza del bisogno avrebbe costretto molte a trasgredire la Legge. Ma Ezzat Attia aveva trovato la soluzione.
Semplice e geniale. Contadino scarpe grosse e cervello fino.
Se una donna stava nella stessa stanza con un uomo della sua famiglia non vi era peccato. Quindi bastava trovare il modo per far diventare membri della famiglia della donna lavoratrice i maschi con i quali lei avrebbe dovuto lavorare.
Aveva passato e ripassato il Corano dall'inizio alla fine cercando di trovare un modo per far diventare parenti un uomo e una donna.
Da qualche parte nel Corano, trovo' una frase che gli illumino' la mente: la' dove il Profeta dice che chi viene allattato da una donna diviene membro della sua famiglia.
La soluzione arrivo' improvvisa.
Ezzat Attia, dopo averci pensato a lungo e aver ponderato ogni possibilita', decise di aprire bocca e promulgare la sua fatwa: se una donna deve lavorare nella stessa stanza con un uomo puo' evitare di cadere nel peccato rendendolo membro della propria famiglia allattandolo 5 volte.
Geniale. E assolutamente ineccepibile.

Per un attimo gli ascoltatori restarono paralizzati, mentre i giornalisti correvano a scrivere i loro dispacci di agenzia.
Solo dopo arrivarono le stigmatizzazioni, le censure, i pareri infurentiti dei grandi Mufti che stracciavano la proposta del povero contadinaccio e ci sputavano sopra.
Ma per qualche ora la fatwa dell'allattamento volo' sopra le vie invisibili dell'etere.
Ed erano parole potenti che passavano di bocca in bocca.
E, per un poco, milioni di fedeli della Vera Fede assaporarono il sogno di venire allattati da seni pieni di donne nascoste da burka semisollevati. E tutto questo restando in grazia di Dio e rispettando alla lettera le sue leggi.
E molti andarono a verificare cosa dicesse veramente il versetto citato. E molti, seguendo la logica semplice dei contadini, si convinsero che era proprio possibile, che aveva ragione il piccolo Mufti del Cairo, logico delizioso, scopritore di soluzioni mielate, arcangelo di una visione vellutata e calda della Legge.
Poi arrivarono le smentite, le condanne, le derisioni.
E molti dissero "E' un contadino scemo che si permette di interpretare la Legge che sta mille miglia al di sopra delle sue scarse capacita' mentali".
Ma le parole generano sogni. E una volta che li hai sognati non ce la fai piu' a fermarli.
I sogni viaggiano per conto loro e sono piu' difficili da acchiappare delle mosche nere.
Checche' ne dicano i Mufti colti e nobili, ormai milioni di fedeli hanno sognato. Non c'e' piu' niente da fare.

Ora, qualcuno osservera' che l'idea stessa che una donna debba allattare un uomo per poter lavorare nella stessa stanza e' di per se' orribile. Ne convengo. Incredibile che un essere umano possa pensarla. Dietro un'idea simile c'e' la piu' gretta censura mentale di ogni identita' della femmina, trasformata in mucca. Essere costretta ad allattare tutti i colleghi, a cominciare dal datore di lavoro... Che idea agghiacciante. Che stato di totale servaggio ne deriverebbe!
Ma vorrei osservare come in questo fenomeno si nasconda una lama capace di agire di soppiatto contro l'ideologia di chi l'ha forgiata. Il Mufti contadino e' l'omologo di quel generale del Pentagono che finanzia la creazione di Internet. Il Pentagono, il mostro imperialista, spinto dall'ansia di dominio crea il piu' potente strumento al servizio della liberta' di comunicazione, nemica mortale dei guerrafondai. Una beffa epocale!
Ugualmente, questo povero Mufti, totalmente privo di qualsiasi rispetto per la donna, crea una bretella mentale in grado di strangolare il fondamentalismo proprio perche', portando alle estreme conseguenze un ragionamento marcio, ne svela l'intima follia.
Quella frase e' un veleno omeopatico ma mortale.
Qualunque cosa l'e'lite fondamentalista faccia o dica ormai milioni di credenti continueranno a pensare, in un angolo nascosto della loro mente, che esista una lettura molto piu' gradevole del Corano. Una lettura che scatena ipotesi selvagge che esplodono nella mente di persone ossessionate dal sesso e dai divieti creando immagini di lussuria inimmaginabile.
Il desiderio represso si gonfia come un mostro preistorico e pretende di uscire: si attacca a quell'immagine delirante e non riesce piu' a staccarsi.
Miracoli della libido.
Quel desiderio impone la possibilita' di un'altra lettura della Legge. La possibilita' dell'esistenza di un mondo che sazi il serpente infuocato.
Un'altra fantastica lettura della legge... Che idea potente!
E se possono esistere due letture del Corano allora ne potrebbero esistere tre o tre milioni. I numeri hanno la capacita' di diventare valanga. Ammessa la possibilita' di un'altra lettura della parola di Maometto (o di Gesu') non c'e' piu' modo di fermarsi.
Cosi', ormai, gia' in questo momento hanno iniziato a dubitare che i grandi Mufti dicano la verita'.
Quella parola, ALLATTARE, ha iniziato a disgregare i bastioni della fiducia nell'interpretazione del Corano proposta dagli autorevoli Mufti. E quando il dubbio inizia non ci sono piu' certezze.
E cosa resta del fondamentalismo se gli togli la certezza?
Nulla.

PS
Forse credi che io abbia scritto queste righe per gioco.
Invece no. Stai a guardare e vedrai.

Nota: il racconto si riferisce a una notizia vera, apparsa su tutti i giornali. Ezzat Attia ha lanciato la fatwa insieme a Abd el Mahdi Abd el Kader, entrambi sono teologi della moschea Al Azhar del Cairo.

Jacopo Fo

Commenti

Ciao! Ho un dubbio: ma come fanno le donne a produrre a comando il latte? Non siamo mucche!

che forse nel loro delirio perverso/misogino abbiano pensato che bastasse mimare l'allattamento?

e se liberassimo veramente le donne fornendole tutte di biberon?
D'altra parte andando abbastanza a ritroso nel tempo alla stessa famiglia apparteniamo tutti davvero. :-D

Ho scelto ai tempi, la libertà di allattare.
Cavolo, avessi saputo, non avrei smesso, e mi sarei offerta volontaria all'allattamento collettivo! E che di latte ne avevo! Un anno dopo aver smesso l'allattamento, durato due anni, avevo ancora latte!
E' proprio vero: apparteniamo tutti alla stessa famiglia: i lattanti!
:-D

E' proprio vero che un pó di fantasia si puó dire il contrario di tutto estrapolando le parole.Si puó anche andare contro la legge, interpretandola alla lettera.Stessa cosa anche per la interpretazione delle varie sacre scritture.
franco Bonifacio Brasile

Un altro tassello di questo mosaico lo si trova forse nell'articolo - pubblicato oggi (14 giugno 2007)a pag.13 su LA STAMPA - scritto da Farian Sabahi, dal titolo: "Sposi a scadenza". L'autore ci parla di un ... curioso ... "matrimonio", che le autorità religiose promuovono e celebrano a Teheran e dintorni per consentire di condividere la sessualità in modo "corretto". La durata minima di tale istituto deve essere di almeno un ora (60 minuti!), mentre quella massima di 99 anni. In quest'ultino caso, allora, si tratterebbe di una manifestazione di "vero amore", innegabile.

Nei primi anni '50 mio padre per lavoro viaggiava spesso in medioriente: Libano, Egitto, Palestina...
Mi raccontava che capitava talvolta di imbattersi in case di prostituzione con fuori dalla porta ministri del culto che "sposavano" i frequentatori con le prostitute, una volta esaurito l'interesse i signori in questione bastava ripetessero tre volte "io ti ripudio" per sciogliere il provvidenziale vincolo matrimoniale.
Il gioco era fatto, capra e cavoli salvati.

fuori tema...
si allora, capita che questa notizia abbia fatto cortocircuito con un'altra che invece e' successa in italia.
Anzi con altre due. Poi pero' la realta' ha superato la fantasia e allora vado fuori tema.
Ma procediamo con ordine.
E' di pochi giorni fa la notizia che l'uomo di fiducia del ministero dell'economia alla Rai , di nomina ministeriale e completamente sottomesso al ministro, ha fatto ricorso al tar contro la decisione di tale ministro di mandarlo a quel paese. La sentenza del Tar mi sembrava un po allucinante, ma tant'e'.
Una delle cose "certe" che erano rimaste dello stato era che in qualche maniera l'apparato fosse direttamente dipendente dal governo. Quello (in linea teorica) dal nostro voto e quindi...la catena democratica era "salva": se un ministro dice a uno che ha nominato che lo disnomina, non ci dovrebbero essere tante storie.

Un cortocircuito nel sistema di potere. . Piccolo. Una furbata. Un'assurdita'. Un episodio isolato. L'apparato, lo strumento del governo della politica di nomina "democratica", si ribella e si dimostra piu' forte.Una burla.

E invece no.

Altro trombato. Il capo della finanza che , si sa, e' direttamente alle dipendenze del governo. Se ti dicono vai tu fai Garibaldi e dici "obbedisco".

E invece il signore come commenta la notizia del suo licenziamento?

Domanda : E così ci ha pensato il Consiglio dei ministri a toglierle l'incarico d'imperio.
«Sì. Che poi vorrei anche vedere se questo Consiglio dei ministri è regolare. Nel senso che non c'era quasi nessuno. Rutelli non c'era, Di Pietro mancava, Amato non c'era, D'Alema era a Valencia alle regate di Luna Rossa. È valido 'sto Consiglio dei ministri? Mah».

Come? Il consiglio dei ministri e' il consiglio dei ministri. Non e' che possa essere valido o non valido. Chi lo puo' decidere? La cassazione? Il Tar? Si dai facciamo ricorso al Tar e quello magari blocca una decisione del consiglio dei ministri per "assenza ingiustificata del sottosegretario alle attivita' agricole e forestali".

Un'altro cortocircuito.

Adesso vado fuori tema.
Stamattina leggo la repubblica

Dietro l'affare Visco-Speciale c'è il prepotente riemergere di un ramificato potere occulto
Una nuova P2 ricatta
la politica debole (leggetelo e' estremamente interessante)

Ecco il fuori tema veloce veloce: mi sa che sono gli inizi della terza repubblica. Nascente dal putrefarsi della seconda. Benvenuti nell'Argentina di Pinochet. Il popolo l'ha voluta; finalmente si profila all'orizzonte, una bella dittatura fascista. Che cosa puo' nascere dal divenire interesse affaristico della politica se non una tecnocrazia?