Vacanze estive alla Libera Università di Alcatraz

Il vescovo di Assisi riesce a impedire a Dario Fo di recitare un testo su Giotto di fronte alla basilica.

Ancora una volta un malinteso senso del sacro porta le gerarchie ecclesiastiche a praticare la censura.
Lo spettacolo che avrebbe dovuto essere rappresentato ad Assisi, tra il 2 e il 5 giugno avrebbe certamente fatto scandalo. Ma non dal punto di vista religioso. Dario Fo aveva intenzione di portare il suo nuovo spettacolo che dimostra che una convinzione molto diffusa è errata.
I dipinti della basilica superiore attribuiti dai libri di scuola a Giotto non sono di Giotto.
E la cosa interessante è che oltretutto la rappresentazione aveva avuto l’appoggio dei frati francescani di Assisi, anch’essi dell’opinione che quei dipinti straordinari siano da attribuire ad altri grandi maestri del tempo.
Su questa tesi Dario Fo ha costruito una lezione-spettacolo divisa in 3 serate, un tempo indispensabile per argomentare la propria tesi basandosi su diversi particolari storici e tecnici. In particolare il fatto che ogni scuola da quella Romana a quella Toscana si avvaleva di una tecnica pittorica particolare e diversa, nonché di sagome fisse e articolate in modi differenti per riprodurre il disegno.
Tutti questi elementi tecnici procurano una specie di impronta digitale nascosta dentro il dipinto, impronta che ci assicura come nella navata della Basilica Superiore di Assisi Giotto non abbia partecipato con un proprio gruppo all’esecuzione degli affreschi se non come semplice assistente o allievo.
Ma l’importanza culturale dell’opera che si voleva rappresentare e il sostegno del sindaco di Assisi Claudio Ricci non sono riusciti a convincere il vescovo Domenico Sorrentino a ritirare il suo veto.
Vanno bene le canzonette di fronte alla basilica di San Francesco, vanno bene le ragazze danzanti e perfino i numeri da cabaret ma, per favore, niente storia dell’arte!
Incredibile, che nel 2009, in Italia si vieti a un premio Nobel di parlare di pittura di fronte a una chiesa.

Lo spettacolo Giotto o non Giotto sarà rappresentato in luglio il
2-3 Cesena alla Rocca Malatestiana
8-9 Firenze di fronte alla basilica di Santa Croce
24-25 Perugia nella piazza di San Francesco in Campo


Commenti

E' un ulteriore dimostrazioni di quanto le gerarchie ecclesiastiche di questo tristo paese siano perfettamente in linea con la dilagante stupidità. E magari costui si sarà ben guardato dal condannare i noti fatti che vedono una delle massime cariche dello stato italiano organizzare festini a luci rosse! Questo paese sta andando letteralmente a puttane!

Visto che un vescovo censura un premio Nobel per la letteratura, godetevi questa esilarante scenetta di una serie televisiva inglese dove un gruppo di preti rimane intrappolato nel settore biancheria intima femminile di un grande magazzino..

www.youtube.com/watch

Ormai l'aggettivo "ridicolo" non riesce nemmeno più a descrivere questa ottusa, anacronistica e stupida chiesa... Sono senza parole, ma non sorpreso.

Io penso che la strnzggn clericale non abbia confini, cosi' come non ha confini la cglnggn di quanti consentono alla santa Casta di continuare a condizionare la vita di tutto il Paese.                          Altrimenti, questa congrega (e non congregazione) di mangiapane a sbafo, che si autodefinisce intermediaria fra noi e il Creatore, non si permetterebbe di intromettersi in maniera cosi' pesante nella  nostra vita pubblica e politica, e non avrebbe titolo a succhiare, in virtu' del Concordato, miliardi di euro dei NOSTRI soldi. 

perchè? perchè? perchè? sono assisana da secoli. ricordo la mia infanzia, 50 anni fa, quando con le compagne ci chiedevamo: " chissà se Lui ha toccato questo muro?" "chissà se Lui ha calpestato questi mattoni?"  Eravamo in adorazione del Nostro Santo, eravamo e siamo fierissimi di Lui e del nostro patrimonio artistico. Quando ero piccola venivano i TURISTI cioè gente che voleva, sì, vedere la tomba del Santo, ma anche ammirare la particolarissima architettura di questa bellissima cittadina medievale luminosa e non ripida , le vetrate della Basilica, le pitture: Giotto, Cimabue, Simone Martini, Pietro Lorenzetti, Puccio Capanna eccetera. Poi, una immane, massiccia, sconsiderata campagna pubblicitaria iniziata e proseguita per quarant'anni dai SINDACI DEMOCRISTIANI e non dal clero (che, comunque ne è stato felice e usufruttuario massimo) che hanno sempre governato Assisi, ne ha fatto una Lourdes schifosa e sporca, invasa da pellegrini ignoranti e sudici che  NON SANNO NULLA Nè DELLA CITTà Nè DEL SANTO; VENGONO SOLO PER "CHIEDERE LA GRAZIA" COME A SAN GENNARO E NON HANNO IDEA NEMMENO DI CHI FOSSE QUESTO SAN FRANCESCO. FIGURATI CHE GLIENE FREGA DEGLI AFFRESCHI!!!!!!!!! Gli assisani in parte, hanno approfittato per trasformare tutti i fondi, i garages, i ripostigli, gli armadi a muro, insomma tutto quello che si poteva, in negozietti che vendono ricordini vari e hanno fatto i miliardi. Alcuni se ne sono andati ed hanno venduto a gente di fuori (ormai di assisani ce ne saranno più trecento sì e no), gli altri sono restati ma sono vittime continue di pellegrini cafoni e ignoranti di suore-albergatrici che friggono tutto il giorno,  suore in automobile che non sanno guidare e fermano il traffico, suore a spasso, suore che ti passano avanti alla posta....FINE. Ma noi siamo ancora tanto tanto fieri del nostro patrimonio artistico: è la nostra sopravvivenza in tanta umiliazione. Perchè distruggerlo? Anche se fosse vero, perchè toglierci anche questo? CHE TIPO DI VERITà ANDIAMO CERCANDO DOPO OTTO SECOLI IN UN PAESE DOVE PUTTANA SI DICE ESCORT, DOVE NIENTE è VERO, DOVE UN GIORNO SI DICE UNA COSA E IL GIORNO DOPO UN'ALTRA SENZA CHE NESSUNO SE NE SCANDALIZZI, DOVE NON SI FANNO PIù LEGGI MA DECRETI LEGGE (CIOè DITTATURA) FACCIAMO CASINO PER QUESTO? A che serve questa verità? A chi serve? Tanto i pellegrini non lo saprebbero mai e non gliene fregherebbe niente (scambiano San Francesco con S.Antonio, S.Vitale, ecc...). Serve solo a far crollare una magnifica illusione agli ultimi poveri assisani innamorati di Assisi. Io, come TUTTI gli assisani, sono anticlericale perchè subisco dalla nascita le loro angherie, ma stavolta devo difendere il vescovo (che tra l'altro non è affatto amato) perchè ha solo cercato di non offendere gli assisani veri. Il clero non ci rimetterebbe una lira, credetemi, e poi chi ci guadagna sono solo frati e suore, non certo preti e vescovi!

Che gli affreschi della Basilica Superiore di Assisi possano non essere di Giotto lo si trova scritto, oltre che in tutti i libri seri di storia dell'arte, perfino nelle banali guide del Touring Club. Nella "Guida rossa" dedicata all'Umbria si dice che "GlI studi otto-novecenteschi hanno messo più volte in discussione l'attribuzione giottesca dei dipinti" (pag287), mentre nel vol.3, delle Guide Rapide d'Italia dello stesso Touring (pag 65) si attribuiscono "forse al giovane Giotto" solo le storie di S. Isacco mentre per le altre si parla di pittori della scuola romana, specialmente Jacopo Torriti. Altri li attribuiscono a Pietro Cavallini e alla sua scuola, non a Giotto, altri ancora come Federico Zeri hanno fatto il nome di Filippo Rusuti.

Il dibattito degli storici sull'attribuzione iniziò più di due secoli fa: " Il primo ad avanzare dubbi sul nome di Giotto per il Ciclo francescano fu infatti, nel 1791, padre Guglielmo Della Valle, in ciò subito contrastato, nel 1796, dal filo-giottista abate Luigi Lanzi." (vedi gli studi di Bruno Zanardi).

Dunque chi vuole stupire Dario Fo? a chi vuole far credere che la censura sia dovuta a chi non vuole che il pubblico possa ascoltare certe "sconvolgenti rivelazioni"?