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E' uscita l'automobile ad aria compressa!
Nel video una dimostrazione, svoltasi ad amsterdam, del modello Airpod Per maggiori informazioni su Eolo, l'auto ad aria compressa vedi: Tata Motors compra i diritti per l'India dell'auto ad aria compressa. http://www.jacopofo.com/node/2621/edit
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Cosa cambia rispetto all'auto elettrica che già circola?
Innanzitutto bisogna parlare di energia e da dove viene presa, e quali vantaggi potrebbe portare questa tecnologia rispetto alle tecnologie già esistenti; mi riferisco in particolare all'auto elettrica. Vale quindi la pena di fare un confronto con l'auto "elettrica".
In entrambi i casi le auto assorbono energia dalla rete elettrica; in un caso questa energia è stoccata in celle elettrolitiche di vario genere, nell'altro caso viene trasformata tramite un compressoree questo è un trasformazione che generalmente è meno efficiente, avendo organi meccanici in movimento. Anche il motore elettrico è in genere più efficiente di uno puramente meccanico, qualsiasi persona con un minimo di conoscenze del settore o studi di base (perito meccanico o elettronico) lo sa bene.
Quindi dal punto di vista energetico la fonte è la stessa: la rete elettrica, con il distunguo che l'auto ad aria sembra essere, di primo impatto, meno efficiente (approfondisco più avanti anche questo aspetto). Potrebbe presentare il vantaggio di non dovre usare delle batterie e dell'elettronica, per contro richiederebbe lo spazio per le bombole. Senza contare poi che l'aria a temperatura ambiente non si troverà mai allo stato liquido, al massimo allo stato cosiddetto "supercritico".
QUINDI NON OFFRE NULLA DI NUOVO RISPETTO ALL'AUTO ELETTRICA:Si "nutre" della stessa fonte energetica, la rete elettrica! Trovo quindi insensate le teorie per cui la sua produzione sia ostacolata dalle lobby dei combustibili fossili, se così fosse dovrebbero ostacolare prima l'uso dei pannelli solari, centrali idroelettriche...perchè la rete prende energia ancora per la maggior parte da combustibili fossili, quindi l'auto elettrica e ad aria compressa utilizzerebbero in realtà energia da combustibili fossili, ed i produttori di carbone metano e petrolio non avrebbero alcun interesse ad ostacolarne la produzione.
ci sono novità?
Ciao Jacopo,
ho aperto da poco a Lucca un'agenzia di ECOEVENTI, mi occupo di organizzare eventi in modo etico (www.ecoeventi.com). Lavorando anche nell'incoming, mi piacerebbe acquistare una di quelle macchine ad aria compressa ma non riesco a capire come potrei fare, puoi darmi delle indicazioni più precise? chi contattare per avere dei preventivi? grazie
Ridicola
Esistono da tempo diversi modelli ELETTRICI quasi uguali (ultraleggeri) che fanno 100km con 25centesimi di euro e sono omologate in tutto il mondo.
Certo essendo ultraleggeri (come peraltro il modello ad aria) non danno affidabilità nella sicurezza ma permettono di percorrere fino 250-300km di gittata ad 80km/h con 4 posti con carico e costano molto meno.
Certo il modello ad ara può essere ricaricato in un minuto (con apposito compressore costosissimo, ben 5000euro) ma le bombole anche se contengono solo aria, alla pressione di 400bar se vengono colpite esplodono come delle vere bombe e devono essere cambiate/verificate ogni 2 anni!
Comunque come hanno risolto i fatto dl congelamento dei condotti? No??? Allora si ferma ancora ogni km?
Ciao
Costi
Sono un po scettico sui consti dell'elettricità, 25 cent...ma comunque sono d'accordo sul fatto che l'auto elettirca sia una soluzione migliore e sporattutto, realizzabile, a differenza di quella ad aria
Un po' di documentazione?
Credo che tu parta da una serie di dati sbagliati, grazie ai quali l'auto ad aria compressa è stata bloccata per 10 anni. Eccoti un po' di dati a suo tempo publicati su questo blog.
Il colosso indiano Tata Motors ha firmato con MDI dei Négre (padre e figlio) un contratto per la produzioni in India dell'auto ad aria compressa.
Il fatto che un'azienda dello spessore di Tata abbia deciso di investire su questo progetto dimostra che non si tratta dell'invenzione bislacca di un folle.
In molti ne siamo convinti da anni. Quando 6 anni fa salii su uno dei primi prototipi, nella fabbrica di Marsiglia, ebbi la sensazione di muovermi con la macchina del futuro.
Era un'auto straordinaria, un'invenzione geniale, economica e ecologica. Una monovolume a sei posti, grande bagagliaio, 200 chilometri di autonomia, raggiungeva i 120 chilometri orari, consumava 3 euro di elettricita' per percorrere 100 chilometri e sarebbe dovuta costare 12mila euro. Veniva alimentata direttamente con aria compressa allo stato liquido, contenuta in due grandi bombole, alloggiate sotto l'auto per tutta la sua lunghezza. In alternativa era dotata di un compressore elettrico capace di riempire le bombole. Per ottenere un pieno era sufficiente collegarla per una notte a una presa di corrente.
Insomma gia' 6 anni fa era un'auto strepitosa. Tra l'altro si avvaleva di ben 56 brevetti originali. Tutto era particolare: dall'impianto elettrico con 3 chilogrammi di fili al posto dei 30 di una comune auto di media cilindrata, ai sedili con anima tubolare che proteggevano il conducente in caso di incidente, al meccanismo per abbassare
manualmente i vetri dei finestrini. La carrozzeria era stata progettata per essere leggerissima, offrire ottimi risultati nei crash test e venir costruita anche in fibra e resina di canapa.
Ma, nonostante le potenzialita' ecologiche ed economiche di quest'auto, sono passati gli anni e i Négre non sono ancora riusciti a omologarla in Francia. E qui bisogna proprio fermarsi e chiedersi come sia possibile che per cosi' tanto tempo si sia riusciti a bloccare la commercializzazione di un mezzo simile.
Ora, appunto, la scesa in campo di Tata Motors cambia tutta la situazione.
Ho telefonato alla MDI e ho sentito aria di grande festa. E' tutto vero, mi confermano. Entro un anno e mezzo gli indiani inizieranno a vendere questo miracolo tecnologico, sbeffeggiato dalle grandi case europee produttrici di automobili, sabotato dalla lobby dei petrolieri e da politici ottusi.
E di certo dopo l'omologazione in India sara' difficile per i burocrati europei negare il permesso di circolazione sulle nostre strade all'auto ad aria compressa.
Il segreto di quest'auto sta in un'idea rivoluzionaria. Ai tempi, gli ingegneri della Fiat elaborarono un'analisi tecnica di 16 pagine che dimostrava che questo mezzo avrebbe potuto percorrere solo pochi chilometri, molti meno dei 200 che millantavano i Négre. E non avevano tutti i torti: per quanto si possa immagazzinare molta aria compressa allo stato liquido, questa puo' esprimere solo poca potenza. Ma Négre aveva escogitato un sistema per moltiplicare l'autonomia del mezzo.
Infatti, l'aria compressa a 300 bar di pressione esce dalle bombole a 70 gradi sotto zero. Più l'aria e' compressa più e' fredda, e' un principio noto ma non pienamente sfruttato fin'ora nelle sue possibili applicazioni.
Ne'gre invece di usare direttamente la pressione dell'aria, la faceva entrare in un contenitore dove veniva scaldata dalla temperatura stessa dell'auto. In questo modo l'aria, aumentando di temperatura, si espande notevolmente e solo a questo punto veniva utilizzata la forza della sua pressione. Ed e' questo il segreto che consentiva all'auto di raggiungere un'autonomia di 200 chilometri.
Uso il passato perche' in questi anni i prototipi sono stati ulteriormente sviluppati. Nell'auto ad aria compressa e' stato integrato un serbatoio di gas e il motore puo' essere indifferentemente azionato dalla combustione del gas o dall'aria compressa. E', cioe', un motore ibrido. Cosi', se non c'e' modo di alimentare l'auto con una presa di corrente o un pieno di aria compressa liquida, si puo' farla andare con il gas che gia' e' supportato da una rete di distributori.
Ma la presenza del gas ha anche un'altra funzione che ha portato l'ultimo modello a un'autonomia di 500 chilometri e una velocita' di 150 chilometri orari. Infatti l'aria in uscita dalle bombole ora viene scaldata nel "vaso di espansione" con una fiamma alimentata dal gas cosi' da moltiplicare ulteriormente il volume dell'aria e quindi moltiplicare la quota utilizzabile di pressione. Invece di utilizzarla a 2-3 gradi di temperatura la si porta a 30 gradi. E, come abbiamo detto, aumentando la temperatura, l'aria si espande ulteriormente.
Infine si e' sperimentato l'uso di meccanismi che recuperano l'attrito della frenata dell'auto e dell'inerzia nei percorsi in discesa per sviluppare elettricita' che permette di comprimere altra aria nelle bombole. Insomma, l'auto che si sono comprati gli indiani e' veramente "completamente diversa".
Ma qualche europeo che si dovesse svegliare all'ultimo momento avrebbe ancora la possibilita' di buttarsi sull'affare, almeno per quanto riguarda alcuni paesi dove i diritti di sfruttamento dell'invenzione sono ancora liberi.
Infatti, il meccanismo commerciale con la quale quest'auto viene proposta e' anch'esso particolare. MDI detiene i brevetti e cede fabbriche chiavi in mano e diritti commerciali di esclusiva su un dato territorio. Tata Motors ha comprato i diritti per l'India. Ma, ad esempio, Eolo Italia, che deteneva i diritti per il nostro paese, pare non esista più e quindi i diritti potrebbero essere liberi.
Vedremo quel che succedera' ora. E certo la partita non e' chiusa. Resta da registrare che insieme all'auto ad aria compressa sono molte le tecnologie che le Multinazionali del Dolore sono riuscite a sabotare.
Vi ricordate le campagne di linciaggio contro gli scopritori della fusione fredda?
Oggi nessuno più la mette in discussione e ci sono decine di brevetti registrati. Ma ancora gli investimenti nella ricerca, per arrivare ad applicazioni industriali, sono minimi.
E che dire del progetto delle torri energetiche da impiantare nei deserti? Bloccato anche quello. Si tratta di enormi tubi, alti 800 metri e larghi 400. Sarebbero da installare nei deserti più torridi. Alla base migliaia di metri quadrati di pannelli solari scaldano l'aria che salendo attraverso il tubo si espande grazie all'alta temperatura dando vita a un vero e proprio tornado artificiale all'interno del tubo stesso. In cima una schiera di pale eoliche azionano enormi turbine che producono elettricita'. Figuratevi che basterebbero 40 di questi tuboni per produrre l'energia elettrica necessaria a tutto il pianeta. Anche questo progetto e' bloccato da anni.
E vorrei notare che anche qui, come nel caso del motore ad aria compressa, siamo di fronte a un uso trasversale di conoscenze vecchie sulle interazioni tra temperatura e dilatazione dell'aria.
Ma la lista delle invenzioni bloccate e' lunga (vedi il libro "Olio di colza e altri 30 modi per risparmiare" http://www.commercioetico.it/libri/jacopo-fo.html).
Nel nostro piccolo il premio Nobel Rubbia ha dovuto andarsene in Spagna per veder realizzata la sua idea di centrale solare "di potenza". Una cosa geniale: con specchi e lenti si scalda fino a 500 gradi una miscela di sali minerali contenuta in tubi di metallo brunito posti all'interno di tubi trasparenti, isolanti termicamente. Vengono scaldate sostanze innocue simili chimicamente ai comuni fertilizzanti agricoli. Queste sostanze a 500 gradi sono liquide e vengono accumulate in un grande serbatoio sotterraneo, coibentato per non disperdere il calore. In questo modo lo si puo' utilizzare sia di giorno che di notte per produrre elettricita'. Con questo calore viene portata dell'acqua a 100 gradi e si sfrutta il vapore cosi' prodotto per azionare un generatore elettrico a turbina.
Fra duecento anni i nostri pronipoti si chiederanno increduli: "Ma perche' se avevano gia' tutte le invenzioni necessarie per evitare l'inquinamento hanno continuato per decenni a suicidarsi respirando petrolio bruciato?"
La risposta sara' una sola:"Erano coglioni!"
Jacopo Fo
Per maggiori informazioni sulle torri energetiche clicca www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=1587
Per maggiori informazioni su Eolo, l'auto ad aria compressa vedi:
Terzo Millennio www.ecplanet.com/canale/varie-5/dario_fo-28/0/0/3065/it/ecplanet.rxdf
Auto ad aria compressa in dirittura d'arrivo? www.jacopofo.com/?q=node/1524
Pubblicato in http://www.jacopofo.com/node/2621/edit