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Aggiornato: 2 ore 29 min fa

Erica Alfaro, la festa di laurea nel campo di fragole con i genitori immigrati: “Credete nel futuro”

Gio, 05/30/2019 - 18:15

Non saranno quelli cantati dai Beatles, ma Erica Alfaro, 29 anni e già un figlio di 13, ne è certa: non dimenticherà mai i campi di fragole infiniti della bassa California, dove i suoi genitori si sono spaccati la schiena per decenni a raccogliere frutta, pur di garantirle un futuro. E per questo ha chiesto a papà Claudio e mamma Teresa — 51 e 50 anni, emigrati da Oaxaca, Messico, nel 1990 — di posare per la sua foto di laurea proprio in uno di quegli orti dove hanno lavorato a lungo.

Eccoli dunque gli Alfaro, fra le fila ordinate di piante verdi punteggiate di frutti maturi, in quella foto che prima ancora di finire esposta sulla parete di una casa modesta, è diventata virale sui social, facendo il giro del mondo. Al centro c’è Erica, radiosa nella sua toga, il tocco in testa e la sciarpa, manco a dirlo, color fragola. A stringerla Claudio e Teresa, i genitori analfabeti e dalle mani callose, dritti e fieri nei loro abiti da lavoro. Sullo sfondo gli orti di Carlsbad, sobborgo di quella San Diego dove la giovane si è laureata in psicologia il 19 maggio. «Dedico la mia laurea ai sacrifici fatti dai miei genitori, venuti in questo paese per darci un futuro migliore» scrive Erica, sotto quell’immagine diffusa su Facebook e Instagram. E prosegue: «Se condivido questa foto è perché voglio incoraggiare gli studenti che non hanno i documenti in regola, le ragazze diventate madri troppo presto, le vittime di violenze domestiche a credere nel futuro e a battersi per finire gli studi. Come me, ce la potete fare».

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È la capitale europea con la migliore gestione dei rifiuti

Gio, 05/30/2019 - 15:00

Per una volta tanto, al vertice delle classifiche europee non c’è una capitale nordica. A essere chiamata a modello per una gestione virtuosa dei rifiuti è la mediterranea e balcanica Lubjiana. La capitale della Slovenia è ad oggi la prima capitale europea a aver dichiarato di voler raggiungere l’obiettivo di rifiuti zero entro il 2030.

L’obiettivo è ambizioso, ma non impossibile, almeno non per gli sloveni che negli ultimi anni hanno dimostrato di poter raggiungere ottimi risultati nel settore. Già oggi Lubjiana, ex ultima della classifica, raccoglie separatamente il 65% dei suoi rifiuti urbani (laddove il livello medio nel resto dell’Unione è di poco superiore al 40%) e punta al 78% entro il 2025.

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Epilessia e autismo: individuata nuova causa in un gene

Gio, 05/30/2019 - 15:00

I ricercatori dell’ospedale pediatrico Giannina Gaslini di Genova hanno individuato in un gene una nuova causa di epilessia e autismo infantile. Lo studio, pubblicato sull’American Journal of Human Genetics, è stato condotto da Vincenzo Salpietro, ricercatore pediatra presso l’Unità operativa complessa di Neurologia pediatrica e malattie muscolari del Gaslini e dell’Università di Genova in collaborazione con il Laboratorio di Neurogenetica dell’University College of London (UCL) diretto dal professor Henry Houlden e con il Laboratorio di Biochimica della stessa università diretto da James Rothman, premio Nobel per la Medicina 2013 per le sue scoperte in merito alla trasmissione delle sinapsi, che rappresentano la sede della comunicazione e del passaggio dei segnali tra i neuroni.

Comunicazione anomala tra sinapsi

I ricercatori hanno studiato un gruppo di bambini affetti da autismo, epilessia resistente ai farmaci, disturbi del linguaggio e disordini del movimento provenienti da Italia, Spagna, Francia e Stati Uniti e hanno identificato, grazie a tecnologie di analisi genetiche di nuova generazione, mutazioni in un gene chiamato VAMP2. Gli effetti delle mutazioni rilevate hanno messo in evidenza un’anomala comunicazione tra neuroni a livello delle sinapsi causata da una possibile alterazione del corretto rilascio di particolari strutture (le “vescicole”) che trasportano i neurotrasmettitori.

Terapie più precise e personalizzate

Con l’utilizzo delle nuove tecniche di sequenziamento del Dna sono sempre più i casi di patologie neurologiche rare che possono essere diagnosticate da un punto di vista molecolare, con importanti ricadute sul decorso della malattia e in certi casi anche per la terapia dei bambini affetti da queste patologie. «Questa ricerca conferma l’importanza del ruolo delle sinapsi nei disordini del neurosviluppo – afferma Carlo Minetti, direttore scientifico dell’Istituto Gaslini -. Oggi trovare il gene difettoso che causa queste rare patologie ci offre la grande opportunità di poter fornire alle famiglie possibili informazioni sull’evoluzione della malattia, e in alcuni casi terapie ‘di precisione’ che tengono conto delle differenze individuali e possono talvolta fornire strategie di prevenzione per le famiglie e cure personalizzate per ogni bambino».

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Emicrania con aura: colpa di una neuroinfiammazione

Gio, 05/30/2019 - 14:04

Colpisce prevalentemente le donne a livello di un lato o a livello del lobo frontale e normalmente si manifesta per la prima volta nella fascia d’età compresa tra i 20 e i 50 anni. Nell’ emicrania con aura, la comparsa del mal di testa è preceduta da diversi disturbi (sintomi) premonitori come, ad esempio, la visione di flash luminosi, nausea, vomito, sensibilità aumentata ai rumori. Secondo un recente studio, proprio l’emicrania sarebbe associata a neuroinfiammazione, il che suggerisce una probabile connessione con l’attività cerebrale e l’attivazione gliale. Queste le conclusioni di uno studio condotto su 29 soggetti, tutti affetti da emicrania con aura. Secondo l’autrice Nouchine Hadjikhani, della Harvard Medical School, tutti i soggetti presentavano neuroinfiammazione a livello delle aree cerebrali che processano il dolore, ed anche di aree che sono state coinvolte nella patogenesi della CSD. Questa consiste in una temporizzazione anomala dei neuroni, la cui attività si diffonde ai neuroni adiacenti con una velocità di circa 3-5 mm al minuto; se essa avviene a livello della corteccia visiva, il paziente avverte uno scintillamento che parte dal centro del campo visivo e si muove in direzione periferica. La correlazione fra CSD ed aura emicranica risale al 2001, ma non era noto cosa accadesse fra questo evento e la cefalea, e non sussistevano neanche prove dirette di infiammazione cerebrale. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Neurology online 2019.

FONTE: CLICMEDICINA.IT

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Quando i neri erano i meridionali: ovvero, l’ultimo è “il più terrone” di tutti

Gio, 05/30/2019 - 12:00

“I negri sono riusciti a fare quello che Cavour non è riuscito a fare, han fatto gli italiani.”

Ma come capita la maggior parte delle volte la memoria storica svanisce e si ripetono gli errori del passato. Il grande miracolo di cui parla Pennacchi altro non è che un popolo diviso che si unisce per scontrarsi contro qualcun altro.

Lo stesso Giacosa ha dichiarato che l’idea gli è venuta un girono mentre passando per Porta Nuova ha sentito due anziani con l’accento del Sud lamentarsi dei negri, facendogli riaffiorare quel periodo storico, non molto lontano, quando i neri erano i meridionali.

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Messner: l’Everest oggi è turismo di massa. Così ci dimentichiamo dell’ambiente

Gio, 05/30/2019 - 10:07

E poi un giorno Reinhold Messner irrompe nella vita pubblica italiana con un’intervista a Repubblica che ha il merito di ricordare che cosa sia e quanto si possa ragionare e fare attorno a un tema che è in Italia è caduto nel dimenticatoio: l’ambientalismo. L’uomo che raggiunse la vetta dell’Everest nel 1978, esprime concetti che sono spariti dal lessico quotidiano della politica come ad esempio “governare il proprio destino”. Veste anche i panni del passatista («La priorità adesso è il pianeta e il prezzo da pagare è cambiare radicalmente vita»), ma sa anche fare i conti con la realtà. È tra coloro i quali hanno firmato per l’abbattimento dei lupi in Alto Adige. È tra i fautori della linea della concretezza e non quella del romanticismo che vagheggia forme di pastorizia che non esistono più.

Decreta finito il grande gioco dell’alpinismo e lo fa con cognizione di causa politica. «Le spedizione pesanti in Himalaya sono diventate turismo. Abbassare costi e difficoltà dell’alpinismo estremo si è rivelato un disastro. Interessi senza cultura assicurano che tutto è possibile ovunque per tutti». Fino alla frase clou dell’intervista, preceduta da una considerazione sugli abitanti delle montagne nepalesi che non battono i palmi dicendo “Namasté” ma stringono il loro telefonino: «L’addio a quel gesto è il congedo da una curiosità millenaria, sorgente della spiritualità. Lo sterminio sistematico della diversità è la tragedia più sottovalutata del nostro tempo».

[Leggi l’articolo completo su PEOPLEFORPLANET Il Disertore: Messner ricorda che l’ambientalismo è una cosa seria di Massimiliano Gallo]

Cosa sta succedendo sulla vetta più alta del mondo?

EVEREST, TUTTI IN FILA PER LA CIMA: COSÌ LA VETTA È DIVENTATA UNA TRAPPOLA MORTALE

Leggi l’articolo completo [Fonte: VIDEO.REPUBBLICA.IT]

EVEREST, QUANTO PUÒ ESSERE PERICOLOSO SALIRE SU UNA MONTAGNA AFFOLLATA Ha fatto il giro del mondo la foto che mostrava l’Everest affollato nei giorni scorsi. Non di rado lo ha fatto come accompagnamento purtroppo a notizie relative alla morte di alcuni degli scalatori che si cimentavano nell’impresa di raggiungere la vetta della montagna più alta del mondo (8.848 metri).

Coda sull’Everest (foto: Nirma Purja, profilo Facebook) […] L’aspetto commerciale collegato a queste spedizioni è forse il fattore che più ha pesato sull’affollamento: non solo perché più permessi rilasciati significano più persone sulla montagna (molti scortate dalle guide sherpa), ma anche perché la ridotta finestra di bel tempo avrebbe spinto molti, scalatori e accompagnatori, a tentare la salita, proprio per soddisfare anche le necessità commerciali legate alle spedizioni.

Rischi per la salute – Ma tempi ridotti di salita possono peggiorare sensibilmente lo stato di salute di chi tenta l’impresa, racconta a Wired.it Luigi Festi, presidente della Commissione centrale medica del Cai (Club alpino italiano).

Se è pur vero che la predisposizione personale (come i fattori genetici) e la preparazione fisica possono influenzare la risposta alle alte quote e la sopravvivenza in ambienti estremi, l’acclimatamento è e resta fondamentale, spiega Festi ricordando alcune regole fondamentali di base: “Generalmente si consiglia, per altitudini sopra i 3000-3500 metri, di procedere non superando i 300-400 metri di dislivello al giorno, e di prendersi una giornata di riposo ogni 2-3 giorni. Il campo base dell’Everest si trova a oltre 5000 metri, senza un adeguato acclimatamento, avremmo tutti bisogno di ossigeno a quelle altezze”. Leggi l’articolo completo [Fonte: WIRED.IT – Anna Lisa Bonfranceschi]

Tra i problemi del sovraffollamento anche Qui Everest: abbiamo un problema con la cacca!

LA PRIMA SCALATA DELL’EVEREST La storia del neozelandese Edmund Hillary e del nepalese Tenzing Norgay, che sessant’anni fa arrivarono per primi sulla vetta della montagna più alta del mondo.

Il 29 maggio 1953 due esperti alpinisti, il neozelandese Edmund Hillary e lo sherpa nepalese Tenzing Norgay, raggiunsero la vetta dell’Everest, la montagna più alta al mondo – qui si vede per intero, molto bene, in due miliardi di pixel – che fa parte della catena dell’Himalaya, al confine tra Cina e Nepal. Era la prima volta che una spedizione riusciva nell’impresa: i due si fermarono sulla vetta dell’Everest per circa 15 minuti, prima di essere costretti a iniziare la discesa a causa della mancanza di ossigeno.

La spedizione fu organizzata e finanziata dal Joint Himalayan Committee britannico, e fu molto importante anche per il prestigio che il suo successo garantì al governo di Londra. L’impresa di Hillary e Norgay fu poi raccontata in diversi libri e in occasione del suo sessantesimo anniversario è stata celebrata molto in tutto il mondo, in particolare dalla stampa britannica (il sito del Telegraph ha pubblicato una bella e completa infografica interattiva che spiega chi furono i membri della spedizione, quale percorso fecero per raggiungere la vetta, molte foto e le trascrizioni di alcuni estratti dal diario di Hillary). Leggi l’articolo completo [Fonte: ILPOST.IT]

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Trovate forme di vita nel posto più infernale sulla Terra

Gio, 05/30/2019 - 09:56

Un team internazionale di scienziati ha scoperto microrganismi ultra-piccoli in uno dei luoghi più estremi del pianeta, il vulcano Dallol, a nord della regione di Afar (Etiopia). Una scoperta che potrebbe essere la chiave per capire i limiti di abitabilità sulla Terra e oltre.

La regione geotermica di Dallol, situata nella depressione di Dankil, si trova ad una profondità compresa tra i 124 e i 155 metri sotto il livello del mare ed è considerata uno degli ambienti più estremi sulla Terra e il più caldo del pianeta.

La scoperta, pubblicata su Nature Scientific Reports, è stato condotto dagli scienziati presso il Centro di Astrobiologia, un centro congiunto del Consiglio Superiore per la Ricerca Scientifica (CSIC) e l’Istituto Nazionale per la Tecnologia aerospaziale (INTA), dedicato alla ricerca astrobiologia. Lì, guidati da Felipe Gómez, del Centro di Astrobiologia, i ricercatori hanno trovato strutture molto piccole sepolte all’interno di giacimenti minerari che sono la prima prova dell’esistenza della vita in questa regione.

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È un 19enne il sindaco più giovane d’Italia.

Gio, 05/30/2019 - 08:00

Si chiama Michele Schiavi il nuovo primo cittadino del piccolo comune in provincia di Bergamo.

Ha solo 19 anni Michele Schiavi, il nuovo sindaco di Onore, centro di 890 abitanti dell’alta valle Seriana. Il giovane candidato ha ottenuto il 51,22% dei voti battendo la rivale Angela Schiavi, sindaco uscente, assestatasi al 48,78%.

Il neosindaco ha vinto per soli 14 voti, ma tanto è bastato per avere la meglio sulla sua rivale, la omonima di cognome ma non parente Angela Schiavi, architetto di 43 anni. Michele è studente di Giurisprudenza. Classe 1999, quest’anno compirà 20 anni ed è a capo della lista ‘Innanzitutto Onore’, da oggi alla guida del Comune.

Fonte HUFFINGTONPOST.IT

Fonte immagine copertina Valseriana News

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L’estinzione degli insetti?

Gio, 05/30/2019 - 05:59

La moria di api in Italia è dovuta a un fattore in particolare: la violazione della legge che vieta l’uso dei pesticidi sui campi fioriti. Cosa potrebbe frenare la moria di queste e di altri insetti fondamentali per la sopravvivenza degli ecosistemi? Prima di tutto controlli più stringenti e norme più severe (e realmente applicate).

Secondo i maggiori esperti del settore, i principali fattori che minacciano diverse specie di insetti, tra cui api e pronobi (impollinatori selvatici) sono quattro: il cambiamento del loro habitat, ovvero il cambiamento legato alle attività umane come l’urbanizzazione, l’industria e l’agricoltura intensiva; l’inquinamento; gli agenti biologici (come le nuove malattie introdotte da specie invasive); infine i cambiamenti climatici.

«Una review australiana, che ha valutato 70 studi internazionali sul tema, ha definito in forte declino la popolazione di insetti», spiega Giancarlo Mutinelli, direttore del Centro di referenza nazionale per l’apicoltura presso l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. Ricordiamo che gli insetti, e le api, non sono solo la base della catena alimentare ma in Italia riguardano anche il sostentamento di 50mila apicoltori, che con 1,5 milioni di alveari partecipano attivamente a un settore importante per l’ambiente come pure per l’economia.

Per declino si intende una perdita di specie inferiore al 30%, poi si passa alla fase vulnerabile (quando la diminuzione è al 50%), infine una specie è minacciata se scende fino al 75%. «La situazione necessita di attenzione perché questi studi dimostrano che il trend è chiaramente verso una riduzione della biodiversità, sia per specie allevate che soprattutto per le specie selvatiche, su cui uomo non ha controllo» spiega Mutinelli. Se questa è la situazione generale, andando nello specifico di alcune zone, tra l’altro protette, numerosi studi hanno già evidenziato una moria che arriva al 75%, inserendo quindi alcuni insetti (tra cui le api) all’interno delle specie minacciate di estinzione.  

Ma restringendo il campo al nostro Paese, quali sono i pericoli più gravi per gli insetti, e le api in particolare? «Certamente il cambiamento dell’habitat, ma soprattutto l’agricoltura intensiva a monocoltura – cioè la coltivazione su enormi distese di una sola coltura, che magari non è fonte di sostentamento per le api e quindi le esclude dall’intera area, poi, non da ultimo, i pesticidi» risponde Mutinelli.

 «C’è bisogno di regolamentare l’utilizzo dei pesticidi in termini ad esempio di orario, in modo che interferiscano meno con le api, programmando gli interventi nelle ore serali o notturne». Ma spesso le regole già presenti non sono applicate o rispettate, e l’infrazione viene raramente sanzionata (quando la sanzione è prevista). «Siamo in fase di fioritura e ci sono già eventi di moria in coincidenza di interventi con pesticidi fatti in momenti sbagliati. Poche settimane fa ad esempio c’è stata la segnalazione di trattamenti in fioritura in provincia di Rovigo: la colza sta fiorendo e abbiamo verificato che l’intervento è stato fuori legge».

La norma (storica) dice infatti che è vietato utilizzare pesticidi quando ci sono piante in fiore, perché i fiori assorbono il veleno e l’ape, succhiando il nettare, si uccide. «Se questa unica regola fosse rispettata, non ci sarebbe nessun grave problema di moria: è il problema principale in fatto di calo degli insetti nel nostro Paese. Anche se la norma fosse fatta rispettare, la sanzione pare inadatta, limitandosi a una multa tra i 500 e i 1.200 euro.»

Il biologico potrebbe aiutare? Il governo dovrebbe incentivarlo? «Dobbiamo imparare a fare bene anche il tradizionale. Il biologico, sia in agricoltura che in apicoltura, è interessante e valido, e ha un ritorno economico sebbene la coltivazione sia molto impegnativa» continua l’esperto. « Il biologico è senz’altro una strada da incentivare politicamente. Ma è utopistico pensare che tutto si possa produrre così, e proprio per questo è importante che il convenzionale sia rispettoso delle regole esistenti, e che siano ampliate e applicate le sanzioni».

Simile agli interventi con pesticidi durante la fioritura, c’è un altro grave problema: «Il mancato sfalcio del cotico (manto) erboso fiorito. Prediamo un vigneto: nel terreno cresce l’erba coi fiori, se faccio lo sfalcio dell’erba elimino anche i fiori che altrimenti, dopo aver passato i pesticidi, avvelenerebbero l’ape. Sfalciando, azzero il rischio che le api vengono a contatto con il veleno.»

Un altro aspetto ancora è quello degli erbicidi: «Tecnicamente è molto comodo usarli. Ma ovviamente c’è chi ne abusa. Una migliore cultura dell’erbicida – che eliminano le essenze naturali – porterebbe a un enorme passo avanti» conclude Mutinelli. «Di suo infatti l’erbicida non è tossico, ma altera l’habitat e ricade sulla sopravvivenza di api e pronubi».

Ecco, nel dettaglio, i riferimenti di legge:

Legge 24 dicembre 2004, n. 313 – “Disciplina dell’apicoltura” – in Gazzetta Ufficiale n. 306 del 31 dicembre 2004

ART. 4.
(Disciplina dell’uso dei fitofarmaci).
1. Al fine di salvaguardare l’azione pronuba delle api, le regioni, nel rispetto della normativa comunitaria vigente e sulla base del documento programmatico di cui all’articolo 5, individuano le limitazioni e i divieti cui sottoporre i trattamenti antiparassitari con prodotti fitosanitari ed erbicidi tossici per le api sulle colture arboree, erbacee, ornamentali e spontanee durante il periodo di fioritura, stabilendo le relative sanzioni.

Esempio di l. regionale:

LEGGE REGIONALE 6 dicembre 2017, n. 41 – Modifica ed integrazione della legge regionale 18 aprile 1994, n. 23 “Norme per la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione dell’apicoltura”

Art. 9
“4. Sono vietati i trattamenti con prodotti fitosanitari tossici per le api e gli insetti pronubi sulle colture arboree, arbustive, erbacee, ornamentali durante la fioritura, la secrezione di sostanze extrafloreali o in presenza di fioriture spontanee di piante infestanti. Tali trattamenti sono ammessi successivamente allo sfalcio con eliminazione del cotico erboso o sua completa essicazione. In ogni caso tutti i trattamenti sono effettuati nel rispetto delle specifiche modalità d’uso.”

Immagine: Armando Tondo

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Le Ricette di Angela Labellarte: crema di carciofi

Gio, 05/30/2019 - 05:02

Ingredienti

Carciofi 6
Patate 1
Maggiorana 1 mazzetto
Olio 4 cucchiai
Aglio fresco (o 1 spicchio di aglio classico)
Sale q.b.
Crostini per decorare

Preparazione

Pulite i carciofi e le patate e tagliate tutto grossolanamente.
In una pentola mettete a rosolare l’aglio con l’olio, aggiungete le patate e i carciofi.
Mescolate, salate, coprite con acqua e cuocete per 15 minuti.
Togliete dal fuoco, aggiungete la maggiorana e frullate con un frullatore ad immersione.
Servite in una ciotola con crostini e maggiorana.

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Migrantour: la città raccontata da chi non ti aspetti

Gio, 05/30/2019 - 04:30

Venite con noi a conoscere la città di Napoli e il geniale progetto Migrantour della Società Cooperativa sociale Casba.
Visite della città accompagnati da cittadini immigrati, un modo di vedere la città in modo diverso, accompagnati da una cultura diversa. Due viaggi in una volta sola.
Tutte le info e i contatti qui https://www.coopcasba.org/migrantour-napoli/

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Un pannello “solare” per sfruttare il freddo dell’Universo

Mer, 05/29/2019 - 21:15

Un pannello “solare” per produrre energia, ma al buio. Sembra un controsenso, ma è invece il frutto del lavoro di un gruppo di ricerca dell’American Institute of Physics (AIP) pubblicato su Applied Physics Letters. Utilizzando le stesse basi teoriche della produzione di energia solare, infatti, i ricercatori hanno messo a punto un dispositivo capace di sfruttare la differenza di temperatura esistente tra lo Spazio profondo e la superficie terrestre.

Il pannello “solare”

Il dispositivo in questione si basa sul principio dell’illuminazione negativa: mentre un normale pannello solare è azionato dalle radiazioni luminose che ne colpiscono la superficie, questo strumento funziona in modo diametralmente opposto. È costituito da uno specchio ricurvo, simile a una parabola, in grado di captare il trasferimento delle radiazioni termiche dalla superficie dello specchio stesso (più caldo) verso lo Spazio aperto (più freddo) e indirizzarlo verso un fotodiodo che, sulla base di questo gradiente, genera corrente elettrica.

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Come smacchiare in maniera naturale le macchie più ostinate

Mer, 05/29/2019 - 18:00

Regola numero uno: intervenire con tempestività. Agire su una macchia ancora fresca garantisce più risultati rispetto a una macchia ormai asciutta. Regola numero due: sapere come intervenire. Sul banco degli imputati: erba, sangue, cioccolato, frutti di bosco e vino rosso.

Erba, sangue, cioccolato, vino e succhi di frutta sono solo alcuni dei nemici più acerrimi di un bucato pulito perché tendono a macchiare irrimediabilmente i capi di abbigliamento, anche dopo un lavaggio in lavatrice. Macchie che si rivelano davvero ostinate e difficili da rimuovere e che tendono a piazzarsi in bella mostra dove non dovrebbero stare. Esistono tuttavia dei metodi naturali per preparare adeguatamente questi capi “danneggiati” al consueto lavaggio ottenendo ottimi risultati una volta tirati fuori dalla lavatrice. Più che procedere con gli esempi, procediamo per macchia.

  1. Erba
  2. Sangue
  3. Vino rosso
  4. Cioccolato
  5. Frutti di bosco

Sono le più frequenti, soprattutto se hai la fortuna di avere figli maschi. La prima cosa che devi fare è intervenire appena ti è possibile perché la macchia d’erba è causata dalla clorofilla e da altri composti come carotenoidi e xantofille che tendono a penetrare in profondità nei tessuti.

Se quindi devi intervenire su lino o cotone, e la macchia è ancora fresca, metti il capo in ammollo in acqua tiepida o nel latte freddo per almeno 30 minuti, senza necessità di sfregare. Se devi intervenire su un capo di lana, prepara una soluzione composta da tre parti di acqua tiepida, 2 di alcool e una di ammoniaca. Strofina delicatamente il capo e poi risciacqua con acqua e aceto. Se hai la sfortuna che il capo sia bianco metti tutto in una bacinella con un po’ di acqua tiepida e il succo di due limoni ben maturi. Lascia in ammollo 3 ore e risciacqua con acqua fredda.

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Elezioni Europee: l’ambiente ha vinto o perso?

Mer, 05/29/2019 - 15:04

Ora che conosciamo i risultati delle elezioni in Italia ed Europa è arrivato il momento di chiedersi come questi risultati influiranno sulle politiche sull’ambiente e sul clima, così come facemmo dopo le elezioni nazionali in Italia. Per farlo ci siamo aiutati con tre studi realizzati sui programmi delle coalizioni europee presenti nel Parlamento europeo a cui anche i partiti italiani aderiscono, realizzati da climaeuropa.eu, da caneurope.org e da adelphi.de

Le prossime scadenze sul clima in Europa

I prossimi 5 anni saranno cruciali per le scelte sul clima. Entro l’anno prossimo tutti i Paesi saranno chiamati a rivedere gli impegni nazionali che hanno sottoscritto alla COP21 di Parigi nel 2015. L’Europa si impegnò a diminuire le emissioni di almeno il 40% entro il 2030 rispetto al 1990. Questo obiettivo però è insufficiente per rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi che prevede la limitazione della temperatura media globale a 1,5 gradi Celsius. Per adeguarsi l’Europa dovrebbe diminuire le sue emissioni tra il 55% e il 65% al 2030 e raggiungere zero emissioni entro il 2050. Il compito principale per i prossimi leader europei sarà quello di fissare nuovi obiettivi e attuare le politiche necessarie per raggiungerli. 

I programmi dei partiti europei e l’ambiente

Prima delle elezioni nel parlamento europeo erano presenti 9 gruppi politici a cui i partiti nazionali (Italia compresa) aderiscono sulla base del loro orientamento politico. Quella che segue è l’analisi dei programmi sul clima di queste alleanze europee. Sono sufficienti per rispondere all’emergenza climatica e a rispettare l’accordo di Parigi?

Di seguito presentiamo l’analisi in ordine di grandezza delle alleanze con a fianco a ciascun gruppo il partito italiano che fa (o faceva) riferimento a loro.

Il Partito Popolare Europeo -> Forza Italia

Voto: INSUFFICIENTE

Il Partito Popolare europeo (EPP) ha avuto un ridimensionamemto dalle elezioni ma resta il più grande gruppo nell’attuale Parlamento. Tra i suoi membri figurano diversi orientamenti politici, dall’ala più moderata dei partiti cristiano-democratici della Merkel, a quella più estremista come Fidesz dell’ungherese Orban (attualmente autosospesosi dal gruppo). Per l’Italia è presente Forza Italia. 

I principi cardine che guidano le linee politiche dei Popolari europei sono la crescita economica, il mercato finanziario, e la sicurezza interna. Nel manifesto compare un impegno a combattere il cambiamento climatico attraverso il miglioramento del meccanismo europeo di prezzo e quote (ETS) per limitare le emissioni di CO2, investimenti in innovazione e tecnologia, e la costruzione di una solida e sicura Unione energetica. Tuttavia il clima non rientra tra le priorità di questo gruppo parlamentare.

Forza Italia riflette la posizione europea dell’EPP sul piano nazionale. Nel programma elettorale, il clima è all’ultimo punto nonostante si affermi che “i cambiamenti climatici devono essere al centro dell’agenda politica europea”. È assente qualsiasi impegno specifico o politica da intraprendere.

Socialisti e Democratici -> Partito Democratico

Voto: BUONO

Anche il gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D) è stato ridimensionato dal risultato elettorale ma resta il secondo gruppo dell’assemblea europea. Ne fanno parte i partiti socialisti di tutti gli Stati Membri. La delegazione italiana è rappresentata dal Partito Democratico (PD). 

Tradizionalmente più progressista sulle politiche energetiche e climatiche, il gruppo S&D ha fatto della protezione ambientale una delle sue priorità, combinandola con la protezione dei cittadini europei. Il programma insiste sulla qualità dell’aria e dell’acqua, su una transizione energetica che non escluda nessuno, compreso aprire un nuovo fondo per la “Transizione giusta” e tassare la CO2 in modo socialmente sostenibile, e sul bisogno di aumentare l’ambizione climatica per raggiungere la neutralità delle emissioni di CO2 entro il 2050.

Le priorità europee si rispecchiano nei programmi nazionali elencati dal Partito Democratico. Si ritrova l’idea di rivedere le ambizioni europee al rialzo per dimezzare le ambizioni al 2030 e abbatterle nel 2050. Inoltre vi è attenzione all’economia circolare e al bisogno di anticipare al 2025 la produzione di plastica totalmente riciclabile. Il tutto deve essere guidato da un “piano straordinario di investimenti”, che garantisca una transizione ecologica giusta e tenga conto della coesione sociale, del lavoro, e dell’innovazione. 

Alleanza per un’Europa liberale e democratica -> +Europa

VOTO: BUONO

Il gruppo dei liberali europei (ALDE) ha avuto un incremento di voti alle ultime elezioni e giocherà quasi certamente un ruolo chiave per la futura maggioranza nel Parlamento europeo. Non ci saranno membri italiani in questo gruppo, +Europa non ha superato lo sbarramento del 4% previsto dal sistema di voto italiano.

La posizione dei liberali europei sulla questione climatica è un compromesso al rialzo tra le posizioni dell’S&D e dell’EPP. Nel manifesto di ALDE si parla di lotta al cambiamento climatico in relazione al bilancio europeo, il quale dovrebbe essere speso a favore degli obiettivi climatici ed energetici dell’Unione. Come per i popolari, anche ALDE ritiene necessario il miglioramento del meccanismo europeo di prezzo e quote (ETS) per limitare le emissioni di CO2 – soprattutto riformando le esenzioni fiscali sui carburanti per l’aviazione internazionale – e completare l’Unione energetica. Allo stesso tempo, si allinea con i socialisti nel richiedere obiettivi più ambiziosi per la riduzione delle emissioni di CO2.

Europa della libertà e democrazia diretta -> Movimento 5 Stelle

Voto: INSUFFICIENTE

Il gruppo EFDD nel precedente parlamento era principalmente composto dal Partito inglese per la Brexit e dai deputati italiani del Movimento 5 Stelle, assieme a delegazioni più piccole dalla Repubblica Ceca, Francia, Germania, Polonia e Lituania. Tendenzialmente molto diviso, non esiste una linea partitica chiara e comune agli aderenti dell’EFDD, dunque neanche un manifesto elettorale. Inoltre, non è chiaro quale sarà il destino di questo gruppo nel prossimo Parlamento europeo in quanto è richiesto un minimo di sette delegazioni nazionali per formare un gruppo europeo e c’è molta incertezza circa la conferma di adesione dei vari partiti nazionali. A questo si aggiunga che il partito britannico pro Brexit è presente solo provvisoriamente in attesa che appunto si formalizzi l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. I risultati elettorali sono stati contradditori Paese per Paese con il successo del partito pro Brexit nel Regno Unito e il parziale ridimensionamento dei 5 Stelle in Italia.

Esempio tipico di questa frammentazione interna è proprio l’approccio al clima dei membri EFDD. Il gruppo rientra tra gli attori più scettici dell’attuale Parlamento europeo, fatta eccezione per i deputati italiani del Movimento 5 Stelle, che spesso a Bruxelles appoggiano l’ala più progressista in materia climatica, tanto da allinearsi con le proposte dei Verdi. 

Sorprende perciò non trovare nessun chiaro riferimenti ai “cambiamenti climatici” nel programma elettorale del Movimento 5 Stelle. È chiaro il riferimento a inquinare meno – tramite l’abbandono graduale delle fonti fossili, investimenti in inceneritori e discariche, e un’Europa libera dalla plastica – e vietare l’uso di pesticidi nocivi per la salute e l’ambiente. Ma mancano totalmente obiettivi temporali e strumenti su come raggiungere gli obiettivi politici. 

Europa delle nazioni e della libertà -> Lega

Voto: MOLTO INSUFFICIENTE 

L’Europa delle nazioni e della libertà (ENF) è attualmente un gruppo minoritario del Parlamento europeo e tale è destinato a rimanere nonostante il successo della Lega in Italia. 

Né il gruppo europeo ENF né la Lega hanno presentato un programma elettorale. Tra le varie pagine social della Lega, si riscontra una completa mancanza del clima tra i temi del partito. In generale, la Lega – come il resto dell’ENF – è contraria a “regole europee” che blocchino agricoltura e pesca (come il “fermo pesca”). L’avversione alla regolamentazione a livello europeo fa sì che spesso gli eurodeputati ENF votino contro proposte legislative a favore del clima e in generale in tema ambientale.

Dal 2014 al 2018 la Lega ha votato oltre il 90% delle volte contro provvedimenti a favore del clima e della transizione energetica. Nel 2016 la Lega ha votato contro la ratifica dell’Accordo di Parigi allineandosi sulle stesse posizioni del Presidente americano Trump. 

Verdi europei -> Europa Verde

Voto: MOLTO BUONO

I Verdi europei (Greens/EFAsono un’alleanza di forze progressiste che valorizzano i temi della protezione ambientale, pace e giustizia sociale, globalizzazione giusta e lotta per i diritti dell’uomo. Hanno ottenuto un grande successo in diversi Paesi del centro e nord Europa. Particolarmente significativi i successi in Germania e Francia. L’Italia sarà assente nel gruppo perché Europa Verde non ha raggiunto il quorum. 

Il manifesto dei Verdi europei risulta il più ambizioso per quanto riguarda le future politiche climatiche ed energetiche, e l’unico che esplicitamente appoggia un Green New Deal che ricorda in Europa quanto proposto negli Usa da Alexandria Ocasio-Cortez.  Il programma punta sull’aumento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di almeno il 55% entro il 2030 e successivamente il raggiungimento di zero emissioni, sul fissare un prezzo minimo della CO2  nel sistema ETS, sull’eliminazione graduale del carbone entro il 2030, sul raggiungimento di 100% di rinnovabili e sulla lotta contro la povertà energetica. È inoltre l’unico programma che indica l’urgenza di aumentare la finanza per il clima per i Paesi in via di sviluppo e più vulnerabili.


Conservatori e Riformisti Europei -> Fratelli d’Italia

Voto: INSUFFICIENTE 

I Conservatori e Riformisti Europei (ECR) hanno visto complessivamente ridursi la loro rappresentanza nel Parlamento. Tra questi si annoverano gli esponenti di Fratelli d’Italia che invece in Italia hanno aumentato i loro consensi. Tra i temi prioritari figurano la crescita economica, il commercio e le riforme istituzionali dell’Unione, inclusa una tendenziale avversione alla moneta unica europea. 

Nella “visione per l’Europa”, l’ECR sostiene un “approccio ragionevole” alla sostenibilità, che non vada a scapito di nessuno Stato membro e come tale si connota come un approccio debole e poco incisivo, non supportando obiettivi di alcun tipo a livello europeo. Solo in linea di principio riconosce la necessità di impegnarsi nella lotta al cambiamento climatico, tramite investimenti in ricerca e innovazione, ed un miglior uso delle risorse finanziare dell’UE, come la Politica Agricola Comune. 

Nel programma di Fratelli D’Italia il cambiamento climatico non trova nemmeno una menzione. Il punto 11, dedicato all’ambiente e alla natura, fa un riferimento generico alla protezione ambientale e alla riduzione dell’inquinamento senza però indicare alcun obiettivo specifico o strumento su come realizzarlo.

Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica -> La Sinistra

VOTO: BUONO

GUE/NGL ha visto ridursi la propria presenza nel Parlamento europeo a seguito della tornata elettorale. Non vi saranno rappresentanti italiani perché la Sinistra non ha superato il quorum, al pari di altre liste ancora minori. È un gruppo estremamente diversificato per il background politico dei suoi membri provenendo da partiti di estrema sinistra, socialisti, verdi o indipendentisti, tutti con lo scopo comune di proteggere la parità di genere, i diritti civili e l’applicazione dei diritti umani. 

Il tema sociale è il principio cardine di questo gruppo. Il programma di GUE dedica il quinto punto al “Green New Deal per la natura, il clima, la transizione ecologica dell’economia”. La priorità è data a incrementare gli obiettivi di riduzione delle emissioni e di impiego di rinnovabili ed efficienza energetica al 2030 con un ruolo centrale rivestito da nuovi investimenti. Mancano però indicazioni specifiche sull’orizzonte del 2050 e sugli strumenti concreti di implementazione del Green New Deal. 

In sintesi, le prospettive

Se come appare probabile la prossima maggioranza sarà composta da Popolari e Socialisti con la necessaria presenza anche dei Liberali e/o dei Verdi, si realizzerà una coalizione eterogenea dove saranno compresenti visioni diverse sull’ambiente e le politiche da realizzare, dalle più avanzate come quelle dei Verdi alle più prudenti come quelle dei Popolari. Non sarà poi da sottovalutare il freno su posizioni contrarie a politiche unitarie europee a favore del clima che potrà essere rappresentato dall’opposizione di gruppi come Europa delle Nazioni e Conservatori. Le politiche europee a favore dell’ambiente e quindi delle persone saranno perciò molto condizionate dall’esistenza, più o meno forte, di movimenti sociali e di opinione come quelli che si sono di recente manifestati soprattutto tra i giovani europei e che hanno contribuito al risultato elettorale.

Fonti:
adelphi.de
caneurope.org
climaeuropa.eu

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L’altra versione travolgente di ”Soldi”: nella lingua dei segni

Mer, 05/29/2019 - 15:00
Video: YouTube

Lei si chiama Hanneke de Raaf ed è un’interprete olandese della lingua dei segni. La sua versione di ‘‘Soldi”, la hit di Mahmood che ha conquistato il Festival di Sanremo e poi l’Eurvision, dove ha ottenuto il secondo posto, è diventata virale sui social.

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Allergia ai gatti: cause e possibili rimedi

Mer, 05/29/2019 - 13:31

Nelle nostre case oramai, il gatto è un compagno sempre più diffuso e amato; sarà per il suo aspetto regale e l’atteggiamento altezzoso, sarà per l’estrema attenzione all’igiene o la sua indipendenza, fatto sta che molte persone ne hanno adottato anche più di uno. Capita spesso però che, all’improvviso, ci si accorga di soffrire di una fastidiosa ed invadente allergia provocata dai nostri amici felini. 
L’allergia al gatto è, in realtà, impropriamente detta tale: a scatenare tale reazione è infatti l’allergene Fel D1, che viene prodotto dalle ghiandole sebacee del gatto e dalla sua saliva. Il trasporto di questo allergene è molto facile, tanto che può avvenire per mezzo di capelli e vestiti anche in ambienti non frequentati direttamente dall’animale. 

Sviluppare tolleranza all’allergene

I sintomi dell’allergia al gatto comprendono quelli più ‘classici’, come rinite, asma e congiuntivite, ma possono anche interessare l’epidermide, come irritazioni e rush cutanei. Sembrerebbe che l’esposizione quotidiana e costante al Fel D1 porti, nel tempo, allo sviluppo di una forte tolleranza a tale allergene, ma sono diversi i casi in cui si incorre in manifestazioni improvvise e inaspettate, anche gravi.
Non è ancora chiaro quali siano esattamente i fattori che portano all’improvvisa manifestazione dell’allergia: si è notato, per esempio, che l’arrivo di un nuovo gatto può incrementare esponenzialmente il rischio di gravi crisi asmatiche, derivanti da un aumento dell’allergene nell’ambiente. Anche allontanarsi da casa per diversi giorni può portare a non tollerare più la presenza del Fel D1, anche dopo anni di convivenza con il gatto.
Ancora, se l’esposizione all’allergene avviene tramite gatti non nostri, o comunque ai quali non siamo abituati, potrebbero manifestarsi comunque i sintomi precedentemente citati, a riprova del fatto che questo tipo di tolleranza immunologica, in realtà, è molto instabile e può mascherare un’allergia latente anche molto grave.“

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Gianmarco Negri, quello che insegna l’elezione del primo sindaco trans d’Italia

Mer, 05/29/2019 - 12:00

Le ultime Elezioni europee non sono di certo andate bene per chi crede nei valori della democrazia, dell’accoglienza e della diversità. La marea salviniana ha travolto molte cose e ha trascinato negli abissi dello sconforto tante speranze. A cominciare dal disastro pentastellato, con un MoVimento ridotto al 18% e ormai socio di minoranza nel governo giallo-verde, sempre più a trazione leghista. Eppure, in mezzo a tale disastro, la comunità Lgbt+ festeggia l’elezione di Gianmarco Negri, il primo sindaco transgender eletto nel nostro paese.

Più nello specifico, Negri è un FtM: ovvero una persona nata con un’identità cromosomica femminile che però si riconosce nel genere opposto. Nel corso di questi anni, dunque, il primo cittadino di Tromello (Pavia) ha fatto il suo percorso di transizione e adesso è un uomo. Non è la prima volta che una persona transgender accede a cariche istituzionali, nel nostro Paese. Basti ricordare la prima deputata della categoria nel Parlamento italiano, Vladimir Luxuria. Certo, la cosa fa ancora notizia.

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Fonte immagine copertina ILFATTOQUOTIDIANO.IT

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L’arte e cultura contro l’odio e le svastiche

Mer, 05/29/2019 - 11:34

Accendendo la tv, leggendo i quotidiani, facendosi un giro sui social… potrebbe sembrare che quella parte del mondo solidale, oggi sempre più spesso definita con un’accezione negativa fatta dai buonisti, sia in via d’estinzione. Sarà che l’informazione negativa vince in termini di audience e click o sarà, come Il Lercio dixit (cercando di sdrammatizzare), che non ci stiamo più capendo nulla e anche i più convinti depositano le armi, e quindi: Elezioni europee, Greta Thunberg ci ripensa: “Ma sì, estinguiamoci”che forse ci riesce anche meglio (ndr).

I leoni da tastiera, le gran voci delle piazze quelli delle frasi d’odio, discriminazioni, intolleranze, pena di morte sì aborto no, legittimo omicidio, aiutiamoli a casa loro dove a casa loro ci sto io, prima questo e poi l’altro e via dicendo… e così, giorno dopo giorno, sembra di andare indietro di anno dopo anno. Ci chiameranno la generazione dei gamberi che troppo poco si fa sentire e troppo solo si lamenta subendo conseguenze di decisioni che diciamo di non volere. Un paradosso se ci si pensa.

Ma se invece non ci facessimo solo condizionare dall’informazione da benzina sul fuoco e iniziassimo a dare voce anche a chi non ci sta e in prima persona si mette in gioco per cercare di cambiare le carte in tavola e (ri)dare al mondo una dignità? Di esempi virtuosi, anche se non ce lo dicono, ce ne sono, eccome se ce ne sono. E come disse quel tale:

“Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio, perché con questa spada vi uccido quando voglio

Ed è così che artisti, amanti della giustizia, studenti e ignoti in Italia e nel mondo stanno, in sordina mediatica, pungendo con quella spada della cultura. Perché la politica dell’odio e dei luoghi comuni si combatte (anche) con la cultura.

Cosa di dice in Italia e non mondo:

A FIUMICINO I SONETTI DI LEOPARDI, UNGARETTI E SHAKESPEARE PER COPRIRE LE SVASTICHE: Decine di manifesti con i sonetti di Leopardi, Shakespeare e Ungaretti sono stati affissi per ricoprire i graffiti razzisti.

Fiumicino si è svegliata questa mattina “invasa” da sonetti di illustri poeti. Mani ignoti, durante la notte, hanno affisso decine di manifestini bianchi su muri, alberi e pali di varie strade e sulla passerella pedonale sul Tevere, che riportano sonetti di Giacomo Leopardi, William Shakespeare, Sandro Penna e Giuseppe Ungaretti.

Fonte immagine: huffingtonpost.it

I manifesti con i versi degli illustri poeti sono stati applicati per ricoprire simboli di Forza Nuova, svastiche e scritte razziste. Leggi l’articolo completo [Fonte: HUFFINGTONPOST.IT]

RISPONDERE ALL’ODIO CON L’AMORE: Omari è un writer berlinese che gestisce un negozio di vernici per gli artisti di strada ed è a capo di The Cultural Heirs, un’organizzazione che accoglie giovani sia tedeschi che immigrati per fare street art, hip hop, breakdance.

Un giorno nel suo negozio entra un uomo e gli chiede della vernice per coprire una svastica che era stata disegnata su un muro di un parco giochi.

Omari è perplesso, quello è un quartiere multietnico e multiculturale e poi pensa che forse non a caso proprio lì è comparso il simbolo odioso del nazismo. E infatti, nei giorni successivi sempre più svastiche appaiono nei muri dei condomini, nei parchi.
Allora Omari decide di dare avvio a #PaintBack con il motto: “Rispondere ai messaggi di odio con amore”.

#PaintBack

Leggi l’articolo completo [PEOPLEFORPLANET.IT – Gabriella Canova]

CIBO, L’ARTISTA CHE RIPULISCE I MURI DA SIMBOLI NAZISTI E MESSAGGI: A Verona, il giovane artista e writer Pier Paolo Spinazzè, conosciuto come Cibo, da una quindicina di anni ripulisce i muri della città e della provincia da svastiche, croci celtiche e messaggi di odio. Leggi l’articolo competo  [[PEOPLEFORPLANET.IT]

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La Bioeconomia conviene!

Mer, 05/29/2019 - 11:04

2 milioni di occupati per un valore di produzione di 328 miliardi solo in Italia. Questa la fotografia che risulta nel V rapporto annuale sulla Bioeconomia in Europa che si occupa di monitorare i settori che utilizzano materie prime rinnovabili di origine biologica.

I dati si riferiscono al 2017 e dimostrano un incremento del fatturato rispetto all’anno precedente dell’1,9% – oltre 6 miliardi. L’incremento è dovuto soprattutto ai comparti di agricoltura e industria alimentare, di conseguenza a una maggiore sensibilità e attenzione dei consumatori verso i prodotti biologici ed eco-compatibili.

Nella classifica europea l’Italia si posiziona al terzo posto, dietro alla Germania con 402,8 miliardi di produzione e 2,1 milioni di addetti e alla Francia con 357,7 miliardi e 1,7 milioni di lavoratori. Subito dopo di noi la Spagna con 220,6 miliardi e 1,5 milioni di addetti.

Al di là dei semplici e comunque importanti numeri quello che si evidenzia nel Rapporto è che negli ultimi 10 anni l’incremento sia del fatturato che dell’occupazione nei vari settori attenti all’ambiente e all’ecologia è stato costante, in particolare l’Italia ha visto aumentare i settori dell’economia alimentare, i servizi legati al ciclo idrico e alla gestione dei rifiuti.

Un altro dato interessante è l’incremento da parte del nostro Paese delle superfici boschive che sono aumentate del 6,7% negli ultimi 25 anni, contro il +2,1% della media europea.

Fonte:
https://assobiotec.federchimica.it/attivit%C3%A0/pubblicazioni/dati-e-analisi/bioeconomia

Photo by Markus Spiske on Unsplash

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Mobility-R3, la city car verticale del futuro

Mer, 05/29/2019 - 09:30

Una vettura futuristica monoposto a motore elettrico e capace di muoversi anche in verticale

Al giorno d’oggi, ad immaginare le macchine del futuro sono in tanti: dai professionisti del settore fino agli appassionati di motori. Le Case automobilistiche, innanzitutto, ma anche giovanissimi col pallino della mobilità futura. Come il designer Denni5 Cheng, che su Behance, noto sito web di auto-promozione dedicato a moda, design e arti figurative, ha condiviso alcuni suoi progetti grafici riguardo la mobilità del futuro a quattro ruote.

Il concept si chiama Mobility-R3, e mostra la city car del 2035. Una vettura monoposto, ma con due configurazioni disponibili.

In modalità normale, l’auto è una tre ruote, con il guidatore che è seduto comodamente su quella che più che un normale sedile sembra una poltroncina. Mentre per i viaggi lunghi la Mobility-R3 cambia conformazione diventando una monoposto orizzontale, ideale per godersi in relax il viaggio.

Per i percorsi su strade strette invece il veicolo può anche posizionarsi in verticale, così da procedere con meno intoppi e sfrecciare anche sulle viette dei centri storici cittadini, sempre con un impatto ambientale pari a zero.

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foto: © www.behance.net/Denni5 Cheng

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