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“I ratti si stanno prendendo New York”

Sab, 05/25/2019 - 19:15

Lo scrive preoccupato il New York Times ma è sotto gli occhi di tutti, nonostante i tentativi della città di contenerli.

Nonostante molti e continui tentativi, la città di New York non è riuscita a sterminare o a ridurre la sua popolazione di ratti: anzi, come scrive in un articolo il New York Times, i ratti ccc. Sono così tanti che su un marciapiede a Brooklyn sono le persone a doverli evitare e non il contrario, prosegue il New York Times; le zone di Manhattan piene di locali sono gremite di buongustai e di ratti che raccolgono i loro avanzi, e le auto si ritrovano improvvisamente in panne per i cavi elettrici rosicchiati.

Contare precisamente la popolazione dei ratti non è semplice, ma ci si può fare un’idea sommaria partendo da alcuni segnali. Per esempio dal 2014 al 2018 le segnalazioni di ratti al comune sono aumentate del 38 per cento, da 12.617 a 17.353; nello stesso periodo è raddoppiato il numero di volte in cui gli ispettori sanitari hanno trovato indizi della presenza di ratti, passando da 16.315 a 30.874.

Tra le cause principali della proliferazione dei roditori, spiega sempre il New York Times, c’è la gentrificazione, con la conseguente costruzione di nuove case: i lavori scavano e distruggono le tane, facendo emergere i ratti in superficie. 

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Usa, Clotilda, ultima nave schiavista trovata in Alabama

Sab, 05/25/2019 - 16:00

Il relitto era stato scoperto in Alabama nel gennaio del 2018 per un’eccezionale bassa marea legata al ‘ciclone bomba’ che si era abbattuto sulla costa orientale americana

È ufficiale: è dell’ultima nave schiavista, la Clotilda, il relitto scoperto in Alabama nel gennaio del 2018 per un eccezionale bassa marea legata ‘al ciclone bomba’ che si era abbattuto sulla costa orientale degli Usa. La conferma è stata comunicata dall’Alabama Historical Commission, che si occupa del patrimonio storico dello Stato, con un post su Facebook, dopo “un’indagine scientifica andata avanti per un anno”.

La nave è stata scoperta da una società denominata Search, in collaborazione con lo Smithsonian National Museum of African American History and Culture. La goletta portò un carico umano di 110 uomini e donne del regno di Dahomey (oggi Benin), in Africa, sulle coste dall’Alabama, nel luglio del 1860. Il commercio transatlantico di schiavi era stato vietato nel 1807 anche se era ancora legale possederne e venderne all’interno del Paese.

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Botswana riapre la caccia agli elefanti

Sab, 05/25/2019 - 12:25

Il governo del Botswana ha tolto il divieto di caccia agli elefanti, che era in vigore dal 2014. Una decisione destinata a suscitare proteste dai gruppi di protezione della fauna selvatica. Lo Stato dell’Africa meridionale ospita più elefanti di tutti gli altri Paesi, con una stima di 130.000 esemplari.

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Sesso di coppia, via libera al porno. Ecco il rapporto Censis

Sab, 05/25/2019 - 09:00

A leggere il rapporto Censis-Bayer sui comportamenti sessuali nel Paese, presentato ieri al Senato a vent’anni dall’unico precedente nazionale, sembrerebbe che sotto le lenzuola gli italiani nella fascia 18-40 anni se la spassino mica male. Disinibiti e pronti a tutto per soddisfare desideri singoli o di coppia che per la precedente generazione spesso restavano tali, almeno sul piano statistico, fatti salvi sperimentatori e avanguardisti. L’indagine (su 1.860 individui tra i 18 e i 40 anni dall’1 al 15 marzo 2019) fotografa la vita intima di un campione rappresentativo della popolazione – single coppie – nell’età della massima pulsione erotica. Un accurato screening tematico lungo il filone lanciato dagli Usa nel 19948 e nel 1953 con il celebre Rapporto Kinsey.

Posizione del missionario e funambolismi da kamasutra, estremi applicativi dell’altro millennio, non compaiono tra le risposte dei trasgressivi eredi al tempo di YouPorn e del sesso liberato da ogni idea di peccato. Anzi – novità acclarata – il sesso è ormai mediato dai porno, vera fonte di ispirazione e imitazione. Guardano serenamente video hard il 61,2% degli italiani e anche il 25% delle coppie, perché – rivela il rapporto – il porno, soprattutto nella sua versione online, è uscito “dalla sfera del proibito, dello scandaloso, del perverso” ed è diventato strumento di massa.

Fonte Censis Bayer

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Scacco matto spirituale in 4 mosse

Sab, 05/25/2019 - 06:00

Ho iniziato questa serie di articoli raccontando di alcune (rare) guarigioni “miracolose” e notando che le persone che guariscono hanno una caratteristica comune: tutti sono convinti di aver trovato la medicina giusta. A volte i sistemi di guarigione scelti sono assurdi ma questo è secondario. L’importante è essere convinti che funzionino.
Ho sostenuto quindi che possa esistere uno stato della mente “che guarisce” e ho definito questa modalità anche come “pensiero creativo”… Credo siano la stessa cosa.
Mi sono quindi lanciato in un tentativo sconsiderato di descrivere questo stato della mente e, visto che è proprio difficile trovare le parole per farlo, ho cercato di identificarne i confini scrivendo quali sono le caratteristiche contrarie a questa modalità di pensiero e di sensazione.
Non riescono ad accedere allo stato mentale creativo le persone che non hanno preso in modo chiaro e netto la decisione di voler vivere piacevolmente e le persone che sono convinte di aver sempre ragione. Queste due idee ne generano una terza altrettanto limitante: l’idea di essere soli contro il mondo, la mancanza della sensazione di far parte di una collettività solidale.
Poi mi sono vantato orrendamente del fatto di essere riuscito a riassumere l’insieme degli errori umani che generano dolore e stupidità utilizzando solo e unicamente queste 3 categorie di pensiero.
Ho infine osservato che se uno aderisce all’idea di voler star bene, di sbagliarsi spesso e di far parte di una comunità, allora può venir spontaneo cambiare le regole quotidiane della propria vita, istantaneamente.
Se inizi a dare spazio a quel che desideri potresti decidere di regalare i vestiti che non ti piacciono più e che continui a indossare chissà perché. Oppure potresti decidere di percorrere una via più lunga ma più bella per andare al lavoro. E potresti anche decidere di smettere di frequentare persone che continuano a parlar male degli altri o a elencare le proprie disgrazie allo scopo di stare meglio contemplando la quantità di depressione che sono riuscite a regalarti ammorbandoti.
Se hai letto gli articoli precedenti e hai condiviso le mie proposte e hai deciso di regalarti momenti di libertà quotidiani, probabilmente la tua vita ha già cominciato a cambiare.
Ovviamente sono convinto che questo testo possegga una profondità oceanica e che darà un grande impulso alla crescita delle coscienze e al miglioramento della storia umana…
Mi manca solo di coronare l’opera cercando di riassumere quelle poche caratteristiche del pensiero creativo che penso di essere capace di descrivere.
Ti fornisco quindi una lista degli ingredienti… Non saprei fare di meglio arrivando a spiegare come assemblarli. Non penso che potrei riuscirci perché sarebbe una descrizione complicatissima e dubito che verrei compreso. Anche perché onestamente, non ho le idee chiare. Sono convinto di aver sperimentato nella mia vita il pensiero creativo. Ma è un’esperienza che si fa a tratti, in modo intermittente, e quando la fai sei in uno stato particolare della coscienza che non riesci a vivere e analizzare nello stesso momento. O lo vivi o guardi come è fatto e se guardi come è fatto hai smesso di viverlo.

Mentire è indispensabile
Poche righe sopra ho scritto che questo testo cambierà certamente i destini dell’umanità.
L’ho fatto apposta per scandalizzarti e per farti dubitare del mio equilibrio mentale e della mia capacità di giudizio.
In realtà vista la collezione strepitosa di fallimenti collezionati ho la netta percezione che sia altamente improbabile che questo testo sia letto da molte persone e ancor meno credo che parecchie persone potranno modificare la propria vita a causa di questa lettura.
Ma un ingrediente del pensiero creativo (che è molto infantile) è il fatto di saper giocare con la propria mente. Quando giochiamo ce ne freghiamo delle regole: un bastone diventa una spada, un barattolo e una scatola da scarpe sono un fortino assediato dagli indiani… Siamo abituati a pensare che la falsità sia male ma il gioco è falsificazione. Falsificare dà gusto.
Inoltre tutto il vigente Sistema Sociale del Dolore complotta continuamente per convincerti che le cose vanno male, sei in pericolo e inoltre non conti un cazzo.
Giocare con i propri sogni, fantasticare sui propri esorbitanti successi quindi è una salutare pratica di autodifesa dal pessimismo e anche un indispensabile ingrediente per incentivare il tuo pensiero creativo. Qualunque malattia ti affligga puoi essere certo che se berrai un bicchiere d’acqua e zucchero, con gli occhi chiusi guarirai subito! Soprattutto se mentre bevi pensi 3 volte Mustafà è grande ed è mio amico! È scientifico!

Regalare conviene
Altrettanto importante ai fini del pensiero creativo è la capacità di essere generosi. Se non hai il gusto del regalo, del fare una sorpresa piacevole, di dedicarti a far star bene un’altra persona, se non ti piace offrire il caffè a un amico, sei nella merda.
Il problema nasce dal fatto che tieni chiusi i canali verso gli altri.
Hai costruito barricate. Sei sotto il vincolo della paura di perdere quel che è tuo. Ma le mura che difendono i tuoi interessi immediati (non privarti dell’euro che ti costerebbero abbandonarti alla follia di offrire un caffè) impediscono anche che la tua mente creativa possa uscire a passeggiare nel mondo.
La mente creativa ha bisogno di un sentimento aperto, di una fiducia nello scambio con gli altri. Nella convinzione che il senso della vita non sia una gara a punteggio (io vinco tu perdi) ma un continuo travaso di ricchezza (contatti, informazioni, racconti).
E questo scambio non avviene sempre in modo reciproco (io ti faccio un regalo e tu mi fai un regalo equivalente) il bello del regalo è proprio quando lo fai a una persona che non ti dà nulla in cambio e assapori il piacere che questa persona prova e d’altra parte sai che altri avranno la stessa generosità verso di te.
E quando succede (ed è certo che succede) che qualcuno ti fa un regalo senza contropartita assapori in modo particolare il piacere che ti viene. È come se mangiassi una zucchina che hai coltivato con le tue mani facendola crescere nella bruna terra. L’avaro si bea di aver ricevuto qualche cosa senza pagare. Il generoso si esalta perché ha la prova della bellezza del mondo e della bontà umana.

Dichiara la pace tra te e te. O almeno un armistizio
Il terzo e penultimo punto riguarda la fonte di tutto: te (spero che 4 concetti non siano troppi, a stare in 3 questa volta non ci sono riuscito).
I Trukese e gli Yapese dell’Oceania, popoli saggi che non hanno mai combattuto una guerra e si sono dedicati per 10 mila anni ai piaceri della convivialità, del sesso e della buona cucina, sostengono che l’arte di vivere sia basata sulla capacità di mettere d’accordo le diverse identità che ci abitano. Loro sono convinti che siamo una specie di condominio e che sia necessario imparare a mediare tra queste diverse identità, permettendo a ognuna di realizzare le proprie aspirazioni. Non puoi concludere molto di buono nella tua vita se tieni dentro di te uno scontro aperto tra le tue diverse aspirazioni. Siamo creature molteplici e contraddittorie, non possiamo vivere chiudendo in prigione una parte di noi stessi.
Se vuoi dimagrire non puoi farlo uccidendo la tua parte golosa e la tua parte ansiosa che riesce a calmarsi solo abbuffandosi. Devi aprire una contrattazione, mediare, dare a ogni tua identità una sufficiente soddisfazione. Sennò magari dimagrisci ma poi diventi una persona stronza e ti ammali di odio per il mondo. Perché hai iniziato odiando una parte di te.
C’hai dei casini e sei sovrappeso? Ok. Ma sei una persona meravigliosa? Una miracolosa componente semovente dell’Universo? Riuscirai ben a portare avanti una Trattativa Interiore Decente! Non è facile ma ci puoi riuscire. E quando ci riesci e riesci a sentire che vuoi qualche cosa con tutto il tuo essere, ti accorgi anche che è molto meglio. È una sensazione di benessere: non c’è nessuno dentro di me che mi odia perché l’ho umiliato! Sono un tutt’uno. O almeno lo sono abbastanza.
Tornando all’esempio della dieta potresti decidere di mangiare solo cibi squisiti e assaporarli lungamente. Se mastichi il cibo buono ne senti tutte le sfumature e se mastichi a lungo il cibo riempie di più e senti prima la sazietà. E poi devi anche mettere in conto che ogni tanto devi dare il via libera all’abbuffata selvaggia e risarcire così la tua parte ingozzona.  Ci vuole tempo e la capacità di darsi obiettivi molto piccoli e poi quando li hai raggiunti abbandonarsi all’autocelebrazione più smodata. E questo ci porta ad affrontare il quarto e ultimo trucco micidiale.

Raccontati di te
Il quarto e ultimo elemento essenziale è infatti la capacità di raccontarsi.
Lo facciamo tutti costantemente… Ci raccontiamo la telecronaca di quel che ci succede, ci diamo spiegazioni, mettiamo sotto processo gli altri, tracciamo linee di azione e progetti.
Si tratta di un’attività fondamentale dell’esistenza umana.
Disgraziatamente molti la usano per creare un pessimo racconto condendo autocommiserazione, maledizioni verso il prossimo, lunghissime narrazioni di complotti orditi da amici e parenti…
Usano il racconto che fanno a sé stessi per dipingere la vita come una schifezza popolata da stronzi.
Si tratta di un sistema infallibile per vivere malissimo.
Al contrario, dopo aver meditato sul fatto che il mondo migliora costantemente da milioni di anni (si chiama evoluzione) puoi decidere di dedicarti a una modalità eroica del racconto della tua vita. Nessuna legge, nessun governo di truffatori, nessuna forza militare segreta, ti impedisce di raccontarti la tua vita come una straordinaria avventura.
Questo perché tu possiedi uno strumento di incomparabile potenza che ho chiamato “meccanismo di attribuzione di valore”.
A livello psicologico è più potente della bomba atomica e soprattutto è completamente in tuo potere.
Sei tu che decidi che cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Se hai la disponibilità a mettere in discussione le tue idee niente ti impedisce di pensarci su, informarti, discuterne con persone che stimi e poi giungere a un verdetto, decidere che un’idea vecchia era sbagliata e sostituirla con un’idea che ti pare migliore.
Anche questo è un cambiamento totale che si ottiene istantaneamente. Se pensi una cosa la pensi in modo completo e illimitato, e da subito diventa una tua convinzione e da subito non puoi più dire o fare qualche cosa che non sia in armonia con la tua nuova idea. Non ci riesci proprio. O pensi una cosa o non la pensi, non ci sono vie di mezzo. È un’esperienza totalizzante. Quindi puoi guardare le tue idee e puoi anche convincerti che si vive una volta sola nella vita, che per miliardi di anni non esistevi con questa meravigliosa particolarissima forma solida e cicciosa e che per miliardi di anni non esisterai più in questa particolare forma solida e cicciosa.
E questo dovrebbe regalarti una pazzesca voglia di fare qualche cosa di grandioso in questa tua vita. Di sperimentare, di conoscere, di toccare, di assaggiare questa vita. E rischi anche di iniziare a coltivare con amore sogni esagerati. E se hai l’astuzia di sognare anche piccole realizzazioni alla tua portata immediata (una cosa grande da fare oggi) allora rischi pure di avere successo e di gasarti ancora di più per la tua vita e quel che fai e dar così colore e passione al racconto che ti fai di te nella tua testa, rendendolo piacevole da ascoltare.
E se ti piace il racconto che ti fai nella testa allora stai pure bene. Perché hai dato un valore positivo alla bellezza della telecronaca della vita e questo ti porta perfino a vedere la bellezza del racconto anche in eventi tristi.
Ti piace raccontarti bene e cerchi i particolari, le sfumature per individuare la magia che è ovunque e pare messa lì apposta per farsi raccontare. E scopri che è come se esistesse uno sceneggiatore cosmico che si diverte a mettere nelle vite delle persone coincidenze, assonanze, sorprese, capovolgimenti al solo gusto di rendere più affascinante il racconto che ognuno fa di sé.
E sospetto che questo avvenga perché l’obiettivo dell’esistenza dell’Universo sia il desiderio dell’Universo di essere raccontato.

Forse stai pensando che quel che ti propongo è di imbrogliarti, di creare una percezione diversa della realtà da quello che la realtà è veramente. È vero.
Ma non penso sia possibile fare diversamente.
La mente si chiama mente perché mente. Se diceva la verità si chiamava sincera.
Noi non viviamo la vita DIRETTAMENTE. Il nostro cervello seleziona gli aspetti della realtà che vuole vedere e quelli che non gli interessano. La nostra percezione della realtà non può essere globale e quindi perfettamente vera. È in ogni caso falsata dal suo essere parziale.
La scelta non è tra vivere dentro un modello della realtà vero e uno falso. La scelta è quella di selezionare gli aspetti della realtà e quindi percepirli, cercando quelli piacevoli oppure quelli spiacevoli.
Non guarisci solo se hai trovato la cura giusta. Guarisci a volte anche con una cura totalmente inefficace se sei convinto che sia quel che fa per te. E visto che poi quella cura ti ha guarito hai pure le prove che quella era la cura giusta!!!
Incredibile ma vero.
Avrei voluto avere un cervello esatto e perfetto invece di questo ammasso di neuroni bugiardi. Ma visto che mia nonna non aveva il trolley e quindi non era un tram, devo fare i conti con la realtà e accettare una dose omeopatica di falsificazione giocosa e salutare.
La mente mente continuamente ma io la frego perché neanche io dico sempre la verità.
Ovviamente ci sono cose sulle quali non si può mentire mai.
Non bisogna dire le bugie ai bambini ad esempio.
E non bisogna sostenere di essere intelligenti in modo continuativo.
Non si deve mai dire a una persona che ami che non la ami.
E non bisogna mai evitare di dire che ami una persona che ami.
E non bisogna mai mentire mentre ti dici: voglio abbracciare questo mondo ed esplorare tutte le cose piacevoli che mi offre.

Buon divertimento!

VEDI ANCHE: Come compiere miracoli e altre cose facili da fare
La mente mente continuamente?
Il pensiero che guarisce
Avere sempre ragione fa malissimo alla salute
Quanto è creativa la tua tribù?

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A Bud Spencer sarà intitolata una via: è la prima in Italia

Ven, 05/24/2019 - 21:30

Il Comune di Fontevivo, in provincia di Parma, ha organizzato insieme alle associazioni dei fan un’intera giornata di ricordo di Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer

Via Bud Spencer. Dal primo giugno il Comune di Fontevivo, in provincia di Parma, avrà una strada intitolata al grande attore, al secolo Carlo Pedersoli. Sono passati tre anni dalla sua morte, ma Bud Spencer resta nella memoria e nel cuore degli italiani in maniera indelebile. L’intitolazione della strada sarà solo uno degli elementi di una giornata di festa dedicata al grande Bud Spencer, tra cimeli (come le mitiche Dune Buggy di ‘Altrimenti ci arrabbiamo’), ricostruzioni cinematografiche (ci sarà un set western), gare di braccio di ferro e un’immancabile cena a base di fagioli. Non mancheranno le colonne sonore e le proiezioni di alcuni film.

Appuntamento sabato 1 giugno, dunque. “Per tutta la giornata avranno luogo iniziative legate alla figura dell’amatissimo attore cui parteciperà anche il figlio Giuseppe Pedersoli”, spiegano il sindaco di Fontevivo Tommaso Fiazza e il vicesindaco Matteo Agoletti. L’animazione della giornata è stata curata da associazioni e siti nazionali dedicati al duo Bud Spencer–Terence Hill.“

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Italiano il pioniere dei robot per la futura stazione lunare

Ven, 05/24/2019 - 19:00

Parla italiano il robot che aiuterà gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale (Iss) a eseguire alcuni esperimenti in condizione di microgravità e a tenere sotto controllo e monitoraggio la stazione orbitale e che rappresenta la base sulla quale verranno sviluppati i robot destinati alla futura stazione orbitante attorno alla Luna (Lunar Orbital Gateway). Dell’equipe che lo ha ideato e costruito, infatti, fa parte anche un giovanissimo ingegnere aerospaziale napoletano che tra poco compierà 30 anni: si chiama Roberto Carlino ed è a pieno titolo componente del progetto Astrobee. 

Com’è noto i robot ricopriranno un ruolo significativo nel ritorno dell’uomo sulla Luna e da ormai quattro anni e mezzo Roberto lavora nel centro Ames della Nasa in California, precisamente a Sud di San Francisco, nella famosa Silicon Valley. Lì, insieme con un team composto da una ventina di colleghi, ha progettato tre di questi robot che si chiamano Bumble, Honey e Queen.

Roberto Carlino al lavoro su uno dei robot del progetto Astrobee (per gentile concessione di Roberto Carlino) Fonte: ANSA

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Inchiesta sulla Caccia

Ven, 05/24/2019 - 16:29

Abbiamo ascoltato tutte le voci: il cacciatore, l’associazione ambientalista, l’esperto in conservazione, l’agricoltore, ecco cosa ci hanno raccontato…

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Speciale Eccellenze Sanitarie in Italia

Ven, 05/24/2019 - 16:24

Quali sono, a seconda della patologia, le migliori strutture sanitarie in Italia? Speciale di Miriam Cesta.

Ortopedia e riabilitazione
Gastroenterologia
Cuore e polmoni

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Amazon sbarca in carcere: aprirà un polo logistico alle Vallette e a Rebibbia

Ven, 05/24/2019 - 15:00

Amazon sbarca in carcere. A Torino e Roma.

L’intesa è stata annunciata dal direttore del penitenziario delle Vallette di Torino, Domenico Minervini. Un polo di servizio targato Amazon ed ePrice sarà realizzato anche a Rebibbia. Il 30 maggio al Dap, il Dipartimento di amministrazione penitenziaria, verrà firmato il patto con la multinazionale del commercio online.  Patto che prevede l’utilizzo detenuti come magazzinieri e di supporto alla logistica sia a Torino sia a Roma. “Si tratta di un importante accordo, con un’azienda internazionale e seria” , sottolinea Minervini.

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Fonte immagine copertina Radio Popolare

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Quando il Diavolo ci partorì tutti

Ven, 05/24/2019 - 15:00

Prima di accettare che a spiegare la matassa di contraddizioni che siamo siano due politici in uno show televisivo, prendetevi un’oretta di tempo per assaporare il documentario “Devil at the Crossroads” che Netflix ha confezionato su Robert Johnson, il genitore del blues.

Ricorda a tutti noi che l’origine di un secolo di mirabile e divina arte della musica è piantato nel fondo misterioso di un rinnegato, uno straniero del mondo, un diavolo. Di Johnson si sa quasi nulla, se non che fu ricacciato lontano da ogni consesso sociale, che non riuscì ad appartenere a nessuna storia comunitaria e che da ogni contesto familiare che sfioró fu additato come un pericolo da esorcizzare per via della incomprensibile novità della sua arte sghemba e della sua chitarra suonata come mai prima, per poi morire a ventisette anni. La musica che cantiamo a squarciagola, che fischiettiamo, che leghiamo alle gioie e i dolori di cui la nostra esistenza è disseminata – quella musica, grammatica e sintassi della nostra vita, è nata da un residuo umano, da tutto ciò di cui tipicamente ci si vergogna.

Forse per questo la voce ancora squillante del giovane del Mississippi – nero, quando la pelle nera era una condanna a morte – ci rappresenta e ci abbraccia in modo universale. Siamo tutti figli del travaglio di quella melodia per suonare la quale, racconta la leggenda, Robert accettò di divenire discepolo del diavolo e cedergli in cambio l’anima. Pochi, nella nostra storia, hanno impersonato l’estraneità umana al mondo, il nostro essere costantemente stranieri immersi nell’enigma della natura e della sua indifferenza, con l’efficacia e la tragicità di Johnson. Pochissimi, come lui, hanno raccontato agli uomini che questa estraneità è il ventre in cui tutti noi ci siamo formati, lo stigma che non si riesce ad estirpare – sfugge, si trasforma, si muove ma non svanisce.

A volte qualche disperato, improvvisatosi maestro, cerca di confinarlo – i politici dichiarano il nemico comune alle porte, i religiosi chiamano gli esorcisti per strappare via il male dai corpi e dalle anime – ma l’uomo che incontrò il diavolo al crocicchio praticava il suo blues di notte, seduto sul marmo delle lapidi dei cimiteri.

Le sue canzoni risuonano ancora oggi più splendenti e tenebrose che mai. Ancora oggi Robert Johnson ci parla di questa forza demoniaca che ci piove addosso come grandine e ci abita, del blues che ci perseguita come un segugio infernale, che non si può comunicare ma solo cantare, per sfuggire al quale non possiamo che diventare errabondi.

Siamo tutti stranieri per ovvia necessità. Siamo tutti fratelli nella musica del diavolo. Teniamolo presente quando qualcuno, da un pulpito, ci indica la strada che conduce alla sicura salvezza mentre agita in una mano i grani di un rosario.

Fonte immagine copertina

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Malocclusione dentale, quando è meglio intervenire?

Ven, 05/24/2019 - 13:46

A volte è necessario anche l’intervento di un altra figura professionale, l’ortodontista. Quando la masticazione è scomposta, quando si stringono e si digrignano i denti di notte, quando le arcate dentali non sono ben allineate e c’è malocclusione, e uno o più elementi dentali o le ossa della mascella non sono nella posizione giusta, è utile rivolgersi allo specialista in ortodonzia. I difetti si possono correggere a qualsiasi età ma se si interviene precocemente è meglio. Pertanto, quando è bene bussare alla porta dell’ortodontista?

Trattamenti anche in età adulta

Spesso le mamme e i papà aspettano che l’eruzione dentaria dei denti permanenti sia completa e che dunque tutti i denti da latte siano caduti, un processo che si completa verso i 12-13 anni, per portare i bambini dall’ortodontista. Asio, l’Associazione specialisti italiani in Ortodonzia, raccomanda invece di anticipare questa visita ai 4-7 anni per evitare che, con la crescita, i problemi si facciano più seri. In alcuni casi è infatti possibile intervenire prococemente con una terapiaintercettiva. Ad esempio quando si nota una deviazione della crescita fisiologica dei denti per via di abitudini scorrette, dall’uso del ciuccio alla suzione del pollice; quando alcune funzioni come la respirazione, la fonazione o la deglutizione sono alterate (e in questo caso è prezioso il coinvolgimento di altre figure professionali come il logopedista e il pediatra).

E, ancora, quando si notano delle alterazioni nell’eruzione dei denti, quando le due arcate non sono allineate, quando sono evidenti particolari malocclusioni come il progenismo, ovvero l’eccessiva crescita della mandibola che è spostata in avanti, o i morsi crociati, tra le malocclusioni più frequenti tra i bambini, con l’arcata superiore che si trova all’interno di quella inferiore e non viceversa.

L’intervento tempestivo è sicuramente più efficace. I problemi ortodontici possono essere corretti anche con la crescita ma se “intercettati precocemente permettono maggiori scelte terapeutiche”, spiega il presidente dell’associazione Cesare Luzi. “L’età più indicata è quella a cavallo tra infanzia e adolescenza” ma è “anche vero che non ci sono limiti per iniziare una cura ortodontica. Con l’avanzare dell’età, infatti, le possibilità terapeutiche si riducono e non è più possibile sfruttare la crescita ossea” tuttavia “l’ortodonzia in età adulta è comunque in grado di dare buoni risultati consentendo di recuperare alcuni problemi che possono portare a disfunzionalità e problematiche estetiche”, aggiunge lo specialista. 

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In Corea del Sud usano un metodo assurdo per calcolare l’età delle persone

Ven, 05/24/2019 - 12:00

Finalmente sembra che il Parlamento discuterà una legge per semplificarlo (e far ringiovanire un bel pezzo della popolazione)

Il Parlamento della Corea del Sud potrebbe occuparsi presto di una proposta di legge che prevede l’abolizione del “metodo coreano” per calcolare l’età delle persone, un metodo diverso dal nostro e che in realtà non è uno solo. In caso di approvazione, la legge ringiovanirebbe di un anno buona parte della popolazione sudcoreana.

La necessità della legge nasce dal fatto che in Corea del Sud non esiste un solo modo per calcolare l’età delle persone. Per cominciare, ha raccontato l’Economist, la maggior parte dei coreani considera i bambini vecchi di un anno dal momento in cui nascono. Il secondo anno di età, inoltre, lo festeggiano l’1 gennaio dell’anno successivo, indipendentemente da quando siano nati. Soltanto questo già fa sì che un bambino possa compiere due anni pur essendo nato poche settimane prima; e fa sì che due bambini nati a 364 giorni di distanza durante lo stesso anno abbiano la stessa età. Per quanto riguarda invece l’età minima per la vendita di alcol e il momento in cui scatta il servizio militare, il calcolo è ancora diverso: l’anno di nascita viene sottratto all’anno corrente.

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Restano rinchiuse le balene imprigionate in Russia

Ven, 05/24/2019 - 10:54

Si pensava risolta questa inconcepibile situazione di prigionia di circa un centinaio di esemplari di orche e balene beluga rinchiuse nel centro marino della baia di Srednyaya, nell’Estremo Oriente russo. Invece, il proprietario degli esemplari de “il lager delle balene” (così soprannominato) sembrerebbe fare dietrofront, dichiarando di non aver nessuna intenzione di rilasciarle, perlomeno di sua spontanea volontà.

“Siamo rimasti sorpresi nel sentire oggi le dichiarazioni rese dal rappresentante o dal proprietario della compagnia che ha effettuato la cattura”, riferisce il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. “Intendiamo rinfrescare la memoria sulla lista di ordini impartita dal presidente: non c’è bisogno di dare altri ordini, dato che tutto è stato chiaramente formulato, e possiamo affermare ora che questi ordini non vengono eseguiti, almeno parzialmente, e quindi ora studieremo in quale parte questi ordini non vengono attuati”, ha sottolineato Peskov.

La storia del lager delle balene ha fatto il giro del mondo, muovendo non solo le associazioni ambientaliste che hanno promosso una petizione per la scarcerazione degli esemplari, ma anche la coscienza di milioni di persone. Tra i sostenitori e firmatari anche Leonardo di Caprio e Pamela Anderson, la quale tramite una lettera aperta a Vladimir Putin era riuscita ad avere riscontro e promessa di un’immediata chiusura della prigione delle balene.

Ripercorriamo i fatti:

LAGER DELLE BALENE IN RUSSIA: QUATTRO AZIENDE DENUNCIATE

Le immagini hanno provocato sdegno in tutto il mondo: recinti di pochi metri in cui decine di cetacei sono tenuti prigionieri, prima di essere venduti all’industria dei parchi acquatici o agli acquari, probabilmente in Cina. La scoperta è stata fatta da Greenpeace in Russia, vicino al porto di Nakhodka, e ha costretto il Cremlino a prendere provvedimenti.

Quattro società sono state denunciate per aver rapito e detenuto un centinaio di animali, soprattutto orche e beluga, alcune con piccoli appena nati.

“È una situazione completamente innaturale e potrebbe provocare un degrado psicologico e fisico dei cetacei, come succede agli animali tenuti in gabbia” – spiega Aleksandr Agafonov, ricercatore dell’istituto di Oceanografia dell’Accademia russa delle Scienze. Leggi l’articolo completo… [Fonte: IT.EURONEWS.COM –  Di Giulia Avataneo]

LE BALENE LIBERE GRAZIE A DI CAPRIO E PAMELA ANDERSON. La Guardia Costiera russa ha annunciato che un centinaio di orche, beluga e trichechi, imprigionati illegalmente in Russia nella baia di Srednyaya, vicino a Vladivostok, verranno presto liberate.
A far conoscere la situazione dei cetacei sono state le denunce di alcune associazioni ambientaliste e una petizione lanciata su change.org che ha raccolto oltre 900 mila firme, anche grazie al fatto di essere stata rilanciata da alcuni vip impegnati nella causa ambientalista, in primis Leonardo di Caprio e Pamela Anderson.  

La mobilitazione globale è servita a suscitare l’attenzione delle autorità e a far loro assicurare che gli animali saranno liberati al più presto, anche se non è semplice, perché bisogna trovare il modo di farlo senza mettere in pericolo i piccoli o esporli troppo al freddo.

Rimarrebbe anche il problema burocratico: le autorità hanno detto di aver denunciato i responsabili e di stare eseguendo le indagini del caso, soprattutto perché le società coinvolte potrebbero voler cercare di dimostrare che la cattura dei cetacei è avvenuta per scopo scientifico, cosa consentita in Russia. I motivi reali della cattura sarebbero però ben altro che scientifici: un cetaceo potrebbe valere anche un milione di dollari sul mercato cinese. Le società che sono risultate proprietarie delle gabbie non sarebbero nuove a questi traffici: secondo una notizia ripresa su La Stampa e tratta dal quotidiano russo Novaya Gazeta, avrebbero già esportato 13 orche in Cina tra il 2013 e il 2016. Leggi l’articolo completo [Fonte: PEOPLEFORPLANET.IT – Margherita Aina] 

> Firma la petizione Liberiamo le balene dalla prigione nella Baia di Srednyaya.

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Assistenti vocali, l’Unesco lancia l’allarme sessismo

Ven, 05/24/2019 - 09:45

«Massimo, ma ti sei bevuto il cervello? È la terza volta che mi chiedi la stessa cosa: hai bisogno di fosforo!». Chissà, un domani gli assistenti vocali che si stanno diffondendo nelle nostre case potrebbero anche rispondere così – con brutale franchezza, ironia o perfino con voce stizzita – a una nostra richiesta impropria o mal formulata. Sarebbe curioso, certo, ma sarebbe anche un passo avanti rispetto alle risposte sussiegose, monocordi e al tono di sottomissione prodotto oggi dai software coi quali Amazon, Apple, Microsoft e Google alimentano i loro maggiordomi elettronici: Alexa, Siri, Cortana e Google Home. Tre su quattro hanno nomi femminili e, nella gran parte dei casi, una voce di donna. Che risponde sempre in tono garbato e con parole accomodanti, anche quando ci si rivolge a queste macchine con arroganza, usando espressioni incivili o veri e propri insulti. In America, se dici ad Alexa «sei una puttana», ti senti rispondere «grazie per il feedback».

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“Quando me lo fai un nipotino?”. Così le femmine di bonobo incitano i figli a metter su famiglia

Ven, 05/24/2019 - 08:00

Le mamme bonobo aiutano i figli maschi a riprodursi, aiutandoli a trovare femmine fertili e ad assumere una posizione di prestigio all’interno del gruppo.

Ce la mettono tutta per diventare nonne, le femmine di bonobo. Pur di assicurarsi dei nipotini si prodigano per far sì che i figli godano di buona reputazione e incontrino il partner perfetto al momento giusto. Ma solo con i figli maschi, quelli che poi rimarranno in casa una volta messa su famiglia. Così racconta uno studio pubblicato oggi su Current Biology che mostra fin dove si spingano le cure materne tra i bonobo.
 
Solitamente, raccontano in apertura del paper i ricercatori del team di Martin Surbeck del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, gli effetti delle cure materne sono massime durante i primissimi periodi di vita, quando i piccoli non sono ancora indipendenti. In alcuni gruppi di mammiferi che vivono in gruppo però le mamme continuano a essere piuttosto presenti e influenti anche quando la prole è ormai grande e più indipendente. Un comportamento quest’ultimo spesso osservato nei confronti delle figlie femmine e volto ad assicurarne il successo riproduttivo. Esiste qualcosa di analogo per i figli maschi, si è chiesto il team di Surbeck?
 

Per capirlo i ricercatori hanno analizzato il comportamento in natura di alcuni bonobo e scimpanzé della Repubblica Democratica del Congo, Costa d’Avorio, Tanzania e Uganda. In entrambe le specie, spiegano gli scienziati, le mamme sono piuttosto presenti anche nella vita adulta dei figli e sotto certi aspetti si comportano in maniera piuttosto simile. Le mamme bonobo però sono per così dire più entranti rispetto a quelle di scimpanzé.

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Micro-case: perché tutti le vogliono?

Ven, 05/24/2019 - 06:17

Probabilmente nate da una visione del mondo un po’ hippy, quando le mini case erano un’evoluzione delle roulotte e dei furgoni anni Settanta, sono diventate oggi, con l’architettura, il design e l’innovazione, vere e proprie “zone (piccole!) di sperimentazione”. Le tiny house stanno avendo un grande successo, negli Stati Uniti più che mai, complice anche la popolarità raggiunta da alcuni programmi televisivi e stanno attirando curiosità e attenzione in molti altri Paesi, tra cui l’Italia.

Si tratta di abitazioni di dimensioni davvero molto ridotte, spesso con design elaborati e fornite di soluzioni innovative, come i piccoli tetti fotovoltaici, per sfruttare al meglio tutti gli spazi. Sono anche trasportabili, modulabili e soprattutto sono eco friendly, a partire dall’efficienza energetica. In certi casi, tanta è la componente “innovativa”, possono essere considerate come delle smart home in miniatura.

Per esempio ci sono modelli pieghevoli, assemblate a secco, o apribili in pochi minuti: c’è M.A.D.I., la casa pieghevole progettata dall’architetto italiano Renato Vidal che si ripiega, si trasporta e si rimonta in meno di sei ore. Oppure Leap Home, il modulo completamente riciclabile e assemblato a secco, progettato da una start up italiana, la Leap Factory. Viene invece dall’Inghilterra Ten Fold, un’unità abitativa in acciaio che sembra un container da chiusa, ma si può aprire in pochi minuti grazie a un sistema di leve che si attivano semplicemente con un interruttore.

Queste unità abitative sono spesso dotate di pannelli fotovoltaici con accumulatore che – installati sul piccolo tetto – permettono loro di diventare autonome dal punto di vista energetico.

In Italia ci sono diverse ditte produttrice di tiny, una di queste, la Pagano, realizza il modello Capanno che ricorda – per la sua forma architettonica, un grande tetto con ampia vetrata a contrasto – una mansarda del centro di Parigi o più semplicemente un rifugio: in natura ricorda la perfezione di una noce appena aperta.

Immagine www.pagano.it

L’ultimo modello di tiny house proposto dall’azienda statunitense Timbercraft  in collaborazione con la compagnia di viaggi Everywhere Travel Co è pensato apposta per i “millennials” che cercano una casa di qualità, ma che magari vogliono viaggiare prima di stabilirsi definitivamente.

Il risultato sono sei modelli di “tiny house” il cui prezzo iniziale è intorno ai 36.000 euro, per il modello più piccolo (15 mq).

Queste abitazioni sono autosufficienti dal punto di vista energetico e idrico, le case dispongono di pannelli solari e di un sistema di gestione delle acque, alcune possono avere camini o sono già ammobiliate.

L’efficienza energetica e l’autonomia sono elementi fondamentali nella costruzione delle tiny house: se siamo davanti a un lago delle Alpi, di fronte ai pascoli del Galles, al mare della Grecia, l’abitazione deve poterci seguire senza bisogno di allacciamenti. Il concetto estremo di tiny house è proprio questo ed è rappresentato molto bene dalla Ecocapsula, progettata da un team di ingegneri di Bratislava.

L’Ecocapsula ospita due persone in 8 metri quadri, è pensata all’insegna dell’autonomia in fatto di energia, grazie a un doppio sistema di alimentazione, con 2,6 metri quadri di pannelli solari, pale eoliche alte oltre 4 metri (però retrattili) e un accumulatore, e all’autonomia idrica: raccoglie rugiada e acqua piovana in un serbatoio da 700 litri, resi disponibili per l’uso domestico grazie a un sistema di filtri e depurazione.

Queste caratteristiche di autonomia ed efficienza energetica sono ancora più avanzate in ELM, la tiny house voluta dal programma ambientale delle Nazioni Unite e progettata da un team di Yale. L’Ecological Living Module (ELM) vuole rispondere al maggior numero di obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Onu, cominciando dalla riduzione del carico di emissioni dipendenti dal settore abitativo.

Così ELM, 22 mq di superficie abitativa, è realizzato con materiali riciclati, è progettato con una serie di soluzioni che guardano da un lato all’efficienza energetica, grazie ai materiali di costruzione innovativi e al massimo sfruttamento dell’illuminazione naturale, e dall’altro alla produzione da energia rinnovabile, grazie all’impianto fotovoltaico dotato di accumulatore che gli permette di funzionare senza essere collegato alla rete elettrica. È dotato di un sistema per recuperare l’acqua piovana, e può ospitare fino a 4 persone. Il primo modulo è stato sperimentato a New York, ma altri sono pronti per Quito e Nairobi, così da testarne il funzionamento in climi anche molto differenti tra loro.

Altri esempi di “incredible tiny home”

THE HIGHLAND HOME

THE MOVIE STAR

BLUEGRASS BEAUTY

WINTER HAVEN

The Top 5 Tiny Houses of 2018 – video

Altre fonti:
https://adesso.evolvere.io/it/innovazione-tiny-house-efficienza-energetica
https://www.matrix4design.com/it/architettura/ecological-living-module-gli-architetti-di-yale-rispondono-alla-sfida-abitativa
https://www.idealista.it/news/immobiliare/internazionale/2018/02/19/125338-case-capsula-per-vivere-in-qualsiasi-parte-del-mondo
https://www.architectmagazine.com/project-gallery/ecological-living-module-elm_o

Immagine di copertina: www.architectmagazine.com

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C’era una volta una Piccola Farmacia Letteraria

Ven, 05/24/2019 - 05:58

“Ho deciso di aprire la Farmacia Letteraria perché ho lavorato per anni in una libreria di catena e ho notato come le persone chiedessero quasi sempre consigli in base ai propri stati d’animo”. Ci spiega la fondatrice Elena Molini.

La Piccola Farmacia Letteraria di Firenze è una libreria delle emozioni. Buona visione (e buona lettura!).

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Gli 11 Luoghi Più Isolati Del Mondo

Gio, 05/23/2019 - 21:30

Nel corso della storia umana, abbiamo lasciato il nostro segno in ogni punto della terra. Ogni luogo è stato esplorato, forse non fino in fondo, ma una buona parte del mondo (inteso come pianeta Terra, è ovvio) non ha più segreti per l’uomo.

Questo non vuol dire che ogni meta scoperta sia facilmente accessibile! Esistono infatti luoghi remoti, abitati e non, dove dall’esterno è difficile entrare.

Queste difficoltà possono essere causate dalle condizioni metereologiche infauste, oppure, dagli abitanti stessi! Ecco a voi gli 11 luoghi più strani e quasi (in alcuni casi totalmente) inaccessibili della Terra! E voi? Ci siete stati?

1 – L’atollo Palmerston, Isole Cook

Questo paradiso si trova a 2.000 miglia a nord-ovest della Nuova Zelanda. La pittoresca destinazione di sabbia bianca ospita 62 persone, 59 delle quali discendenti diretti di un uomo di nome William Marsters, che ha colonizzato il luogo.

Non ci sono negozi o mercati a Palmerston perché la comunità non usa denaro se non per acquistare forniture dal mondo esterno. Palmerston è tipicamente visitata da una nave rifornimento due volte all’anno, ma non è raro per i residenti non ricevere visite per 18 mesi.

Per i comuni mortali, il viaggio dura circa 8 giorni da Thaiti; una volta in loco, potete soggiornare a casa dei residenti (persone molto sorridenti e alla mano). Sull’atollo ci sono solo 2 telefoni, 6 ore al giorno di elettricità e 4 ore di accesso a internet!

2 – Supai, Arizona

Supai è un villaggio (incorporated place) situato all’interno del Grand Canyon, in Arizona. Viene considerato il luogo più remoto tra i 48 stati che formano gli Stati Uniti d’America continentali.

Supai si trova a 13 Km dalla strada più vicina; l’unico accesso è un sentiero, l’Havasupai Trail, percorribile a piedi o a dorso di mulo. Eccezionalmente è raggiungibile con elicottero. Non esistono auto nella comunità.

Havasupai significa “Popolo delle Acque Verdi e Blu” in riferimento alle quattro bellissime cascate che si trovano lungo il torrente Havasu. Le cascate servono come fonte d’acqua della comunità. I 208 residenti permanenti ricevono la posta via mulo.

3 – Ojmjakon, Russia

Ojmjakon è il villaggio abitato più freddo della terra, con temperature medie di -58 gradi. Questo villaggio è localizzato presso il fiume Indigirka nel Nord-est della Repubblica di Sacha-Jacuzia nell’est della Siberia, in Russiaed ha circa 800 abitanti.

Per arrivare ad Ojmjakon bisogna partire da Mosca, prendere un volo per Takutsk o Magadan, a circa 560 miglia di distanza dove bisognerà guidare sulla strada denominata “ Strada delle Ossa”, fino a destinazione.

Non c’è acqua corrente perché tutto è congelato, quindi siate pronti ad utilizzare il bagno velocemente! È impossibile coltivare con questo clima, quindi i pasti tipici includono pesce congelato,

Carne di renna e (preparatevi a questo) cubetti di ghiaccio di sangue di cavallo con pasta. Circa 500 residenti vivono in questo luogo ghiacciato, con 21 ore al giorno di buio.

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Il marciapiede che illumina la città

Gio, 05/23/2019 - 19:00

A Budapest hanno sviluppato un marciapiede fatto di “mattonelle” intelligenti in plastica riciclata. Ecco come funziona. 

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