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Aggiornato: 1 ora 10 min fa

Fondi di caffè per orto e giardino, così diventano concime naturale

Lun, 06/24/2019 - 08:00

Calcio, azoto, potassio e magnesio: i fondi di caffè sono ricchi di minerali. Tutti preziosi per fertiIlizzare la terra e per nutrire piante e foglie. A costo zero.

FONDI DI CAFFÈ PER L’ORTO – Volete fiori, per esempio quelli delle ortensie, con un colore blu brillante? Usate il riciclo dei fondi di caffè, quelli che abitualmente buttiamo, e sprechiamo, nel secchio della spazzatura: riducono il ph del terreno e creano le condizioni per colori così intensi. I fondi di caffè, inoltre, arricchiscono il compost, oppure essiccati e mescolati con i semi degli ortaggi, migliorano dal primo momento la crescita di queste piante.

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Non c’è dubbio che i fondi di caffè, in un Paese dove tutti siamo abituati a consumare tazzine di espresso durante la giornata, siano una preziosa materia prima, naturale, per curare al meglio, senza sprechi e senza costi, giardini, orti, balconi, terrazze.

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Chi chiacchiera con le balene alzi la mano

Lun, 06/24/2019 - 07:20

Gli scienziati stanno dando credito crescente agli antichi popoli che preparano rituali comunicativi per cacciare le balene. O meglio: per accordarsi con loro.

È noto infatti che le balene comunicano tra loro in modo raffinato, e che, grazie a una lunga infanzia in cui i cuccioli restano a stretto contatto con la madre, che impartisce loro regole e comportamenti, questi animali possiedono e tramandano una vera e propria cultura, cosa che fino a pochi anni fa si pensava essere prerogativa unicamente umana. Ci sono stati poi negli scorsi anni balene addestrate a parlare, per imitazione, o beluga utilizzati come spie.

Il linguaggio delle balene resta comunque non del tutto comprensibile a noi; si ritiene che questi animali si chiamino per nome, segnalino cibo e nemici, e non molto altro è noto. Ma ci sono culture – recentemente oggetto di studio da parte della scienza – che da secoli, per tradizione, comunicano con questi superbi animali su temi addirittura astratti, filosofici o religiosi.

Ne sono un esempio gli Yupik che vivono tra l’estremo oriente della Russia e l’Alaska centro meridionale, sull’isola di St. Lawrence. Si nutrono di balene per tradizione e necessità, ma nel modo più affascinante che si possa immaginare.

Le loro barche hanno speciali incisioni sul fondo, per renderle visibili agli animali. Secondo la tradizione Yupik, oggi oggetto di ricerca scientifica, le balene nuotano sotto le barche e ispezionano le incisioni. Se sono belle e danno fiducia sul rispetto che quegli uomini portano loro, la balena permetterà ai cacciatori di arpionarla. Altrimenti, nuoterà via.

Questo può sembrare strano, e ingenuo, per un osservatore esterno, ma nella cultura Yupik ha un senso preciso. La balena si sarebbe sviluppata da un animale terrestre – e in effetti si sa che il feto di una balena abbozza delle piccole gambe poi destinate a scomparire – e sarebbe sua aspirazione tornare a diventarlo. Per questo, dopo aver ucciso e mangiato una balena beluga, gli Yupik eseguono un rituale sulle sue ossa che consente all’animale di reincarnarsi come animale terrestre. Gli Yupik credono che le balene beluga vogliano subire questo processo per tornare sulla terra, e che questa “comunicazione spirituale” tra uomini e animali si concretizzi in uno scambio di favori.

Una cosa simile avviene tra i popoli Makah e Nuu-chah-nulth, che vivono rispettivamente nello Stato di Washington e nell’isola di Vancouver. Passano otto mesi eseguendo antichi rituali per comunicare con le balene: preghiere, bagni in speciali piscine e canzoni sacre puntano a ottenere il sacrificio della balena. Proprio come gli Yupik, anche queste popolazioni – lontane e in passato isolate tra loro – credono da sempre che una balena cederà la sua vita ai cacciatori di proposito, per poter rinascere. Anche loro decorano il fondo delle barche per lusingarle.

Se la scienza riuscirà in questa quasi paradossale missione di assegnare anche agli altri animali capacità mistiche e una sensibilità religiosa, al momento non è dato sapersi. Quello che è certo è che c’è stato un tempo – e in parte c’è ancora – in cui il rispetto segnava il rapporto tra cacciatore e preda, e la morte di un altro essere senziente non era mai considerata meno di un sacrificio. Per una cultura come la nostra, che accetta e si nutre di animali allevati in batteria, sebbene siano condivise le numerose prove sulla capacità animali di pensiero e sentimento, sembra questo l’insegnamento più importante.

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

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CAT: dimezzare emissioni entro 2030 o riscaldamento globale toccherà +3°C

Dom, 06/23/2019 - 21:00

Le emissioni globali di gas serra andrebbero dimezzate entro il 2030 se si vuole contenere il riscaldamento globale nei previsti dagli Accordi di Parigi: a rilanciare l’appello è il report di metà anno del Climate Action Tracker (CAT), uno dei più autorevoli consorzi scientifici indipendenti specializzato nel monitorare i livelli di emissioni nell’atmosfera.

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Il report prende in analisi i Piani di contrasto al cambiamento climatico stilati da 32 nazioni in tutto il mondo (l’Unione europea, in questo caso, è considerata come un’unica entità): secondo gli esperti del CAT, anche ipotizzando che tutti gli Stati riuscissero a centrare gli obiettivi dichiarati, le temperature medie mondiali rischiano di aumentare di 3°C entro fine secolo, il doppio rispetto al limite più ambizioso fissato dagli Accordi di Parigi del 2015.

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A preoccupare gli analisti sono soprattutto i recenti trend in materia di emissioni: il 2018 ha visto un nuovo record delle immissioni in atmosfera di CO2, di cui oltre 1/3 causato dall’utilizzo di carbone. Allo stesso tempo, sono aumentate le emissioni generate dal consumo di gas naturale, la cui produzione si è impennata grazie soprattutto all’intensa attività estrattiva degli Stati Uniti, e quelle causate dalle fuoriuscite di metano, molte delle quali correlate al fracking. Di contro, segnala il report, le nuove installazioni di energie rinnovabili hanno visto un sostanziale stallo dopo un decennio di continua crescita.

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Michael Jackson, grandezza e caduta di una popstar: dieci anni fa l’addio, oggi le polemiche

Dom, 06/23/2019 - 16:00

Il 25 giugno 2009, a Los Angeles, moriva l’artista soprannominato ‘il re del Pop’. Ma dopo le lacrime e le celebrazioni, sono arrivate, postume, le accuse di molestie. Contenute in un documentario sconvolgente. Chi era davvero Jackson?

Angelo o diavolo? Ma se, come è più probabile, non fosse stato né l’uno né l’altro? Michael Jackson, scomparso esattamente dieci anni fa, non era certamente un santo, cosa che con buona certezza non è la stragrande maggioranza degli esseri umani, ma era sicuramente un grande artista.

E forse non era nemmeno un diavolo, anche se in tanti oggi pensano lo sia stato. Di certo, Michael Joseph Jacksonmorto dieci anni fa nella sua casa di Los Angeles, è stato uno dei personaggi che ha contribuito a definire il mondo dello spettacolo della fine del secolo scorso. Lo ha fatto cambiando le regole del pop, usando i videoclip, costruendo degli show in cui alla fine addirittura volava, costruendo il suo personaggio e portandolo al livello del mito.

Chiediamocelo ancora: angelo o diavolo? E se alla fine Michael Jackson fosse stato entrambi? Non c’è dubbio che volendo raccontare la storia di Jackson l’aggettivo “normale”, sempre che l’aggettivo abbia qualche senso se applicato a una star del mondo dello spettacolo, è del tutto inutilizzabile. Jacko “normale” non è mai stato, nel trionfo come nella fine, quando era sugli altari e quando è finito nella polvere. Ma forse nessuno di noi ha mai pensato che Jackson fosse ‘normale’, anzi nessuno di noi ha mai voluto che lo fosse.

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La violoncellista che suona in ospedale per i malati terminali

Dom, 06/23/2019 - 12:15

Così Claire Oppert, una famosa violoncellista francese allieta i pazienti ricoverati in ospedale

La musicista infatti da anni fa visite settimanali all’ospedale Sainte-Perine di Parigi portando con sé il suo violoncello e regala un piccolo concerto ai malati, suona nella sala comune, oppure affianco al letto dei pazienti del reparto di oncologia e di cure palliative, ogni settimana nuovi grandi classici, per alleviare le sofferenze di chi è ricoverato i compositori preferiti di Claire sono Franz Schubert e Johann Sebastian Bach, ma ha inserito nel suo repertorio anche Mozart, Brahms, Maghreb e molti altri, a seconda di quello che il suo pubblico, quello dei pazienti, gli chiede di suonare.

Le persone per cui suona solo solitamente malati terminali o persone che stanno vivendo grandi sofferenze, fisiche e psicologiche, e la musica classica aiuta ad alleviare il dolore, trasporta per qualche ora in un’altro mondo, cullati dalle note dei grandi classici, si risolleva l’animo e lo spirito.

Nonostante sia una musicista professionista e stia girando il mondo con il suo strumento, la violoncellista ha un appuntamento fisso con il suo pubblico speciale, ogni venerdì, in ospedale, ormai sia per i pazienti che per il personale medico ed infermieristico, è diventato un appuntamento a cui non si può mancare.

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Biocarburanti dal whisky e dal cioccolato

Dom, 06/23/2019 - 09:08

In tutto il mondo ricercatori studiano nuove fonti rinnovabili, a basso impatto ambientale e sulla salute, per produrre biocarburanti: scarti vegetali, colza, olio fritto…

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Perché dobbiamo dichiarare l’emergenza ambientale ora

Dom, 06/23/2019 - 09:00

Il 5 giugno scorso, durante la Giornata Mondiale dell’Ambiente, il Senato ha discusso quattro mozioni a tema ambientale, respingendo quelle che chiedevano al governo un maggiore impegno per raggiungere obiettivi più ambiziosi nell’attuazione dell’Accordo di Parigi sul clima. Perdendo l’occasione di dichiarare lo stato di emergenza climatica, le istituzioni italiane hanno rinunciato a una presa di posizione netta sull’urgenza del problema. È stata invece approvata la mozione 135 della senatrice Patty L’Abbate (M5S) che, senza approfondire le iniziative necessarie e le scadenze, raccomanda di “ricorrere all’eco design, favorire l’autoproduzione distribuita di energia da fonti rinnovabili; promuovere campagne di sensibilizzazione e informazione rivolte ai cittadini in sinergia con gli enti locali, anche mediante l’introduzione dell’educazione ambientale nelle scuole”, con cui attuare delle “politiche serie e concrete finalizzate alla decarbonizzazione dell’economia”.

Nel complesso si tratta di affermazioni vaghe che non prevedono tagli ai fondi a sostegno delle energie fossili, anche se il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha espresso comunque soddisfazione per “una presa di posizione da cui non si può tornare indietro”.  In particolare, tra le mozioni rifiutate, la mozione 85 (testo 3) del senatore Andrea Ferrazzi (Pd) faceva esplicito riferimento ai concetti di green economy ed economia circolare come pilastri delle strategie contro il surriscaldamento globale.

La  mozione 97, proposta dalla senatrice Maria Alessandra Gallone (Fi) ricordava che il nostro Paese ha ripetutamente violato i limiti annuali di biossido di azoto nelle città e non ha adeguato i sistemi di trattamento delle acque di scarico secondo le norme europee, venendo deferito dalla Commissione europea. Ma è soprattutto la mozione 122, firmata dalla senatrice Loredana De Petris (Misto – Leu), che ha fatto discutere con la sua proposta di un green new deal anche per l’Italia, proponendo la rimozione degli incentivi alle energie combustibili fossili e la dichiarazione dello stato di emergenza climatica. 

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Gli strani casi dell’animo umano: “Quelli che si comportano, fuori, come se fossero a casa”

Dom, 06/23/2019 - 07:00

Ma ci sarà pure una differenza tra ciò che si può fare dentro casa e ciò che è ammesso nei luoghi pubblici. 

Ecco, parliamone. Parliamo di quelli: quelli del prossimo decalogo in 7 punti (sic!), suggestivo più che esaustivo:

1) Quelli che al cinema masticano. Patatine, croccante, miccette e tric trac. Per 180 minuti. Per tutta la maratona de “Il Signore degli anelli”. Mordono, sgranocchiano, ruminano. E poi cercano cose nelle buste. Ma che cercate, nelle buste? Nella carta del pane, nella stagnola, nel pluriball. E leggono il cellulare. Illuminano, fotografano, ascoltano vocali. Senza arrivare a quelli che commentano e anticipano le scene. #sonolorochenonarrivanoallafine #soffocarneunopereducarnecento #noallamanovradiheimlich

2) Quelli che lasciano che i bimbi si rincorrano gridando in mezzo ai tavoli dei ristoranti, come se fossero figli di tutti. O, in alternativa, propinano a tutta la sala “il gatto con gli stivali” su iPad a volume altissimo. Che “mica gli puoi dare le cuffiette: fanno male alle orecchie!”  #ancheiopossofaremalealleorecchie #dipiù #fidati 

3) Quelli che litigano gridando in pubblico e poi ti chiedono perché cavolo non ti faccia gli affari tuoi. #cihoprovatomanonmisento #quellochehailanciatoerailmiopiatto

4) Quelli che in fila dal medico ti raccontano gli affari propri come se vi conosceste. Ada, Carla, la portiera e il cane della cugina. Sta male. Mi dispiace. Ma è stato tanto di compagnia. Sono contenta per te. Mancherà a tutti. Ne sono certa. Ora ti faccio vedere le foto. #pietàlefotono #signorapassiavantilaprego #infermieradellacicuta

5) Quelli che parlano nelle saune, bagni turchi, zone relax. Non importa di cosa. #osisudaosiparla #nomultitasking 

6) Quelli che camminano per strada con la musica a palla dal cellulare. Una volta lo facevano “gli indiani” sulle bici in campagna; tornando dai campi, al buio, dopo aver lavorato per 12 ore a 2 euro. Lo facevano per non essere investiti e per farsi compagnia. Ora, anche su questo, prima gli italiani. #solosullamusicamolesta #colcacchiocheandatearaccogliereipomodori 

7) Quelle che sembrano uscite di casa un tantinello di corsa. Dice, infatti, che va tanto di moda indossare nei locali la biancheria intima. Cioè, le giovani donne escono in body di pizzo senza sentire la necessità di aggiungere uno strato ulteriore. #aimieitempiquieratuttacampagna #attiscemiinluogopubblico

Mamma, in albergo, diceva: «Comportati bene, mica siamo a casa!»

E, tra le mura domestiche: «Questa casa non è un albergo!»

Forse è qui che nasce l’equivoco originario: ecco perché siamo sempre un po’ fuori luogo. Ma esiste un posto in cui essere liberi di fare come ci pare? #lisolachenoncè #lacasadellelibertà #saichitisalutauncasino 

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Il gatto-volpe esiste davvero e vive in Corsica

Sab, 06/22/2019 - 19:00

Sulle montagne della Corsica è stata avvistata una nuova specie: il gatto-volpe.

A vederlo potrebbe sembrare un micio qualsiasi, ma se lo si osserva bene saltano all’occhio delle caratteristiche particolari. Intanto ha dei denti canini molto più lunghi rispetto ai gatti comuni. Anche la coda risulta differente, con diversi anelli di colore più scuro e la punte nera. Il pelo è setoso e fitto, così da riuscire a respingere le zecche, pidocchi, pulci e altri tipi di parassiti. Le orecchie sono larghe, le zampe posteriori sono scure e quelle anteriori invece tigrate. Anche la lunghezza è diversa, 90 centimetri dalla testa alla coda. Praticamente è un miscuglio tra un comune gattino da appartamento e una bella volpe selvatica.

Per anni ritenuto solo una leggenda, dal 2016 i ranger sono riusciti a catturarne 12 esemplari nelle foreste nel nord della Corsica. In tutto ne sarebbero stati avvistati sedici. Tutti i soggetti catturati sono stati presi con metodi assolutamente non violenti e rilasciati subito dopo essere stati studiati. Gli esami effettuati hanno rilevato che il Dna di questi gattoni particolari e bellissimi, non è uguale a quello del nostro micio. Molto più simile al gatto selvatico africano, felis silvestris lybica, che al cugino europeo, felis silvestris silvestris.

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Aria condizionata e schermi, doppio stress per gli occhi

Sab, 06/22/2019 - 16:00

Aria condizionata e schermi, doppio stress per gli occhi: quando in estate aprire le finestre non migliora la situazione di caldo opprimente di case e uffici, ci chiudiamo dentro sparando l’aria condizionata al massimo. Un classico, che se associato al trascorrere di ore davanti allo schermo di un computer o del nostro smartphone, può creare un doppio stress per gli occhi

La situazione peggiora in presenza di un difetto di vista non corretto e si aggrava se la luminosità della stanza è disomogenea, soprattutto rispetto allo schermo del computer. A sottolineare la necessità di proteggere gli occhi in estate, non solo dai raggi del sole, è Gianluca Manni, docente di Clinica oculistica dell’università di Roma Tor Vergata. «In realtà – spiega all’AdnKronos Salute – l’ aria condizionata ha sugli occhi gli stessi effetti collaterali del riscaldamento elevato d’inverno. Si tratta di microclimi che tendono a far asciugare il film lacrimale che protegge la cornea. Si determina infatti un’evaporazione più elevata del film. Questo ci induce a sbattere più frequentemente le palpebre per umidificare ed evitare la sensazione di corpo estraneo o di sabbia negli occhi dovuto alla disidratazione. In questo caso è utile istillare negli occhi lacrime artificiali senza conservati. E se il sintomo persiste, serve consultare l’oculista».

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Gli agricoltori nel Salento che hanno deciso di coltivare utilizzando meno acqua possibile

Sab, 06/22/2019 - 12:30

Due generazioni di agricoltori pugliesi mi hanno raccontato come si fa a coltivare senza irrigare. E come spesso accade, le buone pratiche ambientali vengono dal passato.

In un momento storico cruciale, in cui i cambiamenti climatici non possono più essere ignorati, ogni azione che sostiene l’ambiente va valorizzata e conosciuta meglio. Da quando ci siamo ‘svegliati dal torpore’ – forse ancora non abbastanza – ogni giorno veniamo bombardati da consigli e pratiche per diminuire il nostro impatto sull’ambiente, vediamo addirittura comparire strani piatti realizzati con foglie sulle nostre home di Facebook e Instagram. Ma, se alcune pratiche a favore dell’ambiente, si basassero sul solo recupero di antiche tecniche dimenticate nel corso dei decenni? È il caso dell’aridocoltura.

L’aridocoltura è una tecnica recuperata, il Salento è una regione priva di corsi d’acqua. C’è acqua, ma è tutta sotterranea. Oggi ci sono i pozzi, ma un tempo bisognava centellinare ogni litro d’acqua, per esempio la stessa bacinella d’acqua in cui si lavavano 5 persone, veniva poi riutilizzata per irrigare i campi.

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Anticitera, l’isola greca paradisiaca cerca (disperatamente) abitanti

Sab, 06/22/2019 - 09:00

Si chiama Antikythera, è un pezzetto di terra in mezzo al Mediterraneo e conta poche decine di abitanti. Chi l’ha visitata parla di un vero e proprio paradiso terrestre: scogliere a picco sul mare, spiagge mozzafiato, mare pazzesco e tranquillità. È un’isola greca, ma non ha niente a che fare con il caos e la confusione delle cugine Mykonos e Santorini.

Anticitera – questo il nome italiano dell’isolotto – si trova non troppo lontano da Creta, a sud del Peloponneso, ed è a corto di abitanti: in tutto ce ne sono una trentina. Solo tre bambini, tanto che le porte della scuola sono rimaste chiuse per oltre venti anni Insomma, il futuro dell’isola è segnato, se qualcuno non decide di prendere un traghetto e mettere radici lì.

Ed è proprio questo il fine della campagna lanciata: il ripopolamento dell’isola per assicurare un minimo di ricambio generazionale. L’appello è stato lanciato sul Los Angeles Times, in cui si legge che l’isola ormai è un posto per pensionati. La maggior parte delle persone, nel bel mezzo della crisi economica, hanno deciso di lasciare Anticitera in cerca di fortuna altrove.

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Vinci solo se fai la pace con te

Sab, 06/22/2019 - 08:00

Anche quest’estate terrò con i miei collaboratori ad Alcatraz un corso di Yoga Demenziale… Ne ho fatti più di 300 in 32 anni, un bel numero…
E sempre cerco di sfruttare le domande che mi vengono fatte per cambiare punto di vista e valutare aspetti che non avevo osservato con attenzione.
Stavo parlando della comunicazione non verbale e di come, con micro cambiamenti delle espressioni del viso, della posizione del corpo e della tonalità della voce comunichiamo con le persone che ci sono di fronte.
Se sono in spiaggia e incontro una persona che non conosco, in costume da bagno, ho pochi elementi razionali per capire se è ricco o povero, colto o ignorante; ciononostante, in pochi secondi, mi basta guardarla muoversi e ascoltare la sua voce per decidere se mi sta simpatica o no.
Si tratta di un giudizio elaborato dalla nostra mente non razionale, istintiva, animale, che si basa su segnali corporei che durano centesimi di secondo e che la mente razionale, evoluta, non è in grado neppure di registrare.
Stavo dicendo che se è vero che questi segnali esistono e sono evidenti e potenti, quello che si racconta nei telefilm, sulla lettura del linguaggio corporeo, è esagerato proprio perché solo rivedendo un video girato a mille fotogrammi al secondo si possono vedere questi segnali. Pensare di poterli leggere e di controllare le risposte corporee è un’illusione (che ha travolto la vita di molti che usano malamente varie “tecniche psicologiche” come la Pnl, Programmazione Neuro Linguistica).
Un giovane mi ha chiesto quale sia il sistema per ottenere una comunicazione non verbale più efficace e positiva.
Ho risposto che in effetti non lo so e non credo che ci sia un modo, anche se il mercato è pieno di imbonitori che vendono trucchi per rendere più potente e persuasivo il proprio linguaggio corporeo. Ma non funzionano. Proprio perché la comunicazione corporea è troppo veloce, sequenze di pochi centesimi di secondo.
Mentre parlavo mi è poi venuto in mente che nel 1976 ero stato molto impressionato da un articolo che raccontava di un giovane imprenditore che teneva personalmente corsi ai suoi venditori, insegnando tecniche di manipolazione non verbale. Entrava nei dettagli minimi, ad esempio spiegando che non si deve appoggiare la propria borsa sulla scrivania del cliente perché è un gesto invasivo. La borsa va appoggiata per terra così da chinarsi più volte per estrarre dépliant e formulari, eseguendo in questo modo una movenza di inchino e di offerta che sottintende sottomissione.
Quell’imprenditore si chiamava Silvio Berlusconi. E certamente le sue tecniche relazionali gli hanno dato notevoli vantaggi immediati. Ma vediamo anche che negli anni non gli hanno evitato di circondarsi di profittatori, succhiasoldi, traditori e persone che al posto del cuore hanno il tassametro… Sai quanto si sarebbe divertito di più Berlusconi se invece di fare il grosso fosse venuto a darmi una mano ad Alcatraz? Magari avrebbe guadagnato un po’ meno… Ma cosa c’è che ti puoi comprare con 7 miliardi di euro che non ti puoi comprare con 100 milioni di euro? (come chiese uno dei due fratelli McDonald all’altro fratello, mentre discutevano sulla possibilità di vendere la loro catena di paninerie rinunciando a possibili immensi guadagni successivi, per ritirarsi dall’attività lavorativa e darsi alla bella vita).
Se il tuo scopo è quello di vivere in armonia con gli altri, i trucchi dei mercanti di persuasione è meglio che li lasci perdere. Ti portano fuori strada. Generalmente non funzionano (Silvio era un grande persuasore istintivo); e se poi, puta caso, funzionano sei nella merda.

Alcune correnti della cultura orientale si sono occupate a fondo di questa questione.
Secondo alcune fazioni taoiste e la gran parte dei Trukese e degli Yapese (popoli semi matriarcali e pacifici della Micronesia), il problema dell’essere umano è che siamo abitati da molte identità. È una realtà che tutti sperimentiamo quando dobbiamo prendere alcune decisioni sulle quali siamo (appunto) divisi. Una parte di me vuole andare al mare, un’altra no, un’altra è dubbiosa.
Essi credono che questa discussione interiore, questa molteplicità di punti di vista dentro se stessi, sia una questione centrale per il benessere umano.
C’è chi vuole dimagrire e allora apre una vera e propria guerra contro la propria identità golosa, la chiude in gabbia.
E quella cerca continuamente di evadere e buttarsi dentro il frigorifero allo scopo di devastarlo.
Non riesci a odiare una parte di te e a reprimerla senza odiarti. E finisce che fai una serie di azioni e lanci una serie di messaggi corporei contro di te.
E questo fa male alla salute e ti procura storie sgradevoli.
L’obiettivo della vita, secondo questi saggi, è proprio riuscire a conoscere e comprendere le proprie identità e arrivare a un accordo, a una mediazione. Magari mangi un po’ di meno ma solo cose sopraffine, così che anche il goloso che è in te ha la sua soddisfazione e il riconoscimento dei suoi diritti.
Esiste una corrente di pensiero all’interno del Kung Fu che ha portato alla creazione in Giappone dello Judo e dell’Aikido. Si tratta di due scuole di arti marziali che non prevedono colpi d’attacco ma solo di difesa.
L’idea soggiacente è che l’essere umano sia sostanzialmente, naturalmente, istintivamente buono, cooperativo e solidale. E anche il più cattivo dei malvagi, che per essere così stronzo deve avere una terribile guerra interiore, quando ti aggredisce sente la sua reclusa identità gentile che protesta e percepisce un sordo senso di colpa. Quindi il violento quando ti attacca è diviso in due. Hai contro due identità, due poli energetici. E questo toglie forza all’aggressore.
Se tu sei in uno stato di pace con le tue identità e i tuoi desideri, se tu non odi l’aggressore, se tu semplicemente difendi il tuo diritto alla vita, allora sei una persona sola, sei uno. L’aggressore colpisce con una sola identità, l’altra sua identità non partecipa. Combatti ogni volta con le tue due metà unite. Lo scontro è sempre 2 contro 1.
Inoltre quando l’aggressore tenta di colpirti deve entrare nel tuo spazio vitale. Tu sei già lì. Quindi tu sei sempre non solo più forte (2 contro 1) ma anche più veloce. Quindi puoi dargliele di santa ragione. E con questo discorso si capisce anche perché esiste il modo di dire “di santa ragione”: si dice così proprio perché quando gliele dai al malvagio non hai tentennamenti, perché hai ragione.
Creare pace tra le proprie diverse aspirazioni, capire e accettare anche le nostre identità strampalate, volersi bene, sono le uniche azioni che possono influire veramente, in modo positivo, sulla nostra comunicazione non verbale, sull’immagine di noi che proiettiamo agli altri e anche sul nostro carisma. Le persone adorano chi è un essere umano intero.
La scissione dell’anima ti contamina.
Ascoltare i nostri desideri profondi ci permette di ascoltare e capire quelli delle persone che amiamo: è conveniente in maniera pazzesca! (se vuoi vivere gradevolmente).
Mio padre mi ha sempre detto: “Fai quel che vuoi che campi di più”. L’arte è capire cosa vuoi.

Vedi anche: Perché non credi al potere dei tuoi muscoli
Ci pensi tu a distruggere la tua vita o ti fai aiutare da qualcuno?
Scacco matto spirituale in 4 mosse 
Quanto è creativa la tua tribù?
Come compiere miracoli e altre cose facili da fare
La mente mente continuamente?
Il pensiero che guarisce
Avere sempre ragione fa malissimo alla salute

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Un gioiello, un’Avventura di latta

Sab, 06/22/2019 - 05:05

In Via Tribunali 188 a Napoli si trova il Laboratorio l’Avventura di Latta dove ragazzi italiani e immigrati creano gioielli, vasi, lampade lavorando metalli poveri e di riciclo.

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Smartphone, della loro intensa vita notturna sappiamo poco o niente

Ven, 06/21/2019 - 21:25

Un giornalista del The Washington PostGeoffrey Fowler, ha affidato, verso la fine del mese di maggio, il suo fidato iPhone alle cure di un esperto di sicurezza per un esperimento tanto suggestivo quanto inquietante: tenerlo sotto controllo, soprattutto quando lasciato solo, e vedere se, di notte, facesse circolare dati e trasmettesse informazioni di sua iniziativa. E a loro insaputa. Fowler e il suo tecnico hanno scoperto, verso le quattro del mattino, che il telefono era, da ore, particolarmente impegnato a trasmettere dati a destra e a manca.

Molte app, con il telefono inutilizzato, inviavano informazioni sul modello, sui suoi contenuti e sui dati del proprietario a decine di società in tutto il mondo. A viaggiare, col calare della sera, erano numero di telefono, indirizzo e-mail, l’esatta posizione geografica del dispositivo, i codici identificativi e l’indirizzo IP. Molti di questi dati venivano inviati ogni cinque minuti, per garantire un processo costante di aggiornamento delle informazioni.

La scoperta di questa vivace vita notturna del telefono mentre lui dormiva ha spinto il giornalista a porsi delle domande che, in effetti, ci dovremmo porre tutti: quando queste informazioni sono trasmesse, vengono eliminati tutti i dati che ci potrebbero identificare (e, quindi, nonostante questa intensa attività di comunicazione verso l’esterno, la nostra privacy sarebbe rispettata) o, al contrario, queste app trasmettono anche dati che ci rendono chiaramente identificabili? 

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Cosa penso della maturità

Ven, 06/21/2019 - 16:00

Maturità 2019, Esami di stato! #studentinonesperimenti

Fonte: canale YouTube di tommycassi

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Parroco di Lampedusa dorme sul sagrato «Fin quando profughi Sea Watch non scenderanno a terra in un porto sicuro»

Ven, 06/21/2019 - 15:00

La notte è passata e siamo all’ottavo giorno di stallo: la Sea Watch 3 è ancora bloccata in acque internazionali, con a bordo salvati e salvatori. Continueremo a dormire sul sagrato della Chiesa finché non sarà consentito loro di scendere a terra in un porto sicuro”.

È l’annuncio del parroco di Lampedusa don Carmelo La Magra che la notte scorsa ha dormito, con un gruppo di attivisti di Forum Solidale Lampedusa e alcuni turisti, sul sagrato della chiesa San Gerlando.

Il nostro è un semplice gesto di solidarietà nei confronti di persone che stanno soffrendo inutilmente – dice il parroco – Mettiamo simbolicamente in gioco i nostri copri nel tentativo di dare visibilità e voce agli ultimi della terra, nostri fratelli e sorelle, nostri simili”.

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Un giorno di lavoro alla settimana è la dose più “efficace” per la salute mentale

Ven, 06/21/2019 - 13:42

Solo un giorno di lavoro a settimana è la “dose più efficace” per dare benefici per la salute mentale del lavoro retribuito, suggerisce la ricerca. Uno studio ha indicato che il rischio di problemi di salute mentale si riduce del 30% quando le persone passano dalla disoccupazione o dalla genitorialità domiciliare a un lavoro retribuito di otto ore o meno a settimana.

Ma i ricercatori delle università di Cambridge e Salford non hanno trovato prove del fatto che lavorare per più di otto ore abbia fornito ulteriori stimoli al benessere. I sociologi avevano deciso di definire un “dosaggio” raccomandato di esso per un benessere ottimale e le loro scoperte sono pubblicate sulla rivista Social Science And Medicine.

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Oggi è la prima giornata mondiale dedicata alla giraffa

Ven, 06/21/2019 - 11:31

Il 21 giugno si celebra la prima edizione della Giornata mondiale della giraffa, istituita dalla Giraffe Conservation Foundation (Gcf) con l’obiettivo di raccogliere fondi per proteggere questi animali. All’iniziativa, che ha riscosso consensi in tutto il mondo, hanno aderito governi, associazioni non governative e organizzazioni ambientaliste.

La situazione è piuttosto critica: dagli anni Novanta a oggi la popolazione in natura delle giraffe è scesa da 140mila a 80mila esemplari, una diminuzione di circa il 40% in poco più di vent’anni.

Se non si dovesse invertire la tendenza, secondo gli scienziati l’estinzione di questo animale potrebbe avvenire molto presto. Le cause principali del rapido declino sono da imputare alla perdita dell’habitat e al bracconaggio. Quindi, all’uomo. Continua a leggere e guarda la gallery [Fonte: La prima giornata mondiale dedicata alla giraffa– WIRED di Daniele Biaggi]

Panoramica dalla stampa nazionale:

  • LA SILENZIOSA ESTINZIONE DELLE GIRAFFE, SONO CIRCA 68 MILA QUELLE LIBERE IN NATURA […]  Cinque curiosità sulle giraffe:

1. Collo lungo e cuore grande – Il collo lungo è la caratteristica distintiva delle giraffe ma forse non molti sanno che questi eleganti mammiferi hanno solo sette vertebre cervicali, esattamente come l’uomo, con la differenza che ogni vertebra di giraffa misura fino a 25 centimetri. Ma hanno anche un gran cuore: a causa della loro particolare morfologia, le giraffe possiedono un sistema cardiovascolare altamente specializzato, con un cuore che pesa 11 chili ed è lungo 60 centimetri.

2. Veloci a scappare ma non indifese – Sulle brevi distanze, le giraffe riescono a correre a una velocità di 56 chilometri orari; quindi, se vengono attaccate da un predatore, sono più propense a scappare piuttosto che a reagire ma non per questo sono indifese. Un calcio veloce sferrato dalla lunga zampa di una giraffa, infatti, può ferire gravemente o perfino uccidere un leone.

3. Acqua ogni due giorni ma tanto cibo – Sembra incredibile, ma le giraffe hanno bisogno di bere solamente una volta ogni due giorni: la maggior parte dell’acqua di cui hanno bisogno, infatti, proviene dai vegetali che fanno parte della loro dieta. Il fatto di doversi abbeverare così poco è un fattore positivo: la lunghezza del collo non rende facile abbeverarsi e la posizione che la giraffa è costretta ad assumere in queste occasioni la rende più vulnerabile ai predatori.

4. Un brusco benvenuto per i cuccioli – Quando una femmina di giraffa sta per dare alla luce i suoi cuccioli, raggiunge spesso il luogo in cui lei stessa è nata. Qui i neonati ricevono un brusco benvenuto al mondo, dal momento che cadono da circa un metro e mezzo d’altezza ma i cuccioli di giraffa sono in grado di alzarsi in piedi e camminare già dopo un’ora dalla nascita.

5. Stese a dormire ma solo per pochi minuti – Le giraffe di solito dormono in piedi, anche se in alcuni casi è possibile trovarle accoccolate al suolo, ma solo per riposi davvero brevi, di circa 6 minuti, perché si tratta di una posizione che le rende vulnerabili. Continua a leggere [Fonte: REPUBBLICA.IT

  • JOEL SARTORE E IL PROGETTO PHOTO ARK. Un database fotografico di tutte le specie animali in via di estinzione. 10 anni fa il fotografo Joel Sartore ha dato vita a un’impresa “biblica”: fotografare 12mila specie di animali in via d’estinzione. Con lo scopo di documentare la biodiversità del nostro pianeta e sensibilizzare alla conservazione della specie, ha cominciato fotografando una talpa senza pelo in uno zoo del Nebraska, e il suo viaggio lo ha portato in 40 Paesi – dall’ Antartide alla Foresta Amazzonica – girando gli zoo e gli habitat di tutto il mondo. Continua a leggere
[Fonte: PEOPLEFORPLANET di Simone Canova]

  • GIRAFFE, ELEFANTI E LEONI: LI VEDI OVUNQUE MA QUELLI VERI SPARIRANNO A BREVE Non se ne parla molto, in fondo l’importante è vederli ancora al cinema, come peluche o nelle pubblicità. Ma in realtà sono condannati all’estinzione. Giraffe, elefanti e leoni (e molti altri animali “famosi”) sono condannati all’estinzione in natura, anche perché Donald Trump non ha l’hobby del trophy hunting e dunque, in poche parole, chissenefrega.

Il trophy hunting è quell’attività regolamentata che consente a ricchi stranieri di andare in Africa a uccidere esemplari selezionati, magari anziani o malati, al fine di rimpinguare le casse dei parchi che ospitano gli ultimi animali-simbolo (detti anche big 5: leone, leopardo, giraffa, bufalo ed elefante). È una pratica tristemente fondamentale per la loro sopravvivenza, e presidenti Usa molto poco ambientalisti, ma pur sempre amanti del trophy hunting, hanno in passato agito al fine di evitare l’estinzione dei big 5. Il tema è fondamentale quando si parla di protezionismo. L’errore più grande che potremmo fare, da occidentali, è quello di disprezzare i bracconieri e accusarli di essere il male. Si tratta spesso di uomini e donne che semplicemente vedono nella caccia illegale l’unica possibile risorsa per sopravvivere. In Kenya, Mozambico e Zambia, nulla ha aiutato a fermare il bracconaggio come dare loro un’alternativa, ad esempio – paradossalmente – arruolarli come guardie forestali nei parchi: questo ha ridotto del 90% il numero degli animali uccisi (fonte: Earth.com). In fondo il turismo da safari fotografico è attualmente una delle poche ricchezze di quelle terre. Continua a leggere [Fonte: PEOPLEFORPLANET di Michela Dell’amico]

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Workshop teatrale con Lucia Vasini, Mario Pirovano e Jacopo Fo

Ven, 06/21/2019 - 11:27

Lucia Vasini, Mario Pirovano e Jacopo Fo vi accompagneranno in un percorso che toccherà gli aspetti fondamentali della recitazione. Verrà affrontato l’argomento “teatro” sotto vari punti di vista: lo spettacolo, il gioco, la scrittura e la rappresentazione di un testo teatrale, la recitazione, la regia, l’interpretazione, la costruzione dello spazio scenico e della relazione con il pubblico, i movimenti scenici, la maschera nella commedia dell’arte e l’importanza della mimica facciale, l’uso della voce, la gestualità e la valorizzazione della espressioni.
Si parlerà di teatro e arte, di passione e emozioni, di empatia e comunicazione.
I partecipanti potranno misurarsi direttamente con la recitazione, la mimica e la dialettica di scena e potranno assistere a spettacoli messi in scena da Lucia Vasini, Jacopo Fo e Mario Pirovano.
Un’esperienza unica: un insegnamento fuori dagli schemi della lezione classica. Condividendo momenti della giornata, facendo prove, ascoltandosi e ascoltando gli altri, imparando dagli errori di tutti, vivendo insieme momenti di allegria e giochi, si vivrà l’atmosfera festosa di una Compagnia Teatrale immergendosi completamente nel gioco del teatro grazie a quel capolavoro che è la vita!
Mettendo in pratica fin da subito gli insegnamenti ricevuti si vedrà come il testo iniziale viene rimodellato e riscritto via via che lo si prova di fronte a un pubblico; e come il modo di raccontare sia dettato dal racconto e possa trovare un suo naturale equilibrio proprio a partire dal senso di quel che si vuole dire. Infatti, come ci insegna il teatro di Dario Fo e Franca Rame, anche la scelta dei canoni estetici non deve avvenire per arbitrario gusto formale, ma è insita nel discorso stesso che si vuole rappresentare.

WorkShop Teatrale organizzato in collaborazione con la Compagnia Teatrale Fo Rame e con Corvino Produzioni

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